1969: 1 maggio - 30 settembre

1969: 1 ottobre - 31 dicembre 


MaggioMilano, convegno dei  tecnici e impiegati iscritti alla FIOM. Il  dibattito ha messo in evidenza che la categoria sta vivendo un momento assolutamente nuovo nella sua storia sindacale. Negli  ultimi otto mesi hanno scioperato più di 30.000  tecnici ed impiegati su piattaforme rivendicative specifiche. Vi sono state lotte durissime,  picchetti,  cortei, a volte scontri con la polizia. In alcune di queste  lotte gli impiegati e i  tecnici si sono  riuniti in assemblea non solo per decidere collettivamente come proseguire le vertenze, ma anche per organizzarsi in commissioni e gruppi di studio sul le condizioni del lavoro in fabbrica. Il convegno ha ribadito l'urgenza che  il sindacato recepisca rapidamente a  tutti i  livelli il «momento nuovo» della categoria.

Presenti 400 emigrati italiani, insieme a sindacalisti italiani e lussemburghesi si è  tenuto ad Ech-sur-Alzette (Lussemburgo) un convegno unitario dell'emigrazione italiana nel Lussemburgo, su iniziativa dell'associazione Italia libera e dei sindacati dei due paesi. Erano presenti rappresentanti della CGIL, mentre CISL e UIL hanno inviato la loro adesione. Sono stati discussi i problemi connessi all'applicazione dell'accordo di collaborazione ed alla difesa sindacale degli  interessi e dei  diritti degli emigrati e di  t u t ti i lavoratori del Lussemburgo

Una nota della Cgil segnala "una recrudescenza di autoritarismo nelle fabbriche, cui si accompagnano repressioni poliziesche. Gli ultimi casi — Piaggio di Palermo, San Dona di Piave, Magnetofoni Castelli di Vignate, Fiar di Milano — fanno pensare che il padronato voglia prepararsi con le rappresaglie e l'intimidazione, alle imminenti lotte contrattuali. Due cose sono da rilevare. Prima di tutto, la prontezza della risposta operaia sia nelle fabbriche interessate, sia nelle zone circostanti, come a Palermo, Bologna, Milano; in difesa dei compagni colpiti, replicano non solo gli operai dell'azienda ma intere province, spesso unitariamente. In secondo luogo, va notata la coincidenza di queste rappresaglie con il rifiuto governativo di disarmare la polizia, che ha certo dato fiato alle forze economiche e conservatrici e che ha oscurato la pur doverosa e interessante prospettazione dello Statutuo dei diritti dei lavoratori, da parte del ministro del Lavoro"

II Direttivo della FILCAMS ha presentato alla Confcommercio e alle altre controparti sindacali - Intersind, Cooperative ecc. - la richiesta di una trattativa globale per un salario 

o stipendio minimo tabellare unico nazionale, 

a base autonoma ed esente da sperequazioni 

territoriali per la medesima qualifica o categoria professionale. La linea della Federazione in merito a questa richiesta è stata precisata dal Direttivo sia in seguito alla abolizione 

delle « gabbie » salariali nell'industria, ma anche 

e soprattutto, come afferma una risoluzione del 

Direttivo della FILCAMS, raccogliendo e interpretando le esigenze e le spinte dei lavoratori delle categorie rappresentate

Torino, le organizzazioni sindacali dei lavoratori elettrici del Piemonte hanno promosso un convegno sul tema: «E' vero che i lavoratori italiani pagano sui loro redditi i conti dei grandi evasori fiscali?». In una nota le tre organizzazioni (FIDAE-CGIL, FLAEI-CISL, UILSPUIL), hanno spiegato le ragioni dell'iniziativa e della rivendicazione che è stata al centro del convegno: l'elevamento delle quote esenti di ricchezza mobile e complementare, rapportate al valore odierno della moneta ed al  livello attuale dei salari e degli stipendi

Roma, un documento orientativo per il dibattito congressuale degli edili, è stato concordato tra i tre sindacati (FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FeNEAL-UIL). Con questo importante atto unitario ha avuto inizio, da parte delle tre organizzazioni sindacali di categoria e sulla base di un unico documento, la consultazione degli operai edili sulle richieste da presentare all'ANCE per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. La decisione, sottolinea la FILLEA, acquista un evidente valore politico e sindacale, sia per il contenuto delle rivendicazioni, sia per gli impegni unitari e di lotta che permettono il consolidarsi di un vasto fronte dei lavoratori dell'edilizia nella battaglia per il rinnovo contrattuale.

