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1997

Gennaio: mentre la Bicamerale si mette all'opera per inserire in Costituzione alcune idee guida di Gelli e Craxi, riprende l’attività, dopo la pausa natalizia, contro mani pulite. A Genova un gruppo di carabinieri, ex collaboratori di Tiziana Parenti, e uno strano pentito preparano l'assalto alla Bocassini. IL FOGLIO, in mancanza di meglio, rilancia la montatura craxiana della falsa laurea di Di Pietro

 

1 gennaio: secondo un monitoraggio sui primi quattro anni di attività delle Direzioni distrettuali antimafia, svolto presso la Direzione generale degli Affari penali del ministero di Grazia e Giustizia, nell'ambito di una ricerca sulla criminalità in Sicilia commissionata dalla Fondazione Falcone, sono state indagate per il 416 bis 91.740 persone. Su 15.565 procedimenti per mafia, 6.645 sono stati definiti e 8.922 restano pendenti. Catania (con 1.592 procedimenti) ha gestito una quantità doppia di lavoro rispetto a Palermo (844 procedimenti). La Dda che conta il più alto numero di indagini per delitti di mafia è quella romana con 4.186 procedimenti.

 

3 gennaio: Ucciso a Catania, con almeno 10 colpi di pistola, il pregiudicato Angelo Di Blasi.
Confiscati beni per 2 miliardi, per ordine del Tribunale di Ragusa, a Giambattista Nicastro, accusato di appartenere al clan Dominante.
Scarcerato per decorrenza dei termini l'ex ministro Calogero Mannino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e agli arresti domiciliari.

 

4 gennaio: Ucciso a Partinico (Pa) il bancario in pensione Giuseppe La Franca, proprietario di alcuni terreni. Si fa l'ipotesi che non avesse voluto sottostare alle pretese sulle sue proprietà avanzate da alcuni mafiosi, forse i fratelli Vitale, già protagonisti di attentati e minacce contro altri proprietari costretti ad abbandonare le loro terre. Ma si sospetta anche che responsabile possa essere qualcuno degli allevatori della zona che spesso con i loro animali invadono i terreni privati compromettendo le coltivazioni. Sabato 11 si svolgerà una manifestazione indetta dall'amministrazione comunale, a cui parteciperanno numerosi cittadini e i sindaci dei paesi vicini.
Notificati, per ordine della Procura di Trapani, 13 ordini di custodia, 10 per persone già in carcere, in seguito alle dichiarazioni di un nuovo pentito di mafia, Salvatore Giacalone di Marsala, che ha detto di aver deciso di collaborare perché, mentre era in carcere a Trapani, i mafiosi Vito Rallo e Michele Piccione gli avevano ordinato di uccidere, una volta scarcerato, il padre sospettato di essere confidente della polizia e il cognato collaboratore di giustizia. Al magistrato ha parlato di alcuni omicidi commessi tra l'83 ed il '92. Tra gli arrestati un insospettabile bancario di Trapani, Martino Pipitone. Tra i mafiosi già in carcere Giuseppe Cataldo e Vito Barruzza che erano stati arrestati perché trovati in possesso di messaggi per il latitante Francesco Messina Denaro.
A Caltanissetta, al processo per la strage di Capaci, Concetta Mauro Martinez, vedova dell'agente Antonio Montinaro e parte civile nel processo, rispondendo alle domande del suo avvocato dichiara la sua intenzione di chiedere il risarcimento anche agli imputati che hanno collaborato, che lei ritiene responsabili alla stessa stregua degli altri. La signora Montinaro ha rilevato che i pentiti hanno cominciato a parlare soltanto dopo essere stati scoperti e arrestati e ha disapprovato il trattamento loro riservato, affermando di ritenersi offesa dall'atteggiamento della giustizia, che premia ed esalta i pentiti anziché punirli. Le parole della Martinez riaccendono il dibattito e le polemiche sulla legislazione premiale per i collaboratori di giustizia.

 

5 gennaio: Confermati dalla Corte d'assise d'appello di Caltanissetta gli ergastoli a Gaetano Puzzangaro e Gianmarco Avarello, accusati dell'omicidio del giudice Rosario Livatino.

 

6 gennaio: Arrestato a Favelloni (frazione di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia) Antonio Pititto, accusato di essere uno dei sequestratori di Giancarlo Conocchiella, il dentista di Briatico rapito il 18 aprile 1991, ucciso dopo pochi mesi e i cui resti sono stati trovati nel dicembre scorso in un pozzo prosciugato nelle campagne di Cessaniti. Su Pititto, come su altri pregiudicati della zona, erano state avviate indagini poco dopo il sequestro. Due dei rapitori sono stati uccisi e uno è scomparso. Un altro, Carlo Vavalà, è stato arrestato e condannato a 26 anni. La sua voce, registrata in una intercettazione telefonica, era stata riconosciuta in aula dalla figlia Mariangela, che successivamente lo ha convinto a collaborare con la giustizia. Secondo le dichiarazioni di Vavalà, Conocchiella è stato rapito e ucciso perché aveva ordinato a due latitanti reggini, che erano in cura da lui, l'uccisione di Nicola Tripodi che gli aveva fatto richieste estorsive.

 

7 gennaio: Roma, guerriglia urbana all'Appio Tuscolano. I giovani del MS-FT tentano di assaltare la sede del PDS

 

Ucciso a Catania il pregiudicato Salvatore Arcoleo, indicato come vicino alla cosca dei Cursoti. Ferito e arrestato, mentre tentava la fuga, il giovane Francesco Pollina da poliziotti di una pattuglia che si trovava poco distante dal luogo dell'aggressione. Un complice riesce a scappare. Dopo qualche giorno si costituirà in Procura il giovane incensurato Salvatore Pavone, che scagionerà Pollina e si accuserà del delitto, asserendo di avere sparato con la pistola della vittima e di averlo disarmato dopo una lite.

 

8 gennaio: Emessi dalla Procura di Palermo 4 ordini d'arresto per omicidio e uno per mafia in seguito alle dichiarazioni di Vincenzo Brusca e di un nuovo pentito, Stefano Bommarito, sull'omicidio di Giuseppe Di Matteo. Arrestate 2 persone, Francesco Genova e Giuseppe Costa; altre 3 persone rimangono latitanti. Vincenzo Brusca ha raccontato altri particolari del sequestro di Giuseppe Di Matteo e ha confermato che l'ordine di ucciderlo fu dato da suo fratello Giovanni, dopo l'omicidio di Ignazio Salvo.
Arrestato, su richiesta della Procura di Salerno, l'avvocato romano Vittore Pascucci, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per avere tentato di corrompere giudici per favorire suoi clienti affiliati alla camorra.

 

9 gennaio: Arrestati a Messina 5 docenti universitari ed un imprenditore accusati di vendere le promozioni. Tra gli arrestati il preside della facoltà di Scienze politiche, Eugenio Caratozzolo.

 

10 gennaio: Inaugurato a Roma l'anno giudiziario dal procuratore generale presso la Cassazione, Ferdinando Zucconi Galli Fonseca. Secondo la relazione del procuratore, l'83% dei delitti denunciati tra il luglio del 1995 e il giugno del 1996 sono rimasti impuniti; gli omicidi tentati o consumati, i cui responsabili sono rimasti impuniti nel 64% dei casi, sono stati 2.900; i responsabili di sequestri di persona sono rimasti ignoti nel 72% dei casi; sono in aumento i casi di sfruttamento e istigazione alla prostituzione; i detenuti sono almeno 50 mila mentre i posti disponibili sono soltanto 39 mila.
Approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge sulla giustizia presentato dal ministro Giovanni Maria Flick. Prevede il patteggiamento per tutti i reati, esclusi delitti di particolare gravità, come associazione mafiosa, omicidio, stupro, stragi e traffico di stupefacenti; la condanna concordata per chi non è indiziato di reati con più di tre anni e il rito abbreviato applicabile anche ai reati punibili con l'ergastolo.
Trovato nelle campagne di Palazzolo Acreide (Sr) il cadavere di un allevatore incensurato, Carmelo Italia, ucciso con un'arma da fuoco.
Arrestati, dopo un tentativo di rapina ad un furgone sulla strada per Agrigento, 5 palermitani residenti a Brancaccio. 3 sono stati fermati in un casolare vicino Bolognetta (Pa), attrezzato come rifugio per latitanti. Gli inquirenti sospettano che gli arrestati siano vicini alla cosca capeggiata dal latitante Gaspare Spatuzza.

 

11 gennaio: il pentito Vittorio Carnovale, ex membro della Banda della Magliana' afferma che il mandante dell' omicidio del giornalista Mino Pecorelli è il magistrato Claudio Vitalone.

 

Sequestrate a Palermo 16 tonnellate di sigarette di contrabbando provenienti dagli Stati Uniti.
All'inaugurazione dell'anno giudiziario a Reggio Calabria, il ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick annuncia che verranno definite in tempi rapidi le nuove norme sui collaboratori di giustizia. Tra le proposte l'utilizzazione dei beni confiscati alle cosche per risarcire le famiglie delle vittime della mafia e per i compensi ai pentiti.
Viene data notizia che un bambino di Bari, fratello di uno scomparso per lupara bianca, è costretto ad andare a scuola scortato per proteggerlo dai clan rivali. Già altri bambini di famiglie mafiose erano stati costretti a cambiare scuola per ragioni analoghe.

 

12 gennaio: Distrutta a Realmonte (Ag) la casa di campagna di Gennaro Galluzzi, un sottufficiale della Guardia di Finanza, in servizio presso la squadriglia navale di Porto Empedocle.
Trovato morto nella sua officina a Tavernelle (Vi), con un colpo di fucile al collo, il catanese Giuseppe Pedilarco.

 

13 gennaio: Al processo che si svolge a Palermo per circa 30 omicidi e per altri delitti di mafia compiuti tra il 1981 e il 1991, tra cui l'omicidio di Libero Grassi, respinte, perché presentate oltre i termini, le richieste di costituzione di parte civile della Sigma, l'azienda dell'imprenditore ucciso, della Provincia di Palermo e di Sos impresa della Confesercenti.
Ucciso a Roma, nel quartiere di Tor Bella Monaca, il pregiudicato Daniele Fois. Sono stati arrestati i gioiellieri Bruno De Angelis e Roberto Trigona che lo avrebbero ucciso a freddo per punirlo del furto di uno stereo dalla macchina di uno di loro.

 

14 gennaio: Inizia a Catania in Corte d'assise il processo a Giuseppe Marchese, accusato di avere ucciso Vincenzo Ferone, il figlio del pentito Giuseppe.
A Catania, al processo per voto di scambio contro l'ex ministro Salvo Andò, resa nota una dichiarazione del pentito Filippo Lo Puzzo su un progetto per uccidere Nitto Santapaola durante un incontro con Andò. L'agguato non riuscì per la presenza della scorta di Andò.
A Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, Eugenio Scalfari parla di un colloquio avuto con il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, collaboratore del generale Dalla Chiesa, sul memoriale di Aldo Moro ritrovato in via Montenevoso. Galvaligi riteneva che il generale Dalla Chiesa volesse servirsi di quelle carte per fini personali. Replica di Nando Dalla Chiesa che ricorda che Galvaligi ebbe con il padre rapporti non solo professionali ma anche di amicizia.
Il giorno successivo testimonierà il maresciallo di polizia penitenziaria Angelo Incandela che, pur dichiarando di considerare il generale Dalla Chiesa un modello, dirà, suscitando altre proteste dei figli del generale, che, pur di incastrare Andreotti, Dalla Chiesa gli chiese di fare azioni contro la legge.
Trovato nelle campagne di Elmas (Ca), dentro la sua auto bruciata, il corpo carbonizzato del sindaco del paese, Giovanni Ruggeri del Pds. Non si sa se è omicidio o suicidio.

 

15 gennaio: Annullati dai giudici del Tribunale del riesame di Catania 33 ordini di custodia cautelare dei 34 che il 20 dicembre avevano portato in carcere presunti affiliati della cosca Santapaola-Ercolano di Acireale. I giudici hanno ritenuto superficiali le dichiarazioni dei pentiti.
Arrestato a Catania Salvatore Romano, che secondo gli investigatori è il reggente del clan Sciuto.
In Russia 2 omicidi di mafia: a Mosca è stato ucciso Iuri Repin, presidente della Banca moscovita Kutuzovski; a Khabarovsk, in Estremo Oriente, è stata uccisa Tamara Lopatiuk, direttrice dell'Amur, una compagnia di ricerca ed estrazione dell'oro.
Assegnato al Comune di Terrasini (Pa) un edificio confiscato ad un mafioso. Diventerà un centro sociale.

 

16 gennaio: Arrestato su richiesta della Dda di Bari il maresciallo dei carabinieri Corrado Tramontana, accusato di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di droga ed estorsione.
Assolti dalla Corte d'assise di Catanzaro, per non aver commesso il fatto, Michele Iannello e Francesco Mesiano, imputati per l'omicidio di Nicholas Green. Iannello, che si è autoaccusato di 4 omicidi, aveva negato, come aveva fatto anche Mesiano, di essere responsabile della morte di Nicholas.
A Torino, al processo contro Cesare Romiti e Francesco Paolo Mattioli accusati di falso in bilancio e concorso in finanziamento illecito ai partiti, accolte 150 richieste di costituzione di parte civile di operai Fiat e risparmiatori.

 

17 gennaio: Ucciso a Mosca, con un ordigno telecomandato, l'imprenditore Ghennadi Dzen.
Nel processo Agrigento + 61 per dieci anni di mafia a Palermo depone, nel bunker di Rebibbia, il pentito Vincenzo Brusca, scagionando il padre Bernardo per le stragi del '92 ed il fratello Emanuele per gli omicidi di 5 giovani di San Giuseppe Jato, ma accusando di altri delitti se stesso, il fratello Giovanni ed altri mafiosi, tra cui Balduccio Di Maggio.
Arrestate per spaccio di droga a Catania 3 donne del clan Savasta: Venera Campagna e le figlie Graziella e Lucia Vasta. Arrestato anche il fratello della Campagna, Angelo Concetto.
Distrutta la casa di campagna di Ignazio Plaia, attivista della Rete di Camporeale (Pa) e impegnato politicamente con l'Ulivo.
Scomparso a Partanna (Tp) l'imprenditore Fortunato Piazza. Un suo fratello era stato ucciso a Palermo l'11 giugno del 1990.
A Palermo, presso l'auditorium Giuseppe di Matteo nel quartiere Brancaccio, conferenza stampa di Palermo Anno Uno e Libera sui problemi della giustizia. Viene denunciato il calo di tensione nella lotta alla mafia e si propone la costituzione di un tavolo comune tra magistrati e operatori della giustizia, rappresentanti delle istituzioni e della società civile.

 

20 gennaio: Nel processo Agrigento + 61 depone Giovanni Brusca. Parla degli omicidi a cui ha partecipato, ma anche dei rapporti con i Salvo e di aver sentito dire dal padre della possibilità di intervenire presso Andreotti. Sull'omicidio di Giuseppe Di Matteo afferma che la responsabilità della decisione è stata di molti e non soltanto sua. Ma aggiunge:Non era un bambino, andate a controllare la data di nascita e vedete cos'era. In una udienza successiva dirà di non aver voluto offenderlo. Dirà anche che il fratello Enzo non era affiliato e che di mafia sa poco, dando l'impressione di voler sminuire l'importanza delle sue dichiarazioni.
A Palermo, al processo per l'omicidio di Salvo Lima, il pentito Francesco Onorato dichiara che i mafiosi avevano deciso di uccidere anche il figlio di Lima, Marcello.

 

21 gennaio: Palermo arrestati 5 imprenditori edili, 2 gioiellieri e altri 5 commercianti presunti mafiosi delle cosche Noce e Palermo centro, accusati di riciclaggio del denaro sporco. Arrestato anche il medico Antonio Rizzuto, ex dirigente dell'Ufficio d'Igiene, accusato di avere aiutato le cosche in vari modi: dalle cure mediche al rilascio del certificato sanitario per le carni macellate clandestinamente e dei nulla osta per l'agibilità dei fabbricati. Sono accusati da diversi pentiti, tra cui Calogero Ganci della cosca della Noce e il neo pentito Salvatore Cucuzza, che nel giugno scorso aveva dichiarato di volersi soltanto dissociare. Sono stati anche sequestrati beni mobili e immobili per 100 miliardi.
Condannato all'ergastolo dalla Corte d'assise di Palermo, per due omicidi compiuti nell'81, Francesco Spadaro, nipote del boss Tommaso Spadaro.
Emessi dal gip di Napoli 18 ordini di custodia nell'ambito dell'inchiesta su irregolarità nella gestione dei fondi dell'Isveimer, l'Istituto per lo sviluppo economico del Meridione posto in liquidazione dal Banco di Napoli nei mesi scorsi. I provvedimenti riguardano un funzionario, Salvatore Esposito, e imprenditori che avrebbero ricevuto finanziamenti senza restituirli, con un ammanco di 19 miliardi coperto con alterazioni contabili.
Condannato a trent'anni Alessandro Brigati di Partinico (Pa), per l'omicidio, avvenuto otto anni fa, di 5 giovani del clan di Vincenzo Milazzo, sospettati di essersi impossessati di soldi del traffico di stupefacenti. Il delitto, secondo i pentiti Balduccio Di Maggio e Vincenzo Sinacori, era stato ordinato da Totò Riina. La Corte d'assise di Palermo ha condannato Brigati, che era stato accusato da Di Maggio, malgrado quest'ultimo sia stato smentito da Sinacori, che si è autoaccusato di aver partecipato al delitto ma ha detto di non conoscere Brigati.

 

22 gennaio: Condanna definitiva per Sofri, Pietrostefani e Bompressi per l'omicidio Calabresi

 

Assolti tutti per la strage aerea di Casalecchio di Reno del 1990

 

Reso noto un rapporto della Dia sulle famiglie mafiose siciliane, elaborato per la Commissione antimafia. Secondo la Dia, a Palermo comanderebbero i latitanti Pietro Aglieri e Bernardo Provenzano, a Catania a comandare sarebbe il clan Laudani, a Caltanissetta le cosche avrebbero arruolato numerosi minorenni. Secondo il rapporto ci sono segnali che indicano che Cosa nostra sarebbe in difficoltà.
Resa nota un dichiarazione fatta ai magistrati di Catania dal pentito agrigentino Calogero Raguccia, su un progetto di Giuseppe Ferone di uccidere il sindaco di Catania, Enzo Bianco, e un magistrato della Procura.
Costituito in Sicilia, con sede a Piazza Armerina (En), un coordinamento tra associazioni antimafia e familiari di vittime della mafia. Uno dei promotori è il fratello di Boris Giuliano, Emanuele.
Chiesto dalla Dda di Napoli il rinvio a giudizio per 110 persone, a conclusione dell'inchiesta sulle collusioni tra camorra e cooperative dell'Emilia Romagna, per appalti con un importo complessivo di 1.000 miliardi.
Un giudice del Tribunale regionale di Francoforte, condannando 3 trafficanti di droga turchi, ha accusato il governo turco e, in particolare, l'ex premier e attuale ministro degli esteri, signora Tansu Ciller, di coprire i trafficanti.
Emesso dalla Corte di Cassazione il verdetto definitivo di condanna a 22 anni per Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani, accusati dell'omicidio del commissario Calabresi. La sentenza rinfocola le polemiche. Gli ex dirigenti di Lotta continua nei giorni successivi vengono rinchiusi nel carcere di Pisa e dichiarano che non chiederanno la grazia.
Pubblicato dal Daily Telegraph di Londra un inserto sulle Universiadi che si svolgeranno in agosto in Sicilia, in cui, per pubblicizzare un concorso che mette in palio dei soggiorni nell'Isola, viene pubblicata una fotografia di un gangster americano, con mitra a tamburo e cappello calato sugli occhi.

 

23 gennaio: Al processo che si svolge a Palermo contro Vittorio Mangano depone il pentito Salvatore Cancemi che accusa Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri di aver pagato le cosche e parla di giudici, in particolare Paolino Dell'Anno, che avrebbero ricevuto denaro per favorire mafiosi.
Trasferito dal Csm, per incompatibilità ambientale, con il voto determinante del vicepresidente, il pm di Roma Francesco Misiani, accusato di favoreggiamento nei riguardi dell'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante.
Ucciso a Catania, dentro un negozio di barbiere, il sorvegliato speciale Massimiliano Bonaccorsi, ritenuto un emergente del clan Cappello. Nell'agguato sono rimasti feriti gravemente il gestore ed un giovane avventore.
Arrestate a Palermo 11 persone accusate di rapine ai Tir. Secondo gli investigatori gli arrestati sarebbero contigui a Cosa nostra.

