- DOCUMENTI‎ > ‎CGIL‎ > ‎16° CONGRESSO CGIL‎ > ‎

Congresso Campania: 18 - 20 marzo, Napoli


CGIL Campania: 'lavoro e liberare i diritti' al via il IX Congresso della CGIL Campania (18 marzo)

"Difendere il lavoro e liberare i diritti in Campania e nel Mezzogiorno", sono queste le parole scelte dalla CGIL Campania come cornice per il IX congresso regionale. Un appuntamento che prende il via oggi a Castellammare di Stabia e che sarà articolato su tre giornate di dibattito e di confronto, aperte dalla relazione del Segretario Generale della Campania, Michele Gravano, e che saranno concluse, nella giornata di sabato 20 Marzo, dalla Segretaria della CGIL Nazionale, Vera Lamonica.

La platea è partecipata da 338 delegati, oltre ai tanti invitati, eletti dopo un percorso fatto di 2.343 assemblee alle quali hanno partecipato più di 170mila lavoratori. Assemblee nelle quali sono stati sottoposti, al giudizio del voto dei lavoratori, i due documenti nazionali: il primo a firma del Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ed il secondo che porta il nome del Segretario Generale della FISAC, la categoria dei bancari, Domenico Moccia. Ai due documenti congressuali stati attribuiti, rispettivamente nel territorio della Campania, l'83,53% e il 13,47% dei voti.

Tornando al congresso regionale, al centro del dibattito ci sarà la pesante situazione occupazionale in cui versa la regione, nella quale - su una già pregressa situazione di difficoltà - si sono fatti sentire duramente gli effetti della crisi economica che ha colpito il tessuto produttivo italiano e meridionale in particolare. Molti i settori in difficoltà in Campania, tra questi l'auto ed il suo indotto, la metalmeccanica, il manifatturiero, la chimica, l'agroindustria, ma anche il commercio, i trasporti ed i servizi. Una situazione che fatto schizzare il tasso di disoccupazione in Campania, nell'anno 2010, alla cifra, di molto superiore alla media nazionale, del 18%.

Solo nel 2009 in Campania sono state autorizzate 24.801.985 ore di cigo e 19.953.482 cigs, cifre che riescono a restituire, più di ogni parola, la dimensione di ciò che sta accadendo. Numeri che si collegano ad un altro importante tema, quello della battaglia per la legalità, che deve confrontarsi su un terreno reso fertile, per le attività malavitose, dalle tante difficoltà socio economiche. Una battaglia le cui vittime crescono continuamente di numero. Di questo, ma con lo sguardo rivolto anche a tutto il resto del Sud del nostro paese, e del ruolo che svolgerà la CGIL in Campania, nei prossimi quattro anni, discuteranno gli oltre trecento delegati a partire da oggi.


CGIL Campania: nel segno del patto generazionale si apre il congresso regionale (18 marzo)
Aprono i lavori storico dirigente e giovane sindacalista nel segno della continuità

Nel segno della continuità, quella costituita dalla difesa dei diritti del lavoro e dei lavoratori che hanno caratterizzato e caratterizzano la storia della CGIL, si è aperto il IX Congresso della CGIL Campania. Una continuità che emersa dai due primi interventi che hanno dato il via al congresso regionale: la memoria storica del sindacato qui in Campania, Massimo Montelpari, classe 1943, e il futuro rappresentato dalla giovane segretaria della SLC CGIL, Gilda Langella, classe 1976.

Montelpari, segretario nel passato della Federbraccianti e poi dirigente delle strutture confederali, ha aperto i lavori ricordando e celebrando l'imminente quarantennale dello Statuto dei lavoratori. “Quarant'anni fa - ha detto Montelpari -, il 20 maggio del 1970, il Parlamento italiano approvò lo Statuto dei diritti dei lavoratori. Fu un compagno, noto e cresciuto nella CGIL, Giacomo Brodolini a portare a compimento, senza poterlo vedere, questo straordinario successo del mondo sindacale e delle lotte operaie”. Ma la difesa dei diritti acquisiti dei lavoratori, nonché la lotta ad ampliarne per nuovi 'beneficiari', sono per la CGIL ancora e sempre centrali. Oggi come prima: “Dall'attacco che respingemmo nel 2002 per evitare la liquidazione dell'articolo 18 dello Statuto e adesso siamo ancora impegnati a impedire lo smantellamento di questo articolo”, ha detto lo storico dirigente ricordando il recente avviso comune su arbitrato e controversie siglato dalle parti sociali, esclusa la CGIL.

Eppure il patto 'implicito' tra generazioni subisce un attacco violento dalla crisi e dalle speculazioni che su questa si fanno. Lo ha ricordato la giovane sindacalista Langella. “I legami o i conflitti generazionali - ha detto - sono sempre esistiti, ma oggi si profilano in maniera diversa e sono sempre più condizionati dalla situazione economica”. La crisi, come ha felicemente ricordato, sembra essere al giorno d'oggi, una parola spogliata dal suo significato eppure i suoi effetti colpiscono duramente. “Da quando seguo la produzione culturale per la SLC mi sono resa conto di quanto il mondo della cultura si veda sempre più scardinarsi e dove ogni minima tutela diventa una chimera”, ha detto Langella denunciano i tagli al Fus e il mancato rinnovo dei fondi regionali per lo spettacolo.

Ed è qui, sul merito delle questioni, sulle vecchie e nuove battaglie, che emerge il 'transfert' di conoscenze tra generazioni. Il percorso delle nuove leve non può prescindere dall'esperienza e dalla ricchezza di chi ha fatto la storia del sindacato e del mondo del lavoro: “Ogni lotta, ogni conquista - ha concluso Langella - è oggi per le nuove generazioni un dato acquisito, qualcosa su cui lavorare e portare avanti, qualcosa che ci consente di partire avvantaggiati perché qualcuno prima di noi ha lottato e ha vinto”.

