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tracce

di  Marina Carpineti, Sara Ghioldi, Nicola Ludwig, Marco Giliberti, Antonio Rota

con Marina Carpineti, Marco Giliberti, Nicola Ludwig


Tre fisici sono in viaggio verso un congresso dove dovranno presentare i risultati della loro ricerca. Ciascuno di loro viaggia con un bagaglio di strumenti, esperimenti, libri ed esperienze personali.

Il viaggio è assunto a simbolo della ricerca.

I diverbi, le dissertazioni e i momenti di stasi nati lungo il cammino; alcune tappe forzate, gli intoppi, gli inconvenienti, così come gli slanci e gli entusiasmi, se da un lato ci raccontano il percorso dei tre personaggi, dall’altro ci rivelano come prende forma il pensiero scientifico.

Foto di Fabio Esposito
Archivio fotografico del Piccolo Teatro di Milano


Un video proiettato sullo sfondo accompagna le azioni e i pensieri dei fisici -attori e mostra come il motore della ricerca scientifica (cosi come di quella artistica) sia l’immaginazione.

“E’…necessaria l’immaginazione per creare dai suggerimenti le grandi generalizzazioni - per indovinare i meravigliosi, semplici ma molto strani schemi…… e poi sperimentare al fine di verificare se abbiamo indovinato gli schemi giusti…”

R.P. Feynman, La fisica di Feynman Zanichelli, Bologna 2001

Come per lo spettacolo precedente, un punto di forza e di originalità di Tracce è la realizzazione in scena di veri esperimenti scientifici.

“L’occhio non può vedere quello che la mente non è preparata ad accettare…” ci racconta uno dei personaggi davanti all’infinito di una notte stellata, ed è qui che lo “sguardo” del fisico diviene il protagonista, un  navigatore nei mari del possibile … e l’occhio educato dalla scienza si spinge al di là dell’orizzonte, dove il pensiero è punto di incontro tra sentire e comprendere.

Nel loro sforzo di creare un “dialogo polifonico” dove poesia, immaginazione, esperimenti e sapere scientifico coesistono nella messa in scena teatrale, gli autori si confrontano con i temi fondamentali della scienza: l’eguaglianza nella ricerca, l’emozione intellettuale del misurarsi con le leggi della natura, la consapevolezza di inserirsi in un solco tracciato nei secoli dai "grandi" della scienza.

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