Torino, il Cotonifici Valle Susa, dove sono occupati oltre 5000 lavoratori, comunica ai sindacati l'avvio della procedura fallimentare

Uno sciopero provinciale di 24 ore è stato proclamato nella provincia di Chieti dalle organizzazioni provinciali di CGIL, CISL e UIL. I tre sindacati hanno sintetizzato in cinque punti le rivendicazioni: rispetto dei diritti democratici dei lavoratori e ampliamento del potere sindacale nelle aziende, attraverso l'istituzione dell'assemblea di fabbrica, con la partecipazione anche di sindacalisti esterni e il riconoscimento del sindacato nell'azienda; piena applicazione dei contratti e dei diritti normativi, retributivi e previdenziali dei lavoratori e contrattazione aziendale degli organici di reparto e di tutti gli altri aspetti del rapporto di lavoro; blocco dei licenziamenti; riapertura delle fabbriche chiuse, sia pure attraverso la riconversione tecnica e produttiva; intervento del capitale pubblico e regionale, che punti essenzialmente sulla piena utilizzazione delle risorse materiali ed umane della provincia e della regione

II paese di Sanluri (Cagliari), è rimasto per una mattinata semi bloccato, da una lunga fila di trattori. Erano i coloni dell'Opera Nazionale Combattenti, scesi in sciopero per rivendicare il riscatto dei poderi. Lo sciopero è durato due giorni: il bestiame non è stato munto e non si è consegnato foraggio. Il latte è finito negli abbeveratoi per alimentare il bestiame. Le famiglie dei coloni hanno subito una perdita pesante se si pensa che ogni famiglia trae sostentamento dalle due o tremila lire che si realizzano con la mungitura. «Era necessario — dichiarano i coloni — perché la lotta deve essere portata avanti con decisione, utilizzando ogni mezzo possibile»

Nei primi cinque mesi del 1969 l'estensione 

della contrattazione aziendale, di gruppo e di settore ha fatto registrare oltre a rilevanti risultati sul terreno salariale e normativo, 

la conquista di altri diritti.

 

Il diritto di assemblea in particolare è stato 

conquistato in quattro contratti nazionali dei 

settori ENI; perforazione, progettazione e montaggio (SNAM-Progetti), petrolio, metano e chi

mici; in tre grandi gruppi: Rhodiatoce, Snia 

Viscosa e Saint Gobain, in alcune grandi fabbriche (Ferrania di Savona, Rumianca di Cagliari, Gallino di Torino, Sordelli di Varese) 

e in numerose altre medie aziende (Filattice 

di Milano, Eiffel di Parma, Itala di Varese, Longo e Biemme di Bologna  ecc.). Nei contratti 

ENI il diritto di assemblea, oltre a non avere 

limiti, compete ad ogni istanza del Sindacato 

compresa la Sezione Sindacale di fabbrica, riconoscendo così implicitamente 

l'istanza di base dell'organizzazione. In tutti gli accordi è prevista la partecipazione di 

dirigenti sindacali esterni e l'effettuazione dell'assemblea all'interno della fabbrica fuori dell'orario di lavoro. 

Nel gruppo Saint Gobain e alla Sordeni di 

Varese (fabbrica di 900 dipendenti del settore 

plastica) i relativi accordi oltre ad affermare 

formalmente il riconoscimento della Sezione 

Sindacale di fabbrica prevedono norme di tutela per i membri dei direttivi delle SSA, sostanzialmente analoghe a quelle in atto per i 

membri di  C I. Altro risultato di rilievo sono 

i distacchi retribuiti dalla produzione dei dirigenti di fabbrica per tutto il periodo di vigenza dei contratti, conquistati nei settori ENI. 

