- LE NOTIZIE DEL GIORNO‎ > ‎2010‎ > ‎6 - Giugno 2010‎ > ‎24 giugno 2009‎ > ‎

Oltre 2 milioni in cerca di lavoro



www.rassegna.it



Le rilevazioni sul I trimestre di quest’anno: il tasso di disoccupazione schizza al 9,1%, top dal 2005. Anche l’occupazione col segno rosso, bruciati 208mila posti. Si torna ai livelli del 2001. Confindustria: a rischio altri 246mila posti entro l’anno


da internet
Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1% rispetto al 7,9% dello stesso periodo del 2009, e raggiunge il livello più alto dal primo trimestre del 2005. Lo rileva oggi (24 giugno) l’Istat, sottolineando che il tasso destagionalizzato è invece pari all’8,4%, record dal terzo trimestre del 2003. Sempre nel primo trimestre di quest’anno, prosegue l’istituto di ricerca, il numero di persone in cerca di occupazione ha raggiunto quota 2,273 milioni, con un aumento del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2009. Con questa cifra si ritorna ai livelli del 2001.

Il segno negativo è la sintesi di una significativa riduzione della componente italiana (-391mila unità) e di una sostenuta crescita di quella straniera (+183mila unità). In totale, in questi tre mesi sono stati bruciati 208mila posti rispetto allo stesso periodo del 2009. “C’è ancora il segno meno, ma la caduta è meno intensa”, fa notare sempre l’Istituto precisando che erano al lavoro 22 milioni e 758 mila persone. Quindi, il calo degli occupati rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è pari allo 0,9%.

Secondo l’Istituto di statistica,
il tasso di disoccupazione maschile sale dal 6,8% del primo trimestre del 2009 all’8,1, mentre quello femminile passa dal 9,5% al 10,5. Nel Nord l’indicatore cresce dal 5,1% al 6,4%; nel Centro si porta all’8,4% dal 7,6 di un anno prima; nel Mezzogiorno risulta invece pari al 14,3%, dal 13,2. Per quanto riguarda gli stranieri, il tasso di disoccupazione aumenta per la quinta volta consecutiva, portandosi al 13% (10,5% nel primo trimestre 2009). La disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni raggiunge il 28,8%, con un massimo del 43,6 per le donne del Mezzogiorno.

Se l’Istat certifica le difficoltà attuali, anche le previsioni degli industriali sono fosche. Tra quest’anno e il prossimo, infatti, l’onda lunga della crisi potrebbe portare a un’ulteriore riduzione di 246mila posti di lavoro. Lo stimano sempre oggi gli economisti di Confindustria, ipotizzando la domanda di lavoro attesa e il possibile processo di riassorbimento dalla cassa integrazione (solo al 50% per la cig straordinaria, quasi completo per l’ordinaria). “Il numero di persone occupate - secondo i calcoli del Csc - calerà di 144mila unità dal quarto trimestre 2009 al quarto del 2010, e di altre 102mila nel corso del 2011”. Nonostante una forza lavoro prevista in crescita nel 2011 (+0,2%), infine, il tasso di disoccupazione è atteso in aumento all’8,7% a fine 2010 e al 9,4% a fine 2011.
Comments