 

24 gennaio: L'ex leader di Lc (Lotta Continua) Adriano Sofri viene arrestato e portato nel carcere di Pisa, altrettanto accade a Ovidio Bompressi mentre Giorgio Pietrostefani, che si trova a Parigi, li raggiungerà qualche giorno dopo. L'arresto è la conseguenza della sentenza della Corte di Cassazione che li ha condannati per l'omicidio del commissario di pubblica sicurezza Luigi Calabresi sulla base, sostanzialmente, delle accuse di Leonardo Marino.

 

Il Tribunale dei ministri di Salerno archivia l'indagine per concorso esterno in associazione camorristica nei confronti dell'ex ministro Vincenzo Scotti, valutando intrinsecamente deboli e contraddittori i dati a carico acquisiti.
Sospeso dai giudici della sezione misure di prevenzione della Corte d'appello di Palermo un procedimento a carico di Totò Riina e altre 23 persone, perché quattro pentiti si sono rifiutati di deporre. Gli atti sono stati rimessi alla Corte costituzionale con la richiesta che vengano cancellate le norme che concedono ai pentiti, imputati di reato connesso, la facoltà di non rispondere.
Ucciso a Catania Agatino Chiesa, pregiudicato per spaccio di droga, ritenuto vicino al clan dei Cursoti.
Arrestate a New York 47 persone appartenenti a tre famiglie mafiose: i Gambino, i Lucchese e i De Cavalcante. Tra gli arrestati Nicholas Corozzo, ritenuto il nuovo boss della famiglia Gambino.
Sequestrati beni per un valore di 2 miliardi (stalle, bestiame e formaggio), nell'ambito delle azioni di contrasto del pascolo abusivo, alla famiglia Vitale di Partinico (Pa), ritenuta una delle principali famiglie mafiose della zona; a Salvatore Salomone di Borgetto (Pa); ai fratelli Belmonte, proprietari di stalle vicine al terreno di Giuseppe La Franca, ucciso il 4 gennaio scorso probabilmente per non aver voluto sottostare alle prepotenze degli allevatori; a Filippo Mulè di Camporeale (Pa), pluripregiudicato per furto di bestiame.

 

25 gennaio: Agguato mafioso a Vittoria (Rg) contro Giuseppe Comitini, pregiudicato per reati legati alle bische clandestine e al gioco d'azzardo, e un suo amico, Vincenzo Iemolo. I due sono riusciti a fuggire, rimanendo feriti leggermente.
Costituito a Oriolo Romano (Vt) un comitato cittadino e avviata una raccolta di firme per protestare contro il trasferimento nel paese di collaboratori di giustizia. L'iniziativa viene dopo l'arresto di un pentito di mafia accusato di aver violentato due ragazze e dopo che erano circolate voci, non confermate, che le vittime di violenza sarebbero in numero maggiore e che la moglie del pentito sarebbe stata connivente.
Ucciso a Catania un pregiudicato del clan dei Cursoti, Giuseppe Pittalà. Il sostituto procuratore Marisa Acagnino accusa i colleghi del Tribunale del riesame di aver annullato numerose richieste di arresti di presunti boss, che rimessi in libertà hanno avuto la possibilità di consumare le loro vendette. Secondo Marisa Acagnino Catania non può permettersi certe generosità. Il procuratore aggiunto Enzo D'Agata smentisce la Acagnino e minimizza la polemica.
Al convegno Dare voce al silenzio degli innocenti che si svolge a Pisa, il pubblico ministero Grazia Predella, che sta esaminando i faldoni facenti parte dell'archivio dell'ufficio Affari riservati del Ministero degli Interni, rinvenuti il 20 novembre scorso in un deposito del Viminale alla periferia di Roma, ha rivelato che diversi fascicoli riguardano militanti della sinistra parlamentare ed extraparlamentare, ma anche politici come Ugo La Malfa e uomini dello spettacolo, come Alighiero Noschese per la possibilità di un utilizzo non artistico delle sue qualità di imitatore e Claudio Villa per le sue partecipazioni gratuite ai festival dell'Unità. Questi fascicoli non erano catalogati ed erano confusi tra gli altri di cui c'è un elenco ufficiale.

 

26 gennaio: Attentati incendiari contro tre negozi di Gela (Cl). Secondo gli investigatori sarebbero opera del racket.
Iscritti nel registro degli indagati, dal pubblico ministero Felice Casson che indaga sul rogo del teatro La Fenice, due mafiosi siciliani di cui non viene dato il nome. L'indagine sui mandanti dell'incendio punta sulla cosca di Totò Riina e Leoluca Bagarella, ipotizzando che il rogo sia stato doloso, secondo la stessa logica che ha portato agli attentati e alle stragi del '93.
Ucciso ad Ercolano (Na) Ciro Zirpoli, figlio sedicenne del pregiudicato Leonardo Zirpoli, affiliato al clan camorristico degli Ascione e collaboratore di giustizia dall'aprile scorso assieme ai fratelli Salvatore e Gennaro. Da allora la famiglia ha subito diversi attentati e Leonardo Zirpoli ha ritrattato. Sembra che il figlio Ciro avesse continuato ad avere rapporti con gli Ascione, spacciando droga. Secondo gli investigatori potrebbe essere stato ucciso per uno sgarro.

 

27 gennaio: Rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Bari 43 persone accusate di associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidi, traffico di droga e armi, estorsioni e rapine.
A Palermo, al processo alla mafia di Villabate, il pentito Tony Calvaruso rivela che Leoluca Bagarella aveva decretato la morte degli imputati nel caso che fossero stati scarcerati. La decisione non potè essere eseguita perché nel frattempo Bagarella e Calvaruso furono catturati. Gli imputati si sarebbero alleati con Pietro Aglieri contro i corleonesi.

 

28 gennaio: Reso noto un piano della mafia, che risale al dicembre del '95, per uccidere il procuratore Gian Carlo Caselli: un macellaio presunto mafioso, Giacomo Teresi, parlando con un autista giudiziario, Matteo Grutti, cliente della sua macelleria, gli aveva chiesto se era disponibile a mettere una bomba sotto la macchina blindata del magistrato. Le conversazioni erano state intercettate ed erano iniziate le indagini. A carico di Grutti, che ha affermato che le frasi erano state dette per scherzo, non è stato preso alcun provvedimento. L'inchiesta ha portato in carcere 8 persone: imprenditori, commercianti, tra cui Teresi, e il primario di ortopedia di un ospedale cittadino, Rosario Mandalà, tutti accusati di associazione mafiosa e di reati che vanno dalle estorsioni al traffico di droga e al favoreggiamento. Mandalà è accusato di essere affiliato a Cosa nostra da anni e di aver favorito la latitanza del capomafia Giuseppe Graviano.

 

29 gennaio: Arrestato il collaboratore di giustizia Salvatore Contorno: risulta implicato in un traffico di droga. I fatti contestati si riferiscono agli anni dal '90 al '93 e l'inchiesta è nata dalle indagini sul fallito attentato a Contorno e da alcune dichiarazioni di pentiti.
Disposti dal sos
tituto procuratore Paolo Berlucchi i sigilli alle numerose auto di lusso del pentito della camorra Pasquale Galasso, il cui tenore di vita appare incompatibile con lo stipendio di collaboratore di giustizia. A Galasso, alla sua famiglia e ai suoi prestanomi già da tempo erano stati restituiti beni per 35 miliardi.
Rimane deserta a Trapani l'asta dei beni di Natale Rimi, mafioso di Alcamo (Tp), ora in libertà in Spagna, avendo le autorità spagnole negato l'estradizione.
A Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, depone l'ex maitre di un albergo di Catania che conferma di avere visto, nel giugno del 1979, Andreotti assieme a Salvo Lima e Nitto Santapaola. Andreotti dichiara di poter dimostrare l'impossibilità di quell'incontro con le registrazioni dei suoi impegni sull'agenda.
Assolti a Brescia, perché il fatto non sussiste, Cesare Previti, Paolo Berlusconi e altri accusati di aver ordito un complotto contro Di Pietro, per indurlo a dimettersi dalla magistratura.

 

30 gennaio: Al processo contro l'ex ministro Calogero Mannino, il pentito Francesco Di Carlo ha dichiarato che Mannino era per Cosa nostra di Agrigento quello che Salvo Lima era per Cosa nostra di Palermo. Mannino si è dichiarato offeso per il parallelo con Lima, con cui ha detto di essersi scontrato per molti anni.
Arrestati a Napoli 19 poliziotti, accusati di essere al servizio della camorra. Arrestati anche 3 camorristi e un ex avvocato, Cesare Bruno, già condannato per associazione camorristica.

 

31 gennaio: Viene data notizia che ha cominciato a collaborare con la giustizia l'imprenditore palermitano Pietro Ienna, in carcere dal luglio '94 e a cui erano stati confiscati beni per 400 miliardi. E' accusato di essere prestanome dei fratelli Graviano. Ha negato di essere affiliato a Cosa nostra, ma ha ammesso di avere riciclato il denaro di mafiosi perché aveva ricevuto minacce ed intimidazioni.
A Catania rinviate a giudizio 46 persone tra presunti affiliati, fiancheggiatori e killer della cosca Pulvirenti. Tra gli arrestati due medici, Giuseppe Vadalà e Giuseppe Nicotra, che avrebbero curato un killer del clan.

 

Febbraio: Il giorno 1, vengono arrestati a Brescia Strazzeri e Corticchia per calunnia pluriaggravata ai danni di Di Pietro e del pool, fra gli strepiti di Berlusconi e del Polo. Il 2, la Parenti invoca ispezioni a Milano e Brescia. L'8, il pool ottiene un nuovo mandato di cattura per Corticchia: avrebbe tentato di costringere una giornalista ad accusare Di Pietro di molestie sessuali "per assicurare l'impunità a Berlusconi". Si scopre pure che Corticchia, da povero in canna che era, aveva ricevuto 260 milioni, usava telefonini della Mediaset e andava e veniva da Arcore. L'11, IL FOGLIO ricicla il dossier Mach di Palmstein e le vecchie accuse a Di Pietro sull'informatizzazione. Il 13, viene arrestato a Perugia il colonnello della Finanza Giangiacomo Bausone per corruzione: troppo occupato con Di Pietro, il Gico s'era scordato di segnalare le sue ipotesi di reato alla procura di La Spezia. Il 19, crolla miseramente la bufala del falso "passi": un agente in servizio a Palazzo Chigi riferisce di averlo regolarmente compilato lui per la visita di Berruti all'allora presidente del Consiglio.

 

1 febbraio: Arrestati per ordine della procura di Brescia gli ex sottufficiali dei carabinieri Felice Corticchia e Giovanni Strazzeri, accusati di calunnia aggravata e continuata contro Antonio Di Pietro: avevano presentato contro l'ex magistrato un dossier contenente, secondo gli inquirenti, accuse false riguardanti macchinazioni da parte dell'ex pm contro Silvio Berlusconi. Corticchia nel '96 avrebbe versato sul suo conto 250 milioni, somma non giustificabile con il suo stipendio, e avrebbe preso casa nel quartiere di Brera a Milano, dove gli affitti sono molto cari.
Viene data notizia che la moglie del pentito Pasquale Di Filippo, Giuseppina Spadaro, che dopo la decisione del marito di collaborare con la giustizia lo aveva rinnegato, ha avuto un ripensamento e ha deciso di vivere con lui. La Spadaro è figlia di Masino Spadaro, boss della Kalsa di Palermo.
Trovato nelle campagne di Ganzaria (Ct) il corpo carbonizzato del pregiudicato Filippo Milazzo, di Piazza Armerina (En).

 

2 febbraio: Arrestate, tra Piemonte e Liguria, 31 persone appartenenti ad un'organizzazione di trafficanti internazionali di droga. L'inchiesta è stata coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Torino. Secondo l'accusa, capo dell'organizzazione era l'incensurato Silvano Trivella di Cremona, anch'egli arrestato. Trivella, che è ritenuto uno dei maggiori trafficanti italiani e referente privilegiato di Cosa nostra in Sudamerica, si occupava anche del riciclaggio del denaro e del pagamento della droga che avveniva anche con armi. Ufficialmente nullatenente, è proprietario di una villa miliardaria a Cremona e di aziende agricole, immobili e alberghi nei dintorni di Bogotà.

 

3 febbraio: Inizia a Messina il terzo maxiprocesso a 79 appartenenti alle cosche mafiose del Messinese. Gli imputati, 23 dei quali sono collaboratori di giustizia, devono rispondere di 30 omicidi avvenuti tra l'88 e il '92.
Emessi dalla Procura di Napoli 54 ordini di custodia cautelare per altrettanti presunti affiliati a clan camorristici accusati di traffico internazionale di droga.

 

4 febbraio: Nell'udienza al processo bis per la strage di via D'Amelio, il pentito Giovan Battista Ferrante ha dichiarato che il regime del 41 bis all'Asinara e in altri penitenziari non viene applicato: in cella Ferrante si trovava con altri tre detenuti e nell'ora d'aria erano anche in 40.

 

5 febbraio: Organizzato dal Polo per le Libertà si svolge a Roma un convegno sul tema "Strategia della tensione e stragi sul filo rosso della disinformazione". Svolgono relazioni o sono presenti Amos Spiazzi, Paolo Signorelli, Stefano Delle Chiaie, Francesco Caroleo Grimaldi, Pierangelo Maurizio, Enzo Fragalà, Alessandro De Lorenzo (figlio di Giovanni), Gabriele De Francisci e alcuni parlamentari, tra i quali Giulio Maceratini, Tiziana Parenti, Maurizio Gasparri e Marco Taradash:

 

Nel corso di un'audizione davanti alla Commissione antimafia, il procuratore Gian Carlo Caselli denuncia la situazione di grave difficoltà in cui si trova la giustizia in Sicilia e in Calabria: alla Procura di Palermo mancano 12 sostituti e sono state accolte 4 domande di trasferimento. Il procuratore ha avvertito che è pericoloso ritenere che Cosa nostra sia un esercito in rotta e ha affermato che per la giustizia «serve una sorta di piano Marshall».
Annullato dalla Corte di Cassazione il giudizio d'appello per i commissari di polizia Giuseppe Russo e Giuseppe Sardo, per l'agente Angelo Belloni e per il dirigente della Squadra mobile di Palermo Francesco Pellegrino, condannati per omicidio preterintenzionale per l'uccisione di Salvatore Marino, arrestato dopo l'omicidio del commissario Beppe Montana e morto, in seguito a percosse, negli uffici della Squadra mobile di Palermo la notte del 2 agosto 1985. Il processo d'appello dovrà essere ricelebrato a Catania. Per l'omicidio erano stati condannati altri 8 poliziotti, con l'accusa di omicidio colposo.
Acquisite per il processo d'appello contro Bruno Contrada nuove rivelazioni del killer pentito Francesco Onorato e di altri collaboratori di giustizia, sui rapporti dell'ex capo della Squadra mobile di Palermo con i capimafia Rosario Riccobono e Stefano Bontate.

 

6 febbraio. Si insedia la commissione bicamerale per la riforma della seconda parte della Costituzione presieduta da D'Alema. La riforma dell'ordinamento giudiziario è una delle poste principali, e per il centrodestra quella decisva. Lo schieramento di Berlusconi - aiutato da alcuni membri di centrosinistra del Ppi, primo fra tutti Gargani - punta fin da subito soprattutto alla separazione delle carriere fra giudici e pm e al ridimensionamento del ruolo e dell'autonomia del Csm.

 

Rivelato da Carmelo Papa, mafioso pentito del clan dei Cursoti, un piano per uccidere Santo Mazzei, boss del clan Santapaola. Papa doveva sparare contro Mazzei nell'aula bunker di Bicocca a Catania durante il processo denominato Cuspide. La pistola è stata trovata dai carabinieri assieme ai proiettili in un anfratto del muro in una cella del carcere di Bicocca. E' stato fermato l'agente di polizia penitenziaria Alessandro Giuffrida, accusato di aver introdotto nel carcere la pistola.
Arrestate per ordine del gip di Marsala (Tp) 40 persone accusate di traffico e spaccio di droga. Sequestrati 3 chili di eroina per un valore di 3 miliardi.
A Perugia, al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, Francesco Pazienza dichiara che Claudio Vitalone e i cugini Salvo si conoscevano e riporta un episodio avvenuto nel carcere di New York, dove è stato recluso per qualche tempo nell'85 e dove ha conosciuto Gaetano Badalamenti. Il boss volle incontrare l'avvocato di Pazienza, Maurizio Di Pietropaolo, emanazione, secondo Pazienza, di Andreotti e Vitalone negli ambienti giudiziari romani. Nell'incontro Badalamenti apostrofò molto duramente l'avvocato, accusando lui, Andreotti e Vitalone di avere lasciati soli i Salvo, dopo tutto il denaro che questi avevano sborsato.

 

7 febbraio: Acquisite agli atti del processo contro l'ex senatore democristiano Vincenzo Inzerillo, accusato di associazione mafiosa, le dichiarazioni del pentito Vincenzo Sinacori. Secondo il pentito, l'imputato nella seconda metà del '93, quando era ancora in carica, avrebbe partecipato ad un summit con il capomafia latitante Matteo Messina Denaro e con Leoluca Bagarella, in cui Inzerillo avrebbe cercato di persuadere i capiclan dell'inopportunità della strategia stragista.
Arrestato l'ex dirigente della Squadra mobile di Napoli, Sossio Costanzo, nell'ambito dell'inchiesta sulle collusioni tra poliziotti e clan camorristici. Costanzo è accusato di vari reati che vanno dalla calunnia al falso ideologico, alla cessione di armi. Lo accusano alcuni degli agenti arrestati, che hanno ammesso la complicità con il trafficante di droga Simone Cozzolino. Costanzo assieme ai suoi agenti avrebbe simulato ritrovamenti di droga ed armi, attribuendone il possesso ai nemici di Cozzolino.
Sequestrati, nel corso di un'operazione condotta dalla Criminalpol di Firenze, in collaborazione con varie polizie internazionali, 566 chili di cocaina proveniente dalla Colombia. 7 gli arrestati tra la Toscana e la Lombardia. Tre le organizzazioni coinvolte nel traffico, tra cui una legata alla camorra e facente capo al latitante Francesco Cavallo e un'altra legata alla cosca palermitana di Gaetano Fidanzati.
Viene data notizia dal quotidiano La Repubblica che in un rapporto dei carabinieri di Sciacca (Ag), datato agosto 1994, erano ipotizzate operazioni di riciclaggio di denaro di Cosa nostra da parte dell'avvocato Massimo Maria Berruti, ex ufficiale della Guardia di Finanza ed ora deputato di Forza Italia, imputato per favoreggiamento nel processo per corruzione a carico di Silvio Berlusconi. Berruti sarebbe interessato ad alcune società siciliane controllate da Cosa nostra e ad una finanziaria milanese rappresentata in Sicilia da Giovanni Lupo, un docente universitario sindaco di diverse società sospette e imparentato con il boss Salvatore Di Gangi.

 

8 febbraio: Sfilano per le vie di Roma 5000 studenti contro il ministro Berlinguer richiamati da Zeroincondotta, Azione Studentesca e Azione Universitaria, tutte organizzazioni di destra

 

Viene data notizia dal quotidiano palermitano Il Mediterraneo che la Procura di Palermo ha richiesto il rinvio a giudizio per Gaetano Badalamenti, accusato di essere il mandante dell'omicidio di Giuseppe Impastato, ucciso il 9 maggio 1978 per la sua attività contro la mafia.
Uccisi in una cittadina mineraria degli Urali, dove si trovano miniere d'oro e di diamanti, 7 uomini, appartenenti ad una piccola banda di gangster, e 4 donne che erano con loro per festeggiare un colpo riuscito. Secondo gli inquirenti si è trattato di un regolamento di conti tra bande mafiose rivali.

 

9 febbraio:  Eletto il IV sindaco del Fronte Nazionale in Francia, a Vitrolles

 

Arrestate a Biancavilla (Ct) 18 persone accusate di fare parte di una banda di estortori, collegata, secondo gli inquirenti, alla mafia locale, prima alleata con la cosca di Giuseppe Pulvirenti. L'inchiesta è nata dalle denunce dei commercianti taglieggiati.

 

10 febbraio: Comparse scritte con messaggi di morte per il procuratore Gian Carlo Caselli, sui muri lungo la statale Palermo-Trapani nei pressi di Cinisi. La famiglia di Giuseppe Impastato e il Centro a lui dedicato, nell'esprimere solidarietà al procuratore Caselli, notano che le scritte sono una risposta alla richiesta di rinvio a giudizio di Gaetano Badalamenti per l'omicidio di Impastato e provano che il capomafia gode ancora a Cinisi del sostegno di tanti. Anche i carabinieri mettono in relazione le scritte minacciose con la richiesta di rinvio a giudizio di Badalamenti.
Reso noto che tra le carte dell'ex Ufficio affari riservati del Viminale, trovate l'ottobre scorso abbandonate in un deposito del Ministero dell'Interno, ci sono 323 schede riguardanti magistrati, per la maggior parte di sinistra, di cui molti ancora in servizio o che ricoprono cariche istituzionali. Le informazioni si riferiscono agli anni dal 1950 al 1980.
Profanata la tomba di Ciro Zirpoli, figlio sedicenne del pentito Leonardo affiliato alla camorra di Ercolano (Na) ucciso il 26 gennaio scorso.

