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Il Sorprendente album d'esordio dei Cani - I Cani


Vi proponiamo una doppia recensione per l'album de "I cani". La prima è di Nicola Orlandino, la seconda di Francesco Sapone.


Non so se l'avesse fatto già notare qualcuno ma le modalità con cui sono arrivati all'esordio I cani ricordano molto gli inizi degli Arctic Monkeys. che si son fatti conoscere in tutto il Regno Unito grazie a un demo distribuito su Internet gratuitamente; grazie al tam-tam di suggerimenti tra amici e la condivisione della musica su internet, Five Minutes with Arctic Monkeys (questo è il titolo del demo) viene ascoltato ovunque; e crebbe cosi tanto l'attesa per l'album d'esordio che il successo fu decisamente superiore alle aspettative. Per I cani è successa più o meno la stessa: tre/quattro brani come anteprima, il mistero sulla formazione (one.man band o gruppo vero?), poi l'uscita dei testi in anteprima, l'uscita del disco celebrato in tutte le salse e finalmente la loro prima apparizione al Mi Ami. Si è creato un hype tale intorno alla band, che la domanda nasce spontanea: solo marketing o anche talento?

La prima cosa che ti insegnano ad un corso di Marketing è che nessuna strategia è valida alla lunga se il prodotto che vendi è poco credibile. E non è il caso de I Cani che invece del talento ce l'ha e come e confeziona un album d'esordio davvero “sorprendente”. L'unica cosa da sottolineare è che forse i media hanno pompato un po' troppo quello che è semplicemente un buon esordio.

Il loro punto di forza sono senza ombra di dubbio i testi, la scrittura è attuale, ironica e realista che partendo da situazioni comuni per comunicare un determinato concetto o pensiero; mentre musicalmente non offrono nulla di nuovo: il loro è un elettro-pop leggero (con divagazioni lo-fi) e senza pretese e con poche varianti (forse questo il punto debole).

Si comincia con un pezzo strumentale Theme from the cameretta (all'inizio si udiscono suoni provenienti da una finestra aperta, ecco spiegato il titolo) che anticipa la tendenza delle sonorità che andremo ad ascoltare in tutto l'album. Il secondo pezzo Hipsteria, pezzo veloce e incalzante, prende in giro, attraverso la metafora degli Hipster, tutti quegli esistenzialisti ossessionati dall'essere a tutti i costi fuori dal conformismo sociale (Andrò a New York a lavorare da American Apparel. Io ti assicuro che lo faccio, o se non altro vado al parco e leggo David Foster Wallace.). Door Selection comincia con un loop di synth per poi trasformarsi alternare momenti più intensi con tendenze punk-rock a momenti più leggeri: forse la meno interessante del lotto, prova a fare una mappa dei pensieri che si incrociano durante l'attesa fuori a un locale. Velleità rappresenta già un classico ed è sicuramente fra i migliori pezzi dell'album: musicalmente non si distacca dai pezzi precedenti, tranne forse per il ritmo accelerato e un finale esplosivo e convulso; molto apprezzabile anche il testo (Le velleità ti aiutano a campare quando mancano sei giorni all'analista ed è tutto così facile, o così difficile, nell'altro divanetto che non paghi per intero). Le coppie (altro pezzo da annoverare fra i migliori), un altro pezzo velocissimo che ha uno stile più danzereccio, mi ricorda molto l'ironia di Cara ti Amo di Elio e le storie tese (Le coppie escono insieme e vanno ai concerti tenendosi strette: lui le ha fatto conoscere il gruppo ed essendo più alto l'abbraccia da dietro. Lei scherza sul fatto che in fondo il tipo che canta è piuttosto carino. Lui la ignora e per altri motivi più tardi s'incazza). Si rallenta con la vena semi-acustica di Il Pranzo di Santo Stefano (altro episodio marginale a mio parere) e si prosegue con Post-punk che segue la scia dei pezzi precedenti.

Dopo il rumoroso intermezzo strumentale di Roma Nord, troviamo un Altro pezzo molto interessante, anche per la struttura del suono leggermente più incattivita,: I Pariolini di 18 anni che fa un ottimo ritratto della figura sociale presa in considerazione. L'aspetto synth prevale in Perdona e dimentica che è un chiaro invito ad esaminare le proprie azioni nei confronti degli altri (Vergognati. Non della tua casa borghese, ma perché non hai ammesso mai di preferirla a quella più piccola a Monte Sacro. Vergognati del sesso, e non perché l'hai fatto, ma per averlo usato sempre e soltanto come merce di scambio). L'album si conclude con la quasi visionaria Wes Anderson.

Il disco ci rivela che c'è un grosso potenziale e i margini di miglioramento sono ampissimi: all'originalità, allla varietà e alla bravura nello scrivere, in futuro sarebbe interessante ritrovare queste qualità negli arrangiamenti.
 

Nicola Orlandino


Voto: 6,7/10 



Una band (o un one man band ? ) senza identità e con il volto coperto da un sinistro sacchetto di carta per il pane . Una notorietà costruita sul web, un video realizzato esclusivamente con le fotografie scattate con l ‘app Hypstamatic, semplici melodie syntetiche e chitarrose, beat electro punk. Con queste premesse i Cani non potevano che diventare il “caso” musicale più interessante e controverso del momento. “Il sorprendente disco d’esordio dei Cani” spacca, non c’è molto altro da dire.

Sono solo canzonette o l’evoluzione della scena romana dei primi Gazzè, Silvestri e co. prima della loro resa commerciale ? La reprise in chiave giovanilistica del discorso iniziato ed interrotto dai CCCP o addirittura dal Battiato de “la voce del padrone” ? Si potrebbe continuare all’infinito o a ritroso sino a guardare addirittura ad importanti riferimenti esteri, ma i cani sono i cani.

Censori e attenti osservatori della facebook generation, forse destinati ad essere considerati più dei “rosiconi” one shot che la next big thing dell’arida “scena” italiana. Si potrà obbiettare che la impietosa e realistica “ i pariolini di 18 anni”, o “ le coppie” non poteva che essere scritta da un ventenne dotato di buona penna, discutibili anche le due strumentali del disco, ma la possente “velleità” e “hypsteria” lasciano davvero il segno creando quasi dipendenza sin dal primo ascolto. “Il sorprendente esordio dei cani ” ti spinge a ballare e le 11 tracce sono davvero delle istantanee che ritraggono con occhio lucido , furbo e quasi sociologico, la decadenza degli italiani compresi tra i 18 e i 30 anni. In un’arida scena musicale dominata dai talent show, dai rocker pensionabili, dai network televisivi e radiofonici, da rapper di vecchia scuola o presunti tali oggi convertiti a non si sa cosa, dove l’unica novità degna di nota è rappresentata dai cantautori e dai ritorni eccellenti di band storiche, I cani sono un bel sentire ed in fondo non mordono.

Francesco Sapone

Voto 8/10



 
 
 

Titolo: Il sorprendente album d'esordio dei Cani

Genere:
indie, pop-rock, synth

Anno:
2011

Casa Discografica:
42 ecords

Autore Recensione: 
Nicola Orlandino / Francesco Sapone



Tracklist:

1. Theme From The Cameretta
2. Hipsteria
3. Door Selection
4. Velleità
5. Le Coppie
6. Il Pranzo Di Santo Stefano
7. Post Punk
8. Roma Nord (Feat. Cris X)
9. I Pariolini Di  Diciott'anni
10. Perdona E Dimentica
Wes Anderson



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