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Congresso Toscana: 18 - 19 marzo, Montecatini Terme


CGIL Toscana: al via questa mattina  i lavori del 9 Congresso regionale (18 marzo)

“Migliorare il Lavoro, migliorare la Toscana” lo slogan che accoglie i  401 delegati in rappresentanza di 510.635 iscritti al 31 dicembre 2009,   2588 in più rispetto all'anno precedente. 
La scelta della sede dell’Assise non è casuale: Pistoia è una provincia emblematica per la situazione del lavoro della regione. Una vertenza finita bene, quella della Answer azienda di tlc acquisita da un imprenditore milanese dopo un presidio dei quasi 500 lavoratori durato 100 giorni. Un’altra, invece, finita male quella della Radici che ha chiuso mandando a casa tutti i 150 lavoratori. E Pistoia è anche la realtà teatro dell’ultimo incidente sul lavoro che ha fatto un morto e un ferito in un  vivaio a inizio settimana. 

I lavori saranno aperti dalla relazione del segretario generale uscente Alessio Gramolati che parlerà davanti ad una platea composita: oltre ai delegati e alle delegate molti gli invitati in rappresentanza delle istituzioni regionali e delle forze politiche anche di opposizione, CISL e UIL locali e delegazioni dei sindacati esteri, DGB Renania Palatinato, L.O. Svezia e CC.OO. Paesi Baschi.  Ai saluti, che si prevedono non formali, del Presidente della Giunta regionale uscente, Claudio Martini seguirà anche l’intervento di Enrico Rossi in corsa per la carica di “governatore” al turno elettorale di fine mese.
 
Il pomeriggio, senza nulla togliere al dibattito congressuale che andrà avanti prima e dopo pranzo,  sarà segnato da una iniziativa pubblica su giovani e legalità.  Da diversi anni la CGIL Toscana è coprotagonista insieme ad Arci e Regione Toscana del progetto 'Liberarci dalle spine', che ha portato, negli anni, centinaia e centinaia di giovani toscani, 500 solo nel 2009, a coltivare le terre confiscate alla mafia in Sicilia e Calabria. Una folta delegazione di quei giovani raggiungerà il congresso della CGIL per raccontare la loro esperienza,  per porre domande, avanzare richieste al sindacato. Con loro ci saranno anche i giovani sindacalisti toscani che hanno partecipato al progetto di Formazione della CGIL 'Ventimila'. L'incontro-tavola rotonda sarà coordinato da Raffaele Palumbo, giornalista, che di mafie si occupa e che coordina ogni anno il vertice nazionale antimafia della Fondazione Antonino Caponnetto.

Sarà la segretaria confederale Morena Piccinini a chiudere domani un dibattito congressuale che si prevede ricco delle diverse voci delle realtà del lavoro di questa regione dove, in tutte le province,  continua a crescere il ricorso alla cassa integrazione e agli altri strumenti di tutela sociale. 


Congresso Toscana: intervento di Alessio Gramolati, Segretario Generale della CGIL Toscana
(18 marzo)

“Voglio dedicare questo congresso a Emiliano Bessi, 49 anni cittadino di questa provincia, morto sul lavoro morto per vivere”. Queste le parole usate da Alessio Gramolati, segretario generale della CGIL Toscana, in apertura della Assise congressuale in corso a partire da oggi a Montecatini Terme. 

“Migliorare il lavoro, migliorare la Toscana” non è solo il titolo della due giorni di lavori ma anche il filo conduttore della proposta politica e sindacale che il leader sindacale ha rivolto alla platea di delegati, dei numerosi ospiti in rappresentanza delle istituzioni locali, dei partiti di maggioranza e opposizione, di Arci, Anpi, Università, Confesercenti, Legacoop, Pubbliambiente, Istituto Gramsci, Anci, organizzazioni sindacali della regione, della Svezia, dei Paesi Baschi e della Germania. Uuna relazione.