 

11 febbraio: Arrestate a Palermo, in seguito alle dichiarazioni del pentito Salvatore Cucuzza, 5 persone accusate di associazione mafiosa e favoreggiamento. Tra gli arrestati Domenico Cancelliere, già condannato al maxiprocesso e indicato come reggente della cosca di Porta nuova.
Arrestato a Marsala, con l'accusa di associazione mafiosa, Francesco Federico ex comandante degli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Marsala e già vice comandante all'Ucciardone di Palermo. Alcuni pentiti lo accusano di avere favorito i boss in carcere, permettendo contatti con l'esterno. Secondo i suoi legali l'accusa sarebbe una vendetta dei boss per l'inflessibilità dimostrata dall'ex comandante nello svolgimento del suo incarico.
Pubblicata su alcuni quotidiani la notizia che Giacoma Filippello, già convivente del capomafia Natale L'Ala e collaboratrice di giustizia, che con le sue rivelazioni diede un contributo notevole contro la mafia del Trapanese, si sarebbe messa in società con Riccardo Schicchi, manager delle pornostar, e avrebbe creato a Roma un club privato a luci rosse, molto costoso ed assai frequentato.
Presentato dalla Confcommercio il rapporto 1996-'97 sul ruolo delle organizzazioni criminali nell'economia italiana. Il patrimonio delle mafie viene valutato in almeno 350-400 mila miliardi; 3 strutture commerciali su 10 sono gestite da persone o società collegate alla mafia; il 20-25% dei movimenti bancari giornalieri hanno origine oscure. Il rapporto parla anche delle società finanziarie albanesi che hanno truffato un quarto della popolazione che da settimane manifesta contro il governo di Tirana, considerato responsabile e complice della truffa. Secondo la Confcommercio, dietro quelle società ci sarebbero anche organizzazioni criminali italiane. La notizia viene confermata dal procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, e dal direttore del servizio centrale operativo della polizia, Alessandro Pansa.

 

12 febbraio: Palermo, all'udienza preliminare contro 33 imputati dell'omicidio di Giuseppe Di Matteo, il padre del ragazzo, il pentito Santo Di Matteo, e la madre, Franca Castellese, hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile. La madre, che aveva preso le distanze dal marito e durante il sequestro non si era rivolta alla polizia, ha dichiarato: «Speravo che quel mostro di Giovanni Brusca ce lo restituisse e invece non l'ha fatto».
Ferito gravemente alla testa con colpi di arma da fuoco Giulio Castellino, dirigente del Servizio d'igiene pubblica presso la Usl di Agrigento. Castellino è stato per oltre un decennio ufficiale sanitario a Palma di Montechiaro (Ag), dove abita. Nel novembre scorso, pochi giorni dopo la sua ordinanza di chiusura del mercato ortofrutticolo di Agrigento, furono sparati colpi di lupara contro il portone della sua abitazione. Castellino spirerà il 25 febbraio. Altri due medici di Palma di Montechiaro hanno subito intimidazioni negli ultimi tre mesi.
Sequestrati beni per 30 miliardi a 5 persone facenti parte, secondo gli inquirenti, delle cosche delle Madonie (Pa) e legate a Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Sono: Samuele Schittino e Antonio Maranto, che sono stati arrestati, e Antonino Crapa, Vincenzo Maranto e Salvatore Caccamisi.

 

13 febbraio: Emessi dalla Procura di Palermo ordini di custodia cautelare per 30 persone accusate di essere esecutori di 14 omicidi avvenuti tra il 1972 e il 1984. 17 ordini riguardano persone già in carcere, 8 sono i nuovi arrestati, 5 rimangono latitanti, tra cui Pietro Aglieri.
Arrestati a Napoli altri 5 poliziotti , tra cui una donna. Sono accusati di concussione perché avrebbero imposto tangenti alle ditte che con le autogrù prelevavano i mezzi sequestrati o danneggiati negli incidenti stradali.
Arrestati a Sassari una donna, Maria Antonia Roggio, e i suoi due figli minorenni, accusati di avere ucciso nell'agosto scorso Viktoria Danji, un'ungherese convivente di Michele Salvatore Nuvoli, marito della Roggio, in carcere per rapina. Sembra che la donna custodisse 200 milioni, metà della somma rapinata, e che volesse ritornare in Ungheria con il figlio avuto dalla relazione. I due minorenni, di cui uno figlio di Nuvoli, spinti dalla Roggio, avrebbero tentato di farsi dare il denaro e, non avendolo trovato, avrebbero seviziato, ucciso e decapitato la donna.
Arrestati, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Perugia sul finanziere Francesco Pacini Battaglia, il colonnello della Guardia di Finanza Giangiacomo Bausone, già rinviato a giudizio per corruzione, e l'imprenditore Mauro Angelini, titolare di una società elvetica con numerose sedi in Italia e amico di Pacini Battaglia. Bausone, che era stato presentato da Pacini Ba
ttaglia ad Angelini, prese da quest'ultimo una tangente per aiutarlo a risolvere alcuni problemi riguardanti la contabilità in nero della sua società.
Dopo l'arresto di Bausone, viene reso noto che le intercettazioni delle conversazioni del colonnello non erano state riportate nei verbali delle trascrizioni del Gico fiorentino, in cui sembra ci siano altre omissioni riguardanti le conversazioni di Pacini Battaglia riguardanti Di Pietro. Delle omissioni e del fatto che Bausone era stato chiamato al comando del reparto autonomo centrale di Roma, malgrado un arresto ed un rinvio a giudizio, dovranno rispondere il capo di Stato maggiore, Nicolò Pollari, il generale Osvaldo Cocuzza e il generale in pensione Cesare Toschi.

 

14 febbraio: Assolto dal tribunale di Termini Imerese, dall'accusa di voto di scambio, l'ex deputato regionale dc Nicolò Nicolosi. Nicolosi era coinvolto nel processo per le assunzioni pilotate alla Forestale di Palermo, assieme ad altri 35 imputati, di cui sono stati condannati soltanto 9 per abuso d'ufficio.
Inizia a Siracusa il processo a 84 imputati, accusati a vario titolo per reati di mafia.
Disposto dalla Corte d'assise di Caltanissetta, in accoglimento della richiesta della pubblica accusa, il blocco preventivo dei beni di 31 imputati della strage di Capaci, compresi i collaboratori di giustizia. Si tratta di beni per oltre 60 miliardi destinati a risarcire le parti civili.
Rinviati a giudizio dal gip di Palermo 33 imputati dell'omicidio di Giuseppe Di Matteo. Assieme a loro sono stati rinviati altre 13 persone accusate di associazione mafiosa. Il processo inizierà il 2 luglio. Altri 5 imputati, tra cui Giovanni Riina, hanno chiesto il rito abbreviato.
Condannati dal tribunale di Perugia a dieci mesi di carcere gli ex magistrati Filippo Verde e Fabio Mondello, accusati di aver preso tangenti in cambio dell'acquisto di apparecchiature per gli uffici giudiziari.

 

15 febbraio: Condannato a 4 anni e 8 mesi per associazione mafiosa Giovanni Riina, figlio del capomafia. Condannati anche Ignazio Traina, Antonino Primavera e Domenico Blando, per aver favorito la latitanza di Giovanni Brusca. Assolta Rosa Ballarò, fidanzata di Blando e proprietaria della villetta dove sono stati trovati Giovanni e Vincenzo Brusca.
Viene data notizia che la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sta svolgendo un'indagine per accertare la presenza di rifiuti tossici e nocivi nelle miniere di zolfo abbandonate del Nisseno, in seguito alle dichiarazioni del pentito Leonardo Messina sulla utilizzazione da parte della mafia delle miniere come deposito di scorie radioattive e a denunce su strani movimenti notturni attorno alla miniera di Pasquasia.
Ucciso a Napoli Ciro De Crescenzo, suocero del pentito della camorra Ciro Vollaro, che oltre ad accusare trafficanti di droga e confessare due omicidi, ha avuto un ruolo nell'inchiesta sulle collusioni di elementi della polizia.
Arrestati Francesco Nava e Franco Tomasello, affiliati alla 'ndrangheta e vicini al clan dei Morabito, con l'accusa di avere ucciso il pentito Antonio Fidelibus che aveva fatto arrestare 8 esponenti della 'ndrangheta per traffico di droga. I resti di Fidelibus, che era scomparso nel settembre del '95, sono stati trovati l'agosto scorso seppelliti in un bosco nei pressi del lago di Bracciano.

 

16 febbraio: Compiuti 4 omicidi nel Napoletano. A Napoli, nel quartiere Barra sono stati uccisi il pregiudicato Gennaro Autore e il suocero Michele Cirella, incensurato. Nello stesso quartiere viene ucciso il pregiudicato Raffaele Cuccaro, cugino del boss Michele Cuccaro temutissimo dai commercianti che, secondo gli investigatori, pagano il pizzo ma non fanno denunce. A Torre Annunziata è stato ucciso il pregiudicato Francesco Iannucci. In serata in un altro agguato è stato ferito il pregiudicato Pasquale Mosca. Dall'inizio dell'anno le vittime della camorra sono 23.
Al processo contro Giuseppe Mandalari, accusato di essere il commercialista dei capi di Cosa nostra, il pentito Francesco Di Carlo ha dichiarato che nei primi anni '80 il boss Bernardo Provenzano avrebbe detto di avere come consulente il docente universitario Giuseppe Provenzano, attuale presidente della Regione siciliana e deputato regionale di Forza Italia. Giuseppe Provenzano era stato arrestato nel 1984 con l'accusa di essere l'amministratore dei beni di una società gestita da Saveria Palazzolo, moglie del capomafia Bernardo Provenzano, ma era stato prosciolto.
Il presidente della Camera Luciano Violante, nel corso di un convegno giuridico sulle misure di prevenzione patrimoniali svoltosi a Bari, ha reso noto che soltanto lo 0,5 per mille del volume d'affari della criminalità organizzata, stimato intorno ai 500 mila miliardi di lire dall'82 ad oggi, è stato confiscato. I beni confiscati ammontano a circa 248 miliardi rispetto ai quasi 6.000 miliardi di beni sequestrati.

 

17 febbraio: In un'intervista il sindaco di Corleone (Pa), Pippo Cipriani, propone di sottrarre i figli alle famiglie mafiose per inserirli in realtà diverse. La proposta, che ha suscitato reazioni contrastanti, era già stata fatta nell'aprile del '96 dal magistrato Antonino Scarpulla, giudice tutelare a Palermo, durante il congresso nazionale dei giudici per minorenni.

 

18 febbraio: Palermo, al processo per l'omicidio di Salvo Lima, il pentito Francesco Onorato ha detto che prima di essere un collaboratore di giustizia, pur non essendo sottoposto al regime di massima sorveglianza aveva contatti con i boss sottoposti al 41 bis, sia in carcere che nei trasferimenti o nella stessa aula bunker, e riceveva messaggi da comunicare all'esterno.
A Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, l'ex brigatista Alberto Franceschini ha dichiarato che nel 1980, nel carcere di Nuoro, ci sarebbe stato un incontro tra l'avvocato Edoardo Formisano, emissario dei servizi segreti, e Francis Turatello, un noto personaggio del mondo criminale milanese, per verificare la possibilità di organizzare rivolte nelle carceri e approfittare dei disordini per eliminare i leader del terrorismo allora reclusi. Turatello avrebbe rifiutato e rivelato tutto a Franceschini. Formisano, citato come teste, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

19 febbraio: Arnaldo La Barbera, questore a Palermo da nove anni, viene nominato questore di Napoli, dopo gli arresti di poliziotti e dell'ex capo della Mobile accusati di collusione con la camorra. Al suo posto a Palermo andrà Antonio Manganelli, attualmente capo del Servizio centrale di protezione dei pentiti.
Inserite nell'ordinanza di custodia cautelare riguardante l'ex senatore di An Filiberto Scalone, accusato di concorso in associazione mafiosa, le dichiarazioni del pentito palermitano Salvatore Cucuzza sull'ospitalità datagli dall'ex segretario provinciale del Msi di Palermo Nicola Vozza. La circostanza è stata ammessa dallo stesso Vozza, agli arresti domiciliari per una truffa al Banco di Sicilia.
Al processo che si svolge a Palermo contro 16 persone dei paesi delle Madonie, accusati di associazione mafiosa, estorsioni ed omicidio, il collaboratore di giustizia Michele Capomaccio ha dichiarato che tutti gli imprenditori che ottenevano lavori nella zona pagavano tangenti ai mafiosi. Ha riferito inoltre che il mafioso Santino Pullarà, durante un periodo di latitanza, si nascondeva negli uffici della società Rgl con sede in pieno centro a Palermo, dove riceveva le visite dell'avvocato.
Arrestato in Messico il generale Jesus Gutiérrez Rebollo, capo dell'agenzia antidroga del paese. Secondo il ministro della Difesa, Rebollo appena insediatosi ha stabilito un contatto con il narcotrafficante Amado Fuentes, passando notizie utili ai trafficanti in cambio di milioni di dollari. Già due suoi predecessori erano stati accusati di legami con i narcos.

 

20 febbraio: Ignoti incendiano la sede romana di Militia Christi. Alle 21.30 bomba all'ospedale israelitico dell'isola Tiberina

 

Arrestate per ordine della Procura di Catania, con l'accusa di estorsione ed usura, 11 persone, di cui 8 considerate vicine ai clan Santapaola, Laudani e Di Mauro e 3 incensurati: l'ex bancario Augusto Failla ed i figli Salvatore, commercialista, e Sebastiano, assicuratore. L'inchiesta è nata dalle denunce di un imprenditore costretto a cedere un supermercato e tutto il suo patrimonio alla banda.
Due omicidi nel Catanese in 24 ore: a Catania è stato ucciso Giuseppe Russo, presunto affiliato al clan Laudani e coinvolto in inchieste per usura; a Lineri, frazione di Misterbianco, è stato ucciso l'incensurato Carmelo Puntillo.
Secondo una relazione del Tribunale dei minori di Caltanissetta inviata al Csm, nel Nisseno sarebbero centinaia i minorenni dediti allo spaccio di droga, allo scippo e altri reati. Alcuni sono anche accusati di omicidio. Uno, che ha appena compiuto 18 anni ed è diventato collaboratore di giustizia accusandosi di 13 omicidi, in questi giorni viene giudicato perché è stato uno dei killer della strage in una sala giochi di Gela, il 27 novembre 1989, in cui vennero uccise sette persone. Un altro è accusato di una strage avvenuta a Palma di Montechiaro (Ag), con tre morti e due feriti. Il terzo, Simon Iannì, ora ha 20 anni ed è figlio di Gaetano, uno dei capi della Stidda di Gela e adesso collaboratore di giustizia. Simon, convinto dal padre a collaborare, ha dichiarato di avere cominciato ad uccidere a 13 anni, che ha ucciso 20 uomini e che per ogni morto aggiungeva una tacca al cinturone.
Acquisite dalla Procura di Palermo nuove accuse contro Marcello Dell'Utri, rinviato a giudizio per concorso in associazione mafiosa. In una sorta di libro mastro trovato nell'abitazione di Salvatore Biondino ci sarebbe l'indicazione Can.5 accanto ad una somma di denaro: secondo il pentito Giovan Battista Ferrante si tratterebbe di un importo pagato dalla Fininvest. I pentiti Francesco Di Carlo e Salvatore Cucuzza hanno parlato di nuovi incontri tra Dell'Utri ed esponenti di Cosa nostra, mentre Francesco Onorato ha riferito di una valigia piena di soldi spedita negli anni '80 a Milano.
Al processo contro Giuseppe Ferone accusato degli omicidi di Carmela Minniti, moglie di Nitto Santapaola, di Santa Puglisi, figlia del boss Antonino, e del nipote di questa, Salvatore Botta, e contro altri 17 imputati, di cui alcuni accusati solo di associazione mafiosa, Ferone ha chiesto ai giudici di far proteggere la moglie e la figlia. La moglie qualche giorno dopo, in un'intervista televisiva, dichiarerà di temere per la vita sua e di sua figlia. Alla domanda se conoscesse l'attività del marito, risponde che sapeva che suo marito era affiliato ad una cosca mafiosa ma che non sapeva niente degli omicidi da lui commessi.
Rapita a Tortolì (Nu) Silvia Melis, figlia di un imprenditore. I banditi l'hanno prelevata davanti casa dalla sua auto, dove hanno lasciato il figlio di quattro anni che era addormentato. Nei giorni successivi nel paese verranno organizzate manifestazioni con la partecipazione di migliaia di persone.
Richiesti dalla Procura generale di Napoli quattro anni di soggiorno obbligato per il pentito Pasquale Galasso e il sequestro di tutti i suoi beni, per un valore di 20 miliardi. Secondo il procuratore Renato Golia, malgrado Galasso abbia dato un grosso contributo sui rapporti tra camorristi e politici, «non esiste la prova definitiva che escluda la sua pericolosità sociale».

 

21 febbraio: Al processo per la strage di Capaci che si svolge a Caltanissetta depongono i generali dei carabinieri Mario Mori, capo del Ros, e Francesco Delfino, comandante della regione Piemonte al tempo dell'arresto di Balduccio Di Maggio. Mori ha dichiarato che Giovanni Falcone pensava che il fallito attentato dell'Addaura fosse stato organizzato da «entità esterne a Cosa nostra», ma non fece nomi né parlò di servizi deviati. Delfino ha detto di aver raccolto le prime confessioni di Di Maggio, che avrebbe dichiarato di non conoscere Salvo Lima e Giulio Andreotti. Il giorno successivo sarà ascoltato il tenente dei carabinieri Carmelo Canale che dichiarerà che per l'attentato all'Addaura Falcone fece il nome di Bruno Contrada.
Reso noto il caso di Benedetto Labita, di Alcamo (Tp), che ha scontato 31 mesi di carcere preventivo con l'accusa di associazione mafiosa, ma è stato assolto in primo e secondo grado. Labita, che si è rivolto alla Commissione europea per i diritti dell'uomo per denunciare i maltrattamenti subiti nel carcere di Pianosa, chiede, oltre al risarcimento per ingiusta scarcerazione, che gli vengano restituiti i beni confiscati.
Depositata la sentenza del tribunale di Palermo per il processo Golden market a mafiosi, gregari e professionisti accusati di essere fiancheggiatori delle cosche.
Sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il consigliere di Corte d'appello di Catania, Giovanni Barrile, rinviato a giudizio per corruzione in seguito alle accuse del pentito Salvatore Cancemi.

 

23 febbraio: Secondo il New York Times i governatori degli stati messicani di Sonora e di Morales sarebbero legati ai narcotrafficanti. Particolarmente compromesso sarebbe il governatore di Sonora, Manlio Fabio Beltrones Rivera, che avrebbe partecipato ad incontri in cui i trafficanti avrebbero pagato tangenti a politici messicani. Intermediario tra i politici e i trafficanti sarebbe stato Raul Salinas de Gortari, fratello dell'ex presidente del Messico.

 

24 febbraio: Catania, il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Amedeo Bertone, dichiara che i partiti di governo e di opposizione avrebbero stretto un patto contro i collaboratori di giustizia. Le dichiarazioni del procuratore vengono dopo che il pentito Maurizio Avola, che si è autoaccusato di 50 omicidi tra i quali quello di Pippo Fava, si era rifiutato di testimoniare al processo contro Santapaola ed altri perché sarebbero venute meno «misure di sicurezza basilari». Le dichiarazioni di Bertone suscitano durissime reazioni e l'avvio di provvedimenti disciplinari contro il procuratore da parte del ministro della Giustizia.
Al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo, il senatore fa delle dichiarazioni spontanee sulla testimonianza resa due anni fa dall'ex autista di Salvo Lima, Francesco Filippazzo, secondo cui Andreotti avrebbe partecipato alle nozze della figlia dell'esattore Nino Salvo, il 29 agosto 1981. Il senatore ha dichiarato che il giorno delle nozze si trovava a Merano e che la circostanza era nota alla Dia, ma che di questo non c'è traccia nella relazione dei pubblici ministeri. Il 26 il procuratore Caselli affermerà che è infondata la «reiterata accusa di scorrettezza mossa dal senatore Andreotti alla Dia», perché il senatore è stato informato, tramite la difesa, che il 21 maggio 1996 la Dia ha depositato una nota nella quale si comunicava che il 29 agosto 1981 Andreotti si trovava a Merano. A sua volta, Francesco Filippazzo, nella sua deposizione, afferma di non aver mai visto assieme Andreotti e i cugini Nino e Ignazio Salvo, ritrattando quanto aveva dichiarato in istruttoria e rischiando un'incriminazione per calunnia.
Il giorno successivo Emilio Pellicani, ex collaboratore di Flavio Carboni, ha detto di aver portato nello studio dell'avvocato Vitalone 400 milioni, che erano una parte dei 25 miliardi che i fratelli Vitalone avrebbero chiesto a Roberto Calvi «con finalità di corruzione giudiziaria». Pellicani ha parlato anche di un incontro tra la moglie di Calvi ed Andreotti, finalizzato ad ottenere un intervento per il marito, in quel periodo detenuto.