In numerose aziende (fra le quali Mira Lanza, M

ichelin, Rhodiatoce) sono previsti per i membri di  C I periodi retributivi mensili per lo svolgimento delle loro attribuzioni. Complessivamente oltre 80.000 lavoratori sono stati interessati alla conquista del diritto di assemblea 

e degli altri diritti in questi primi cinque mesi 
dell'anno. 

Roma, il direttore de Il Borghese e senatore missino Mario Tedeschi fonda i Gruppi d’azione nazionale (GAN). Alcune dichiarazioni d’intenti: “bisogna provvedere a sabotare con ogni mezzo possibile gli scioperi organizzati dai comunisti e dai clerico-comunisti (…) bisogna organizzarsi per essere vicini ai soldati in ogni momento; nel momento tranquillo e nel momento meno tranquillo”. In conclusione: “alle bombe senza sangue noi preferiamo le beffe sanguinose. Ormai chi vuole fare dell’anticomunismo sul serio deve porsi fuori dal sistema e contro il regime“ (cfr Panorama 25 dicembre 1969). Tra gli aderenti due nomi di spicco dell’eversione fascista: Paolo Pecoriello di Avanguardia Nazionale e Michele Rallo, uno degli agenti italiani dell’Aginter Press.

 

1° maggio: la festa del lavoro è celebrata con manifestazioni in tutto il paese: particolarmente significative quelle organizzate ad Avola e a Portella della Ginestra, dove si ricordano rispettivamente i caduti nel recente eccidio della polizia e quelli del 1947. I giovani del movimento studentesco partecipano per lo più ai cortei sindacali, per poi proseguire le manifestazioni autonomamente. A Roma, la polizia carica il corteo degli studenti che, dopo aver assistito al tradizionale comizio sindacale in piazza San Giovanni, sfilava dietro lo striscione “Università al popolo”.

In vista del  maggio la Cgil lancia un appello in cui si afferma, tra l'altro, che  la ricorrenza arriva in un "(...) clima di grandi lotte, di crescente unità, di significative conquiste, di alta partecipazione sindacale e democratica, di rinnovato impegno per la pace e la libertà dei popoli. Il movimento sindacale va fiero per i successi conseguiti in questi mesi nelle battaglie salariali e sociali che hanno avuto ragione di molte resistenze padronali e conservatrici, e che sono destinati a incidere positivamente sulla condizione dei lavoratori nella fabbrica e sullo sviluppo economico-sociale del Paese. Questi successi però pongono in maggior risalto le gravi questioni tuttora irrisolte, gli squilibri ancora accresciuti, causa di tensioni ed esasperazioni a cui è stata data troppo spesso una risposta inadeguata o — come ad Avola e a Battipaglia — tragicamente repressiva. Sostanziale aumento dei salari, incremento dell'occupazione, riduzione dell'orario a 40 ore, controllo della condizione lavorativa, difesa della salute e riforma della sanità, trasformazione della scuola: queste sono esigenze pressanti sulle quali si impegna la lotta dei lavoratori. Ma la nuova partecipazione di massa all'azione sindacale esprime al tempo stesso una forte carica di rivolta contro le illibertà e gli autoritarsimi cui deve oggi sottostare il lavoratore. La CGIL è interprete e protagonista di questa spinta rinnovatrice che deve concretarsi in nuovi ed effettivi diritti e poteri ai lavoratori e al sindacato nella fabbrica e nella società. Il disarmo della polizia in servizio di ordine pubblico diventa in tal senso un atto qualificante della volontà del pubblico potere di assumere nuovi atteggiamenti verso le istanze di progresso dei lavoratori (...)".