 

CGIL Campania: Gravano, noi protagonisti del cambio generazionale (18 marzo)
sindacato impegnato nel dare spazio ai giovani dal 'Progetto Ventimila' al prossimo forum giovani

Un congresso segnato dalla presenza di tanti giovani, frutto dell'investimento che la CGIL Campania ha operato in questi anni di progressivo “cambio generazionale” e “spazio alle nuove generazioni”. Il segretario generale della CGIL Campania, Michele Gravano, dedica un ampio spazio della sua relazione al IX Congresso regionale al ruolo - e al futuro - dei giovani all'interno delle strutture sindacali. Spazio che emerge anche dal ruolo di primo piano giocato dalla CGIL in Campania nel 'Progetto Ventimila', il corso di formazione sui temi della Costituzione, del lavoro e dell'identità della CGIL, rivolto ai giovani delegati e che ha visto impegnate le strutture della CGIL in tutto il territorio nazionale. “In Campania - ha fatto sapere Gravano - il Progetto ha avuto risultati estremamente significativi: oltre mille di questi giovani hanno partecipato ai percorsi formativi e dopo i congressi intendiamo continuare su questa strada”.

Forte e di primo piano, quindi, la presenza e il ruolo attivo dei giovani all'interno della CGIL. “Questo congresso - ha affermato Gravano - è stato segnato anche dalla presenza di tanti giovani, che sono entrati nel mondo del lavoro, molti con le forme atipiche che conosciamo, ma anche altri stabilizzati e che oggi svolgono una funzione importante ai diversi livelli di direzione della nostra organizzazione”. In questi anni, ha ricordato il leader sindacale, “noi abbiamo investito politicamente molto nel cambio generazionale e nel fare spazio a loro, a questa nuova generazione, e lo abbiamo fatto dando loro strumenti formativi, valoriali e di identità, affinché conoscessero la storia della nostra organizzazione, i suoi valori, le sue funzioni, le sue battaglie civili e sociali a difesa del lavoro e dei diritti del lavoro”.

Ma nel segno del futuro l'impegno del sindacato qui in Campania non si ferma con i “Ventimila in formazione” ma porta avanti esperienze specifiche, con l'obiettivo di qualificare i giovani dirigenti e delegati, attraverso i master e gli scambi internazionali con gli altri sindacati europei e del Mediterraneo. Un lavoro per ampliare e travalicare i confini mettendo in contatto le nuove leve, le nuove generazioni, con la dimensione europea e mediterranea. “Il nostro obiettivo è quello di continuare su questo percorso formativo di scambi e di interrelazioni - ha fatto sapere il numero uno della CGIL campana - e di puntare, alla prossima festa regionale, ad un incontro di giovani delegati europei e del Mediterraneo. Un grande forum qui - ha concluso Gravano - per confrontarsi sugli effetti della crisi, sul ruolo del sindacato in questi paesi, sulle politiche sindacali messe in atto, i risultati, le difficoltà che si vivono”.



CGIL Campania: Gravano, priorità al contrasto alla crisi e nuove politiche industriali (18 marzo)


Un contrasto a tutto campo alla crisi, il blocco inderogabile dei licenziamenti, la tutela piena della salute nei luoghi di lavoro, insieme alla difesa dei diritti che passa attraverso una nuova, più giusta e più equa, riforma fiscale e una rinnovata politica sociale. Ma soprattutto lavoro che si declina con politiche industriali dal profilo strategico strategico: economia sostenibile, qualificazione del territorio, tutela e risanamento. Questo in sintesi il messaggio che il segretario generale della CGIL Campania, Michele Gravano, ha lanciato oggi nel corso della sua relazione al IX Congresso regionale dell'organizzazione sindacale agli oltre trecento delegati presenti.

L'ultimo congresso per Gravano che, con una relazione intensa spesso interrotta da applausi, ha scattato una fotografia impietosa degli effetti della crisi in Campania con oltre 20mila lavoratori in cassa integrazione e con tutti i settori presenti sul territorio invischiati in processi di recessione: auto e indotto auto, aerospazio, metalmeccanico, manifatturiero, chimico e gommaplastica, agroindustria, artigianato, commercio, trasporti e appalti, servizi, terziario e turismo. Crisi che si misura con un tasso di disoccupazione che in Campania nel 2010 si avvicina al 18%.

“Nessun settore industriale sfugge alle difficoltà”, ha spiegato Gravano, elencando i più significativi: “Dall'auto, con la Fiat e il suo indotto, all'Alcatel, dalla Fincantieri al settore delle costruzioni, dalle antiche difficoltà del sistema industriale casertano alla crisi del settore tessile a Napoli e nel Beneventano, alle difficoltà di chimica e farmaceutica, all'agroindustria”. Vertenze aperte, dai tratti spesso drammatici, che la CGIL ha posto al centro, anche qui in Campania, con lo sciopero generale del 12 marzo scorso che nella regione ha avuto “un risultato positivo” perché il Sud e la Campania “stanno pagando i prezzi duri della crisi, sia sul terreno della caduta dell'occupazione industriale, sia del potere d'acquisto delle famiglie e dei pensionati”.