 

25 febbraio: Bomba contro una sezione di AN del quartiere Tuscolano (Roma).

 

Evaso dall'aula bunker di Cosenza, Francesco Pezzulli, uno dei 118 imputati contro presunti affiliati della 'ndrangheta. Pezzulli, accusato di associazione mafiosa e omicidio, ha chiesto di andare in bagno ed è sparito.
Sfuggito alla cattura a Palermo il latitante Gaspare Spatuzza che era st
ato riconosciuto da alcuni poliziotti mentre era alla guida di un'auto, risultata intestata al commerciante Silvio Ardizzone, arrestato per favoreggiamento. I poliziotti che avevano inseguito Spatuzza, dopo venti minuti hanno trovato l'auto alla cui guida, però, non c'era il latitante ma l'incensurato Piero Collura, trovato con un etto di cocaina purissima. Collura ha dichiarato di non conoscere Spatuzza.

 

26 febbraio: Catania 25 sostituti procuratori firmano un documento di solidarietà al sostituto Amedeo Bertone e di critica al ministro della Giustizia. I sostituti affermano di avere «da sempre segnalato gravi disfunzioni nella gestione dei pentiti agli organi istituzionali competenti» e che «molti collaboranti lamentano di non avere ancora il nome di copertura, il lavoro, l'assistenza sanitaria». Intanto è già polemica sulle prime indiscrezioni sul disegno di legge di riforma delle norme sui collaboratori di giustizia. La nuova legge prevederebbe, tra l'altro, una pena minima di 12 anni per il collaborante e si teme che tali disposizioni possano scoraggiare le collaborazioni.
Emessi a Messina 5 ordini di custodia cautelare per persone accusate di estorsione, lesioni, danneggiamento e porto di esplosivo. Tra di loro Rosario Sparacio, cugino del pentito Gino Sparacio che ha dato un contributo determinante all'inchiesta riguardante 12 anni di estorsioni e attentati.
Depone Sergio Tradati al processo che si svolge a Milano contro Bettino Craxi ed altri, tra cui Silvio Berlusconi, per un presunto finanziamento di 10 miliardi dalla Fininvest al Psi nel 1991, tramite la società All Iberian. Tradati, che ha ribadito di aver avuto sempre rapporti diretti con Craxi e di aver parlato soltanto una volta con il tesoriere del Psi, ora deceduto, Vincenzo Balzamo, oltre a parlare di altri movimenti di denaro in nero, ha detto che i miliardi della All Iberian arrivarono in uno dei conti aperti presso la Bankerstrust di Ginevra. Craxi gli disse che su quel conto sarebbero arrivati 10 miliardi che dovevano essere trasferiti in tranche di 2 miliardi sul conto della BIL del Lussemburgo. Tradati ha ricordato che arrivarono 5 miliardi in più, che Craxi disse di restituire.
Esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro l'auto del giudice di tribunale di Latina, Nicola Iansiti.
Arrestato in Perù Jorge Cardenas, uno dei narcotrafficanti più ricercati del paese.
Inizia a Palermo il processo contro il vescovo di Monreale, Salvatore Cassisa, accusato di avere preso tangenti per il restauro del Duomo. Cassisa non si presenta in aula.
Rinviati a giudizio dai giudici della corte d'appello di Roma, per tangenti per la realizzazione del centro Rai di Saxa Rubra, l'ex presidente della Stet Biagio Agnes, l'ex presidente dell'Italstat Ettore Bernabei e altri 3 dirigenti. Gli imputati erano stati prosciolti il 24 novembre 1995, ma i pm erano ricorsi in appello.

 

27 marzo: Chiesta dalla Procura di Palermo l'archiviazione, per insufficienza degli elementi raccolti, dell'inchiesta contro i giudici di Cassazione Aldo Grassi, Paolino Dell'Anno e Stanislao Sibilia, accusati di abuso d'ufficio aggravato perche' sospettati di aver favorito Cosa nostra con alcune sentenze. Resta sotto inchiesta il giudice Corrado Carnevale, accusato di concorso in associazione mafiosa.
Estradato dalla Francia Calogero Pulci, ex assessore comunale ai Lavori pubblici a Sommatino (Cl), indicato da diversi pentiti come capo di Cosa nostra del paese.
180 agenti di polizia penitenziaria, in polemica con il nuovo direttore, Giovanni Rizza, chiedono il trasferimento dal carcere catanese di Bicocca. Il sindacato di categoria Sappe denuncia «la grave situazione delle carceri siciliane», provocata «da carenze di personale e strutture vecchie e poco funzionanti».
In una intervista pubblicata su Panorama, Maria Anna Imbronciano, moglie di Vittorio Mangano, il fattore di Arcore indagato per associazione mafiosa dalla Procura di Palermo, denuncia che il marito sarebbe sottoposto ad «abusi» ed accusa i magistrati di volere «a qualsiasi costo» che «lui testimoni contro Silvio Berlusconi». La Procura con un comunicato afferma che le dichiarazioni della Imbronciano «sono del tutto false e non meritano nulla di piu' di una radicale smentita».
Annullato dalla Corte di Cassazione l'ordine d'arresto per Nicolo' Lipari, accusato dalla Procura di Palermo di associazione mafiosa per aver favorito la latitanza dei fratelli Graviano. Secondo la Corte non ci sono prove che sia affiliato a Cosa nostra.

 

28 febbraio: Perugia, deponendo al processo per l’uccisione di Mino Pecorelli, il medico Gaetano Sangiorgi, genero di Nino Salvo, afferma che il 21 luglio 1993 i giudici di Palermo lo invitarono, 'in modo esplicito, a dire qualcosa su Andreotti'.

 

Varato dal Governo il disegno di legge che modifica le norme sui collaboratori di giustizia. Chi decidera' di collaborare restera' in carcere o in una struttura protetta per sei mesi, durante i quali dovra' dire tutto quello che sa. I parenti in pericolo verranno protetti ma tenuti separati. Il collaboratore dovra' confessare tutti i suoi crimini, raccontare fatti non noti e utili per prevenire altri crimini, consegnare tutti i suoi proventi illeciti e indicare quelli di altri criminali e delle organizzazioni. Trascorsi i sei mesi il giudice decidera' se ammetterlo al programma di protezione e se fargli scontare un quarto di pena in carcere. Il pentito non sara' piu' stipendiato a vita, ma aiutato a impiantare un'attivita' economica, con una nuova identita' e in una localita' segreta.
A Perugia al processo per l'assassinio di Mino Pecorelli depone come teste Gaetano Sangiorgi, il medico genero di Nino Salvo, attualmente detenuto perche' accusato dalla Procura di Palermo di associazione mafiosa e di aver partecipato all'omicidio dello zio Ignazio Salvo. Sangiorgi dichiara che nel corso di un interrogatorio, il 21 luglio del '93, i procuratori di Palermo Lo Forte e Natoli gli avrebbero chiesto «in modo esplicito di dire qualcosa su Andreotti» assicurandogli che in tal modo «sarebbe tornato a casa a fare il medico». Sangiorgi avrebbe risposto: «Scriva tutto quello che vuole. Firmo tutto». Successivamente viene ascoltata Giuseppa Puma, vedova di Ignazio Salvo, che dichiara di non aver mai visto Andreotti a casa sua, o a feste di nozze o in altre occasioni e di non conoscere Toto' Riina e Balduccio di Maggio.
La Procura di Palermo in una nota afferma che le dichiarazioni di Sangiorgi sono false e assurde, che al momento dell'interrogatorio il medico non era inquisito (fu arrestato nel gennaio '94 in Francia, dove si era trasferito subito dopo l'interrogatorio del luglio '93) e che sui rapporti Salvo-Andreotti non aveva detto nulla di importante. I pm Natoli e Lo Forte presentano denuncia contro Sangiorgi per calunnia. Per Sangiorgi e altri 17 parenti dei Salvo, che avevano negato che Andreotti e i Salvo si conoscessero e che erano stati accusati di false dichiarazioni, la Procura di Palermo ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per contestare l'accusa in giudizio.
Emessa dalla Corte di Cassazione la sentenza definitiva di condanna all'ergastolo di Leoluca Bagarella per l'omicidio di Boris Giuliano.
Condannati dal Tribunale di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa 3 agenti di polizia, un carabiniere e un militare della Guardia di finanza. Sono accusati di avere ricevuto gioielli e denaro dal clan Santapaola-Pulvirenti in cambio di informazioni: in particolare avrebbero favorito piu' volte la fuga dei capimafia.

 

Marzo: Il 7, i giornali montano il "caso" di "Scalfaro intercettato dal pool": si tratta in realtà di una telefonata del '93, priva di qualunque rilevanza penale, tra il presidente ed un inquisito della Banca Popolare di Novara. Era quest'ultimo, non il presidente, ad essere "ascoltato"; e per iniziativa del pm Luigi Orsi, che col pool non c'entra nulla. Ma per una settimana non si parla d'altro. Cossiga, Mancuso e persino Salvi accusano Borrelli di "violazione costituzionale". Il 14, Pacini compare in tribunale e ripete ancora una volta: "Mai dato una lira a Di Pietro, mai avuto favori dal pool": Il 26, la Cassazione dà ragione a Tribunale della libertà e non torto alla procura bresciana: le perquisizioni del 6 dicembre non andavano fatte, per "insussistenza" dei reati attribuiti a Di Pietro.

 

1 marzo: Arrestato a Caserta Antonio Pagano, un ingegnere accusato di associazione camorristica per aver curato gli affari del clan dei Casalesi e aver progettato congegni elettronici e sistemi per proteggere i rifugi dei latitanti.

 

2 marzo: Ucciso in un pub in un paese del Napoletano, il geometra del Comune di Pozzuoli, Massimo Renzullo, che si era opposto a dei rapinatori, arrestati poco dopo. Uno di loro, Salvatore Mercurio, indicato come guardiaspalla di camorristi, sarebbe l'autore dell'omicidio.
Condannate a Palermo con il rito abbreviato 25 persone accusate di traffico e spaccio di droga tra Palermo, Mazara del Vallo e l'Emilia Romagna. Tra di esse Anna Corradi, la donna del quartiere Zen arrestata e condannata gia' diverse volte per spaccio di droga in cui ha coinvolto tutta la sua famiglia, e Vincenzo Scarantino, il collaboratore di giustizia teste d'accusa per la strage di via D'Amelio e condannato per la strage a 18 anni, da scontare con un affidamento in prova ai servizi sociali o agli arresti domiciliari. Altri 52 indagati sono stati rinviati a giudizio.

 

3 marzo: Una delegazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino è a Johannesburg (Sudafrica) per un'audizione del generale Gianadelio Maletti, ex dirigente del Sid (Servizio Informazioni Difesa) là latitante dopo le condanne riportate in Italia. Tra l'altro Maletti, già associato alla P2 (Loggia Propaganda numero 2), nega "che il nome di Licio Gelli fosse emerso in relazione ai progetti eversivi", afferma di non avere "mai avuto particolari motivi di amicizia e di collaborazione "con il ministro Andreotti e tra molti "non ricordo" conclude che "i politici sono i veri responsabili, i Servizi sono stati usati per schedare e ricattare". Il giudice istruttore di Milano, che nel 1998 rinvierà a giudizio Maletti per omissione di atti d'ufficio e sottrazione di documenti in riferimento alla strage davanti alla Questura di Milano del 1973, valuterà così l'audizione: "Passando in modo veloce e sbrigativo da un argomento all'altro non fa che scaricare su altri proprie responsabilità".

 

Arrestato a Palermo Vincenzo Licciardi, ex poliziotto ora in pensione. E' accusato di essere stato vicino al capomafia Pietro Messicati Vitale, ucciso nell'89, e successivamente a Carmelo Villafranca, sospetto mafioso di Villabate (Pa), paese di Messicati Vitale e dello stesso Licciardi. Il 6 marzo l'ex poliziotto sara' rinviato a giudizio per concorso in associazione mafiosa.
A Perugia, al processo per l'omicidio Pecorelli, il pentito Maurizio Abbatino, ex componente della banda della Magliana, durante l'interrogatorio da parte del difensore di Claudio Vitalone, l'avvocato Carlo Taormina, ritenendo che alcune domande potessero compromettere la sicurezza dei suoi familiari, minaccia l'avvocato con queste parole: Se succede qualcosa ai miei familiari, l'avvocato Taormina e' il primo a cui viene sparato in testa. Abbatino e' stato condotto fuori dell'aula e l'udienza e' stata sospesa.
Ucciso a Paterno' (Ct) Giuseppe Alleruzzo, nipote del capomafia Pippo Alleruzzo, un tempo alleato di Santapaola e collaborante dall'87. Nell'agguato e' stato ucciso anche il sorvegliato speciale e fedelissimo di Alleruzzo, Luigi Panebianco. Nell'87 erano stati uccisi la moglie del pentito, Lucia Anastasi, e il figlio Santo. Nel '95 era stata uccisa la moglie di Panebianco, Gaetana Garraffo.
Viene reso noto che negli ultimi quindici giorni a Palermo si sono registrati piu' di 20 casi di overdose. I tossocodipendenti sono stati salvati per l'intervento degli operatori di Camper amico.

 

4 marzo: Arrestate a Palermo 18 persone accusate di associazione a delinquere e ricettazione. Fanno parte di un'organizzazione specializzata in furti di automobili: le piu' efficienti sarebbero state messe a disposizione di Cosa nostra e le altre utilizzate per pezzi di ricambio. Il titolare del deposito, Giuseppe Marano, e il suo socio, Giuseppe Baldi, sono sotto inchiesta per associazione mafiosa. Quest'ultimo e' stato gia' processato per traffico di stupefacenti.
Emessi dal gip di Caltanissetta 69 ordini di custodia per altrettanti componenti una organizzazione di spacciatori operanti nel Nisseno. 9 sono latitanti. L'indagine era iniziata un anno fa, dopo che alcune madri di tossicodipendenti si erano rivolte alle forze dell'ordine.
Durante la seduta della Commissione antimafia alla presenza del ministro della Giustizia, il vicepresidente Filippo Mancuso attacca il sottosegretario Giuseppe Ayala, citando atti archiviati secondo cui l'ex pm nell'80, attraverso tramiti, avrebbe incaricato il capomafia Cancemi, successivamente collaboratore di giustizia, di un recupero di refurtiva. Inoltre, secondo Mancuso, Ayala avrebbe ricevuto, durante la campagna elettorale del '92, un finanziamento di 10 milioni di origine oscura e si sarebbe interessato per fare ottenere gli arresti domiciliari a Pino Savoca. Ayala smentisce seccamente, ricorda di aver espresso parere contrario alla concessione degli arresti domiciliari al mafioso Savoca, che rimase in carcere, e ha la solidarieta' del ministro, del presidente Del Turco e di altri membri della Commissione. Silvio Berlusconi esprime solidarieta' a Mancuso, deplorando l'aggressione che avrebbe subito durante la seduta.
Fermato all'aeroporto di Venezia il giornalista italo-eritreo Domenico Carolei, che portava una valigia piena di titoli nipponici falsi, per un valore di 15 mila miliardi di lire. Carolei e' stato denunciato a piede libero.
Bruciata a Palermo una fabbrica di camicie, la Mediconf dei fratelli Bucalo, che da poco aveva ricevuto una commessa per una fornitura a polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. I proprietari escludono che l'incendio sia dovuto ad un attentato di mafia e affermano di non aver mai ricevuto richieste dal racket.

 

5 marzo: All'udienza del processo per la strage di via D'Amelio, nell'aula bunker del carcere delle Vallette di Torino, due avvocati della difesa, Rosalba Di Gregorio e Francesco Marasa', chiedono la ricusazione dei pm per comportamenti omissivi perche' avrebbero depositato agli atti soltanto adesso. I pm replicano annunciando una possibile denuncia per calunnia. Durante il confronto, i pentiti Salvatore Cancemi e Vincenzo Scarantino danno versioni contrastanti di fatti relativi alla strage.
Confiscati, su provvedimento del Tribunale misure prevenzioni di Palermo, beni per 850 milioni al mafioso latitante Mariano Tullio Troia e sequestrati beni per circa 7 miliardi ad altre 6 persone ritenute vicine a Cosa nostra.

 

6 marzo: Depositate nuove dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo su Berlusconi e Dell'Utri. Secondo Di Carlo, Berlusconi nel '76 gli avrebbe offerto una cena e poche settimane prima in una riunione, a cui avrebbero partecipato lo stesso Di Carlo, Stefano Bontate, Mimmo Teresi e Marcello Dell'Utri, avrebbe chiesta la protezione di Cosa nostra per evitare il sequestro del figlio. Inoltre nel '77 Dell'Utri avrebbe partecipato ad un paio di cene in casa di Stefano Bontate a Palermo.
Arrestata dalla Squadra mobile di Isernia la rumena Maria Stavarache, sposata da pochi mesi con un pensionato di Castel del Giudice (Is). La Stavarache aveva tentato di assoldare due killer della malavita campana, offrendo 50 milioni, per uccidere il marito.
Al processo per l'omicidio Pecorelli, Carlo Zaccaria, collaboratore di Andreotti fin dal '72, ha detto che nel '93 il senatore gli chiese di riferire ad Ezio Radaelli, che doveva essere interrogato sulla provenienza di assegni per 140 milioni ricevuti da collaboratori di Andreotti per l'organizzazione di spettacoli a favore della Dc, che gli avrebbe fatto piacere se non avesse fatto il suo nome a proposito degli assegni. Quegli assegni provenivano dal contributo in nero della Sir di Nino Rovelli e, secondo l'accusa, per quella vicenda Pecorelli, qualche mese prima di essere ucciso, aveva tentato di ricattare Andreotti.
In una intervista a Panorama il senatore afferma di aver saputo dal capo della polizia Vincenzo Parisi, in seguito defunto, che ai pentiti veniva triplicato il compenso se facevano il suo nome.

 

7 marzo: Annullato dalla Corte di Cassazione l'ordine di custodia cautelare per Lorenzo Necci, l'ex amministratore delegato delle Ferrovie arrestato il 15 settembre 1996 per ordine della Procura di La Spezia con l'accusa di associazione a delinquere, peculato, corruzione aggravata e truffa a danno delle Ferrovie.
Arrestato il terzino della squadra di calcio del Castel di Sangro, Pierluigi Prete, con l'accusa di traffico internazionale di droga. Nel dicembre scorso era stata arrestata alla stazione Termini di Roma la moglie del calciatore, Vanessa Lorena Diaz Castillo, di Santiago del Cile, trovata con un chilo di cocaina. L'ex presidente della squadra, Pasquale Gravina, e' indagato per favoreggiamento.

 

8 marzo: Il Tribunale di Napoli condanna l'ex ministro Francesco De Lorenzo a 8 anni di carcere e al pagamento di circa 8 miliardi di lire di risarcimento allo Stato e alle parti civili. De Lorenzo e' stato riconosciuto responsabile di associazione per delinquere, corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
Respinta dalla Corte d'appello di Palermo l'istanza di ricusazione del gip Alfredo Montalto, presentata dalla difesa dell'ex senatore di An Filiberto Scalone. Secondo la Corte, pero', Montalto, che non avrebbe manifestato una grave inimicizia nei confronti dell'imputato, dovrebbe astenersi dall'emettere atti riguardanti l'imputato, perche' avrebbe dimostrato di essere in contrapposizione rispetto alla parte politica a
cui appartiene Scalone.

 

9 marzo: In fiamme la sezione di Rifondazione a Tor Marancia (Roma)

 

Arrestato a Cosenza Francesco Pezzulli, il presunto killer evaso dall'aula bunker della citta' il 25 febbraio scorso.