La festa del Primo Maggio s
i è profondamente legata, quest'anno, alle grandi lotte sindacali e sociali che i lavoratori
italiani hanno combattuto e combattono, alla 
loro crescente volontà di partecipazione e di 
potere. A questi contenuti si è unita la dura 
condanna della repressione e la richiesta del 
disarmo della polizia. Come ha detto nel suo 
comizio a Roma il segretario generale della 
CGIL, Agostino Novella, «(...) le lotte operaie si 
sono sviluppate ed intrecciate con quelle delle
masse studentesche, degli impiegati, dei contadini, degli artigiani, dei tecnici, dei professionisti e di tante altre categorie di cittadini lavoratori. Ovunque, le nuove generazioni di 
lavoratori sono state all'avanguardia dei movimenti e delle lotte.  Il rinnovamento democratico e sociale del Paese può così contare 
su uno schieramento di forze sociali così largo come mai, finora, si era verificato. A certi 
gruppi dirigenti del Paese noi oggi domandiamo: dove si vuole arrivare con la repressione, 
con la violenza e con gli eccidi dei lavoratori? 
Certamente vi è chi vuole intimidire le masse 
lavoratrici in lotta; ma forse c'è anche chi tende a realizzare dei piani provocatori, rivolti a 
dividere i lavoratori, rivolti a determinare situazioni che favorirebbero l'isolamento e la 
sconfitta della parte più avanzata del movimento operaio. Ebbene — ha proseguito Novella 
a  tutt i, noi diciamo che i lavoratori risponderanno all'intimidazione con una lotta di massa ancora più possente e con la loro unità, che i lavoratori risponderanno ai piani provocatori con una loro lotta unitaria e democratica di massa, sempre più vasta, decisi a raccogliersi intorno alle loro grandi organizzazioni e a portare avanti le loro conquiste (...)».

Spagna, le Comisiones Obreras organizzano celebrazioni del primo maggio in diverse città fra le quali Madrid, Barcellona, Bilbao, Gijon, Ferrol, Siviglia, Levida, Valladolid. Ovunque interviene la polizia effettuando fermi ed arresti. In Portogallo, per evitare le manifestazioni, le autorità hanno chiuso  l’università di Lisbona e diffuso, attraverso radio e televisione, appelli all’ordine.

 

2 maggio: Torino, scioperano i lavoratori della Juvenilia contro il licenziamento di quattro impiegati, dopo aver svolto un’assemblea nella chiesa del Santo Natale.

Vignate Milanese, il sindaco requisisce la Magnetofoni Castelli, i cui proprietari si oppongono alla costituzione della commissione interna e hanno licenziato 5 lavoratori.

Lucca«Lunedì vogliamo rientrare al lavoro con la banda, come avvenne nel 1919», così dicevano le operaie della Cucirini-Cantoni venerdì due maggio, alla fine dell'assemblea, nella quale era stata accettata, con un entusiastico si detto per alzata di mano, l'accordo proposto dalla direzione (v. aprile 1969)Era dal lontano 1919 che alla Cucirini Cantoni di Lucca non si riusciva a vincere. Eppure le lotte non erano mancate; l'ultima, nel 1963, era durata ben quattro mesi, e la conclusione era stata il rientro a testa bassa con un premio «una tantum» di 30 mila lire. Ma la lotta del 1963 ha avuto la sua logica conclusione con la lotta del 1969, con i 42 giorni di sciopero iniziati sin dal primo momento con una forma di lotta a singhiozzo: mezz'ora dentro e mezz'ora fuori. Solo un oligopolio internazionale come la Cucirini-Cantoni, con centinaia di stabilimenti sparsi in tutto il mondo, ha potuto resistere per tanti giorni.

 

3 maggio: Milano, gli studenti decidono la prosecuzione dell’occupazione degli istituti di Matematica, Fisica e Geologia del Politecnico.

Acerra (Napoli), per protestare contro i licenziamenti, gruppi di lavoratori occupano simbolicamente il Municipio: sono soprattutto i lavoratori della Scai, che hanno scioperato per più di 2 settimane nel mese di aprile, contro 37 licenziamenti.

Roma, militanti missini aggrediscono una troupe di giornalisti della Rai in piazza Esedra. Sempre nella capitale, un gruppo di missini scaglia un petardo contro la sede nazionale del Pci, in via delle Botteghe Oscure.

