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Berlusconi: “Sacrifici indispensabili”


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Il premier presenta il provvedimento con Tremonti e nega ogni conflitto. L'obiettivo è portare il rapporto deficit-Pil “dall'attuale 5% al 2,7% nel 2012”. La ricetta è sempre la stessa: tagliare la spesa pubblica. Per le Regioni mannaia da 4,5 miliardi


"Questa manovra non è una tradizionale manovra di aggiustamento dei conti pubblici". Ha esordito così il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa di presentazione della manovra, con Giulio Tremonti a Palazzo Chigi. Una manovra, ha spiegato Berlusconi, fatta di "sacrifici indispensabili per difendere la nostra moneta" e quindi "i salari e le pensioni degli italiani, le imprese e i risparmi delle famiglie". Una manovra, ha detto ancora, che "è chiesta dall'Europa" e che dimostra come l'Italia "sia in mani sicure".

Il premier ha poi spiegato che lo scopo della manovra è portare il rapporto deficit-Pil "dall'attuale 5% al 2,7% nel 2012". Questo precisando però che la "responsabilità" dell'attuale situazione dei conti pubblici, oltre che dei governi della Prima Repubblica è anche del "governo della sinistra" che ha fatto una "riforma costituzionale dissennata che ha fatto esplodere i costi della sanità". 

Poi l'attacco al sistema pubblico: "La migliore ricetta per ridurre la spesa eccessiva e la corruzione - ha detto il premier - è la riduzione della spesa pubblica e dell'intervento dello Stato in economia". E sulle pensioni: "Sono tutelate e garantite. Non interveniamo sull'entità, chiediamo solo a chi si accinge ad andare in pensione di rimanere qualche mese in più". Poi l'affondo più pesante sui dipendenti pubblici. Qui Berlusconi non usa mezze misure: "Saranno loro a pagare dazio - ha detto il premier - dato che hanno avuto una dinamica di aumenti salariali che è stata quasi il doppio di quella dei dipendenti delle aziende private. Quindi - ha aggiunto - come in quel gioco in cui si deve stare fermi un giro,io non credo che questo sia veramente drammatico visto che ci sono stati gli aumenti precedenti".

Berlusconi, che ha anche negato l'esistenza di uno scontro nel governo, ha poi affrontato la questione dell'evasione fiscale: "Nel sud - ha detto - ci sono percentuali inaccettabili", ad esempio "l'85% in Calabria e il 63% in Sicilia". Quindi i controlli inseriti dalla manovra sono "il primo rimedio al malcostume". Inoltre, ha proseguito, "con il federalismo fiscale potremo porre un rimedio ancora più efficace all'autentica diserzione fiscale, perché coinvolgeremo i Comuni nell'accertamento dei redditi".

Il presidente del consiglio ha poi ringraziato Napolitano per l'esortazione a rendere la manovra condivisa dall'opposizione. "Facciamo nostra questa esortazione - ha affermato - siamo tutti nella stessa barca, che andrà avanti e supereremo anche questa situazione".

Dopo l'introduzione del premier ha preso la parola il ministro Giulio Tremonti che è entrato maggiormente nel dettaglio dei provvedimenti. Il ministro ha innanzitutto annunciato che il taglio alle spese ai ministeri e alla pubblica amministrazione sarà del 10%. Mentre “per le Regioni - ha aggiunto - la riduzione di spesa è abbastanza consistente ma non insostenibile: siamo intorno ai 4,5 miliardi”.

Poi Tremonti ha illustrato la misura che prevede la detassazione e la decontribuzione dei salari legati alla produttività, spiegando che “collegare gli incrementi dei salari alla produttività è di interesse pubblico. Vogliamo dare - ha detto il ministro - un premio fiscale e contributivo perché se c’è un problema del nostro paese è quello della produttività”.

Complessivamente la manovra
dovrebbe avere un impatto tra il 2011 e il 2012 di 24,9 miliardi di euro, di cui 12 nel primo anno. Questa la stima anche se "è difficile fare una cifra precisa. Con un'economia che è in cambiamento e il futuro non è uguale al passato, è complicato centrare lo 0,02% su come sarà il Pil nel 2011 o 2012".

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