Per questo adesso la necessità per la Campania e per la CGIL è quella “di rilanciare e costruire vertenze nazionali nei grandi gruppi per il trasferimento di pezzi di centri direzionali importanti al Sud” perché tante sono le vertenze aperte dalla Selfin all'Eutelia, dall'Alcatel all'Alvi, dalla Fiat di Pomigliano e di Pratola Serra alla Sirti. Per arrivare a quella qui, a Castellammare di Stabia, particolarmente sentita: la Fincantieri. Non manca quindi l'elemento propositivo nella relazione di Gravano: un insieme di proposte che il sindacato lancia anche in relazione con il prossimo, imminente, appuntamento elettorale. “La CGIL vuol lanciare da questo congresso, anche in vista del prossimo appuntamento elettorale, le proprie proposte per la prossima legislatura - ha detto - sapendo però che le prospettive del Sud, di riforma del sistema politico e del sistema economico, sono strettamente intrecciate con il rilancio di una politica nazionale”. Il paese ha bisogno di unità, unica via d'uscita dalla crisi ma a questa, e al suo contrasto, va data assoluta priorità.

CGIL Campania: giovani non si rassegnano, ‘AltraRiforma’ per scuola e università (18 marzo)

I giovani non si rassegnano benché la situazione che stiamo vivendo e sia “complessa” e si registri un “attacco generalizzato” al mondo della conoscenza. Siamo in presenza di un “progetto di demolizione della società italiana” ed è in questo quadro politico e sociale che si inserisce “l’idea di distruzione di scuole e università pubbliche“. E’ l’allarme lanciato nel corso del suo intervento al IX Congresso della CGIL Campania da Angelo Buonomo dell’UDS Campania.

L’attacco emerge anche nelle pieghe di una ‘riforma’ della scuola che è frutto di una legge Finanziaria segnata da una solo idea portante fatta di tagli e ancora tagli. “Non esiste un progetto di cambiamento ma solo la volontà di fare cassa e di svuotare di ogni significato la scuola e l’università pubblica del nostro Paese”, ha spiegato Buonomo nel rivendicare il ruolo di contrasto giocato in questi anni dalle associazioni studentesche.. “Ai tagli - ha detto - abbiamo risposto con la necessità di un investimento forte, alla riforma stiamo opponendo un modello diverso di scuola e università più inclusivo, senza disuguaglianze ma nella reale valorizzazione delle capacità individuali e collettive, e scuole più giuste che assumono una missione chiara: quella di costruire una coscienza critica“.

Le associazioni studentesche hanno perciò lanciato una campagna, una propostiva contro proposta: l’AltraRiforma di scuola e università “perché per trasformare i luoghi della formazione è necessario un processo che parta dal basso“, ha detto Buonomo secondo il quale “è fondamentale cambiare la didattica, mettere lo studente al centro del proprio percorso formativo, creare nuovi spazi di partecipazione studentesca, innalzare l’obbligo a 18 anni e costruire un biennio unitario oltre che ridare dignità al ruolo del docente, oggi emarginato, e dare un compito preciso - ha concluso Buonomo - all’istruzione e alla formazione tecnica e professionale“.

CGIL Campania: chiusa prima giornata, da Gravano luce su giovani e crisi (18 marzo)

Si chiude la prima delle tre giornate del IX Congresso della CGIL Campania che ha preso il via oggi a Castellammare di Stabia. Aperta nel segno del patto generazionale, con gli interventi di due dirigenti sindacali divisi da oltre trent’anni di differenza, e dal saluto del sindaco della città, Salvatore Vozza, i lavori si sono formalmente aperti con l’intervento del segretario generale della CGIL Campania, Michele Gravano, giunto per limiti di mandato al suo ultimo congresso da “leader sindacale”.

Un congresso segnato dalla presenza di tanti giovani, frutto dell'investimento che la CGIL Campania ha operato in questi anni di progressivo “cambio generazionale” e “spazio alle nuove generazioni”, come ha spiegato Gravano dedicando un ampio spazio della sua relazione al ruolo - e al futuro - dei giovani all'interno delle strutture sindacali. Spazio che, di fatti, emerge anche dal ruolo di primo piano giocato dalla CGIL in Campania nel 'Progetto Ventimila', il corso di formazione sui temi della Costituzione, del lavoro e dell'identità della CGIL, rivolto ai giovani delegati e che ha visto impegnate le strutture della CGIL in tutto il territorio nazionale.

E’ stata, quella di Gravano, una relazione corposa, densa e ricca di contenuti, che ha spaziato su diversi fronti ma con un focus specifico, per altro inevitabile, sugli effetti della crisi, devastante qui in Campania. Sul processo congressuale Gravano ha ricordato il risultato inequivocabile. Anche qui si è segnata una vittoria netta della mozione Epifani, sia tra gli attivi che tra i pensionati, con esiti superiori alla media nazionale. In totale, in Campania, la prima mozione ha ottenuto l'86,53% mentre la seconda mozione il 13,47%. “Con le assemblee di base che si sono concluse il 20 febbraio - ha chiosato Gravano - i lavoratori e le lavoratrici, i pensionati e le pensionate hanno dato un'indicazione chiara e hanno scelto. Con le assemblee di base è  finita una fase del Congresso“. Archiviata questa fase bisogna adesso lavorare per l’unità all’interno della CGIL come “garanzia di forza per i lavoratori ed i pensionati e di impegno e di  responsabilità verso l'esterno e verso i nostri interlocutori imprenditoriali e istituzionali“, ha affermato.