 

4 maggio: rapporto inviato al Sid da Guido Giannettini: “In base a nuovi elementi raccolti nella zona operativa ‘c’, T  ritiene  che gli ambienti industriali del nord Italia disposti a finanziare attentati siano costituiti principalmente dal gruppo Monti, Z  è d’accordo sulle conclusioni cui è pervenuto T”. Chiarirà, poi, al giudice D’Ambrosio che “Z ero io e T era Freda”; aggiungendo che “in effetti le notizie sul finanziamento di Monti ai gruppi estremisti di destra mi furono passate da Freda. Freda mi disse che non so chi aveva captato, durante un pranzo a cui partecipavano o Monti o i suoi collaboratori, che Monti avrebbe finanziato gruppi di destra per azioni provocatorie, non escluse azioni terroristiche”.

 

5 maggio: Milano, i dipendenti della Camera di commercio, nel corso di un’agitazione sindacale, attuano un sit in davanti alla sede di via Meravigli.

Torre Annunziata (Napoli), si svolge uno sciopero generale per l’occupazione e lo sviluppo.

Palermo, la Piaggio minaccia la serrata dei cantieri navali in risposta alle agitazioni operaie.

Torino, il preside di Architettura professor Pugno, appoggiato dalla maggioranza del consiglio di facoltà, chiede l’intervento della polizia per garantire l’assegnazione degli incarichi ad alcuni docenti, fra i quali il figlio dello stesso preside, contestati dagli studenti. Questi ultimi, riuniti in assemblea, chiedono la discussione sulla propria mozione.

Con la consegna di una nota diplomatica da parte del governo finlandese, si mette in moto il meccanismo che condurrà alla convocazione di una conferenza per la sicurezza in Europa ad Helsinki.

 

6 – 7 maggio: scioperano alcune categorie di statali, fra cui i postelegrafonici. Lo sciopero nazionale è stato indetto dalle tre Organizzazioni sindacali per rivendicare: la normalizzazione dei turni di lavoro, attraverso l'assunzione di nuovo personale; la riduzione graduale dell'orario di lavoro fino a 40 ore, come ottenuto dai ferrovieri; la rivendicazione delle competenze accessorie

 

7 maggio: Brescia, arrestati una ventina di militanti di destra, sospettati di aver compiuto diversi attentati in città.

Milano, occupata la Casa dello studente di viale Romagna.

 

8 maggio: Lucca, dopo 9 ore di camera di consiglio, viene emessa la sentenza per i fatti della Bussola: 27 gli assolti, 15 i condannati, 11 dei quali scarcerati, mentre altri 4 restano in carcere.

Sciopero nazionale per alcune categorie dell’industria. Particolarmente combattive sono le manifestazioni a Milano, con i lavoratori di Philips, Montedison, Geloso, Hitman di Corsico, Fiar (dove le guardie aziendali hanno recapitato all’alba, lettere di licenziamento per 5 operai) e di Palermo, con in testa i dipendenti dei Cantieri navali in agitazione da oltre un mese.

Bologna, la polizia carica un picchetto alla Ducati, colpendo una lavoratrice caduta a terra e fermando un attivista sindacale. “Avola! Battipaglia!” gridano gli operai. Il giorno successivo 40.000 metalmeccanici scendono in piazza in solidarietà con i lavoratori della Ducati.

Adolfo Meciani, sospettato di aver preso parte all’omicidio di Ermanno Lavorini, tenta il suicidio in carcere.

 

9 maggio: Nigeria, separatisti del Biafra sequestrano 29 tecnici dell’Agip, dei quali 24 sono italiani.

 

10 maggio: Roma, Giuseppe Branca è eletto presidente della Corte Costituzionale. Sostituisce Aldo Sandulli.

Trento, 9 chierici lasciano il seminario, diffondendo un comunicato critico verso le gerarchie ecclesiastiche: i giovani firmatari vorrebbero una Chiesa aperta alle istanze sociali e degli sfruttati. Altri 20 seminaristi hanno firmato il loro documento.