Dopo una breve analisi sulla condizione del lavoro in Toscana e una riflessione preoccupata sulla situazione del Paese a partire dallo scontro istituzionale in atto, questione ineludibile perché “E’ un tema che dobbiamo porci tutti perché la democrazia non è lo spazio di una parte, ma lo spazio dove alberga la libertà di ciascuno di noi e, come diceva Bruno Trentin <per noi la libertà viene prima>,  Gramolati ha motivato la scelta di dedicarsi alle proposte per il futuro del territorio: “Solo migliorando il lavoro possiamo affrontare alcuni dei nodi critici che stanno insidiando il modello di coesione al quale la nostra regione si ispira. E non vi è dubbio che la prima condizione per migliorare il lavoro è difenderlo”. E prosegue il segretario “dovremo – infatti -  fare i conti con una disoccupazione di massa di lungo periodo con conseguenze evidenti”.

Convinto che il futuro del lavoro abbia bisogno di una nuova stagione di sviluppo, Gramolati ha delineato il progetto di “Preparare una Toscana 2020 collegata a Europa 2020” sapendo che le 4 principali sfide da affrontare globalizzazione, cambiamento demografico, cambiamento climatico, energia. “Occorre ridisegnare un nuovo sviluppo fondato su tre linee di azione convergenti: conoscenza e innovazione; economia verde; valorizzazione del capitale umano e lotta alla povertà”.. “Cosa significa questo in concreto di fronte alla nullità progettuale del Governo Berlusconi?”, si domanda il segretario  e risponde:  “prendiamo il caso della crisi climatica e energetica. Nonostante un sordo sabotaggio da parte italiana, un anno fa la Ue ha adottato il famoso pacchetto clima e energia [entro 2013 Italia dovrà ridurre le emissioni climalteranti del 13% e accrescere l'uso di energia da fonti rinnovabili fino al 17%], la proposta che avanziamo alla Toscana è che le due prossime legislature si concentrino su questa sfida,  caricandosi autonomamente sulle spalle la responsabilità di attuare quell’impegno.  Si tratta di allestire un piano nel quale assegnare un ruolo fondamentale alla Toscana meridionale e alle straordinarie potenzialità dei suoi distretti rurali. Superando per questa via il “dualismo” del modello toscano.  Un piano che  punti ad  una crescita industriale e di qualificazione dei servizi verso questi nuovi obiettivi. Dieci anni, nel corso dei quali concentrare il massimo delle risorse, ricerche e formazione allo scopo di strutturare filiere produttive e di servizio di eccellenza, anche ricorrendo a forme mirate di fiscalità. Costruendo relazioni qualificate con i numerosi campioni tecnologici presenti in tutti i sistemi territoriali e promuovendo l’arrivo di nuovi, in uno stretto rapporto con l’Università e la ricerca. Definendo grandi piattaforme tecnologiche per energie alternative anche come momento di qualificazione e riconversione di importanti siti industriali come quello costiero o quello pratese che debbono collocarsi su una fascia produttiva a un più alto valore aggiunto senza abbandonare la propria responsabilità verso il sistema ambientale e sociale toscano”. Noi pensiamo che la costruzione di tutto questo debba essere affidato a una nuova stagione di contrattazione.  Una contrattazione che si concentri a livello regionale su un numero selezionato di progetti, ne condivida gli obiettivi e ne misuri i risultati”. “Misurare i progetti avviati e i loro risultati”, dice ancora Gramolati rappresenta una vera rivoluzione nel rapporto tra politica e cittadini”.


Ruolo del “pubblico” e rivoluzione “tra cittadini e politica” (18 marzo)

Il progetto decennale per lo sviluppo della Toscana 2010-2020 che lancia Alessio Gramolati, nel corso della sua relazione all’ attenta platea del 9 congresso regionale della CGIL Toscana, riunita a Montecatini Terme,  si focalizza sulla necessità di “concentrare il massimo delle risorse, della ricerca e della formazione per strutturare filiere produttive e di servizio di eccellenza. Anche - sottolinea il segretario - ricorrendo a forme mirate di fiscalità”. 

