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- Un progetto culturale e politico per la costruzione dell'Italia repubblicana: Giuseppe Dossetti e le "Cronache sociali" (1947-1951)





a cura di Roberto Parisini


Intervengono Alberto Melloni, Agostino Giovagnoli, Giuseppe Berta

La recente ripresa degli studi su Giuseppe Dossetti (penso in primo luogo al grande convegno del dicembre 2006 organizzato dalla Fondazione per le Scienze religiose di Bologna) ha incluso la riproposizione dell'importante vicenda politico-culturale rappresentata dalla rivista ?Cronache sociali? che il gruppo dossettiano pubblicò tra il 1947 e il 1951, ossia lungo quasi tutto l'arco della parabola politica del suo fondatore 1.

Il progetto della rivista muoveva dalla necessità ? come avrebbe detto lo stesso Dossetti al primo convegno dell'associazione Civitas Humana, alla fine del 1946 ? di elaborare nuovi metodi e nuovi modelli per interpretare la crisi e le grandi trasformazioni in atto al termine della guerra.

A quell'elaborazione parteciparono, insieme a Dossetti, Fanfani, La Pira e Lazzati, Achille Ardigò, Gianni Baget Bozzo, Federico Caffè, Leopoldo Elia, Aldo Garosci, Gino Giugni, Aldo Moro, Costantino Mortati, Pietro Scoppola e molti altri. Il percorso che ne uscì rappresenta un corpus ampio e complesso, che attraversò alcune delle più importanti svolte nella storia dell'Italia repubblicana, e da cui - così come da altre esperienze culturali coeve, da Il Politecnico a Comunità - uscirono ipotesi, nuove suggestioni che avrebbero voluto modificare profondamente le basi di una nazione da rifondare.

Su queste ipotesi e suggestioni si è riaperta oggi la discussione storiografica, in stretta connessione con una più ampia rivisitazione di questo sempre controverso periodo della storia d'Italia. Il significato delcentrismo, le diverse, possibili letture della "modernità" che avviava al miracolo economico, le reali capacità culturali e politiche, tanto dei ceti moderati quanto di quelli popolari, di progettare la democrazia repubblicana, avanti fino a una ripresa in esame degli esiti del Centro-sinistra; sono questi solo alcuni dei temi riportati oggi alla discussione, ma che non appaiono certamente tra i meno rilevanti.

Anche se ricondotti al più ristretto ambito della rivista dossettiana, questi temi sollevano questioni di grande interesse. Su un piano economico-sociale, il modello di cui si fanno portatrici le pagine di Cronache sociali è stato a lungo letto come un progetto molto avanzato di rapporto tra Stato e masse popolari, sensibile - e negativalmente isolato nell'Italia della ricostruzione - a istanze molto diffuse (quelle socialdemocratiche e keynesiane) nel mondo occidentale. Più recentemente è stato visto invece come viziato da una sostanziale incapacità di leggere il nuovo nella società e nell'economia italiane. Sono quadri diversi, che implicano approdi diversi. Sul piano della comprensione tuttavia essi suggeriscono semplicemente una secca contrapposizione (e in questo caso qual è il più convincente), o è più proficuo pensare a una loro articolazione? Quali influenze e quali urgenze pesarono poi sulle elaborazioni portate avanti da una rivista spesso accusata tanto di "integralismo", quanto di antiamericanismo e di forti simpatie sinistrorse, ma comunque fortemente ancorata nel mondo cattolico e altrettanto fortemente alternativa a quello comunista?

Di seguito a questo, si può anche osservare che finora le analisi sulle posizioni della rivista sono state tendenzialmente costruite in funzione delle posizioni espresse soprattutto dallo stesso leader della corrente. Tuttavia, l'avvio di una serie di analisi più ravvicinate - sulla scia dell'ormai trentennale lavoro di Paolo Pombeni 2 - forse dovrebbe partire dal chiedersi se c'è davvero questa omogeneità di percorso. Cronache sociali è la rivista dei dossettiani ed è diretta da Dossetti. Questo significa che le posizioni restano sempre sostanzialmente convergenti? Oppure, ad esempio, le divaricazioni strategiche e le non sempre coincidenti posizioni che gradualmente emergeranno (ad esempio tra Dossetti e Fanfani) potrebbero avere avuto riflessi sulle posizioni espresse dai più diversi collaboratori, aver dato vita a una variegata, e anche contraddittoria, complessità interna? E se non succede, perché non succede? Quale reale peso essa assume e quali relazioni stabilisce all'interno di un mondo complesso e articolato come è sempre stato quello cattolico?

E infine, e qui mi fermerei per dare spazio all'ascolto degli interventi, quale distanza si misura tra quel progetto politico-culturale e il nostro presente?

Un ringraziamento particolare devo alla paziente disponibilità di Michele Ciuffreda e di Fabio Nardelli per la realizzazione tecnica di questo lavoro.

Buona visione

 

    A. Melloni, intervista rilasciata a R. Parisini presso la Fondazione per le Scienze religiose. Bologna, 23 maggio 2008   

    A. Giovagnoli, Presentazione dell'edizione anastatica di "Cronache sociali" (Bologna, 2007). Università Bocconi di Milano, 20 febbraio 2008   

    G. Berta Presentazione dell'edizione anastatica di "Cronache sociali" (Bologna, 2007). Università Bocconi di Milano, 20 febbraio 2008   


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