Tutela del territorio

Tutela del territorio  e delle risorse pubbliche

Il Piano Strutturale di Grosseto, concordemente con il PTC della Provincia, già prevede la localizzazione di un Polo logistico, agroalimentare e intermodale in località Madonnino. Tale scelta è stata oggetto di approfonditi studi che hanno portato a modificare l'originaria localizzazione fatta negli anni '70 dal PRG ( Art. 83/2 PRG).
L'art. 110 del P.S. di Grosseto (che definisce i contenuti qualitativi e quantitativi dell' UTOE 110 - Braccagni) è chiaro: "In continuità dell'insediamento produttivo già indicato nel Piano Strutturale di Roccastrada si prevede la realizzazione di un Polo Logistico e/o Agroalimentare. Tale Polo è delimitato dal confine con il Comune di Roccastrada, dal tracciato della nuova  Aurelia, dalla S.P. n. 19 per Montemassi e dalla Via del Madonnino.
Gli edifici produttivi saranno di tipologia "intermedia" e "grande" per una superficie coperta di mq. 100.000 (pari a mq. 200.000 di s.l.p.)". Peraltro nella zona del Madonnino sono già stati spesi circa 8 milioni di Euro per la messa in sicurezza idraulica, e altri 8 milioni sono stati stanziati, per un totale di 16 milioni di fondi pubblici, investiti per realizzare, tra i vari obiettivi, anche il Polo Logistico e Agroalimentare.
Se il Comune oggi concedesse o aderisse alle richieste della PILT S.p.a., di delocalizzare il Polo permettendone (con una variante o con un Regolamento Urbanistico), la costruzione in altra zona, si renderebbe responsabile di un atto che renderebbe vani gli investimenti di fondi pubblici per la zona del Madonnino, e che contrasta con i principi di una gestione oculata dei fondi pubblici, ed in più permettendo una inutile distruzione del territorio agricolo comunale, distogliendolo dalla sua principale destinazione, che secondo i criteri dettati dal P.S e dal PTC sopra richiamati, è da considerare Capitale Fisso Sociale che tutti abbiamo il dovere di tutelare.
Inoltre il Comune, così facendo, non solo disattenderebbe ogni precedente previsione, senza che ce ne siano fondati e provati motivi di utilità sociale, ma contravverrebbe all'obbligo di strumento di salvaguardia e tutela del territorio che (a norma degli strumenti urbanistici in vigore e che ne vincolano l'azione) è fondato sui valori agro-ambientali, turistici, archeologici e storico insediativi, che costituiscono il patrimonio identitario del Comune e della sua comunità di cittadini, e che non può essere strumentalizzato per soddisfare interessi privati e di pochi industriali, che peraltro non hanno addotto a giustificazione delle loro richieste nessun documento giustificativo sul piano dello studio dei mercati e delle tendenze economiche e future della economia del nostro Comune e della provincia grossetana.
 

 

 

 

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