“Dobbiamo fare del ‘pubblico’ un reale e concreto presidio di legalità”,  prosegue il leader sindacale, sostenendo che “il pubblico non può essere confinato nel ruolo di ufficiale pagatore degli errori del privato, ma deve rompere ogni alterità con il privato stesso” . Una azione che per Gramolati è possibile solo attraverso un forte protagonismo dei lavoratori che migliori l’efficienza e la qualità come dimostra il modello sanitario regionale. Il processo riformatore  presente nel suo progetto esclude scenari come quelli che oggi annoverano “34 società di trasporti, 39 società di rifiuti, 7 società per l’acqua e numerose agenzie di promozione territoriali che non rispondono più in termini di efficienza e di costi ai bisogni dei cittadini e che inibiscono qualsiasi politica di investimento”.  Problemi che, insieme a quello che Gramolati individua come ulteriore ostacolo rappresentato dai localismi, si frappongono a ogni scelta di sistema.  Una scelta che va compiuta subito e per la quale il sindacalista propone un metodo di governo  rigoroso e trasparente: obiettivi limitati e concentrati per consentire finalmente il monitoraggio periodico dei risultati, un dibattito pubblico incardinato su dati e problemi reali, l’accertamento delle responsabilità. In questa “rivoluzione nel rapporto tra politica e cittadini, la Toscana –aggiunge – può diventare un laboratori avanzato”.


Ridurre le diseguaglianze e questione salariale
(18 marzo)

Ridurre le diseguaglianze tra i sessi, tra le generazioni e tra le genti è uno dei capitoli più significativi della relazioni di apertura del 9 congresso della CGIL Toscana che si è aperto questo mattina a Montecatini Terme con l’intervento del segretario uscente Alessio Gramolati. Obiettivo importante che deve essere contestuale al processo di sviluppo.

Il mercato del lavoro toscano penalizza donne, migranti e giovani.
Per Gramolati, le donne sono penalizzate sia nell’accesso al lavoro, con un tasso di occupabilità lontano dagli obiettivi di Lisbona e più basso che in altre regioni del centro nord, che nei livelli retributivi, più bassi del 16 p.c. rispetto agli uomini. Analogamente per i giovani: “sono gli ultimi ad entrare stabilmente nel mercato del lavoro e i primi ad uscirne nei processi di crisi, vittime di un modello che trasforma quello che dovrebbe essere un trampolino, in trappola”. “Addirittura – prosegue il sindacalista - la Toscana è 20 punti sotto la media europea quanto ad utilizzazione dei giovani con titolo di studio”. Per quanto riguarda gli immigrati, aggiunge il segretario “nonostante la buona legge regionale, assai diversa normativa nazionale, si registrano preoccupanti criticità che la crisi tende ad esasperare, a partire dal superfruttamento e dal lavoro nero e minorile”.

La questione salariale: la terra della seconda casa e non del primo lavoro
“Non si può rinviare – dice Gramolati – la questione salariale che vede le nostre retribuzione ai livelli più bassi del centro nord.” Il ciclo economico che si è concluso con la crisi ha indicato la Toscana più come luogo di consumo che di produzione e innovazione. “Siamo quelli della seconda casa e non del primo lavoro”. Sotto accusa per il segretario, “l’alto consumo del territorio oggi sopito dalla crisi ma, a suo dire, che potrebbe ripresentarsi in nome dell’emergenza e in assenza di nuovo sviluppo”. Sotto accusa anche il rapporto tra industria e territorio. “Un rapporto da sanare e -  per il sindacalista - questo compito tocca all’industria, rea di un modo sbagliato di fare impresa”. “A risentirne secondo il leader della CGIL,  una  occupazione stabile,  la tutela ambientale, l’innovazione”. Queste le ragioni della necessità “di fare sistema” e di “ricostruire un blocco sociale trainante e culturalmente coeso che attorno al valore del produrre, dell’innovare, dell’integrare esprima tutto il valore del lavoro, il gusto degli obiettivi nuovi e di una nuova cittadinanza sociale”.

