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Veneto, Cig Maggio, nella regione si torna ai massimi livelli



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Veneto in controtendenza rispetto al dato nazionale (stabile). Meno Cig nella metalmeccanica ma in crescita negli altri settori. Verona ha superato l'intero consumo del 2009. Padova al 78%.
Franca Porto: "la Cisl pronta ad avviare la contrattazione locale per migliorare la produttività ma è urgente un tavolo regionale per la crescita". Con gli oltre 11 milioni di ore autorizzate la Cig in Veneto torna ai livelli massimi registrati nei mesi di dicembre 2009 e febbraio/marzo 2010. Rispetto al mese di aprile (8,9 milioni di ore) il balzo in avanti è consistente ( + 26%) e riguarda sia la gestione Ordinaria (1 milione di ore in più) che quella straordinaria (1,3 milioni di ore in più).
Ma ciò che fa riflettere è che l'impatto delle domande di Cig in deroga, nel conto delle ore autorizzate, è ancora molto modesto. La banca dati statistica dell'Inps ne indica 100 mila. Il Veneto presenta quindi una dinamica diversa, ed in negativo, rispetto a quella nazionale dove il dato di maggio presenta una modesta crescita rispetto ad aprile (da 115, 6 a 116,8 milioni di ore). Il dato veneto è dovuto ad una crescita della Cig in molti settori che hanno recuperato, in negativo, il calo che si è invece registrato nella metalmeccanica. Un fatto questo completamente nuovo: diversamente dai mesi precedenti si riduce infatti la richiesta di Cig nella metalmeccanica, quasi 800 mila ore in meno e il valore più basso di tutto il 2010. Il settore rimane comunque il più colpito dalla crisi avendo assorbito 27 dei 53 milioni di ore ad oggi autorizzate nei primi 5 mesi del 2010. Nelle singole province solo una regista una riduzione delle autorizzazioni: Padova che passa dai 3 milioni di aprile ai 2,4 di maggio. Tra le altre 6 che invece hanno il segno più la crescita maggiore si ha a Rovigo dove si raddoppia abbondantemente (da 270 mila a 610 mila). Nel complesso la provincia veneta più adusa alla Cig rimane ancora Vicenza che sfiora con maggio i 12 milioni di ore autorizzate, seguita da Padova con 11,3 milioni. Ma se la prima ha consumato in questi primi 5 mesi del 2010 il 56% di tutte le ore autorizzate nel 2009, Padova invece è già al 78% e Verona ha superato di 1,6 milioni l'intero valore della Cig dello scorso anno. Per Franca Porto i dati della Cig di maggio confermano che "dalla crisi non si esce con i proclami ma con i fatti concreti". Per questo la Cisl si sta disponendo per avviare entro l'anno "una diffusa contrattazione a livello aziendale e territoriale che abbia come obiettivo una crescita della
produttività delle aziende e dei settori con un tornaconto sulle retribuzione dei lavoratori ma anche della competitività nei mercati". Ma per la segretaria del maggior sindacato veneto questo non basta "serve andare oltre al buon lavoro quotidiano che stiamo facendo con l'Assessorato al lavoro sui temi degli ammortizzatori sociali. Al presidente Zaia chiediamo con forza di istituire urgentemente un tavolo veneto comune, istituzioni e parti sociali, per discutere e prospettare interventi utili a favorire la ripresa economica e per mantenerla vicina alla crescita dell'occupazione".
Per la Cisl infatti il prolungamento della crisi e dei suoi effetti negativi sulla occupazione sta ponendo, per la prima volta da molti decenni, migliaia di lavoratori veneti nelle condizioni di disoccupati cronici.



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