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1996 (1 luglio - 31 dicembre)

1 luglio: Arrestato a Reggio Calabria il boss della 'ndrangheta Giorgio De Stefano, capo della cosca omonima. Avvocato penalista, amico di Ludovico Ligato, con forti legami politici ed istituzionali e rapporti con massoneria e servizi segreti deviati, era stato già arrestato alla fine degli anni ottanta, ma subito scarcerato. Era in contatto con la banda della Magliana ed era amico di Bagarella, Cutolo e Santapaola. Era stato l'artefice della tregua tra le cosche reggine per portare a segno l'uccisione del giudice Scopelliti.
A Palermo nuovo interrogatorio di 10 ore per Marcello Dell'Utri. Nega che la Fininvest abbia pagato mafiosi e di aver conosciuto Stefano Bontate e gli altri mafiosi di cui parla Calderone, mentre ammette di conoscere Gaetano Cinà da una vita.
Qualche giorno dopo si viene a sapere che i pentiti Salvatore Cancemi e Calogero Ganci hanno rivelato che Marcello Dell'Utri avrebbe versato annualmente 200 milioni di lire a Cosa Nostra, consegnandoli prima a Vittorio Mangano e Ignazio Pullarà e poi, per decisione di Totò Riina, a Gaetano Cinà.
Al processo per l'omicidio Pecorelli l'avvocato della difesa annuncia che porterà un nuovo testimone, Alessandro Ortenzi della banda della Magliana, secondo cui Pecorelli sarebbe stato ucciso dalla camorra e ci sarebbe un legame tra la sua uccisione e quella dello psichiatra neofascista Aldo Semerari. Successivamente Claudio Vitalone chiederà che venga ammesso come teste Raffaele Cutolo, secondo cui il delitto sarebbe stato commesso dalla banda della Magliana, perché il giornalista faceva il doppio gioco ed era confidente di Dalla Chiesa.
Rinviati a giudizio dal Gup di Reggio Calabria, per l'omicidio del giudice Antonino Scopelliti, i mafiosi: Benedetto Santapaola, i fratelli Graviano, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Mariano Agate, Giuseppe Madonia, Bernardo Provenzano, Antonino Giuffrè, Benedetto Spera. Per questo omicidio sono già stati comminati 10 ergastoli. A decidere il delitto sarebbero stati i componenti della cupola interprovinciale.
Arrestati un catanese, Pietro Bellia, legato al clan di Nitto Santapaola, e due portoghesi, Belarmino Vilarino, abitante ad Avola (Siracusa), e Carlos Monteiro, titolare di una ditta di trasporti in Guinea Bissau. Sono accusati di traffico internazionale di armi. Avrebbero importato uranio dallo Zaire.
Arrestato a Napoli il cittadino tedesco Christian Bauer, che trasportava circa 84 chili di eroina, per un valore di 700 miliardi.

 

2 luglio: Rimini, si apre il 13° congresso della Cgil all'insegna del no al documento di programmazione economica e finanziaria del governo.

 

Secondo il commissario europeo Mario Monti “con questa Finanziaria l’Italia non potrà far parte del primo gruppo di Paesi ammessi ad adottare la moneta unica”.

 

Emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Torino 9 ordini di custodia cautelare per pregiudicati considerati vicini ai clan mafiosi del Torinese, con accuse che vanno dall'omicidio alla rapina e al traffico di stupefacenti.
Arrestate 20 persone del clan Ferrara di Messina, che controlla anche la riviera jonica assieme al clan dei Cursoti di Catania, con l'accusa di aver compiuto estorsioni e rapine per centinaia di miliardi. Le accusano 3 collaboratori di giustizia ma anche imprenditori e commercianti vittime delle estorsioni. Tra gli arrestati un medico e due guardie giurate.
Sequestro di marijuana, per 400 milioni, a Partinico (Pa). Arrestati due coniugi proprietari della serra in cui veniva coltivata.
A Corleone incontro tra il sindaco Cipriani, alcuni giovani del paese e il noto fotografo Oliviero Toscani invitato dal sindaco per dare un mano per cambiare l'immagine del paese. Nessuno ha ricordato che Corleone è la patria delle lotte contadine contro la mafia e di martiri come Bernardino Verro e Placido Rizzotto e che bisognerebbe far conoscere questo grande patrimonio storico, totalmente dimenticato. Toscani, che dimostra di non sapere nulla di tali lotte, dichiara: Vorrei Maria Concetta Riina (la figlia di Totò Riina) come testimonial della mia pubblicità antimafia.

 

3 luglio: la riforma dei criteri di nomina del consiglio di amministrazione della Rai naufraga al Senato dopo il voto sfavorevole di Rifondazione comunista e del Polo.

 

Massimo D’Alema e Giuliano Amato stilano un documento comune sull’unità di intenti per la riunificazione di tutta la sinistra.

 

Arrestato in un paese della provincia di Napoli Nicola Mocerino, esponente della camorra di Somma Vesuviana. E' accusato di numerosi delitti tra cui l'omicidio del piccolo Gioacchino Costanzo, di tre anni, ucciso assieme al convivente della nonna, Giuseppe Averaimo, il 15 novembre 1995.
Don Luigi Ciotti propone un provvedimento, analogo a quello emanato per i terroristi, che dia la possibilità ai mafiosi di dissociarsi ammettendo i propri delitti senza accusare altri. La proposta suscita perplessità per la profonda differenza tra il terrorismo, che aveva motivazioni ideologiche e politiche, e la mafia, e anche perché la dissociazione potrebbe arrestare o ridurre il flusso di mafiosi-pentiti, in costante aumento negli ultimi anni.
Da alcune indagini svolte sulle attività di mafiosi nel Palermitano è emerso che diversi proprietari di terreni, posti attorno al lago artificiale Poma e coltivati o destinati a pascolo, sono stati costretti con minacce e violenze a lasciare le loro proprietà. Tra i principali responsabili ci sarebbero i fratelli Michele, Vito e Leonardo Vitale di Partinico, mafiosi della cosca di Leoluca Bagarella. I proprietari si sarebbero rifiutati di accusare i Vitale. Le greggi dei fratelli Vitale avrebbero pure pascolato all'interno dell'area gestita dalla forestale.

 

4 luglio: Prodi partecipa al Congresso di Rimini della Cgil e rilancia la bontà del Documento di programmazione economica e finanziaria, lasciando tuttavia spazi per eventuali aggiustamenti; intanto Moody's, l'agenzia di rating americana, promuove l'Italia e Ciampi.

 

Arrestato per ordine della Procura di Milano il magistrato romano Antonio Pelaggi, accusato di avere ricevuto 400 milioni dal costruttore Renato Armellini in cambio dell'assoluzione in una causa per un'evasione di 500 miliardi. Ad accusarlo è il genero di Armellini, Alessandro Mei, sotto inchiesta per concussione assieme a Francesco De Lorenzo e rinviato a giudizio assieme a Enrico Nicoletti, il cassiere della banda della Magliana. Sono stati arrestati anche l'avvocato tributarista Sergio Melpignano, l'avvocato Giovanni Acampora, il perito Antonio Staffa e Carlo Capitanucci ex colonnello della Guardia di Finanza ed ex ispettore del Secit. Sembra che Pelaggi affidasse le perizie sempre alle stesse persone e con parcelle elevate. Mei inoltre ha tirato in causa anche Cesare Previti e l'ex magistrato Filippo Verde.
Successivamente viene reso noto che il notaio romano Michele Di Ciommo, inquisito per associazione a delinquere e bancarotta assieme ad Enrico Nicoletti, in un interrogatorio ha parlato del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso 2 anni fa, pochi giorni dopo aver chiesto ad un pm di Milano un consiglio su qualcosa che riguardava la bancarotta per cui è imputato proprio Di Ciommo. Adinolfi tempo prima aveva fatto una denuncia alla Procura della Repubblica per la vicenda del fallimento della Casina Valadier di proprietà di Ciarrapico, dopo che un sostituto, convinto dall'avvocato Mario Santaroni e mentre Adinolfi delegato del fallimento era in vacanza, aveva firmato un provvedimento a favore di Ciarrapico. A detta del notaio, l'avvocato Santaroni avrebbe ripetutamente pagato alcuni magistrati.
Condannati all'ergastolo 4 mafiosi palermitani, Giuseppe Lucchese, Antonino Marchese, Paolo Alfano e Salvatore Maniscalco, per 6 omicidi avvenuti nei primi anni ottanta contro mafiosi legati a Salvatore Contorno e Stefano Bontate

 

5 luglio: arrestato Antonio Pelaggi, ex-presidente dell'ottava sezione penale del Tribunale di Roma, con l'accusa di aver incassato 400 milioni per assolvere il costruttore Renato Armellini.

 

La Procura della Repubblica di Napoli accusa la multinazionale americana del tabacco Philip Morris di avere evaso 10 mila miliardi di tasse in Italia.

 

Sciolto per accertati condizionamenti mafiosi il consiglio comunale di Altavilla Milicia (Pa). Il provvedimento arriva dopo le dimissioni dei consiglieri (tutti tranne uno eletti in una lista civica che si richiamava al Ppi) avvenute lo scorso anno in seguito ad una serie di avvisi di garanzia e arresti per abuso d'ufficio, e dopo che per le elezioni del 16 giugno scorso non era stata presentata nessuna lista.
Fallito attentato in Colombia contro il procuratore federale svizzero Carla Del Ponte. L'elicottero sul quale viaggiava è stato fatto segno a colpi di armi automatiche pesanti mentre sorvolava una zona coltivata a coca e dove si sospetta la presenza di laboratori per la produzione della cocaina.
Suicida l'ispettore della Usl, Roberto Rapone, che lavorava per conto della Procura della Repubblica di Roma. Era stato arrestato perché scoperto mentre incassava una tangente di 2 milioni da un imprenditore.

 

6 luglio: inflazione sotto il 4% dopo 18 mesi e PIL in crescita, sono i primi segnali di ripresa economica dell'Italia.

Il governo approva tre disegni di legge proposti dal ministro della Giustizia, Giovanni Maria Flick, che prevedono l'ingresso del giudice di pace in campo penale per i reati minori, il reclutamento a tempo determinato di giudici a riposo di oltre 60 anni per smaltire oltre due milioni di cause civili arretrate, la disciplina delle video conferenze.

 

Arrestato ad Isola Capo Rizzuto (Cz) Nicola Arena, latitante da tre anni, ritenuto uno dei personaggi più importanti della 'ndrangheta. E' accusato di associazione mafiosa, t
raffico di stupefacenti, omicidio ed estorsione.
Prosciolti dal Gip di Catanzaro, dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, Tiziana Maiolo, Vittorio Sgarbi e l'avvocato Enzo Lo Giudice. Erano stati accusati dal pentito della 'ndrangheta Franco Pino, ma l'accusa è rimasta priva di riscontro.
A Locate Varesino ferito mortalmente, da malviventi che aveva fermato ad un posto di blocco, il maresciallo dei carabinieri Sebastiano D'Immè. Morirà il giorno dopo.
Concluso a Crotone, con 24 condanne e 31 assoluzioni, il processo contro 55 appartenenti alle cosche Arena e Maesano, accusati di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti

 

7 luglio: Alla Fiera di Roma gli ex socialisti craxiani Ugo Intini, Manca e Margherita Boniver  illustrano il manifesto costitutivo del nuovo partito socialista.

 

Scoperte a Rosarno (RC) 2 piantagioni di canapa indiana per un totale di 5.500 piantine. I proprietari sono riusciti a fuggire.
Agli arresti domiciliari nella sua villa in Sardegna, per false informazioni al pubblico ministero, il banchiere svizzero Dionigi Resinelli: si è rifiutato di rispondere sui conti svizzeri del giudice Renato Squillante e dell'avvocato Attilio Pacifico.

 

8 luglio: Arrestato a Palma di Montechiaro (Ag) il latitante Totuccio Pace, fratello di Domenico, killer del giudice Rosario Livatino. Totuccio Pace, considerato elemento di spicco della Stidda, era ricercato dall'aprile scorso, dopo essere stato scarcerato per decorrenza dei termini. Deve scontare una condanna a 7 anni per associazione mafiosa e detenzione di armi.
Trovato nelle campagne di Partinico (Pa) il cadavere carbonizzato di Matteo Pirrone, un giovane pregiudicato per furto e spaccio.

 

9 luglio: viene arrestato in Costa Smeralda (Sardegna) il banchiere Dionigi Resinelli, ritenuto il cassiere del giudice romano Renato Squillante.

 

Chiesto dalla prima commissione del Csm il trasferimento per incompatibilità ambientale del procuratore capo di Roma Michele Coiro, per il comportamento tenuto riguardo all'indagine della Procura di Milano su Renato Squillante e per la richiesta di trasferimento dell'ufficiale dei carabinieri Enrico Cataldi, impegnato in inchieste sulla corruzione di magistrati romani.
Arrestate altre 100 persone facenti parte della mafia del Brenta e sequestrate armi, munizioni e centinaia di milioni.
Arrestati ad Albenga (Sv) il sindaco Angelo Viveri ex funzionario del Pci, il vicesindaco Antonio Oliveri ex dc, quattro assessori, il segretario comunale, il responsabile dell'ufficio tecnico, l'ex direttore della filiale del Banco San Paolo e 3 imprenditori, per aver preso o pagato tangenti per gli appalti per la ricostruzione dopo l'alluvione del '94.
Ferito ad una gamba Gennaro D'Amico, del clan camorristico dei Rinaldi, fatto segno a numerosi colpi di arma da fuoco nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli

 

10 luglio: per quattro volte Rifondazione comunista boccia in Commissione a Montecitorio il documento di programmazione economica e finanziaria votando assieme al Polo.

 

La Corte Costituzionale giudica illegittima la richiesta di esami del sangue o del Dna di un indagato o di altri per risolvere un delitto, consentita dall'articolo 224 del codice di procedura penale.

 

Polemiche sulle nomine Rai. Il nuovo presidente è lo scrittore Enzo Siciliano.

 

Arrestati 22 mafiosi della cosca di Raffaele Ganci e notificati 19 ordini di custodia a mafiosi già in carcere, in seguito alle indagini nate dalle dichiarazioni dei pentiti Aurelio e Marco Neri e Calogero Ganci. Sono accusati di associazione mafiosa e di estorsione ai danni di commercianti. L'operazione è stata denominata Cous-cous, perché la base operativa del clan sarebbe stato un ristorante di proprietà del tunisino Alì Boughattas, già ricercato per un omicidio e che è sfuggito alla cattura.
Arrestate 15 persone nel Trapanese per spaccio di ecstasy.
Interrogato dai magistrati della Procura di Palermo il direttore del Tg5 Enrico Mentana riguardo alla fuga di notizie sulle indagini su Marcello Dell'Utri. Mentana dichiara di aver saputo dal corrispondente da Palermo, Salvatore Sottile, che la talpa è un magistrato, ma di non conoscerne il nome. Ai giornalisti poi dirà che non si tratta di un magistrato di Milano, facendo intendere che è uno di Palermo. Sottile a sua volta si rifiuta di rivelare la fonte. Qualche giorno prima era stato interrogato Giuliano Ferrara che aveva pubblicato la notizia sul Foglio, ma anche lui si era trincerato dietro il segreto professionale.
Preoccupazione al Palazzo di Giustizia per una nuova estate dei veleni. Per il momento è scongiurato il trasferimento a Caltanissetta delle indagini sulla talpa e su Dell'Utri.
Ucciso a Potenza un agente di polizia da un malvivente che ha ferito un altro agente ed è riuscito a fuggire.
Sequestrate in Aspromonte 13.500 piante di canapa indiana. Il terreno ricade nella zona di influenza della cosca Alvaro di Sinopoli.
Anche a Carini (Pa) sequestrati una cinquantina di piante di canapa e circa 8 kg di canapa già essiccata. Arrestati i componenti della famiglia proprietaria del campo.
Trovata una borsa contenente dei fili elettrici ed un transistor, in modo da simulare un ordigno, nel giardino della villa dove abita il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che nei giorni scorsi ha ricevuto numerose minacce per telefono.

 

11 luglio: accordo tra Ulivo e Rifondazione comunista sulle nuove indicazioni per il documento di programmazione economica: aumento del 3% nel 1997 per i contratti in scadenza, piano triennale straordinario per l'occupazione di circa 15 mila miliardi, aumento degli assegni familiari per i redditi più bassi.

 

Lutto nel mondo dell’editoria. Muore a 80 anni Edilio Rusconi, l’inventore del giornalismo popolare in Italia.

 

Offerti 54 miliardi, come risarcimento alla Montedison e in cambio della possibilità di patteggiare la pena, da Domenico Bonifaci, uno degli imputati nel processo sui fondi neri Eni-Montedison.

 

12 luglio: Domenico Bonifaci, costruttore romano, paga il risarcimento più alto nella storia del codice penale per essere ammesso al patteggiamento nell’udienza dei falsi in bilancio del caso Enimont: 54 miliardi di lire.

 

Arrestate tra Catania ed Enna 34 persone con l'accusa di associazione mafiosa, omicidi, estorsioni e abigeati. Le indagini sono iniziate dopo l'omicidio di 3 persone nell'aprile del '94 e il pentimento di Maurizio e Fiorenzo Presianni della cosca omonima e fratelli di una delle vittime.
120 giovani di leva, 2 sottufficiali e un ufficiale sotto inchiesta a Milano per tangenti per evitare il servizio militare.
Al processo in corso a Reggio Calabria contro l'ex parlamentare socialdemocratico Paolo Romeo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, il pentito della 'ndrangheta Giacomo Lauro ha rivelato che nel 1979 un sedicente ufficiale della Guardia di Finanza gli dette l'incarico di uccidere Mino Pecorelli, incarico che però non venne eseguito.
Ucciso a Catania Giacomo Nicolosi, della cosca mafiosa dei Savasta e ferito gravemente Rosario Munzone, dello stesso clan, che morirà il 28 luglio.
Ritrovato nelle campagne fuori Catania il cadavere del pregiudicato Sebastiano Marane.
In un blitz della Guardia di Finanza contro contrabbandieri di sigarette nel porto di Mola di Bari, 2 rimangono uccisi e altri 2 feriti.

 

13  luglio: Rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e Bettino Craxi per un finanziamento di 10 miliardi transitati dai conti esteri della Fininvest a quelli dell'ex leader del Psi.

 

Il Cipe vara lo stanziamento di fondi per 10 mila miliardi da destinare alla realizzazione di infrastrutture nelle aree depresse.

Il Consiglio dei ministri vara il disegno di legge Bassanini di riforma della pubblica amministrazione: i documenti che attestano uno stato permanente non scadranno più (diventano permanenti), è abolita l'autentificazione della firma per alcuni documenti, le nascite potranno essere direttamente denunciate all'ospedale, si abolisce il controllo delle Commissioni statali su buona parte degli atti amministrativi delle Regioni, il sindaco nominerà direttamente il segretario comunale scegliendolo da un albo nazionale.

Il Consiglio dei ministri approva la bozza di decreto legislativo che istituisce il «Fondo per le persone che svolgono lavori non retribuiti derivanti da responsabilità familiari».

 

Maccanico propone un accordo tra maggioranza e Polo su diverse commissioni, tra cui quella di vigilanza della Rai.

Vengono tagliate le scorte a politici e magistrati (compresi quelli del pool Mani pulite).

 

Franco Iseppi è il nuovo direttore generale Rai.

 

Sequestrata a Siracusa eroina per 1 miliardo e arrestati 4 trafficanti.
Investito e ucciso a Locri (Reggio Calabria), dall'auto di scorta di un magistrato, il giovane Giosefatto Carpentieri. Il giorno dopo proteste e blocchi stradali durante una manifestazione con circa 500 persone.
Trovati sotterrati in un boschetto vicino Bussoleno (To) i cadaveri di Giuliano Guerzoni ed Enrico Ugoni, impiegati delle Poste di Torino che avevano preso parte alla rapina di 8 miliardi ad un furgone postale avvenuta il 26 giugno scorso. Il giorno successivo viene arrestato un altro impiegato, Domenico Cante, che quel giorno si trovava sul furgone, con l'accusa di aver partecipato alla rapina e di essere responsabile del duplice omicidio. Ricercato un altro complice amico e socio di Cante, Ivan Cella, forse in fuga con il denaro. Successivamente vengono arrestati altri due complici, Pasquale Leccese e Giorgio Arimburgo.
Arrestati a Ruvo di Puglia (Ba) 5 componenti di un'organizzazione di trafficanti e spacciatori di cocaina ed eroina, facenti capo a Biagio Iurilli che era agli arresti domiciliari. L'organizzazione si serviva di minorenni, tra cui anche un bambino di 8 anni. Tra i clienti, imprenditori, commercialisti e altri professionisti noti nella zona.
Altre 11 persone sono state arrestate in provincia di Varese per spaccio di droghe sintetiche.

 

14 luglio: Trovati dentro il bagagliaio di un'auto nelle campagne di Vizzini (Ct) i cadaveri, in avanzato stato di decomposizione, di 3 pregiudicati di Vittoria (Rg) scomparsi dal 5 luglio. Prima di essere uccisi sono stati torturati. Secondo gli inquirenti erano affiliati del clan Russo di Niscemi (Caltanissetta), in guerra col clan Dominante del Ragusano. Si teme per la vita di altri 2 giovani vittoriesi scomparsi da un paio di mesi.

