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Acqua pubblica: referendum per dire 'no' alla privatizzazione, 250mila firme raccolte

www.cgil.it

CGIL, massiccia partecipazione è il segno inequivocabile che l’acqua deve rimanere un bene comune e diritto universale


04/05/2010

La CGIL è impegnata con profitto e in prima persona per sostenere il referendum in favore dell’acqua pubblica. Durante la festa del primo maggio, infatti, in moltissime Camere del Lavoro si sono organizzati banchetti per raccogliere le firme per il referendum. Decine di migliaia le sottoscrizioni raccolte dall’organizzazione sindacale per dire ‘no’ alla privatizzazione dell’acqua voluta dal governo con l’approvazione del cosiddetto decreto Ronchi.

“In tutto il territorio nazionale - fa sapere Antonio Filippi, coordinatore del Referendum Acqua per la CGIL Nazionale - la partecipazione è stata estesa con punte massime di raccolta pari a 10.000 firme in
Emilia Romagna, 6.000 in Piemonte, nel Trentino in due giorni sono state raccolte 700 firme, 7.000 a Roma in Piazza San Giovanni, migliaia nel Sud e in tutte le altre province”.

Centinaia di punti di raccolta dove la CGIL, unitariamente con gli altri sostenitori, ha portato il suo contributo per raggiungere l’obiettivo delle 700.000 firme. Ad oggi, sottolinea il dirigente sindacale, “complessivamente sono state raccolte dal Forum nazionale per l’acqua pubblica circa 250.000 firme, un vero record di partecipazione in sole due settimane di raccolta”. Per Filippi “questa massiccia partecipazione dei lavoratori, di tutti i cittadini, al referendum è il segno inequivocabile che l’acqua deve rimanere un bene comune e diritto universale”.



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