26 febbraio 2011


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LA RIVOLTA IN LIBIA
    Figlio del raìs : vicina guerra civile  Italiani vanno verso  navi e aerei

Figlio del raìs: vicina guerra civile Italiani vanno verso navi e aerei

Berlusconi: "Gheddafi è fuori". Cade Tobruk 

Nigro, diario da Tripoli / Diretta tv - Twitter

Obama congela i beni della famiglia, oggi le sanzioni Onu. Calma nella capitale, ieri il Colonnello in Piazza Verde (video). La Russa: "Il trattato d'amicizia non c'è più" (video). Un C130 per il reimpatrio costretto a rientrare dall'inviato V. NIGRO

Mediterraneo in armi ZUCCONI "Vicino alla resa"VALLI In che parte del mondo è? di ILVO DIAMANTI  

L'AMBIGUO PATTO MAPPA VIDEO Limes


LA DIRETTA

Calma tesa in città dopo la battaglia di Tripoli

Berlusconi: "Gheddafi non ha più il controllo"

Calma tesa in città dopo la battaglia di Tripoli Berlusconi: "Gheddafi non ha più il controllo" Imbarco connazionali a bordo della nave San Giorgio della Marina Militare, nella rada del porto di Misurata, in Libia

Negato il permesso all'attarreggio per il C130 dell'Aeronautica italiana. Qualche sparo nella notte ma le strade della capitale libica dopo la festività islamica del venerdì e gli scontri con i manifestanti, oggi sono semideserte e silenziose. Le autorità libiche hanno deciso di trasferire i giornalisti stranieri, tra cui gli inviati italiani, alla periferia sud della città. L'ordine esecutivo per le sanzioni firmato dal presidente Obama è in vigore immediatamente, blocca i beni del Colonello e dei suoi familiari. Ban Ki-moon: "Perdere tempo significa perdere vite". Proseguono i rimpatri degli occidentali. OItre 50mila in Tunisia. La Russa: "Sospeso di fatto il trattato Italia-Libia"
Nigro, diario dalla capitale - Diretta tv - Twitter - Mappa - Video - Scheda

(Aggiornato alle 20:52 del 26 febbraio 2011)

20:52
I rivoltosi formano governo provvisorio a Bengasi 99
L'ex ministro della Giustizia di Gheddafi, ora unitosi alla rivolta, ha annunciato la formazione di un governo provvisorio a Bengasi. "Ma il Paese resta unito e la sua capitale è Tripoli", ha affermato
20:22
Gli italiani senza viveri si dirigono verso navi e aerei 98
Gli italiani rimasti bloccati ad Amal, in Libia, e rimasti ormai a secco di viveri, si stanno dirigendo in parte via terra verso il porto di Al Byraukah, dove verranno prelevati dalla nave della Marina militare Mimbelli, e in parte verso un'altra località a circa 50 chilometri da Amal, dove dovrebbero essere presi a bordo da aerei di altri Paesi. E' quanto si apprende dallo Stato maggiore della Difesa.
20:15
"Flashmob" a Venezia contro Gheddafi 97
Con lo slogan "Libia libera" un gruppo di giovani studenti universitari hanno proposto un flashmob oggi a Venezia contro la repressione del regime di Gheddafi. Una trentina di ragazzi avvolti in sacchi neri, metafora della morte, si sono sdraiati come cadaveri in Piazza San Marco, San Bartolomeo e in Erberia a Rialto denunciando con cartelli il genocidio in atto.
20:11
Ortega (Nicaragua): Gheddafi è nostro fratello 96
Il popolo libico sta opponendosi ai tentativi di cacciare Gheddafi, nostro fratello. L'ha detto il presidente nicaraguense, Daniel Ortega

Video di YouTube

20:08
Navi militari egiziane e traghetti per evacuare connazionali 95
Due navi militari egiziane e due traghetti sono in navigazione verso il confine tra Libia e Tunisia per evacuare i connazionali. Già 30 mila egiziani hanno varcato la frontiera con la Tunisia per tornare in patria.
19:52
E in Tunisia tre morti negli incidenti tra polizia e dimostranti 94
Tre persone sono morte nei violenti scontri avvenuti oggi tra forze dell'ordine e manifestanti a Tunisi. Lo hanno riferito fonti ufficiali.
19:50
La Royal Air Force britannica evacua 150 civili dal deserto libico 93
Due aerei della Raf Hercules C-130 hanno tratto in salvo 150 lavoratori stranieri dal deserto libico. Lo ha annunciato il ministro della Difesa britannico Liam Fox. Gli aerei, che non hanno a bordo solo britannici, hanno raggiunto Malta. La nave da guerra Cumberland è intanto diretta a Bengasi per evacuare altro personale civile, ha detto Fox.
19:24
Londra chiude l'ambasciata a Tripoli 92
La Gran Bretagna ha "temporaneamente sospeso" le attività della sua ambasciata a Tripoli. Il personale è stato evacuato sull'ultimo volo charter organizzato dal governo che ha decollato per Gatwick con a bordo 53 persone.
19:23
Saif Al Islam Gheddafi: "Un accordo deve essere raggiunto" 91
"Un accordo deve essere raggiunto perchè il popolo non ha futuro se tutti non concordano un nuovo programma", ha aggiunto il figlio di Gheddafi. Nell'intervista Saif ha detto anche che nei tre quarti del paese "la situazione è normale, anzi eccellente". Il figlio del leader della Jamahiriya ha assicurato anche che nel paese c'è "un'autentica volontà di cambiamento".
19:15
Saif Al Islam Gheddafi: La Cirenaica non può separarsi dal resto della Libia 90
La Libia orientale, costituita in massima parte dalla Cirenaica, non può separarsi dal resto del paese. Lo ha detto oggi Saif al Islam, il figlio 'riformista' del leader libico Muammar Gheddafi, in una intervista alla Tv panaraba Al Arabiya.
19:10
Saif Al Islam Gheddafi, figlio del rais: "Possibile guerra civile" 89
Le rivolte in corso rendono possibili tutte le opzioni, "compresa la guerra civile". Lo ha detto Seifulislam Gheddafi, figlio e delfino del leader Muammar Gheddafi
19:08
Saif Al Islam Gheddafi, siamo vittime di complotti arabi 88
"Siamo vittime di complotti da parte degli arabi". E' quanto ha affermato Seifulislam Gheddafi in un colloquio con 'al-Arabiya'. "I canali satellitari arabi ci hanno attaccato diffondendo notizie false - ha affermato - e alcuni fratelli arabi usano i religiosi e gli sceicchi per incitare la popolazione contro di noi".

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18:52
El Pais lancia allarme per arsenale chimico di Gheddafi 87
Gheddafi è in possesso di almeno 10 tonnellate di gas di tipo 'iprite', anche conosciuto come 'gas mostarda': Usa e Gran Bretagna sono preoccupati, adesso, per le sorti delle armi di distruzioni di massa, di cui il rais avrebbe dovuto disfarsi entro il prossimo 15 maggio, secondo accordi presi con la Ue. Dell'arsenale chimico di Gheddafi parla il quotidiano spagnolo 'El Pais'.
18:45
Seif al Islam: "Possibile anche la guerra civile" 86
La rivolta in Libia apre tutte le opzioni, compresa la guerra civile. Lo ha detto Seif al Islam Geddafi, figlio del colonnello, in una intervista alla tv Al Arabiya.