Le conclusioni del suo intervento Gramolati le dedica al sindacato cui spetta, insieme agli altri soggetti, realizzare quel sistema “attraverso una nuova stagione contrattuale e una nuova pratica concertativa che liberi l’azione sindacale dai burocratismi autoreferenziali dove le divisioni l’hanno confinata. Una pratica sindacale innovativa che rigetta l’idea di un sindacato contemplativo e che risponda alla domanda di libertà, al bisogno di emancipazione con iniziative di riscatto civile. Per noi – aggiunge- questa idea passa attraverso la contrattazione, la democrazia e l’autonomia, le sole che definiscono il carattere sindacale di un’organizzazione ”.


Congresso CGIL Toscana: in una piantina della cooperativa FloraAmiata il segno della solidarietà
(18 marzo)

Omaggiati di una speciale piantina della Flora Amiata, la Impatiens, le delegate, i delegati e gli invitati tutti del IX Congresso regionale della CGIL della Toscana, in corso da oggi al Palacongressi dell’importante centro termale pistoiese, hanno così potuto apprezzare il segno della solidarietà, valore fondante del sindacato, richiamato a più riprese dalla relazione del Segretario generale Gramolati.

E’ stato lo stesso sindacalista ad illustrarne storia e significato in chiusura del suo intervento: “ L’abbiamo scelta volutamente perché ha radici lontane, nella Nuova Guinea, - ha detto Gramolati alludendo alla solidarietà con quanti giungono nel nostro Paese anche da oltreoceano - ma oggi è coltivata in Italia. L’abbiamo scelta perché simboleggia la storia di una trasformazione che inizia con una miniera e finisce in una serra “ ha aggiunto con riferimento all’azienda che la produce.

La terra che circonda ogni piantina viene dalla Sicilia ed è anch’essa una terra speciale: proviene da possedimenti confiscati alla mafia, sottratti pertanto al malaffare, ed oggi coltivati da tanti giovani che per questa attività hanno costituito una cooperativa.

Ed infine la confezione. Plastica? Ma neanche per sogno! “Abbiamo troppo abusato del nostro generoso territorio  – ha sottolineato Gramolati pensando all’inquinamento ed allo scempio ambientale del pianeta e preannunciando la distribuzione in sala del ‘simbolo del riscatto’ -  ed oggi dobbiamo restituirgli solo ciò che può trasformare: anche questo package è frutto del lavoro di una cooperativa della cittadina di Londa ed è biodegradabile al cento per cento”.

 

Uno sguardo sul futuro nei discorsi degli ospiti della mattinata. Dubbi cislini su Istituto arbitrato  (18 marzo)

La CGIL Toscana lancia un progetto impegnativo per il futuro delle regione e, oltre ai ringraziamenti dei numerosi ospiti italiani e stranieri della mattinata, raccoglie il successo di quanti si associano all’analisi e agli obiettivi delineati e auspicano un lavoro comune per raggiungerli.

A partire dal Presidente uscente della Giunta regionale, Claudio Martini: “abbiamo caparbiamente, condiviso l’idea di mettere chiaramente sul tavolo del dibattito politico la profondità e l’acutezza di questa crisi economica e sociale a fronte di tentativi maldestri del governo centrale di eluderla e marginalizzarla” ha esordito il ‘governatore’ sottolineando come, ad un anno e mezzo dall’inizio di questa pesante fase della nostra economia non vi sia ancora mai stata una discussione pubblica nella sede istituzionale del Parlamento.

Critici anche i rappresentanti di CISL e UIL regionali, i segretari Santini e Zanieri che hanno accolto l’invito di Gramolati a ‘guardare avanti’ insieme, pur a fronte – per usare le parole del sindacalista della UIL - di “un diverso clima fra le confederazioni nazionali”.