Si passa quindi al merito che, secondo Gravano, vuol dire contrasto a tutto campo alla crisi, blocco inderogabile dei licenziamenti, tutela piena della salute nei luoghi di lavoro, insieme alla difesa dei diritti che passa attraverso una nuova, più giusta e più equa, riforma fiscale e una rinnovata politica sociale. Ma soprattutto lavoro che si declina con politiche industriali dal profilo strategico: economia sostenibile, qualificazione del territorio, tutela e risanamento. Infatti il quadro delineato dal leader della CGIL regionale sugli effetti della crisi è impietoso con oltre 20mila lavoratori in cassa integrazione e con tutti i settori presenti sul territorio invischiati in processi di recessione. La crisi emerge dal tasso di disoccupazione che in Campania nel 2010 si avvicina al 18%. La CGIL qui non chiede "beneficenza" ma non tollera che i fondi Fas vengano stornati per vere o presunte emergenze. "Bisogna impedire al Governo di utilizzare impropriamente le risorse a disposizione al fine di ottenere consenso”. ha detto il segretario generale.

“Nessun settore industriale sfugge alle difficoltà”, ha spiegato Gravano, elencando i più significativi: “Dall'auto, con la Fiat e il suo indotto, all'Alcatel, dalla Fincantieri al settore delle costruzioni, dalle antiche difficoltà del sistema industriale casertano alla crisi del settore tessile a Napoli e nel Beneventano, alle difficoltà di chimica e farmaceutica, all'agroindustria”. Vertenze aperte, dai tratti spesso drammatici, che la CGIL ha posto al centro, anche qui in Campania, con lo sciopero generale del 12 marzo scorso che nella regione ha avuto “un risultato positivo” perché il Sud e la Campania “stanno pagando i prezzi duri della crisi, sia sul terreno della caduta dell'occupazione industriale, sia del potere d'acquisto delle famiglie e dei pensionati”. Per questo adesso la necessità per la Campania e per la CGIL è quella “di rilanciare e costruire vertenze nazionali nei grandi gruppi per il trasferimento di pezzi di centri direzionali importanti al Sud” perché tante sono le vertenze aperte dalla Selfin all'Eutelia, dall'Alcatel all'Alvi, dalla Fiat di Pomigliano e di Pratola Serra alla Sirti. Per arrivare a quella qui, a Castellammare di Stabia, particolarmente sentita: la Fincantieri.


CGIL Campania: nel segno di Don  Peppe Diana si apre seconda giornata Congresso
(19 marzo)

Nel segno di Don Peppe Diana - il prete anticamorra ucciso il 19 marzo 1994 mentre celebrava messa a Casal di Principe - si sono aperti i lavori della seconda giornata del IX Congresso della CGIL Campania a Castellammare di Stabia. E' stato il responsabile per le politiche dell'immigrazione della CGIL regionale, Jamal Qaddorah, a ricordarlo nel sottolineare come oggi tutte le scuole qui siano chiuse per celebrare e ricordare il prete, l'uomo che fu ammazzato per essersi contrapposto al potere invasivo del clan dei Casalesi.

Nel ricordo del sindacalista emerge, oltre l'impegno anticamorra di Don Peppe Diana, anche l'attenzione che aveva verso il mondo dell'immigrazione. “Negli anni novanta - ha detto Qaddorah - quando il clan dei casalesi diede diede un ultimatum agli immigrati, intimandogli di andare via perché non 'consoni' al loro malaffare, don Peppe Diana ci ospitò infondendoci il coraggio, il suo coraggio, di rimanere e combatterli a viso aperto. Un coraggio che venne premiato: gli immigrati rimasero e l'ultimatum ritirato”.

Quello stesso coraggio che gli immigrati hanno avuto a Castel Volturno nel 2008 quando con tutta la loro rabbia scesero nelle strade, in rivolta, dopo la strage di camorra che trucidò sei migranti “Oggi a Castel Volturno, così come a San Nicola Varco, la CGIL ha evitato che ci fosse una nuova Rosarno. Il nostro intervento attivo, la nostra vicinanza alle esigenze e alle difficoltà dei migranti ha evitato che si registrasse un nuovo tragico scontro sociale”, ha detto il responsabile immigrazione per la CGIL Campania. Un impegno, ha chiesto, “che adesso deve rinnovarsi e aumentare perché stiamo entrando nel periodo di lavoro stagionale e il nostro ruolo deve essere quello di stare al loro fianco”.

La situazione e lo stato dell'immigrazione non è ovviamente semplice, al contrario si registra una analogia tra i problemi degli immigrati con quelli storici del mercato del lavoro qui in Campania. “La situazione rispecchia il mercato del lavoro fatto di lavoro nero, di lavoro sommerso e di camorra invasiva”, ha ricordato Qaddorah chiedendo un rinnovato impegno alla CGIL per lanciare un “messaggio sindacale e culturale” con “l'ingresso - ha concluso Qaddorah - di immigrati, non solo nei direttivi, ma nelle strutture dirigenti delle categorie dove sono maggiormente presenti così come nelle strutture confederali”.


CGIL Campania: da giovane sindacalista FLAI impegno su diritti e tutele migranti (19 marzo)
 
“Queste persone, che molti credono delinquenti, non hanno neppure il temo di delinquere”. E' in queste parole di una giovanissima sindacalista - Nicoletta Guerriero, classe 1988, collaboratrice della FLAI dal 2008 nella provincia di Salerno e, come la descrive la segretaria nazionale, “il fiore della categoria” - l'impegno della FLAI nella tutela degli immigrati qui in Campania, così come su tutto il territorio nazionale.

Emozionata eppure decisa Guerriero ha rapito l'attenzione degli oltre trecento delegati al Congresso della CGIL Campania. Un intervento che è il frutto dell'impegno sul campo e tutto incentrato sul “merito” delle questioni, che qui per la FLAI vuol dire: lotta al lavoro nero e al caporalato, difesa della dignità dei migranti nell'opera di tutela e di sensibilizzazione nel riconoscimento dei loro diritti, nella Capitanata come nella Piana del Sele.