Video di YouTube

18:43
Seif al Islam Gheddafi: "Mia famiglia non governa il Paese" 85
"Non è la famiglia Gheddafi a governare nel paese". E' quanto ha affermato Seif al Islam Gheddafi alla tv Al Arabiya. "Molte personalità libiche sono state rapite dai ribelli - ha aggiunto - mentre altre sono persone che avevano dei piani privati e quelle persone che si sono dimesse sono responsabili di molte cose negative accadute di recente". Per quanto riguarda il numero di vittime a Bengasi, "molte delle vititme sono cadute non perché il goevrno ha ordinato di sparare ma perché si sono scontrate tra loro".
18:35
"Rivolta Libia come intervento Al Qaeda in Libano" 84
"In Libia sta avvenendo come è avvenuto in Libano, quando Jaish al Islam, il gruppo vicino ad Al Qaeda, ha scatenato una guerra con l'esercito". E' quanto ha affermato Seif al Islam Gheddafi in un'intervista ad Al Arabiya. "Ciò che sta avvenendo è una ribellione di un gruppo armato che terminerà - ha affermato - I miliziani di Misurata sono pochi rispetto alla popolazione".
18:32
Seif al-Islam Gheddafi: "Forze straniere dietro la rivolta" 83
"Ci sono forze straniere dietro le manifestazioni contro il regime in Libia. E' quanto ha affermato Seif al-Islam Gheddafi in un'intervista alla tv Al Arabiya. "La maggior parte delle zone del paese sono in una situazione di calma - ha aggiunto - a Tripoli c'è la metà della popolazione libica, tutta la ribellione è limitata alle zone orientali. In occidente, ad esempio a Zawia, tutto torna alla normalità".
18:14
Secondo testimone mercenari in azione a Misurata 82
Mercenari al soldo del regime del colonnello Muammar Gheddafi, elitrasportati a Misurata (terza città della Libia), hanno aperto il fuoco oggi sui manifestanti che stavano andando ai funerali delle vittime dei combattimenti di ieri. Lo ha riferito un testimone e la notizia non può essere confermata da fonti indipendenti.
18:12
Ministro esteri tedesco: "Gheddafi non può restare al potere" 81
Il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, per la prima volta ha dichiarato alla stampa che Muammar Gheddafi non può rimanere al potere in libia. "Il dittatore non può restare" al potere, ha sottolineato il capo della diplomazia tedesca in una intervista che sarà pubblicata domani sul Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung. "Una dinastia che conduce una guerra così brutale contro il suo popolo è finita", ha aggiunto, secondo delle anticipazioni dell'intervista diffuse oggi.
18:11
Intesa di massima ad Onu su sanzioni contro Libia 80
Raggiunto un accordo di massima su una serie di sanzioni contro il regime libico - tra cui il blocco dei beni e l'embargo alle vendite di armi - il Consiglio di Sicurezza si è riunito oggi a New York poco prima delle 12:00, le 18:00 in Italia, per approvare formalmente una prima risoluzione sulla situazione in Libia da quando è scoppiata la crisi.
18:06
L'esercito spara a Sabratha "Diversi feriti" 79
Le truppe ancora fedeli a Muammar Gheddafi hanno aperto il fuoco sui dimostranti a Sabratha, vicino al confine con la Tunisia, causando "diversi feriti". Lo riporta il quotidiano Quryna di proprietà di Seif al Islam, il secondogenito del raìs.
17:12
Berlusconi a Ban Ki Moon: "Ruolo Onu è centrale" 78
Il presidente Berlusconi e il segretario generale Ban Ki-moon hanno condiviso la necessità di porre termine alle violenze sui civili e alle violazioni del diritto umanitario e internazionale, e quella di garantire un futuro di stabilità e integrità della Libia. Il presidente Berlusconi ha sottolineato il ruolo centrale delle Nazioni Unite nel promuovere una reazione efficace della comunità internazionale, sottolineando - conclude la nota di Palazzo Chigi - l'impegno dell'Italia a cooperare in tutti i fori multilaterali per una soluzione rapida e pacifica della crisi".
17:11
Ban Ki Moon telefona a Berlusconi 77
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha telefonato oggi al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per uno scambio di valutazioni sulla situazione in Libia. E' quanto si apprende da una nota di Palazzo Chigi.
17:06
Manifestanti a Milano bruciano foto Gheddafi 76
Hanno bruciato una foto con il volto del leader libico Muhammar Gheddafi e un' altra con le immagini affiancate del 'rais' e del premier italiano Silvio Berlusconi, oltre a ripetere all'infinito la loro solidarietà al popolo libico in rivolta contro un "dittatore assassino" le circa 200 persone, in maggioranza immigrati, che hanno manifestato oggi a Milano per protestare contro la repressione della "rivoluzione dei nostri fratelli libici".

Video di YouTube

17:05
Dipendenti Bonatti: "Zawia in mano ai ribelli" 75
"Le uniche bande armate che abbiamo incontrato ieri sulla strada da Zawia sono quelle dei rivoltosi. La città è nelle loro mani. Ci hanno fermati e ci hanno chiesto se avevamo telefonini o cose del genere, ma non ce li hanno sequestrati. Poi ci hanno accompagnati, quasi scortati, fino al confine con la Tunisia". Così Filippo Priola, tecnico della Bonatti spa, ha raccontato all'Ansa il viaggio intrapreso insieme ad altri dipendenti dell'azienda parmense per raggiungere il confine con la Tunisia, che hanno appena varcato dopo essere rimasti bloccati dalle autorità libiche per un problema di visto.
16:57
Tv di Stato mostra manifestazione pro Gheddafi 74
Una manifestazione in favore del colonnello Muammar Gheddafi si è tenuta oggi nel quartieri Tajura di Tripoli, dove ieri si sono registrati incidenti tra sicurezza e oppositori del regime. La tv di stato libica sta trasmettendo le immagini della manifestazione, nella quale si vedono diverse decine di persone innalzare le foto di Gheddafi ed inneggiare al suo regime. Fonti dell'opposizione riferivano ieri di violenti scontri nel quartiere, con molte vittime tra i manifestanti.
16:53
Francia mette sotto sorveglianza beni Gheddafi 73
La Francia ha chiesto agli operatori finanziari di segnalare tutti i movimenti sospetti attorno ai beni di Gheddafi. Lo rende noto un comunicato di Tracfin, il settore anti riciclaggio del ministero delle Finanze francese.
16:30
Algeria smentisce invio di mercenari in Libia 72
L'Algeria ha smentito "in modo categorico" le "false" informazioni "sull'invio di mercenari in Libia con aerei militari". Lo ha reso noto un comunicato del ministero degli Esteri. Il ministero, si legge nella nota, "smentisce le false accuse diffuse da certi siti internet e da alcuni canali satellitari". "Queste accuse insidiose vanno contro la posizione dell'Algeria", continua la stessa fonte, "che rifiuta, nel modo più assoluto le ingerenze negli affari interni degli Stati". Un diplomatico libico dell'ambasciata di Pechino, parlando ieri sulla televisione Al Jazira, ha accusato il presidente Bouteflika di aver inviato aerei militari per il trasporto di mercenari al servizio di Gheddafi.
16:19
Circa 16 mila i cinesi evacuati dalla LIbia 71
Circa 16mila cittadini cinesi sono stati evacuati dalla Libia. Lo riporta l'agenzia Xinhua citando un comunicato del ministero degli Esteri cinese. Tra questi, circa 7mila sono stati evacuati in Grecia, Tunisia e Egitto, mentre circa 8.300 sono ancora in viaggio verso questi paesi e 700 sono già giunti in Cina.
16:18
Sito agenzia ufficiale Jana sotto attacco degli hacker 70
Il sito internet dell'agenzia di stampa ufficiale libica 'Jana' è sotto attacco da parte di alcuni hacker che sono riusciti a metterlo fuori uso. Lo ha annunciato la tv di stato libica, che trasmette da Tripoli. Il sito è in effetti inaccessibile da diverse ore. Se si tenta di aprirlo appare una schermata di errore.
16:13
Per tv di Stato situazione a Zawia tornata calma 69
La situazione nella città di Zawia, a cui si è rivolto due giorni fa Muammar Gheddafi con un discorso televisivo, sarebbe ritornata quasi alla normalità. Almeno questo è il messaggio che la tv di stato di Tripoli, ancora in mano al colonnello, diffonde in queste ore. In un banner apparso sugli schermi dell'emittente di regime, si legge infatti: "Fonti dei leader della popolazione di Zawia sostengono che la situazione in città stia tornando alla calma, dopo che i negozi hanno riaperto e non resta che un piccolo gruppo ribelle. La stessa fonte ricorda che proseguono gli sforzi per convincere questo gruppo e tornare sulla retta via".
15:39
In salvo in Tunisia i dipendenti della Bonatti 68
Hanno passato il confine tra Libia e Tunisia i 150 dipendenti, 10 italiani e gli altri di varie nazionalità, della Bonatti spa che da ieri mattina aspettavano l'autorizzazione delle autorità libiche. "Ci stanno controllando adesso i passaporti i doganieri tunisini", ha detto pochi minuti fa parlando al telefono col presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Ugo Cappellacci, il tecnico cagliaritano Filippo Priola.
15:35
Prodi ottimista: "Bagno di sangue si può evitare" 67
In Libia "non è improbabile che accada" come negli altri paesi del Nord Africa, ovvero che ci possa essere una soluzione positiva. "Sono ottimista perché lo scontro sanguinario finale non è avvenuto ed è possibile che si eviti". Ad affermarlo l'ex premier Romano Prodi, oggi a Bologna per concludere il festival Manifutura.
15:22
Farnesina studia soluzioni alternative per italiani Amal 66
Ancora niente di fatto per i circa 20 italiani bloccati senza viveri ad Amal, nel sud del Libia. Il C-130 dell'aeronautica militare decollato questa mattina dall'aeroporto di Pisa per andarli a prendere non ha ricevuto l'autorizzazione all'atterraggio dalle autorità libiche. Ministero degli Esteri, Difesa e Ambasciata italiana stanno vagliando anche altre opzioni per il rimpatrio degli italiani di Amal, ma tutto fa pensare che non sarà entro oggi.
15:15
Dalla Turchia accuse all'Occidente: "No a sanzioni" 65
La Turchia condanna la repressione del regime libico nei confronti dei manifestanti, accusa la comunità internazionale, con particolare riguardo per i paesi occidentali, per aver concentrato l'attenzione sui problemi legati al procacciamento delle risorse energetiche piuttosto che sul dramma umanitario e dice no alle sanzioni dell'Onu. Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, in un discorso televisivo, si è appellato alla "comunità internazionale" perché si occupi della Libia "non preoccupandosi del petrolio" ma "con coscienza", guardando "ai valori umani e di giustizia".
15:01
Negata autorizzazione atterraggio a C-130 italiano 64
Sta rientrando in Italia il C-130 dell'Aeronautica militare italiana decollato questa mattina dall'aeroporto di Pisa e diretto nel sud della Libia per recuperare un gruppo di italiani rimasto isolato. L'aereo, secondo quanto si apprende, non ha avuto dalle autorità libiche l'autorizzazione all'atterraggio.

