Storia della scuola

Raccolta di saggi

Bambini, penna e calamaio. Esempi di scritture infantili e scolastiche in età contemporanea.

Ed. Aracne, Roma, 2007. ISBN 978-88-548-1390-8. Pagg.170

 

Il libro raccoglie una serie di saggi ed articoli dedicati al tema della scrittura infantile e scolastica. Frutto di una attività di ricerca volta in primo luogo a sondare i contenuti ideologici, culturali ed educativi veicolati dalla pratica scrittoria, i contributi presentano in modo chiaro e sintetico esempi concreti di come e che cosa i bambini scrivevano tra XIX e XX secolo: dalle lettere dal riformatorio ai temi, ai dettati e agli esercizi contenuti nei quaderni, dall’epistolografia d’emigrazione ai diari di vita della scuola, prende così forma il mondo di tante infanzie differenti, di cui la ricostruzione dei processi storici generali non può non tenere conto. Per quanto fragili e spesso dimenticate, queste testimonianze sono dunque un tassello decisivo per comprendere la storia dell’educazione e dell’infanzia in età contemporanea.

(dalla IV di copertina)

Parole educate

Le parole educate. Libri e quaderni tra fascismo e Repubblica

Selene, Milano, 2005. ISBN 88-86267-95-9; pagg. 270

 

È vero – come è stato chiesto da alcuni esponenti politici – che occorrerebbe “istituire una commissione di esperti che svolga un’analisi attenta dei testi scolastici” per “studiare forma di incentivazione per autori che intendessero elabroare nuovi libri di testo e/o sussidiari monotematici da immettere nel circuito dell’istruzione pubblica e/o da distribuire gratuitamente alle famiglie” per poter spezzare la presunta egemonia marxista che ha caratterizzato i libri di testo scolastici dalla fine della guerra ad oggi? Le parole educate frutto di tre anni di ricerche, mostra invece fin dove intendesse arrivare il fascismo con i suoi testi unici, e quanto sia pericoloso il monopolio politico del sapere e dei contenuti che transitano nella scuola, e quanto i primi anni della Repubblica, quelli della Ricostruzione, siano stati improntati a un conservatorismo cattolico e anticomunista, che ha posto l’educazione primaria sotto lo stretto controllo democristiano e confessionale. Una verità ricostruita leggendo i libri e i quaderni di scuola, in cui trovavano spazio nefaste celebrazioni del mito del Duce, di manganelli e bombe a mano, del razzismo coloniale e antisemita, per poi arrivare, dopo il 1945, a un qualunquismo apolitico che non parla di Resistenza, di dittatura, di guerra e si àncora a una tradizione fatta di rassegnazione e di pietas cristiana.

 

(dalla IV di copertina)

Giuseppe Fanciulli: prima, durante e dopo il fascismo

Questo è forse il lavoro più completo e maturo del professor Montino. Rappresenta tutto quello che avremmo ancora potuto leggere e non leggeremo.


Le tre Italie di Giuseppe Fanciulli. Educazione e letteratura infantile nel primo Novecento.

SEI, Torino 2009. ISBN 978-88-05-07037-4; pagg.217

 

Giuseppe Fanciulli fu uno degli autori più prolifici, diffusi e conosciuti della prima metà del Novecento, uno scrittore che rappresenta dunque un punto di vista privilegiato per affrontare il delicato intreccio tra letteratura, educazione e politica. I diversi piani su cui si sviluppò la sua attività furono legati da un evidente e limpido rimando di temi, suggestioni e valori che ritroviamo sparsi nella amplissima produzione artistica e saggistica.

Più di centosettanta volumi, a cui vanno aggiunti articoli e recensioni, discorsi ed interventi occasionali sono lì a testimoniare una vera e propria opera pedagogica messa a servizio dell’idea di italianità, fatta di amor di patria e di sentimenti religiosi e, prima ancora, di quella necessità tutta novecentesca di educare le masse, di disciplinarle a partire dall’infanzia, di cui la letteratura giovanile è stato uno dei dispositivi più potenti ed efficaci. Emerge così un quadro assai complesso e molto e composito dello scrittore fiorentino, che lo sottrae all’immagine edulcorata cui lo ha relegato, forse con troppa facilità, la critica.

Allo stesso tempo, nella vicenda di Fanciulli, si possono cogliere, come in uno specchio, le trasformazioni che hanno interessato la letteratura giovanile, tra le due guerre, quando la società italiana cominciava a fare esperienza della modernità e l’editoria i conti con un pubblico sempre più vasto e attento. Anche da questo punto di vista, Fanciulli fu un protagonista e un lucido anticipatore.

(dalla IV di copertina).

School Exercise Book

SCHOOL EXERCISE BOOKS

Polistampa 2010, voll.2, pagg. 1567, 96 tavv a colori. ISBN 978-596-0724-3

A Complex Source for a History of the Approach to Schooling and Education in the 19th and 20th Centuries a cura di Juri Meda, Davide Montino e Roberto Sani.


La pubblicazione raccoglie gli atti ufficiali del convegno internazionale organizzato a Macerata dal 26 al 29 settembre 2007 dall’Università degli Studi di Macerata e dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica di Firenze.

