31 ottobre 2010


Da www.rassegna.it


Fiat: Melfi, cassa integrazione dal 25 al 31 ottobre

La settimana si aggiunge a quella che inizierà lunedì prossimo

Ancora problemi lavorativi alla Fiat Sata di Melfi. Dal 25 al 31 ottobre i lavoratori dello stabilimento di Potenza, dove si produce la Punto Evo, saranno in cassa integrazione: l'azienda lo ha comunicato poco fa alla Rsu, motivando la decisione "con la necessità di adeguare i flussi produttivi alla domanda di mercato". La notizia è stata diffusa dalle organizzazioni sindacali. La settimana di cassa si aggiunge a quella che inizierà lunedì prossimo, 27 settembre, sempre per motivi legati all'andamento di mercato.

La festa del 'fantasma' di nome risparmio

Il 31 ottobre si ricordano due eventi a primo avviso molto dissimile tra loro. Però l'analisi pare possa far nascere una simbiosi...

di Agostino

Oggi 31 ottobre 2010 ricorrono due eventi. Uno maggiormente ricordato fino ad una ventina di anni fa e l’antro in auge da un decennio. Il primo è la “Giornata del risparmio”. Tempo fa a scuola si distribuivano i salvadanai in cartoncino, i genitori regalavano ai ragazzi i salvadanai “porcellini” e i libretti al portatore, vari concorsi conferivano borse di studio. Oggi di queste citazioni pare scomparsa ogni traccia. La “parola risparmio” è uscita di moda e pare arcaica. Casualmente quest’anno la giornata cadendo di domenica ha fatto pro-pensare perché anche le “Alte Autorità” avessero ad abbandonare l’evento in data odierna. 

Infatti il Governatore della Banca d’Italia Draghi e l’On. Tremonti hanno anticipato a venerdì 29 ottobre le cerimonie ufficiali. Mi permetto affermare che è deprimente dal mio punto di vista questo “anticipare” se si pensa che l’Amministratore Delegato della Fiat, Marchionne qualche giorno fa ha detto che in Italia la produttività lavorativa è debole e con questo facendo capire che forse il nuovo “cipputi” in fabbrica nel futuro dovrà lavorare notte e festivi per essere “concorrenziale”…

La seconda ricorrenza di oggi è la “Festa di Halloween”. Nei negozi da più giorni le vetrine sono piene di fantasmi, zucche e maschere da orrore. I punti di svago hanno da tempo aperto le prenotazioni per la serata.
Pizzerie e ristoranti non avranno a che recriminare questa sera (…) Confrontando le due feste si può capire che una è finalizzata al “non spendere” e l’altra “serve per spendere”. Due modi di agire nella nostra vita completamenti opposti. Pensando alla favola della cicala e della formica possiamo capire meglio figurativamente la differenza. Eppure quest’anno sarebbe stato coerente con le attuali condizioni di vita associare le due manifestazioni.

Perché non è stata prodotta la figura del “fantasma di nome risparmio”? Si dice che non c’è più….
Proviamo a fare una riflessione. Pensiamo a quanti “fantasmini” che si chiamano Obbligazioni Parmalat, Obbligazioni Cirio, Tango Bond (titoli Argentini), sottostanti di proprietà dei Sigg. italiani Mario Rossi del mutuo subprime sottoscritto dal Sig. Smith in America aleggiano attorno noi anche in pieno giorno.
Nel 2002 è arrivato l’Euro: a causa di scelte pacatamente errate degli operatori del settore anche un vivente “potere d’acquisto degli italiani” si è “volatilizzato”.

Per oltre un decennio le code ai “botteghini” per l’acquisto di nuove case era ovunque. Ora parte dei compratori è sparita. Divenuti anch’essi “fantasmi del risparmio da investire in mattoni”? E’ il posto di lavoro? Oltre un milione in meno in Italia negli ultimi tempi. Anche il lavoro diventa “fantasma”? Insomma in questa giornata e in particolare questa sera usi e costumi divenuti popolari “quasi impongono” agli italiani di pensare a fare festa.
Facciamo pure festa, divertiamoci con gli amici ma il vero divertimento esiste solo se siamo capaci di non fare le “zucche vuote” e abbiamo, coscienti, la sensazione di essere pienamente “circondati” da veri fantasmi economici”!!!

Ccnl industria concia: c'è l'accordo, aumento 95 euro

Nel tardo pomeriggio di oggi (giovedì 23 ottobre), e prima della scadenza del 31 ottobre, è stata raggiunta l'intesa per il rinnovo del biennio economico 1 novembre 2008 – 31 ottobre 2010 del contratto nazionale di lavoro dell'industria della concia. L’ipotesi raggiunta tra le parti (Unic Confindustria e Filcem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil) riguarda più di 30 mila lavoratori dipendenti da oltre 2.500 imprese prevalentemente concentrate nei distretti industriali di Arzignano (Vicenza), Santa Croce (Pisa), Solofra (Avellino).
L'intesa prevede un aumento medio parametrato sui minimi di 95 euro sulla categoria d2, pari a un incremento del 6,85 per cento dei precedenti minimi, da corrispondere in tre momenti: 35 euro dal 1 novembre 2008; 30 euro dal 1 giugno 2009; 30 euro dal 1 giugno 2010. “Un accordo tanto più positivo – commentano i segretari nazionali Francesco Fontanelli (Filcem), Claudio Belloni (Femca) e Alessandro Tomba (Uilcem) – se solo si pensa è stato raggiunto in anticipo sulla scadenza naturale. Alla fine del biennio poi – concludono i dirigenti sindacali – i lavoratori porteranno a casa mediamente 1.600 euro, una cifra di tutto rispetto”. L'ipotesi raggiunta sarà immediatamente sottoposta al vaglio delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.






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