Motivi di ordine economico

 Motivi di ordine economico:

Poiché un Polo Logistico rappresenta un grande investimento (sia pubblico che privato) e poiché ha un grosso impatto sia sull'economia locale che sul territorio, è assolutamente necessario che se ne dimostri ...A PRIORI non solo la sua fattibilità dal punto di vista strettamente logistico (mera movimentazione di merci con analisi dei flussi qualitativi e quantitativi), ma anche dal punto di vista economico, al fine di garantirne funzionalità ed esistenza nel corso del tempo. Infatti, in mancanza di "giustificazioni" economiche, gli operatori privati non popoleranno mai l'area adiacente al Polo stesso.
Non è chiaro cosa si voglia realizzare nell'area di Braccagni, ma dall'estensione delle superfici (quasi 34 ha), si ritiene che si voglia considerare nel suo insieme sia l'area che strettamente afferisce ad un Polo logistico (nel senso stretto del termine, che non necessita di più di un paio di ettari), sia l'area necessaria agli insediamenti industriali che verranno attratti dal Polo logistico stesso, una volta in funzione. Questi insediamenti saranno realizzati da imprese private, attratte dalle opportunità di business create dal Polo stesso.
Ma quanto sopra riportato, in una corretta implementazione, deve essere verificato sia dal punto di vista strettamente economico-finanziario, per i privati che vi intervengono (al fine di scongiurare abbandoni che porterebbero inevitabilmente a rallentare, se non a bloccare, lo sviluppo dell'iniziativa o, peggio, all'assenza di insediamenti ad iniziativa privata) ma anche dal punto di vista più ampio di una analisi costi-benefici, per i soggetti pubblici (per valutarne l'opportunità in un contesto più esteso rispetto a quello di interesse meramente privato).
Intervento dei privati: poiché le strutture che compongono il progetto del Polo Logistico non verranno presumibilmente completate prima del 2013-2015, occorre sapere se è stata fatta una analisi di mercato AGGIORNATA A TALE DATA sulla domanda di imprese disposte ad insediarsi nel Polo.
Infatti un Polo Logistico è ben poca cosa se nessuna azienda vi si insedia e se lo stesso non crea indotto e valore aggiunto, oltre alla sua naturale funzione di facilitare la movimentazione delle merci, soprattutto se consideriamo la natura della nostra provincia, sia dal punto di vista economico, che antropico.
Non dobbiamo quindi invertire il naturale rapporto di causa/effetto: un Polo Logistico serve se c'è una domanda adeguata che lo sollecita (sia da parte di imprese esistenti, sia con progetti imprenditoriali futuri - es: imprese che intendono impacchettare, distribuire, trasformare materie prime che arrivano da fuori ecc..); non è la costruzione fisica di un Polo Logistico che crea tale domanda.
Intervento dei soggetti pubblici: dal punto di vista dei soggetti pubblici si può senz'altro sostenere che un Polo Logistico può agire da catalizzatore nello sviluppare l'economia locale, ma il suo effetto, osservato attraverso una corretta analisi costi/benefici, evidenzia costi altissimi in termini di benessere collettivo, se non supportato sul territorio da una adeguata domanda già presente e coerente con le dimensioni pensate per il Polo stesso.
E' infatti palese che l'implementazione fisica della struttura in sé non solo non è garanzia della sua funzionalità, ma necessita di adeguata valutazione circa la possibilità di implementarla. (E' come fare un'autostrada per collegare Ribolla a Roccastrada: sicuramente porterebbe dei benefici agli abitanti delle due frazioni e zone limitrofe, favorirebbe anche un limitato sviluppo economico, ma a che prezzo per la collettività?) Da tutto ciò si evince che un Polo logistico deve avere a monte una adeguata ANALISI DI MERCATO più una ANALISI COSTI-BENEFICI. Dove sono questi studi?
 

 

 
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