Contro “l'indifferenza che a loro è ormai familiare” ma “non nei nostri uffici dove gli immigrati vengono con piacere”, Guerriero ha raccontato un'esperienza vera, di quelle fatte sul campo: “Mi torna in mente, come un flash, il compagno marocchino che mi chiamò dicendomi di essere stato arrestato in Francia: aveva il permesso di soggiorno scaduto e le ricevute dell'avvenuto rinnovo”. Smosse la confederazione, attivandosi e mettendosi in contatto con la CGIL a Salerno come in Umbria, lì dove aveva lavorato per l'ultima volta il compagno africano, per soccorrere il compagno marocchino. “Nel giro di poche ore - ha raccontato - riuscimmo ad inviare via fax i modelli richiesti e il nostro compagno fu scarcerato”.

Un'esperienza vera sul campo che la platea accoglie con un lungo applauso che emoziona Guerriero, che umile conclude e decisa torna sui problemi veri e sul modo per superarli: “A mio modesto parere occorre installare centri di integrazione e di alfabetizzazione, offrire agli immigrati la possibilità di visite mediche e di sensibilizzarli nel riconoscimento dei propri diritti”.


CGIL Campania: Errico, tempo di bilancio, rivendicare con orgoglio buon lavoro (19 marzo)

Tempo di bilancio delle buone cose fatte senza nascondere i problemi che in questi anni si sono registrati a Napoli, dalla sanità all'emergenza rifiuti fino ai fondi strutturali: parlarne per superare le difficoltà e andare avanti continuando, con un impegno rinnovato, a lavorare. Parole del segretario generale della Camera del Lavoro di Napoli, Peppe Errico, al IX Congresso della CGIL Campania. Un invito, quello di Errico, a rivendicare con orgoglio “le buone, ottime cose fatte, con punte di eccellenza: nei trasporti, nell'agricoltura, nella ricerca e nell'innovazione”.

Per Errico “risultati importanti”, frutto del confronto tra la politica e le parti sociali, nel rispetto reciproco dell'autonomia, “da assumere per tentare di andare avanti”. Nello specifico il segretario generale di Napoli ha affrontato il rapporto con il Comune che, ha detto, “ha vissuto alterne vicende con le organizzazioni sindacali. La Iervolino ha fatto un lavoro ottimo 'singolarmente' ma non basta: la giunta è disattenta nei confronti dei sindacati”. Il riferimento è ai problemi di bilancio, delle partecipate e alla notizia, assunta dai quotidiani, dello scorporo dell'Asia, l'azienda di raccolta rifiuti. “

“Si fanno scelte e non si convoca nessuno”, ha lamentato Errico nell'aggiungere che il confronto tra politica e parti non può essere relegato “alle sole questioni dettate dall'emergenza. Non va bene c'è bisogno di governare”. Anche agli industriali Errico avanza dure critiche: “Non basta il capitale ma serve anche il lavoro. Gli industriali devono fare di più perché c'è bisogno di scelte concrete con proposte di qualità e per lo sviluppo”. Così come nel rapporto con CISL e UIL sul territorio: “Il lavoro comune per la costruzione di momenti di lotta non può prescindere - ha concluso - da una unità da costruire ovunque nella regione così come a Roma”.


CGIL Campania: FIOM, su Pomigliano e Pratola Serra la lotta continua
(19 marzo)

La lotta per la difesa degli impianti FIAT a Pomigliano, così come alla Fma di Pratola Serra, continua in un quadro generale su quello che è il ruolo del gruppo torinese in Italia. “E' inaccettabile la riduzione della produzione nel paese a 900mila autovetture, circa 300mila vetture in meno rispetto al periodo ante crisi”. E' il segretario generale della FIOM Campania, Maurizio Mascoli, a fare con noi il punto sugli stabilimenti produttivi del Lingotto in Campania.

Riguardo allo stabilimento produttivo di Pomigliano D'Arco nei prossimi giorni, fa sapere Mascoli, “nel quadro più generale, si aprirà un confronto con la Fiat sul progetto della nuova Panda che riguarderà gli investimenti da realizzare, la nuova organizzazione produttiva - viene di fatto riconvertito l'intero stabilimento - e la verifica delle ricadute occupazionali”. Un confronto, precisa il dirigente sindacale, “che riguarderà anche le attività dell'indotto che verrà convertito e dimensionato alla nuova produzione” partendo dal presupposto che oggi la Fiat viene prodotta in un contesto molto diverso, ovvero la Polonia. Sarà un confronto a tutto campo, quello tra organizzazioni sindacali e Fiat, che toccherà anche il tema della flessibilità. “Sarà, come sempre avviene in questi casi, un confronto difficile su questo tema: noi contratteremo come abbiamo sempre fatto ma sia chiaro che Pomigliano è in Italia e non in Polonia”, puntualizza Mascoli.

Situazione difficile invece per lo stabilimento Fma. “Rimane un problema molto grave a Pratola Serra perché non c'è ancora un progetto: senza un nuovo motore si va al ridimensionamento dello stabilimento e dell'occupazione”. Nello stabilimento in provincia di Avellino si producevano infatti motori di gamma alta, in particolare diesel, montati sulle vetture Alfa. Adesso che per Pomigliano si profila una nuova missione produttiva, quella legata alla produzione della nuova Panda, con motori prodotti a Termoli, Fma si vede tagliata completamente fuori. “La questione rimane aperta - aggiunge il leader della FIOM Campania - e si lega al processo inaccettabile di ridimensionamento della produzione automobilistica in Italia”.