Nel corso dell’età contemporanea il quaderno di scuola si presenta al tempo stesso come sussidio didattico obbligatorio e come formidabile strumento di comunicazione, configurandosi come una fonte imprescindibile per sondare le culture scolastiche e i costumi educativi diffusi in determinati contesti storici. Dalle copertine ai contenuti, passando attraverso il suo stesso processo di codificazione in quanto oggetto materiale, il quaderno di scuola è in grado di restituirci aspetti preziosi della storia della scuola e dell’educazione, della didattica e della lingua, così come dei progetti educativi e politici attuati dagli stati nazionali nel XIX e nel XX secolo. In questo quadro, la storia dei processi formativi e dell’alfabetizzazione si intrecciano con la storia delle idee pedagogiche e delle reali pratiche educative, fornendo inediti scenari di ricerca. Questi atti – che raccolgono contributi di studiosi provenienti da tutto il mondo (Europa, America ed Estremo Oriente)  offrono dunque un’ampia prospettiva sulle potenzialità e sui limiti di una fonte complessa e ricca di implicazioni, raccogliendo studi e ricerche che utilizzano una pluralità di metodi e strumenti d’indagine davvero esaustiva e completa. Il quaderno come contenitore di scritture, come testimonianza delle pratiche educative svolte dagli insegnanti, come componente di una socializzazione politica e culturale attuata a scuola, riesce a mettere al centro delle dinamiche storico-educative le relazioni che sostanziano il rapporto tra teorie pedagogiche, docenti, istituzioni educative e politiche scolastiche, e gli attori – uomini, donne e bambini – che queste relazioni hanno messo in pratica.

Un pamphlet sulla "riforma" della scuola

Con il grembiule siamo tutti più buoni! La scuola italiana tra falsi problemi e pessime soluzioni.

Selene, Milano, 2009. ISBN: 978-88-7894-082-6; Pagg. 159

 

Davvero con il grembiule saremo tutti più buoni? E con il voto il condotta finalmente non ci saranno più problemi con il “bullismo” e indisciplina!

Aspettando che “qualcuno che ha la responsabilità della scuola pubblica” si decida a discutere di programmi didattici e non di agenzie di turismo… ecco cosa succede ed è successo nel luogo dove dovremmo apprendere la “conoscenza”.

 

(dalla IV di copertina).

Le fonti per la Storia della scuola

Educare con le parole. Letture e scritture scolastiche tra fascismo e Repubblica.

Selene, Milano, 2004. ISBN 88-86267-87-8; pagg.526

 

Questo libro parte da un’ispirazione di fondo: studiare gli aspetti della vita scolastica tra fascismo e Repubblica con particolare riguardo alla concretezza dell’esperienza didattica, alla soggettività degli scolari e dei maestri e alle forme di disciplinamento attraverso le pratiche di addestramento alla scrittura. Per seguire questa via di ricerca, sono state utilizzate fonti scarsamente praticate, quali libri e letture scolastiche, registri di scuola e quaderni privati. In tal modo si sono ricostruiti i contenuti dell’educazione e dell’ideologia imposte tra gli anni Trenta e la Ricostruzione, e il coinvolgimento dei bambini in tali pratiche di organizzazione del consenso e della formazione dei cittadini futuri. È emerso un quadro in cui i bambini sono destinatari, non sempre passivi, di un’educazione che prima di essere istruttiva si propone come formativa di una coscienza politica ed ideologica, volta al controllo delle classi subalterne. Ciò è particolarmente evidente con il fascismo, che mette in atto una serie di sollecitazioni continue, all’interno di un sistema comunicativo intergrato e poliedrico, volte a plasmare il “cittadino-soldato” del futuro, in cui dominano i temi dell’educazione alla guerra, la tensione continua tra modernità e tradizione, la figura invadente di Mussolini.

 

(dalla IV di copertina).

Come un dizionario per orientarsi nella storia della scuola

La scuola fascista. Istituzioni, parole d’ordine e luoghi dell’immaginario

(a cura di) G. Gabrielli e D. Montino

Ombre Corte, Verona 2009; isbn 978-88-95366-43-2, pagg. 191

 

Il libro affronta il nodo della scuola nel ventennio fascista. Organizzato in trentotto voci redatte da dodici ricercatori, esso tento di articolare alcune risposte a una domanda solo apparentemente ovvia: è esistita una scuola propriamente fascista? L’indagine si sviluppa da un lato attorno agli elementi istituzionali e organizzativi che caratterizzarono li intereventi del fascismo: le peculiarità della Riforma Gentile, il Liceo Classico, l’Istituto Magistrale, le Leggi razziste…; dall’altro attorno alla cultura materiale della scuola del ventennio, che si modificò e subì fortissime torsioni sotto una spinta volta all’indottrinamento e alla socializzazione politica delle nuove generazioni: quindi i paragrafi sugli Elaborati scolastici, la Befana fascista, gli Arredi, la Religione, la Festa degli alberi, l’Educazione femminile, il Razzismo… Ne emerge un quadro che mostra efficacia e limiti del progetto fascista nel formare le mentalità, le aspettative e, cosa forse più importante, l’attitudine etica e civile delle generazioni che sono state destinatarie di quella educazione scolastica ed extrascolastica.

(dalla IV di copertina).

Autori dei contributi: Adriano Andri, Silvia Bordoni, G. Giuseppe Contessa, Gianluca Gabrielli, Alberto Gagliardo, Monica Galfrè, Giulio Mellinato, Davide Montino, Matteo Pretelli, Rossella Ropa, Fabio Targhetta.

Pagine secondarie (1): storia locale
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