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Fiat Pomigliano, Fiom: i veri motivi del nostro no




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Il segretario dei metalmeccanici Cgil, Maurizio Landini, scrive ai direttori di giornali, stampa e tv: “L'accordo separato su Pomigliano introduce il principio di licenziabilità del lavoratore considerato inadempiente”. Melfi, la Fiom vince elezioni Rsu



 (immagini di Maurizio Minnucci)
L'accordo separato su Pomigliano introduce “un principio di libera licenziabilità del lavoratore considerato inadempiente da parte dell'azienda, principio che viola lo Statuto dei lavoratori e la stessa Costituzione della Repubblica”. Lo scrive il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, in una lettera inviata ai direttori degli organi di stampa e dei mezzi radiotelevisivi. “In questi giorni - afferma - grande rilevanza viene data su tutti gli organi di informazione alla vicenda di Pomigliano. Tuttavia abbiamo purtroppo verificato che i contenuti reali dell'intesa, quelli che hanno indotto la Fiom a ritenerla inaccettabile perché lesiva dei più elementari diritti dei lavoratori, fino a quelli costituzionali, non sono stati sufficientemente messi a conoscenza dell'opinione pubblica”.

Il neo segretario dei meccanici Cgil,
chiedendo “un particolare sforzo per dare adeguato spazio e tempo alla piena informazione sui contenuti formali dell'intesa”, riporta il testo della clausola contenuta al punto 15 dell'accordo separato. “Le parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicché la violazione da parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per mancanze e comporta il venir meno dell'efficacia nei suoi confronti delle altre clausole”.

“A nostro parere - sottolinea Landini
- la gravità di questa clausola, che inficia di ogni legittimità anche il referendum promosso nello stabilimento di Pomigliano, non è stata ancora messa a sufficiente conoscenza di un'opinione pubblica che pure è giustamente percorsa da un grande dibattito su altri temi nei quali si individuano lesioni alla Costituzione. Per tutte queste ragioni, vi chiediamo l'impegno a diffondere, al di là dei diversi giudizi, i contenuti reali dell'intesa e delle sue clausole, che sono senza precedenti”.

Melfi, Fiom vince elezioni Rsu
Nelle elezioni per il rinnovo delle Rsu alla Fiat Sata di Melfi, la Fiom Cgil è tornata ad essere il primo sindacato, pur non avendo partecipato con nessun rappresentante al Collegio impiegati. Lo riferisce una nota dei metalmeccanici. La Fiom ha ottenuto 1.377 voti (950 nel 2007) e 18 rappresentanti, la Uilm 17 (1.357 contro i 1.376 nel 2007), la Fim 12 (866 voti contro i 951 del 2007), la Fismic 7 (598 voti contro gli 803 del 2007), l'Ugl 5 (865 contro i 350 del 2007), la Failms 4 (279 voti contro i 253), i Cub 1 (159 voti contro i 90).

Durante, ci hanno votato per Pomigliano

“La netta affermazione ottenuta dalla Fiom nella elezione della nuova Rsu alla Fiat di Melfi costituisce un vero e proprio evento per il mondo sindacale. Si tratta, innanzitutto, di una buona notizia che porta un elemento di fiducia a tutta la nostra organizzazione in un momento molto difficile per la vita sindacale del nostro paese. Ma si tratta anche di una notizia importante che contiene, di per sé, un invito alla riflessione per la dirigenza del gruppo Fiat”. E' il commento del segretario nazionale della Fiom, Fausto Durante.

“Infatti - a suo giudizio -, nessuno può onestamente credere che non vi sia un nesso diretto tra il balzo in avanti compiuto dalla Fiom nei consensi avuti dai lavoratori di Melfi e la vicenda della Fiat di Pomigliano. A fronte di un tentativo scomposto di ridurre i diritti dei sindacati e dei lavoratori nello stabilimento campano - continua Durante -, gli operai di Melfi hanno risposto riversando i loro voti sul sindacato che si è proposto di difendere tali diritti con maggior determinazione”.

“La Fiat dovrebbe cominciare a capire che quella della cancellazione dei diritti è una via impercorribile. Per vincere la battaglia della competizione globale, una grande impresa moderna ha bisogno, innanzitutto, del consenso dei suoi dipendenti. Consenso - conclude - che per l’azienda è impossibile ottenere se non agisce per creare un clima cooperativo”.
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