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1991

4 gennaio: Bologna, nel corso di un agguato vengono uccisi tre carabinieri. Il massacro, rivendicato dalla Falange Armata, è opera della banda della Uno bianca

 

11 gennaio: Roma, intervenendo alla camera, Andreotti difende la legittimità di Gladio

 

16 gennaio mattina: l'Iraq dichiara di aver vinto la guerra in quanto l'ultimatum è scaduto senza alcuna reazione da parte degli Alleati.

 

16 gennaio notte: inizia l'offensiva alleata contro l’Iraq. In tre ore l'aviazione scarica sull'Iraq 18.000 tonnellate di esplosivo. Inizia l’operazione Desert Storm (Tempesta nel deserto).

 

18 gennaio: otto missili Scud vengono lanciati su Israele. Un Tornado italiano alla prima missione risulta disperso.

 

19 gennaio: altri attacchi missilistici contro Israele fanno sì che gli USA inviino a Tel Aviv e Gerusalemme consiglieri militari e batterie di missili antimissili: i Patriots.

 

21 gennaio: gli iracheni annunciano che i piloti prigionieri, mostrati qualche giorno prima alla Tv, saranno usati come scudi umani a difesa di obiettivi militari.

 

25 gennaio: la distruzione di terminali petroliferi da parte irachena provoca un'immane catastrofe ecologica per la fuoriuscita in mare di milioni di barili di greggio

 

26 gennaio: inizia la fuga di aerei iracheni in Iran. Prima della fine della guerra quasi cento velivoli avranno trovato salvezza in aeroporti al sicuro dal martellamento alleato.

 

30 gennaio: truppe irachene impegnano le difese alleate intorno alla città di Khafji. Dopo 38 ore di scontri verranno respinte.

 

31 gennaio: Rimini, 20° congresso del Pci. Il Partito comunista è sciolto, nasce ufficialmente il Partito democratico della sinistra. Contemporaneamente una parte della sinistra del partito, guidata da Armando Cossutta e Sergio Garavini, non aderisce alla nuova formazione e da vita a Rifondazione comunista.

Palermo, la prima sezione della corte di Cassazione conferma le condanne di primo grado del maxi processo contro le cosche mafiose.

 

7 febbraio: quattro giorni prima del processo in Cassazione (che confermerà la condanna a 27 anni di reclusione per entrambi gli imputati), Marco Furlan fugge da Casale di Scodosia (Padova) dove si trovava in soggiorno obbligato. Il 12 febbraio anche Wofgang Abel tenta di allontanarsi dal soggiorno obbligato. Il giovane si cala da una finestra del suo appartamento, al primo piano, ed  eludendo la sorveglianza dei carabinieri si allontana a piedi. Dopo aver percorso qualche chilometro, viene però bloccato da una pattuglia della Guardia di Finanza e riaccompagnato in caserma. Poche ore dopo viene arrestato e trasferito al carcere Due palazzi di Padova per scontare la pena ormai definitiva. Furlan sarà arrestato ed estradato a Creta nel 1995.

 

13 febbraio: una “bomba intelligente”, lanciata da uno Stealth, centra un rifugio aereo a Baghdad, causando oltre 400 morti.

 

15 febbraio:Baghdad, iniziano le  manovre irachene per svincolarsi da una guerra che appare ormai persa, ma i tentativi iniziali sono maldestri e non ancora convincenti. Il proposto ritiro dal Kuwait è accompagnato da numerose condizioni.

 

18 febbraio: Mosca, il premier sovietico Gorbaciov presenta un piano di pace in sei punti.

 

19 febbraio: Washington, Bush comunica che il piano sovietico “è molto meno di quanto necessario”.

 

20 febbraio: il Tribunale di Brescia pronuncia la sentenza nel processo contro dirigenti e collaboratori della società Valsella Meccanotecnica di Carpenedolo (Brescia), accusati della vendita illegale di circa nove milioni di mine all'Iraq per un corrispettivo di 180 milioni di dollari. Sono condannati sette imputati: Vito Taddeo, Antonio De Cristofano, Paolo Torsello, Mario Fallani, Paolo Jasson, Peter Kurt Mayer e Calisto Calista. L'ex presidente della società Ferdiando Borletti, anche lui imputato, è deceduto nel frattempo.

