La Localizzazione

 La localizzazione

Immaginando il Polo Logistico come una porta, attraverso la quale merci arrivano per essere poi distribuite sul territorio e dove altre merci vi convergono per essere a loro volta distribuite su un altro territorio (in tutto o in parte convergente con il primo); è evidente che la scelta della localizzazione del Polo Logistico rappresenta una scelta importantissima.
La condizione ideale affinché un Polo Logistico possa al meglio esercitare la sua funzione di interscambio di merci massimizzando la sua efficienza è che esso sia situato nella prossimità di vie o centri di comunicazione importanti, preparati ad accogliere il suo flusso di merci in ingresso ed in uscita.
Ci riferiamo a strade, ferrovie, porti ed aeroporti. E' ovvio che al Polo Logistico di cui stiamo parlando mancano sicuramente due gambe: porti ed aeroporti: il porto non esiste e l'aeroporto stenta a decollare come semplice scalo civile, figuriamoci immaginarcelo attrezzato ad accogliere grossi volumi di merci!
Altra condizione fondamentale affinché un Polo logistico possa massimizzare la sua efficienza è quello della presenza di un grosso bacino di utenza (popolazione, industrie) nelle vicinanze.
Questa vicinanza porta infatti a minimizzare i percorsi che le singole merci devono effettuare, in ingresso ed in uscita, prima di raggiungere la loro destinazione finale.
La Provincia di Grosseto, con la sua bassa antropizzazione e con la sua scarsissima industrializzazione, non sembra assolutamente il bacino di utenza ideale del quale stavamo parlando.
In difetto di queste due condizioni (1- prossimità di vie o centri di comunicazione importanti; 2- presenza di un grosso bacino di utenza nelle vicinanze) Il Polo Logistico di Braccagni rischia di essere una Cattedrale nel Deserto.
A titolo di esempio, immaginiamo una collocazione ideale per un Polo Logistico che ha ambizioni regionali ed extra regionali. Immaginiamo Livorno dove la condizione 1 è appieno verificata e dove la 2 trova giustificazione dell'area a più alta densità di popolazione ed industrializzazione della Toscana (LI-PI-FI-PO-PT-LU). Immaginiamo anche Civitavecchia dove entrambe le condizioni sono altrettanto bene verificate. Sono località adiacenti alla Provincia di Grosseto dove un Polo Logistico avrebbe sicuramente più successo e quindi ragione di esistere.
Effettuate queste semplici e piane considerazioni, è ovvio che il Polo che si intende implementare a Braccagni non può avere ambizioni regionali; deve essere qualcosa ad uso locale. Ma a tal fine non servono certo quasi 33 ha di superficie.
Concludiamo osservando che una infrastruttura non porta di per sé sviluppo (per il solo fatto di esistere) se non è giustamente dimensionata sul territorio che è destinata ad accoglierla, se non è ben integrata sul contesto nel quale opera. Ciò perché essa stessa non riuscirà a consolidarsi, a svilupparsi. I primi ad abbandonarla saranno gli operatori privati che, attratti esclusivamente, come è ovvio, da motivazioni economico-finanziarie, si sposteranno in aree più profittevoli; l'area destinata inizialmente al Polo Logistico verrà quindi riconvertita, per quanto possibile e con costi enormi, in area per insediamenti urbani, commerciali ed artigianali, configurando l'intera operazione soltanto come una maldestra speculazione edilizia.
 
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