Le lotte sindacali continuano così come il confronto, specifico per la situazione dello stabilimento di Pratola Serra, previsto per il 30 marzo per affrontare le prospettive industriali di FMA. A Roma ci sarà il presidio dei lavoratori e sulla base dei risultati dell'incontro, dice il dirigente FIOM, si decideranno le iniziative. “Tutto questo - conclude Mascoli - rientra in un quadro generale dove è inaccettabile il ridimensionamento della produzione auto in Italia con tutti i riflessi che sui territori in termini di occupazione”.

Sul tema abbiamo parlato anche con Peppe Dinarelli, delegato FIOM della Fiat di Pomigliano, che ci ha riportato la condizione dei 5.000 lavoratori (più altri 10.000 dell’indotto) dello stabilimento. “Ci troviamo dopo tre anni in cassa integrazione con due giorni di lavoro al mese e senza un piano industriale credibile per il futuro non solo per noi ma per tutto il gruppo Fiat in Italia”, dice Dinarelli che aggiunge: “In più è di pochi giorni fa la notizia di ulteriori 50 licenziamenti di operi che lavorano lì anche da quattro anni”. Le storiche lotte dei lavoratori di Pomigliano, che negli anni hanno occupato il tetto dello stabilimento e quello del comune, insieme alla sala consiliare, e poi invaso l’autostrada, e lì duramente caricati, a quanto pare sono destinate a continuare.

CGIL Campania: chiusa la seconda giornata con dibattito su politica e organizzazione  (19 marzo)

Si è chiusa, dopo una lunga e intensa sessione di dibattito, la seconda giornata dell' IX Congresso della CGIL Campania che si sta svolgendo in questi giorni a Castellammare di Stabia. Giornata divisa tra i tanti interventi di esponenti sindacali, di tutti i livelli e di tutte le categorie, frammezzati dagli ospiti, della politica e delle controparti, che sono giunti oggi a Castellammare.

Il dibattito ha di fatti ospitato il leader di Rifondazione Comunistta, nonché candidato “governatore” alla Regione Campania, Paolo Ferrero, che ha esposto il suo programma elettorale, partendo dai temi affrontati dal segretario generale della CGIL Campania, Michele Gravano, ieri nella giornata d'apertura. E quindi crisi e disoccupazione, mancanza di risorse e di strategie politiche e industriali, nuovo forme di intervento dello stato e delle politiche pubbliche, ma anche la questione della legalità e dell'accesso ai saperi, come presupposto per interrompere l'emorragia di giovani qui al Sud.

La discussione sindacale ha tracciato un bilancio politico e sindacale su questi anni, rivendicando con orgoglio le buone cose fatte ma senza tralasciare i problemi ancora in campo e sui quali ripartire. Così come sui temi tutti interni all'organizzazione, l'obiettivo, come emerso anche nella relazione di Gravano, è quello di operare un progressivo ricambio generazionale, senza disperdere il patrimonio storico del sindacato, costruendo un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni tale da salvaguardare il bene di una CGIL plurale e unita. Nella notte di oggi termineranno i lavori delle Commissioni 'politica' ed 'elettorale' di cui domani, dopo le conclusioni della segretaria nazionale, Vera Lamonica, ascolteremo le relazioni che procederanno le votazioni finali dell'assemblea congressuale.

CGIL Campania: al via terza e ultima giornata Congresso Regionale (20 marzo)

Si apre l'ultima delle tre giornate dell' IX Congresso della CGIL Campania 'Difendere il lavoro e liberare i diritti in Campania e nel Mezzogiorno' che si è tenuto in questi giorni a Castellammare di Stabia. Per oggi si attendono le conclusioni che saranno affidate alla segretaria confederale nazionale della CGIL, con delega ai temi che riguardano il Mezzogiorno, Vera Lamonica. Si procederà poi, in ordine, alla relazione delle Commissioni e alla votazione di documenti, insieme all'approvazione del documento conclusivo. Seguiranno poi le elezioni dei delegati per il Congresso Nazionale e l'elezione degli organismi dirigenti della CGIL Campania. L'ultimo atto sarà, infine, l'elezione del Segretario Generale della struttura confederale campana.

CGIL Campania: responsabile giovani, basta sterile ideolgia, riunifichiamo i diritti (20 marzo)

“Liberiamoci dello sterile dibattito ideologico sui giovani, e sul loro processo di inserimento nel mercato del lavoro, e ribaltiamo la discussione, la priorità non è discutere di quote, ma risolvere concretamente il problema principale: quello della riunificazione dei diritti dei lavoratori”. E' tra i primi interventi della terza e ultima giornata del Congresso della CGIL Campania ma Mauro Casola, responsabile delle politiche giovanili per la struttura regionale, desta l'attenzione della platea degli otre 300 delegate e delegati al Congresso.

Dopo aver ringraziato i tanti giovani che in questi giorni, nelle retrovie, hanno aiutato e reso concretamente possibile il Congresso, Casola ha incentrato il suo intervento sulla questione giovanile chiedendo alla CGIL di tenere sempre alto il dibattito sulle “tremende” difficoltà che i giovani hanno non solo in Campania ma in tutto il Mezzogiorno. Tanti e autorevoli i dati da cui emerge l'emorragia di giovani, qualificati o meno, che abbandonano queste terre alla ricerca di un futuro.