 

11 maggio: il direttore del settimanale Il Borghese Mario Tedeschi, annuncia la costituzione di "250 Gan (Gruppi di Azione Nazionale) costituitisi in tutta Italia per l'unione delle forze nazionali". Tedeschi illustra alcuni punti programmatici: "Bisogna provvedere a sabotare con tutti i mezzi possibili gli scioperi organizzati dai comunisti e dai clerico-comunisti, bisogna organizzarsi per essere vicini ai soldati, ormai chi vuol fare dell'anticomunismo sul serio deve porsi fuori del sistema e contro il regime". L'iniziativa, cui partecipano tra gli altri Paolo Pecoriello in attività a Reggio Emilia e Michele Rallo di Trapani, non avrà seguiti evidenti.

In un documento del Sid si legge: “Il comandante Borghese, nel corso di una riunione con esponenti del mondo armatoriale genovese, ha deciso la costituzione di Gruppi di salute pubblica, per contrastare – anche con l’uso delle armi – l’ascesa al potere del Pci”.

Milano, si aprono nuove vertenze per i lavoratori della Tibb, Autelco, Core, Oerlikon.

 

12 maggio: l’onorevole Pietro Ingrao replica ad un comunicato del presidente della repubblica Giuseppe Saragat, che ribadiva il sostegno alla formula del centro sinistra, dichiarando che il Quirinale vuole congelare “in una sola formula tutta la dinamica della legislatura e le decisioni sovrane del Parlamento”.

Falliti attentati ai palazzi di giustizia di Roma e Torino. Anche per questi attentati verranno incriminati “Freda, Ventura, Giannettini, Pozzan e altri”. Gli esecutori resteranno sconosciuti tranne che per Torino per il quale, un anno dopo, confesserà Ventura.

Roma, con nota 733/R, il ministro della Difesa Luigi Gui rifiuta di rendere note le liste degli “enucleandi” preparate nell’estate del 1964 perché coperte dal segreto di Stato.

Un appunto del Viminale riferisce sulle manifestazioni progettate dal Msi e sul sospetto che la rivista marxista-leninista Lavoro Politico, sia infiltrata da un elemento collegato alla Cia.

Padova, un agente di Ps è ferito in un tafferuglio scoppiato al termine della messa in memoria di Mussolini. I responsabili sono arrestati.

Milano, occupata la sede della Umanitaria, ma la polizia carica il picchetto. Ne segue una manifestazione di protesta a palazzo Marino, sede del municipio. Gli studenti del movimento occupano la presidenza della facoltà di Architettura, mentre sale la tensione alla Bocconi per l’allontanamento di un docente. Alla Statale, si svolge un’assemblea.

Corte Palasio e Abbadia Cerreto nel lodigiano, gruppi di braccianti occupano terreni.

 

13 maggio: Cagliari, il consigliere comunista Renato Mistroni è convocato in Questura e interrogato per una diffida comminatagli nel 1957, dopo aver scontato una carcerazione per le manifestazioni contro l’attentato a Togliatti nel luglio 1948.

Al comitato centrale del Psi, si costituisce una maggioranza formata dai gruppi di Giacomo Mancini, Francesco De Martino e Antonio Giolitti. Si dimette il  segretario del partito Mauro Ferri, ed il suo posto viene temporaneamente assunto dal presidente Pietro Nenni, assistito dai vice segretari nazionali Antonio Cariglia e Lugi Bertoldi.

Torino, scioperano le officine ausiliarie della Fiat, per ottenere fra l’altro il riconoscimento dei delegati di reparto.

 

14 maggio: Bologna, pronunciata la sentenza nel processo per gli attentati compiuti in Alto Adige nel biennio 1966-1967 dai cosidetti "quattro bravi ragazzi della Valle Aurina" Siegfried Steger, Heinrich Oberleiter, Josef Forer e Heinrich Oberlechner (tutti e quattro latitanti). Sono condannati insieme ad altri otto imputati.