“Cogliere l’occasione di trasformare i problemi aperti dalla crisi in un quadro di  nuove opportunità e nuove sfide”,  l’idea partita da Martini è stata accolta dagli interventi dei sindacalisti toscani ma anche dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei tre paesi europei presenti al Congresso: la Dgb della Renania Palatinato, le Comisiones Obreras dei Paesi Baschi, la L.O. svedese.

Il Presidente Martini, che lascia la guida della Regione Toscana dopo due mandati consecutivi ritiene che l’Agenda della prossima consigliatura sia già scritta: “fronteggiare tutti insieme una crisi che non è ancora alle spalle. Essa lascerà segni pesanti –ha rimarcato- e il contributo dei sindacati sarà essenziale”. A questo proposito, Martini ha rilanciato il ruolo della concertazione “cui occorre dare maggiore vitalità ed efficienza”, ed ha richiamato il mondo imprenditoriale, gli industriali, il  mondo della cultura, le istituzioni e i politici a “dare slancio alle proprie capacità innovative abbandonando corporativismi e ritrosie” in nome di un lavoro corale, “unica strada per la ripresa”.

La CISL sull’arbitrato: Meglio rinviare la scelta del lavoratore a dopo l’assunzione
Un lungo passaggio sull’istituto dell’arbitrato, che ha registrato un ‘avviso comune’ fra governo e CISL e UIL nazionali, fortemente criticato dalla CGIL fino a sollevare seri dubbi sulla sua costituzionalità, ha aperto l’intervento del sindacalista della CISL Toscana. Renato Santini si è detto convinto che “si tratta di uno strumento in più a disposizione dei lavoratori” ma, al tempo stesso, che “se incostituzionalità venisse riscontrata, bisognerà ripensarci”. Santini ha poi chiarito che la non conformità costituzionale potrebbe, a suo avviso, riguardare il fatto che il lavoratore deve operare la scelta (se, nel caso di controversia, affidarsi al giudice ordinario o all’arbitro) “nel momento in cui è più debole”, cioè all’atto di assunzione. “Per non mettere il lavoratore in difficoltà, meglio sarebbe –sono state le parole del sindacalista- che la scelta venisse rinviata ad un tempo successivo”.

I giovani, la coesione, e la solidarietà fra sindacati europei: specialmente in tempo di crisi
“I giovani ed il loro futuro sono la nostra maggiore e comune rivendicazione”: sono state le parole di Dietmar Mushied,  massimo esponente del sindacato Dgb della Renania Palatinato, la cui preoccupazione, di fronte al governo conservatore della premier tedesca Angela Merkel, è che ‘l’avvenire sia un argomento dell’agenda europea, un Europa più sociale e meno asservita alle mere logiche di mercato”.

Concetto ripreso da Unai Sordo, numero uno delle CC.OO. Critico nei confronti di una crisi esportata da paesi ‘troppo leggeri nelle regole di mercato”, e preoccupato di difendere il modello di protezione sociale europeo nato negli scorsi decenni, il sindacalista dei Paesi Baschi ha incitato la CGIL e tutto il sindacato italiano a “unirsi per vincere la battaglia contro chi vuole mercati sempre meno regolati e contro ogni forma di disuguaglianza”.

E’ stato con una nuvola di bolle di sapone che l’ultimo ospite della mattinata al Palacongressi di Montecatini, Christen Anderson, segretario generale dell’L.O. svedese, ha simboleggiato l’uscita dalla marginalizzazione e dall’invisibilità di tutte quelle figure, lavoratori precari, giovani, donne ed immigrati, che il mercato del lavoro globalizzato tende a tenere sotto silenzio, assegnando a tutto il sindacato europeo ed alla loro azione comune il compito di riuscire nell’impresa. Anderson ha esortato i suoi colleghi europei ad investire nella gioventù e nell’uguaglianza e a tenere d’occhio l’evoluzione del diritto del lavoro considerato “la chiave di accesso a quella vita migliore e significativa che solo un lavoro dignitoso può assicurare”.