 

15 luglio: Al termine dell'inchiesta sulla liquidazione di Tele-L'Ora, la televisione che faceva riferimento al Pci, e su finanziamenti occulti al Pci-Pds siciliano, arrestati a Palermo (ma otterranno la libertà dopo pochi giorni), l'ex presidente del consiglio di amministrazione dell'emittente, l'ingegnere Domenico La Cavera, uno degli uomini più influenti della politica regionale siciliana negli anni '60, l'ex consigliere delegato Benito Caputo e il liquidatore Corrado Carpintieri. Emessi anche 5 avvisi di garanzia per i dirigenti del partito, Domenico Bacchi, Antonella Rizza, Pietro Folena e Elio Sanfilippo, e per il segretario regionale del Cna Salvatore Bonura, con l'accusa di concorso in false comunicazioni sociali.
Concluso a Gela il processo, iniziato nel 1993, contro 47 mafiosi accusati di estorsioni, danneggiamenti e traffico di droga. Inflitte 39 condanne, la più pesante, 25 anni, ad Emanuele Argenti ritenuto il referente del boss Piddu Madonia, e 8 assoluzioni. Per le indagini erano state determinanti le testimonianze di alcuni taglieggiati.
Confiscati beni per 10 miliardi al boss Francesco Pace, ritenuto elemento di spicco della famiglia di Paceco (Tp).
Scoperti dai doganieri di Calais (Francia), in un Tir che viaggiava in direzione della Gran Bretagna, 106 chili di eroina, 20 chili di anfetamine, 1 chilo di cocaina e 15 chili di cannabis.
Arrestate tra Roma e Firenze 4 persone accusate di importare cocaina e sequestrati 8 chili di cocaina purissima del valore di 10 miliardi.

 

16 luglio: Lunedì nero per borsa (-3%) e lira (marco a 1026), titoli di stato a picco. Tutto perchè Rifondazione non sottoscrive il piano

economico di Ciampi.

 

La Corte d'assise di Roma pronuncia la sentenza del quarto processo riguardante il sequestro di Aldo Moro da parte delle Br (Brigate Rosse). Viene condannato all'ergastolo Germano Maccari, alias Luigi Altobelli, uno dei custodi dell'ostaggio nell'appartamento di via Montalcini a Roma. Condannato anche Raimondo Etro. In appello le condanne saranno ridotte.

 

Eletto presidente della Regione siciliana il docente universitario Giuseppe Provenzano, di Forza Italia. I rappresentanti di Rifondazione comunista, con l'adesione del Pds, criticano la scelta ricordando che Provenzano era stato arrestato nel 1984 con l'accusa di essere l'amministratore dei beni di una società gestita da Saveria Palazzolo, convivente del mafioso latitante Bernardo Provenzano, ed era stato prosciolto perché avrebbe agito sotto intimidazione. Il Polo risponde che Provenzano era stato prosciolto dal giudice Di Lello perché le accuse erano troppo deboli per un rinvio a giudizio ed era stato riconfermato consulente del Tribunale.
Notificati 32 ordini di custodia cautelare, di cui 12 a boss già detenuti per altri motivi, tra la Puglia e la Sicilia. Tra gli arrestati, tutti accusati di associazione di stampo mafioso, traffico di armi, estorsioni, rapine ed alcuni omicidi, un appuntato e un maresciallo dei carabinieri.
Arrestate a Catania 5 persone accusate di traffico di marijuana tra la Calabria e la Sicilia.
Iniziato a Palermo il processo contro l'ex deputato regionale della Dc Franz Gorgone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Condannati dalla prima sezione del Tribunale di Palermo, Totò Riina, Bernardo, Giovanni e Emanuele Brusca, Michelangelo La Barbera, Antonino Giuffrè e l'imprenditore Giuseppe Lipari al termine del secondo processo per mafia e appalti.
Al processo che si svolge a Palermo a 25 imputati di vari delitti avvenuti negli anni '80, il pentito Emanuele Di Filippo rivela che Salvatore Marino, il giovane fermato dopo l'omicidio del commissario Beppe Montana e morto in Questura per le percosse subite, era un mafioso della famiglia di Corso dei Mille ed era stato ideatore ed esecutore dell'attentato contro il commissariato di Brancaccio del 1 marzo dell'83.

 

17 luglio: Scoperto a Palermo un arsenale di armi della famiglia Madonia, in seguito alle rivelazioni di un nuovo pentito, Giovambattista Ferrante, uno degli accusati della strage di Capaci. Le armi erano nascoste in un bunker sotto il pavimento di un casolare, in un terreno di proprietà di un ospedale cittadino. Nel bunker c'erano una trentina di fucili di vario tipo, pistole, lanciarazzi, razzi anticarro, bombe a mano, munizioni, 12 chili di candelotti esplosivi e 15 chili di semtex.
Ferrante si è accusato anche di aver partecipato alla strage di via D'Amelio e a quella, avvenuta il 29 luglio 1983, dove persero la vita il capo dell'ufficio istruzione Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere dello stabile dove abitava il magistrato.
Viene reso noto che si è pentito Francesco Paolo Anselmo, il cognato del pentito Calogero Ganci, da cui un mese fa aveva preso le distanze.
Arrestato a Trapani il latitante Vincenzo Sinacori, boss della famiglia mazarese di Mariano Agate. E' accusato di diversi omicidi. In una perquisizione fatta a casa sua nell'aprile del '93 furono trovate alcune fotografie scattate durante una cerimonia religiosa a Roma, celebrata da don Baldassare Pernice zio del boss, alla quale era presente in veste non ufficiale Giulio Andreotti che era seduto vicino ai parenti di Sinacori. Andreotti ha dichiarato di non conoscere la famiglia Sinacori ma di aver partecipato all'inaugurazione della chiesa voluta da don Pernice.
Arrestate 12 persone a Trapani tra commercialisti, imprenditori, liberi professionisti e funzionari pubblici che avevano riciclato il denaro delle cosche mafiose di Mazara del Vallo e Trapani.
Emesse 22 condanne, per un totale di 204 anni di reclusione, al termine del processo contro mafiosi di Sciacca.
Al processo per le tangenti pagate in cambio degli appalti per la gestione degli immobili del Comune di Napoli, condannate 12 persone tra imprenditori, funzionari di partiti e politici, tra i quali Giulio Di Donato, Paolo Cirino Pomicino e Francesco De Lorenzo.
Condannati a Palermo 27 fiancheggiatori di Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Tra loro anche 2 medici.

 

Parigi, muore in prigione Paul Touvier, detto "il boia di Lione", capo delle milizie filonaziste di Vichy

 

18 luglio: Grottaferrata (Roma), arrestati sette naziskin per l'omicidio di un bengalese avvenuto il 10 agosto 1993.

 

Di Pietro sollecita la riapertura di 223 cantieri bloccati. Primo vertice al ministero del Tesoro tra Ciampi e i sei sottosegretari in vista della Finanziaria ‘97.

 

Il Consiglio dei ministri vara un disegno di legge sulle comunicazioni che istituisce l'Authority e fissa le norme antitrust per l'editoria e le televisioni.

 

La terza sezione del Tribunale di Palermo ha condannato l'ex ministro Aristide Gunnella, l'ex assessore regionale al Turismo Salvatore Natoli, l'ex vicepresidente della Regione Carlo Gaetano Giuliano, l'ex senatore Pietro Pizzo e l'ex direttore dell'assessorato al Turismo Pino Orlandi, per le tangenti pretese per la costruzione di alberghi a Sciacca.
Indagati dalla Procura di Caltanissetta il pm di Brescia Fabio Salamone e il fratello Filippo, imprenditore, per tentata concussione ed abuso d'ufficio. Sono accusati dal giornalista Franco Castaldo di aver tentato di corromperlo perché tenesse una linea morbida negli articoli sulle vicende giudiziarie dell'imprenditore.
Assolto a Napoli dalle accuse di abuso d'ufficio e tentata concussione l'ex amministratore delegato della Sip, Vito Alfonso Gamberale. Assolti anche Giulio Di Donato e l'ex consigliere regionale del Psi Salvatore Arnese. Il primo era accusato di avere fatto pressione sui titolari di un'impresa fornitrice della Sip affinché assumessero persone segnalate dai due politici.
Arrestate a Palermo 6 persone accusate di spaccio di eroina e di avere messo in circolazione la droga che ha causato diverse morti negli ultimi mesi.
Sequestrati 6 quintali di tritolo e arrestate 3 persone in provincia di L'Aquila.

 

19  luglio: Riparte il dialogo tra Polo e Ulivo e nasce la Bicamerale per le riforme. L’obiettivo dichiarato è quello di ridisegnare la Costituzione entro il giugno ‘97.

 

Commemorati con manifestazioni e dibattiti Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Walter Cusina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.
Arrestato a Santo Domingo Domenico Cucuzza, reggente della cosca di Porta Nuova dopo l'arresto del fratello Salvatore. Deve rispondere di associazione mafiosa, ma sembra che sia coinvolto nel riciclaggio del denaro proveniente dalla rapina dell'ottobre scorso alle Poste di Palermo in cui sono stati rubati circa 30 miliardi, che non sono stati trovati malgrado siano stati arrestati diversi esecutori.
Uccisi a Catania Filadelfio Bivona e Giovanni Carbonaro, vicini al clan Cappello.
A Trepunti di Giarre (Ct) è stato ucciso dai carabinieri, al termine di un inseguimento, il pregiudicato Giuseppe Ruggeri.
Il Tribunale del riesame di Catania ha disposto la scarcerazione di Marcello Incognito, l'assassino del fratello Enrico il cui omicidio, avvenuto il 24 marzo del 1994, era stato registrato al videotape. Enrico si era pentito e per collaborare con i magistrati registrava le sue dichiarazioni in videocassette. Marcello Incognito, che era stato già processato per associazione mafiosa nell'88 e assolto, ha confessato di aver ucciso il fratello per motivi personali ma ha negato di es
sere mafioso.
Rinviati a giudizio l'ex presidente della Regione siciliana Rino Nicolosi e gli ex ministri Calogero Mannino, Nicola Capria e Vito Lattanzio per le tangenti per la costruzione del dissalatore a Trapani.
Condannati all'ergastolo 6 mafiosi al termine del processo svoltosi a Trapani contro 40 imputati accusati di associazione mafiosa e di alcuni omicidi. Inflitti anche oltre 200 anni di carcere. Tra i condannati all'ergastolo Vincenzo Sinacori.
Scoperta un'organizzazione di usurai, con sede a Partinico (Pa), e denunciate 12 persone, tra cui 5 donne e il latitante tunisino Alì Boughattas, accusato di associazione mafiosa e omicidio e sfuggito alla cattura il 10 luglio scorso.
Ferito alle gambe a Torre del Greco (Na) il giovane Gennaro Di Donna. Il giorno dopo viene arrestato un minorenne che, secondo gli investigatori, era stato incaricato del ferimento dal pregiudicato Luigi Pugliese, legato al clan Falanga, che qualche giorno prima aveva avuto un alterco con il Di Donna e voleva punirlo.

 

20 luglio: Il Governo approva la seconda tranche di riforma della Pubblica amministrazione, che se approvata dal Parlamento comporterà la cessione da parte dei ministeri di molte delle loro funzioni agli enti locali. Via libera all'autonomia finanziaria e didattica della scuola.

 

Sulla variante di valico Bologna-Firenze i Verdi frenano il ministro Di Pietro.

 

Ferito a Massa Di Somma (Na) il giovane Davide Sonnino, che morirà dopo due giorni, da un coetaneo che assieme ad altri 3 aveva derubato lui e i suoi amici di denaro e di due motorini. I responsabili verranno arrestati il 22 luglio. L'assassino, Giorgio Reggio, ha dichiarato di aver sparato soltanto perché Sonnino li aveva rimproverati.
Il 23 luglio a Napoli due ragazzi che avevano rubato un motorino hanno rischiato il linciaggio.
Arrestato a Portofino il costruttore Manlio Drago Ferrante, accusato di avere riciclato, assieme ai fratelli già arrestati, il denaro dei Graviano e di altri mafiosi costruendo un complesso residenziale presso Trabia (Pa).
Arrestato il direttore di un'agenzia della Banca San Paolo di Brescia, Pietro Graziani, accusato di avere riciclato tra il 1988 e il 1994 ingenti somme di denaro di un'organizzazione milanese di trafficanti di droga. Sequestrati 12 miliardi.
Il pentito Tony Calvaruso rivela che ad uccidere padre Puglisi, oltre al latitante Salvatore Grigoli, c'era Luigi Giacalone, già in carcere per le stragi del '93.
Intitolato al piccolo Giuseppe Di Matteo il campo ad ostacoli della Favorita a Palermo. Il figlio del pentito Santino Di Matteo, ucciso e sciolto nell'acido per ordine di Giovanni Brusca, amava cavalcare e sognava di diventare un fantino.

 

 

21 luglio: Ricordato a Palermo il capo della squadra mobile Boris Giuliano, ucciso il 21 luglio del 1979.
Ucciso a Napoli durante una sparatoria il sedicenne Raffaele Riera e ferito un suo amico. A Portici un minorenne è stato ferito a colpi di pistola da un altro giovane con cui aveva litigato.
Trovato a Caltanissetta, nel bagagliaio di un'auto, il cadavere carbonizzato del commercialista Santo Caricato. Le indagini seguono le piste del riciclaggio e dell'usura.
Arrestato, all'aeroporto di Palermo, Umberto Maltese che era sfuggito al blitz del 10 luglio contro componenti della cosca dei Ganci.

 

22 luglio: emesso nei confronti di Francesco Cardella un avviso di garanzia per favoreggiamento nell’ambito dell’ultimo filone d’inchiesta sul delitto Rostagno. La pista battuta dagli inquirenti sarà quella interna alla comunità Saman, ambiente nel quale sarebbero maturate le condizioni per l’eliminazione del sociologo giornalista. Nel provvedimento giudiziario, i magistrati di Trapani scriveranno che Cardella avrebbe "fomentato" ostracismo nei confronti di Mauro Rostagno all’interno della Saman. In un rapporto di 200 pagine inviato nel luglio del 1996 ai magistrati trapanesi i militari della Guardia di Finanza, nello stendere la radiografia della holding di Cardella, analizzano le attività dell’intreccio societario costituito da Saman International, Saman Italia, Saman France, Saman srl, GIE Solidarieté, Oiasa, Cigarettes Brokers, Il Mattone e Saman Quadrifoglio. A Cardella, secondo gli investigatori, attraverso la Saman International, con sede a Malta, era intestato il palazzo nobiliare al numero 61 di Archybishop Gonzi Squadre de La Valletta. Sede della società a Malta era al civico 167 di Merchant Street, sempre a La Valletta, presso lo studio nei commercialisti Zammit Tabona, Bonello & Co., professionisti molto noti nell’isola. I detentori del pacchetto azionario erano: Francesco Cardella (200 azioni), Elisabetta (Chicca) Roveri (150 azioni) e Klara Hosszufalussy (150 azioni). Quest’ultima - nel gennaio 1992 - compare come testimone di nozze di Scintilla Cicconi nel matrimonio con Vittorio Bobo Craxi, figlio del defunto Bettino. Testimoni dello sposo erano Francesco Cardella e Ottaviano Del Turco, allora segretario generale aggiunto della Cgil. Francesco Cardella - nel marzo del 1996 - risultava latitante in Nicaragua (citato in Relazione Alleanza Nazionale in Commissione Stragi).

Arrestati per ordine della Procura di Trapani, come presunti esecutori materiali dell'omicidio di Mauro Rostagno, Massimo Oldrini, Giuseppe Rallo, Luciano Marocco e Giacomo Bonanno, mentre un altro, Giuseppe Cammisa, è latitante. Tutti sono ex tossicodipendenti e ex ospiti della comunità Saman di Valderice, l'ultimo è accusato da Rosario Spatola di essere trafficante di droga con legami con la mafia. Arrestate anche per favoreggiamento la compagna di Rostagno, Chicca Roveri, e Monica Serra, la ragazza che si trovava sull'auto guidata da Rostagno e che rimase illesa, e contestato lo stesso reato a Francesco Cardella, fondatore della comunità, irreperibile all'estero. Per quest'ultimo viene ipotizzato il ruolo di mandante.
L'ipotesi della Procura è che il delitto sarebbe maturato all'interno della comunità a causa dei contrasti tra Rostagno, Cardella e alcuni ospiti, tra cui Luciano Marocco, per qualche tempo nuovo compagno di Chicca Roveri, perché Rostagno si sarebbe accorto che dentro la Saman si spacciava e che il denaro dei contributi pubblici veniva utilizzato per altri scopi. L'indagine si è avvalsa di alcuni testimoni che hanno visto e riconosciuto gli occupanti delle due macchine, una che seguiva e l'altra che ha bloccato quella di Rostagno la sera del delitto.
Nei giorni successivi gli ex compagni di Lotta continua di Rostagno e della Roveri contesteranno la decisione del Tribunale di Trapani. Da più parti si sottolinea che l'eventuale pista interna non esclude la responsabilità della mafia.
Dall'estero Cardella, per mezzo di un fax inviato all'Ansa, nega ogni addebito. Chicca Roveri e sua figlia Maddalena lo invitano a tornare in Italia per dire tutto quello che sa, ma Cardella fa sapere che non tornerà se prima non verranno liberati tutti i detenuti.
Arrestato a Lecce Fabio Malinconico, ritenuto uno dei maggiori trafficanti di droga della Puglia.

 

23 luglio: La Corte d'assise di Roma pronuncia la sentenza nel processo in cui 98 imputati devono rispondere dei crimini della banda della Magliana. Le condanne più gravi sono per Raffaele Pernasetti, Marcello Colafigli e Giorgio Paradisi (ergastolo); condannati anche Enrico Nicoletti, Maurizio Abbatino, Antonio Mancini, Vittorio Carnovale e Fabiola Moretti: gli ultimi quattro a pene ridotte in quanto divenuti collaboratori di giustizia.

 

Ucciso a Niscemi (Caltanissetta) il pregiudicato Vincenzo Tramontana.
Scarcerato a Palermo Gaetano Maria Bontà, accusato di essere il cassiere della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. Il provvedimento è stato preso perché Bontà ha una condotta molto religiosa, dice ogni giorno il rosario, segue i corsi della Facoltà teologica e si occupa da anni di ragazzi portatori di handicap.
I medici della unità mobile per il soccorso ai tossicodipendenti in funzione a Palermo hanno reso noto che nei primi 22 giorni di luglio ci sono stati 19 casi di overdose, contro i 26 verificatisi a giugno.
Una sentenza della Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi dal gip che doveva convalidare l'arresto di Marco Pannella accusato di aver regalato spinelli durante una manifestazione, stabilisce che è reato la cessione gratuita, anche di modica quantità, di droghe leggere.

 

24 luglio: Emessi dal Gip di Palermo 7 ordini di custodia cautelare a conclusione di nuove indagini sulla Cassa rurale e artigiana di Monreale considerata dai magistrati un terminale per il riciclaggio del denaro della mafia, in particolare della famiglia Ganci. Già ad ottobre del '95 c'erano stati altri arresti. Il provvedimento riguarda i costruttori Francesco Sbeglia e il padre Salvatore, già in carcere perché coinvolto nell'inchiesta sulla strage di Capaci; Vincenzo Tumminia dipendente della società Igeco del gruppo Sbeglia; Aurelio Di Giovanna e Claudio Dominici dirigenti di un'agenzia dell'Istituto, e Salvatore Lorito vicedirettore generale già arrestato in ottobre; Salvatore Salone intestatario di un conto corrente.
Emessi 4 ordini di custodia dalla Procura di Caltanissetta per i presunti mandanti dell'omicidio Livatino. Sono: Antonino Gallea, Salvatore Parla e Salvatore Calafato, già in carcere per altre imputazioni, e Giuseppe Montanti latitante dal '92.

 

25 luglio: Arrestati Antonio e Giovanni Salamanca, originari di Partanna (Tp) e residenti in provincia di Milano, con l'accusa avere ucciso due persone nell'ambito della faida tra le famiglie mafiose di Partanna degli Accardo e degli Ingoglia.
Si pente Antonino Galliano, nipote del boss Raffaele Ganci, reggente della famiglia dopo l'arresto dello zio. E' impiegato della Sicilcassa e la moglie è medico. Si è accusato di avere partecipato all'uccisione dell'ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco, avvenuta il 12 gennaio 1988.
Arrestato il giudice di sorveglianza del Tribunale di Roma Guglielmo Caristo, accusato di corruzione e millantato credito perché avrebbe favorito un uomo della banda di Felice Maniero. Per le stesse ragioni sotto inchiesta l'ex direttore del carcere di Rebibbia, Renato Tedesco, ora direttore del carcere minorile di Roma.

 

26 luglio: Arrestato a Palermo il latitante Carlo Greco, braccio destro del boss Pietro Aglieri. E' accusato di traffico di droga, estorsioni (era tra gli esattori della famiglia Madonia), di aver partecipato ad alcuni omicidi, tra cui quello di Salvo Lima, e di aver fatto da staffetta alla 126 imbottita di tritolo per la strage di via D'Amelio. Con lui, in una villetta di un complesso residenziale vicino Cefalù (Pa), c'erano la moglie e i figli, l'ultimo dei quali di 6 mesi. Subito dopo sono stati arrestati per favoreggiamento i componenti di un'intera famiglia, i Calì, commercianti di frutta, legati a Greco da una conoscenza ventennale e padroni della villa, e il bracciante agricolo Giovanni Prestifilippo a cui era intestata la patente trovata in tasca al boss.
Rivelato dal pentito calabrese Antonio Scarano un progetto di attentato contro il procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli.

 

27 luglio: Atlanta (Usa), un attentato dinamitardo provoca 2 morti e 111 feriti.

 

Agosto: la Gazprom (società petrolifera statale russa) firma un accordo con la Unocal-Delta e con la società petrolifera statale turkmena, Turkmenrosgaz per dare vita al progetto di costruzione della pipeline. Negli stessi giorni la vice segretaria di Stato americana , Robin Raphel, è in missione in Afghanistan e nell’Asia centrale. La Raphale presta particolare attenzione agli interessi americani nella costruzione della pipeline della Unocal.