 

10 marzo: Emessi dalla Procura di Palermo 45 ordini di custodia cautelare per persone accusate di far parte di un'organizzazione di trafficanti di sigarette tra Stati Uniti, Germania e Sicilia. Secondo gli inquirenti la mente del traffico era il palermitano Gaspare Tinnirello, con il quale sarebbero stati in societa' i mafiosi delle cosche di Corso dei Mille e di Brancaccio. Delle persone colpite dal provvedimento 31 sono di Palermo (tra di esse 6 donne), 1 di Catania, 3 di Taormina ma residenti in Germania, 2 di Bari, 6 di Napoli e 2 di Malta.
Viene data notizia che, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Firenze che ha portato gia' all'emissione di una cinquantina di ordini di custodia per spacciatori di droga, 5 riguardano bambini Rom che vivono nel campo nomadi fiorentino.
Al processo che si svolge a Milano contro Bettino Craxi ed altri, tra cui Silvio Berlusconi, per un presunto finanziamento di 10 miliardi dalla Fininvest al Psi nel 1991, tramite la societa' All Iberian, Giorgio Tradati, ex amico di Craxi ed ex gestore dei suoi conti esteri, lo accusa di aver fatto sparire nel '93, ad opera del suo nuovo prestanome, Maurizio Raggio, decine di miliardi portandoli nei paradisi fiscali e di avere messo in atto speculazioni immobiliari per miliardi a Milano e Madonna di Campiglio.

 

11 marzo: Bocciata alla Camera per pochi voti la mozione, presentata da PdS, Rifondazione e Verdi, che invitava il Governo a rivedere la legislazione sugli stupefacenti sulla base della riduzione del danno. Approvate tre mozioni presentate dal Ppi, che invita ad evitare pericolose estensioni della depenalizzazione dell'uso personale, dal Polo e da Rinnovamento italiano, secondo cui non esiste una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti che possa motivare la legalizzazione di quelle leggere, e dalla Lega, che vuole la creazione di un corpo speciale di controllo.
E' data notizia che la Procura di Palermo, tra novembre e dicembre scorsi, ha inviato a Giancarlo Foscale, presidente della Standa e cugino di Silvio Berlusconi, un avviso di garanzia ipotizzando il reato di falso in bilancio finalizzato al riciclaggio.
Al processo contro Giulio Andreotti per associazione mafiosa, il pentito Gaetano Costa dichiara di avere saputo da Leoluca Bagarella, che nella primavera dell'83 era in carcere con lui, che il trasferimento dei mafiosi da Pianosa al carcere di Novara era avvenuto su sollecitazione di Andreotti. Il senatore replica ricordando che all'epoca era ministro degli Esteri, si occupava di lotta al traffico internazionale di droga e semmai sosteneva che le carceri di Pianosa e dell'Asinara non dovessero essere chiuse. In udienze successive, Leonardo Messina ribadisce di aver saputo che Andreotti era stato punciutu e Salvatore Cancemi conferma di aver saputo da Raffaele Ganci che Di Maggio diceva la verita' sul bacio con Riina.
Al processo contro l'ex presidente della provincia di Palermo, Francesco Musotto, il pentito Salvatore Cancemi dichiara che gia' alla meta' degli anni '80 l'imputato passava informazioni alla famiglia Ganci su emissioni di ordini di cattura, tramite il costruttore Salvatore Sbeglia.
Nel corso di un'audizione alla Commissione antimafia, il vicepresidente del Csm, Carlo Federico Grosso, esprime preoccupazione per la situazione delle procure di Sciacca, Gela, Nicosia, dove mancano i sostituti, e per la mancanza della meta' dei consiglieri di appello previsti in pianta organica al tribunale di Caltanissetta: sono a rischio diversi processi di secondo grado, tra cui quelli per le stragi di Capaci e via D'Amelio.
Trovato a Palermo in un terreno incolto il corpo di Maria Luisa Galliano, morta per overdose. Il giorno successivo verra' trovato il cadavere di Giancarlo Filippone, anch'egli stroncato da un'overdose. Il 12 altri 2 morti, Marco Ienna e Giovanni Maggio. Gia' dall'inizio del mese si erano verificati diversi casi di tossicodipendenti salvati da overdose e si teme che circoli una partita di eroina killer, come avvenne nell'estate del '95.
Viene data notizia che il 6 marzo scorso e' arrivata in Italia dal Brasile una delegazione guidata dal direttore della polizia federale, Vicente Chelotti, e dal segretario generale del ministero della Giustizia, Milton Seligman, per perfezionare un accordo bilaterale di cooperazione anticrimine. Gli incontri sono serviti anche per conoscere gli sviluppi dell'inchiesta su Paulo Cesar Farias, braccio destro dell'ex presidente brasiliano, Fernando Collor de Mello, che cinque anni fa fu costretto a dimettersi per evitare l'impeachment in seguito alla scoperta di richieste di tangenti ad imprenditori. Farias, ucciso assieme alla fidanzata un anno fa, sarebbe stato coinvolto in un traffico di droga tra un paese sudamericano e l'Italia, con collegamenti con un grosso mafioso siciliano, forse della famiglia Caruana-Cuntrera.

 

12 marzo: Arrestato a Valencia, in Venezuela, l'avvocato palermitano Salvatore Chiaracane, condannato al primo maxiprocesso a 4 anni per associazione mafiosa. Era latitante da sei anni in Venezuela dove esercitava la sua professione.
Inizia a Napoli la Conferenza nazionale sulla droga con la partecipazione di operatori, politici e amministratori pubblici.

 

13 marzo: Arrestata nella capitale messicana Francesca Vacca Agusta, coinvolta nell'inchiesta sul presunto riciclaggio di fondi neri di Bettino Craxi. Era ricercata dal 1994.
Rinviati a giudizio dalla Corte d'appello di Palermo, che ha accolto il ricorso del pm contro il proscioglimento deciso dal gip, l'ex ministro Salvo Ando', l'ex consulente della Presidenza della Regione Elio Rossitto, l'ex presidente della Regione Rino Nicolosi, gli ex assessori regionali alla Cooperazione Turi Lombardo e Turi Leanza, l'ex senatore Luigi Mazzei e il funzionario del consorzio Mercati agroalimentari Sicilia spa, Domenico Cavallaro. Sono accusati di abuso d'ufficio in relazione alla vicenda della costruzione del Consorzio agroalimentare di Catania. Nel decreto che dispone il rinvio a giudizio viene in parte riaperto il caso del trasferimento di Giovanni Bonsignore, il funzionario regionale che si era opposto alla costituzione del Consorzio e la cui uccisione, avvenuta il 9 maggio 1990, e' tuttora impunita.
Arrestate, con l'accusa di traffico internazionale di droga, 43 persone, quasi tutte residenti a Milano e provincia ma collegate con esponenti delle cosche della 'ndrangheta calabrese e con mafiosi degli Stati Uniti e del Canada. Tra gli arrestati il collaborante Antonio Scambia che avrebbe mantenuto i legami con la cosca di origine.

 

14 marzo: Napoli, durante la Conferenza nazionale sulla droga, proteste da parte di deputati del Polo perche' sarebbero state prospettate soluzioni in contrasto con il voto del Parlamento.
Arrestato a Palermo con l'accusa di spaccio il pregiudicato Giuseppe Calderone, che si trovava agli arresti domiciliari. Durante la perquisizione sono stati trovati 100 grammi di eroina purissima. Il 16 verranno arrestati i fratelli Giovanni e Salvatore Traina, sospettati di avere venduto l'eroina a Giancarlo Filippone, morto il 12 marzo scorso. Li accusano alcuni tossicodipendenti che si trovavano con Filippone e che hanno dato l'allarme alla Croce Rossa.

 

15 marzo: Rimessi in liberta' per scadenza dei termini 40 presunti affiliati a Cosa nostra del Nisseno, arrestati nell'operazione Leopardo in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti, tra cui Leonardo Messina. Il processo d'appello non puo' iniziare perche' non sono state depositate le motivazioni della sentenza del processo di primo grado, conclusosi nel dicembre del '95 con condanne per 68 dei 112 imputati.
Chiusa la Conferenza nazionale sulla droga. Viene reso noto che in Italia dal 1975 ci sono stati circa 15.000 morti, che al 31 dicembre '96 c'erano 47.386 detenuti (al 15 febbraio 1997 sono diventati 49.133) per reati legati alla droga, di cui il 29,25% tossicodipendenti (circa 14.000), 74 malati di Aids, 296 in fase pre-Aids e 4.000 sieropositivi.

 

16 marzo: Ucciso a Santa Maria a Vico (Caserta) il sorvegliato speciale Bruno Ursano, ritenuto affiliato al clan Vollaro. Ferita leggermente la sua convivente

 

17 marzo: Arrestate 13 persone, 11 russi e 2 italiani. L'operazione, denominata Scacco matto e che ha interessato diverse citta' italiane, ha portato in carcere il capo di un gruppo mafioso di Mosca, Iouri Essine, che si trovava in un albergo di Madonna di Campiglio assieme a suoi complici. Per tutti l'accusa e' di associazione mafiosa, riciclaggio di denaro sporco, sequestro di persona e traffico di stupefacenti. E' stato emesso un avviso di garanzia nei riguardi di Alberto Grotti, ex vicepresidente dell'Eni, attualmente in carcere per la vicenda Eni-Sai. E' accusato di essere stato in affari con i russi arrestati, in particolare con Essine, contrattando, mediante la societa' Globus Trading, un affare da 150 milioni di dollari per l'importazione in Italia di oli combustibili, che se si fosse realizzato avrebbe causato un grosso danno finanziario all'Agip. Indagati un ex generale dell'esercito, Gianalfonso D'Avossa, e due ex ufficiali del Sismi che avrebbero avuto rapporti con imprenditori a loro volta in contatto con la mafia russa.
Sono stati messi i sigilli a 11 societa', tutte con sede a Roma, create per ripulire il denaro dei mafiosi russi proveniente dal narcotraffico, dallo sfruttamento della prostituzione e dal racket. Secondo uno studio della Confcommercio, la mafia russa avrebbe investito in Italia tra il '93 e il '95 da 7 a 10 mila miliardi di lire.
Ucciso a Contessa Entellina (Pa), con un colpo di lupara in faccia, il pastore incensurato Antonino Catalano.
Arrestati il sindaco di Battipaglia (Sa), Ferdinando Zara di An, e altre 7 persone, tra cui Carlo Zara, fratello del sindaco e suo braccio destro, l'ex direttore del Consorzio per l'area industriale di Salerno, Alfonso Bevilacqua, e l'amministratore della Selecom, Paolo Sabini Piscitelli Taegi. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, alla corruzione, concussione e abuso d'ufficio.

 

18 marzo: Inizia a Caltanissetta il processo-ter per l'omicidio del giudice Rosario Livatino

 

19 marzo: Emessi dal gip di Catania 39 ordini di custodia cautelare per presunti affiliati del clan Laudani accusati dell'assassinio dell'avvocato Serafino Fama', avvenuto il 9 novembre del '95, dell'omicidio di un esponente di una cosca rivale e dell'attentato alla caserma dei carabinieri di Gravina (Ct). Delle 39 persone, 11 erano gia' in carcere e tra questi il presunto mandante, Giuseppe Di Giacomo, indicato come reggente del clan Laudani. 22 persone sono latitanti, tra cui 18, come sottolineano polemicamente in Procura, sono tra gli 85 scarcerati nei mesi scorsi su decisione del Tribunale della liberta'. Nel processo per il delitto Fama' il Consiglio dell'ordine degli avvocati, la Camera penale e l'Unione camere penali di Catania si costituiranno parti civile e gli avvocati di Catania si asterranno dal difendere gli imputati.
Nominato procuratore della Repubblica di Roma Salvatore Vecchione, attualmente capo degli ispettori del ministero della Giustizia.
A Palermo arrestate altre 4 persone, accusate di spaccio di droga in seguito alle indagini dopo le morti per overdose dei giorni scorsi. Il pregiudicato Domenico Napoli e' accusato anche di omicidio colposo per aver venduto l'eroina che ha provocato la morte di un tossicodipendente.

 

20 marzo: Inviato dalla Camera penale di Palermo al Csm e al ministero di Giustizia un documento in cui si contesta il tentativo da parte dei pm di fare apparire legittime richieste difensive come strategie occulte destinate a delegittimare la magistratura e denuncia come tali insinuazioni costituiscano un vero e proprio attacco all'autonomia dell'avvocato.
Arrestati su richiesta della Procura di Palermo gli imprenditori di Terrasini (Pa) Vito e Alfonso D'Anna. Secondo alcuni pentiti, i D'Anna, parenti di Badalamenti e suoi alleati fino agli anni '80, si sarebbero poi legati ai corleonesi da cui negli ultimi tempi avrebbero cercato di allontanarsi, rischiando di essere uccisi per ordine di Giovanni Brusca, ma sono stati risparmiati per l'arresto di quest'ultimo. Ai D'Anna sono stati sequestrati beni per circa 20 miliardi. Si tratta di imprese edili, pompe di benzina, un supermercato, automobili e mezzi pesanti, un terreno, un ippodromo e una pista di atterraggio per piccoli aerei. Con la stessa ordinanza e' stato arrestato l'anziano Paolo Di Maggio, ritenuto un capomafia della zona.
Emessi inoltre, in seguito ad un'altra inchiesta della Procura, 20 ordini di custodia, 2 per persone gia' in carcere, per presunti affiliati delle cosche della zona di Montelepre, Partinico, Borgetto, Balestrate e Trappeto, in provincia di Palermo. Tra loro anche 2 medici di ospedali palermitani e 3 ex appartenenti alla banda di Salvatore Giuliano (tra cui il novantenne Salvatore Candela, che morira' il 26 marzo per una crisi cardiaca), ritenuti affiliati a Cosa nostra. Il giorno successivo viene data notizia che la Procura di Palermo, nell'ambito della stessa inchiesta, aveva chiesto un ordine di custodia per il sacerdote Salvatore Salvia, parroco di Giardinello, un altro paese della zona, accusato da un pentito di aver ospitato un latitante. L'istanza e' stata respinta dal gip che ha ritenuto ci fossero elementi sufficientemente indizianti ma non gravi.
Viene data notizia che e' in corso a Roma un'inchiesta giudiziaria su una holding di fatto, facente capo al gruppo finanziario di Settimio e Pacifico Di Nepi e Nicolino Stivaletti e comprendente 120 societa' a responsabilita' limitata e capitale modesto, ma tutte indebitate e fallite per centinaia di miliardi. Con i finanzieri sono indagate circa 20 persone, aventi un ruolo attivo o semplici prestanome, ed e' coinvolto anche Licio Gelli. Tutti sono indagati per associazione a delinquere per avere organizzato, a partire dal 1988, una truffa ai danni di banche da cui sono riusciti ad ottenere crediti per miliardi per le societa' che via via andavano facendo bancarotta. L'ipotesi e' che l'influenza di Gelli abbia facilitato la concessione dei crediti da parte delle banche.
Arrestati il direttore, il vicedirettore e il cassiere della filiale della San Paolo di Torbole (Bs) accusati di aver riciclato il denaro di Umberto Orio, uno dei piu' grossi trafficanti milanesi di cocaina. Nell'ordine di custodia viene accusato l'ispettorato centrale della banca, che e' controllata dalla Curia arcivescovile di Brescia, per non aver verificato le causali degli ingenti movimenti di denaro.

 

21 marzo: Celebrata a Niscemi (Cl) da migliaia di persone la giornata in ricordo delle vittime di tutte le mafie, indetta da Libera. Quest'anno e' stato scelto il paese nisseno per ricordare i bambini Giuseppe Cutruneo e Rosario Montalto che dieci anni fa, mentre giocavano per strada, furono uccisi durante una sparatoria tra mafiosi.
Altre manifestazioni, indette dal Coordinamento delle associazioni per la legalita' e dei familiari delle vittime della mafia e dall'associazione Riferimenti, si sono svolte a Palermo e in diversi centri della Sicilia e della Calabria.
Ucciso a Palermo Leopoldo Cancelliere, appartenente ad una famiglia mafiosa del rione Borgo vecchio. Il nonno Leopoldo era un vecchio capomafia del rione. Il fratello Domenico, arrestato nel febbraio scorso, e' ritenuto il nuovo capomandamento di Porta nuova.

 

22 marzo: Confiscati dal Tribunale di Catania beni per circa 25 miliardi ad Antonio Valastro, accusato di gestire il racket del pesce nel Catanese per conto del clan Savasta, e a Giuseppe Tomaselli, p
resunto affiliato della cosca di Santapaola ed accusato di usura. Confiscata anche una casa di riposo per anziani gestita da Gaetano Asero, un presunto prestanome di Giuseppe Pulvirenti arrestato nel novembre scorso.
Trovati in una caverna nei pressi di Montelepre (Pa), su indicazione di alcuni pentiti, resti di 3 persone vittime della lupara bianca.

 

23 marzo: Attentato alla sezione PDS di Tor Marancia

 

Trovata morta suicida, nella sua casa a Niscemi (Cl), Agata Azzolina, proprietaria di una gioielleria. Il 16 ottobre scorso nel negozio erano stati uccisi sotto i suoi occhi il marito, Salvatore Frazzetto, e il figlio Giacomo da due pregiudicati che, come era avvenuto altre volte, pretendevano di avere a credito dei gioielli. La signora, che aveva avuto come protezione due soldati alla porta di casa, era stata oggetto di altri tentativi di estorsione e aveva ricevuto minacce di morte, rivolte anche alla figlia ventenne. Venerdi' non aveva voluto partecipare alla manifestazione di Libera. I nomi del marito e del figlio non erano stati inclusi tra quelli delle vittime della mafia ricordati durante la manifestazione.
Secondo il pentito Giovanni Mazzola, le cui rivelazioni hanno portato agli arresti dei giorni scorsi nel Palermitano, Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella avrebbero importato cocaina dalla Colombia, attraverso una societa' di comodo, l'Ecogrip, ufficialmente una societa' italo-colombiana per la produzione di prefabbricati in gesso, intestata a Salvatore Candela e Giuseppe Ugone, due degli arrestati.

 

24 marzo: Viene data notizia che a Niscemi un'altra giovane signora, Ignazia Cannata, madre di un bambino di nove anni e a cui sette anni fa dei rapinatori hanno ucciso il marito, Nicola Gioitta, si trova senza mezzi. Le modalita' dell'assassinio indicherebbero, secondo la vedova, che esso fu opera del racket, ma la Regione siciliana e il ministero dell'Interno non hanno riconosciuto l'ucciso come vittima della mafia. Da anni il paese di Niscemi e' teatro della violenza di cosche mafiose, spesso in lotta tra loro, dedite all'estorsione e al traffico di droga.
Assolte dal tribunale di Modica, dall'accusa di associazione mafiosa per il controllo degli appalti pubblici, 16 persone tra cui l'ex deputato del Psi Natalino Amodeo. In seguito all'inchiesta, nata dalle dichiarazioni dal pentito Salvatore Cordova, Amodeo e altri imputati avevano subito uno o due anni di carcere preventivo. In favore dell'ex deputato e dell'imprenditore Francesco Rapisardi, era stata consegnata una petizione firmata da politici ed esponenti del mondo della cultura e della Curia vescovile.

 

25 marzo: Svolti a Niscemi i funerali di Agata Azzolina, alla presenza di centinaia di cittadini, del sindaco e della giunta comunale, ma con l'assenza delle autorita' regionali e nazionali. Il sindaco per protesta non ha indossato la fascia tricolore. La figlia Chiara accusa lo Stato di averli lasciati soli. Intanto nel paese continuano gli attentati del racket: incendiato il portone del cinema, dopo l'incendio della cabina di proiezione avvenuto una settimana fa.
Emessi, su richiesta della Procura di Palermo, 5 ordini di custodia per presunti autori degli attentati agli amministratori progressisti di alcuni paesi del Palermitano avvenuti nell'estate del '93. Le 5 persone, 4 gia' in carcere e una rimasta latitante, sono accusate da alcuni pentiti, tra cui Enzo Brusca, rei confessi per gli stessi attentati, eseguiti su ordine di Giovanni Brusca.

