La Basilica della Madonna del Ponte


La costruzione della chiesa in onore della Vergine SS. fu iniziata nel 1390 e denominata Oratorio di Maria Santissima del Ponte.

Nel l488 la chiesa fu consacrata dall’Arcivescovo Alessandro della Marra e, poiché essa era utilizzata come passaggio di uomini e di animali, specialmente durante le fiere, si decise di fabbricare un nuovo ponte, attiguo all’antico.

Con Bolla Pontificia del 18 marzo 1515, di Papa Leone X, la chiesa della Madonna del Ponte venne eretta a Sede Vescovile.

Nel marzo del 1530 il Parlamento Universitario stabilì che la chiesa fosse provvista di arredi sacri in oro e argento e propose l’ingrandimento della stessa, e si dispose che andasse ad occupare anche la parte del nuovo ponte. I lavori di ampliamento furono avviati nel 1535. Il 23 marzo 1562 venne riconosciuta Sede Arcivescovile da Papa Pio IV.

Nel 1576, con Bolla di Gregorio XIII, la chiesa venne dichiarata Cattedrale e, su decreto dell’Arcivescovo Tasso, nel 1589, ci fu il passaggio del Sacramento dalla chiesa dell’Annunziata a quella di Santa Maria del Ponte, e fu costruito il fonte battesimale.

Nel 1608 furono completati i lavori di ampliamento sopra tutti e due i ponti, e si diede inizio alla costruzione di una sagrestia.

Nel corso del XVIII secolo furono eseguiti numerosi lavori per rendere la cattedrale più bella e splendente agli occhi dei numerosi fedeli che accorrevano per chiedere grazie e per adorare la Vergine SS. del Ponte. Ed è proprio in questo secolo, tra il 1787 ed il 1788, che il pittore Giacinto Diano la decorò con stupendi affreschi. Divenne, così, un gioiello di architettura e di raffinatezza, mirabilmente inserito nella complessa e stupenda struttura del Ponte, esempio di arte unica e irripetibile. E finalmente, Maria Regina con il suo Bambino, trovava la sua degna dimora, con motivo di orgoglio e di vanto del popolo lancianese.

Il 2 novembre del 1819 fu demolita l’antica chiesa dell’Annunziata per dare ampio respiro al nuovo tempio e poter effettuare la costruzione della nuova facciata disegnata (1817) dall’Ingegner Eugenio Michitelli di Teramo. L’edificio dedicato a Maria SS. del Ponte divenne la nuova Cattedrale.

Il 5 febbraio del l909 la chiesa fu dichiarata Basilica, con tutti i privilegi e i diritti della Basilica di Roma1. Nel 1932 si intrapresero delle riparazioni poiché il peso della copertura in piombo della cupola aveva prodotto lo schiacciamento della muratura. La chiesa fu nuovamente chiusa al culto dopo il terremoto del 7 e del 12 maggio 1984, allorché, le scosse aprirono profonde crepe, apportarono consistenti lesioni alle volte, e l’edificio fu colpito nei suoi punti più deboli.

Negli ultimi anni sono stati eseguiti numerosi interventi di consolidamento e lavori di ristrutturazione dell’intera Basilica2 riportandola all’antico splendore e restituendola all’intera cittadina il 7 settembre 1996.

Particolarmente suggestiva è la facciata neoclassica del Michitelli, costituita da un portico profondo sovrastato da un terrazzo. Si accede alla Cattedrale per mezzo di tre porte: nella parte superiore della porta centrale vi è un affresco raffigurante la Madonna del Ponte, mentre nelle porte laterali è possibile osservare le lapidi attestanti l’Indulgenza Plenaria concessa dal Pontefice Leone XIII nel 18853.

Al suo interno si rimane affascinati dalle volte a botte, dalla navata unica, lungo le cui pareti sono situati gli altari laterali e dalle colonne rivestite a finto marmo e sormontate da capitelli dorati. Sullo sfondo della navata si può ammirare la grandiosa “cona” in marmi pregiati, opera di artisti napoletani, su progetto di Gennaro Campanile e realizzato dal marmorario Crescenzo Trinchese (lavori eseguiti tra il 1758-1765). Al centro del capoaltare è collocata la statua in terracotta di Maria Santissima del Ponte.

Di notevole valore artistico sono gli affreschi della volta che sono racchiusi in tre grandi medaglioni ovali ornati con cornici in oro4; dell’affresco della cupola, andato distrutto nella prima metà del secolo scorso “L’Incoronazione della Vergine”, rimangono solo i “Quattro Evangelisti” (S. Marco, S. Giovanni, S. Matteo e S. Luca). Questi affreschi sono del pittore settecentesco napoletano Giacinto Diano, come anche due grandi pale d’altare rappresentanti la “Lapidazione di S. Stefano” e la “Natività della Vergine” (1792-1793), e le semilunette raffiguranti Profeti, Dottori della Chiesa, Virtù ed Eroine Bibliche. Numerose altre tele dei pittori Nicola Monte di Ascoli Piceno, Ignazio Gianni, Donato Teodoro e Giuseppangelo Ronzi di Penne, abbelliscono la Basilica5. Il dipinto più antico, esistente nella chiesa, è “L’Ultima Cena” del pittore Tommaso Alessandrino di Ortona.



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1 «Con breve pontificio del 5 febbraio 1909 la nostra Chiesa Metropolitana di Santa Maria del Ponte, è stata dichiarata Basilica, con tutti i privilegi, diritti ed indulgenze della Basilica di Roma. E poiché la detta Chiesa Metropolitana di Santa Maria del Ponte, è stata legittimamente aggregata alla Patriarcale Basilica di S. Pietro in Vaticano, cosi tutti quelli, che colle dovute disposizioni, visitano questa Basilica di Santa Maria del Ponte, possono lucrare giorno per giorno le indulgenze, come se visitassero la Basilica di S. Pietro in Roma». (F. Sargiacomo, Cenno storico progressivo del tempio di Maria SS. del Ponte in Lanciano, in Rivista Abruzzese, anno XLIII, 1990, n.1).

2 Poiché il complesso era instabile sono state necessarie opere per il rinforzo. Dopo lo smantellamento della vecchia copertura è emersa l'esigenza di fortificare le capriate lignee del 1500, lesionate e marcite; quindi si è avuto il rifacimento dei tetti, il consolidamento delle volte, degli archi, del cornicione interno. Si è proceduti con il rinforzo e il collegamento delle pareti perimetrali, e con lo smantellamento del pavimento per creare una struttura costituita da tiranti di ferro che unisse i muri opposti. Importante è stato anche il recupero delle opere artistiche.

3 L'indulgenza concessa che è la seguente, è uguale in tutte e due le lapidi: INDULGENZA PLENARIA QUOTIDIANA PERPETUA, LEONE XIII, LUGLIO MDCCCLXXXV.

4 I medaglioni raffigurano: "Davide che mostra a Salomone i disegni del Tempio di Gerusalemme", "Ester e Assuero", e la "Consacrazione del Tempio di Salomone". Affreschi eseguiti tra il 1787 e il 1788.

5 Si tratta di una pala settecentesca raffigurante "San Francesco di Paola che accoglie nel chiostro il nipote", del 1793 (Nicola Monte); le tele del presbiterio: "Salomone e la regina di Saba" e "Davide e Abigail" del 1806 (Giuseppangelo Ronzi); la "Nascita di San Giovanni Battista", "Cristo e la Samaritana", e il "Noli me tangere" (Donato Teodoro); "La Madonna con il Bambino e i Santi Andrea Avellino ed Emidio", del 1795 (Ignazio Gianni).

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
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