 

28 luglio: Concluso a Messina, con 16 condanne e 27 assoluzioni, il processo a 43 tra boss e gregari della cosca Mangialupi. Le accuse erano di associazione mafiosa, rapina a mano armata, estorsione e spaccio di droga.
Ucciso a Bari Donato Ladisa, fratello del pentito Michele ex affiliato al clan di Antonio Capriati. Si pensa ad una vendetta contro il pentito, con cui i genitori hanno detto di non volere avere più rapporti per tutto il male che ha fatto alla famiglia.
Ricordato a Palermo il commissario di polizia Beppe Montana, ucciso il 28 luglio 1985.

 

29 luglio: Salvatore Cucuzza, mafioso di Palermo della famiglia di Porta Nuova, arrestato 2 mesi fa, ha dichiarato di volersi dissociare dalla mafia, senza accusare altri. Sembra una prima risposta all'appello di don Ciotti. Reazioni negative all'ipotesi di una legge premiale per la dissociazione si registrano tra i magistrati e i funzionari delle forze dell'ordine impegnati in inchieste di mafia, tra i familiari delle vittime e alcuni appartenenti alle associazioni antimafia.
Salvatore Cucuzza oltre ad aver precedenti per associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni ed essere accusato di essere uno dei killer di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, è accusato dal pentito Aurelio Neri di essersi appropriato dei 30 miliardi della rapina alle Poste di Palermo compiuta lo scorso ottobre. Si sospetta che questo denaro sia stato portato a Santo Domingo dal fratello di Cucuzza, Domenico, estradato in Italia dopo essere stato arrestato il 19 luglio. Anche Domenico Cucuzza avrebbe espresso la volontà di dissociarsi.
Ricordato con una messa il capo dell'Ufficio istruzione Rocco Chinnici, i carabinieri della scorta Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi, uccisi il 29 luglio 1983.
Arrestato a Palermo lo spacciatore Carmelo Viscuso che utilizzava anche due bambini di 7 anni.

 

30 luglio: Arrestato, per ordine della Procura di Palermo, Gaetano Cinà accusato di associazione mafiosa. Cinà, amico di Marcello Dell'Utri, è sospettato di avere fatto da tramite tra la Fininvest e la mafia per la riscossione del denaro delle estorsioni per i ripetitori televisivi e la Standa.
Mentre i dirigenti della Fininvest ribadiscono di non avere ricevuto estorsioni dalla mafia, nuove accuse vengono dal pentito Salvatore Cancemi: il denaro pagato dalla Fininvest non sarebbe servito per pagare pizzi, ma c'era qualcosa di più.
Rinviati a giudizio dal Gip di Bologna 18 componenti di un'organizzazione mafiosa legata ai corleonesi che avrebbe gestito il gioco d'azzardo. Tra loro Giacomo Riina, zio quasi novantenne del capo di Cosa Nostra.
Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, l'ex generale dei carabinieri Antonio Cornacchia dichiara che in un primo momento aveva pensato alla pista terroristica, poi scartata perché gli venne riferito da alcuni confidenti ed infiltrati che le Brigate rosse non avevano nessun interesse a quell'omicidio.
A Monopoli (Bari) incendiato l'ingresso del negozio intestato a Luigi Svezia, esponente mafioso locale, scomparso da un paio di mesi con la famiglia, forse perché pentito.
Ascoltato dai procuratori Caselli e Vigna il pentito Salvatore Cancemi su eventuali responsabilità esterne alla mafia per le stragi del '93. Cancemi, secondo altri pentiti, non direbbe sempre la verità: soltanto ora, dopo le accuse di Calogero Ganci, avrebbe ammesso di aver partecipato alla strage di via D'Amelio, fatto che aveva sempre negato.
Tentato omicidio a Palermo contro il pregiudicato Umberto Salvato, già denunciato per lotto clandestino.

 

31 luglio: Trasferita a Milano l'inchiesta sulla fuga di notizie per le indagini su Marcello Dell'Utri.
Arrestati a Catania 8 trafficanti internazionali di cocaina ed eroina.
Il Gip di Palermo rinvia a giudizio Gaetano Badalamenti, il boss di Cinisi che sta scontando 45 anni di carcere negli Stati Uniti per traffico di droga. Va ad aggiungersi agli altri mafiosi che a partire dal 7 ottobre prossimo saranno processati per vent'anni di delitti.
Ucciso al quartiere Zen di Palermo, Mario Favetta, pregiudicato per reati di poco conto che già un anno fa era scampato ad un agguato. Allo Zen è il quinto morto dall'aprile del 1995. L'ipotesi è che le vittime siano piccoli delinquenti che abbiano fatto qualche sgarro alla mafia.

 

1 agosto: Roma, Erich Priebke è condannato per la strage delle Ardeatine, ma grazie alle attenuanti, può tornare libero. La sera stessa viene riarrestato in seguito alle manifestazioni di protesta della folla.

 

Chiesto il rinvio a giudizio, per concorso in omicidio, per Eva Mikula. Per la Procura di Pesaro il suo ruolo nella banda della Uno bianca non sarebbe stato marginale.

 

Il Tribunale di Trieste decide l'archiviazione del procedimento penale intentato dal giudice istruttore di Milano Guido Salvini contro il sostituto procuratore di Venezia Felice Casson e il giornalista Giorgio Cecchetti, accusati entrambi (il secondo con la collaborazione del primo) di fughe di notizie potenzialmente lesive delle indagini condotte dal magistrato milanese. Il giudice per le indagini preliminari di Trieste, accogliendo la richiesta della pubblica accusa, archivia il procedimento non rilevando l'esistenza del reato di rivelazione di notizie coperte dal segreto istruttorio.

 

Muore per infarto nella propria abitazione a Roma il prefetto Federico Umberto D'Amato, ex direttore del Sigsi (Servizio Informazioni Generali e Sicurezza Interna), oltre che funzionario addetto per molti anni alla Divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno. Era in pensione da tempo. Quarantotto ore dopo il decesso, per ordine del giudice istruttore di Venezia vengono perquisite l'abitazione di D'Amato e alcune cassette di sicurezza a lui intestate presso banche di Roma. Nelle cassette sarà rinvenuto soltanto un volume con riferimento a una rivista diretta un tempo da Paolo Emilio Taviani. D'Amato era risultato affiliato alla P2 (Loggia Propaganda numero 2).

 

Vittorio Rega, trovato morto crivellato di colpi di pistola a Maddaloni (Caserta) il 30 luglio, e la cui uccisione sembrava inspiegabile, in realtà è stato colpito da killer appartenenti al clan Perrera-Piccolo, che l'avevano scambiato per un loro rivale, Luca Famiano, del clan Belforte di Marcianise, ucciso il giorno dopo a Caserta.

 

2 agosto: Puerto Asis Colombia), nella provincia di Putamayo, nel corso di uno scontro tra forze di sicurezza e contadini vengono uccisi due contadini e altri 30 rimangono feriti. I soldati hanno sparato sui contadini che tentavano di occupare una pista dell'aeroporto, per impedire l'atterraggio di un cargo dell'aeronautica militare inviato per un programma di sradicamento forzato delle coltivazioni illegali di coca, sponsorizzato dagli Stati Uniti. La protesta è nata dopo che il ministro dell'interno Horacio Serpa aveva respinto le richieste delle comunità locali di avviare programmi di sostituzione delle coltivazioni di coca, unica fonte di reddito per migliaia di contadini.

 

Distrutta a Vallefiorita (Cz) la lapide di intitolazione di una strada a Falcone e Borsellino che era stata posta il 21 luglio scorso.

 

Ucciso a Catania Umberto Formosa, indicato come vicino al clan mafioso dei Pulvirenti.

 

Arrestati a Catania tre pregiudicati, Carmelo Viglianesi, Aldo Raffa e Antonino Nicolosi, dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri.

 

Interrogato dalla Procura di Palermo il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè, accusato di favoreggiamento nei confronti di Marcello Dell'Utri per aver diffuso notizie sulle indagini.

 

Arrestato all'aeroporto di Fiumicino, Giovanni Asaro, boss di Mazara del Vallo (Tp) ricercato per associazione mafiosa.

 

Scarcerata, dopo l'interrogatorio da parte dei magistrati della Procura di Milano, Chicca Roveri, arrestata per favoreggiamento nei riguardi dei presunti responsabili dell'omicidio di Mauro Rostagno. L'8 agosto verrà scarcerato Giacomo Bonanno, uno dei presunti killer. Il 21 sarà scarcerata, per decorrenza dei termini di custodia cautelare, Monica Serra, la ragazza che era con Rostagno la sera del delitto. Il 22, su ordine del Tribunale del riesame di Palermo, sarà scarcerato Luciano Marocco, accusato di essere uno dei killer, e verrà annullato l'ordine di cattura per Giuseppe Cammisa, che non sarebbe stato individuato da nessuno dei testimoni; il 23 verrà scarcerato Massimo Oldrini, accusato di essere uno degli autori dell'omicidio. Rimane in galera soltanto Giuseppe Rallo, anch'egli indicato come esecutore materiale del delitto.

 

Ricordata a Bologna la strage del 2 agosto 1980.

Feriti lievemente a Napoli una bambina di 6 anni e un aviere in un agguato al camorrista Aldo Viglietti, rimasto gravemente ferito.

 

Feriti a colpi di coltello, a Palermo al quartiere Zen, Pietro Lupo e il nipote Santo Diele, entrambi pregiudicati, da 3 aggressori che volevano uccidere il Lupo, le cui condizioni sono gravi. Si segue la pista delle bische clandestine.

 

Disposta dal PM veneziano Carlo Mastelloni la perquisizione dell'appartamento di Federico D'Amato, l'ex capo dell'Ufficio Affari riservati del Viminale deceduto l'1 agosto. Il provvedimento è in relazione alla vicenda dell'Argo 16, l'aereo dei servizi segreti precipitato nei pressi di Marghera nel novembre del 1973. Una perquisizione era già stata fatta nel novembre del 1995 in seguito alle indagini su D'Amato e altri due ex responsabili dei servizi segreti accusati di distrazione di documenti riservati.

 

3 agosto: catturati a Frosinone i mafiosi palermitani Vincenzo Buccafusca, genero del boss Tommaso Spadaro, e Giovanni Vitale, ricercati da 3 anni per traffico di droga, associazione mafiosa e omicidio. Sono state arrestate per favoreggiamento altre tre persone, Massimiliano Carbone, Giuseppe Olivieri e un cugino omonimo del Buccafusca.

 

La moglie del capomafia pentito Giuseppe Pulvirenti chiede il divorzio accusandolo di avere, già dai tempi della latitanza, una relazione con un'altra donna.

 

Feriti leggermente a Niscemi (Caltanissetta) due bambini figli del pastore con piccoli precedenti penali, Giuseppe Di Giovanni, contro cui erano rivolti gli spari e che è rimasto illeso. Sembra che l'agguato sia da collegarsi a quello contro Giuseppe Tramontana del 23 luglio scorso.

 

4 agosto: il procuratore Pier Luigi Vigna rivela che nell'estate del 1993 la mafia aveva progettato un attentato dinamitardo alla torre di Pisa.

 

Palermo, depositato all'Assemblea regionale siciliana il rapporto della Commissione antimafia: in aumento le estorsioni, il traffico di droga e il numero dei minori coinvolti in affari di mafia, specialmente a Palermo, Catania e Caltanissetta.

 

5 agosto: celebrata nell'atrio del Palazzo delle Aquile a Palermo, nel settimo anniversario dell'uccisione dell'agente Antonino Agostino e della moglie Ida Castellucci, una messa per tutte le vittime della mafia.

Sono stati ricordati anche il procuratore Gaetano Costa, ucciso il 6 agosto dell'80 e che verrà commemorato con una cerimonia sul luogo del delitto, nella centralissima Via Cavour, il vicedirigente della Squadra mobile Ninni Cassarà e l'agente Roberto Antiochia, uccisi il 6 agosto dell'85.

 

Nell'aula bunker dell'Ucciardone prima deposizione in videoconferenza del pentito Calogero Ganci, che dichiara: “noi non siamo altro che belve nate e cresciute per uccidere. Ce lo hanno insegnato i nostri padri. Noi avremmo dovuto insegnarlo ai nostri figli. Ma io non ce l'ho fatta e ho deciso di collaborare”. Ganci si è autoaccusato di oltre cento omicidi, dicendo di non riuscire a ricordarli tutti.

 

7 agosto: ferito gravemente da 3 killer nelle campagne di San Cipirello (Pa) l'imprenditore Salvatore Fascellaro, vicino al clan dei fratelli Agrigento e amico del pentito Giuseppe Monticciolo. Per gli investigatori il tentato omicidio sarebbe collegato al rifiuto di pagare una tangente.

 

Al processo Agrigento + 61 che si svolge a Palermo, il pentito Giovan Battista Ferrante, che si è accusato di tre stragi e decine di omicidi e lupare bianche, ha dichiarato che Pietro Scotto, il tecnico dell'ELTE condannato all'ergastolo al primo processo per la strage di via D'Amelio dov'era accusato di avere intercettato il telefono della madre del giudice Borsellino, è invece innocente. Il pm Anna Maria Palma obietta che Ferrante, avendo partecipato soltanto alle ultime fasi della strage, potrebbe non conoscere il ruolo di Scotto. Ferrante avrebbe rivelato che per il fallito attentato contro Giovanni Falcone, avvenuto il 20 giugno dell'89 nella villa dell'Addaura, l'esplosivo sarebbe stato fornito dalla famiglia di Ciccio Madonia di cui Ferrante faceva parte.

 

Per l'omicidio del sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Presenzano, uccisi il 4 gennaio 1992 a Lamezia Terme, emessi ordini di custodia cautelare dal Gip di Catanzaro, per i capiclan Nino Cerra, Francesco Giampà e Giovanni Torcasio, come mandanti, e per Vincenzo Torcasio, come esecutore, tutti già in carcere per altri reati. I provvedimenti nascono dalle indagini in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti del clan Cerra-Giampà-Torcasio. Sembra che i collaboratori abbiano escluso il coinvolgimento di Giuseppe Rizzardi e Renato Molinaro, accusati da Rosetta Cerminara di essere i killer e che sono in attesa di un nuovo processo d'appello. Per gli inquirenti le nuove acquisizioni non contrastano con le dichiarazioni della Cerminara e le due inchieste potrebbero affiancarsi.

 

Morto suicida nel carcere di Busto Arsizio il mafioso Giuseppe Terranova, affiliato del clan Dominante di Vittoria (Rg). Sembra che volesse collaborare con la giustizia e che avesse ricevuto minacce.

 

Ucciso a Trentola Ducenta (CS) il pregiudicato Aldo De Simone, fratello del boss pentito Dario.

 

8 agosto: ucciso in un agguato camorristico nel casertano Giuseppe Quadrano, cugino dell'omonimo ex componente del clan Falco, accusato dell'assassinio di don Giuseppe Diana ed ora pentito.

 

Acquisito dal procuratore di Trapani Gianfranco Garofalo il memoriale di Marco Cipullo, prima ospite e poi psicologo della comunità Saman, trovato morto nel golfo di Napoli nel marzo del 1995. L'autopsia allora rivelò che Cipullo era già morto prima di finire in mare e che era imbottito di morfina, aveva un ematoma sulla tempia e ferite in tutto il corpo. Sembra che l'ex psicologo avesse avuto contrasti con i responsabili della Saman per dei corsi professionali fantasma finanziati dallo Stato e avesse l'intenzione di fare delle denunce.

 

Ucciso da tre killer a Maniace (Ct) l'operaio forestale Salvatore Bellito Grillo. Bellito l'8 febbraio scorso era stato fermato subito dopo l'omicidio del ragazzo Andrea Parasiliti Rantone, ucciso perché testimone dell'agguato teso cinque giorni prima allo zio Roberto Scorciatore Bontempo, vittima di lupara bianca, sembra per il controllo di un appalto da 5 miliardi. Il 25 agosto verrà ucciso con due colpi di pistola e gettato dal ponte sul Simeto a Bronte, il bracciante agricolo Franco Montagno Bozzone, omonimo e parente di un altro fermato per l'uccisione del ragazzo.

 

Aperta un'inchiesta dalla Procura di Belluno sulla morte di Franco Piga, avvenuta la sera di Santo Stefano del 1990, ufficialmente per infarto. Piga era stato a lungo presidente della Consob, da 5 mesi era stato nominato ministro delle Partecipazioni statali nel governo Andreotti e aveva firmato la direttiva per l'affare Enimont che aveva portato in pochi mesi 2.800 miliardi nelle casse di Gardini e dei Ferruzzi.

 

9 agosto: Rese note le dichiarazioni di Alberto Rapisarda e di altri pentiti su un progetto di rapimento, a metà degli anni settanta, del figlio di Silvio Berlusconi, Piersilvio, da parte di alcuni mafiosi catanesi. Il sequestro non si realizzò perché Pippo Bono e Gaetano Fidanzati avrebbero detto che Berlusconi era una persona intoccabile. Rapisarda ha dichiarato che ci fu la mediazione di Marcello Dell'Utri, che nega pur ammettendo di aver organizzato in quel periodo un soggiorno di tutta la famiglia Berlusconi in Svizzera.

 

Emessi dalla Procura di Firenze 17 ordini di custodia cautelare per le bombe dell'estate del 1993. Tra gli incriminati, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, i fratelli Graviano e Bernardo Provenzano.

 

10 agosto: Arrestato a Barcellona dalla polizia spagnola il latitante Giuseppe Carnevale, uno dei capi della 'ndrangheta. Carnevale è accusato di omicidio, traffico di stupefacenti ed armi e riciclaggio di denaro sporco.

 

Ferito a Francica (Vibo Valentia) con un colpo di fucile alla testa il pastore Nazareno La Vecchia. Il giorno successivo nella stessa località verrà ucciso l'agricoltore Tommaso Castagna, anch'esso con un colpo di fucile alla testa. Poco dopo verrà catturato l'assassino, il giovane Domenico Alessandria. Non si conosce il movente dei due delitti.

 

Il mafioso palermitano Aurelio Neri, collaboratore di giustizia dopo l'arresto in seguito ad una rapina miliardaria alle Poste, avrebbe detto, durante un colloquio registrato con i suoi familiari, di essersi pentito dopo aver sognato la Madonna che gli ha raccomandato di diventare buono. Sembra che sulla decisione abbia pesato la paura di essere ucciso dal capocosca Salvatore Cucuzza.

 

Sequestrati in Emilia oltre 8 chili di eroina, tagliata con miele e zucchero e confezionata in caramelle, per un valore di quasi 2 miliardi. E' un nuovo tipo di droga che si sta diffondendo perché permette l'assunzione orale, evitando il rischio del contagio dell'Aids. Arrestate 22 persone, di cui 19 extracomunitari che lavoravano la droga.

 

Sequestrati in provincia di Lecce 140 chili di marijuana, sbarcati da un barcone da alcune persone fuggite all'arrivo dei finanzieri.

 

11 agosto: Palermo, ricordato il direttore dell'Istituto di Medicina legale Paolo Giaccone, ucciso dalla mafia il 11 agosto dell'82 perché non aveva voluto modificare una perizia che incolpava Filippo Marchese degli omicidi di Bagheria del Natale 1981.

 

Sequestrata una piantagione di canapa indiana a Corleone ed eseguiti due arresti. Le piantine avrebbero fruttato un miliardo e mezzo.

 

Catturato ad Anzio, dove stava trascorrendo le ferie con la famiglia, il boss catanese Antonio Torrisi, appartenente al clan di Biagio Sciuto. Arrestate anche altre 48 persone con accuse che vanno dall'omicidio all'estorsione.

 

12 agosto: Napoli, sequestrati beni per 450 miliardi a 10 tra industriali, commercianti ed imprenditori affiliati al clan dei Casalesi. Tutti sono stati arrestati. Tra loro Giovanni Corvino, avvocato di Casal di Principe, ex consigliere comunale democristiano ed ex presidente della USL.

 

Sequestrati in Calabria beni per 10 miliardi a Pasquale Iamonte, esponente della cosca omonima.

 

13 agosto: scoperto in un residence a Sassari il corpo decapitato di Viktoria Dana, un'ungherese compagna del boss Salvatore Nuvoli. Nuvoli, in carcere dal maggio scorso assieme ad altre cinque persone per una rapina ad una banca, è sospettato di avere nascosto buona parte della refurtiva. Si pensa che l'omicidio sia legato a quella vicenda. Il 18 agosto qualcuno tenterà di incendiare l'auto della moglie del boss.

 

14 agosto: scoperte, in un campo tra Gela e Vittoria nel Ragusano, 250 piante di canapa indiana e 1.300 piantine da trapiantare. Arrestati due agricoltori.

 

Arrestata a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) Anna Terracciano, esponente della banda delle Teste matte dei Quartieri spagnoli di Napoli, soprannominata O masculone e ricercata per duplice tentato omicidio. Il 2 dicembre del 1995, in sella ad un motorino guidato da un complice, avrebbe sparato contro due donne ex appartenenti alla banda, senza riuscire a colpirle.

 

Arrestato a Palermo un minorenne per il tentato omicidio di Umberto Salvato, avvenuto il 30 luglio scorso. Il fratello del ragazzo si era rifiutato di pagare al Salvato la percentuale su una vincita di 20 milioni al lotto clandestino ed era stato pesantemente invitato a saldare il debito. Da qui l'agguato contro Salvato. Arrestati per favoreggiamento uno zio del ragazzo, Rosolino Caravello, e un commerciante, Marcello Trinca, a cui il Salvato aveva confidato il nome del feritore e che non aveva voluto dire nulla alla polizia.

 

Sequestrati 1.000 chili di canapa indiana a Bolognetta (Pa). Arrestati due palermitani, Alessandro e Salvatore Pizzo.

 

Ferito gravemente a Bari il pregiudicato Domenico Bernaus. Morirà il 16 agosto e il giorno successivo verrà arrestato il killer Giovanni Pennini.