 

26 marzo: Acquisite agli atti del processo per la strage di Capaci le dichiarazioni di Giovanni Brusca, che ha confessato di avere azionato il telecomando. Brusca, tra l'altro, ha detto che all'interno di Cosa nostra la decisione di uccidere Falcone era stata presa gia' nel 1981, quando si decise di uccidere Rocco Chinnici, assassinato nel 1983, e che dopo la strage di Capaci Riina avrebbe avanzato delle richieste a rappresentanti delle istituzioni, di cui, pero', non ha saputo dire i nomi ne' se abbiano risposto alle richieste del capo di Cosa nostra.
Il pentito Salvatore Cucuzza, in un verbale agli atti del processo all'ex presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto, dichiara che questi nel 1987 avrebbe fatto da tramite tra Cosa nostra e Claudio Martelli, candidato a Palermo nelle elezioni politiche svoltesi in quell'anno, in cui il Psi ebbe in citta' un incremento di voti, e che l'attuale coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Micciche', avrebbe fatto avere incarichi di sottogoverno a dei parenti. Micciche' replica offrendo cento milioni a chi riesce a dimostrare la veridicita' delle dichiarazioni del pentito; Musotto afferma di avere appoggiato un gruppo contrario a Martelli, il quale ritiene che le parole di Cucuzza non meritano alcun commento.
Depositati al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo, le dichiarazioni dei pentiti Tony Calvaruso, Salvatore Cucuzza e Vincenzo Sinacori. Questi ultimi dichiarano di avere saputo che Andreotti conosceva i Salvo, in particolare Sinacori afferma di avere saputo da Gaetano Sangiorgi che effettivamente il senatore gli regalo' per le nozze un piatto d'argento, nascosto dallo stesso Sangiorgi appena si seppe dell'inchiesta su Andreotti.
Sequestrati beni per 3 miliardi a familiari e prestanomi di alcuni imputati al processo Cartagine in corso a Torino per un vasto traffico di stupefacenti.
Trovato un arsenale di armi nella casa romana di Alexandr Solonnik, un killer russo trovato ucciso il 2 febbraio scorso in Grecia.
Ucciso ad Ogliara (Sa) il pregiudicato catanese Sebastiano Di Mauro.

 

27 marzo: Al processo per la strage di Capaci che si svolge a Caltanissetta ascoltato come teste Giovanni Brusca, che viene considerato ancora un dichiarante e non un collaboratore di giustizia. Brusca dice che Totò Riina «voleva uccidere tutti coloro che in qualche modo avevano tradito la fiducia di Cosa nostra» e che «l'uomo politico maggiormente odiato in quel periodo era Giulio Andreotti che, dopo le scarcerazioni per decorrenza dei termini degli imputati del maxiprocesso, si era prodigato per farli tornare in carcere: secondo Riina "si voleva rifare una verginità"». Brusca avverte che «quando Cosa nostra delibera un omicidio non torna indietro» e che «i primi della lista sono Gianni De Gennaro, perché è il più accanito contro Cosa nostra; Claudio Martelli perché prima era amico ed ora nemico; Caselli perché lotta accanitamente contro la mafia». Inoltre rivela che a prendere la decisione di uccidere Rocco Chinnici e Giovani Falcone furono gli esattori Salvo assieme a Riina, Raffaele Ganci, Francesco Madonia e Giuseppe Giacomo Gambino e che già nei primi anni '80 i mafiosi volevano uccidere Falcone, con una motoape imbottita di tritolo posteggiata davanti al Palazzo di Giustizia, azionando il telecomando dallo studio di «un notaio amico dei corleonesi».
Viene data notizia che il pentito Giovan Battista Ferrante ha rivelato che Cosa nostra voleva uccidere il giornalista della Rai siciliana Gianfranco D'Anna.
A Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, la teste Rosalba Lojacono, vedova dell'ex sindaco di Bari ed ex senatore del PdS, Pietro La Forgia, afferma di avere saputo dal marito che il genero di Nino Salvo, Gaetano Sangiorgi, che avevano incontrato assieme alla moglie nel '93 in un luogo di villeggiatura, gli aveva detto di conoscere Andreotti e di avere ricevuto in dono per le nozze un vassoio d'argento. La teste ha aggiunto che Angela Salvo le confidò di essere amareggiata perché il padre morì in carcere senza che lei avesse la possibilità di assisterlo. Gli avvocati della difesa osservano che Nino Salvo è morto in una clinica di Bellinzona assistito dai suoi parenti. Il pentito Vincenzo Sinacori rivela che Sangiorgi chiese ai mafiosi di uccidere suo cognato Antonio, figlio di Nino Salvo, per impossessarsi di 200 miliardi in nero depositati nelle banche svizzere.

 

28 marzo: Si suicida a Santa Teresa Riva (Me) Giuseppe Caminiti: da undici mesi non riceveva lo stipendio dalla "Stat", la società di autotrasporti di cui era dipendente, che ha subito una serie di attentati e non è riuscita ancora ad avere i contributi previsti per le vittime del racket. In Sicilia ci sono stati 6 casi di suicidio per mancanza di lavoro in due mesi: il 28 gennaio a Partinico (Pa) si uccide Domenico Lo Cricchio, padre di quattro figli; la notte tra il 10 e l'11 febbraio, Alfia Lo Faro di Riposto (Ct), sfrattata e con il marito disoccupato, sull'autostrada cosparge di benzina i suoi vestiti e l'auto su cui si trovavano anche i suoi quattro figli e si dà fuoco. La donna e la figlia più piccola sono morte, gli altri tre figli sono riusciti a sfuggire alle fiamme per la prontezza della bambina più grande e sono stati aiutati da un automobilista di passaggio; il 18 marzo ad Altofonte (Pa) si suicida Nicolò Anitra, sposato con tre figli; una settimana dopo, nello stesso paese si uccide Salvatore Sala; il 21 marzo Giovanni La Mantia si dà fuoco nel Municipio di Caltagirone (Ct) perché senza lavoro da tre anni. A questi si aggiungono due tentati suicidi di persone strozzate dagli usurai: a Catania, il 15 febbraio, la collaboratrice domestica Laura Santonocito, con il marito invalido civile, si dà fuoco davanti alla Questura e viene salvata dai poliziotti; il 25 febbraio a Giardini Naxos (Ct) tenta il suicidio il commerciante Antonio Germanà.
Arrestati in Austria i latitanti Mauro Sulfaro e Sebastiano Granata, di Acireale, accusati di reati di mafia e di aver preso parte all'omicidio dell'avvocato Serafino Famà.

 

29 marzo: Roma, fermato un egiziano che aveva tentato di dare fuoco alla Sinagoga

 

Archiviata dal gip di Palermo l'inchiesta su Silvio Berlusconi, in accoglimento della richiesta della Procura che non ha ritenuto sufficienti gli elementi per sostenere l'accusa di concorso in associazione mafiosa.
Attentato incendiario a Niscemi (Cl) alla sede della Coldiretti.

 

30 marzo: Distrutta a Palermo, da un attentato incendiario, una fabbrica di articoli da regalo nel quartiere Brancaccio. La fabbrica era fuori produzione da qualche tempo per il fallimento dell'azienda e i locali venivano ancora usati come magazzino.
Arrestato nella casa dei suoceri ad Alcamo il killer latitante Vito Baglio, condannato all'ergastolo per 5 omicidi e un tentato omicidio

 

Aprile: I pm di Brescia chiedono il rinvio a giudizio di Di Pietro: falso ideologico, per quei verbali soltanto firmati. Boato vara la sua prima bozza anti-giudici alla Bicamerale.

 

1 aprile: Al processo per l'assassinio di Ignazio Salvo, Giovanni Brusca rivela che in una riunione svoltasi tra il '92 e il '93 in casa di Gaetano Sangiorgi, nipote acquisito dell'esattore ed imputato per l'omicidio, venne deciso un piano, poi non attuato, secondo cui Antonino Marchese avrebbe dovuto fingere di pentirsi per uccidere il fratello Giuseppe che da anni collabora con la giustizia.

 

2 aprile: Emessi dal gip di Caltagirone (Ct) 22 ordini di arresti domiciliari per altrettanti imprenditori edili di Niscemi, Gela ed Alcamo, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla truffa. Per altre 17 persone è stato disposto il divieto temporaneo di svolgere attività imprenditoriali con la pubblica amministrazione o la sospensione dalla carica, come per Ignazio Conti, segretario generale del Comune di Niscemi.
A Palermo al processo contro il commercialista Giuseppe Mandalari e la moglie Maria Concetta Imbraguglia, accusati di concorso in associazione mafiosa per aver curato gli interessi dei mafiosi, compaiono come imputati di reato connesso Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, Raffaele Ganci, Mariano Agate, Nino Madonia e Salvatore Greco, che negano di conoscere Mandalari e anche di conoscersi tra loro, ad eccezione di Riina e Bagarella.
Ucciso a Catania il pregiudicato Antonino Stramondo.
Arrestate a Milano 5 persone e sequestrati oltre 100 chili di cocaina proveniente dalla Colombia e nascosta in casse di frutta.
Viene data notizia che è indagata per calunnia Rosetta Cerminara, la ragazza di Lamezia Terme che aveva accusato dell'assassinio del sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, i giovani Giuseppe Rizzardi e Renato Molinaro, condannati in primo grado rispettivamente all'ergastolo e a 25 anni e assolti in appello. Lo scorso anno sono state arrestate altre 4 persone accusate da alcuni pentiti.
A Palermo un terreno confiscato al presunto mafioso Gaspare Bellino viene acquisito dal Comune che lo destinerà come sede del "Progetto Zen", finalizzato al reinserimento dei minori "a rischio" del quartiere.

 

3 aprile: Serro Valanidi (Reggio Calabria) uccisi Vincenzo Pellicanò e Giovanni Guttuso dall'imprenditore Antonino Laganà a cui i due avevano chiesto il pizzo. Laganà, che nell'87, in un processo alla cosca Rogolino, aveva denunciato le estorsioni subite, era rimasto isolato e soggetto ancora ai taglieggiamenti del racket.
Un decreto del ministero della Giustizia modifica, in seguito a sentenze della Consulta, alcune norme che regolano il regime carcerario del 41 bis: il detenuto, in caso di impossibilità di ricevere i familiari, potrà sostituire la visita con una telefonata (che sarà registrata); potrà ricevere un pacco di vestiti in più al mese; potrà usare un fornello per cucinare personalmente i pasti. Preoccupazioni vengono espresse dai magistrati delle procure antimafia. Il sottosegretario Ayala dichiara che il 41 bis non è applicato perché i mafiosi detenuti sono continuamente in giro per presenziare ai processi, poiché le disposizioni relative alle videoconferenze non sono state ancora approvate dal Parlamento.
Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio, per concorso esterno in associazione mafiosa, per Vincenzo Vanni Calvello, figlio del principe già condannato per associazione mafiosa nel secondo maxiprocesso. Chiesto il rinvio a giudizio per altre 16 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno e favoreggiamento.
Ricomincia a Palermo il processo-bis per gli omicidi del commissario Beppe Montana, del vicequestore Ninni Cassarà e dell'agente Roberto Antiochia.
Indagate a Roma 10 persone accusate di associazione a delinquere, usura, estorsione e istigazione a delinquere. Secondo il pm Carlo Lasperanza, oltre che prestare denaro con tassi dal 6 al 10 per cento mensili, avrebbero indotto due persone al suicidio nel '92 e nel '95.
Ferito a Milano con sei colpi di pistola il pregiudicato, originario di Castellammare del Golfo (Tp) ma residente a Milano, Biagio Buccellato, che hadetto di non conoscere il suo feritore.
Arrestato nella sua casa di campagna a Carini (Pa) l'allevatore Salvatore Gallina, indicato dai pentiti come "reggente" della cosca del paese e accusato di aver procurato uno dei covi in cui è stato nascosto il piccolo Giuseppe Di Matteo.
Presentata dal relatore Marco Boato, al comitato della Bicamerale che si occupa di giustizia, la proposta di modifica degli articoli 100-103 della Costituzione. Tra le proposte: distinzione tra magistratura requirente e giudicante, con possibilità di passaggio tra i due rami per concorso, dopo aver esercitato la precedente funzione per dieci anni e con il trasferimento in un'altra regione; rafforzamento della componente laica del Csm che dovrebbe essere diviso in due sezioni, una per i magistrati giudicanti e una per quelli requirenti; azione penale obbligatoria, esercitata secondo modalità fissate dalla legge. Dai politici le proposte vengono considerate una buona base di discussione. Critica Rifondazione comunista. Critiche dell'Associazione nazionale magistrati: le proposte tenderebbero a limitare l'indipendenza della magistratura e porterebbero a un controllo politico sui pubblici ministeri.

 

4 aprile: Al processo-bis per la strage di via D'Amelio depositate le dichiarazioni del pentito Francesco Onorato sul progetto, non realizzato, di uccidere il figlio di Salvo Lima e l'ex ministro Carlo Vizzini.
Accusate dell'omicidio di Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, dai pentiti Calogero Ganci, Francesco Paolo Anzelmo e Giovan Battista Ferrante che si sono anche autoaccusati, altre 12 persone, tra cui Domenico Ganci, i fratelli Galatolo e i frat
elli Biondino.
Assolti dall'accusa di concussione, perché il fatto non sussiste, il pm Fabio Salamone e il fratello Filippo. Il giornalista di Agrigento, Franco Castaldo, aveva dichiarato di essere stato invitato ad usare una «linea morbida» nel riferire le vicende giudiziarie che vedevano coinvolto l'imprenditore Filippo Salamone.
Arrestati a Boscotrecase (Na) 2 minorenni, uno dei quali si vantava di essere figlio di un latitante accusato di associazione camorristica, che avevano costretto con le minacce un dodicenne a rubare gioielli e denaro in casa del nonno per consegnarli a loro. Nel corso del Seminario internazionale, iniziato a Napoli, su "Criminalità organizzata e sfruttamento", organizzato dall'Associazione italiana dei giudici per i minorenni e la famiglia, vengono forniti alcuni dati significativi: 50.000 minori denunciati, 9.740 dei quali sotto i 14 anni, e 151 denunciati per aggressioni ed omicidi; 2.391 denunce per scomparsa nel '96; 5.000 albanesi avviati alla prostituzione; 50.000 immigrati dai paesi a rischio; 35.000 ricoverati in istituto; 50.000 sfruttati nelle imprese; 1.500 figli di pentiti sotto protezione.
Arrestato a Palermo Rosario Inzerillo, nipote dell'ex capomafia Salvatore Inzerillo ucciso nel 1981. Rosario Inzerillo è accusato di avere gestito gli affari della famiglia Ganci del rione Noce.

 

5 aprile: Bagheria (Pa) muore, all'età di 97 anni, Ignazio Buttitta, poeta popolare cantore delle lotte contadine.
Un pentito del clan camorristico dei "casalesi" ha fatto luce sulla morte di un affiliato, Luigi Griffo, e di una donna, Paola Stroffolino, scomparsi per lupara bianca nel '93: sarebbero stati uccisi per punirli della relazione intrecciata dopo la morte del marito della donna, il camorrista Alberto Beneduce.
Arrestato a Palermo il funzionario del Banco di Sicilia Giuseppe Calamia, accusato dal pentito Aurelio Neri di aver partecipato ad una rapina miliardaria ad un furgone portavalori, avvenuta nel dicembre del '93. Assieme a Calamia è stato arrestato l'ex carabiniere Davide Minopoli, di Napoli ma all'epoca dei fatti in servizio a Palermo, mentre prima erano stati arrestati il figlio di Calamia, Antonino, e l'autista del furgone.
Si dimette Gioacchino Lo Giudice, presidente del consiglio comunale di San Giuseppe Jato (Pa). Secondo le rivelazioni del pentito Vincenzo Chiodo, ex uomo di fiducia di Giovanni Brusca, la mafia voleva sequestrare il figlio di Lo Giudice, che da tempo è oggetto di intimidazioni mafiose. La decisione di dimettersi è stata presa a causa dell'indifferenza dei cittadini e dopo che la seduta del consiglio, convocata per esprimergli solidarietà, è andata quasi deserta: presenti il sindaco, Maria Maniscalco, gli assessori e soltanto sei consiglieri.
Viene data notizia che in Colombia sono stati incriminati 5 poliziotti, accusati di aver procurato la morte per pestaggio del giovane antropologo padovano Giacomo Turra, ucciso il 3 settembre '95 davanti al commissariato di Cartagena. Decisive le dichiarazioni di un testimone che ha parlato dopo che un suo amico, anch'esso presente quel giorno, è morto qualche mese fa in un incidente stradale dalla dinamica poco chiara. Dopo la deposizione il testimone è stato minacciato di morte. La morte di Turra, malgrado gli evidenti segni di violenza, era stata fatta passare per suicidio o per un caso di overdose. Sembra invece che il giovane avesse tentato di entrare in un ristorante cinese, in cui forse si svolgeva traffico di droga con la copertura dei poliziotti. Il padre di Giacomo, che nei venti mesi dalla morte del figlio non ha cessato di adoperarsi per avere giustizia, dice che «in Colombia è la prima volta che viene intaccata l'impunità assoluta della polizia».

 

7 aprile: Al processo che si svolge a Palermo per le tangenti pagate per l'acquisto del palazzo di rappresentanza della Regione siciliana a Roma, l'ex presidente Rino Nicolosi ammette di aver preso 500 milioni, dichiarando però che si trattava di un contributo elettorale.
Inizia a Messina l'udienza preliminare per 584 accusati di fatti di mafia. Le incriminazioni riguardano reati compiuti fra il 1986 e il 1992, tra cui 45 omicidi, 7 tentati omicidi e 31 estorsioni.
Trovato nelle campagne di Vittoria (Rg) il cadavere di Giuseppe Bottaro, ucciso con colpi di pistola alla tempia e alla nuca.

 

8 aprile: Perugia, al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, il maresciallo della Guardia di Finanza, Silvio Novembre, ex collaboratore dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca di Michele Sindona, dichiara che nel '77 l'avvocato gli disse che era Andreotti a volere il salvataggio della banca. Andreotti ha sempre negato di avere avuto contatti con Sindona dopo il 1973. Il 14 aprile, al processo per mafia contro Andreotti, l'ex maresciallo dichiarerà che il senatore avrebbe incontrato a New York Sindona mentre era latitante e ricercato per bancarotta. Novembre però risponderà negativamente alla domanda se gli risultassero interventi concreti di Andreotti per salvare il banchiere.
Arrestate a Palermo 10 persone accusate di far parte della cosca mafiosa del rione San Lorenzo. L'inchiesta è nata dalle rivelazioni del pentito Francesco Onorato che ha anche parlato di progetti di attentati contro il questore Arnaldo La Barbera, uno dei quali è stato ordinato da Riina dall'aula dove si svolgeva il processo per l'omicidio di Salvo Lima.
Emessi 30 ordini di custodia cautelare, di cui 21 per persone già in carcere, per presunti mafiosi del Nisseno accusati di 11 omicidi e 6 tentati omicidi.

 

9 aprile: Emesso dal gip di Roma un ordine di custodia cautelare per Pippo Calò, già in carcere per altri reati, per l'omicidio di Roberto Calvi. Un altro provvedimento è stato emesso per Flavio Carboni, che non può essere incarcerato finché la Svizzera, da dove è stato estradato per altri reati, non conceda l'estradizione per omicidio. Sul registro degli indagati sono scritti anche Licio Gelli e il mafioso pentito Francesco Di Carlo a cui si devono le ultime dichiarazioni sul delitto.
Al processo che si svolge a Marsala (Tp) contro l'ex deputato democristiano Enzo Culicchia, accusato di associazione mafiosa, respinta la richiesta della difesa di ascoltare come testimone il cardinale Marcinkus. Secondo il pentito Vincenzo Calcara, Culicchia avrebbe partecipato a Roma ad una riunione tra alti prelati e mafiosi siciliani, presso il notaio Salvatore Albano. Aprelevare all'aeroporto Culicchia, che secondo Calcara portava due valigie contenenti 10 miliardi in contanti, sarebbe stato proprio Marcinkus.
Condannati dal gup di Torino il presidente della Fiat, Cesare Romiti, ad 1 anno e 6 mesi per finanziamento illecito, falso in bilancio e frode fiscale, e il direttore finanziario della Fiat, Francesco Paolo Mattioli, ad 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito e falso in bilancio. Ai 150 lavoratori che si erano costituiti parte civile non è stato riconosciuto il diritto al risarcimento, mentre sono stati riconosciuti danni morali ai piccoli azionisti, anch'essi costituitisi parte civile. Il giorno dopo verrà data notizia che la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Cesare Romiti, per Francesco Paolo Mattioli e per l'ex responsabile della sede romana della Fiat Umberto Beliazzi, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti pagate per realizzare la metropolitana di Roma. L'accusa è di concorso in corruzione.
Arrestate a Catania 13 persone accusate di far parte di una banda che avrebbe compiuto rapine ai Tir. Il capo sarebbe Giuseppe Salvo, indicato come esponente della cosca di Turi Cappello, che avrebbe diretto la banda dal carcere attraverso il figlio, Giovanni Piero.
A Palermo, al processo contro Vito Galatolo, figlio del capomafia del rione Acquasanta e accusato di associazione mafiosa, e contro Michele Di Giovanni, accusato di minacce ed estorsioni, l'ex parroco Gregorio Porcaro, che prima era stato viceparroco di padre Pino Puglisi a Brancaccio, confessa di avere pagato il Di Giovanni per riavere degli oggetti rubati.
Viaggio negli Stati Uniti del procuratore Gian Carlo Caselli e due sostituti per interrogare Gaetano Badalamenti sull'omicidio di Giuseppe Impastato.

