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Milano, polizia sgombera la Mangiarotti Nuclear occupata



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Accade alla Mangiarotti Nuclear, che produce componenti per turbine nucleari. I lavoratori stavano protestando contro la delocalizzazione a Udine, la proprietà da giorni chiedeva lo sgombero. La Fiom non si arrende: “L'obiettivo è salvare la fabbrica”


La polizia è entrata e ha costretto i rappresentanti sindacali a lasciare l'edificio. E' successo stamani (11 giugno) verso le 6 del mattino alla Mangiarotti Nuclear di Milano, dopo un presidio degli uffici che durava da due giorni. Lo riferiscono fonti di agenzia. I lavoratori, circa un centinaio, si alternavano nella protesta davanti alla sede dell'azienda, con l'occupazione degli uffici stessi da parte della Rsu, affiancata da due funzionari sindacali.

La mobilitazione era stata provocata dalla sottrazione di materiale nella fabbrica che produce componenti per turbine nucleari, avvenuta nella notte tra domenica e lunedì, da parte del direttore dello stabilimento milanese. La proprietà ha annunciato la delocalizzazione: secondo i piani, lo stabilimento deve chiudere per proseguire le lavorazioni in un nuovo impianto a Pannelia, in provincia di Udine. In questo modo, tutti gli addetti milanesi risultano a rischio. “Non è che l'inizio - commenta Roberto Giudici della Fiom di Milano -, il nostro obiettivo è salvare la fabbrica e per questo ci opporremo a qualsiasi tentativo di portare via altro materiale da parte dell'azienda”.

Fiom, azienda chiedeva lo sgombero
Proprio ieri (10 giugno) la Fiom aveva annunciato in una nota l'occupazione a oltranza. “È sempre più arrogante l’atteggiamento del gruppo dirigente della Mangiarotti Nuclear - secondo il sindacato metalmeccanici -, che pur non curandosi delle ingiunzioni del Tribunale di Milano e dopo l’ennesima provocazione (lo spostamento dallo stabilimento di viale Sarca di pezzi in lavorazione) da ieri chiede l’intervento delle forze dell’ordine per sgomberare con la forza i lavoratori che presidiano la sede di Via Piero e Alberto Pirelli 6 a Milano”. E' inaccettabile, secondo il sindacato, “il fatto che chi non rispetta la sentenza che impone il rientro delle produzioni trasferite indebitamente in Friuli e che gioca ad esasperare la situazione con blitz notturni, ponga condizioni anche al Prefetto di Milano per sedersi al tavolo”.


Cremaschi: “La Mangiarotti nuova Innse. La Fiom con i lavoratori in lotta: la fabbrica non deve chiudere”

“A Milano siamo di fronte a un nuovo caso Innse. (...)

Una proprietà assenteista e che non rispetta le leggi viene sostenuta da un eccezionale dispiegamento delle forze dell’ordine. Questo sta accadendo alla Mangiarotti Nuclear, ove i lavoratori si battono da mesi contro la chiusura dell’azienda e contro la decisione della proprietà di trasferire e de localizzare le produzioni.”
“Le istituzioni milanesi e lombarde sono completamente assenti, come nella vicenda Insse, mentre la polizia interviene per far sgomberare il presidio dei lavoratori.”
“La Fiom nazionale è al fianco dei lavoratori della Mangia rotti e della Fiom di Milano e richiede l’immediato intervento di tutte le istituzioni per garantire la continuità produttiva di una fabbrica che è un punto di eccellenza nello sviluppo industriale di Milano e del paese.”
“La Mangiarotti non deve chiudere, la Fiom nazionale è con i lavoratori in lotta.”


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