 

15 agosto: distrutto da un incendio a Partinico (Pa) l'allevamento di bestiame di Giuseppe Salamone, che era stato arrestato tre mesi prima in un blitz antimafia contro fiancheggiatori di Leoluca Bagarella e già condannato per associazione mafiosa.

 

16 agosto: si suicida, gettandosi a mare dalla nave con cui stava facendo ritorno in Italia, l'ex senatore del CCD Carmine Mensorio. Nato a Saviano, in provincia di Napoli, medico chirurgo, deputato dal '79 della DC e poi senatore del Polo come esponente del CCD, alle ultime elezioni non era stato ripresentato dal suo partito e si era candidato con una lista autonoma, ma non era stato eletto. Nella scorsa legislatura non era stata concessa dal Senato l'autorizzazione a procedere contro di lui. Era latitante da circa quattro mesi, cioè dalla mancata elezione, perché oggetto di due provvedimenti di custodia cautelare per associazione camorristica, concussione e abuso d'ufficio, in seguito all'inchiesta sulle licenze agli istituti di vigilanza condotta dalla magistratura di Napoli. Era sospettato di avere legami con Carmine Alfieri e di voto di scambio con la camorra.
Ucciso con 8 colpi di pistola a Catania il pregiudicato Giuseppe Iannone, cognato del pentito Claudio Severino Samperi, della cosca di Santapaola. Era in città per una licenza-premio dal carcere di Avezzano.

 

Palermo, arrestato il consulente finanziario Alfredo Catalano, accusato di riciclaggio perché aveva tentato di scambiare un titolo, del valore di 96 milioni, appartenente ad una partita di titoli di credito rubata 5 anni fa in Centro Italia.

 

17 agosto: Reggio Calabria, sequestrati all'avvocato Giorgio De Stefano beni per un valore di mezzo miliardo. Il legale, accusato di associazione mafiosa ed indicato come capo dell'omonima cosca reggina, è stato arrestato il primo luglio scorso.

 

18 agosto: durante il funerale di Carmine Mensorio a Saviano (NA), 10.000 persone applaudono la salma e il parroco implora: raccomandaci al buon Dio.

Si riapre il dibattito sull'uso della custodia cautelare e Vittorio Sgarbi e Tiziana Maiolo attaccano il procuratore Agostino Cordova. Alla procura di Napoli intanto si esaminano le carte rinvenute nei bagagli dell'ex senatore.

 

19 agosto: Palermo, agguato contro Alfonso Gambino, mafioso della famiglia di Passo di Rigano. Gambino, che è rimasto illeso, si è presentato alla caserma dei carabinieri dopo sette ore, forse in seguito all'arresto per favoreggiamento del figlio Salvatore che avrebbe detto di essere l'obiettivo dell'agguato.

 

Trovato impiccato nella cella del carcere di Parma, Aldo Ritrovato, arrestato per omicidio e traffico di stupefacenti. Ritrovato era fratello di un pentito.

 

20 agosto: ricordati a Palermo il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e l'insegnante Filippo Costa, uccisi dalla mafia il 20 agosto 1977.

 

21 agosto: Napoli, arrestato Giuseppe Mallardo, uno dei capi storici della camorra napoletana. E' accusato di associazione camorristica, omicidio ed altri reati. Arrestato per favoreggiamento Salvatore Gaeta, un medico padrone della villa dove è stato trovato Mallardo.

 

22 agosto: si apprende del pentimento di Giovanni Brusca, che ha ammesso la sua partecipazione alla strage di Capaci, agli attentati del 1993 e ad altri 30 delitti. Cautela sulla reale portata del pentimento esprimono i procuratori Caselli e Vigna. Sembra che Brusca abbia anche parlato dei delitti a cui non avrebbe partecipato personalmente, come gli omicidi del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, che sarebbe stato ucciso da Giuseppe Leggio killer di Corleone, dell'ex segretario provinciale della Dc palermitana Michele Reina, del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e del capitano di Marina Paolo Ficalora, ucciso a Castellammare del Golfo (Tp) il 28 giugno del 1992. Secondo Brusca quest'ultimo sarebbe stato ucciso perché avrebbe ospitato nel suo residence Salvatore Contorno. I familiari di Ficalora dichiareranno che Contorno si era presentato sotto falso nome. Brusca avrebbe anche parlato dei rapporti con i politici, dichiarando di non aver conosciuto Giulio Andreotti e di non sapere nulla di lui, e che i referenti dei mafiosi erano Salvo Lima e i cugini Salvo.

 

Agguato camorristico a Torre Annunziata (Na) contro il pregiudicato Bernardo Tamarisco che è rimasto ferito. Feriti anche due passanti.

 

23 agosto: San Giuseppe Jato (PA), attentato incendiario contro due automobili di Emanuele Reda, cugino di Giovanni Brusca e, secondo il pentito Giuseppe Monticciolo, attivo collaboratore della famiglia mafiosa.
Si viene a sapere che la convivente e il figlio di Giovanni Brusca sono sotto protezione.

 

In uno scontro a fuoco con i carabinieri a Milano rimane ucciso uno dei banditi che il 6 luglio avevano ucciso il maresciallo Sebastiano D'Immè. Ferito gravemente un altro bandito.

 

24 agosto: trovato un altro bunker a San Cipirello (PA) su indicazione di Giovanni Brusca.

 

In un'intervista l'ex avvocato del boss, Vito Ganci, dichiara che il suo assistito gli aveva parlato di un incontro, avvenuto nel 1991, con un'alta personalità istituzionale che gli aveva proposto un piano per incastrare Andreotti, in cambio di favori per Cosa Nostra. Si riaprono le polemiche sui pentiti e si avanzano dubbi sulla veridicità del pentimento di Brusca.

 

Arrestato a Catania il latitante Antonino Nania, accusato di aver curato il riciclaggio del denaro della cosca di Santapaola.

 

Sequestrati a Villafrati (Pa) 3.000 piante di canapa indiana.

 

25 agosto: il vicecapo della Polizia Gianni De Gennaro, sospettato da qualcuno di essere l'ispiratore del piano contro Andreotti, dichiara che ci sono sufficienti motivi per ritenere che nelle dichiarazioni di Brusca siano stati inseriti elementi che possono trasformarle in un attentato alle istituzioni e chiede al boss di consegnare tutti i suoi beni per essere credibile. De Gennaro verrà pesantemente attaccato da politici del Polo. Successivamente Brusca dichiarerà che il piano era una sua invenzione per screditare i pentiti, in particolare Balduccio Di Maggio, e che la personalità che voleva accusare di avere avuto contatti con lui era Luciano Violante. L'idea era nata dal fatto che, nel Natale del 1991, trovandosi su un aereo in volo da Palermo a Roma, Giovanni Brusca aveva notato tra i passeggeri Violante, allora membro della Commissione antimafia. I tabulati dell'Alitalia avrebbero dovuto fare fede dell'incontro tra Brusca e Violante.

 

Ucciso a Paternò (Ct) il pregiudicato Giovanni Peci, appartenente al clan dei biancavillesi.

 

26 agosto: revocato l'arresto per l'avvocato Giovanni Acampora, accusato di concorso in corruzione e falso per l'aggiustamento di un processo a carico del costruttore Renato Armellini. Acampora resta detenuto per l'inchiesta Imi-Sir.

 

27 agosto: uccisi al cimitero di Catania Santa Puglisi, figlia del boss detenuto Nino Puglisi del clan Savasta, e il nipote tredicenne Salvatore Botta. Santa Puglisi si recava ogni giorno al cimitero dopo l'assassinio del marito, Matteo Romeo, avvenuto il 23 novembre scorso.
Il 29 agosto viene arrestato come mandante del duplice assassinio il pentito Pippo Ferone, accusato da due coniugi, gregari dell'organizzazione mafiosa da lui capeggiata, che lo hanno accusato anche di essere il mandante e uno degli esecutori dell'assassinio di Carmela Minniti, moglie di Santapaola, delitto commesso quando Ferone aveva già cominciato a collaborare con la giustizia. Gli altri killer della Minniti erano: Salvatore Guerino, che sarà fermato il 30 agosto, Maurizio Russo e Francesco Ferrari. Ferone, che è stato sospeso dal programma di protezione ed arrestato, avrebbe agito per vendicare le uccisioni del figlio e del padre ad opera dei killer di Nino Puglisi e Nitto Santapaola e verrà accusato di un altro omicidio compiuto dopo il pentimento: quello di Santo Piacenti, nipote del boss della cosca dei Ceusi, assassinato il 23 gennaio scorso.
Il 30 agosto verrà arrestato un giovane nipote di Ferone, Giuseppe Ravalli, accusato di essere l'esecutore del duplice omicidio al cimitero. Ravalli, che si pentirà subito dopo l'arresto, dirà che, essendo cresciuto in istituti di assistenza e convitti dopo la separazione dei genitori, aveva avuto come punto di riferimento lo zio, anche se a volte incuteva terrore soltanto a sentirlo parlare. In seguito a questi avvenimenti si riaccendono le polemiche sul trattamento dei mafiosi collaboratori di giustizia.

 

Ucciso a Melito (Na) il pregiudicato Antimo Di Cicco. Di Cicco aveva sparato contro l'auto su cui viaggiavano Antonio e Agostino Capone, padre e figlio indagati per usura, ferendo Agostino. Il padre rimasto illeso aveva inseguito Di Cicco, sparando sei colpi di pistola.

 

Scomparsi da tre giorni, forse per lupara bianca, due giovani pregiudicati per furto, Vincenzo Panetta e Vincenzo Fenia, entrambi della provincia di Reggio Calabria.

 

28 agosto: lascia il carcere dell'Asinara, per buona condotta, Salvatore Pillera capomafia del clan dei Cursoti di Catania. Ha l'obbligo di risiedere in città e di presentarsi due volte alla settimana negli uffici della Polizia.

 

Ucciso a Lusciano (Caserta) Rodolfo Previdente, cognato del pentito Dario De Simone, del clan dei casalesi, a cui il 7 agosto scorso avevano ucciso il fratello Aldo.

Arrestati a Palermo, in diversi quartieri, 12 spacciatori di droga.

 

Perugia, durante il processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, Umberto Limongelli, cugino e collaboratore del giornalista, dichiara che, poco prima dell'agguato, Pecorelli gli aveva consegnato un plico da recapitare in tipografia, dicendogli che c'era materiale esplosivo contro il signor G. Alle sue domande, Pecorelli avrebbe risposto a cenni facendo capire che si trattava di un uomo con la gobba.

 

29 agosto: confiscati beni per 1 miliardo di lire al boss della 'ndrangheta Francesco Oliveri, detenuto, e alla moglie Grazia Alvaro, entrambi di Seminara (Reggio Calabria).

 

Vasta azione di polizia tra il Lazio, l'Umbria e la Sicilia, contro persone sospettate di riciclaggio di denaro sporco. Sono state denunciate 6 persone ed è sotto inchiesta un notaio palermitano molto conosciuto, ma non vengono rivelati i nomi. Il denaro riciclato sarebbe di una famiglia palermitana facente capo ad un boss latitante.

 

Napoli, nel quartiere di Secondigliano, viene gravemente ferito, e morirà il giorno dopo, un giovane, Luigi Pizzo, perché aveva tentato di reagire ad una rapina. Identificati i rapinatori per la testimonianza di un amico di Pizzo. Uno di essi, Francesco Russo pregiudicato per spaccio di droga, viene fermato.

 

Ricordato a Palermo Libero Grassi, l'imprenditore ucciso il 29 agosto 1991 perché non si era piegato alla richiesta di pizzo da parte della famiglia Madonia. In una conferenza stampa le associazioni antiracket denunciano che la maggior parte dei commercianti continua a pagare il pizzo.

 

Scoperta dai carabinieri, tra Carini e Partinico (PA), una piantagione di canapa indiana. Arrestati i proprietari del terreno, Nicolò Gallina e il figlio Tommaso. Il 2 settembre ne verrà scoperta un'altra nella stessa zona. Arrestato l'agricoltore Croce Frisella.

 

30 agosto: sospeso dal programma di protezione Felice Maniero, il boss della mafia del Brenta, le cui rivelazioni avevano portato a centinaia di arresti. La Commissione per i programmi di protezione rimprovera a Maniero la violazione degli obblighi dei collaboratori di giustizia. Protestano i magistrati della Procura di Venezia che non sono stati interpellati sul provvedimento e che temono la vendetta dei suoi ex compagni. Successivamente si viene a sapere che alcuni pentiti hanno rivelato un progetto di attentato contro Maniero, da parte della cosca mafiosa siciliana con cui era stato in contatto.
Intanto la Procura antimafia di Venezia, che continua le indagini sul patrimonio di Maniero, lo avrebbe quantificato in circa 30 miliardi, tra conti all'estero e beni immobili. La Dia ha già individuato un conto presso una banca svizzera, su cui Maniero nel 1993 avrebbe trasferito 4 miliardi essendo stato informato delle indagini dei magistrati da un ispettore di polizia, già arrestato per corruzione. I movimenti bancari erano compiuti dalla madre, dalla fidanzata o da alcuni uomini del boss.

 

31 agosto: arrestato a Castellammare del Golfo (Tp) Gaspare Navarra, titolare di una società finanziaria, con l'accusa di avere pagato dei killer per l'omicidio dei coniugi Salvatore Gargagliano e Concetta Di Bartolo, uccisi il 25 aprile scorso. Sembra che i coniugi avessero sollecitato la restituzione di una grossa somma in titoli, che il Navarra aveva promesso di far raddoppiare in pochi mesi ma che aveva utilizzato per pagare debiti. Navarra è accusato dai killer, Filippo Liparoto, Francesco Santoro e Vincenzo Pecora, arrestati subito dopo il delitto.

Uccisa a Palermo, da due rapinatori, l'architetto Mimma Ferrante, militante dell'UDI, conosciuta in città per il suo impegno sociale e politico.

 

Ucciso ad Altofonte (Pa) Giovanni Francesco Caffrì, pregiudicato per mafia. È cognato del boss di Villagrazia di Carini (Pa) Benedetto Capizzi e di Andrea Di Carlo, fratello di Francesco Di Carlo accusato dell'omicidio di Roberto Calvi. Secondo i pentiti, Caffrì era impegnato a dare ricovero ai latitanti corleonesi.

 

Uno dei killer della cosca Paviglianiti della 'ndrangheta, Giovanni Familiari, reo confesso di almeno 10 omicidi, è scomparso dalla località segreta dove si trovava sotto protezione.

 

Arrestate in Puglia 46 persone e sequestrate armi, munizioni e sostanze stupefacenti.

 

Arrestate in provincia di Trento 6 persone, accusate di detenzione, produzione e spaccio di titoli di credito falsi.

 

Ucciso a Montepaolone Lido (CZ), da un killer che gli ha sparato circa 15 colpi di pistola, l'imprenditore edile Alfredo Ussia, nato in provincia di Catanzaro ma residente a Milano.

 

Settembre: Turkmenistan, la Unocal presenta al presidente Niyazov il rapporto sulla costruzione della pipeline. Contemporaneamente offre ai signori della guerra afgani aiuti umanitari in cambio della formazione di un Consiglio per la supervisione del progetto.

 

1 settembre: Attentato incendiario a Palermo contro un supermercato, con danni che superano i 2 miliardi. Secondo gli inquirenti è opera della mafia, anche se il proprietario nega di avere ricevuto richieste di estorsione.

 

2 settembre: L'avvocato Vito Ganci avanza dubbi sul pentimento di Giovanni Brusca: il capomafia avrebbe passato le notti in carcere in compagnia di investigatori e inquirenti che gli avrebbero fatto conoscere verbali delle deposizioni di altri pentiti. Il legale viene ascoltato a lungo dai magistrati della Procura di Palermo. Ascoltato anche il giornalista Lucio Galluzzo, uno degli amici dell'avvocato a cui questi avrebbe riferito la storia del complotto contro Andreotti.
Ucciso a San Cipriano Piacentino (Sa) il commerciante Cesare Alfano da rapinatori che minacciavano di rapire la figlia. Alfano prima di essere ucciso aveva disarmato e ucciso uno dei rapinatori.
Arrestati a Palermo, nel quartiere Borgo Nuovo, 6 spacciatori di droga, in seguito alle denunce delle madri dei tossicodipendenti e degli abitanti della zona. Il 6 settembre verranno eseguiti altri 5 arresti.
Arrestati 4 agenti di custodia del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che, presentandosi in divisa, sequestravano droga e denaro agli spacciatori delle discoteche. Due di loro hanno procedimenti penali per lesioni e rapina.
Trovato nelle campagne di San Giovanni La Punta (Ct) il cadavere di Orazio Vinciguerra, ucciso con un colpo di pistola in fronte.

 

3 settembre: Presentata dal ministro degli Interni la relazione semestrale sui collaboratori di giustizia: sono in tutto 1.177 , di cui 430 provenienti dalla mafia, 224 dalla camorra, 158 dalla 'ndrangheta, 101 dalla Sacra corona unita e 264 da altre associazioni di stampo mafioso. I familiari sottoposti alla protezione sono 5.000 e i testimoni 67. I collaboratori di giustizia aumentano con un ritmo di 25 al mese.
Ricordati a Palermo e Corleone il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo, uccisi il 3 settembre 1982.
Ucciso a Catania Natale Reito, elemento di spicco del clan Pillera, pregiudicato per associazione mafiosa, estorsioni, detenzione di armi e rapine.
Arrestati, per un'operazione delle forze dell'ordine tra Roma e Foggia, 7 trafficanti di cocaina, 2 dei quali colombiani, e sequestrati 11 chili di cocaina pura, con un valore di mercato di 11 miliardi.
Si dimette il presidente della Olivetti Carlo De Benedetti e il giorno successivo dà le dimissioni il direttore generale Renzo Francesconi, esprimendo critiche sui dati di bilancio della relazione semestrale. Il 16 settembre verranno iscritti dalla Procura d'Ivrea nel registro degli indagati l'amministratore delegato, Francesco Caio, che si dimetterà, lo stesso De Benedetti e due dirigenti dell'azienda, accusati di aver manipolato i dati della relazione semestrale.

 

4 settembre: Kabul, le donne manifestano contro gli eccessi dei talebani.

 

Depositata la motivazione della sentenza con cui la Corte d'Assise di Catania, presieduta da Gioacchino La Rosa, il 12 maggio 1995 ha assolto dall'accusa di 3 omicidi Nitto Santapaola e 3 suoi luogotenenti, condannandoli solo per associazione mafiosa. Nelle motivazioni si afferma che pentiti giudicati credibili in un processo non possono automaticamente essere considerati tali in ogni caso, perché possono aver subito influenze e condizionamenti, anche involontari, da parte degli inquirenti o dei loro avvocati, che difendono parecchi pentiti. La Corte ritiene poco credibili, se non addirittura sospette, le rivelazioni di Antonino Calderone che ricorda fatti dimenticati per 19 anni e giudica false o dovute ad errore le dichiarazioni di altri 3 pentiti.
Accolto dalla quarta sezione penale della Corte di Cassazione il ricorso contro il pool di Milano dell'avvocato Attilio Pacifico, accusato di corruzione e arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla vicenda Imi-Sir. Secondo la Corte, le accuse nascono da mere congetture. La stessa sezione, accogliendo la richiesta dell'avvocato Giovanni Acampora, ha disposto l'affidamento dell'indagine ai magistrati di Perugia.
Bucate le ruote dell'auto del sindaco di Partinico (Pa), Gigia Cannizzo, più volte bersaglio di atti intimidatori.

 

5 settembre: Scoperto nelle campagne tra Giarre e Sant'Alfio (Ct), il cadavere di Carmelo Cucè, di Riposto, indicato come referente locale del clan Santapaola. È stato ucciso a colpi di fucile e poi dato alle fiamme.
Identificati i resti carbonizzati di un'altra vittima, ritrovata il giorno prima nel cofano di un'auto alla periferia della frazione catanese di San Giovanni Galermo. Si tratta di Giuseppe Leotta, di Catania, gregario del clan Pulvirenti.
Fermati a Paternò (Ct) 5 minorenni, di età compresa tra i 9 e i 17 anni, che erano armati di pistola e viaggiavano su un'auto rubata. Uno dei ragazzi è fratello di 3 pregiudicati della cosca di Giuseppe Alleruzzo.
Giovanni Brusca confessa di aver azionato il telecomando per la strage di Capaci. Negherà invece di aver voluto la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che sarebbe stata decisa dai membri della commissione di Cosa Nostra, a cominciare da Leoluca Bagarella. Brusca afferma di essere amico di Santo Di Matteo che gli avrebbe messo a disposizione una casa ad Altofonte, nelle vicinanze di Palermo.
Giuseppe Ferone avrebbe ammesso di avere ucciso Carmela Minniti e di essere il mandante dell'omicidio di Santa Puglisi e del nipote, e, manifestando l'intenzione di riprendere la collaborazione, ha confessato di avere progettato anche l'omicidio del figlio di Santapaola, Francesco, che si salvò perché fu arrestato. Per i magistrati di Catania è improponibile la sua riammissione nel programma di protezione.
Sequestrati in una tipografia a Milano 20 miliardi di Buoni del Tesoro falsi. Arrestato il titolare, Guido Giovanni Romeo, incensurato.
Accolta dal Tribunale del riesame di Catanzaro la richiesta di scarcerazione di Vincenzo Torcasio (che rimane in carcere per altri reati), arrestato il 7 agosto perché accusato di essere uno dei killer dell'ispettore di polizia Salvatore Aversa e della moglie. La decisione è fondata sulla testimonianza di Rosetta Cerminara e sulle dichiarazioni di 5 pentiti che hanno indicato altre persone come autori dell'assassinio.
Il 23 settembre verrà revocato l'arresto di Giovanni Torcasio, accusato di essere uno dei mandanti. Anche lui rimane in carcere perché accusato di associazione mafiosa in altra inchiesta.

