Sonofmarketing

Approfondimenti

Pleasures of Unknown 4/2012: Reverie

 
  SCHEDA

http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-ash2/373395_35608649260_219755404_n.jpg


Nome Gruppo/artista: Reverie

Genere:
Etno-progressive

Influenze:
musica antica, barocca, mediorientale, progressive, ambient

Città: Milano

Contatti:
Sito web
Facebook


I Reverie sono un ensemble di musicisti con un progetto solido e originale alle spalle e che portano in giro da quasi 15 anni. Il gruppo è formato da Fanny Fortunati (Voce e percussioni) Fulvia Borini (Flauto e mandolino), Alberto Sozzi (Clarinetto, tastiere, didjeridoo), Valerio Vado (Chitarre, tastiere, cori, nonchè principale compositore), Daniele Defranchis (Chitarre e basso elettrico) e Laura Balbinot al Violoncello. "Dietro le quinte" c'è poi Andrea Fontana che si occupa della scrittura dei testi e delle traduzioni.

Nel corso di questi anni, caratterizzati soprattutto da esibizioni live, la band ha prodotto vari ep e tre album: l'ultimo è stato pubblicato nel 2011, intitolato Revado. Il doppio disco (10 brani in una doppia lingua ovvero italiano ed esperanto) potrebbe definirsi lo specchio dell'anima del progetto Reverie: la fusione della musica etnica e popolare che si fonde con il folk e il progressive che rappresenta un viaggio sublime nel mondo attraverso la comunicazione fra popoli e il recupero delle radici della musica tradizionale. 

E non a caso, si rivela azzeccata la scelta della lingua esperanto, lingua artificiale sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof. Una lingua comun creata per agevolare la comunicazione fra i popoli. La scelta di riportare anche le traduzioni è ottima per far comprendere il significato dei brani, ma sentendo le due versioni di ogni brano si sente che qualcosa viene perso. La lingua da un fascino particolare in associazione con la musica, che la lingua italiana non riesce  a mantenere. 

La voce quasi lirica di Fanny Fortunati rende il tutto ancora più evocativo: pensate al fascino medievale di La Tradezerta Komercisto, la dolcezza vocale del successivo Kiam alvenos la Fino, la marcia mistica prog-folk di Plurmiljaraj Knaboj. Ma non è da sottovalutare anche la qualità tecnica del gruppo che viene fuori ad esempio nella progressione tribale presenta nella seconda parte di Arkana Belulino o nella bella ritmica dal sapore mediterraneo di Silkovojo. Fra i pezzi migliori c'è da segnalare anche Plurestantaj Memoroj, che grazie alle pulsazioni elettroniche e la struttura quasi ambient riesce ad elevare lo spirito.

I Reverie sono riusciti a realizzare un disco radicato nel passato e nella tradizione, ma che dilata i concetti di spazio e tempo con trame sonore eclettiche, complesse e dall'elevato sapore evocativo e potere comunicativo. Meriterebbero sicuramente più spazio di quanto ne abbiano avuto sinora. 


Nicola Orlandino

Voto: 7/10






Comments