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A chi da' fastidio piazza Navona?



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Alfonso Gianni,   03 luglio 2010, 11:45

A chi da' fastidio piazza Navona? Politica     Vale la pena di domandarsi a chi ha dato veramente fastidio l'evidente successo, più di pubblico che di critica, della manifestazione anti-bavaglio dell'altro ieri a piazza Navona? Certamente ha irritato non poco Berlusconi e i suoi tanti compagni di merende. Ma non solo...  Proponiamo per la nostra discussione questo articolo che "Il Riformista" avrebbe dovuto pubblicare oggi, ma non lo ha fatto



Vale la pena di domandarsi a chi ha dato veramente fastidio l'evidente successo, più di pubblico che di critica, della manifestazione anti-bavaglio dell'altro ieri a piazza Navona? Certamente ha irritato non poco Berlusconi e i suoi tanti compagni di merende. Ma non solo. Anche Il Riformista è tra coloro che non l'ha mandata giù bene. D'altro canto l'articolo di Piero Sansonetti di qualche giorno fa era stato fin troppo esplicito. Ma la posizione del mio amico Piero non è una novità: tutto dipende da una tesi di fondo, sbagliata, per cui Carlo Debenedetti sarebbe il vero Dart Fener della politica italiana e quindi tutto ciò che lui sfiora va combattuto. Più sorprendente, almeno per la mia ingenuità, sono stati i commenti del giorno dopo dove il giudizio politico sulla manifestazione veniva circoscritto alla facile ironia attorno alla presenza della D'Addario sotto il palco.

In effetti non vi erano barriere né servizi d'ordine, chiunque ne avrebbe potuto approfittare. Ma possibile che la novella scrittrice abbia veramente rubato la scena ai vari protagonisti che hanno popolato il palco e dintorni, da Rodotà a Saviano, dalla lavoratrice del call center Eutelia al cassintegrato della clamorosa protesta dell'Asinara, dai dirigenti sindacali della Fiom a quelli dei poliziotti, per non parlare di uno stuolo di rappresentanti del variopinto associazionismo? Non è possibile per chi ha partecipato e visto, lo è per chi lo vuole fare credere per svilire il significato della manifestazione. Si è scritto che questa è stato un contenitore di cose diverse. Sì, ma questo è un bene, se tutte queste cose, come in effetti è stato, vanno tutte in un'unica direzione: la difesa integrale della nostra Costituzione e la costruzione di una seria opposizione a Berlusconi. Né piazza Navona pensava di potere esaurire questi temi tutta da sola.

Ma non ha senso contrapporre ad essa una manifestazione in difesa del posto di lavoro o per la pace, quando queste possono benissimo integrarsi, come dimostrava la stessa composizione fisica e sociale della folla dell'altro ieri. Si dice che la libertà di informazione non è il problema principale in questo paese. No, in effetti non lo è, ve ne sono altri più immediati e soverchianti. Ma lo può diventare nell'attimo stesso in cui tale libertà dovesse sparire del tutto e quindi non si potrebbe più parlare di quegli altri più importanti problemi.

Perciò bisogna muoversi adesso, finché si è ancora in tempo e non confidare che il ddl Alfano venga sconfitto dal generale Agosto. Si è detto che la questione della regolamentazione delle intercettazioni riguarda la difesa di diritti fondamentali dell'uomo, tanto più importanti quando chi è colpito è in una posizione di debolezza. Un tema per la sinistra quindi. Vero, prova ne sia che, come ha detto Rodotà più volte, se l'attuale legge venisse ridotta a un semplice articolo che vieta la pubblicazione di ciò che non ha rilevanza e attinenza e che disponesse addirittura la distruzione di tali intercettazioni con le dovute garanzie, non vi sarebbe alcun ostacolo, né nelle aule né nelle piazze, al varo di una simile norma. In altri paesi la privacy viene difesa senza impedire la prevenzione e la repressione dei crimini o calpestare la libertà di stampa. Se non viene fatto è perché l'obiettivo di Berlusconi non è la difesa della privacy, ma l'occultamento e il rovesciamento della verità.

La stella del premier è in fase calante, ma questa è assai lunga. Del resto è anche possibile la sopravvivenza di un berlusconismo senza Berlusconi e i colpi di coda come si sa sono i più pericolosi. Siamo ormai un paese nel quale la condanna di Dell'Utri per un reato infamante viene presentato dal principale telegiornale come un'assoluzione. Se non ci fossero le intercettazioni non si sarebbe potuti neppure giungere alla condanna. Così Berlusconi non avrebbe bisogno di capovolgere la verità. Già, ma non sarei per semplificargli la vita.


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