 

6 settembre: Arrestati a Milano 6 albanesi, accusati di sfruttamento della prostituzione. Secondo g
li inquirenti sono il nucleo centrale di una banda che ha assunto le caratteristiche di una associazione mafiosa, operante in più parti d'Italia.
Ucciso a Catania con diversi colpi di arma da fuoco Francesco Concetto Papa, del clan Cappello, accusato di associazione mafiosa, omicidio e rapina.
Arrestato a Napoli Marzio Sepe, ricercato dal '92 con 15 ordini di cattura per associazione camorristica e omicidi e già condannato all'ergastolo. Secondo gli inquirenti il boss, accusato di aver partecipato, tra l'altro, alla strage di Torre Annunziata del 1984 in cui furono uccise 7 persone, è l'erede del pentito Carmine Alfieri.
Uccisi in un agguato a Briosco in Brianza, i pregiudicati per traffico di droga Silvio Ciccia, originario della provincia di Reggio Calabria, e Giovanni Pirovano. Ferito gravemente Antonio De Lucia, secondo gli investigatori il capo della banda. Si pensa ad un regolamento di conti tra trafficanti di droga.

 

7 settembre: Pordenone, volantino recapitato ad un quotidiano locale, dal titolo "Antimperialismo fra recessione e strategia della tensione nell’Italia dei primi cento giorni", che riproponeva obiettivi politici e terroristici, e nel quale veniva indirizzata ai servizi segreti l’accusa di avere organizzato i piccoli attentati dinamitardi verificatisi nell’agosto 1996 in località balneari del Triveneto.

 

Depositata la perizia calligrafica su un biglietto trovato nel rifugio di Giovanni Brusca, firmato da Gianni. C'è un alto grado di certezza che il biglietto sia di Giovanni Riina, arrestato l'11 giugno 1996, che chiedeva un appuntamento con Brusca e un certo Matteo, secondo gli inquirenti il latitante Matteo Messina Denaro.
Trovato in un agrumeto vicino Catania, il corpo di Antonino Barbera, un giovane di Biancavilla (Ct) con precedenti penali per furto e ricettazione.
Ucciso a Catania il pregiudicato Francesco Papa, appartenente al clan dei Cursoti.
Ucciso a Napoli il giovane Salvatore Montagna, con almeno 10 colpi di arma da fuoco.
Viene data notizia dall'Arma dei carabinieri che nel mese d'agosto sono state tratte in arresto 5.000 persone, tra cui latitanti come Giovanni Asaro e Vincenzo Buccafusca di Cosa Nostra e 20 autori di omicidi.
Denunciate a Torino 10 persone che spedivano cocaina per posta, destinazione Cassino, dentro bomboniere o altri oggetti.
Arrestate a Roma 8 persone, quasi tutte di origine somala, accusate di tratta di bambini del loro paese, forse per adozioni illegali. Tra gli arrestati l'avvocato della comunità somala Cathie Douglas Hassan Duale, che assiste il sultano di Bosaso, Adullahi Muse Yusuf, nell'inchiesta per l'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. L'avvocato è stato subito scarcerato perché è stato accertato che non ha mai avuto rapporti con gli altri arrestati.
Viene data notizia che un pentito, di cui non si fa il nome, originario di Catania ma arrestato per rapine compiute nel Cuneese, avrebbe rivelato che qualche anno fa era stato progettato un attentato contro il magistrato Francesco Saluzzo di Torino, impegnato in inchieste contro la criminalità organizzata e che negli anni '80 era stato pubblico ministero nel maxiprocesso contro il clan dei catanesi operante in Piemonte.

 

8 settembre: Arrestate 3 persone e denunciate altre 31, in seguito a controlli presso una discoteca di Pontedera (Pi). Sequestrati pasticche di ecstasy, hashish, anfetamine e un modesto quantitativo di cocaina.
Arrestato l'ex ministro socialista belga Alain Van der Biest per l'omicidio dell'ex vice primo ministro Andrè Cools, anch'egli socialista, ucciso il 18 luglio del 1991. Van der Biest è accusato dal suo ex segretario privato Richard Taxquet, che è stato arrestato assieme ad altre 3 persone di origine italiana, Carlo Todarello pregiudicato calabrese, Cosimo Solazzo e Domenico Castellino originario di Canicattì (Agrigento), per un furto miliardario di titoli americani, rubati cinque anni fa e recuperati in una banca del Liechtenstein. Van der Biest era già stato accusato di corruzione passiva per l'affare dei titoli rubati ed è sospettato di essere stato finanziato da Cosa Nostra per la sua scalata politica. L'omicidio di Cools è legato alla vicenda delle tangenti per l'acquisto degli elicotteri Agusta destinati all'esercito belga. Pochi giorni prima di essere ucciso Cools aveva minacciato rivelazioni esplosive su scandali che riguardavano il partito socialista, ma sembra che volesse negoziare da solo il contratto per gli elicotteri.
Già Todarello aveva rivelato il ruolo di Taxquet e il coinvolgimento di Van der Biest nel delitto Cools. Castellino ha confermato le dichiarazioni di Todarello e rivelato che i killer di Cools furono due tunisini immigrati in Sicilia, arruolati da un tal Calogero Todaro di Camastra (Ag), pare vicino alla Stidda e ucciso il 5 aprile 1994.
Il giorno 11 settembre verrà arrestato, al suo rientro dalle vacanze, l'italo-belga Pino Di Mauro, quinto presunto complice di Van der Biest.
Un altro omicidio che potrebbe essere legato a quelli di Cools e di Todaro è quello di Salvatore Gaglio, originario di Raffadali (Ag), procacciatore di voti per il Psi e per il partito socialista belga, trovato ucciso nel suo ufficio a Bruxelles nel '90. Per questi delitti ci sarebbero responsabilità della mafia che in Belgio, in particolare a Liegi, ha basi molto solide,
La magistratura belga ha emesso due mandati di cattura per i killer tunisini. Ma sembra che uno, Abdel Kalle Sadis, sia l'uomo trovato carbonizzato, nel novembre del '92, dentro il bagagliaio di un'auto presso Licata (Ag); l'altro è sparito e si pensa alla lupara bianca.

 

9 settembre: Tommaso Buscetta conferma le accuse contro Andreotti per l’omicidio di Mino Pecorelli, affermando che Badalamenti e Stefano Bontate gli hanno detto che l' omicidio Pecorelli lo "avevano fatto loro, su richiesta dei cugini Salvo, nell' interesse del sen Andreotti"; secondo Buscetta, Pecorelli poteva pubblicare documenti che riguardavano il caso Moro e che erano in possesso del gen Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il giorno dopo, però, Buscetta ritratterà in parte le dichiarazioni rese.

 

Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli viene ascoltato come testimone Tommaso Buscetta, che conferma di aver saputo da Gaetano Badalamenti che l'omicidio fu un favore ad Andreotti chiesto dai cugini Salvo allo stesso Badalamenti e a Stefano Bontate, ma dice di non essere sicuro del coinvolgimento di Pippo Calò. Rispondendo ad una domanda della difesa afferma di non aver mai detto che Andreotti aveva chiesto di uccidere Pecorelli.
Il giorno successivo, in seguito ad una domanda degli avvocati di Andreotti che cercano di metterlo in difficoltà, Buscetta ammette di essersi incontrato al suo arrivo in Italia con il magistrato Fausto Cardella, pubblico ministero al processo, il quale conferma dicendo che il verbale del colloquio è agli atti della procura e non va depositato.
Successivamente si saprà che Gaetano Badalamenti è disposto ad essere messo a confronto con il bugiardo Buscetta, purchè gli sia dia l'assicurazione di non essere arrestato per questa o per altre imputazioni e di poter ritornare negli Stati Uniti.
Il giorno 11, il pentito della banda della Magliana Antonio Mancini dichiarerà di avere appreso da Renato De Pedis e Danilo Abbruciati, altri componenti della banda ora deceduti, che il delitto era stato eseguito da Massimo Carminati e Michelangelo La Barbera e voluto da Claudio Vitalone, perché Pecorelli aveva documenti relativi al sequestro Moro che potevano danneggiare il gruppo di potere politico-massonico- giudiziario, di cui faceva parte l'ex magistrato. Mancini parlerà pure di un coinvolgimento della mafia tramite Pippo Calò.
Scoperta in un terreno tra Villabate e Bagheria (Pa), su indicazione del pentito Tony Calvaruso ex braccio destro di Leoluca Bagarella, una fossa, circondata da cipressi e coperta da una lastra di marmo, ma vuota. Si pensa che sia stata la sepoltura di Vincenzina Bagarella.
Chiesto al Csm, dal ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, il collocamento fuori ruolo del procuratore capo della Repubblica di Roma, Michele Coiro. La richiesta, approvata a larga maggioranza, ha l'effetto di bloccare la pronuncia del plenum del Csm sulla proposta di trasferimento d'ufficio di Coiro per incompatibilità funzionale, in seguito al procedimento per il suo interessamento all'indagine su Renato Squillante e per la richiesta di trasferimento dell'ufficiale dei carabinieri Enrico Cataldi, impegnato in inchieste sulla corruzione di magistrati. Il ministro Flick proporrà al Consiglio dei Ministri di affidare a Coiro la direzione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Un'indagine della Confesercenti rivela che il 23% dei commercianti paga il pizzo e che i taglieggiati sarebbero più di 200.000, con un guadagno per il racket di circa 7.000 miliardi l'anno. Dal 1992, anno dell'approvazione della legge in favore dei taglieggiati, sono pervenute soltanto 320 domande.
Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio di Gaetano Cinà per concorso esterno in associazione mafiosa. Cinà è indagato nell'ambito dell'inchiesta su Marcello Dell'Utri: sarebbe stato l'esattore delle somme estorte alla Fininvest da Cosa Nostra.

 

10 settembre: Archiviata l'inchiesta sul vicequestore Vincenzo Speranza accusato di concorso in associazione mafiosa in seguito alle dichiarazioni di Francesco Marino Mannoia, secondo cui il funzionario avrebbe ricevuto un anello in cambio della restituzione di preziosi sequestrati a Mannoia e sarebbe stato amico di Stefano Bontate. La tesi difensiva, accolta dal gip, è che Mannoia avrebbe avuto informazioni sbagliate di seconda mano.
Arrestati due noti gelatai di Trieste, Roberto Vatta e il figlio Giancarlo, con l'accusa di traffico di droga tra l'Olanda e la Slovenia. Si tratta di una droga artificiale, il Nexus, dagli effetti particolarmente devastanti sul sistema nervoso.
Il Consiglio comunale di Torino approva una mozione con cui si chiede al governo e al Parlamento una legge che legalizzi il consumo delle droghe leggere e avvii la somministrazione controllata dell'eroina.
Emessi dalla Procura di Palermo altri 3 mandati di cattura per l'assassinio di padre Pino Puglisi. Oltre a Salvatore Grigoli, latitante, avrebbero partecipato al delitto Nino Mangano e Luigi Giacalone, già in carcere per altri reati, e il latitante Gaspare Spatuzza. Il pentito Giovanni Drago rivela che l'omicidio fu voluto dai fratelli Graviano che non sopportavano l'attività di padre Puglisi verso i giovani del quartiere e sospettavano che alcuni assistenti sociali del suo Centro fossero in realtà agenti di polizia.
Arrestato a Palermo Francesco Mirabelli, un idraulico che aveva tentato di scambiare un certificato di deposito di 90 milioni risultato far parte di una serie rubata a Roma nel 1990. In agosto per la stessa ragione era stato arrestato il consulente finanziario Alfredo Catalano. Gli inquirenti pensano che si tratti di un tentativo di riciclaggio di denaro sporco.

 

11 settembre: Avviata un'indagine disciplinare dell'Ordine degli avvocati di Palermo per l'ex difensore di Giovanni Brusca, Vito Ganci, che aveva rivelato il complotto della mafia e di personalità istituzionali contro Andreotti.
Scomparso dalla località segreta dove risiede il collaboratore di giustizia Filippo La Spina, originario di Enna. Il giorno dopo verrà trovato morto per overdose. Gli inquirenti non escludono che possa essere stato ucciso.
In diversi quartieri di Palermo, arrestati 9 spacciatori e denunciati altri 6.

 

12 settembre: il sociologo Giuseppe De Rita denuncia un mega-complotto di “pm, polizia giudiziaria e servizi segreti che minacciano lo stato di diritto e vogliono conquistare il potere”.

 

Accolta dal Consiglio giudiziario l'opposizione di due magistrati di Messina, di cui non viene fatto il nome, contro l'applicazione alla Direzione distrettuale antimafia di quella città del sostituto procuratore Olindo Canali. Canali, la cui presenza a Barcellona (Me) ha dato un notevole impulso alle attività investigative contro la criminalità organizzata, ha deciso che non rappresenterà la pubblica accusa nel processo contro la mafia della zona, scaturito dall'operazione Mare nostrum, e non provvederà alla stesura del ricorso contro la sentenza pronunciata il 17 maggio scorso nel processo d'appello per l'uccisione del cronista de La Sicilia, Beppe Alfano.
Ucciso a Catania il pregiudicato Rosario Buzzanga, appartenente al clan Pillera-Cappello.
A Roma 5 arresti e 7 denunce per componenti di una banda, con ramificazioni internazionali, di falsari di titoli di Stato. Sequestrati documenti falsi per 1 miliardo.
Il direttore della Società Bancaria Ticinese di Bellinzona, Dionigi Resinelli, ha rivelato ai magistrati del pool di Milano che, tra il 1984 e il 1986, l'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante aprì un conto corrente con il quale avrebbe compiuto movimenti di denaro da e verso conti correnti intestati, sempre nella stessa banca, all'avvocato Renato Pacifico, indagato per l'affare Imi-Sir. Squillante ha sempre negato di avere conti all'estero, ma sembra che disponesse di circa 9 miliardi di lire. Pacifico ha dichiarato che i 10 milioni di franchi svizzeri avuti dalla famiglia Rovelli erano il pagamento di una parcella notarile.
Il presidente del Cnel, Giuseppe De Rita, scrive su Il Tempo che da Tangentopoli e dalla vicenda mafiosa stiamo uscendo con un apparato di potere costituito dall'intreccio tra pubblici ministeri, polizia giudiziaria e forse servizi segreti, incontrollabile e incontrollato che ci deve preoccupare. Il Polo chiede una commissione d'inchiesta, mentre la sinistra denuncia un tentativo di sollevare un polverone con messaggi cifrati e chiede che De Rita documenti le sue affermazioni. Sorpresa e indignazione negli ambienti della magistratura. Successivamente, dopo l'arresto dell'amministratore delegato delle Ferrovie Lorenzo Necci, De Rita dichiarerà che se avesse saputo dell'inchiesta in corso non avrebbe parlato ma che non ha cambiato idea sull'intreccio che aveva denunciato.

 

13 settembre: Tiziana Parenti dichiara: “Di Pietro proviene da una struttura parallela dei servizi segreti”.

 

Emessi 31 ordini di custodia cautelare per altrettanti spacciatori di droga catanesi legati al clan di Salvatore Cappello.
Salvatore Cucuzza, il mafioso palermitano che ha espresso la volontà di dissociarsi, si è accusato di essere uno dei killer di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, uccisi il 30 aprile 1982, e di aver fatto parte del commando che il 16 giugno dello stesso anno uccise a Palermo il boss catanese Alfio Ferlito, 3 carabinieri e l'autista civile dell'auto su cui si trovavano.
Arrestati a Gioia Tauro, in seguito ad un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore, 5 appartenenti alla 'ndrangheta, tra cui il boss Pasquale De Maio della cosca dei Piromalli-Molè.

 

14 settembre: Arrestato a Catania, mentre era seduto su una panchina a leggere il giornale, il boss del clan Pillera-Cappello, Agatino Fontanarosa, latitante dal giugno scorso.
Attentato incendiario contro il municipio di Seminara (Reggio Calabria). Secondo gli inquirenti è opera della 'ndrangheta, in risposta alle dichiarazioni del sindaco, Salvatore Costantino del Pds, contro le cosche interessate alle opere pubbliche.
Trovato ucciso nelle campagne di Mussomeli (Ag) con 3 colpi di pistola, l'agricoltore Pietro Tona, incensurato. Si pensa che il delitto possa essere collegato all'omicidio del pregiudicato Giuseppe Ricottone legato a Cosa Nostra e assassinato nel '91.

 

15 settembre: i giudici di La Spezia fanno arrestare Lorenzo Necci, Pacini Battaglia, Emo Danesi e compari. Si potrebbe pensare che l'inchiesta, gestita dal Gico di Firenze, riguardi Necci, Pacini, Danesi e compari, ma basta leggere IL FOGLIO di Ferrara per capite che la vera preda è Di Pietro il corrotto, il concussore, lo scroccone. Il 16, un ex maresciallo dei carabinieri, tal Giovanni Strazzeri, bussa alla procura di Brescia per consegnare un memoriale: a suo dire Di Pietro fabbricò un "passi" falso di Berruti per incastrare Berlusconi, concordò con Violante l'avviso di garanzia di Napoli e passò centinaia di verbali segreti all'Espresso mentre Davigo e la sua segretaria pilotavano le fughe di notizie ai giornali di sinistra per "colpire gli avversari politici". Il 17, Tiziana Parenti convoca una conferenza stampa per accusare Ilda Boccassini di aver arrestato Squillante in base ad una falsa intercettazione, poi denuncia una misteriosa campagna per delegittimarla (la Parenti). Il 18, i difensori di Berlusconi torchiano il braccio destro di Gherardo Colombo sul famoso "passi". Delle due l'una: o posseggono doti medianiche, oppure sanno già  tutto del memoriale Strazzeri. Il 19, i giornali pubblicano una frase di Pacini: "Per uscire da Mani Pulite abbiamo pagato". Il 23, si apre a Brescia il processo a Berlusconi e Previti per il presunto complotto anti-Di Pietro.

 

Ricordato con diverse iniziative, nel quartiere Brancaccio di Palermo dove operava, padre Giuseppe Puglisi ucciso il 15 settembre 1993. Tra l'altro è stato inaugurato un auditorium, intitolato al piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso dai Brusca.
Trovato morto a Palermo, in mezzo ai rifiuti in un cantiere abbandonato, Francesco Di Giugno, tossicodipendente. Sembra una morte per overdose, ma le ferite sulla testa e nelle braccia fanno pensare a un omicidio.

 

16 settembre: Arrestati per ordine della Procura di La Spezia l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Lorenzo Necci, il finanziere Francesco Pacini Battaglia, la segretaria di questi Eliana Pensieroso e l'ex deputato dc Emo Danesi, già coinvolto nella vicenda della loggia P2. Sono accusati di associazione a delinquere, peculato, corruzione, abuso di atti d'ufficio, truffa e falso in bilancio. Sarebbero state raccolte prove su un giro di tangenti legate agli appalti per le Ferrovie, in cui il ruolo di collettore sarebbe stato svolto da Pacini Battaglia, già indagato dal pool di Milano per i fondi neri Eni ma non rinviato a giudizio.
Si è anche appreso che i primi di settembre Necci era stato raggiunto da un avviso di garanzia dalla Procura di Aosta per l'inchiesta Phoney Money, perché sarebbe stato reticente sui suoi rapporti con l'italo-americano Enzo De Chiara.
Il giorno successivo verranno arrestati il procuratore di Grosseto Roberto Napolitano, già coinvolto nell'inchiesta sul viaggio negli Stati Uniti al seguito di Bettino Craxi, e il procuratore di Cassino Orazio Savia.
In carcere anche Pier Francesco
Guargaglini, amministratore delegato della società costruttrice di armi, Oto Melara. Infatti l'inchiesta sulle tangenti per gli appalti alle Ferrovie è stata avviata in seguito all'esame di intercettazioni telefoniche ed ambientali ordinate per un'indagine su sospette esportazioni illecite di armi verso il Kuwait, la Bosnia il Perù e l'India, in cui sarebbe implicato Pacini Battaglia. Nelle intercettazioni compaiono i nomi di Cesare Previti, del generale Angioni e del presidente della Finmeccanica Fabiano Fabiani, i quali smentiscono qualsiasi coinvolgimento.
Successivamente verrà reso noto che sono indagate altre 40 persone, tra cui l'avvocato Rocco Trane, l'ex magistrato Renato Squillante e gli amministratori delegati delle società aggiudicatrici degli appalti, e verranno fatte perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni di 3 magistrati romani: il procuratore aggiunto Ettore Torri, il gip Augusta Iannini e il sostituto procuratore Giorgio Castellucci, già sospeso dalle funzioni per il coinvolgimento in un'altra inchiesta.
Polemiche per le dichiarazioni, poi smentite, dei magistrati titolari dell'inchiesta su possibili coinvolgimenti di politici con cariche di governo, e per la pubblicazione di contenuti delle intercettazioni riguardanti fatti di persone estranee all'inchiesta.
Il 26 settembre è stata resa nota l'iscrizione nel registro degli indagati, per concorso in peculato e corruzione, dell'avvocato di Pacini Battaglia, Giuseppe Lucibello.
Ripreso a Caltanissetta il processo per l'omicidio del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano.
Assolti a Firenze, al processo d'appello, perché il fatto non sussiste, i 22 imputati del clan Saccà, accusati di far parte di un'associazione mafiosa operante tra il Nord e la Sicilia.
Uccisi a Campobello di Licata (Ag), mentre stavano partecipando ad una festa di compleanno, i due pregiudicati per reati contro il patrimonio, Carmelo Giancreco e Luigi Naro. Ferita leggermente la moglie di Giancreco, Maria Turco, e illesi gli altri invitati. Si pensa ad un regolamento di conti, ma gli inquirenti sospettano un collegamento con altri omicidi: quello di Calogero Giancreco, fratello di Carmelo, ucciso sette anni fa in Germania; quelli di Salvatore Turco, zio di Maria Turco, Calogero Arcadipane e Calogero Siracusa, avvenuti il 21 maggio 1989, e quello di Liborio Turco, fratello di Salvatore, ucciso il 29 aprile 1993.
Attentati intimidatori nella provincia di Reggio Calabria: a Stefanaconi sono stati sparati colpi di pistola contro l'auto e il portone dell'abitazione del parroco Salvatore Santaguida, che aveva organizzato una fiaccolata di solidarietà al farmacista del paese più volte preso di mira da attentati intimidatori; a Monasterace sono stati distrutti da un incendio diversi ettari, coltivati a mandorleto e vigneto, di proprietà del procuratore di Locri, Rocco Lombardo; a Rosarno è stato messo a soqquadro l'ufficio del sindaco Giuseppe Lavorato, del Pds, impegnato nella lotta contro la 'ndrangheta.
Ucciso a Pescara, in un conflitto a fuoco con dei rapinatori, il maresciallo dei carabinieri Marino Di Resta.
Accoltellato a Palermo un maresciallo dei carabinieri, durante un'operazione antidroga nel rione del Capo che ha suscitato quasi una rivolta tra gli abitanti. Arrestate 2 persone per tentato omicidio.

