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Tremonti va all'attacco del Sud


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Monica Maro

02 luglio 2010, 16:41

Tremonti va all'attacco del Sud     "Cialtroni e irresponsabili gli amministratori che prendono solo soldi". Il ministro dell'Economia elogia l'agricoltura dall'assemblea nazionale di Coldiretti: "E' la vera ricchezza. Ma la gestione dei fondi Ue delle regioni del Sud resta scandalosa". PD: Parlano d'altro per nascondere scempio, ci batteremo



Tremonti va all'attacco del Sud, o meglio di quegli amministratori che fino ad oggi hanno impedito a quella parte del Paese di crescere per "cialtroneria e irresponsabilità". "C'è stato uno stanziamento di fondi comunitari sul programma 2007-2013 pari a 44 miliardi - ha spiegato il ministro dell'Economia nel suo intervento all'assemblea di Coldiretti -, questi signori ne hanno spesi solo 3,6 miliardi. Mentre cresceva la protesta contro i tagli subiti, aumentavano i capitali non usati. Più il Sud declinava, più i fondi salivano". Una situazione che il ministro definisce "di una gravità inaccettabile" e la cui responsabilità va cercata non nei governi di diverso colore politico che si sono alternati negli ultimi anni alla guida del Paese, né tantomeno nell'Europa, ma nella "cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende". Davanti a una platea di coltivatori arrivati da tutt'Italia il ministro dell'Economia non ha lesinato lodi al settore, arrivando a sostenere, citando il pensiero di François Quesnay, il maggior esponente della fisiocrazia francese della metà del Settecento, che l'agricoltura è "la vera origine della ricchezza delle nazioni", la base di ogni altra attività economica, senza la quale non potrebbero esistere né commercio né industria.
Tremonti poi ha citato un passaggio di Quesnay, definito "quasi profetico" dal ministro, dove l'economista francese avverte di non sperare "di trovare risorse dal credito o dai finanzieri perché le fortune pecuniarie sono ricchezze clandestine che non conoscono né re né patria".

Secondo il ministro dell'Economia in Italia "gli imprenditori agricoli nella bilancia tra il dare e avere hanno più dato che ricevuto" ma il settore, anche se ha sofferto la crisi, "ha retto meglio di altri". E deve continuare in questa direzione sapendo che, come ha ricordato Tremonti, non si possono applicare le "follie" delle regole di libero mercato all'agricoltura, né si può finire nell'autarchia: "Ai vertici internazionali - ha sottolineato il ministro - abbiamo sempre chiesto di introdurre formule che fossero alternative al semplice libero mercato". In generale per Tremonti quella fase della crisi "gravissima" vissuta al vertice dell'Ecofin di maggio "è passata", ma "la crisi continua tra paura e speranza". Quella di maggio però "non era la crisi della zona dell'euro, ma la crisi stessa dell'Europa": "Quella notte è passata - ha spiegato il ministro -, si sono fatte tante cose in positivo per la sicurezza dalla speculazione esterna" e anche per una "politica interna più organizzata e seria di prima".

L'attacco al Mezzogiorno non piace al partito democratico che sottolinea, con il vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella come la programmazione dell'impiego dei fondi europei, accoppiato con i fondi nazionali come stabilito dal governo Prodi, è stata disarticolata da questo governo che ha impiegato i fondi Fas per tappare i buchi del bilancio nazionale. "Il ministro - insiste Pittella - pare trascurare inoltre che i fondi europei, che dovrebbero essere addizionali, proprio per la sottrazione sistematica di risorse nazionali destinate al sud, vengono utilizzati dagli enti locali per le spese ordinarie, dalle fogne, alle scuole, alle strade".
Dunque, è la replica dei democratici, Tremonti "con le sue uscite demagogiche e populiste vuole solo fiaccare la resistenza delle regioni del Mezzogiorno per giustificare davanti all'opinione pubblica nazionale l'imposizione di tagli su bilanci già magri e un federalismo senza solidarietà, fondato sui dati falsi sul costo della vita che sarebbe più basso nel Mezzogiorno e su una presunta incapacità di programmazione e di spesa".
"Il ministro - aggiunge Pittella - piuttosto ci risponda sulla proposta reiterata di costituire una cabina di regia sull'utilizzo dei fondi strutturali per indirizzarli a grandi progetti interregionali e sottrarli così alla piccola politica del consenso delle amministrazioni locali e all'impiego per necessità nell'erogazione di servizi essenziali che dovrebbero essere a carico dello Stato".


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