XI Congresso CGIL Toscana: Rossi, candidato Pd a governatore, difende scuola pubblica ed infiamma la platea
 
(19 marzo)

La strenua ed appassionata difesa del ruolo della scuola pubblica e del sistema pubblico di istruzione che contrasti il ridimensionamento operato dalla riforma Gelmini, ha infiammato la platea congressuale dei delegati riuniti a Montecatini per l’assise regionale della CGIL della Toscana. A sostenerla, il candidato alla guida della Giunta regionale Toscana per il Pd, Enrico Rossi, intervenuto nella mattinata, che ha manifestato un proposito politico per il futuro della Toscana esplicitato in maniera netta: “rimettere al centro dell’azione politica della nuova giunta il lavoro e la produzione”.

Le parole di Rossi sono state più volte interrotte dagli applausi, in particolare quando il candidato ha ripercorso il quadro delle aziende in crisi, parlato di reindustrializzazione della Toscana, di ripresa manifatturiera, di rilancio dell’attività produttiva: “Dobbiamo azzerare il differenziale di crescita che la Toscana ha accusato negli ultimi anni e puntare sul manifatturiero, superando la cultura della rendita, pur forte nella nostra regione”.

Rossi ha annunciato che, in caso di vittoria, istituirà un ufficio preposto ai rapporti con le multinazionali che investono in Toscana in un’ottica di sostegno a quelle aziende che punteranno sulle attività produttive e sull’agricoltura “settori che il Governo nazionale sta lasciando deperire”. Un discorso, quello del candidato alla guida della Regione, da cui è emerso con chiarezza che le risorse regionali, in caso di affermazione della maggioranza uscente, si concentreranno su quei progetti che “aumentino il vantaggio competitivo e che siano capaci di attrarre ricerca ed innovazione”. Anche l’Università toscana, che ha subìto tagli per 80 milioni di euro, sarà supportato dall’azione regionale “solo a patto che anche il nostro sistema universitario si riformi, si integri, si specializzi e garantisca una ricerca capace di valorizzare il capitale umano”. 

A questo proposito, una stoccata è partita nelle parole di Rossi all’indirizzo delle imprese: “non sempre –ha detto Rossi- nel nostro mondo imprenditoriale vi è consapevolezza dell’importanza della tecnica, dell’innovazione, della ricerca, come fece un tempo la Piaggio di Pontedera puntando sulla Vespa che ci è stata invidiata nel mondo. Più spesso ci si ripiega su quell’Arcadia, quel buen ritiro, sul resort della terra Toscana e si declina alle proprie responsabilità di impresa” . Un nuovo patto fra produttori, è stata perciò la sua proposta, “un patto –ha detto- che sappia superare il vizio atavico del localismo e del municipalismo. Penso ad un modello di città-regione che non eserciti volontà di centralismo ma che sappia dare l’idea di un’unica comunità regionale”.

La “questione sociale” su cui Rossi ha voluto tornare anche in conclusione del suo ragionamento, rimane la Scuola pubblica che ha definito ‘la grande infrastruttura dell’eguaglianza’: “si tratta di una sfida –ha detto infine- da vincere insieme al sindacato. Così come vinceremo la sfida di ridare con forza centralità al lavoro alla sua difesa, alla sua dignità”.  Prima di lui l’assemblea congressuale aveva ascoltato il segretario regionale della FIOM Toscana.

Mauro Faticanti, espressione della minoranza congressuale,  ha accolto nel suo intervento il proposito, espresso nella relazione di Gramolati, di avviare, a conclusione di questa assise, una stagione di gestione unitaria del sindacato regionale. Faticanti ha tracciato il quadro di un Paese dove la democrazia è a rischio e dove si sta lentamente scivolando verso un regime: “non è possibile –ha rimarcato- che sia possibile esprimere il proprio voto per decidere chi debba lasciare ‘il grande fratello’ e non sia invece possibile votare sul proprio contratto di lavoro”.  Inscrivendo questa anomalia in una cornice di un capitalismo che seppur reso più forte della sconfitta del comunismo, “sembra una bestia impazzita, che mangia il pianeta, incapace di autoregolarsi”. Faticanti ha riconosciuto il forte consenso della mozione di maggioranza,di cui è primo firmatario il leader della CGIL, Guglielmo Epifani, come dato incontrovertibile, “ma –ha aggiunto- bisogna riconoscere contemporaneamente la vittoria nella Fiom della mozione di minoranza”, primo firmatario il segretario della Fisac Mimmo Moccia, scongiurando l’ipotesi di un sindacato dei metalmeccanici “istituzionalmente collocato all’opposizione” ed auspicando che sia la scelta dell’unità a guidare l’azione futura della CGIL.

