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L’esercito degli stagisti seriali


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Sono per lo più giovani, donne e laureate. I risultati di un sondaggio di Isfol e 'Repubblica degli stagisti'. Tirocini utili per la formazione, meno per il lavoro: ogni anno ne vengono attivati circa 400mila, ma solo due su dieci danno un impiego stabile


foto di  urca (da flickr) (immagini di foto di urca (da flickr))
Sono due su dieci gli stage che si concludono con l’offerta di un lavoro, e soltanto nel 2,3% è un tempo indeterminato. Oltre la metà di questi tirocini si chiude con una stretta di mano e nel 17,4% dei casi con una proposta di proroga. Basse anche le offerte d'impiego a tempo determinato (5,6%), di contratto a progetto (6,4%) e di collaborazione occasionale, (6,8%). Lo stage è dunque uno strumento valido per chi vuole formarsi, meno per trovare lavoro. Ecco i principali risultati del sondaggio condotto su quasi 3.000 stagisti italiani dall’Isfol assieme alla Repubblica degli stagisti, testata giornalistica online nata nel 2007. Tra gli intervistati, la possibilità di un contratto di lavoro sale al 24,3% quando il periodo di formazione è effettuato dopo la laurea specialistica, al 28,4% se costituisce il completamento di un percorso di qualifica professionale.

Ogni anno, in Italia, vengono attivati circa 400mila stage. Per questo, è molto più facile per i ragazzi italiani trovare un primo e poi un secondo e un terzo stage anziché un primo lavoro. Ne consegue che circa un tirocinante su cinque ha già al proprio attivo tre o più esperienze del genere. È l'esercito dei ‘serial stagisti’, tra i quali la componente femminile è circa tre volte superiore rispetto a quella maschile, a conferma delle difficoltà delle donne a inserirsi nel mercato del lavoro, ma anche della maggiore intraprendenza delle ragazze rispetto ai maschi.

Ecco l’identikit dello stagista: in più di due casi su tre è una donna (69%), ha un’età compresa tra i 25 e i 30 anni (68%) e ha conseguito una laurea, specialistica nel 44,6% dei casi e triennale nel 27,1%. Una quota non trascurabile dei tirocinanti che hanno risposto all’indagine ha conseguito un diploma di master (13,7%). Nelle aspettative iniziali, i giovani intervistati ammettono di avere intrapreso uno stage soprattutto per trovare un lavoro (33,2%) e per mettere a punto un proprio percorso professionale (9,3%). Quattro giovani su dieci lo hanno iniziato per completare la propria formazione, il 18,5% per orientarsi nel mondo delle professioni, il 12,5% per ottenere crediti formativi (12,5%).

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