 

17 settembre: Chiesto dalla Procura di Bologna il rinvio a giudizio per Paola Luisa Occhetto, sorella dell'ex segretario del Pds, ed altre 23 persone, accusate di avere incassato illegalmente più di 1 miliardo, attraverso bilanci gonfiati e debiti inventati di due società del Pds.

 

18 settembre: Nell'udienza del processo per la strage di Capaci, che si tiene nell'aula del carcere romano di Rebibbia, assente il pentito Gioacchino La Barbera che era stato chiamato a testimoniare e che risulta irreperibile da cinque giorni. Il pm e il suo avvocato parlano di disguidi tecnici nella notifica dell'avviso di comparizione. Proteste degli avvocati della difesa e di Nitto Santapaola che dichiara che i pentiti hanno licenza di uccidere. La Barbera si presenterà il giorno dopo.
Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli depone il costruttore palermitano Francesco Maniglia, condannato anni fa per truffa e ora residente all'estero. Afferma che Vitalone conosceva i cugini Salvo e di non avere mai visto i Salvo assieme ad Andreotti.
Al processo che si svolge a Bari contro alcuni mafiosi viene letta una lettera inviata dal pentito Pasquale Damiano, imputato nel processo, al cognato Michele Ladisa, anch'egli pentito e con il quale i genitori, dopo l'omicidio del fratello Donato avvenuto il 28 luglio scorso, avevano dichiarato di non volere avere più rapporti per tutto il male che ha fatto alla famiglia. Nella lettera Damiano scrive: Fatti coraggio, anche se vogliono farti sentire solo. Sii orgoglioso, come io sono orgoglioso di collaborare con la giustizia.
Sequestrati a Leoluca Bagarella 34 tra ville e appartamenti per un valore di 10 miliardi, conti bancari e titoli di Stato per un valore di 6 miliardi. Parte del patrimonio era intestato ai fratelli Pietro e Giuseppe Elio Santomauro, indicati come affiliati alla famiglia mafiosa di Villafrati e accusati di avere riciclato per conto di Bagarella ingenti somme di denaro provenienti dal traffico di droga.

 

Iniziano oggi a Canicattì con un convegno e termineranno il 25 settembre le manifestazioni per ricordare il magistrato Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990, e il magistrato Antonino Saetta, ucciso assieme al figlio Stefano il 25 settembre 1988.
Viene resa nota una dichiarazione di Giovanni Brusca secondo cui nel '92 Cosa Nostra aveva progettato di uccidere, oltre a Salvo Lima e Ignazio Salvo, anche gli ex ministri Calogero Mannino, Salvo Andò e Calogero Vizzini e l'ex deputato regionale limiano Sebastiano Purpura. Il progetto non andò in porto dopo l'arresto di Totò Riina. Secondo Brusca, la mancata nomina nell'88 di Giovanni Falcone a capo dell'Ufficio Istruzione di Palermo fu pilotata da Cosa Nostra, tramite Ignazio Salvo che a sua volta avrebbe utilizzato Claudio Vitalone che poteva contare su alcuni membri del Csm.
Trovato a Catania, nel bagagliaio di un'auto, il corpo incaprettato e carbonizzato del pregiudicato Mario Minuto. Secondo gli inquirenti Minuto non aveva contatti con ambienti mafiosi.

 

20 settembre: Lorenzo Necci ammette di fronte ai pubblici ministeri di La Spezia, Alberto Cardino e Silvio Franz, di avere ricevuto da Francesco Pacini Battaglia 20 milioni ogni mese da circa due anni, ma dichiara che era un prestito perché non gli bastavano i 280 milioni lordi annui che riceveva come amministratore delle Ferrovie, a cui da qualche tempo si era aggiunto un gettone di 600 milioni lordi per l'Alta velocità.
Vengono fatte perquisizioni alle abitazioni e agli uffici di Antonio Sernia e Leonardo Greppi, ex manager dell'Eni, dell'architetto Silvano Larini, già esattore di tangenti per conto del Psi, dell'imprenditore Roberto Tronchetti Provera e del commercialista Giorgio Rocco, presidente del consiglio dei sindaci dell'Eni.
Viene reso noto che al Palazzo di Giustizia di Milano si cerca la talpa che avrebbe fornito informazioni a Pacini Battaglia, come quelle sull'inchiesta su Renato Squillante e sul nome del teste Omega, a conoscenza del finanziere molto prima dell'arresto del magistrato.

 

21 settembre: Roma e Milano, manifestazioni di solidarietà con i latitanti Morsello e Fiore (ex NAR e Terza Posizione) a Londra organizzate dal MS-FT

 

Al processo per la strage di Capaci, nell'aula di Rebibbia, il boss Raffaele Ganci invita il presidente a chiedere al figlio Calogero i nomi di una decina tra giudici, presidenti e procuratori di Palermo disponibili a favorire i mafiosi, di cui il pentito avrebbe parlato agli inquirenti. Il boss fa intendere di temere ritorsioni in questo e in altri processi, ma le sue parole sono considerate un avvertimento per il figlio e per i magistrati. Il pm Paolo Giordano non smentisce che ci siano indagini in corso.
Raffaele Ganci farà la stessa richiesta il giorno dopo, al processo per gli omicidi di Beppe Montana, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia. Al richiamo del pm che lo avverte che può parlare soltanto di fatti attinenti al processo in corso, risponde: E chi lo dice che non siano attinenti a questo processo?.
Reso noto che Giovanni Brusca avrebbe fatto dichiarazioni sulla consistenza e ubicazione dei suoi beni immobili e sul denaro contante che sarebbe stato versato su libretti e conti correnti intestati alla madre.
Arrestato in Francia Enrico Vandelli, avvocato di Felice Maniero, latitante dal marzo scorso.
Trovati quasi 4 chili di eroina sull'aereo con cui il presidente colombiano, Ernesto Samper, si apprestava a partire per New York per pronunciare all'Onu un discorso sulla lotta antidroga. La droga era stata nascosta dietro un pannello del bagagliaio e sotto gli strumenti radio nella cabina di pilotaggio ed è stata scoperta in seguito ad una telefonata anonima. Il presidente dichiara che è un'operazione per screditarlo.
Sequestrato a Ventimiglia, ad un cittadino colombiano che viaggiava su un treno proveniente da Parigi, un carico di 14 chili di cocaina pura del valore di circa 15 miliardi.

 

23 settembre: Viene reso noto che il pentito Salvatore Cancemi ha confessato di avere partecipato alla strage di via D'Amelio. Cancemi, la cui attendibilità è stata spesso messa in discussione, aveva sempre negato un suo coinvolgimento ma è stato smentito da diversi pentiti.
Ucciso a Catania Orazio Guerino, un pregiudicato indicato come appartenente al clan Santapaola.
Scoperta un'organizzazione internazionale per il traffico di stupefacenti che operava tra l'Italia e la Spagna. Sequestrati, nel corso di un'operazione condotta dalla Questura di Brescia e dalla Criminalpol di Milano, 29 chili di cocaina e arrestate 6 persone, tra cui il napoletano Vittorio Pirozzi del clan camorristico Mariano e latitante da cinque anni.
Sequestrati a Fiumicino, in due diverse operazioni, 5 chili di cocaina e arrestati i 2 corrieri.
Emessi 53 ordini di custodia cautelare, 22 per persone già in carcere, per pregiudicati facenti parte dei clan contrapposti, capeggiati da Massimo Cinieri e Vincenzo Stranieri, che si contendono il territorio in provincia di Taranto.

 

23 settembre: Alì Agcà presenta di nuovo domanda di grazia o in subordine di poter espiare la pena in Turchia.

 

24 settembre: Al processo contro Giulio Andreotti per associazione mafiosa che si svolge a Palermo, messi a confronto l'ex autista dei costruttori Costanzo, Gaetano Chinnici, e l'ex deputato dc Salvatore Urso. Il primo ha confermato di aver accompagnato con l'auto dei Costanzo Salvatore Urso, che prima aveva negato la circostanza e che si è contraddetto diverse volte. Urso ha negato anche di aver partecipato all'incontro, descritto dal maitre Vito Di Maggio, tra Salvo Lima, l'andreottiano catanese Nino Drago e Nitto Santapaola all'Hotel Nettuno e ha affermato di non aver mai conosciuto il boss.
Nei giorni successivi il pentito Giuseppe Pulvirenti testimonierà che Urso era vicino a Pino Calderone e a Santapaola e di avere avuto confidato nell'82 da suo genero, Pietro Puglisi, che Andreotti era vicino ai corleonesi. Verranno ascoltati anche Laura Iacovoni e il vicequestore Francesco Accordino, rispettivamente moglie e collega di Ninni Cassarà, che hanno confermato che nell'83 era stato trovata in casa di Ignazio Salvo un'agendina su cui era scritto un numero di telefono accanto al nome Giulio, che secondo Cassarà era quello di Andreotti. L'agendina non si trova più e nel frattempo ne è stata trovata un'altra con righe cancellate alla lettera G.
Emessi 46 ordini di custodia cautelare dalla Dia di Milano, per altrettanti trafficanti di droga e armi, tra cui anche i responsabili dell'omicidio, avvenuto a Milano nel '91, del catanese Luciano Arena, boss della criminalità organizzata della città.
Arrestati 3 giovani che il primo luglio, sotto un viadotto dell'autostrada Torino-Bardonecchia, avevano ucciso a colpi di pistola Marco Scalzo, un giovane che, oltre a spacciare droga, terrorizzava gli abitanti del paese, derubandoli con minacce e percosse.
Ucciso a Catania con due colpi di pistola in viso e poi dato alle fiamme il giovane Giuseppe Spina, senza precedenti penali.
Trovato alla Barona, alla periferia di Milano, il corpo di una donna che è stata prima strangolata e poi bruciata. Gli inquirenti pensano possa trattarsi di Angela Arisi, compagna di uno dei boss di Milano, il palermitano Salvatore Enea, ora in carcere.

 

25 settembre: Ricordati a Palermo il magistrato Cesare Terranova e il maresciallo Lenin Mancuso, uccisi il 25 settembre 1979.
Cancellate dalla Cassazione le riduzioni di pena per i pentiti Marco Favaloro e Salvatore Cancemi, accusati dell'assassinio di Salvo Lima e di Libero Grassi. Secondo la Corte il rito abbreviato non può essere accordato nel caso il reato sia punibile con l'ergastolo.
Autorizzato dalla Procura di Palermo il colloquio con un francescano di Corleone richiesto da Giovanni Riina, in carcere con l'accusa di associazione mafiosa e omicidio.
All'ospedale Cotugno di Napoli trovato morto per overdose un ricoverato per Aids e altri 2 salvati in extremis. Il giorno prima un altro ricoverato aveva dato fuoco al suo letto per denunciare l'uso e lo spaccio di droga nelle corsie.

 

26 settembre: Palermo, inizia di fronte alla quinta sezione del tribunale presieduta da Francesco Ingargiola il processo al senatore Giulio Andreotti, accusato di associazione mafiosa. Sono presenti 300 giornalisti provenienti da ogni parte del mondo.

 

Arrestato a Palermo Domenico Guglielmini, finora sconosciuto, indicato come nuovo reggente della cosca del quartiere Noce. È accusato da Nino Galliano e Francesco Paolo Anselmo e di aver partecipato a diversi omicidi, tra cui quello dell'ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco. Arrestate altre 2 persone per favoreggiamento, tra cui Girolamo Guglielmini, cugino di Domenico.

 

27 settembre: Afghanistan, i talebani conquistano Kabul. Gli Stati Uniti esprimono la disponibilità a ristabilire le relazioni diplomatiche con l’Afghanistan. Giustiziato Najibullah, mentre Masud si ritira nella regione del Panshir, nel nord del paese. Il mullah Omar proclama l’amnistia e istituisce un Consiglio di sei membri, presieduto da mullah Mohammed Rabbani, per governare la città. Iran, Russia, India e le repubbliche centroasiatiche condannano il colpo di mano dei talebani. Il Pakistan invece manda una delegazione a Kabul. La settimana successiva il summit della CSI, riunito ad Almaty, ammonisce i talebani a tenersi lontani dall’Asia centrale. Nel Panshir, Masud fa saltare la strada, rendendo quasi impossibili i collegamenti con il sud del paese. Nei giorni successivi i talebani cercheranno di entrare nel Panshir, ma saranno respinti dai mujiheddin di Masud. Nei primi giorni di ottobre si incontrano a Khin Jan Masud, Dostum e Khalili: nasce il Consiglio supremo per la difesa della patria. Alla fine di ottobre rientra dall’Iran Ismael Khan per opporsi ai talebani nelle regioni occidentali.

 

Trovato nell'abitazione di un nuovo pentito, il gioielliere Francesco Geraci, un deposito di gioielli, lingotti e monete d'oro, orologi di lusso e brillanti per un valore di oltre 2 miliardi, di proprietà di Totò Riina.
Dopo le rivelazioni di Geraci, che si è anche accusato di avere avuto un ruolo nel tentato omicidio del commissario Rino Germanà, sono stati emessi 23 ordini di custodia cautelare, di cui 10 eseguiti e 12 per persone già in carcere. Rimane latitante il capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, figlio di Francesco, anch'esso latitante.
Un provvedimento della Cassazione rimette in libertà Giuseppe Rallo, l'ultimo degli accusati dalla Procura di Trapani per l'assassinio di Mauro Rostagno rimasto in carcere.
Una lettera intimidatoria è stata recapitata al magistrato di Gela Paolo Toso, marito di Maria Luciana Dughetti, gip nello stesso Tribunale che ha trattato alcuni dei più importanti procedimenti contro mafiosi.
Emessi dalla Procura di Napoli 8 ordini di custodia cautelare per camorristi, imprenditori e politici, in seguito alle indagini sulle tangenti per le opere per l'Alta velocità in Campania. Tra gli arrestati il giornalista Pietro Funaro e il vicepresidente del Consiglio regionale Rocco Fusco, entrambi del Ccd. Proteste nel mondo politico per il metodo usato per l'indagine, denominata Avvio: un ufficiale del Ros (Reparto operativo speciale) avrebbe agito da agente provocatore, spacciandosi per funzionario del Tav (Treno ad alta velocità), promettendo tangenti a politici e camorristi pur di non avere intralci nella costruzione della tratta campana, e registrando le conversazioni in cui compaiono nomi di politici di tutti i partiti, ancora coperti dal segreto istruttorio. Successivamente il procuratore Agostino Cordova, precisando che la magistratura non utilizza agenti provocatori, dichiarerà che il colonnello dei carabinieri si era semplicemente sostituito ai rappresentanti di una ditta che aveva subito intimidazioni da parte della camorra. Polemica replica anche da parte del comandante dei carabinieri, il generale Federici, secondo cui l'Arma è una delle poche is
tituzioni che funzionano.

 

28 settembre: Sequestrati all'aeroporto di Reggio Calabria 2 chili di cocaina pura ed arrestati un siciliano ed un cittadino statunitense.
Secondo il Rapporto annuale sulla criminalità organizzata del Ministero dell'Interno, sono sempre più numerose le donne denunciate per associazione a delinquere di stampo mafioso: 89 nel '95 contro una sola nel '90. Le donne denunciate per possesso e traffico di stupefacenti sono state 422 (contro le 37 del '94); 106 per riciclaggio (15 nel '94) e 421 per usura (119 nel '94). Le donne - si legge nel Rapporto - sono chiamate sempre più frequentemente a guidare interi clan, specialmente dopo l'arresto o l'uccisione dei compagni.
Secondo il Rapporto il traffico di stupefacenti rimane il settore trainante del crimine organizzato, è in crescita il traffico di armi, le estorsioni sono aumentate in Sicilia ma diminuite in Campania e in Puglia, il 60% delle denunce per usura proviene da Sicilia, Lazio, Campania e Puglia.
Al carcere dell'Ucciardone un frate francescano incontra Giovanni Riina, figlio di Totò, su richiesta del giovane. Il contenuto del colloquio rimane segreto. Fra Paolo, responsabile dell'eremo di Corleone, dichiara: Prima di sbilanciarci riflettiamo bene e non dimentichiamo che Ninetta Bagarella, la madre di Giovanni, ha sempre saputo gestire alla perfezione l'immagine pubblica dei suoi ragazzi.

 

29 settembre: Ucciso a Sant'Angelo di Brolo (Me) il giovane Giuseppe Guidara, incensurato. Il killer, Sergio Antonio Carcione, sarà arrestato il 26 febbraio 1997. Il movente del delitto sembra legato all'attività della vittima che si occupava del reclutamento di braccianti agricoli.
Emessi dalla Procura di Palermo 24 ordini di custodia cautelare contro mafiosi accusati di avere taglieggiato commercianti e imprenditori della zona di Brancaccio. 18 sono stati notificati a persone già in carcere, come Nino Mangano della cosca di Leoluca Bagarella; 3 sono latitanti, tra cui Salvatore Grigoli, uno dei killer di padre Puglisi. I provvedimenti sono scaturiti dalle dichiarazioni di alcuni pentiti, mentre i taglieggiati non hanno fatto alcuna denuncia.

 

30 settembre: Ucciso a colpi di fucile, sulla strada tra Varapodio e Oppido Mamertina (Reggio Calabria), l'imprenditore edile Antonio Polifroni.
Arrestato a Guardavalle (Catanzaro) il latitante Domenico Riitano, accusato di triplice omicidio.
Al processo per il delitto Pecorelli rigettata dalla Corte la richiesta di revoca della dichiarazione di contumacia per Gaetano Badalamenti, imputato nel processo, che aveva dichiarato di essere disposto a venire in Italia soltanto per un confronto con Buscetta.
Viene acquisita la testimonianza di un detenuto che afferma di aver saputo da componenti della banda della Magliana che questa è estranea all'omicidio. Il 2 ottobre la sorella del giornalista ucciso dirà che a Pecorelli erano stati promessi contributi da Andreotti tramite Franco Evangelisti.
Viene data notizia che il 4 settembre scorso sono stati sequestrati ad un mediatore finanziario, Bruno Vagnozzi di Roseto degli Abruzzi, 540 miliardi (quasi 1.000 secondo altre fonti) in libretti al portatore emessi dalla Cassa di Mutualità di Serre (un paesino in provincia di Salerno), fondata nel 1992 e fallita due mesi dopo la data riportata sui libretti. Il denaro era destinato ai consulenti finanziari Bruno Vagnozzi e Aldo Ferrari, che verranno fermati il 26 ottobre con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, e proveniva da tre clienti, ad uno dei quali sarebbero intestati 425 miliardi. Il 26 verrà perquisita la casa del giudice del Tribunale di Firenze Pietro Sacchetta, amico di Vagnozzi. Non è stato reso noto il reato ipotizzato per Sacchetta.

 

1 ottobre: Afghanistan, l’Unocal dichiara il proprio appoggio ai talebani che hanno conquistato Kabul, affermando che ora il progetto di costruzione della pipeline sarà facilitato. In seguito i dirigenti della società petrolifera dichiareranno di essere stati fraintesi.

 

Iscritto una seconda volta nel registro degli indagati, per concorso in strage, l'ex funzionario del Sisde Bruno Contrada. La richiesta si basa sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Mutolo riguardanti un incontro, che sarebbe avvenuto a Roma poco prima della strage di via D'Amelio, tra Paolo Borsellino, Contrada e Vincenzo Parisi, alla presenza dell'allora ministro dell'Interno Nicola Mancino. In quell'occasione Contrada avrebbe dimostrato di conoscere le dichiarazioni di Mutolo, a quel tempo ancora segrete. Mancino smentisce di avere incontrato Borsellino.
Arrestati 23 trafficanti di cocaina, tra cui il pentito Marcello Rapisarda, un ex componente del clan di Santapaola che, mentre era sottoposto al programma di protezione, dirigeva l'organizzazione assieme al pluripregiudicato catanese Giuseppe Caudullo, affiliato al clan Pulvirenti trasferitosi ad Ariccia (Roma).
Ucciso a Vizzini (Ct) il pregiudicato Vito Giarrusso.