“Rappresentiamo la sola speranza per i tanti ragazzi, ragazze, giovani che ci guardano e credono nella CGIL –ha concluso Faticanti- perché convinti come noi che l’unico vero nemico sia la rassegnazione”.

 
Congresso CGIL Toscana: intervento conclusivo della Segretaria Nazionale Morena Piccinini (19 marzo)

“Non  possiamo permettere che il 40^ anniversario dello Statuto dei lavoratori sia l’ultimo a causa di questi ministri e della compiacenza di CISL e UIL”. Questa affermazione forte è uno capisaldi dell’intervento di Morena Piccini, segretaria nazionale della CGIL, a conclusione del 9 congresso della CGIL Toscana.

Nel salone del Palazzo dei Congressi di Montecatini, gremito di delegati e delegate, sono riecheggiate più volete le parole diritti, democrazia, lavoro. Parole che sono state il filo conduttore del ragionamento della dirigente di Corso d’Italia che afferma: “Dobbiamo avere consapevolezza del compito storico che abbiamo e dobbiamo giocare fino in fondo, anche con più fiducia in noi stessi, perché questa fase è totalmente diversa, questa crisi generale è totalmente diversa, e non è stata affrontata con strumenti giusti”. Ma di questa emergenza si sta facendo un utilizzo strumentale, dice ancora la sindacalista: “E’ evidente che la crisi economica è usata dalla destra e dal padronato, tutto, per cambiare profondamente gli assetti sociali e il rapporto lavoro-impresa. Per realizzare un progetto di società più diseguale, meno solidale, un modello di società dove lo stato non  è più garante dei diritti collettivi e le persone sono lasciate sole con se stesse”. Ed è proprio contro questo disegno che il sindacato e i lavoratori devono fare argine. Occorre impedire la riduzione dei diritti collettivi, il ridimensionamento dell’intervento pubblico nella scuola, nella sanità, nella previdenza.

Il modello sociale che questa maggioranza da anni prova ad affermare – non c’è riuscita nel 94, nel 2001 -  è quello della responsabilità individuale al posto della responsabilità pubblica, del diritto che ciascuno si “contratta” in solitudine al posto dei diritti collettivi conquistati con le lotte di tanti. E le norme in materia di lavoro che questo parlamento produce sono esattamente funzionali a questo modello. Ma, sottolinea Piccinini, proprio su questo versante la CGIL ha ottenuto risultati importanti nel corso degli ultimi mesi, è riuscita ad impedire la derogabilità individuale contenuta nell’accordo separato del 22 gennaio ed è per questo che il governo ci ha riprova con il provvedimento sull’arbitrato. Dice infatti la segretaria: “Il provvedimento sull’arbitrato è un attacco a tutti i diritti fissati per legge e per contratto, non solo l’art.18 e rappresenta un grande processo di derogabilità individuale nel nome della supposta e inesistente parità tra lavoratore e impresa”. Ed aggiunge: “E’ nostro compito impedirglielo con ogni mezzo: sindacale, contrattuale, vertenziale, giurisprudenziale”.