 

10 aprile: Presentato da Forza Italia e Ccd un emendamento, che prevede la depenalizzazione del reato di finanziamento illecito dei partiti e di falso in bilancio, al provvedimento sulla depenalizzazione dei reati minori in discussione alla Camera.
Ancora un suicidio per mancanza di lavoro: trovato impiccato, nell'Istituto agrario di Catania, il giovane Pietro Bonica.

 

11 aprile: Alle 2 di notte, attentato incendiario alla birreria Treffpunkt di Palermo, dove si trovavano i gestori e il personale, scampati fortunosamente. Secondo gli investigatori più che di un'azione del racket, si tratterebbe di un attentato motivato da rancori personali.
Al processo contro l'ex presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto, il pentito Tullio Cannella parla dei rapporti tra mafiosi e politici e fa i nomi di Giulio Andreotti, dei socialisti Claudio Martelli, Filippo Fiorino, Giuseppe Barbaccia e Salvatore Cintola, dei deputati di An Guido Lo Porto e Salvino Caputo, di Forza Italia Tiziana Maiolo, di Marco Pannella e dell'ex deputato Msi Filiberto Scalone. I politici chiamati in causa affermano che Cannella è un mentitore.
Arrestate a Catania 4 persone, Mario Testa, Carmelo Salemi, Ottavio Catania e Francesco Sutera, sospettati di aver organizzato un piano per fare evadere Nitto Santapaola. L'ordine sarebbe venuto proprio dal carcere di Bicocca: secondo gli inquirenti Santapaola avrebbe dovuto fingere un malore ed essere liberato durante il trasporto in ospedale, dopo l'uccisione degli agenti della scorta. In effetti il 23 gennaio Santapaola, che è diabetico, rifiutò l'insulina e poco dopo si rese necessario il ricovero, che però avvenne mediante trasporto in elicottero. Le quattro persone arrestate sono accusate anche di due omicidi.
Durante l'audizione in Commissione stragi sul rapimento Moro, Giulio Andreotti suggerisce di ascoltare Romano Prodi sulla seduta spiritica a cui l'attuale presidente del Consiglio partecipò e in cui si ebbe l'informazione che Moro era recluso a Gradoli, denominazione di un centro in provincia di Viterbo e della via romana in cui era una base operativa delle Br. Secondo Andreotti l'informazione era stata data da alcuni elementi dell'Autonomia bolognese a dei professori dell'Università, che, per non esporre la fonte, escogitarono il trucco della seduta spiritica. Sull'attendibilità delle dichiarazioni di alcuni pentiti riguardo al fatto che la mafia si sarebbe adoperata per liberare Moro, Andreotti consiglia di ascoltare Francesco Cossiga, allora ministro dell'Interno.
Emessi a Palermo 8 ordini di custodia, di cui 5 per persone già in carcere, per presunti taglieggiatori di commercianti del centro città. Le indagini sono iniziate dopo le dichiarazioni del pentito Salvatore Cucuzza e si sono avvalse della collaborazione di alcuni commercianti.
Ucciso a Belgrado il viceministro dell'Interno serbo e capo della polizia di sicurezza, Radovan Stojcic. Secondo fonti di Belgrado i responsabili farebbero parte di uno dei gruppi mafiosi serbi che controllano il traffico d'armi.

 

12 aprile: Confermata in Cassazione la condanna ad otto anni per Angelo Siino, riconosciuto come emissario di Totò Riina per l'aggiudicazione degli appalti pubblici.
Sentenza della Corte d'assise di Palermo, nel processo denominato "Golden market 2", con 14 ergastoli e condanne dai 28 ai 7 anni per 21 persone accusate di 32 omicidi, attentati ed estorsioni commessi alla fine degli anni '80 tra Casteldaccia, Bagheria e Villabate, paesi alle porte di Palermo. Tra loro anche i fratelli Graviano.
Riaperta l'inchiesta sulla scomparsa, il 2 marzo 1994 in Sardegna, di un elicottero della Guardia di Finanza di cui si erano trovati soltanto alcuni frammenti. Un ex pentito, Gianni Zirottu, ora fermato con l'accusa di violenza sessuale, ha rivelato che ad abbattere l'elicottero fu un missile sparato da un gruppo di trafficanti di armi di cui lui faceva parte.

 

13 aprile: Arrestato il maresciallo dei carabinieri Lucio De Crescenzo, assieme ad altre 9 persone accusate di far parte del clan camorristico "La Torre" di Mondragone, nel Casertano. Il maresciallo è accusato di essere coinvolto in estorsioni, forse a causa del suo rapporto sentimentale con Elena Brongo, arrestata con le stesse accuse.

 

14 aprile: Roma, Attentato incendario alla sez. PDS di Cinecittà di v. Flavio Stilicone

 

Confermato in appello l'ergastolo a Leoluca Bagarella e Giovanni Scaduto per l'omicidio di Ignazio Salvo. Sconto di pena, dall'ergastolo a 22 anni, per Giovanni Brusca, come primo riconoscimento dell'attendibilità delle dichiarazioni rese.
Emessi dal gip di Palermo 9 ordini di custodia cautelare per persone ritenute responsabili di alcuni omicidi della guerra di mafia nel Trapanese alla fine degli anni '80.
Ucciso a Barisardo, in provincia di Nuoro, Franco Pintus, esponente della Cgil. Risparmiati la moglie e due figli. Nel '95, in una analogo agguato, dei killer avevano tentato di uccidere Maria Ausilia Piroddi, anch'essa esponente della Cgil, e qualcuno aveva tentato di incastrare proprio Pintus, facendo ritrovare davanti casa sua un fucile dello stesso tipo usato per l'agguato.
Condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di Napoli i camorristi Angelo Nuvoletta e Valentino Gionta, ritenuti mandanti dell'omicidio del giornalista del "Mattino", Giancarlo Siani, ucciso nel settembre dell'85 a Napoli. Sono state condannate all'ergastolo anche altre 4 persone, tra mandanti ed esecutori.
Rese note alcune dichiarazioni di Giovanni Brusca secondo cui Carlo Alberto Dalla Chiesa e Rocco Chinnici non sarebbero stati uccisi «senza il benestare di Andreotti». Successivamente verrà reso noto che Brusca ha accusato i pentiti Balduccio Di Maggio, Santino Di Matteo, Giuseppe Monticciolo e Gioacchino La Barbera di essere responsabili di delitti avvenuti nell'estate del '96 a San Giuseppe Jato. I collaboratori chiamati in causa da Brusca sono stati suoi accusatori e Santino Di Matteo è il padre del piccolo Giuseppe, ucciso per ordine di Brusca e sciolto nell'acido

 

15 aprile: La Cassazione conferma l'assoluzione di Picciafuoco dalle accuse per la strage di Bologna.

 

Al processo per la strage di via D'Amelio il pentito Pasquale Di Filippo accusa il latitante Pietro Aglieri di aver preso parte alla strage. E' stato reso noto dalla Corte che la moglie del pentito, Giuseppina Spadaro, che in un primo momento lo aveva ripudiato ma che ora vive con lui, ha inviato una lettera in cui dice di averlo ripudiato per paura e ora è «felice di non far più parte di quel maledetto sistema che ha distrutto» la sua vita e quella del marito.
Arrestato a Palermo l'ex carabiniere Roberto Campesi con l'accusa di millantato credito e truffa nei confronti dei figli di Gianni Ienna, l'imprenditore arrestato per mafia nel '94 ed ora collaboratore di giustizia. Campesi si sarebbe fatto dare 160 milioni con la promessa, non mantenuta, di organizzare una campagna di stampa in favore di Ienna, con l'aiuto dei deputati Tiziana Maiolo e Vittorio Sgarbi che negano di conoscerlo. Campesi si è anche spacciato come collaboratore dei servizi segreti e presidente di una inesistente associazione intitolata ad Antonino Montinaro, morto con Giovanni Falcone. Per un certo periodo Campesi ha fatto parte della scorta di Giuseppe Ayala, come "collaboratore esterno".
Emessi dalla Procura di Palermo 76 ordini di custodia cautelare, di cui 9 per persone già in carcere e 9 per persone rimaste latitanti, per altrettanti trafficanti internazionali di droga. La maggior parte degli arresti è stata eseguita nell'Agrigentino; 17 persone sono state arrestate tra Germania, Belgio, Olanda e Spagna. Sequestrati 36 chili di eroina e 730 chili di hashish. Tra i capi dell'organizzazione viene indicato Giovanni Brusca.
Arrestate per ordine della Procura di Milan
o 13 persone, 170 denunziate e sequestrati beni per 10 miliardi, per una truffa internazionale che ha coinvolto circa 11 mila persone: società costituite appositamente si offrivano come intermediarie a coloro che volevano cedere la propria attività o avevano bisogno di finanziamenti. Dopo aver preso un anticipo, ai clienti veniva comunicato che le ricerche di eventuali acquirenti o finanziatori erano andate a vuoto e, dopo qualche tempo, le società venivano chiuse o fatte fallire.
Arrestati per ordine del gip di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta della Procura sull'aggiudicazione degli appalti per l'Alta velocità in Campania, 13 imprenditori accusati di far parte dell'organizzazione camorristica dei "casalesi".

 

16 aprile: Pubblicato un commento di Licio Gelli alle proposte della Bicamerale sulla giustizia. Secondo Gelli «la Bicamerale sta copiando pezzo per pezzo» il suo Piano di rinascita democratica scritto tra il '74 e il '75. Qualche giorno fa il procuratore Agostino Cordova aveva parlato di «coincidenze» tra il piano di Gelli e la proposta Boato.

 

17 aprile: Viene reso noto che ha cominciato a collaborare con la giustizia un altro dei killer di Ninni Cassarà e di Roberto Antiochia, condannato all'ergastolo per l'omicidio. Ha confessato di avere commessi un'altra trentina di omicidi.
Ancora un attentato mafioso contro il cantiere della veloce Palermo-Sciacca, in costruzione dagli anni '60 ed ancora non completata. Il cantiere è stato riaperto in febbraio e da allora è stato preso di mira da attentati contro le ditte appaltatrici, perché non si vuole che la strada venga ultimata. A presidiare i lavori sono stati mandati i soldati dell'operazione "Vespri siciliani".

 

18 aprile: Al processo per la strage di Capaci gli imputati Raffaele e Domenico Ganci, Giuseppe Madonia e i fratelli Graviano si scagliano contro i pentiti affermando che dicono falsità. Madonia aggiunge che qualcuno gli ha offerto del denaro per convincerlo a collaborare e a parlare di Andreotti e di un giudice.
Catturati in una casa di campagna di Calatafimi (Tp) i latitanti Mariano Asaro, condannato per associazione mafiosa ma accusato anche di omicidio, e Michele Mercadante, condannato a 29 anni per un omicidio e accusato di essere il "reggente" della cosca mafiosa di Castellammare del Golfo (Tp). Con loro sono state arrestate altre 4 persone accusate di favoreggiamento.
Arrestato in una campagna dell'Ennese il latitante Orazio Privitera, accusato di numerosi delitti e di essere il capomafia del clan Sciuto di Catania.
Emessi a Palermo 28 ordini di custodia cautelare in seguito ad indagini scaturite dalle denunce di un imprenditore, di cui non viene fatto il nome, taglieggiato dal racket della mafia della zona di Brancaccio. Tra le persone colpite dal provvedimento i fratelli Graviano e Giuseppe Drago. Due rimangono latitanti, tra cui Gaspare Spatuzza.

 

19 aprile: Conclusa l'assemblea dell'Associazione nazionale magistrati in cui si è discusso delle proposte alla Commissione bicamerale sulla riforma della giustizia. Il procuratore Francesco Saverio Borrelli in un'intervista dichiara che la Commissione «avrà l'autonomia necessaria per valutare quello che deve essere fatto senza stare ai diktat di Berlusconi» e successivamente dice che «non desidera, per ragioni di correttezza, polemizzare con il capo dell'opposizione che, per di più, è anche un imputato» del suo ufficio. Le dichiarazioni suscitano le proteste di uomini politici. La presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Elena Paciotti, prende le distanze da Borrelli. Il ministro della Giustizia dichiara che acquisirà la registrazione dell'intervista per esaminare se ci siano estremi per un provvedimento disciplinare contro il procuratore di Milano.
Chiesto dalla Dda di Palermo il rinvio a giudizio per 91 persone delle cosche palermitane e trapanesi, tra cui Riina, Bagarella, Giovanni Brusca, Mariano Agate, Francesco e Matteo Messina Denaro, accusate di vari delitti, tra cui 69 omicidi.
Chiesto dalla Procura di Agrigento il rinvio a giudizio per la soprintendente Graziella Fiorentini, accusata di abuso d'ufficio per aver bloccato i lavori per la costruzione del nuovo depuratore della città, per l'ex presidente regionale della Lega ambiente, Giuseppe Arnone, per concorso in abuso d'ufficio, e per l'ex direttore di Teleakras, Giovanni Taglialavoro, risultato proprietario di una casa a pochi metri dal depuratore. La costruzione del depuratore, decisa nel 1986 ed eseguita con appalti affidati senza gara, ha suscitato numerose polemiche e proteste da parte della Legambiente e fino al momento del blocco, avvenuto nel gennaio dell'anno scorso, era costata 25 miliardi mentre il progetto ne prevedeva 3.
Ucciso a Marsala Salvatore Bucca, un giovane palermitano "buttafuori" in una discoteca. Incerto il movente dell'omicidio.
Al processo contro l'ex magistrato della Corte d'appello di Palermo, Giovanni Barrile, accusato di corruzione, il pentito Salvatore Cancemi dichiara di avergli dato una quarantina di milioni per ottenere un trattamento favorevole nel maxiter. Secondo Barrile il pentito si vendica per la condanna a sei anni di reclusione subita in quel processo.
Scarcerato per decorrenza dei termini l'ex Nar Massimo Carminati, accusato di essere uno dei killer di Mino Pecorelli. La Procura di Perugia aveva chiesto il rinvio dei termini di custodia.
Reso noto che è stata sottoposta a protezione Rita Spartà che dopo l'assassinio del padre e di due fratelli, avvenuto nel 1993, aveva denunciato 5 pregiudicati che erano stati arrestati. Giovedì scorso durante una trasmissione televisiva la Spartà aveva detto di avere paura perché le capita di incontrare spesso nel paese i presunti killer, scarcerati per insufficienza di prove.

 

21 aprile: Resa nota una dichiarazione del pentito Vincenzo Calcara secondo cui sarebbe stato Totò Riina ad ordinare ad Alì Agca di uccidere il papa. Nel dicembre dell'80 fu registrata la presenza di Alì Agca, sotto falso nome, a Palermo, ma la dichiarazione di Calcara non ha avuto alcun riscontro.

 

22 aprile: Per ordine del giudice istruttore di Venezia, nella segreteria della Dcpp (Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione), ultima denominazione della ex Divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno, viene eseguito un decreto di sequestro. Il magistrato, preso atto che "dagli atti è emerso che tra le fonti trattate e coltivate in ambito Divisione Affari Riservati vi erano soggetti in rapporto con i Servizi di sicurezza israeliani i quali contattavano militanti di Ordine Nuovo", è alla ricerca dei nominativi di quelle fonti. Un elenco delle quali viene reperito e sequestrato in un armadio-cassaforte posto in un ufficio della segreteria della Dcpp. Tra i nominativi risultano quelli dell'anarchico milanese Enrico Rovelli (nome di copertura Anna Bolena), dei neofascisti Armando Mortilla (Aristo) e Pietro Sangiorgi (Drago), di Lando Dell'Amico (Carrara) e di Franco Simeoni; inoltre, gestiti direttamente da Federico Umberto D'Amato, figurano i giornalisti Lino Ronga (Inter) e Antonio Jerkov (Antonio), nonche Marisa Musu (Stanislao) e Margherita Ingargiola (Rita), reduci da una lunga militanza nel Pci (Partito Comunista Italiano). All'esito del sequestro il direttore della Dcpp Carlo Ferrigno rassegna le dimissioni.

 

Al processo contro Francesco Musotto, ex presidente della provincia di Palermo, depositate alcune dichiarazioni di Giovanni Brusca, secondo cui Musotto non sapeva che la sua villa nei pressi di Pollina (Pa) era usata per incontri tra mafiosi ed è falso che fosse "a disposizione" di Leoluca Bagarella. A riprova di ciò Brusca ricorda che Bagarella avrebbe volutoucci dere Musotto, perché aveva saputo che l'avvocato aveva ricevuto alcune volte Giovanni Falcone nella sua villa, dove il magistrato avrebbe potuto essere eliminato facilmente se Bagarella fosse stato avvertito dai Farinella, mafiosi della zona e clienti di Musotto. Depositate anche le dichiarazioni di Vincenzo Brusca che afferma, ma è smentito dal fratello, di essersi adoperato a favore di Musotto nelle elezioni del 1994.
Cancellata dalla Cassazione la condanna a 17 anni per traffico internazionale di stupefacenti, inflitta nel processo denominato "Big John", ad Aldo Madonia della famiglia mafiosa del rione Resuttana di Palermo. Madonia era stato accusato dal pentito siculo-americano Joe Cuffaro di aver presieduto un summit mafioso che doveva risolvere alcuni contrasti sorti tra colombiani e siciliani, per una partita di 600 chili di cocaina non pagati dai siciliani. Per la stessa accusa Madonia è stato condannato a 6 anni per associazione mafiosa. Nel processo d'appello per la condanna per associazione mafiosa, in corso di svolgimento, il fratello Salvino, che non è un collaboratore di giustizia, ha dichiarato di aver presieduto lui quel summit. L'ammissione di Salvino Madonia tende a scagionare il fratello Aldo, laureato in Farmacia e presentato come il volto pulito della famiglia.
Al processo per associazione mafiosa contro Giulio Andreotti, il pentito Vincenzo Sinacori dichiara di aver saputo dei rapporti del senatore con Cosa nostra da Matteo Messina Denaro e da Gaetano Sangiorgi, genero di Nino Salvo, e che alla fine del '91 Andreotti era considerato uno dei nemici da eliminare, assieme a Martelli e Falcone.
Si suicida a Desio (Mi) l'industriale Ambrogio Mauri. In una lettera denuncia la corruzione e il sistema delle tangenti ancora vigenti, affermando che «l'onestà e la trasparenza non pagano».
Tano Grasso, coordinatore delle associazioni contro l'usura, rivolge un appello al presidente del Consiglio perché si renda operativa la legge antiracket per la quale «a fronte di una disponibilità di 160 miliardi sono state elargite somme per una cifra inferiore a 7 miliardi». Nell'appello vengono denunciate disfunzioni eclatanti della legge e viene fatto l'esempio della Sigma, la fabbrica di Libero Grassi ucciso per non essersi piegato al racket, a cui è stato negato l'accesso ai fondi con la motivazione che non ha subìto danni materiali.
Ucciso a Mosca, a colpi di kalashnikov, Valentin Sych, presidente della Federazione russa di hockey su ghiaccio. La Federazione gode, come altri enti ed associazioni russe, di agevolazioni fiscali e si occupa di importazione e commercio di tabacco e alcol, con un giro di miliardi di rubli che sarebbero stati utilizzati per traffici illeciti.

 

23 aprile: Roma, una busta di vernice bianca è lanciata contro alcune lapidi delle Fosse Ardeatine.

 

Il Tribunale di Firenze condanna a tre anni di reclusione il colonnello dei carabinieri Federigo Mannucci Benincasa, ufficiale del Sismi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare). L'imputato è riconosciuto colpevole della detenzione abusiva e della ricettazione delle armi rinvenute nel marzo 1993 a Firenze in un locale di pertinenza del Centro di controspionaggio del Servizio.