 

2 ottobre: Il pentito Giovanbattista Ferrante, uno dei killer di Salvo Lima e di Giovanni Falcone, ha rivelato di aver partecipato all'uccisione di Emanuele Piazza, un giovane agente dei servizi segreti scomparso nel marzo del 1990. Piazza, la cui scomparsa era stata messa in collegamento con il fallito attentato all'Addaura contro Falcone, fu strangolato per ordine del boss Francesco Madonia che sospettava di lui. Il pentito ha parlato anche dell'omicidio del poliziotto Antonino Agostino, ucciso assieme alla giovane moglie Ida Castellucci, incinta, il 5 agosto 1989. L'omicidio era stato messo in relazione con la scomparsa di Piazza. Ora Ferrante dichiara che dopo il duplice omicidio venne fatta un'indagine tra i mafiosi che portò ad escludere la responsabilità di Cosa Nostra e a sospettare che fosse stata opera dei servizi segreti.
Ferrante ha ammesso anche di aver partecipato nel dicembre '86 all'uccisione dello spacciatore Salvatore Graffagnino, torturato e strangolato perché sospettato di aver ucciso, il 7 ottobre dell'86, il piccolo Claudio Domino, testimone involontario di uno scambio di droga tra spacciatori. Subito dopo l'uccisione di Domino, Giovanni Bontate, imputato nel maxiprocesso e in seguito ucciso, aveva preso la parola nell'aula bunker per condannare il delitto.
Ucciso a Sofia l'ex primo ministro bulgaro Andrei Lukanov, che gestiva la società che distribuisce il gas russo in Bulgaria. Si ipotizza la responsabilità della mafia russa.
Ucciso a Prizzi (Pa), con due colpi di lupara in faccia, Filippo Levatino, autista dell'Azienda siciliana trasporti. Si pensa ad un agguato mafioso.

 

3 ottobre: Catturato a Tremestieri Etneo (Ct) il latitante Giuseppe Mangion del clan Santapaola.
Intitolata a Giuseppe Di Matteo, il ragazzo sequestrato e ucciso dai mafiosi della cosca dei Brusca, la succursale della scuola media di Altofonte di cui era alunno. Era presente la madre, Franca Castellese, che dopo il pentimento del marito, Santino Di Matteo, si era dissociata da lui.
Sequestrati all'aeroporto di Milano 24 chili di cocaina pura e arrestate 4 persone, tra cui Giovanni Matranga, nipote del boss Gioacchino Matranga della cosca palermitana dei Grado.
Contestato a Lorenzo Necci, dal sostituto procuratore di Aosta titolare dell'inchiesta Phoney money, il reato di appartenenza ad un'associazione segreta che interferiva su organi costituzionali, enti pubblici, servizi pubblici essenziali d'interesse nazionale.
A Necci verrà contestato anche il reato di riciclaggio, in seguito a dichiarazioni del pentito Francesco Elmo, nell'inchiesta Cheque to cheque aperta dalla Procura di Torre Annunziata.

 

4 ottobre: Arrestati a Catania l'architetto Antonio Conte e l'imprenditore Francesco Aiello, ritenuto un prestanome di Santapaola, in seguito ad un'indagine sul racket delle sepolture che due anni fa aveva portato all'arresto di 20 persone. Altre 27 sono indagate.
Viene data notizia che ha cominciato a collaborare con la giustizia Ferdinando Cataldo, accusato di essere uno dei killer del giornalista Giancarlo Siani, ucciso a Torre Annunziata (Napoli) il 23 settembre 1985.
Condannato a 10 mesi di reclusione e 6 milioni di multa l'ex funzionario del Pci-Pds Primo Greganti, per finanziamento illecito dei partiti e falso in bilancio.
Emessi dalla Procura di Firenze 50 ordini di custodia per altrettante persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e alla spaccio di denaro e valori falsi, per un giro di diversi miliardi.
Sequestrati a Palermo 4.200 chili di sigarette di contrabbando e arrestate 4 persone.

 

5 ottobre: Milano, Silvio Berlusconi ricusa il giudice Carlo Crivelli per la frase sul “bastone e carota”.

 

Arrestato a Palermo il latitante Girolamo Mondino, trafficante di droga legato ai fratelli Graviano.
Sequestrati a due usurai di Catania, Sebastiano Cutrufo e Rosario Mazzara, quest'ultimo già denunciato e arrestato diverse volte, 20 miliardi in titoli di Stato e beni immobili.
Sabotata a Partinico (Pa) l'azienda vinicola intestata al latitante Giuseppe Bonomo, figlio del boss Giovanni e indicato come nuovo capomandamento della zona. Sono state aperte le valvole di 24 silos, con una perdita di 80.000 ettolitri di vino per un valore di 5 miliardi.
Ucciso a Raffadali (Ag) il coltivatore Salvatore Galvano, padre dell'attuale assessore allo sviluppo economico, Giuseppe Galvano del Pds. L'ucciso aveva scontato 17 anni di carcere per l'assassinio di un cugino, che a sua volta gli aveva ucciso un fratello. E' il quinto omicidio di quest'anno a Raffadali.

 

6 ottobre: Africo (Reggio Calabria) ucciso il latitante Domenico Morabito, figlio del boss della 'ndrangheta Giuseppe, mentre era scortato dai carabinieri, in abiti civili, che lo avevano arrestato. Ad ucciderlo sono stati dei poliziotti, anch'essi in abiti civili, che avevano scambiato i carabinieri per malviventi. Carabinieri e poliziotti, senza alcuna coordinazione, stavano operando nello stesso luogo alla ricerca di latitanti.

 

8 ottobre: l’avvocato Gaetano Pecorella, difensore  di Berlusconi, chiede che si indaghi sui conti all’estero dei pm di Milano. Due giorni dopo salta fuori un’altra tlefonata di Pacini: “Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato”. Nella fretta il Gico della Guardia di Finanza si è dimenticato di allegare anch la seconda parte della conversazione: “io a Di Pietro i soldi non glieli ho dati, a Brescia gli stanno facendo un troiano”. E nel mirino c’è anche il capo della procura milanese, Borrelli, che secondo Pacini lo avrebbe chiamato tramite Di Pietro per tenere fuori Necci dall’inchiesta Enimont. In Parlamento tiene banco la bufala dell’”agente provocatore” che il procuratore di Napoli Agostino Cordova avrebbe infiltrato a Montecitorio: non è un provocatore ne tantomeno ha mai msso piede alla Camera, ma l’inchiesta sulle mazzette della camorra a tutti i partiti napoletani per la TAV fa paura, e tutto può servire a delegittimarla.

 

Il turco Mehmet Ali Agca, condannato all'ergastolo per l'attentato al Papa del maggio 1981, dichiara a un quotidiano: "La pista bulgara è un'invenzione dei servizi segreti. Oggi posso dirlo: fu tutta una macchinazione. Tutto cominciò poche settimane dopo l'attentato, vennero a trovarmi in carcere due capi dei servizi segreti. Mi dissero: se accetti il nostro piano nel giro di due anni sei fuori. Era un'offerta conveniente e mi fidai".

 

12 ottobre: grande clamore per una microspia, “perfettamente funzionante”, scoperta nello studio romano di Silvio Berlusconi. Le indagini accerteranno poi che non era funzionante e che era stata piazzata dallo stesso uomo incaricato da Berlusconi di bonificare l’ufficio.

 

13 ottobre: il leader xenofobo Haider ottiene in Austria il 27,6% dei voti alle elezioni per il Parlamento europeo

 

15 ottobre: La Cassazione annulla la sentenza di "assoluzione" per Priebke

 

16 ottobre: Alessandra Mussolini passa ufficialmente al Movimento Sociale-FT. Rientrerà in AN dopo pochi giorni

 

17 ottobre: l’Avvenire pubblica un documento in cui si legge a proposito degli atti dell’inchiesta dei magistrati Franco Ionta, Giovanni Salvi e Pietro Saviotti: «I magistrati avanzano giudizi molto pesanti nei confronti della struttura (Gladio) non seguiti da conseguenze penali solo per avvenuta prescrizione o perché la descrizione dei documenti segreti ha impedito di approfondire le indagini. E questo vale soprattutto per l'attività interna di Gladio non prevista tra i suoi fini istituzionali fin alla messa in atto e poi per questo occultata. Attività informativa ma non solo». Si precisa in proposito: «I magistrati infatti rivedono completamente il giudizio assolutorio che nel 1993 la procura diede dell'operazione Delfino. Tre anni fa il procuratore Giudiceandrea ritenne l'esercitazione del 1966 solo un progetto. Oggi i tre sostituti spiegano che "si impone di riconsiderare" tali conclusioni. E lo fanno con parole pesantissime spiegando come "emerga la finalizzazione al condizionamento della vita politica, non riferibile a future situazioni di controllo del territorio da parte del nemico esterno, ma ad obiettivi interni e perfettamente rientranti nei canoni della strategia della tensione». Si legge inoltre: «Ma i magistrati solo quest'anno sono riusciti a scovare un documento clamoroso il "Piano generale delle informazioni - Piano di ricerca" datato 1977 ma con annotazioni manoscritte che lo aggiornano almeno fino al dicembre 1983. In esso come scrivono i tre sostituti: "È prevista un'intensa attività di raccolta delle informazioni fin dal tempo di pace".. "Le informazioni sui partiti politici dovranno riguardare: ubicazione delle sedi, organizzazione, attività, numero ed estrazione sociale degli aderenti, note biografiche sui principali attivisti, eventuali connessioni con rappresentanti sindacali, industriali, commerciali, culturali, della burocrazia statale-locale. Analoghe informazioni dovranno essere raccolte per la stampa, agenzie di informazioni di pubblicità, sindacati mentre delle seguenti personalità è prevista la raccolta di dati biografici: parlamentari, personalità politiche, industriali, personalità della cultura, personalità finanziarie, personalità sindacali"». Dunque dalle indagini dei sostituti procuratori Ionta Salvi e Saviotti apprendiamo ( e tutta la materia è nota alla Commissione stragi) che esisteva anche un piano generale delle informazioni di cui mai è stato riferito in Parlamento. E inoltre gli stessi sostituti procuratori rivedono completamente il giudizio assolutorio che nel 1993 fu dato dalla procura all'operazione Delfino. E dunque in relazione a questo cosa ha da dire il governo? Cosa ha da dire la commissione stragi? Cosa ha da dire il Comitato parlamentare per il controllo dei servizi segreti e del segreto? Fino adesso c'è stato il totale silenzio. Ma non sono solo queste le questioni emerse in tempi recenti relative a Gladio. Per esempio si sa che non è affatto vero che Gladio smise di esistere nel '72 come aveva affermato l'un. Andreotti perché a Trapani venne scoperto il centro Scorpione che operava anche nel '91. Inoltre è emerso che i depositi di armi, i famosi Nasco, erano in numero superiore ai 139 dichiarati (di cui 12 non rintracciati). Da qualche documento risulterebbe che fossero in numero di 163. Esistono quindi dei depositi Nasco ancora operanti?

 

18 ottobre: la procura di Brescia esautora definitivamente il giudice Salamone dalle inchieste su Di Pietro perché animato da “grave inimicizia e pervicace odio privato”.

 

19 ottobre: L'ammiraglio Gianfranco Battelli assume la direzione del Sismi (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare). Subentra al generale Sergio Siracusa. Contemporaneamente cambiano anche i vertici del Sisde (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica), dove il prefetto Vittorio Stelo succede al generale Gaetano Marino, e del Cesis (Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza), dove il prefetto Francesco Berardino succede al prefetto Umberto Pierantoni.

 

23 ottobre: un altro ex maresciallo, Felice Corticchia, corre a Brescia per puntellare le accuse di Strazzeri contro Di Pietro, affermando che Di Pietro molestava sessualmente una giornalista (che smentisce e lo denuncia per calunnia).

 

26 ottobre: Turkmenistan, il presidente Niyazov  e la Unocal-Delta firmano un accordo che da alla società petrolifera americana il diritto esclusivo di formare un consorzio per la costruzione della pipeline che dovrà attraversare l’Afghanistan. Robert Oakley, ex ambasciatore americano in Pakistan presiede la prima riunione delll’Afghan Advisory Committee creato dalla Unocal.

 

30 ottobre: il Gico della Guardia di Finanza recapita ai giudici di La Spezia il rapporto contro Di Pietro: mille pagine per accusarlo di “attività favoreggiatrice e/o concessiva” nei confronti di Pacini, e tutto il pool di aver “coperto” il finanziere. Mancano ancora 35 bobine su 42 e le sette già trascritte sono incomplete, prive dei passaggi che scagionano di Pietro e il pool. Pacini nega di aver mai pagato una lira, i pm milanesi ricordano di averlo interrogato 20 volte, chiesti 11 rinvii a giudizio, inoltrato 50 rogatorie. Intanto il procuratore di Grosseto, Pietro Federico, racconta ai giudici di Brscia che Pacini gli confidò che Gherardo Colombo era corrotto “ome gli altri”. Negli stessi giorni un misterioso testimone riferisce a Borrelli che a Roma qualcuno ha cercato di fabbricare un conto estero per attribuirne la disponibilità a Colombo.

 

Novembre: scoperti in una caserma di Roma centinaia di incartamenti dell'ex Ufficio Affari Riservati del Min. dell'Interno, grazie alle indagini del giudice Salvini sulla strage di piazza Fontana.

 

Berlusconi, in vena di garantismo, si domanda perché Di Pietro non sia ancora "nelle patrie galere". E' l'indomani, giorno 6, il capo del Gico fiorentino colonnello Giuseppe Autuori - quello dell'Autoparco - s'improvvisa pm in un'intervista a REPUBBLICA: "Abbiamo riscontri incontrovertibili, la prova si vede a occhio nudo, manca solo il numero del conto corrente (di Di Pietro). E' questione di giorni, forse di settimane, ma come si fa a non firmare un avviso di garanzia per Di Pietro? A Milano, per molto meno, gli indagati li mettevano in galera o addirittura li facevano suicidare". Viene subito trasferito a Bologna, ma il capo dello Scico, generale Mario Iannelli, minimizza: "Un piccolo errore dovuto allo stress". E due giorni dopo, intervistato dal CORRIERE, Autuori insiste: "Credete davvero che a Milano l'unico giudice discutibile fosse Curtò?". Verrà subito accontentato. Di Pietro è iscritto sul registro degli indagati per corruzione e concussione, l'una vale l'altra: avrebbe costretto Pacini a versare 15 miliardi a D'Adamo, per poi incassarne 5 in combutta con Lucibello. Il 14, Di Pietro si dimette da ministro. Il 15, Brescia, che erediterà l'inchiesta spezzina su di lui, riapre il caso Autoparco, avendo finalmente ricevuto il dossier Autuori del 1995. Su dodici pm in forza alla procura di Brescia, nove indagano su Di Pietro. Il 22, Eleuterio Rea rivela al CORRIERE che "personaggi importanti mi hanno offerto soldi per inguaiare Antonio". Il 23, Berlusconi annuncia di aver raccolto casualmente "notizie agghiaccianti" su Di Pietro e il pool: roba da mettere "a rischio la democrazia" e che "verrà fuori tra non molto tempo". Sulle prime sembra un caso di divinazione. Poi si scopre che, prima di andare a Brescia, i due marescialli Strazzeri e Corticchia erano passati da Arcore via Emilio Fede. Migliorando sensibilmente il loro tenore di vita. Il 26, Borrelli testimonia a Brescia sulle dimissioni di Di Pietro e conferma che fu Di Pietro ad insistere per l'invito a comparire a Berlusconi ("Quello, al processo, lo sfascio io"). L'ha già detto Di Pietro a verbale, lo sanno tutti, ma la cosa passa per una notizia clamorosa, la prova del Generale Complotto. Berlusconi - aspirante superprocuratore, sempre più forcaiolo - si prenota per un nuovo giro chez Tarquini: "Ho raccolto varie testimonianze, sono ben disposto a riferirle, e forse quando l'avrò fatto si potrà decidere sull'amnistia o sul condono". Il mese si chiude con l'ennesimo smacco per i pm bresciani: il gip vieta nuove intercettazioni perché, su Di Pietro, non esistono indizi di colpevolezza.

 

La società petrolifera americana Bridas firma un accordo con i talebani e con il generale Rashid Dostum per l costruzione della pipeline afgana.

 

1 novembre: Polemiche per la fuga di notizie sulle accuse del Gico di Firenze, contenute nel dossier consegnato ai magistrati di La Spezia che indagano su Pacini Battaglia, riguardanti il pool Mani pulite e alcuni magistrati di Roma che avrebbero coperto il finanziere. Proteste da parte di Antonio Di Pietro e dei magistrati del pool di Milano, che dichiarano di essere pronti a denunciare la Guardia di Finanza.

 

2 novembre: Bergen (Norvegia) cerimonia di consegna del premio assegnato dalla Fondazione Thorolf Rafto, intitolata all'economista distintosi nella lotta per i diritti umani, al cartello di associazioni antimafia Palermo Anno Uno. Il giorno precedente si è svolto un seminario internazionale sul crimine organizzato. Tra gli assegnatari del premio Rafto degli anni precedenti, il premier cecoslovacco Jiri Hajek, la leader dell'opposizione in Birmania Aung San Suu Kyi e il dirigente delle lotte di liberazione di Timor Est, José Ramos-Horta, quest'ultimi insigniti del Nobel per la pace nel 1991 e nel 1996.

 

3 novembre: Ucciso a Napoli Salvatore Cuccaro, ritenuto capo dell'omonima famiglia camorrista, e ferito un suo amico, Carmine Martinelli.
Sequestrati dalla polizia spagnola, al largo delle coste della Galizia, 1.100 chili di cocaina e arrestate 19 persone.
Ucciso a colpi di mitra all'aeroporto di Donietsk (Ucraina), Ievgheni Sherban, uno dei più ricchi uomini d'affare ucraini, con forti interessi nella regione. Si pensa che l'omicidio sia opera di organizzazioni mafiose.

 

4 novembre: Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, depone Francesco Marino Mannoia che conferma quanto già aveva dichiarato sull'incontro tra Andreotti, accompagnato da Nino Salvo e Salvo Lima, e i mafiosi Stefano Bontate, Salvatore Inzerillo, Angelo La Barbera, Girolamo Teresi e Salvatore Federico, due mesi dopo l'assassinio di Piersanti Mattarella. Il pentito parla anche del furto della Natività del Caravaggio, rubata dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo nel 1969: la tela sarebbe stata rovinata irreparabilmente durante il trasporto.
Ucciso a Trapani il diciottenne incensurato Roberto Mione. Il padre è in carcere per spaccio di stupefacenti.

 

5 novembre: Messa nella Cattedrale di Palermo contro la mafia e tutte le violenze.

 

6 novembre: Inserite agli atti del processo contro l'ex presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto, le dichiarazioni del pentito Francesco Paolo Anzelmo, secondo cui Tiziana Maiolo, quando era ancora deputata di Rifondazione, avrebbe visitato il carcere dell'Ucciardone su invito di Musotto che avrebbe pagato le spese, poi rimborsate dalla famiglia Ganci. Tiziana Maiolo ricorda che i viaggi dei deputati per le missioni sono pagati dalla Camera e dichiara che le spese di soggiorno è solita pagarle da sé.
Trovato a Milano il corpo di Dora Vendola, uccisa per strangolamento. La Vendola, detenuta in regime di semilibertà, perché appartenente ad un clan della 'ndrangheta e con diversi precedenti penali, era scomparsa dal 31 ottobre.
Ucciso a Niscemi (Cl) Alfredo Campisi, un artigiano con piccoli precedenti penali, e ferito un minorenne che era con lui.
Arrestati a Palermo 4 ragazzi, tra i 18 e i 21 anni, che avevano tentato di estorcere 80 milioni ad un commerciante, che ha denunciato il fatto alla polizia.
Arrestati 14 spacciatori tra Termini Imerese, Trabia e Caccamo, in provincia di Palermo.

 

7 novembre: Ventidue cittadini arabi vengono arrestati in otto città italiane in quanto considerati elementi della struttura di supporto in Italia del Gia, organizzazione terroristica algerina. Il nucleo più consistente è arrestato a Milano, tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di armi e documenti falsi.

 

Rinviati a giudizio, come mandanti dell'omicidio del giudice Rosario Livatino, Salvatore Parla, Antonio Gallea, Salvatore e Giovanni Calafato e il latitante Giuseppe Montanti, della Stidda della provincia di Agrigento.
Arrestate in provincia di Agrigento 13 persone, tra cui una donna, per produzione e spaccio di stupefacenti.
Ascoltato dai giudici della Corte d'assise di Palermo il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano, accusato, tra l'altro, dell'assassinio di padre Puglisi. Ha dichiarato di credere in Dio, di avere fatto sempre del bene e di essere una vittima dei pentiti.
Si costituisce a Milano Violetta Silvia Zuliani appartenente ad una banda di rapinatori, arrestati il giorno prima. La donna era stata presentata dai poliziotti e dalla stampa come capo della banda, ma era soltanto una gregaria, spinta dal bisogno.
Rimesso in libertà, perché diventato collaboratore di giustizia, il killer Michele Iannello, accusato, tra l'altro, dell'assassinio di Nicholas Green, il ragazzo statunitense ucciso il 29 settembre del '94 sull'autostrada tra Vibo Valentia e Mileto, in seguito ad un tentativo di rapina. Iannello, che si è autoaccusato di diversi delitti, ha negato di essere responsabile dell'uccisione del ragazzo. Amarezza per la scarcerazione di Iannello viene espressa dai genitori di Nicholas.

 

8 novembre: Nominato procuratore nazionale il procuratore di Firenze Pier Luigi Vigna.
Rimosso dall'incarico, su richiesta del generale Mario Iannelli, il tenente colonnello Giuseppe Autori, capo del Gico della Guardia di Finanza di Firenze. Il generale, dopo avere espresso massimo apprezzamento per Autori, ha motivato la richiesta con il clima di stress venutosi a creare dopo la fuga di notizie sul dossier consegnato ai magistrati di La Spezia che indagano su Francesco Pacini Battaglia. Autori è stato ritenuto direttamente o indirettamente responsabile della violazione del silenzio. Nuovo capo del Gico sarà il maggiore Ignazio Gibilaro, già collaboratore di Giovanni Falcone e del pool di Milano.
Rinviati a giudizio Leoluca Bagarella e altri 30 mafiosi per 24 omicidi compiuti tra il '92 e il '95.