 

22 febbraio: Baghdad comunica di accettare il piano proposto da Gorbaciov. Bush ribadisce che il ritiro iracheno dal Kuwait dovrà iniziare entro le ore 18 (ora italiana) del 23 febbraio e che dovrà concludersi entro una settimana.

 

23 febbraio: l'Iraq lascia passare il termine del secondo ultimatum postogli dagli alleati.

 

24 febbraio: prima dell'alba inizia l'offensiva terrestre. Le truppe americane, francesi ed inglesi entrano in Kuwait ed in Iraq.

 

25 febbraio: gli alleati incontrano pochissima resistenza ed un numero impressionante di militari iracheni si consegnano ai soldati della coalizione.

 

26 febbraio: 21 divisioni irachene sono distrutte, 40.000 soldati di Baghdad prigionieri. La Guardia Nazionale non ha saputo porre un argine alle forze della coalizione.

Roma, il presidente del Consiglio Giulio Andreotti trasmette alle Camere una relazione intitolata "L'operazione Gladio" in cui ripercorre dal suo punto di vista la storia della "stay-behind". Ammette che nei Servizi "si sono verificate isolate deviazioni" e conclude affermando la convinzione "della piena legittimità della struttura, confluita progressivamente in un contesto operativo strettamente collegato alla pianificazione militare dell'Alleanza Atlantica".

 

27 febbraio: Kuwait City è conquistata dalle truppe alleate. A sud di Bassora uno scontro tra mezzi corazzati americani e carri iracheni vede ancora una volta questi ultimi soccombere. L'ambasciatore iracheno all'ONU annuncia l'accettazione di tutte le risoluzioni riguardanti l'Iraq. Il presidente George Bush comunica la cessazione delle ostilità a partire dalle ore 6.00 del 28 febbraio.

Il numero preciso dei civili morti nella prima Guerra del Golfo non è mai stato definito.
Secondo Baghdad, i morti tra la popolazione civile sono stati oltre 35.000. Le forze Alleate, ovviamente, non hanno mai fornito cifre precise. Si calcola che, a causa delle sanzioni, altri 100.000 iracheni, tra cui moltissimi bambini, abbiano perso la vita.
Per quanto riguarda la parte militare gli USA, nel giugno 1991, hanno fornito queste cifre: 100.000 soldati iracheni uccisi, 300.000 feriti, 150.000 disertori e oltre 71.000 prigionieri. Molte associazioni umanitarie sostengono, invece, che un numero molto più elevato di iracheni ha perso la vita in battaglia. Per quanto riguarda le perdite alleate, gli USA hanno perso 148 uomini in battaglia, 145 non in battaglia (fuoco amico o incidente) con 467 feriti in azione. 24 sono state, invece, le vittime britanniche (9 sotto il fuoco amico USA) e 10 feriti in azione. Nella prima Guerra del Golfo sono morti anche due militari francesi (25 feriti) e 39 arabi alleati.
Su oltre 116.000 raid aerei alleati, sono stati persi 75 velivoli (63 Usa, 12 alleati). I prigionieri iracheni consegnati dagli americani agli alleati sauditi sono stati 71.204.

I costi della prima Guerra del Golfo oscillano tra 61 (stima americana) e 71 miliardi di dollari. 

Le operazioni militari sono state finanziate con i 53 miliardi di dollari offerti dai Paesi dell’Alleanza, molti dei quali provenienti dalle casse del Kuwait, dell’Arabia Saudita e da altri stati del Golfo (36 miliardi) e da Germania e Giappone (16 miliardi di dollari).
Altri Paesi, come l’Arabia Saudita, hanno contribuito allo sforzo bellico offrendo servizi alle forze in campo (trasporti e vettovaglie).