“Non esiste un'unica soluzione per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”, ha detto l'esponente sindacale che ha invitato tutti “ad uscire dal dibattito ideologico, che è nell'insostenibile duopolio rappresentato da Brunetta e Boeri, e fare emergere con forza le proposte che la CGIL ha elaborato e sostiene e che mirano alla diffusione e all'unificazione dei diritti”. La CGIL è un patrimonio, un organizzazione capace di indignarsi e di occuparsi  ancora delle 'cose', come scriveva Vittorio Foa. “La lotta sindacale - ha ricordato Casola le parole di Foa -  vale se ha uno sbocca materialmente politico ed è questo lo spirito con cui dovremmo chiudere il congresso. Sono ottimista: oggi la CGIL nell'attuale fase è un patrimonio troppo importante per il paese e per difendere i valori democratici e costituzionali dall'attuale deriva”.

CGIL Campania: ufficio 'immigrazione' cambia nome in 'nuovi cittadini' (20 marzo)

Lo grida con forza Jean-Renè Bilongo, del settore immigrazione per la FLAI Caserta, alla platea dei delegati al Congresso campano: “Chiedo che gli uffici immigrati delle nostre strutture cambino, nel rispetto pieno delle idee che professa la CGIL, cambino significativamente nome in uffici 'nuovi cittadini'”. L'assemblea accoglie la richiesta con un lungo e sonoro applauso e subito dopo, al termine del suo intervento, la Presidenza annuncia: “Da lunedì prossimo gli uffici immigrazione delle strutture campane cambieranno nome in uffici nuovi diritti”. E per quanto possibile l'applauso questa volta sembra essere ancora più forte.

E' solo un passaggio, quello di Bilongo, di un intervento intenso e tutto, come si usa dire, sul 'merito': sulle difficoltà concrete che i migranti vivono in queste terre difficili, vessati nella loro dignità, nel rispetto dei loro diritti, nell'ipertrofica burocrazia. Una situazione complessa che la CGIL, come ha ricordato con orgoglio Bilongo, cerca di dirimere concretamente, E anche in questo compito, per renderlo effettivo, semplici segnali hanno un enorme significato: “Con i compagni della FLAI stiamo ragionando sull'istituire un premio dedicato alla memoria di Jerry Maslo (il trentaduenne rifugiato politico sudafricano assassinato a Villa Literno nel 1988, ndr.): dovrà essere il più grande appuntamento culturale di questa organizzazione e sono sicuro - ha concluso Bilongo - che ci sarete tutti, ci saremo tutti, come sempre avvolti nella bandiera rossa della nostra amata CGIL”.

CGIL Campania: Lamonica, dibattito interessante e intenso (20 marzo)
Nostra grande prova democratica, linea politica chiara

“Un dibattito interessanti e intenso, preceduto da una relazione, quella del segretario generale, Michele Gravano, che condivide e che bene individua il chi siamo, il chi siamo stati e chi vogliamo essere”. Così la segretaria confederale nazionale della CGIL, Vera Lamonica, inizia il suo intervento conclusivo al IX Congresso della CGIL Campania. Per la dirigente sindacale, quella di Gravano è stata una relazione “attenta alla questione del Sud in un quadro di collocazione legato al complesso dei problemi del paese e dell'Europa” e che “non rinnega le cose buone fatte  in questi anni e che, allo stesso tempo, non rinuncia a sottolineare i problemi del sud”. Lamonica ha sottolineato con favore l'accento posto dal segretario generale della CGIL campana ad “un rilancio dell'idea di coesione sociale e istituzionale”.

Ma il Congresso, nel suo complesso, ha raggiunto un notevole livello qualitativo, anche grazie agli interventi delle parti sociali e della politica che ha ospitato. Così come, ha aggiunto Lamonica, “il Congresso ha fatto bene a sentirsi impegnato nell'imminente processo elettorale perché qui abbiamo un problema in più caratterizzato da una destra particolarmente problematica: è una battaglia per impedire che il Mezzogiorno scompaia”. Il Congresso è perciò “riuscito”, attraverso una larga interlocuzione che non è rimasta legata ad un dibattito solo interno, “a rappresentare  un'idea di interesse generale attraverso un'idea di lavoro”, ha spiegato.

Per quanto riguarda, invece, l'intero processo congressuale della CGIL, Lamonica ha affermato: “Abbiamo, con tutti i limiti , dato una grande prova democratica. Adesso la CGIL ha una chiara linea politica, scelta dai suoi iscritti, e c'è adesso l'esigenza di rafforzare ulteriormente la nostra proiezione esterna. Dobbiamo puntare, con la strutturazione dei gruppi dirigenti, ad una organizzazione coesa, impegnata - ha concluso la segretaria nazionale - in un conflitto e in una situazione che si profilano essere le più difficili degli ultimi anni”.

CGIL Campania: Lamonica, sciopero generale riuscito, non siamo isolati (20 marzo)
Parole Bonanni e Sacconi indice di nervosismo

“Un indice di nervosismo” che dimostra come, seppure organizzato in un momento “complicato e difficilissimo” del clima sociale, lo sciopero generale del 12 marzo abbia avuto “un esito positivo”. Così Vera Lamonica, segretaria nazionale della CGIL, replica dal Congresso della CGIL Campania, alle parole del segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, e al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Lo sciopero generale, che aveva al centro i temi del lavoro, del fisco e della cittadinanza, ha avuto per Lamonica “un esito positivo: molti di noi si sono meravigliati per la riuscita con grandi manifestazioni e forti astensioni nel mondo del lavoro, registrando un generale clima di simpatia”. La mobilitazione promossa dalla sola CGIL ha registrato un positivo clima e dimostra come, “sebbene sotto attacco, il tentativo di isolamento che in molti hanno promosso - ha concluso Lamonica - non è riuscito”.

CGIL Campania: Lamonica contro collegato, scompone diritti del lavoro (20 marzo)

Siamo in presenza di un processo di “scomposizione dei diritti del lavoro e che tende a renderlo merce”. Sono dure le parole che la segretaria nazionale della CGIL, Vera Lamonica, consegna alla platea dell'assemblea congressuale della Campania sull'impianto rappresentato dal 'collegato lavoro' recentemente approvato dal Parlamento.