Video di YouTube

14:57
Turchia contro sanzioni: "Occidente pensa solo al petrolio" 63
Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan boccia la proposta di sanzioni contro la Libia, perché si tratta di misure per le quali soffrirebbe solo il popolo innocente e ha accusato le potenze occidentali di "ragionare" solo in termini di barili di petrolio. "Voi (potenze occidentali) non potente rendere il mondo un posto più sicuro ricorrendo sempre alle sanzioni in ogni caso", ha detto Erdogan in un discorso televisivo a Istanbul. Il premier si è quindi rivolto ai Paesi che nel pomeriggio (le 17 ora italiana) decideranno al Consiglio di Sicurezza Onu l'adozione di sanzioni: "Chiediamo alla comunità internazionale di non occuparsi della Libia preoccupandosi solo del petrolio ma anche (agendo) con coscienza, giustizia e (rispettando) valori umani universali. Basta fare calcoli sulla Libia e lavorate per trovare un rimedio che ponga fine alla sofferenza del popolo libico".
14:56
Schifani: "Solidarietà del Senato a popolo libico" 62
"Voglio manifestare piena solidarietà, con la condivisione dell'Aula, nei confronti della battaglia del popolo libico, oggetto di un'operazione di grande sterminio". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso della seduta d'Aula per l'approvazione del decreto Milleproroghe. "La democrazia, la libertà dei cittadini - ha affermato Schifani - sono un bene prezioso e inviolabile; non potranno mai essere impedite con le azioni violente e cruente a cui assistiamo, e rispetto alle quali credo che la Comunità internazionale reagirà a breve. Spero che la Ue e la Comunità internazionale potranno dare risposte per evitare che questo sterminio possa continuare. la democrazia è sacra. Siamo chiamati ad invocarla per i nostri amici libici", ha concluso il presidente del Senato.
14:44
Evacuati quasi tutti i croati. Ne restano 26 a Cufra 61
Una nave militare italiana salpata ieri da Bengasi con a bordo anche una trentina di croati dipendenti di società di Zagabria che operano in Libia è arrivata a Malta. Lo ha confermato il ministro degli Esteri croato Gordan Jandrokovic. "In giornata dovrebbero essere evacuati anche i croati rimasti bloccati in alcune località interne della Libia", ha annunciato il ministro spiegando che un aereo della Trade Air ha raggiunto Zilla dove ha imbarcato alcuni dipendenti dell'azienda Geofizika. L'aereo sarebbe poi volato verso Tripli per prendere un altro gruppo di croati, in totale 90 persone che entro stasera dovrebbero ritornare in patria. In Libia prima dell'inizio della rivolta c'erano circa 500 croati. Rimangono da evacuare altri 26 che si trovano a Cufra.
14:42
Casini: "Gheddafi sia giudicato da tribunale internazionale" 60
"Gheddafi merita di essere giudicato da un tribunale penale internazionale". Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, oggi impegnato in un tour nel ragusano.
14:41
Caruso: "Ci stiamo attrezzando per possibili sbarchi" 59
"Dipende da quanti saranno noi ci stiamo attrezzando per quello che è possibile umanamente fare. Lunedì ci sarà un incontro presso la Prefettura di Catania presieduto dal ministro dell'Interno a cui parteciperò io, il governatore Lombardo, il presidente della Provincia di Catania e i 15 sindaci del caletino". Lo ha detto il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, commissario straordinario per l'emergenza immigrazione, commentando l'ipotesi di una nuova ondata di clandestini provenienti dalla Libia.
14:37
Ashton: "Gheddafi va rispedito nel nulla" 58
"Il regime di Gheddafi è stato sdoganato quando, tra le altre cose, ha smesso di cercare di dotarsi di armi di distruzione di massa. Ora il suo scandaloso comportamento negli ultimi giorni richiede che lo rispediamo nel nulla". Lo afferma Catherine Ashton in un articolo da lei scritto e pubblicato oggi nella sezione 'opinioni' dell'International Herald Tribune, l'edizione internazionale del New York Times, nel quale sostiene che l'azione dell'Europa nei confronti del Nordafrica "sarà a lungo raggio".
14:29
Foreign Office, tratti in salvo circa 600 britannici 57
Il Foreign Office ha annunciato oggi che il governo britannico ha aiutato a far uscire dalla Libia circa 600 connazionali. Non è chiara invece la sorte dei dipendenti britannici di società petrolifere bloccati nei campi nel deserto. Secondo la Bbc a stamattina resterebbero in Libia altri 500 britannici. Un aereo noleggiato dal governo Britannico è decollato questa mattina dall'aeroporto di Londra-Gatwick diretto a Tripoli. Le autorità di Londra hanno esortato i loro concittadini a raggiungere l'aeroporto il prima possibile, lasciando intendere che potrebbe trattarsi dell'ultimo volo noleggiato pacificamente per riportarli a casa.
14:26
Seif al-Islam: "Notizie su morti solo una barzelletta" 56
Una "grande barzelletta": così Seif al-Islam ha bollato le notizie riguardanti le migliaia di morti e feriti in Libia e l'uso di mercenari da parte del regime. "Presto scoprirete che ciò che avete sentito sulla Libia è soltanto una barzelletta. Una grande barzelletta - ha detto il figlio di Gheddafi durante una conferenza stampa all'hotel Rixos al Nasr a Tripoli -. Qui ridiamo di queste notizie che parlano e di centinaia o migliaia di vittime, di bombardamenti a Tripoli, Bengasi, Zawiya o in qualunque altro posto, e di mercenari". Poi Seif è tornato a puntare il dito contro l'organizzazione di Osama bin Laden: "Al Qaeda ieri ha diffuso una dichiarazione di sostegno ai rivoltosi in Libia, definendoli 'parte della nostra guerra globale'. Andate su internet, cercate e troverete la dichiarazione" ha esortato il figlio di Gheddafi.
14:11
La Russa: "Trattato inoperante, perché manca controparte" 55
"Non capisco come le mie parole possano essere state travisate. Ho detto che il trattato è di fatto inoperante in questi giorni perchè non c'è la controparte in grado di rispettarlo. Quindi di fatto è sospeso", ha chiarito a Sky Tg24 il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito del Trattato tra Italia e Libia. "E' chiaro - ha aggiunto - che in questo momento il trattato non c'è nella sua operatività". "Il trattato - ha detto ancora La Russa - non si fa con i governi o le persone, ma con gli Stati. Noi speriamo che un domani ci sia uno stato libico in grado di rispettarlo".
13:58
Lascia il Paese anche l'infermiera personale di Gheddafi 54
Anche Galyna Kolotnytska, l'affascinante infermiera ucraina che si prende cura di Muammar Gheddafi, starebbe per abbandonare il Colonnello. La figlia della donna, Tatyana, ha riferito di aver ricevuto ieri una telefonata della madre la quale le ha assicurato che presto tornerà a casa. A riferirlo è il quotidiano Segodnya, secondo quanto riportato dall'agenzia Ria Novosti.
13:52
Bersani: "La Ue abbia voce univoca sulla Libia" 53
Nei confronti delle vicende del Nordafrica, in particolare della Libia, "l'Unione Europea deve avere una voce univoca. L'Europa deve dire che sta col cambiamento e mettere a disposizione risorse politiche, diplomatiche, economiche, per accompagnare verso maggiori diritti queste popolazioni". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, concludendo il Festival Manifutura a Bologna.
13:40
Prodi: "Non utilizzare tema profughi per fini interni" 52
Occorre prepararsi al problema dei profughi, invece che utilizzarlo per fini interni. E' questa l'opinione di Romano Prodi sull'eventualità dell'arrivo in Italia di un'ondata di rifugiati dalla Libia. "Noi dobbiamo prepararci, non angosciarci", ha detto al Manifutura Festival di Bologna. "Mi è dispiaciuto - ha aggiunto l'ex premier - sentire in questi giorni usare questo come una specie di grande allarme che in qualche modo aiuta per la politica interna". E' necessario invece, ha sottolineato Prodi, "prepararsi se ci sarà il problema, preparare tutto perchè il problema non avvenga e lavorare con un senso di solidarietà generale".
13:33
Cameron a Berlusconi, Merkel e Erdogan: "Adottare sanzioni" 51
Adottare subito dure sanzioni all'Onu contro Tripoli. Questo quanto il premier britannico David Cameron ha concordato al telefono con i suoi omologhi, Silvio Berlusconi, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan. E' quanto riferisce il portavoce di Downing Street. Oggi alle 17 ora italiana è prevista una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu in cui dovrebbe essere adottata una risoluzione con misure per congelare i conti di Muammar Gheddafi e del suo entourage oltre a limitare la loro possibilità di ottenere visti, ed un embargo per la vendita di armi alla Libia.
13:23
Moglie e figlia di Gheddafi partite per Vienna 50
La moglie di Gheddafi Ayesh e la figlia Aisha hanno lasciato la Libia e si sono riparate a Vienna. Lo riferisce Al Arabiya citando resoconti non confermati.
13:21
La Russa: italiani evacuati atterreranno oggi 49
Sul recupero degli italiani evacuati dal sud della Libia il ministro della Difesa Ignazio La Russa conta di effettuare un altro tentativo oggi. "Ieri non è stato possibile possibile avere l'autorizzazione all'atterraggio", ha spiegato La Russa alla caserma lastrucci, dove il ministro si trovava per il saluto alla brigata Folgore in partenza per l'Afghanistan.
