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Verso il VII Congresso


Mario Didò su Rassegna Sindacale n. 157 marzo 1969


Dal 16 al 21 giugno si terrà il VII Congresso della CGIL. Sarà il primo dei congressi delle tre grandi confederazioni sindacali del nostro paese, perché in luglio e in ottobre avranno luogo rispettivamente i congressi della CISL e della UIL. In questo modo il sindacalismo italiano avrà la opportunità di fare contemporaneamente il bilancio delle proprie esperienze, che in questi ultimi anni sono state ricche di fatti nuovi e grandi risultati, e di trarre tutti gli insegnamenti per il perfezionamento della linea di azione unitaria ed il conseguimento di traguardi più avanzati nella lotta per la migliore soluzione dei problemi dei lavoratori.
Il Congresso della CGIL si tiene nel momento più alto di sviluppo di un movimento senza precedenti nella storia del nostro paese, che ha visto impegnati i lavoratori nelle lotte rivendicative aziendali per il controllo delle condizioni di lavoro e nelle lotte generali pelle riforme sociali. I risultati ottenuti nelle battaglie contrattuali e nell'azione articolata, in termini salariali e di conquista di maggiori poteri di contrattazione, assieme alla realizzazione, da una parte, del superamento delle zone salariali e, dall'altra, della riforma del sistema delle pensioni, pongono il movimento sindacale italiano fra i più avanzati nei paesi industrializzati del mondo occidentale.
La partecipazione dei lavoratori alle lotte è stata plebiscitaria, ma soprattutto sono stati i giovani che hanno animato questo imponente movimento e hanno suscitato la riscossa sindacale di questi ultimi anni contro un padronato caparbiamente impegnato in un vasto processo di riorganizzazione produttiva e di concentrazione delle imprese, secondo un disegno che poggia sempre di più sull'internazionalizzazione dei capitali e dell'integrazione economica e sul tentativo di emarginare il potere contrattuale dei lavoratori.
E' un processo che si è tradotto in una situazione sempre più pesante per i lavoratori, colpiti nella loro condizione salariale, professionale e umana nei luoghi di lavoro e investiti dal fenomeno della disoccupazione tecnologica che si è sommata alla disoccupazione strutturale, per la quale la dura e spietata strada dell'emigrazione rappresenta ancora oggi una delle poche possibilità di sfogo.
Il  VII Congresso della  CGIL ha davanti a sé i problemi dell'approfondimento della linea di politica contrattuale articolata, per ottenere nuovi diritti di negoziazione e per affrontare in termini sempre più precisi l'esigenza di esercitare un reale controllo delle condizioni di lavoro, considerate nei loro aspetti concreti: ritmi, organici, orari, ambiente, classificazione professionale, salario effettivo. Il 1969 è l'anno della scadenza dei principali contratti di categoria dell'industria e dunque un anno di ulteriori grandi battaglie per migliorare i salari e per definire nuovi rapporti di lavoro, maggiori poteri contrattuali basati sul riconoscimento di più avanzati diritti sindacali, a cominciare dal diritto di assemblea e dal riconoscimento delle sezioni sindacali aziendali quali controparti negoziali nei confronti delle direzioni padronali.
La lotta per i salari e nuovi contratti non potrà non essere collegata alla lotta per una nuova politica economica nazionale, che deve spezzare la logica della programmazione imposta oggi dal grande padronato all'economia nazionale nell'esclusivo interesse di pochi gruppi monopolistici, a scapito di uno sviluppo equilibrato che abbia per obiettivi la crescita dei consumi collettivi, l'eliminazione della disoccupazione, il superamento degli squilibri regionali con quel che significa per il settore delle campagne e per il Mezzogiorno, che la logica vigente a livello del MEC rischia invece di esasperare attraverso la fuga ingente di capitali che non trova  i n. una adeguata politica di investimenti a livello nazionale un necessario sbarramento.
Salari, diritti sindacali nei luoghi di lavoro, riduzione a 40 ore dell'orario settimanale, occupazione e politica di sviluppo economico sono obiettivi che trovano il loro completamento negli obiettivi di riforma sociale: riforma del sistema sanitario, riforma della scuola, collocamento ed istruzione professionale costituiscono il quadro di insieme dell'iniziativa sindacale dei prossimi anni e non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo, specie nell'area del MEC. Rispetto a questa piattaforma la CGIL, intende definire il proprio contributo di elaborazione e di impegno, con la consapevolezza che essa è costituita da obiettivi attorno ai quali si dovrà consolidare l'unità sindacale organica.
Lo sviluppo impetuoso delle lotte in tutti i settori produttivi, nelle città come nelle campagne, è stato caratterizzato dal crescere costante, e sui problemi generali oltre che particolari, dell'unità d'azione.  Il movimento sindacale è obiettivamente, oggi, nel nostro paese un fatto trainante, indicativo in termini positivi, non settoriali o corporativi, delle soluzioni che devono essere adottate a livello della società, per uscire dalla crisi acuta che si manifesta sul terreno economico e soprattutto nei rapporti sociali e che si traduce in un travaglio profondo a livello politico.
La maturazione sul terreno dell'autonomia e dell'unità sindacale, l'approfondimento della vita democratica nel sindacato sono gli elementi fondamentali che caratterizzano e che qualificano il movimento sindacale italiano. E sono questi i temi sui quali il congresso della CGIL prima ed i congressi della CISL e della UIL poi, dovranno dare ulteriori e più avanzate risposte.
Il processo di unità sindacale entra ormai nella seconda fase, successiva a quella dell'unità d'azione. Ma l'unità organica dipenderà non solo dalla capacità di far crescere il movimento intorno ad una linea di politica sindacale sempre più qualificata, bensì dalla capacità di tutte le organizzazioni di risolvere compiutamente i problemi dell'autonomia, che sono poi, da una parte, i problemi dei rapporti tra sindacati e partiti e, dall'altra, della democrazia sempre più ampia ed operante nei sindacati e tra sindacati e lavoratori. Molta strada è già stata fatta. I giovani, che non soltanto sono i principali protagonisti delle lotte ma affluiscono sempre più numerosi nelle nostre file, pongono con molta forza questi temi. Il congresso della
CGIL saprà sicuramente essere all'altezza di questa problematica e delle responsabilità che ci derivano dall'essere la più importante organizzazione sindacale italiana.
Da oggi comincia la mobilitazione di tutte le nostre forze perché si sviluppi ovunque un grande dibattito su questi temi, organizzato dagli iscritti alla CGIL ma al quale tutti i lavoratori sono invitati. Così come lottiamo insieme, discutiamo insieme, fraternamente, giacché i temi della CGIL oggi, sono i temi della CISL e della UIL domani, sono i temi sui quali si deve cimentare il movimento sindacale italiano. Dobbiamo trovare insieme le risposte giuste, per un nuovo e unitario sindacalismo in Italia ed in Europa.

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