 

9 novembre: Arrestato in una villa vicino Roma Antonio Pagano, boss della Sacra corona unita. Dirigeva l'organizzazione per conto di Giuseppe Rogoli, attualmente in carcere. Pagano era in compagnia di 3 donne rumene, arrestate per favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa.

 

10 novembre: Uccisi a Villabate (Pa) Angelo Lo Cicero, con precedenti di lieve entità, e Paolo Tesauro, incensurato. Lo scontro per il controllo del territorio, iniziato due anni fa, tra il clan dei Di Peri e quello dei Montalto, ha fatto già 10 morti. Si ritiene che il regista sia il latitante Pietro Aglieri.
Aperta un'inchiesta dalla Procura di Caltanissetta in seguito all'esposto del pentito Rosario Spatola secondo cui alcuni collaboratori di giustizia hanno concordato tra di loro le versioni da dare ai processi.
Al cimitero Kotliakovskij di Mosca, una bomba posta vicino ad una tomba causa la morte di 13 persone e il ferimento di altre 16. L'attentato ha avuto luogo durante una cerimonia in memoria di Mikhail Likhodei, presidente della Fondazione per gli invalidi dell'Afghanistan, assassinato due anni fa. La Fondazione è una delle associazioni che ufficialmente si occupano dei reduci della guerra e delle loro famiglie, ma che, usufruendo di esenzioni doganali e fiscali, in effetti servono da copertura a società gestite da organizzazioni mafiose.
Arrestato a Perugia il latitante della Sacra corona unita Benedetto Stano, boss di Brindisi dopo l'arresto dei capi storici Pino Rogoli e Salvatore Buccarella. Stano è stato arrestato in un casa nel centro storico, domicilio del collaboratore di giustizia e cugino di Stano, Salvatore Tagliente.

 

11 novembre: Viene data notizia che il pool di Milano ha riaperto l'inchiesta sulla scomparsa di 150 miliardi dalle casse della Fininvest, poco prima dell'approvazione della legge Mammì nel 1991. L'ipotesi è che furono utilizzati per pagare tangenti ai partiti.

 

12 novembre: comincia poco prima della 10, nell' aula bunker dell' ex carcere fiorentino di Santa Verdiana, il processo per le stragi del 1993 a Roma, Firenze e Milano e per il fallito attentato del 1994 al pentito Totuccio Contorno. In aula sono presenti 12 dei 28 imputati, tra i quali, Toto Riina, Leoluca Bagarella ed i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. Ha rinunciato invece a comparire Giovanni Brusca. Nel bunker, all' apertura del processo presieduto da Armando Sechi, e' presente anche una cinquantina di parti civili, tra le quali molti familiari delle vittime delle stragi. In rappresentanza del comune di Firenze, che si e' costituito contro gli imputati, e' presente il sindaco Mario Primicerio. Al banco dell' accusa, i pm Gabriele Chelazzi e Giuseppe Nicolosi, che hanno condotto l' inchiesta, sono stati affiancati stamani dal procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna e dal procuratore aggiunto di Firenze Francesco Fleury.

 

Confermate dalla Cassazione le condanne per la vicenda Eni-Sai per Bettino Craxi, Severino Citaristi e Sergio Cusani.
Iniziato a Firenze il processo per le stragi mafiose del '93.
Arrestati altri 4 mafiosi per la strage di via D'Amelio: Matteo Motisi, imputato anche per la strage di Capaci; Giuseppe
Biondo, l'esperto in esplosivo che aveva procurato e modificato il telecomando; Girolamo Guddo e Vito Priolo, che hanno dato ospitalità per le riunioni dei mafiosi. Emessi anche 24 ordini di custodia per persone già in carcere.
Emessi 18 ordini di custodia cautelare, 11 per persone già in carcere, per trafficanti di droga del Trapanese.

 

13 novembre: Pubblicata dal quotidiano Il Manifesto la notizia che la Procura di Palermo ha convocato il parlamentare di An, Guido Lo Porto, per difendersi dalle accuse di essere colluso con Cosa Nostra. Secondo alcuni pentiti, Lo Porto, alla Camera dal 1972 e sottosegretario alla Difesa nel governo Berlusconi, avrebbe avuto l'appoggio, dai primi anni '80, della cosca di Mariano Tullio Troia.
Ordinata dal prefetto di Palermo, Luigi Damiano, la chiusura dell'ippodromo in seguito ad indagini su scommesse clandestine gestite dalla mafia.
A Torino condannato a 3 anni Marcello dell'Utri per frode fiscale e false fatturazioni.
Giovanni Brusca accusa Giovanni Riina di aver partecipato all'omicidio di Antonino Di Caro.
Avocata dal procuratore capo di Aosta, Maria Teresa Del Savio Bonaudo, l'inchiesta Phoney Money. Il pm David Monti, titolare dell'inchiesta, chiede l'intervento del Csm.
Sequestrati beni per 20 miliardi ad una banda di estortori del Catanese.
Ucciso a Palermo Onofrio Vaglica, titolare di un panificio, da qualcuno che era con lui sull'auto. Vaglica aveva piccoli precedenti penali per furto e gli investigatori, secondo cui potrebbe trattarsi di delitto mafioso, sospettano che possa aver commesso qualche sgarro.
Minacciato di morte il sindaco di Marineo (Pa), Vito Pernice.

 

14 novembre: in seguito alle inchieste della magistratura bresciana, Antonio Di Pietro è costretto a dimettersi da ministro dei Lavori Pubblici. Sarà assolto da ogni accusa.

 

Fuga di notizie sulla iscrizione per concussione, nel registro degli indagati della Procura di Brescia, di Antonio Di Pietro che in serata si dimetterà da ministro dei Lavori pubblici.
A Palermo emessi 15 ordini di custodia cautelare per appartenenti alla cosca di Brancaccio, responsabili di 16 rapine.
Condannato a 3 anni il poliziotto Giovanni Argento, che aveva compiuto una rapina durante un intervallo nel servizio di scorta ad un magistrato palermitano.

 

15 novembre: Assolto dal Tribunale di Roma, per non aver commesso il fatto, l'ex ministro Claudio Signorile, accusato di avere preso tangenti per le forniture dei lenzuoli alle Ferrovie.
Viene data notizia che è stata aperta dalla Procura di Brescia un'inchiesta sulla vicenda dell'autoparco di Milano, su cui aveva indagato il Gico di Firenze. A gennaio le sentenze emesse dal Tribunale di Firenze erano state annullate e gli atti trasferiti a Milano.
Iscritti nel registro degli indagati della Procura di Brescia i magistrati del pool di Milano, accusati di abuso d'ufficio dal gip di Roma, Maurizio Pacioni, perché non avrebbero collaborato ad un'inchiesta su un appartamento-tangente dato dalla Fiat al senatore dc Giorgio Moschetti. La Procura di Brescia indaga anche su 15 miliardi transitati dalle società di Pacini Battaglia a quelle, in crisi per varie vicende giudiziarie, del costruttore Antonio D'Adamo, amico di Di Pietro.

 

16 novembre: Arrestate 45 persone appartenenti ad un'organizzazione di Favara (Ag) di trafficanti di droga.
Sequestrati a Roma, in 2 diverse operazioni, 50 chili di cocaina.
Ucciso a Catania Paolo Di Bella, pregiudicato per spaccio di droga.

 

17 novembre: Ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) il diciassettenne Giuseppe Calabrò. Fermati 2 minorenni accusati di avere ucciso per vendicare il ferimento di uno dei due, figlio di un boss ucciso, avvenuto il 10 ottobre scorso.

 

18 novembre: Muoiono a Trapani in uno scontro con l'auto di scorta del magistrato di Sciacca Bernardo Petralia, Maria Antonietta Savona e il figlio di un mese Riccardo. Il marito, Antonino Salerno, è un carpentiere che per trovare lavoro si era trasferito al Nord. Nella famiglia altri 2 bambini.
Concluso a Palermo il processo Golden Market a fiancheggiatori di Cosa Nostra. Condannati per concorso esterno il bancario Salvo Cuccia, il chirurgo Giuseppe Guttadauro e l'avvocato Carmelo Cordaro. Assolti gli altri professionisti, condannati 11 mafiosi.
In seguito a ricorso del pm contro la decisione del gip, rinviato a giudizio per corruzione l'arcivescovo di Monreale (Pa) Salvatore Cassisa: avrebbe preso una tangente per il restauro del duomo. Cassisa era già stato rinviato a giudizio per concussione e truffa. Il processo inizierà il 30 gennaio.
Sequestrati beni per 2 miliardi a Francesco Cardella e Chicca Roveri, accusati di avere utilizzato per fini personali i fondi pubblici concessi alla comunità Saman.
Nel corso di un convegno, il responsabile per la giustizia del Pds, Pietro Folena, sostiene che bisogna uscire dall'emergenzialismo e preannuncia un disegno di legge sulla revisione della fattispecie di concorso esterno in associazione mafiosa. Il neoprocuratore antimafia, Pier Luigi Vigna, propone l'istituzione di un unico reato associativo. I ministri degli Interni Giorgio Napolitano e della Giustizia Giovanni Maria Flick si dichiarano favorevoli a una revisione della legislazione sui pentiti. Successivamente il presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giuliano Pisapia, dichiarerà che è necessario definire con precisione il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
In Belgio il procuratore generale della Corte di Cassazione chiede di potere avviare un'inchiesta, per fatti di pedofilia, sul vice premier Elio Di Rupo e sul ministro della Pubblica Istruzione Jean Pierre Graffé. L'inchiesta nasce dall'arresto avvenuto il 17 agosto scorso di Marc Dutroux e della convivente accusati di sequestri e omicidi di minori, nella cui casa sono stati trovati i corpi delle vittime. I due facevano parte di una banda di pedofili che ha goduto per molti anni della copertura delle autorità.

 

19 novembre: Avviata dalla Cassazione un'azione disciplinare contro il pm di La Spezia, Alberto Cardino, per aver parlato del coinvolgimento di politici nell'inchiesta contro Pacini Battaglia

 

20 novembre: Appello alle donne delle famiglie mafiose di Filippa Inzerillo, vedova del boss Salvatore Inzerillo ucciso l'11 maggio dell'81, perché si ribellino alla mafia ed educhino i figli secondo principi sani. L'Inzerillo, che fa parte di un gruppo di cattolici carismatici, ha dichiarato di avere perdonato gli assassini del marito e di molti suoi parenti e su Totò Riina ha detto: Dovrebbe pentirsi, non dico davanti ai magistrati, ma davanti al Signore prima che sia troppo tardi.
Rivelate le dichiarazioni di Giovanni Brusca su un progetto della mafia per uccidere Antonio Di Pietro nel 1992.
Arrestati a Gela 14 mafiosi, accusati anche di 4 omicidi d'onore su commissione.
Viene data notizia che, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Modena, denominata Money Connection, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza una vasta operazione di riciclaggio, circa 300 miliardi, tra l'Italia e la Svizzera, gestita dalla finanziaria Intercambi, con sede a Lugano. Tra i clienti l'avvocato Attilio Pacifico.
Recuperati in un deposito del Viminale, alla periferia di Roma, 260 faldoni contenenti relazioni e reperti riguardanti le stragi degli anni '70 e che facevano parte dell'archivio dell'ufficio Affari riservati del Ministero degli Interni.

 

21 novembre: Il Governo vara un pacchetto Giustizia approvando dei disegni di legge del ministro Flick che prevedono l'unicità delle carriere dei magistrati ma la distinzione delle funzioni; la valutazione ogni 4 anni dell'operato del giudice che, in caso negativo, rischia il licenziamento; una nuova regolamentazione delle intercettazioni con una pena di 5 anni per il pubblico ufficiale che violi il segreto.
Annullata dalla Cassazione la sentenza della Corte d'appello di Roma che condannava Licio Gelli a 17 anni per i reati di calunnia e millantato credito. In appello tutti gli imputati erano stati assolti dal reato di cospirazione.
Scoperto a Palermo un covo del latitante Gaspare Spatuzza, che è sfuggito alla cattura. Sequestrati armi, esplosivi, telecomandi e divise delle forze dell'ordine e arrestate per favoreggiamento e detenzione di armi 3 persone. Il giorno successivo verranno arrestate altre 8 persone. Al ritrovamento del covo si è arrivati anche seguendo le indicazioni di un pentito che ha indicato come custode dell'armeria l'incensurato Giuseppe Brunettini.
Viene data notizia che il pentito Giovanbattista Ferrante ha dichiarato che Cosa Nostra voleva uccidere, oltre Salvo Lima, Calogero Mannino, Sebastiano Purpura, Mario D'Acquisto e Carlo Vizzini, perché non avevano mantenuto gli impegni.
A Palermo, al processo contro Andreotti, Francesco Pazienza riferisce su conversazioni avute con Gaetano Badalamenti, quando era in carcere negli Stati Uniti: dopo l'arresto dei Salvo, il boss era furente e deciso a chiederne conto alla Dc. Per quanto riguarda i politici di cui era a conoscenza, Badalamenti gli parlò di Salvo Lima, dell'ex ministro Ruffini e del senatore Claudio Vitalone, mentre di Andreotti disse di non averlo mai incontrato.
Viene data notizia che Totò Riina ha richiesto la pensione sociale, come nullatenente, all'Inps che ha risposto negativamente. Riina chiede di conoscere, in base alla legge sulla trasparenza, il nome del funzionario che ha istruito la pratica.
Nuovamente arrestati l'ex magistrato romano Filippo Verde e l'avvocato Attilio Pacifico, nell'ambito dell'inchiesta su episodi di corruzione in cui sarebbero coinvolti magistrati romani.

 

22 novembre: Pubblicata dal Giornale di Sicilia una lettera di Rita Costa, vedova del procuratore capo Gaetano Costa ucciso nell'agosto dell'80 per ordine di Salvatore Inzerillo. La signora Costa, rivolgendosi alla vedova Inzerillo e invitandola a recarsi da un magistrato per dichiarargli tutto quanto è sicuramente a sua conoscenza su tanti delitti di mafia, afferma che non valgono le parole delle buone intenzioni se non sono accompagnate dai fatti, dalle reali e autentiche prove di buona volontà.
Il procuratore di Napoli Agostino Cordova lascia l'Associazione nazionale magistrati perché non difenderebbe adeguatamente i magistrati dagli attacchi sempre più accaniti.
A Palermo inizia il processo all'ex presidente del quartiere Brancaccio, Giuseppe Cilluffo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Gravemente ferito a Palermo il pregiudicato Domenico Campora.
Sequestrati dalla Guardia di Finanza a Genova 150 chili di cocaina proveniente dalla Colombia. Viene data notizia che l'8 novembre ne erano stati sequestrati 230 chili ed era stato arrestato il trafficante libanese Simon Georges Hayeck. In totale la cocaina avrebbe fruttato circa 100 miliardi.

 

23 novembre: Arrestati a Torino 15 ragazzi per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestata anche la madre di uno di loro che, in una conversazione telefonica intercettata, ha detto di avere provato uno spinello.
Nel corso di un convegno Massimo D'Alema si dichiara favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere. Dichiarazioni polemiche del Partito popolare e di esponenti del Polo.
Ucciso a Torre Annunziata (Na) il commerciante Raffaele Pastore e ferita gravemente la madre. Pastore si era rifiutato di pagare il pizzo ai camorristi e li aveva denunciati, facendo arrestare Filippo Gallo.
Sequestrati a Milano 350 chili di cocaina della 'ndrangheta, arrestate 11 persone tra la Lombardia e la Calabria e catturati in varie città europee 8 latitanti calabresi, tra i quali Domenico Paviglianiti, del clan De Stefano-Libri-Tegano operante al Nord, e Giovanni Puntorieri, del clan Latella.

 

24 novembre: Acilia (un quartiere periferico di Roma) don Mario Torregrossa, sacerdote originario di Taormina, impegnato nell'assistenza ai tossicodipendenti e agli emarginati, viene cosparso di benzina e dato alle fiamme da un giovane col volto coperto, riportando ustioni molto gravi. Successivamente verrà arrestato Pierfrancesco Caratelli, che in precedenza aveva compiuto altri attentati incendiari e che confesserà di aver aggredito il sacerdote perché avrebbe impedito la riconciliazione con l'ex moglie.
Si uccide a Napoli, giocando con la sua pistola alla roulette russa, Vincenzo Vastarella, 21 anni, pregiudicato e figlio di Raffaele, boss, attualmente detenuto, del rione Sanità.
Rivelati dal pentito Gioacchino La Barbera progetti per uccidere, nel 1992, Antonino Caponnetto, Claudio Martelli e il sostituto procuratore Pietro Grasso.
Attentato incendiario contro un camion di un piccolo industriale di Alcamo (Tp). E' il settimo attentato del racket delle estorsioni in 15 giorni. A Roccalumera (Me) trovate 3 bombe molotov dentro l'auto dei fratelli Carlo e Sergio Mastroeni, rispettivamente consigliere provinciale e assessore comunale di Forza Italia.
Il sindaco di Messina Franco Providenti, ex magistrato, nega l'uso dello stadio comunale alla squadra dell'As. Messina, il cui presidente, Lorenzo Ingemi, è stato inquisito per vari reati. Nel corso di un incontro per la costituzione dell'Associazione antiracket, il sindaco dichiara che il Comune non può mettere le proprie strutture a disposizione di personaggi come Ingemi, incriminato anche per usura.
A Palermo, al carcere Pagliarelli, manifestazione conclusiva dell'iniziativa Un libro per un detenuto: sono stati donati, da case editrici, da associazioni e da privati cittadini, 2.500 volumi per la costituzione di una biblioteca all'interno del nuovo carcere.

 

25 novembre: Chiesto dalla Procura di Roma il rinvio a giudizio per Romano Prodi con l'accusa di concorso in abuso d'ufficio in relazione alla cessione a trattativa privata, quando era presidente dell'Iri, della Cirio-Bertolli-De Rica alla società Fisvi. Stesso provvedimento per il consiglio d'amministrazione del '93. Si ipotizza un vantaggio patrimoniale per la Fisvi, una piccola società lucana il cui presidente, Carlo Saverio Lamiranda, era legato ad esponenti della Dc. La Fisvi, subito dopo l'acquisto del pacchetto azionario, vendette la Bertolli alla multinazionale Unilever, di cui Prodi era stato consulente, e cedette la Cirio al finanziere Sergio Cragnotti. Il presidente del Consiglio dichiara che la sua onestà personale non è messa in discussione, che l'operazione è stata vantaggiosa per l'Iri e di aver fiducia nella giustizia.
A Brescia, al processo per il presunto complotto contro Antonio Di Pietro, il procuratore Francesco Saverio Borrelli dichiara che, nel novembre del '94, quando il pool decise di iscrivere Silvio Berlusconi nel registro degli indagati, Di Pietro era stato tra i più determinati a portare avanti l'inchiesta e aveva chiesto di sostenere la pubblica accusa nel dibattimento, pronunciando l'espressione: io quello lo sfascio. Secondo Borrelli, Di Pietro non aveva mostrato l'intenzione di dare le dimissioni dalla magistratura che presentò 20 giorni dopo.
Sequestrata l'impresa, del valore 20 miliardi, dell'imprenditore di Reggio Calabria, Antonino Alati, che è stato arrestato come prestanome e socio della cosca dei Serraino.
La Procura di Palermo propone al gip Gioacchino Scaduto l'archiviazione dell'inchiesta per concorso in associazione mafiosa per Silvio Berlusconi. La notizia di un'indagine in corso era trapelata ma non era mai stata confermata dalla Procura.
A Palermo richiesto il rinvio a giudizio per l'avvocato Vito Guarrasi, nell'ambito dell'inchiesta su un ammanco di 3.500 miliardi al Banco di Sicilia, con altri 26 imputati, tra ex amministratori e dirigenti. L'avvocato Guarrasi è considerato da molti anni una delle figure più influenti della vita economica e politica siciliana.
Viene data notizia che John Gotti, attualmente in carcere con una condanna all'ergastolo, sarebbe stato sostituito al vertice della famiglia Gambino di New York da Nicholas Corozzo.
Al seminario su riciclaggio ed usura, organizzato dal Ministero degli Interni, viene reso noto che, secondo le stime della Banca d'Italia, il giro d'affari del
l'usura ammonterebbe a 103.000 miliardi l'anno e le posizioni debitorie amministrate dagli usurai sarebbero 878.000, molte delle quali al Sud. La criminalità organizzata pratica spesso tassi non elevati pur di potersi inserire in attività pulite.

 

26 novembre: Siracusa arrestate 37 persone, tra cui 4 donne, per spaccio di grandi quantità di eroina.
A Catania 3 colpi di pistola da un'auto in corsa contro lo sportello della macchina del deputato regionale di Rinnovamento Italiano - Lista Dini, Mimmo Rotella.
A Palermo, al processo contro Andreotti, l'ex assessore regionale Giuseppe Abbate ricostruisce la situazione della Dc in provincia di Enna, dominata dall'andreottiano Raffaele Bevilacqua, condannato per mafia. Abbate, segretario provinciale del partito, afferma di aver rischiato la vita per il suo tentativo di rinnovamento. L'ex deputato dc Vito Riggio parla del sistema di potere della corrente andreottiana che a Palermo controllava l'ospedale civico, le banche, le municipalizzate, il teatro Massimo.
Arrestati a Napoli 3 quattordicenni dediti a rapine per procurarsi la cocaina. A capo della piccola banda un ragazzo di 13 anni, riaffidato alla famiglia perché non imputabile.
Condannati a 30 anni dalla Corte d'assise d'appello di Salerno Carmine Alfieri e altri 2 camorristi pentiti, perché secondo la Corte le loro rivelazioni non sono state tali da comportare la qualifica di collaboratore.
Ucciso a Bagnara Calabra (RC) con diversi colpi di fucile il benzinaio incensurato Rocco Iannì.
Arrestati in Svizze