Liberata dalla paura, dopo la sconfitta militare, la popolazione irachena si solleva. Il movimento si sviluppa principalmente nella zona di Bassora, dove i primi a sollevarsi sono i soldati in ritirata. In pochi giorni 15 delle 18 province dell’Iraq si sottraggono al controllo di Baghdad. Nelle regioni sciite la sollevazione si trasforma in una sanguinosa vendetta contro i membri del partito Baath. Nonostante la pressante richiesta fatta dagli insorti ai comandi Alleati di appoggiare la sollevazione, i comandi americani autorizzano Saddam, ormai sull’orlo della definitiva sconfitta, a usare tutta la forza ancora a disposizione contro i ribelli. E’ un vero e proprio bagno di sangue che si compie sotto gli occhi delle truppe dei contingenti Alleati, che non ritengono opportuno intervenire per fermare le truppe rimaste fedeli a Saddam. La Guardia Repubblicana si scatena soprattutto nelle zone sciite dove i morti saranno molti di più di quanti ne aveva procurato il conflitto contro gli Alleati. Tutto ciò avviene nella più completa indifferenza dell’Occidente e dei suoi alleati arabi.

Il generale Sergio Luccarini, vice direttore del Sismi, assume la direzione dell'organismo. Succede all'ammiraglio Fulvio Martini, con il quale è entrato in polemica lo stesso presidente del consiglio Giulio Andreotti per la questione Gladio. Quella di Luccarini è una direzione interinale.

 

5 marzo: Roma, la Cassazione annulla le condanne per la strage di Natale.

 

21 marzo: Cossiga difende, con una esternazione televisiva, la legittimità di Gladio.

 

Fine marzo: Iraq, le truppe irachene penetrano profondamente in territorio kurdo. Due milioni di kurdi cercano scampo in Turchia e in Iran. E’ uno più grandi esodi che la storia ricordi. Le foto e le immagini televisive di una popolazione stremata che cerca di sfuggire al massacro perpetrato dalle truppe di Saddam, fanno il giro del mondo.

 

Aprile: Livorno, incendio, dopo una collisione con una nave cisterna nel porto cittadino, a bordo del traghetto Moby Prince, 140 morti. Le cause della tragedia non sono mai state chiarite.

 

3 aprile: New York, la risoluzione 687 votata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, addotta una riduzione progressiva dell’embargo nei confronti dell’Iraq vincolandolo però alla distruzione delle armi nucleari, chimiche e batteriologiche e i missili a lunga gittata. Su pressione degli Stati Uniti è inserito anche il riconoscimento della sovranità del Kuwait e della sua integrità territoriale sulla base del tracciato della nuova frontiera iracheno-kuwaitiana. Inoltre si chiede il rispetto delle risoluzioni precedenti, vale a dire la liberazione dei prigionieri kuwaitiani scomparsi, il pagamento dei danni di guerra, l’agevolazione degli sforzi umanitari dell’ONU, il rispetto dei diritti umani. Lentamente il regime iracheno si adeguerà su gran parte delle richieste, escludendo ovviamente quella sui diritti umani che rappresenterebbe probabilmente la propria fine.

 

4 aprile: il viennese Fritz Peter Molden, a suo tempo collegato al Bas (Comitato di Liberazione del Sudtirolo), rivela alla radiotelevisione austriaca l'esistenza di una rete para-militare clandestina equivalente alla "stay-behind" Gladio italiana di cui egli stesso era tra gli organizzatori. Aveva nomi come "Easefull" e "Pilgrim" ed ha avuto una parte anche nel terrorismo in Alto Adige. Dichiara Molden: "Si sapeva in anticipo degli atti terroristici in Sudtirolo; si sono tenute riunioni nella valle di Alpach, in Tirolo, con Alois Amplatz, Georg Klotz e altri".

Il secondo processo d'appello davanti al Tribunale di Bologna per la strage sul treno Italicus si conclude con l'assoluzione dei terroristi del Fronte Nazionale Rivoluzionario Mario Tuti e Luciano Franci, già condannati all'ergastolo in primo grado. La Cassazione respingerà le impugnazioni e la sentenza diverrà così definitiva. La strage resterà senza colpevoli.