Nel corso del suo intervento conclusivo al Congresso della CGIL Campania, Lamonica punta il dito contro quella che il sindacato definisce una 'contro riforma' del processo del lavoro. Riferendosi al recente avviso comune firmato tra le parti, esclusa la CGIL, e avallato dal governo, sull'arbitrato ha affermato: “Vi pare possibile che in un incontro convocato su un altro tema è stato posto dalla CISL una dichiarazione che ha un carattere assolutamente inedito e preoccupante”. Da sottolineare inoltre che la legge non è ancora stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Lamonica rifiuta con forza l'accusa lanciata ad una presunta 'latitanza' della CGIL nel contrasto al provvedimento, “sono due anni che denunciamo il tema”, e con altrettanta forza denuncia il progetto promosso dal governo di “un modello sociale neocorporativo che punta sulla individualizzazione del mondo del lavoro”. L'idea e il valore della CGIL vanno in un'altra direzione, quella individuata dal fondamento alla base dell'intero diritto del lavoro e che innverva lo stesso Statuto, e cioè “lavoratore e imprenditore nono sono uguali”. Nello specifico l'arbitrato secondo equità “è, nel momento più duro della crisi, una trappola che mira a slegare dalle norme, dalle leggi e dai contratti il rapporto di lavoro”.  La dirigente sindacale ha inoltre ribadito l'intenzione della CGIL di ricorrere alla Corte costituzionale perché palesi sono i vizi di incostituzioanlità.

CGIL Campania: Lamonica, entriamo in fase dura crisi, governo senza strategia (20 marzo)

Entriamo nella fase più dura della crisi, la cassa integrazione ordinaria giunge al termine e i dati ci dicono che in molti territori la straordinaria ha sorpassato quella ordinaria”. Lo ha affermato la segretaria nazionale della CGIL, Vera Lamonica, intervenendo all' IX Congresso della CGIL Campania. Una fase resa ancora più difficile dal fatto che, ha spiegato la sindacalista, “il governo non ha una strategia di contrasto alla crisi e il mondo del lavoro è oggettivamente più debole e ricattabile”, anche per effetto delle divisioni sindacali.

Divisioni, ha ricordato Lamonica, che risalgono al 22 gennaio del 2008, il giorno in cui a Palazzo Chigi si sottoscrisse il nuovo modello contrattuale, generando un accordo separato per la mancata firma della CGIL. “Il modello proposto dall'accordo separato sta fuori dalla analisi, condivisa dall'intero pensiero economico, della crisi”. Questa, infatti, “non è una crisi congiunturale e non è solo finanziaria ma ha radici nella struttura economica, caratterizzata dalla crescita delle diseguaglianza e dallo spostamento delle risorse dal lavoro alla finanza”. Ed è per questo, per il frutto di questa analisi, che il modello contrattuale del 22 gennaio 2008 si caratterizza per “miopia culturale”. Guardando al Mezzogiorno da quel modello non possiamo aspettarci che “deroghe che continueranno a creare lavoro povero”.

Quanto alle strategie di contrasto operate dalla CGIL verso quell'accordo, Lamonica ha rivendicato “la scelta di stare in campo, presidiando i tavoli e dove possibile fare i contratti”. Come nell'agroindustria dove, ha concluso, “abbiamo dimostrato che è possibile mantenere un quadro di difesa dalle deroghe e ottenendo allo stesso tempo un significativo incremento salariale”.


CGIL Campania: Lamonica, questione Mezzogiorno centrale per il paese (20 marzo)

“Non si capisce che politica industriale c'è in questo Paese: non si guarda all'innovazione, non si fanno scelte”. E' quanto ha affermato la segretaria confederale della CGIL Nazionale, Vera Lamonica, durante la giornata conclusiva del IX Congresso della CGIL Campania.

“Qui poi - ha denunciato - c'è una cosa in più: il crollo drammatico degli investimenti pubblici e privati Lo scippo dei FAS ha provocato lo smantellamento di tutta la programmazione delle regioni del Sud dove, i finanziamenti europei a causa della progressiva riduzione della spesa ordinaria diventano l'unica fonte di risorse”.

Secondo Lamonica “la questione del Sud è una questione unitaria, dell'intero Paese. Qui si tratta di costruire idee, percorsi”. Secondo la dirigente sindacale, infatti, per carenze del governo nazionale, “l'Italia - ha concluso Lamonica - è completamente al di fuori del dibattito anche in Europa dove si sta pensando all'assetto di sviluppo post-crisi”.

CGIL Campania: Michele Gravano riconfermato Segretario Generale (20 marzo)

Michele Gravano è stato confermato alla guida della CGIL Campania. Lo ha eletto il nuovo Comitato Direttivo Regionale del sindacato con 158 voti a favore e 3 contrari su 161 votanti (98%) al termine del Congresso regionale. Per tre giorni 338 delegati hanno discusso degli effetti della crisi non solo in Campania ma in tutto il Mezzogiorno, indicando le proposte e le soluzioni da avanzare non solo al prossimo governo regionale ma chiedendo con forza che la questione meridionale diventi centrale nell'agenda politica del governo. Il dibattito è stato concluso dalla segretaria nazionale della CGIL, Vera Lamonica. Il Congresso della CGIL Campania ha eletto 33 delegati all'assise nazionale che si terrà a Rimini dal 5 all'8 maggio. Nel comitato direttivo regionale, composto da 175 persone, sono rappresentati significativamente le donne, i giovani e i migranti.




Comments