13:19
Libia, base aerea militare di Tobruk passa ai rivoltosi 48
Gli ufficiali della base aerea militare libica Gamal Abdel Nasser, che si trova 16 chilometri a sud di Tobruk, nel nord-est del paese, sono passati dalla parte dei rivoltosi. Lo ha annunciato un ufficiale della base militare intervistato dalla tv satellitare 'al-Arabiya'. La base aerea ospita 60 caccia Mirage F1 dell'aviazione libica. Prima del 1970 era nota come base 'El-Adem' dell'aeronautica militare libica.
13:04
Germania e Gb, da Onu servono sanzioni severe 47
L'onu deve adottare "il più Rapidamente possibile" sanzioni "severe" contro il regime di gheddafi. E' quanto si legge in una nota congiunta del cancelliere tedesco angela merkel e del premier britannico david cameron, diffusa dopo un colloquio telefonico tra i due. Per Merkel e Cameron il consiglio di sicurezza dell'Onu "deve adottare il più rapidamente possibile delle severe sanzioni" contro il regime di Tripoli per la sanguinosa repressione attuata nei confronti dei manifestanti. Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà oggi alle 16 per tentare di trovare un accorto sul testo della risoluzione.
13:03
La Russa: "Se Europa deciderà sanzioni, Italia aderirà" 46
"Non è un'opzione che riguarda l'Italia, per l'intervento umanitario semmai appartiene alle organizzazioni internazionali". Lo ha detto, riferendosi alla crisi libica, il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Ieri parlando con il ministro inglese Fox -ha spiegato La Russa- mi diceva che potremmo proporre un incontro a Napoli dei paesi della Nato. La cosa che mi interessa più di tutto è garantire le condizioni. Se l'Europa di cui facciamo parte deciderà per le sanzioni, naturalmente l'Italia aderirà", ha concluso La Russa.
12:59
Oltre 1600 feriti a Bengasi 45
Mentre a Tripoli si vive in una calma tanto apparente quanto precaria, a Bengasi sono 1.200 i feriti ricoverati nel principale ospedale, Al Jala, mentre altri 460 in altre strutture. E' quanto riporta la rete al Arabiya secondo la quale Muammar Gheddafi avrebbe tentato di assicurarsi la fedeltà di due importanti tribù libiche, gli Azawiya e Zantan, a suon di miliardi di dollari.
12:56
In partenza da Brindisi lunedì volo umanitario per Djerba 44
Lunedi 28 partirà dalla Base di pronto intervento umanitario (UNHRD) di Brindisi un volo organizzato per conto del programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) con generi alimentari destinati alla popolazione che dalla Libia si sta spostando verso la Tunisia. Il volo, operato da un MD11,dovrebbe partire intorno alle ore 16 alla volta di Djerba, in Tunisia.
12:41
Trattato di amicizia con l'Italia firmato il 30 agosto 2008 43
Il trattato di Amicizia e Cooperazione fu firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 tra il leader libico Muammar Gheddafi e il premier Silvio Berlusconi. L'accordo, che come ha annunciato il ministro della Difesa Ignazio La Russa è di fatto sospeso, ha rappresentato il definitivo accoglimento da parte italiana delle rivendicazioni libiche sui risarcimenti del colonialismo. Il testo è suddiviso in tre parti, oltre al preambolo, per un totale di 23 articoli: principi generali (art.1-7); chiusura del capitolo del passato e dei contenziosi (8-13); nuovo partenariato bilaterale (14-23). In particolare il Terzo Polo, alla luce delle stragi di civili in atto, ha contestato l'applicabilità dell'articolo 4 relativo alla "non ingerenza negli affari interni".
12:16
La Russa: "Sospeso di fatto il trattato Italia-Libia" 42
"Di fatto il trattato tra Italia e Libia non c'è già più, è inoperante, è già sospeso". Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa in visita ai soldati della Folgore a Livorno, in partenza per l' Afghanistan. "Per esempio - ha aggiunto La Russa - gli uomini della guardia di finanza, che erano sulle motovedette, per controllare quello che facevano i libici, ora sono nella nostra ambasciata". Ma, ha continuato il ministro, "non si può immaginare che con una sorta di egoismo dell'Europa del nord, l'Europa del sud, in questo caso l'Italia, venga lasciata sola nell'affrontare questa questione", ha detto La Russa, a proposito del coinvolgimento dell'Unione Europea nella gestione del flusso di immigrati provenienti dalla Libia."L'Europa può sanzionare e condannare ma poi si deve anche fare carico dell'emergenza", ha concluso La Russa.
12:05
Berlusconi: "Sembra che Gheddafi non controlli più situazione" 41
Un massacro. Una situazione insostenibile. Che riguarda anche l'Italia. "Se tutti siamo d'accordo possiamo mettere fine la bagno di sangue e sostenere il popolo libico. L'Europa e l'Italia non possono rimanere spettatori. Quello che sta succedendo in Libia è gravissimo. Dobbiamo intervenire. Gheddafi sta perdendo colpi, sembra non abbia più il controllo della situazione. Ma noi dobbiamo agire con responsabilità, perché da quei Paesi dipendono anche la nostra sicurezza, la nostra riserva energetica", ha detto il presidente del Consiglio intervenendo al 46esimo congresso dei Repubblicani. "Però dobbiamo preoccuparci", ha proseguito il premier, "al di là delle desolanti polemiche politiche e che dividono la politica. Nessuno sa cosa accadrà alla Libia, o all'Egitto, a alla Tunisia dopo le rivolte. Ma noi dovremmo fare i conti con una crisi umanitaria incredibile. Con sbarchi numerosi. Questo è un momento di emergenza". "Sono desolanti le polemiche provinciali delle opposizioni in Italia sulla Libia e i piccoli tentativi di attaccare il governo su politiche che sono state sempre fatte da molto decenni", ha aggiunto Berlusconi.
12:04
Libia, oltre 50mila persone si sono rifugiate in Tunisia 40
Sono 50mila le persone che dall'inizio della rivolta in Libia hanno attraversato il confine con la Tunisia per trovare rifugio. Secondo la tv satellitare 'al-Arabiya', i libici sono poche centinaia, mentre in gran parte si tratta di tunisini che hanno preferito rientrare in patria attraversando via terra il confine. Molti sono anche egiziani, circa 6.500, che si sono accampati lungo il confine in territorio tunisino.
11:55
Draghi: da rincari petrolio rischio per crescita 39
La comunità internazionale è preoccupata per l'impatto della crisi libica. Lo ricorda anche il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi al congresso Aiaf, Forex-Assiom che chiude i battenti domani a Verona. "Nella nostra economia un aumento del 20% del prezzo del petrolio determina, ceteris paribus, una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale nell'arco di tre anni". Draghi ha messo in evidenza come "le drammatiche vicende" in Libia e nell'Africa settentrionale, "a cui stiamo assistendo possano indebolire gli investimenti nell'industria petrolifera dell'area, far rincarare l'energia, con ripercussioni sulla crescita mondiale".
11:52
Defeziona l'ambasciatore libico in Iran 38
Come hanno fatto altri diplomatici nei giorni scorsi, anche l'ambasciatore libico in Iran ha fatto defezione, chiedendo oggi che Muhammar Gheddafi lasci il potere. "Se Gheddafi lascerà il potere, darà un segno di coraggio", ha detto il diplomatico, Saad Mojbar Mostafa, in un comunicato citato dall'agenzia iraniana Isna, aggiungendo che "il popolo libico è in grado di assumere la responsabilità di guidare il Paese".
11:43
Libia, oltre duemila cinesi arrivati a Malta 37
La "Roma", una nave della compagnia Grimaldi è giunta oggi a La Valletta a Malta con a bordo circa duemila cinesi sgomberati da Bengasi. Sul traghetto viaggiavano, dice un comunicato del governo di pechini, 2.216 Cinesi, 13 maltes, 20 croati, 4 vietnamiti e 2 italiani". Altre tre navi organizzate da pechino hanno già portato circa 7mila cinesi dalla Libia verso Creta. In Libia circa 33mila cittadini cinesi sono impiegati in diversi settori, dalle ferrovie, al petrolio, alle telecomunicazioni.
11:41
Ex ministro interni libico: "Esercito si unisca alla rivolta" 36
"Tutto l'esercito libico deve unirsi alla rivolta, non c'è nulla da aspettare" ha affermato l'ex ministro dell'Interno libico, Abdel Fattah Yunis, in un'intervista concessa alla tv 'al-Arabiya' da Bengasi, dove si trova dopo aver annunciato di essere passato dalla parte dei manifestanti.
11:30
Italiani senza viveri, aereo o nave per rimpatriarli 35
E' decollato poco fa da Pisa un C-130 dell'Aeronautica militare diretto in Libia, forza ad Amal, la località dove sono rimasti bloccati alcuni lavoratori italiani che sono ormai senza viveri e sarebbero stati anche derubati. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, facendo riferimento a questo gruppo di "circa 25 connazionali" ha ieri spiegato come siano andati a vuoto i due tentativi di riportarli a casa in aereo e che si sarebbe provato oggi via mare.
11:26
Libia, nuovi scontri a fuoco all'aeroporto di Misurata 34
Nuovi scontri a fuoco si sono registrati nella notte nei dintorni dell'aeroporto di Misurata, caduto nei giorni scorsi nelle mani dei rivoltosi libici. Secondo quanto riferisce un testimone alla tv satellitare 'al-Arabiya', le milizie fedeli a Muammar Gheddafi hanno tentato più volte di riconquistare l'aeroporto, ma sono stati sempre respinti dai ribelli. Nei combattimenti di questa notte si contano diversi feriti.