 

5 aprile: New York, l’ONU vota la risoluzione 688 sulla protezione dei civili “curdi al nord e degli sciiti al sud” dell’Iraq. Qualche giorno dopo (10 aprile) viene creato un cuscinetto di sicurezza nella regione di Zakhu, nel nord del Kurdistan. E’ l’operazione militare-umanitaria  alleata denominata Provide Comfort, organizzata sotto l’egida delle Nazioni Unite. Contemporaneamente il presidente americano George Bush annuncia l’istituzione di una zona di interdizione al volo per l’aviazione irachena a nord del 36° parallelo. Una settimana dopo, Washington propone la creazione di “zone di protezione” per i curdi. Il 21 aprile le truppe americane penetrano in Kurdistan. Il 7 giugno gli Alleati confermano la creazione di una zona di protezione, con l’accordo dell’ONU, in Kurdistan. L’esercito iracheno si ritira dal Kurdistan lasciando campo libero alle milizie dei partiti curdi, che a presto formeranno un governo ed eleggeranno un Parlamento con sede ad Arbil.

 

13 aprile: Roma, nasce il settimo governo Andreotti. Virginio Rognoni ministro della Difesa, Vincenzo Scotti agli Interni. Sono entrambi democristiani

 

12 aprile: il generale Luigi ramponi a capo del SISMI

 

7 maggio: a seguito della scoperta di un deposito di armi e di esplosivi in un appartamento di Roma vengono arrestate alcune persone accusate di far parte di Azione Rivoluzionaria Anarchica, un gruppo con riferimenti in alcune città italiane e collegato con ambienti della malavita, responsabile di attentati e di sequestri di persona. L'ispiratore del gruppo è Alfredo Maria Bonanno, direttore della rivista Anarchismo e Provocazione.

 

11 maggio: l'ambasciatore Francesco Paolo Fulci è nominato segretario del Cesis (Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza). Prima della nomina Fulci è stato ambasciatore d'Italia presso la Nato.

 

23 maggio: sulla base della pubblicazione di alcuni articoli di stampa in cui si avanza la tesi dell'esistenza di un'organizzazione paramilitare clandestina legata al Partito Comunista Italiano e denominata genericamente Gladio Rossa, il Procuratore della repubblica di Roma dispone l'apertura di un "fascicolo procedimentale".

 

26 maggio: su mandato dell'autorità giudiziaria di Roma la polizia perquisisce a Salorno l'abitazione di Giancarlo Masiero, ex funzionario del Movimento Sociale Italiano allontanato dal partito. Viene sequestrata documentazione che riguarda anche il terrorismo in Alto Adige. A proposito del quale si accenna alla "costituzione di nuclei di pronto intervento" e si elencano numerosi nomi, compresi quelli di alcuni funzionari della Questura di Bolzano. Verranno perquisite le abitazioni di alcuni iscritti al Msi e Masiero finirà brevemente in carcere. Poi la vicenda sarà archiviata dopo che il giudice istruttore di Bolzano avrà definito Masiero un calunniatore e un "estremista fallito".

 

10 giugno: in un'intervista al quotidiano La Stampa, il senatore democristiano Paolo Emilio Taviani dichiara: "Non esisteva una Gladio rossa. Esisteva però un documentabile apparato militare del vecchio Pci che è stato smontato man mano nel corso degli anni e finalmente da Berlinguer. Però ci sono stati tempi in cui la Vigilanza rivoluzionaria - come si chiamava quell'organizzazione - disponeva di un corpo di armati. Quell'organizzazione è stata uno dei motivi per cui creammo la nostra rete anti-invasione. Sapevamo che una parte di quegli armati era in contatto con i servizi segreti cecoslovacchi".


5 luglio: la Corte d'appello di Catanzaro pronuncia la sentenza per la strage di piazza Fontana a Milano e reati connessi che vede imputati Fachini e Delle Chiaie, assolti in primo grado. I giudici confermano la sentenza d'assoluzione che, non venendo impugnata, diverrà definitiva.

 

13 luglio: il generale Luigi Ramponi lascia il comando della Guardia di finanza e assume la direzione del Sismi. Subentra al direttore interinale Sergio Luccarini.

 

18 luglio: sul fondo del mar Tirreno viene recuperato il Flight Data Recorder, ossia la scatola nera, dell'aereo di linea DC 9 della società Itavia caduto nel mare di Ustica il 27 giugno 1980 contenente le principali informazioni sul volo. Il reperto si accerterà che contiene informazioni importanti, ma non quella decisiva in riferimento alla caduta dell'aereo.