 

Disposta dal gip di Catanzaro, su richiesta della Procura, l'archiviazione di un procedimento penale per concorso in associazione mafiosa contro Giacomo Mancini, suo figlio Pietro e l'avvocato Antonio Cersosimo di Cosenza. L'inchiesta era nata dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Franco Pino, ex capocosca di Cosenza.
Assolto dalla Corte d'appello di Napoli Domenico Zirpoli, figlio del pentito della camorra Leonardo. Domenico Zirpoli era stato condannato in primo grado all'ergastolo per l'assassinio di un gioielliere durante un tentativo di rapina. L'accusa si basava sul riconoscimento, poi ritrattato, di due parenti della vittima e su una pistola sequestrata all'imputato, che successivamente una perizia aveva stabilito essere diversa dall'arma usata per il delitto.
Condannato a 16 anni dalla Corte d'assise di Palermo il pentito Marco Favaloro, per tre omicidi, tra cui quello dell'imprenditore Libero Grassi. La Corte gli ha riconosciuto soltanto le attenuanti per il suo contributo come collaboratore. Favaloro ha ammesso di avere accompagnato, il giorno dell'omicidio Grassi, Salvino Madonia di cui era uomo di fiducia e che per quel delitto viene giudicato nel processo "Agate + 50". I giudici hanno riconosciuto alla vedova dell'imprenditore, Pina Maisano, e ai figli, Davide ed Alice, costituitisi parte civile, una provvisionale di 20 milioni ciascuno.
Assolti dalla Corte d'assise di Agrigento, per non aver commesso il fatto, Paolo Mistretta e Vincenzo Tamburello, accusati da alcuni pentiti di avere partecipato all'omicidio di Nicola Atria, fratello di Rita, la giovane collaboratrice di giustizia suicidatasi dopo la morte di Paolo Borsellino. I due imputati rimangono in carcere per altri reati.
Il pentito Marino Pulito, ex esponente di primo piano della famiglia Modeo di Taranto, durante l'udienza del processo per mafia a Giulio Andreotti, ha dichiarato che in due incontri avuti a Roma con Licio Gelli, questi gli avrebbe garantito l'interessamento del senatore per la revisione del processo ai fratelli Modeo.
Sequestrati beni per 50 miliardi all'imprenditore Giuseppe Panzeca, considerato il "reggente" della famiglia di Caccamo (Pa), che sarà processato per associazione mafiosa.

 

24 aprile: Padova, bruciate le auto di 2 estremisti di destra. Rivendica l'Esercito Zapatista del Nord Est

 

Ucciso a Misterbianco (Ct) il pregiudicato Antonino Caruso.
Condannate dal Tribunale di Marsala 16 delle 30 persone accusate di far parte di organizzazioni di trafficanti e spacciatori di droga. Sono stati inflitti complessivamente 77 anni di carcere e 634 milioni di multa.
A Gela (Cl) tenta il suicidio dandosi fuoco il disoccupato Orazio Bonvissuto.
Dichiarato dal gup di Agrigento il non luogo a procedere per il presidente del Consorzio di bonifica delle Valli del Platani e del Tumarrano, Salvatore Giambrone, e per altri 11 indagati tra componenti della commissione giudicatrice della gara d'appalto ed imprenditori cui furono affidati i lavori, tra cui Filippo Salamone.
Condannati dal Tribunale di Verona, con pene che vanno dai 5 ai 4 anni di carcere, il dc Giovanni Prandini, ex ministro dei Lavori pubblici, Giovanni Pandolfo, ex presidente dell'autostrada "Serenissima", Giuseppe Del Maso, ex sottosegretario democristiano, e Severino Citaristi, ex segretario amministrativo della Dc, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, turbativa d'asta e illecito finanziamento ai partiti per le tangenti prese e pagate per la costruzione dell'autostrada.
Si dimette il prefetto Carlo Ferrigno, direttore generale della polizia di prevenzione, in seguito al ritrovamento delle liste segrete degli informatori dell'Ufficio affari riservati e al sequestro ordinato dal giudice istruttore di Venezia Carlo Mastelloni, che indaga sull'aereo dei servizi segreti "Argo 16" precipitato nel '73. Le liste erano custodite nella cassaforte della Direzione della polizia di prevenzione, malgrado siano state emanate nei mesi scorsi «precise direttive del ministero dell'Interno per la verifica di eventuali giacenze di atti d'ufficio al di fuori di una regolare catalogazione ed archiviazione».

 

25 aprile: Milano, una bomba esplode alle 4 del mattino a Palazzo Marino. Rivendica Azione Rivoluzionaria

 

Un ordigno esplosivo viene fatto esplodere contro il muro dell'aula consiliare del Municipio di Milano provocando danni rilevanti. Alcune ore dopo una ragazza anarchica, Patrizia Cadeddu, consegna di persona a una radio locale una rivendicazione firmata Azione Rivoluzionaria Anarchica. La ragazza sarà arrestata e condannata, gli attentatori resteranno ignoti.

 

Milano, a 24 ore dal voto per le elezioni comunali, scoppia un ordigno posto sul davanzale esterno di una finestra di Palazzo Marino, provocando notevoli danni ma nessuna vittima. L'angolo in cui è stato messo l'ordigno non è coperto dal controllo delle telecamere poste all'esterno del palazzo. In giornata viene lasciata presso la sede di Radio popolare, da una donna che viene ripresa dalle telecamere, una borsa contenente materiale simile a quello usato dagli attentatori e volantini firmati con la A degli anarchici. I circoli anarchici dichiarano di essere completamente estranei. In serata l'attentato viene rivendicato da "Azione rivoluzionaria".
Revocato il programma di protezione per Giacoma Filippello, che aveva collaborato con la giustizia dopo l'assassinio del suo convivente, il capomafia di Marsala (Tp) Natale L'Ala. Il provvedimento è stato preso dopo che la donna ha avviato un club "a luci rosse".
Rese note le dichiarazioni di Giovanni Brusca che scagiona, per l'assassinio dell'imprenditore Massimo Capomaccio, Mico Farinella, amico dell'imprenditore con il quale condivideva truffe e altri affari illeciti e figlio di Peppino, capomafia di San Mauro Castelverde (Pa). Ad uccidere Capomaccio sarebbero stati lo stesso Brusca e Leoluca Bagarella.

 

26 aprile: In tutto il Lazio appaiono manifesti che ricordano il 52° anniversario della morte di Mussolini

 

Maggio: Il giorno 10, il comitato servizi segreti presenta la relazione sul dossier Achille, denunciando bugie dei vertici del Sisde e sparizioni di documenti: in una scheda, si parla persino di "appartenenza a logge massoniche coperte di magistrati di Milano", e qualche giornale ci inzuppa il pane. Il 15, la procura di Brescia chiede la proroga dell'inchiesta Pacini-D'Adamo: ora si parla di un telefonino di Pacini usato da Di Pietro. Pacini smentisce. Francesco Greco critica il governo dell'Ulivo, che risponde con un procedimento disciplinare. Il 31, Berlusconi è di nuovo in tournée a Brescia per consegnare dopo un anno e mezzo il dossier FINDUS del suo ex socio D'Adamo. Ma ben altre carte stanno arrivando dalla Svizzera: quelle sui conti di Previti, nel mirino della Bocassini.

 

9 maggio: Otto attivisti della Serenissima Repubblica Veneta occupano a Venezia il campanile di San Marco dopo averlo raggiunto con un blindato fabbricato da loro e portandosi al seguito qualche vecchia arma. Sono Flavio Contin, Gilberto Buson, Antonio Barison, Luca Peroni, Cristian Contin, Fausto Paolo Faccia, Andrea Viviani e Moreno Menini. Vengono subito arrestati e saranno tutti condannati in primo grado.

 

15 maggio: Interrogato dal giudice istruttore di Venezia, l'ex funzionario della Divisione Affari Riservati del Ministero dell'Interno Guglielmo Carlucci dichiara di avere assistito personalmente a incontri tra il dirigente della Divisione Federico Umberto D'Amato e il leader di An (Avanguardia Nazionale) Stefano Delle Chiaie. Il magistrato riassumerà la deposizione in questi termini: "Il dott. Carlucci ha ricordato che Delle Chiaie era solito frequentare il dott. D'Amato sia quando il funzionario era vicedirettore che nei tempi successivi in cui era assurto alla carica di direttore della Divisione, trattenendosi con il prefetto nei locali dell'ufficio. In alcune occasioni lo stesso Carlucci aveva assistito ai colloqui tra i due".

 

23 maggio: UDINE Incendio di un’automobile presso locale concessionaria della "Toyota" (con danni ad altre due vetture e ad altri apparecchi). Sul luogo veniva rinvenuto un volantino di rivendicazione con l’intestazione "N.T.A." seguita dalla scritta "Militanti Rivoluzionari per la costruzione del P.C.C.", nel quale venivano esposte le tesi della "lotta antimperialista", con ampi riferimenti anche alla situazione nel Perù.

 

21 – 24 maggio: Il tredicesimo Congresso nazionale della Cisl si svolge a Roma dal 21 al 24 maggio 1997. Ai lavori vi partecipano 1254 delegati in rappresentanza di 3.800.000 iscritti e sono di provenienza al 46,8% dal nord, al 20,73% dal centro, e al 32,54% dal sud. La provenienza dalle strutture sindacali è equamente divisa al 50% tra quelle orizzontali e quelle verticali. Le delegate donne sono il 17%.

I lavori vengono aperti dal Segretario generale Sergio D’Antoni con una relazione  mirata a definire la nuova Cisl per il nuovo sindacato e intitolata : “Negoziamo il futuro”.  Temi base della relazione sono quelli del ‘sindacato, la politica, i valori’, della ‘ concertazione’, del passaggio ad ‘un nuovo stato sociale’, del ‘rilancio dell’economia’, del ‘lavoro e i lavori’, della ‘democrazia economica’,  de ‘l’unità sindacale’, de ‘l’Europa’, del ‘sindacato domani’.

Nel dibattito congressuale, oltre i dirigenti e i delegati,intervengono

e portano il loro saluto i leaders di Cgil, Uil (Cofferati e Larizza), personalità istituzionali come il presidente del Consiglio, Romano Prodi,  del mondo religioso come il Cardinale Ersilio Tonini, del mondo sociale come Franco Passuello e Don Antonio Mazzi,  del mondo accademico come il premio Nobel Franco Modigliani e del sindacalismo internazionale come il segretario generale della Ces, Emilio Gabaglio.

Il dibattito congressuale si conclude con la replica di Sergio D’Antoni che invita tutti i cislini ad impegnarsi per rendere ancora più forte e grande la Cisl, sapendo che ‘il  futuro è iniziato e noi lo negoziamo’.

I lavori del Congresso terminano con l’approvazione della mozione conclusiva generale, di quelle tematiche , di dieci ordini del giorno e con l’elezione del nuovo Consiglio generale, che,  riunitosi poi a Roma il 19 giugno, rielegge Segretario generale della Cisl Sergio D’Antoni con 202 voti su 216 votanti e Segretario generale aggiunto Raffaele Morese con 125 voti su 215 votanti.

In Segreteria confederale vengono rieletti : Graziano Treré (149 voti), Roberto Tittarelli (137 voti), Luigi Cocilovo (132 voti), Natale Forlani (130 voti), Giovanni Guerisoli (127 voti) e Lia Ghisani (119 voti).

Nel'ottobre 1998 Raffaele Morese si dimette dalla carica di Segretario generale aggiunto ed entra come Sottosegretario al Lavoro nel primo Governo D'Alema.

Il Consiglio generale del 16 dicembre 1998,  dopo aver approvato il terzo mandato di Segretario generale a Sergio D’Antoni (il secondo mandato avrebbe avuto scadenza  il 30 aprile 1999), rinnova anche la Segreteria

confederale che ora  risulta così composta da: Pier Paolo Baretta, Raffaele Bonanni, Ermenegildo Bonfanti, Lia Ghisani (confermata), Giovanni Guerisoli (confermato),  Savino Pezzotta, Giorgio Santini, Graziano Treré (confermato),  Antonio Uda. A Savino Pezzotta viene assegnata la nuova funzione di Segretario Vicario .

Il  Consiglio   generale  del  4 dicembre 2000, riunito a  Roma, al  Palazzo  dei  Congressi  dell'Eur,  dopo  aver   accolto  le  dimissioni da   Segretario  generale di  Sergio D'Antoni  (  che  lascia  la  Cisl  per  fondare  il  partito  di  Democrazia  Europea e  quindi  per  scendere  in campo  politico  partecipando  alle  elezioni  politiche  del 13  maggio  2001  e  ale  elezioni comunali  di Roma come  candidato a  Sindaco ) nomina, con 204  voti  su  215  votanti,  nuovo  Segretario  generale  della  Cisl  Savino  Pezzotta . Nella  stessa  seduta  il Consiglio  generale  rielegge , su  proposta  del  Segretario , la  nuova  Segreteria  confederale  che quindi  risulta  così   definita: Uda Antonio   (179 voti);Betti Sergio            (178 voti) ;Bonanni Raffaele (165 voti);Ghisani Amalia (156 voti);Trerè Graziano (155 voti); Bonfanti Ermenegildo(154 voti);Santini Giorgio(150 voti);Baretta Pierpaolo(149 voti); Guerisoli Giovanni (140  voti).

 

Giugno: E' il mese del "caso Bocassini". Così, almeno, i giornali chiamano il caso Parenti. Il giorno 6, finisce dentro il colonnello Riccio, seguito a ruota dal maresciallo Angelo Piccolo, già collaboratore e "amico" della Titti: dieci anni fa, quando la ragazza lavorava alla procura di Savona, i due avrebbero messo su una raffineria di droga nella caserma dell'Arma. E Piccolo, durante la latitanza, avrebbe beneficiato dell'ospitalità dell'amica  - ora deputata forzista - nella sua casa romana. Ma non è questo a fare scandalo sui giornali e nel Palazzo. Fanno scandalo gli strilli della Parenti, che denuncia la Bocassini per aver offerto mezzo miliardo al pentito Veronese per "toglierla di mezzo" con storie di droga. Fa scandalo una telefonata di Borrelli ai colleghi di Genova, per avere lumi sulle accuse al suo pm. Fa scandalo il tailleur indossato un certo giorno dalla Ilda. Fa scandalo la presunta intercettazione sui telefoni di casa Parenti (in realtà, era controllato il telefono di casa Piccolo, non ancora coperto da immunità parlamentare). La storia dei 500 milioni al pentito viene smentita dallo stesso pentito. E sorge il sospetto che Riccio & C. abbiano costruito quella montatura per coprire le proprie e altrui vergogne. Ma ecco un nuovo "scandalo": il giorno 11, il vicepresidente del Csm Carlo Federico Grosso (Pds) se la prende con Colombo e la Bocassini perché avrebbero taciuto ad una sua domanda su eventuali impedimenti alla nomina a procuratore generale di Roma di Vittorio Mele, autorizzando il sospetto che sul suo conto esistessero indagini. In effetti, a Milano si indaga da tempo sulle agende del faccendiere Giancarlo Rossi, nelle quali compariva pure il nome di Mele. Prontamente, il giorno 12, i forzisti La Loggia e Pera chiedono un'azione disciplinare contro Borrelli, Colombo e la Bocassini. Il 15, salta fuori un vecchio biglietto inviato nel '93 da Di Pietro a Ghitti per chiedergli l'arresto del manager Mario Maddaloni, con la risposta di Ghitti che gli consigliava di cambiare capo d'imputazione, Scandalo dei gip "appiattiti" sui pm. Tutta manna per i bicameralisti, impegnati a separare le carriere dei magistrati. Piccolo particolare: la richiesta di Di Pietro fu respinta da Ghitti.

 

3 giugno: Scontri davanti al tribunale di Mestre tra LIFE (organizzazione legata alla Lega) e autonomi

 

6 giugno: Palermo, arrestato tra Ficarazzi e Bagheria, Pietro Aglieri detto u’signurino. E’ uno dei collaboratori più stretti del boss Bernardo Provengano ed è accusato sia per la strage di Capaci sia per quella di via D’Amelio.

 

In un teatro di Roma si riuniscono personalità e associazioni, su impulso di Mauro Mellini, "per dare vita ad un fronte unito di lotta contro l'ingiustizia". Contro "il partito dei magistrati" si schierano in particolare gli ex dirigenti del Sisde (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica) Bruno Contrada e Antonio Voci, il magistrato di Roma Antonio Alibrandi e l'ex dirigente del Mpon (Movimento Politico Ordine Nuovo) Paolo Signorelli. Sono presenti anche ex ministri e parlamentari.

 

7 giugno: processo d’appello per il Conto Protezione: 5 anni e 9 mesi a Craxi e Gelli, 4 anni a Martelli e Larini

 

9 giugno: ufficializzato l'acquisto da parte di Telecom-Stet di una quota pari al 29% dell'azienda telefonica di Stato serba, Telekom Serbia. La cifra pattuita è di 893 milioni di marchi tedeschi, pari a circa 450 milioni di euro. Il 28 dicembre 2002, la quota torna in possesso del ministero delle Poste jugoslavo per 195 milioni di euro.

 

12 giugno: I naziskin aggrediscono a Latina 8 giovani. Vengono fermate 2 teste rasate.

 

13 giugno: Il giudice per le indagini preliminari di Milano ordina la cattura di Carlo Maria Maggi e di Delfo Zorzi, già appartenenti al Mpon (Movimento Politico Ordine Nuovo) del Veneto, accusandoli della strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969. Maggi viene arrestato, Zorzi risulta invece latitante essendo residente in Giappone da molti anni.

 

18 giugno: A Livorno, dove si trova in stato di semilibertà dal novembre 1993, il terrorista Gianfranco Bertoli, condannato all'ergastolo per la strage davanti alla Questura di Milano del 1973, tenta il suicidio iniettandosi una overdose di eroina. Prima tuttavia ha telefonato a un conoscente, che dà l'allarme e Bertoli viene agevolmente salvato. Il tentativo di suicidio avviene lo stesso giorno nel quale sono fissati gli interrogatori di Francesco Neami e di Carlo Maria Maggi, accusati di concorso nella stessa strage. L'atto viene interpretato come messaggio rassicurante per terze persone, nel senso che egli è uno che non parla.

 

23 giugno: Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma rinvia a giudizio Fulvio Martini, Paolo Inzerilli e Giovanni Invernizzi, tutti già appartenenti al Sismi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) e coinvolti nell'attività della "stay-behind" Gladio. I primi due sono accusati di soppressione di atti concernenti la sicurezza dello stato, il terzo di abuso d'ufficio.

 

27 giugno: Il GIP Pacioni di Roma chiede un supplemento di indagini su via Rasella

 

Luglio: Giorno 1, riecco la Parenti agitatissima nell'ennesima conferenza stampa sul caso Riccio: "Ho denunciato la Bocassini per calunnia". Ilda è indagata a Brescia. Giorno 4, Berlusconi: "Un normale cittadino, al posto di Di Pietro, sarebbe già in galera". Giorno 8: quaranta deputati forzisti chiedono l'azione disciplinare e addirittura "la sospensione" per la pm Bocassini. Giorno 11: Previti chiede l'estromissione della Bocassini dalle inchieste che lo riguardano. Intanto, il 1° luglio, Antonio D'Adamo è corso a Brescia a confermare il memoriale FINDUS: la Dedra, il telefono, i 100 milioni, la garçonnière non erano prestiti ad un amico o a sua moglie (che era pure il suo legale), ma il prezzo per i favori processuali di Di Pietro a Radaelli e Prada (che Di Pietro fece arrestare nel '92); e quei 15 miliardi di Pacini - ricorda ora D'Adamo in un soprassalto di memoria - gli vennero per intercessione di Tonino. Il 16, la procura di Genova chiede l'archiviazione della denuncia della Parenti contro la Bocassini. Il 17, Di Pietro si candida per il Pds nel Mugello. Il 18, PANORAMA sbatte in copertina una vecchia foto che lo ritrae su un divano con una bella ragazza, sotto la scritta "Il grande scroccone", e delizia i lettori con un gadget d'eccezione: "Attentato al governo Berlusconi. Articolo 289 codice penale", ultima fatica di Giancarlo Lehner MADE IN HAMMAMET. Il 19, trapela da Brescia la notizia che forse Di Pietro intascò da D'Adamo i 5 miliardi e rotti di Pacini per finanziare il suo movimento politico. Il 21, il sindaco polista di Milano Gabriele Albertini reintegra nello stipendio il condannato e plurinquisito Rea, affidandogli il comando del servizio Igiene e sanità. Subito dopo il buon Eleuterio, rinfrancato ed assistito da un avvocato di Forza Italia, si ricorda fulmineamente di alcuni particolari agghiaccianti di dieci anni fa sul conto di Di Pietro. E il 31, preceduto da un profetico articolo del FOGLIO, corre a raccontarli alla procura di Brescia (dove Salamone ha appena ricevuto un avviso di garanzia per mafia, da Caltanissetta). Di Pietro - rivela Rea - salvò Radaelli nel 1989 (salvo poi arrestarlo nel '92), e Borrelli mentì al tribunale di Brescia quando disse di aver saputo da Di Pietro (e non da Poppa) la storia del prestito di Gorrini a Tonino. Risultato: Di Pietro di nuovo indagato per abuso d'ufficio. Essendo i fatti del 1989, il reato sarebbe comunque prescritto dal 1994, ma chi se ne importa. Berlusconi intanto entra trionfalmente in Europa: è indagato in Spagna per frode fiscale e violazione dell'antitrust televisiva. E, con grande fantasia, tuona contro i pool di Milano che piloterebbe le togas rojas madrilene.

Pagine secondarie (1): 1997 (1 luglio - 31 dicembre)
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