C’è una sola strada da percorrere per sconfiggere il modello sociale dell’individualismo, della solitudine, della riduzione dei diritti, quella della riaffermazione di alcuni valori fondamentali. E per Morena Piccini sono due i valori di fondamentali da riconquistare: la dignità del lavoro e la dignità della persona. “la questione della precarietà è immediatamente connessa al fatto che il lavoro non è più al centro della vita delle persone e questo significa che non è più al centro di un racconto comune. Per questo, per noi affermare la contrattazione a tutti i livelli, la rappresentanza di tutto questo disagio, significa riconquistare  questa appartenenza comune e una nuova identità sociale”. E la dignità della persona riguarda noi e riguarda anche il nostro rapporto con l’immigrazione, quante Rosarno piccole e medie ci sono in Italia si è domandata la dirigente sindacale?

Un grande compito e una grande sfida, ha ripetuto più volte nel suo intervento Piccinini, spetta alla CGIL e al sindacato tutto. Ed allora i passaggi dedicati alla sua organizzazione non potevano mancare.  “Proprio la crisi rende sempre più evidente l’esigenza che il lavoratore e il pensionato sia rappresentato in tutte le sue dimensioni di vita. Per questo una rinnovata confederalità significa assumere tutti un nuovo impegno per tentare di ricostruire una identità sociale e un senso comune di fronte ai grandi processi disgregativi. Confederalità non è ognuno padrone a casa propria, ma non è neppure cessione di sovranità, è condivisione di sovranità. Confederalità significa saper riconoscere la profonda necessità di interdipendenza come valore condiviso”.

In  conclusione del suo ragionamento di Morena Piccini è tornata là dove era partita: “Noi stiamo lavorando  per ridefinire il ‘nuovo contratto sociale’ degli anni 2000 che ha al centro il riconoscimento della dignità del lavoro, la lotta contro le diseguglianze e la necessità di conquistare un grado elevato di giustizia sociale, il rinsaldarsi del rapporto tra diritti sociali e diritti civili, un grande processo della rappresentanza come parte più generale della questione democratica aperta nel paese”.


XI Congresso CGIL Toscana: conclusione unitaria. Gramolati rieletto segretario generale (19 marzo)

Conclusione unitaria per il XI Congresso regionale della CGIL Toscana. Dopo l’intervento conclusivo della Segretaria confederale Morena Piccinini, i 400 delegati hanno approvato all’unanimità (con una astensione) un lungo e riassuntivo documento conclusivo dove, in coerenza con lo slogan del congresso, Migliorare il lavoro per migliorare la Toscana” fra l’altro si legge “Siamo convinti di poter esprimere una fiducia ragionevole che, per quanto difficile, una prospettiva di cambiamento esiste, a condizione che si assumano i giusti obbiettivi, le analisi di scenario corrette, che si esprimano le politiche economiche e sociali necessarie”.

Ed ancora unanime è stata scelta dei 46 delegati al Congresso nazionale della CGIL, in programma a Rimini dal 5 all’8 maggio prossimi.

144 sono i membri del Comitato direttivo regionale (di cui 49 donne, pari al 43 p.c.), votati a scrutinio segreto e su proposta della commissione elettorale su lista unica: 99 dei quali fanno riferimento al documento congressuale di maggioranza e 15 al documento di minoranza.

Ed è stata la prima seduta del nuovo organismo dirigente regionale, convocata subito dopo la sua formazione, ad eleggere il segretario generale della CGIL Toscana riconfermando il leader uscente, Alessio Gramolati :114 gli aventi diritto, 94 i votanti, 2 le schede nulle, 2 gli astenuti, 6 i voti contrari, 84 i voti favorevoli.

Alessio Gramolati aveva assunto la guida della CGIL della Toscana, di gran lunga il maggiore sindacato regionale, due anni fa, in sostituzione di Luciano Silvestri, chiamato a Roma per un incarico di direzione al centro confederale. 

La riconferma di Gramolati è avvenuta, con il 91.30 p.c. dei voti espressi dal Comitato direttivo, dopo una relazione ampiamente condivisa dai delegati intervenuti nel dibattito e apprezzata dai molti invitati e dall’intervento conclusivo della segretaria confederale Morena Piccinini.

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