 

25 luglio: il presidente del Consiglio Giulio Andreotti comunica che ritiene applicabile, in riferimento alla "stay-behind" Gladio, il "regime di inviolabilità" agli atti relativi al Clandestine Planning Committe dell'Alleanza Atlantica (ossia il segreto Nato). Per il resto vige il semplice divieto di divulgazione.

 

2 agosto: il prefetto Alessandro Voci viene nominato alla direzione del Sisde. Subentra al prefetto Riccardo Malpica.

 

14 agosto: in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giulio Andreotti e al ministro della giustizia Claudio Martelli, il presidente della Repubblica Francesco Cossiga scrive che è "necessario chiudere, nei suoi contenuti giuridici-penali la fase del terrorismo, sia quello di sinistra sia quello di estrema destra" e prende posizione a favore della concessione della grazia a Renato Curcio, già delle Br (Brigate Rosse).

 

21 agosto: Palermo, ucciso l’imprenditore Libero Grassi. Si era rifiutato di pagare le tangenti alle cosche e aveva più volte denunciato pubblicamente il racket delle estorsioni.

 

Agosto: 10.000 albanesi vengono rimpatriati con la forza

 

9 settembre: interrogato dal Pubblico ministero di Roma circa l'esistenza di un'organizzazione paramilitare clandestina legata al Pci e genericamente denominata Gladio Rossa, Giulio Seniga dichiara: "Ho avuto informazioni dirette circa l'esistenza di un apparato di riserva del partito. L'apparato aveva compiti sia in caso di guerra internazionale di supporto all'Unione Sovietica sia in caso di guerra civile interna di lotta rivoluzionaria. Disponeva di molte armi nonché di immobili segreti. Tra i compiti vi era anche quello dello spionaggio a favore dei sovietici e comunque ogni attività che fosse collegata con la guerra rivoluzionaria". Seniga è stato dirigente del Pci sino al 1954, collaboratore di Pietro Secchia e vice responsabile nazionale della Commissione di vigilanza del partito. Le sue dichiarazioni non otterranno riscontro.

 

24 settembre: il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, senatore Libero Gualtieri dichiara al quotidiano La Stampa: "In Alto Adige negli anni sessanta e settanta esisteva un controterrorismo di Stato. Ci sono alcuni elementi che consentono di parlare di partecipazione di strutture dello Stato non per contrastare ma per alimentare l'attività terroristica degli indipendentisti. Ci sono stati veri e propri atti di controterrorismo nel nostro territorio e anche in quello austriaco".

 

5 ottobre: si svolge a Pomezia un forum per la presentazione della Lega Nazionalpopolare, organizzazione di estrema destra ideata dall'ex fondatore di Avanguardia Nazionale Stefano Delle Chiaie e presieduta dall'ex deputato del Movimento Sociale Italiano Tommaso Staiti Di Cuddia. Sono presenti, tra gli atlri, Adriano Tilgher, Mario Merlino e Bruno Di Luia. L'organizzazione, che ha come simbolo un quadrifoglio verde in campo bianco, si propone di combattere la società multirazziale, l'imperialismo e il capitalismo.

 

10 ottobre: il giudice istruttore di Venezia dichiara la propria incompetenza territoriale a proseguire l'inchiesta sulla "stay-behind" Gladio e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma. L'inchiesta ha due imputati: l'ammiraglio Fulvio Martini, già direttore del Sismi, accusato di favoreggiamento aggravato nei confronti di alcuni terroristi in contatto con Gladio, e il generale Paolo Inzerilli, ultimo comandante della struttura, accusato di cospirazione politica. Nel dispositivo della sentenza il magistrato afferma "la illegittimità della struttura militare clandestina denominata Gladio". Venuto a conoscenza della sentenza il presidente della Repubblica Francesco Cossiga invia alla Procura di Roma una lettera di "autodenuncia" in cui, ricordando di avere sostenuto la legittimità costituzionale di Gladio, scrive che gli debbano essere contestate le stesse imputazioni mosse a Martini e a Inzerilli.

 

11 ottobre: New York, il Consiglio di sicurezza dell’ONU vota la risoluzione 715 che impone una sorveglianza di lungo periodo sull’industria bellica irachena. Questa risoluzione sarà accettata dagli iracheni il 26 novembre 1993.