11:14
Miozzo (unità di crisi Ue): esodo sotto controllo 33
"Il numero dei profughi è sotto controllo, non c'è un esodo massiccio e lavoriamo per prevenirlo. Attualmente comunque tutti gli analisti considerano improbabile un grande flusso verso l'Italia: se accadesse il peggio, l'ondata sarebbe prima verso la Tunisia o l'Egitto". E' quanto afferma Agostino Miozzo, a capo dell'unità di crisi dell'Ue, in un'intervista alla Stampa.
11:09
Algeria, tensioni fra manifestanti pro e contro Bouteflika 32
Tensioni fra manifestanti anti e pro Bouteflika sulla Piazza dei Martiri ad Algeri. Una cinquantina di giovani sostenitori del capo dello Stato hanno lanciato pietre contro gli oppositori, che sono alcune decine. I manifestanti pro Bouteflika sventolano foto del presidente e intonano cori in favore dello Stato. La polizia tenta di tenere divise le due parti. In piazza per il terzo sabato consecutivo anche il presidente della Lega algerina dei diritti umani, Ali Yahia Abdenour, 92 anni, e membri del partito di opposizione Rcd.
11:04
Rampl (Unicredit), ancora nessun contatto con Bengdara 31
"Ancora niente, nessuna notizia, non siamo riusciti a contattarlo", così Dieter Rampl, presidente del gruppo Unicredit, sulla sorte del vicepresidente libico Farhat Bengdara. I libici hanno in Unicredit complessivamente il 7,5% del capitale, 4,9% in capo alla banca centrale e 2,6% in capo al fondo sovrano.
10:57
Yemen, i più importanti capi tribù si uniscono alle proteste 30
I capi delle più importanti tribù yemenite, fra cui gli Hashed e i Baqil, hanno annunciato oggi che si sono uniti alle proteste contro il presidente Ali Abdallah Saleh, nel corso di un megaraduno a nord di Sanaa. Lo hanno riferito fonti tribali secondo le quali i capi delle due più potenti tribù del Paese, dove la struttura clanica è fondamentale, gli Hashed e i Baqil, si sono dissociati dal presidente, al potere da 32 anni. Gli Hashed sono considerati la più potente tribù yemenita. E' formata da nove clan, fra cui quello dei Sanhan, alla quale appartiene il capo dello stato.
10:52
Erede al trono libico, Senussi: "Fine di Gheddafi vicina" 29
Il principe Mohammed Senussi, erede al trono in Libia, ha dichiarato al giornale arabo 'al-Sharq al-Awsat': "La situazione in Libia ora è drammatica". Secondo fonti libiche con cui il principe è in contatto, "sarebbero duemila i morti e diverse centinaia i feriti". Senussi è convinto che "la fine di Gheddafi sia ormai vicina, perché ha perso il controllo delle città orientali del paese e ora lui e i suoi familiari sono chiusi nella caserma di Bab al-Azizia".
10:49
Daily Mail, Sas in azione per salvataggi nel deserto 28
Secondo il britannico Daily Mail le operazioni delle forze speciali nel deserto libico per salvare i britannici bloccati nei campi di petrolio sono cominciate. Il via alle azioni, confermato al quotidiano da una fonte al ministero della Difesa, sarebbe arrivato dopo che ieri il premier David Cameron ha avvertito i suoi connazionali che dovevano lasciare la Libia. Il timore del Foreign Office è che i dipendenti del petrolio possano diventare ostaggio delle forze fedeli a Muammar Gheddafi. 30 uomini dei Royal Marines e otto membri degli Special Boat Squadrons sono sbarcati giovedì dalla nave da guerra Cumberland a Bengasi. Forze speciali britanniche sarebbero anche all'ambasciata di Tripoli e nel deserto.
10:48
Camusso: "Pagheremo effetti politica estera sbagliata" 27
Per prima cosa fermare il massacro, poi pensare alle conseguenze che saranno pesanti anche per l'Italia: Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, oggi a Mestre, commenta le drammatiche notizie in arrivo dalla Libia. "Siamo preoccupati per il fatto che la comunità internazionale, l'Europa, il nostro governo non abbiano preso con la necessaria decisione e forza una posizione precisa - ha osservato -. Questo è il primo problema: fermare le armi e il massacro. Poi ci sarà da discutere davvero perché pagheremo gli effetti di una politica estera ed economica che ha scelto la strada delle alleanze con i dittatori e non quella delle relazioni internazionali".
10:40
Proseguono i rimpatri degli occidentali dalla Libia 26
A Malta è attraccata una fregata britannica proveniente dal porto di Bengasi con a bordo 207 persone. Oltre 35 ore di viaggio per le pessime condizioni meteorologiche. La Royal Navy ha detto che la Hms Cumberland ha portato in salvo in gran maggioranza dei cittadini britannici ma anche cittadini di oltre venti paesi. La Hms York, è stata inviata in Libia da Gibilterra per proseguire con i rimpatri. Ieri sera un traghetto organizzato dagli Stati Uniti con a bordo circa 300 passeggeri era arrivato a la Valletta. Nel frattempo due elicotteri Chinook della Raf sono arrivati a Malta assieme a un Hercules C-130. Forze speciali e agenti dell'MI6 starebbero negoziando con le tribù armate della Libia orientale l'accesso a piste di atterraggio nei territori da loro controllati. L'opzione preferita sarebbe tuttavia di radunare le persone bloccate in punti di raccolta e trasportarle in convogli di terra a Bengasi.
10:39
Algeria, ferito deputato opposizione Rcd 25
Un deputato del partito di opposizione algerino 'Raggruppamento per la cultura e la democrazia' è stato ferito durante tafferugli scoppiato durante una manifestazione di protesta in Piazza dei Martiri, ad Algeri. Il deputato, Mohammed Khendek, è stato evacuato dalla protezione civile.
10:38
Bahrein: leader radicale sciita torna da esilio 24
Un leader radicale dell'opposizione sciita del Bahrein, Hassan Mushaima, tornerà in patria oggi dopo che le autorità libanesi gli hanno restituito il passaporto, secondo quanto ha riferito un suo amico. Mushaima era stato condannato nel suo Paese ma graziato lunedì scorso dalle autorità di Manama. Due giorni fa era stato fermato all'aeroporto di Beirut subito dopo esser giunto con un volo di linea da Londra, dove risiedeva in esilio.
10:37
Al Jazeera: mercenari serbi tra piloti dei bombardamenti 23
Secondo il sito web di Al Jazeera tra i piloti che hanno bombardato i manifestanti a Tripoli e Bengasi ci sarebbero anche dei mercenari serbi. La notizia è stata riferita da due piloti libici che, invece, per non essere costretti a sparare sui connazionali si sono rifugiati a Malta.
10:35
Guardian: contatti in corso Gb con esponenti regime 22
Le autorità britanniche stanno contattando in modo diretto figure di spicco del regime libico, per persuaderle ad abbandonare Gheddafi ed evitare un processo per crimini contro l'umanità con il Colonnello. Lo ha appreso il Guardian. Con l'esercito britannico in allerta per rimpatriare 150 connazionali nel deserto libico, sono state prese misure di contingenza per chiudere l'ambasciata britannica a Tripoli. La sede diplomatica non sarà comunque chiusa questo fine settimana.
10:31
Sanzioni Onu, per 23 dignitari divieti viaggi e beni congelati 21
Sono 23 i dirigenti libici a cui sono destinate le sanzioni Onu previste in una bozza che il Consiglio di Sicurezza voterà nelle prossime ore. Oltre all'embargo sulle armi, il documento prevede un bando sui viaggi all'estero e un congelamento degli asset del leader Muammar Gheddafi e dei suoi otto figli, Khamis, Hannibal, Muhammad, Saifulislam, Saif al- Arab, Mutassim, Saadi e Aisha.
10:21
150 dipendenti Bonatti ancora alla frontiera Libia-Tunisia 20
Sono ancora bloccati alla frontiera tra Libia e Tunisia i 150 dipendenti, 10 italiani e gli altri di varie nazionalità, della Bonatti spa che da ieri mattina aspettano di poter passare il confine per raggiungere, con pullman tunisini noleggiati dall'azienda bresciana, l'aeroporto di Dijerba dove li attende un volo charter. Le autorità di confine libiche hanno negato il passaggio della frontiera perché sui passaporti manca il visto di uscita.
10:19
Cacciatorpediniere 'Mimbelli' a Bengasi per recupero italiani 19
Il cacciatorpediniere 'Mimbelli' della Marina militare incrocia in queste ore al largo di Bengasi. L'unità della Marina dovrebbe completare le operazioni di evacuazione degli italiani bloccati in Libia. L'obiettivo è recuperare circa 25 connazionali che ancora non sono riusciti a lasciare il Paese nordafricano.
10:17
Times: Gheddafi ha 3 mld di sterline nascosti a Londra 18
Il leader libico Muammar Gheddafi sarebbe riuscito a nascondere la scorsa settimana 3 miliardi di sterline presso un fondo di investimenti privati a Mayfair in uno sforzo in extremis di difendere gli assett di famiglia. Lo scrive il Times. I depositi a Mayfair confermano che Gheddafi starebbe segretamente occultando la sua fortuna, mentre le Nazioni Unite e la Ue si preparano a mettere i suoi beni sotto sequestro.
10:15
Algeria: oggi marcia di protesta dopo revoca stato emergenza 17
Centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa presidiano piazza dei Martiri, uno dei quartieri più popolari di Algeri dove è prevista la prima manifestazione dell'opposizione dopo la revoca dello stato d'emergenza. Gli agenti bloccano l'accesso alla piazza e almeno una trentina di blindati della polizia circondano il quartiere. Il collettivo per la democrazia ed il cambiamento è deciso a manifestare anche oggi per il terzo sabato consecutivo. La marcia, ancora una volta vietata dalle autorità, dovrebbe partire da piazza dei Martiri ai piedi della casbah e a pochi passi da Bab El Oued, fulcro delle proteste che all'inizio di gennaio hanno fatto 5 morti e 800 feriti. Giovedì è stato revocato ufficialmente lo stato d'emergenza che era in vigore in Algeria da 19 anni.
10:02
Al Jazeera, almeno sette morti ieri a Tripoli 16
Testimoni hanno riferito ad Al Jazeera che almeno sette persone hanno perso la vita ieri a Tripoli quando le forze di sicurezza hanno sparato sui dimostranti. Lo scrive l'emittente araba sul suo sito internet. Un testimone, identificato come Reda, ha detto per telefono alla Cnn - che ne riferisce nel suo sito - che uomini armati e in borghese hanno ucciso ieri i suoi due fratelli durante manifestazioni anti-governative. "Anche due miei vicini sono stati uccisi e i loro corpi prelevati dalla strada e portati via", ha aggiunto la fonte, secondo cui persone ferite sono state rapite dagli ospedali e "portate via, nessuna sa dove".
10:00
Bersani: "Strumentali le preoccupazioni governo su esodo" 15
Le preoccupazioni di questi giorni su un possibile esodo dalla Libia verso l'Italia sono strumentali. Ad affermarlo è il segretario del Pd Pierluigi Bersani, intervistato da La Stampa. "Può esserci - ha spiegato - un problema di immigrazione e certo dobbiamo chiedere una solidarietà europea, ma attenzione: in questi giorni abbiamo fatto risuonare le nostre preoccupazioni sull'esodo o sulla riscossa islamica, ma sono suonate quasi strumentali".
09:41
Coldiretti: crisi nord Africa costa un miliardo a tavola 14
Vale quasi un miliardo l'effetto sulle tavole della crisi nei Paesi dell'Africa settentrionale. Lo afferma Coldiretti nel sottolineare che è di 500 milioni di euro il valore dei prodotti alimentari importati nel 2010 dall'area nordafricana in Italia. A sua volta l'Italia ha esportato in quei paesi soprattutto conserve di pomodoro, frutta, biscotti, cioccolato e anche cereali per un valore di 350 milioni di euro. La bilancia commerciale nell'agroalimentare dell'Italia con i Paesi dell'Africa settentrionale è comunque in rosso - afferma Coldiretti - per la presenza di un intenso flusso di importazioni che è stimato pari a 500 milioni di euro nel 2010.
09:22
Yemen, quattro morti ad Aden 13
Quattro persone sono state uccise e altre quaranta ferite dai colpi sparati dalla polizia in occasione della dispersione delle manifestazioni di ieri pomeriggio e di questa notte ad Aden, grande città del sud dello Yemen. Lo hanno annunciato fonti mediche. Le vittime sono state colpite nel quartiere di Maalla. Sale così a sedici il numero di morti ad Aden dall'inizio della contestazione il 27 gennaio contro il regime del presidente Ali Abdallah Saleh, al potere da 32 anni. Altre due persone sono state uccise a San'aa e una terza a Taez.
09:21
Manifestanti cercano di coordinarsi con Bengasi 12
Secondo quanto riefrisce il giornalista residente nella capitale libica, Muahhadm al-Hayazi, alla tv araba Al-Jazeera, un gruppo di attivisti e intellettuali che hanno preso parte alle proteste di ieri sta creando un coordinamento dei gruppi di opposizione in città per cercare di operare in stretto contatto con i gruppi di insorti che controllano Bengasi e la Cirenaica, in modo da portare avanti un tipo di lotta organizzata contro il regime di Muammar Gheddafi.
09:14
Bahrein, dimessi 4 ministri dopo manifestazioni 11
"Quattro ministri si sono dimessi in Bahrein, a seguito delle manifestazioni come segnale di dialogo del governo nei confronti dei dimostranti che negli ultimi giorni hanno protestato nel Paese", ha spiegato il presidente della Comunità araba in Italia (Co-mai), Foad Aodi.
09:11
Hillary Clinton attesa lunedì a Ginevra 10
Lunedì 28 il segretario di Stato americano Hillary Clinton sarà a Ginevra per una riunione del Consiglio diritti umani dell'Onu durante la quale la Libia verrà sospesa dall'organismo.
09:07
Evacuati tutti i cittadini americani 9
Il via libera alle sanzioni da parte degli Usa è arrivato dopo che tutti i cittadini americani hanno lasciato la Libia, compreso il personale dell'ambasciata, che ha sospeso le sue operazioni. L'evacuazione degli ultimi statunitensi si è conclusa nella serata di ieri con la partenza di un traghetto diretto a Malta e di un aereo per Istanbul.
08:58
Al via evacuazione di 18mila indiani residenti in Libia 8
Inizia oggi l'operazione di evacuazione di 18 mila indiani residenti in Libia. Due aerei speciali della compagnia di bandiera Air India sono stati autorizzati ad atterrare all'aeroporto di Tripoli, secondo quanto riportano i media indiani. Per i prossimi dieci giorni effettueranno voli quotidiani diretti a New Delhi e Mumbai. Nel frattempo, un traghetto, in grado di trasportare 1.200 persone, raggiungerà domani il porto di Bengasi per rimpatriare i connazionali in fuga dai sanguinosi disordini scoppiati nel paese arabo. Il governo di New Delhi ha anche inviato due navi militari della Marina indiana da 1000 posti ciascuna. In un comunicato diffuso ieri, il ministero degli Esteri ha precisato che l'evacuazione è gratuita e ha messo in guardia da "elementi senza scrupoli che chiedono denaro o commissioni per facilitare la partenza dei connazionali".
08:57
Il governo del Gambia chiede dimissioni Gheddafi 7
Il governo del Gambia ha chiesto a Gheddafi di dare le dimissioni per evitare il bagno di sangue nel proprio Paese. "Condanniamo - ha detto il portavoce del governo gambiano, Njogu Bah - le violenze senza precedenti che Gheddafi e i suoi uomini stanno infliggendo al popolo libico". Il governo poi ha voluto mettere in guardia i mercenari gambiani che si sono messi a fianco di Gheddafi: "Non si aspettino sostegno da noi. Gli africani neri devono guardarsi del mettersi a fianco del leader libico che ha comparato i neri a dei barbari. Questo è un insulto inaccettabile".
08:46
Onu, consiglio sicurezza vota sanzioni alle 17 6
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu si riunirà oggi alle 17 ora italiana a Palazzo di Vetro per votare l'imposizione di sanzioni alla Libia. Il pacchetto, intorno a cui c'è l'accordo, prevede embargo sulle armi, congelamento dei beni, limite ai viaggi dei dignitari e un riferimento a eventuali crimini contro l'umanità. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, è stato determinato: "perdere altro tempo significa perdere più vite", ha detto parlando davanti al Consiglio. Lunedì Ban incontrerà il presidente americano Barack Obama.
08:44
Usa congela beni Gheddafi 5
L'ordine esecutivo firmato da Barack Obama è in vigore immediatamente e consiste essenzialmente nel blocco dei beni di Gheddafi e di almeno quattro suoi familiari: Ayesha, generale dell'esercito nato nel 1976 o 1977; Khamis, nato nel 1980; Mutassim, consigliere per la sicurezza nazionale nato intorno al 1975 e Saif Al-Islam, nato il 5 giugno del 1972. In una dichiarazione diffusa dal suo portavoce, Obama scrive che "il governo di Gheddafi ha violato le norme internazionali, la decenza comune e deve essere considerato responsabile. Per tali ragioni queste sanzioni colpiscono il governo Gheddafi, mentre proteggono gli asset che appartengono al popolo libico". Obama ha infine inviato una lettera di spiegazioni ai presidente del Senato e della Camera dei Rappresentanti.
08:43
Gheddafi controlla solo Bab el Zizia 4
"Gheddafi controlla solo Bab el Zizia, che è il quartiere della propria roccaforte, dove il leader libico è asserragliato. Nei pressi del quartiere in queste ore si sente ancora qualche sparo", ha detto il presidente della Comunità araba in Italia (Co-mai), Foad Aodi.
08:42
Il figlio di Gheddafi offre negoziato ai ribelli 3
Il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Seif al Islam, ha offerto negoziati ai ribelli che si oppongono al regime del padre, ma il suo linguaggio, nell'intervista all'inviato di Repubblica, non è apparso conciliante. "Abbiamo a che fare con dei terroristi - ha detto nella tarda serata di ieri - l'esercito ha deciso di non attaccarli e di dar loro l'opportunità di negoziare. Speriamo di poterlo fare in modo pacifico e lo faremo a partire da domani".
08:40
Delegazione libica sostituisce la bandiera 2
"La Delegazione libica ha sostituito la bandiera libica con quella antecedente al regime di Gheddafi presso la sede della Lega araba in Egitto". Lo ha riferito il presidente della Comunità araba in Italia (Co-mai), Foad Aodi, che da Roma è in contatto con alcuni testimoni in Libia e in Egitto.
08:39
Dopo gli scontri ancora calma nella capitale 1
La situazione a Tripoli appare relativamente calma questa mattina dopo i violenti scontri di ieri e la manifestazione sostegno di Gheddafi. Nella notte si sono uditi sporadici colpi di armi da fuoco. Le strade della capitale libica dopo la festività islamica del venerdì sono semideserte. Le utorità libiche hanno intanto deciso di trasferire i giornalisti stranieri, tra cui gli inviati italiani, dall'hotel Corinthia al Rixos, alla periferia sud della capitale.

