Analisi Termografiche

Lo studio esegue analisi termografiche non invasive per la diagnosi ed il risanamento energetico.

   

L’analisi termografica è una tecnica in grado di percepire e valutare la radiazione che qualunque corpo emette nello spettro infrarosso sottoforma di irraggiamento, e con valore tanto maggiore quanto più alta è la propria temperatura. L'infrarosso non è visibile e deve quindi essere visualizzato ed elaborato mediante le Termocamere, strumenti che forniscono un'immagine con diverse gradazioni di colore, ciascuno correlabile alla relativa temperatura superficiale dell'elemento fotografato. La Termografia riveste un ruolo essenziale nelle indagini non distruttive che sono disciplinate dalle norme UNI EN 473.

La Tecnica termografica si è evoluta a tal punto da diventare uno degli strumenti diagnostici più importanti per la manutenzione preventiva. Rilevando anomalie spesso invisibili ad occhio nudo, di fatti, tale metodo consente di adottare contromisure correttive prima che si verifichino costosi guasti al sistema.

L’analisi termografica viene impiegata per verificare la qualità costruttiva, nella progettazione, rilevare ponti termici, distacchi di intonaci, umidità ed acqua dispersa nelle strutture, ricerca perdite impianti, dispersioni energetiche, guasti elettrici e supporto a Certificazioni Energetiche.

Ambiti di applicazione della termografia ad infrarossi nell’edilizia
- Identificare vuoti e/o cavità nella muratura, occultate dal rivestimento.
- Identificare differenti tessiture murarie, occultate dall’intonaco.
- Localizzare la presenza di elementi strutturali lapidei, metallici o lignei, coperti da decorazioni e/o modanature.
- Rivelare cavità o canne fumarie occluse perché in disuso o murate.
- Osservare ammorsature tra strutture murarie con materiali differenti.
- Osservare centinature di coperture voltate.
- Osservare strutture in c.a. (solai, travi, pilastri).
- Rivelare la presenza di impianti idrici, termici e sanitari in funzione ed identificarne eventuali perdite.
- Rivelare le canalizzazioni di distribuzione degli impianti elettrici.
- Rivelare le dispersioni dovute a deficienze di coibentazione, posa non corretta degli isolanti e delle guaine (e soprattutto del cappotto termico isolante!), mancata adesione dell’isolante con il sottofondo murario, distacchi corticali non visibili ad occhio nudo, danneggiamento delle impermeabilizzazioni e relative infiltrazioni d’acqua.
- Coadiuvare il certificatore nella diagnosi energetica degli edifici, ponderando l’incidenza dei ponti termici nell’isolamento dell’involucro.
- Rivelare eventuali elementi metallici nella muratura (capo chiavi, catene, etc.).
- Rivelare distacchi di pannelli, piastrelle, pietre o mosaici in facciata e/o sui pavimenti.
- Rivelare infiltrazioni d’aria nei serramenti, indicando errato montaggio o allineamento.
- Verificare il regime termo igrometrico della muratura, individuando eventuali problemi di muffa, condensa, umidità e capillarità nelle strutture.
- Verificare eventuali protettivi e idrorepellenti applicati sulle strutture.
- Verificare e collaudare gli eventuali sistemi di deumidificazione della muratura e loro efficacia.
- Eseguire una manutenzione predittiva per verificare il degrado precoce dei materiali.
- Verificare l’omogeneità nella realizzazione di manufatti in calcestruzzo, sia per gettata in sito che precompressi.
- Verificare l’omogeneità dopo interventi di ristrutturazione di facciate e/o parti di esse con malte e resine cementizie diverse dalle originali.



Condizioni ideali per la termografia in edilizia
Le condizioni ambientali per effettuare misure ideali nell’ambito delle analisi termografiche sono le seguenti:
1. Condizioni atmosferiche stabili;
2. Cielo nuvoloso prima e durante la misura (per misure all’aperto);
3. Assenza di luce solare diretta prima e durante la misura;
4. Assenza di precipitazioni;
5. Superficie dell’oggetto di misura asciutta e priva di fonti termiche d’interferenza (es. assenza di fogliame sulla superficie);
6. Assenza di vento o correnti d’aria;
7. Assenza di fonti d’interferenza nell’ambiente di misura o nel percorso di trasmissione;
8. La superficie dell’oggetto di misura è ottimale se ha emissività elevata e nota.