 

22 ottobre: il governo nega qualsiasi coinvolgimento di strutture di polizia e di sicurezza nell'annosa vicenda del terrorismo in Alto Adige. Rispondendo a una serie di interpellanze il sottosegretario alla Difesa Clemente Mastella, democristiano, dichiara al Senato che "nulla risulta" circa il coinvolgimento della "stay-behind" Gladio in quella vicenda, che "nessuna prova risulta mai emersa" circa la supposta uccisione da parte dei servizi segreti di Alois Amplatz e il ferimento di Giorg Klotz, che "nulla risulta" a proposito dall'arresto da parte del capitano Amos Spiazzi di due carabinieri del Sifar, che "non si hanno riscontri" sul coinvolgimento dei terroristi Norbert Buger, Peter Kienesberger e Herbert Kühn in una organzzazione di sicurezza Nato. Gli interpellanti si dichiarano insoddisfatti.

 

Novembre: conflitto Cossiga – CSM. PDS, Rifondazione e Rete chiedono la messa in stato d’accusa del Presidente per attentato alla Costituzione. Cossiga, rivolgendosi ai carabinieri, parla della richiesta di messa in stato d’accusa e chiede “giudicatemi voi”. Tre giorni dopo il COCER dei carabinieri vota un minaccioso documento a difesa del presidente

 

12 novembre: per ordine dell'autorità giudiziaria di Venezia viene arrestato il piemontese Riccardo Trombetta, selezionato a suo tempo per la "stay-behind" Gladio, con l'accusa di traffico illegale di armi con la Croazia. Il suo arresto si aggiunge a quello di una decina di arresti, già eseguiti, di complici veneti, piemontesi, lombardi e friulani. Tra di essi Giuseppe Giovannelli, Edmondo Camurri, Silvano Zonetta e il cittadino israeliano residente a Sanremo Shlomo Oren.

 

15 novembre: Roma, il giudice istruttore Francesco Monastero proscioglie tutti gli indagati per l’omicidio del direttore di OP Mino Pecorelli, per non avere commesso il fatto.

 

18 novembre: Roma, il malavitoso Claudio Sicilia, tra i fondatori della banda della Magliana ma divenuto accusatore dei suoi complici, viene ucciso all'interno di un negozio di calzature. Sicilia, campano imparentato con importanti esponenti della Nuova Camorra Organzzata, si era trasferito a Roma nel 1977 occupandosi di traffico di stupefacenti nell'ambito dell'attività della banda della Magliana.

 

1 dicembre: Firenze, arrestato il latitante Elio Ciolini, che ha assunto il falso nome di Lando Santoni. Era rientrato in Italia dal Perù, dove ha trascorso parte della latitanza dopo aver contribuito a depistare l'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna.

 

5 dicembre: Milano, presentano ufficialmente la Lega Nazionalpopolare, organizzazione di estrema destra, l'ex leader di Avanguardia Nazionale Stefano Delle Chiaie e Tommaso Staiti di Cuddia, ex dirigente del Movimento Sociale Italiano e presidente della Lega. La quale, secondo i presentatori, si propone di "collegare i movimenti di protesta" per demolire "questa situazione ormai marcia".

 

14 dicembre: liberata dai suoi sequestratori Roberta Ghidini, di Brescia, rapita dalla 'ndrangheta calabrese. Per pagare il riscatto il capo della polizia Vincenzo Parisi ha contribuito con 460 milioni, consegnati agli intermediari dal questore di Reggio Calabria Calogero Profeta e dal dirigente della Squadra mobile di quella Questura Vincenzo Speranza. Sottoposti a indagine dall'autorità giudiziaria di Brescia, la loro posizione sarà archiviata.

 

17 dicembre: due sostituti procuratori militari di Padova inviano informazioni di garanzia ai generali Gerardo Serravalle, Fausto Fortunato, Giuseppe Cismondi, Bernardo De Bernardi Bernini Buri, Pietro Savoca Corona e Giovanni Ronco, tutti a vario titolo responsabili della "stay-behind" Gladio. Il reato ipotizzato a loro carico è quello di banda armata. L'inchiesta della Procura militare di Padova sarà poi trasferita a Roma.

 

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