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Adozioni, coppie gay e scuola pubblica 

da Berlusconi offensiva a tutto campo

In tre diversi interventi il premier si erige a difensore della famiglia e va all'attacco dell'opposizione: "Provinciali e desolanti, sono ancora comunisti". Ottimismo sul governo: "Si rafforza, finiremo la legislatura"

Adozioni, coppie gay e scuola pubblica  da Berlusconi offensiva a tutto campo Silvio Berlusconi

ROMA - Con tre interventi, due di persona e un messaggio scritto, per Silvio Berlusconi quello di oggi è stato un sabato di massimo impegno nella comunicazione. Crisi nordafricana, prospettive della politica italiana e poi una lunghissima tirata contro i rischi del comunismo e dello statalismo pronunciata al congresso dei Cristiani Riformisti sono stati i passaggi chiave della campagna mediatica del premier. Una frenesia che la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro liquida come "bulimia oratoria" di "un attore alla fine della sua carriera che propone sempre lo stesso stanco repertorio".

Attacco alla scuola pubblica. Particolarmente pesanti le parole pronunciate dal presidente del Consiglio davanti a alla platea cristiano-riformista, apparentemente disinteressata a chiedere conto al premier degli scandali a sfondo sessuale. Destinato a scatenare polemiche in particolare il passaggio in cui Berlusconi ha celebrato le scuole private.  Citando il suo discorso del '94, forse a caccia di un facile applauso, il premier è andato a braccio e ha detto: "Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori".

Missione anticomunista. Il presidente del Consiglio ha rievocato la sua scelta di entrare in politica legandola al desiderio
di salvare l'Italia da una presunta minaccia comunista, descrivendola come una sorta di missione. Ha quindi assicurato che finché il Pdl sarà al governo "non ci sarà mai un'equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay, così come non ci saranno adozioni per genitori single". Ribadendo che al momento eventuali elezioni anticipate sarebbero un male per il Paese, con il risultatao di un'impennata nel debito pubblico, non poteva mancare nell'intervento del premier il tema della giustizia. Berlusconi ha anticipato che oltre ad un aumento dei sottosegretari ci sarà presto un Consiglio dei ministri straordinario per affrontare la questione, compresa una legge per vietare le intercettazioni telefoniche "ora che Fini non ci impedisce più di presentarlo". "Per questo - ha ribadito - alla fine la diaspora del Fli farà bene alla maggioranza".

Gheddafi senza controllo. Prima delle vicende interne, intervenendo al congresso del Partito Repubblicano, Berlusconi aveva aggiornato il pubblico sulla situazione libica. "Ho notizie di qualche minuto or sono e pare che in Libia Gheddafi non controlli più la situazione". Davanti alla platea di un partito diviso tra un'anima filo governativa e un'altra schierata all'opposizione, il premier è stato accolto sia da applausi che da fischi.

Opposizione provinciale. "Sta cambiando lo scenario geopolitico e l'Italia ne è coinvolta - ha detto - Nessuno ha potuto prevedere quello che è successo in Libia e quello che è accaduto qualche settimana prima in Tunisia e in Egitto, e nessuno potrà prevedere cosa avverrà". "Speriamo che nei prossimi mesi sulla sponda nord del Meditrerraneo ci possano essere stati più liberi, ma il rischio è di trovarci paesi che ci facciano fare i conti con l'integralismo islamico" ha ammonito il presidente del Consiglio. "Non possiamo restare spettatori, né l'Ue né noi", ha insitito. "Sono desolanti le polemiche provinciali delle opposizioni in Italia sulla Libia e i piccoli tentativi di attaccare il governo su politiche che sono state sempre fatte da molto decenni", ha detto ancora il premier, aggiungendo che "l'opposizione con cui ci troviamo a doverci confrontare non ha mai rinunciato all'idea della spallata e alle trame di palazzo per ottenere i risultati che per altre strade non riescono ad ottenere".

Invito al bunga bunga. Berlusconi prima di congedarsi si è concesso anche una battuta delle sue. "Grazie per questo applauso, vi inviterei tutti al bunga bunga ma resterete delusi", ha detto a un gruppo di delegati che lo salutava calorosamente.

Governo saldo. Prima ancora del suo discorso al congresso repubblicano, Berlusconi era intervenuto sulle questioni di politica interna, attaccando anche in questo caso duramente le opposizioni, con un messaggio inviato in occasione della "Prima giornata di riflessione politica per i giovani del Pdl", che si svolgerà domani a Sorrento. "Il governo è saldo - ha spiegato - e continuerà a lavorare per tutta la legislatura, fino al 2013, per completare il programma di riforme che è stato premiato dagli italiani nelle elezione del 2008".  La maggioranza - ha sottolineato il premier - si rafforza giorno dopo giorno mentre le forze di opposizione non hanno leader, programmi, idee. Lo diciamo chiaramente: noi andiamo avanti e vinceremo la sfida della modernizzazione del nostro paese, lo faremo grazie ai nostri valori e all'entusiasmo di tanti giovani che, come Voi, vogliono un'Italia più libera. Sento il Vostro sostegno e il Vostro affetto. Per questo Vi ringrazio, Vi invio il mio più cordiale saluto e Vi auguro di realizzare tutti i sogni e i progetti che avete nella mente e nel cuore".

Le reazioni. "Quando Berlusconi tira fuori la storiella dei comunisti è la prova che si trova in estrema difficoltà e non ha più argomenti da offrire agli italiani. Si rassegni, la sua storia politica è ormai al tramonto e non saranno i soliti e ormai stancati argomenti a cambiarne l'esito". Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, commenta così l'intervento del premier al congresso dei Cristiano Riformatori.


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Casini al premier: la legislatura è finita

Bersani: "Siamo sui carri di carnevale"

Grillini (Arcigay): "Berlusconi paga il conto al Vaticano". Scalfarotto (Pd): "Si impegni invece per le politiche a sostegno della famiglia. Siamo penultimi in Europa". Finocchiaro (Pd): "Il presidente cambia argomento a seconda dell'interlocutore". "L'istruzione pubblica, sancita dalla Carta costituzionale, è garanzia di pluralità", sostiene Francesca Puglisi (Pd)

Casini al premier: la legislatura è finita Bersani: "Siamo sui carri di carnevale" Pier Luigi Bersani, segretario Pd

ROMA - "Il governo potrà andare avanti anche altri due anni, ma la legislatura è finita". E' la valutazione del leader Udc Pier Ferdinando Casini dopo le ultime parole del presidente del Consiglio, che ha assicurato di voler governare fino al 2013. E anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si appella alle classi dirigenti perché prendano atto che "in queste condizioni non si può fare nulla per i problemi serissimi del paese. Siamo su tutti i carri di carnevale del mondo", attacca il leader democratico, "di cosa stiamo parlando?".

Ma il comizio del premier al congresso dei Cristiano Sociali, con l'attacco alla scuola pubblica e ai diritti degli omosessuali suscita reazioni e polemiche anche al di fuori dei partiti. "Ed ecco che Berlusconi racconta una delle sue barzellette e fa la morale sui gay. Ci sarebbe da morir dal ridere perchè Berlusconi che fa il moralista è come se gli impiegati di una banca prendessero lezioni di sicurezza da un rapinatore". Afferma Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay. "La verità è che dopo le marchette del bunga bunga ora per sopravvivere deve pagare la marchetta al Vaticano che continua a sostenerlo per l'esenzione Ici, l'8 per mille, e chi più ne ha più ne metta. Berlusconi dice che finchè c'è questo governo mai diritti agli omosessuali ragion di più per andare al voto quanto prima e promuovere una campagna di liberazione
dalla destra bungarola e baciapile", conclude Grillini.

"Berlusconi prima di parlare si Impegni per le politiche a sostegno della famiglia: siamo penultimi in Europa. Solo la polonia spende meno di noi per le politiche familiari e la maternità". Lo dice Ivan Scalfarotto del Pd. "Sui temi etici non abbiamo nulla da imparare da uno come Berlusconi: le famiglie omosessuali sono vere, solidali e unite. Non prendiamo certo ad esempio un uomo come lui, nè può darci lezioni di morale uno che ha fatto della famiglia, coi suoi comportamenti privati, carne da cannone".

"Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cambia argomento a seconda dell'interlocutore". Lo dice la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. "Oggi Berlusconi ha fatto due visite ufficiali. Con i Repubblicani abbiamo assistito al presidente fautore del Risorgimento e dell'unità d'Italia. Se andasse dalla Lega trascurerebbe l'unità d'Italia", ha detto Finocchiaro. "Poi va dai cattolici e batte sul 'no' alle unioni omosessuali e sulla scuola privata, che peraltro gli costa anche meno e gli permette di finanziare altre cose". Sempre dal Pd, Paola Concia si dice certa che "quando sarà il momento le elettrici e gli elettori sapranno giudicare il finto moralismo del nostro presidente del Consiglio".

L'Udc Rocco Buttiglione si dice d'accordo con il premier "specie sulla necessaria libertà di educazione e scelta per le famiglie", ma si chiede perché negli ultimi 15 anni non si sia impegnato in tal senso. "E a proposito di famiglia, cosa intende fare il governo per un fisco giusto per le famiglie?", si chiede Buttiglione. "Viene il sospetto che continueremo a vedere tante promesse e nessun fatto".

"Ci risiamo. I comunisti e le loro scuole statali. La Costituzione irrisa e considerata un intralcio per le magnifiche sorti progressive del Governo Berlusconi". Lo afferma Francesca Puglisi responsabile Scuola della segreteria nazionale del Pd. "Se il Presidente del Consiglio leggesse con attenzione la Costituzione, scoprirebbe che l'articolo 33 già garantisce la libertà di scelta educativa, senza oneri per lo stato, e che la scuola pubblica non inculca, bensì educa alla libertà e al multiculturalismo, educa menti libere. Anzi, la scuola pubblica statale è l'Istituzione democratica fondamentale per garantire la libertà nel nostro Paese. Per questo, Silvio Berlusconi, l'amico di Gheddafi, ha deciso di distruggerla", conclude Puglisi.

"Berlusconi con le sue dichiarazioni di oggi sulla famiglia, i gay, le adozioni e quant'altro dimostra che la sua rivoluzione liberale di massa non è mai esistita". Così Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, rete trasversale sui diritti civili. "Un liberale vero - spiega Mancuso - sa cosa sono la libertà e i diritti civili. Berlusconi invece ha due filosofie politiche, una il 'bunga bunga' e l'altra la demagogia populista. Non c'è che dire Silvio Berlusconi è sempre più Cetto la Qualunque anche sui diritti civili", conclude il presidente di Equality Italia.

"Basta con le prese in giro di Berlusconi sulla famiglia. Il potere d'acquisto è drasticamente calato lo scorso anno e la colpa è tutta sua. Il premier parla come se fosse stato per tutto questo tempo all'opposizione, ma gli italiani sanno che la responsabilità è solo sua". Lo afferma Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare Cristiana (Upc). "Nulla è stato fatto, e la crisi è ricaduta solo sulle spalle delle famiglie. Le bugie hanno le gambe cortissime - conclude Satta - se proprio il premier vuole aiutare le famiglie, aumenti subito le detrazioni".

Se non vogliamo chiamarle 'famiglia', chiamiamole 'patata lessa': quello che interessa alle centinaia di migliaia di coppie omoaffettive sono i diritti e le garanzie reciproche, cioè i doveri: Berlusconi, se crede nella libertà, si faccia apertamente e coraggiosamente carico del loro riconoscimento". Ad affermarlo è Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra)

Italia dei Valori condanna duramente le parole del premier sugli insegnanti della scuola pubblica e gli omosessuali. "Il presidente del consiglio - ha affermato il portavoce Idv Leoluca Orlando -  è come Ceausescu perchè ha paura della scuola pubblica in quanto, con la cultura non piegata agli interessi del sultano di turno, gli studenti potrebbero farsi un'idea su chi governa il loro paese". E il compagno di partito Massimo Donadi parla di "disco inceppato" del premier che "da 16 anni ripete le stesse cose e non le realizza".



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Secondo Bloomberg l'ascesa del governatore di Bankitalia è complicata dai guai giudiziari del premier. Che ne ha pure sostenuto pubblicamente la candidatura, rendendo i tedeschi più scettici

E’ in prima fila per il ruolo di presidente della Banca Centrale Europea. Ma Mario Draghi deve fronteggiare un intoppo imprevisto: Silvio Berlusconi. Che, per la sua reputazione e per il sostegno pubblico che ha dato alla candidatura, rischia ora di comprometterla. Gli scandali giudiziari del presidente del Consiglio potrebbero così interrompere quello che a molti era sembrato un percorso in discesa verso la successione a Jean Claude Trichet. Il numero uno della Banca d'Italia ha infatti incassato un appoggio ampio in patria e anche l’investitura informale dei più prestigiosi media finanziari del Continente. Secondo l'agenzia economica americana, però, le ambizioni di Draghi "dovranno prevalere sulla reputazione di un paese caratterizzato dall’eredità dell’inflazione e da un primo ministro accusato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con una minorenne"  
di Matteo Cavallito

Draghi: “Per i giovani minimo di mobilità e massimo di precarietà”

Il minimo della mobilità e il massimo della precarietà. E’, in estrema sintesi, la fotografia del mercato del lavoro per i giovani, scattata dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Dal palco del Forex di Verona, evidenzia che in Italia “vige il minimo di mobilità a un estremo, il massimo di precarietà all’altro. E’ uno spreco di risorse che avvilisce i giovani e intacca gravemente l’efficienza del sistema produttivo”. I salari di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, denuncia quindi il numero uno di Via Nazionale, “in termini reali, sono fermi da oltre un decennio su livelli al di sotto di quelli degli anni Ottanta. La recessione ha reso più difficile la situazione e il tasso di disoccupazione dei giovani sfiora il 30%. Si accentua la dipendenza, già elevata nel confronto internazionale, dalla ricchezza e dal reddito dei genitori”, ricorda inoltre il Governatore.

”In Italia la crescita stenta da 15 anni”, aggiunge Draghi. E i tassi di sviluppo del nostro paese “sono attorno all’1%” mentre la domanda interna rimane “debole”. E ora sull’economia potrebbe influire negativamente anche la crisi in Libia: ”Nella nostra economia un aumento del 20% del prezzo del petrolio determina una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale nell’arco di tre anni”, ha detto il governatore mettendo in evidenza come “le drammatiche vicende” nell’Africa settentrionale, “a cui stiamo assistendo possano indebolire gli investimenti nell’industria petrolifera dell’area, far rincarare l’energia, con ripercussioni sulla crescita mondiale”.

Secondo Draghi, “a beneficio della crescita di tutta l’economia andrebbe un assetto normativo ispirato pragmaticamente all’efficienza del sistema”. Poi la richiesta di riforme: “Si è già cominciato, ma azioni riformatrici più coraggiose migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero per questa via impulsi alla crescita”. Su questo punt il numero uno di Bankitalia è fiducioso: “L’Italia dispone di grandi risorse, ha molte aziende, una grande capacità imprenditoriale, la sua gente è laboriosa e parsimoniosa”.






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