Genova, il porto è bloccato dallo sciopero dei portuali. A Milano, ripartono agitazioni alla Pirelli Bicocca, dove gli impiegati hanno sospeso gli straordinari e i lavori comandati e si chiedono miglioramenti per la mensa. Scioperano anche i lavoratori di Innocenti, Ideal Standard, Enel di Milano. Occupata nuovamente la Magnetofoni Castelli di Vignate.

 

15 maggio: Palermo, arrestati 7 fascisti per una serie di attentati contro la chiesa Regina Pacis, le stazioni dei carabinieri di Castellammare e Pretoria, la Caserma CAR e l’Ucciardone. Scrivono sul loro bollettino i responsabili milanesi della Croce Nera (bollettino anarchico, numero di giugno ndr): “per quanto emozionalmente squilibrati siano i neofascisti, non siamo tanto ingenui da credere all’improvvisa contemporanea follia di sette di loro. Evidentemente le loro azioni facevano parte di un piano”. E, ancora, “Che dei fa­scisti colpiscano degli obiettivi anarchici si può spiegare solo con l’intento di 1) su­scitare la psicosi dell’attentato sovversivo per giustificare la repressione poliziesca e l’involuzione autoritaria. 2) gettare discredito sugli anarchici (e, per estensione, sulle forze di sinistra). Essenziale per ottenere il secondo ri­sultato e utile anche per il primo, è fare qualche ferito innocente o meglio ancora (ma più pericoloso) qualche morto”.  L’articolo si chiude con una previsione: “Quanto è successo a Palermo conferma quanto dicevamo subito dopo gli odiosi attentati del 25 aprile a Milano: gli attentatori non sono tra noi. E l’insistenza della polizia ad arrestare e a fermare gli anarchici ci fa sospettare cose gravi” (citato in Luciano Lanza, Bombe e segreti, pagg. 59-61).

Rassegna Sindacale, organo della Cgil, pubblica quasi integralmente un’inchiesta apparsa sul New York Herald Tribune che denuncia i rapporti tra i servizi segreti americani e l’Afl-Cio, impegnata a ripetere in Asia, Africa e America Latina l’operazione già compiuta in Europa nella seconda metà degli anni Quaranta per creare sindacati liberi”, in quanto la diplomazia “da sindacato a sindacato” riusciva ad evitare “le inibizioni di un rapporto governativo ufficiale”.

Milano, su invito del Comité Métal, sollecitato dalla FIM e dalla UILM e accolta dalla FIOM, c'è un primo  incontro  fra una delegazione del Comità Métal e la FIOM. In questo primo incontro sono state esaminate le  prospettive e i problemi di coordinamento sul piano pratico dell'azione sindacale dei metalmeccanici del MEC

Atene, Michel Kottakis, direttore dell’ufficio diplomatico del ministero degli Esteri, invia all’ambasciatore greco a Roma, Antonio Puburas, un rapporto sulla situazione italiana stilato da un agente del Kyp, operante in Italia, e inviato al primo ministro greco Papadopulos. Nella lettera con la quale Kottakis accompagna l’invio del rapporto, si legge che “la situazione in Italia presenta per noi molto interesse e prova che gli eventi si evolvono in senso molto favorevole per la rivoluzione nazionale. Sua eccellenza il presidente ritiene che i difficili sforzi intrapresi da lunga data dal governo nazionale ellenico comincino a produrre frutti”. Kottakis, inoltre, raccomanda l’adozione di precauzioni “in modo da escludere che si possa individuare un legame tra l’azione dei notri amici italiani e le autorità ufficiali elleniche”. Il rapporto riferisce, fra l’altro: “Il signor P ha avuto un incontro con i rappresentanti delle forze armate e ha lungamente analizzato le opinioni del governo ellenico sulle questioni italiane (…) Abbiamo poi trattato la questione dell’azione futura ed abbiamo proceduto ad una precisa ripartizione dei compiti (…) Per quanto riguarda i contatti con  rappresentanti dell’esercito e della gendarmeria, il signor P mi ha riferito che la maggior parte dei suoi suggerimenti sono stati accettati. Il solo punto di disaccordo riguarda la fissazione delle date precise e dell’azione (…) Sono già in grado di riferire che qui l’opinione prevalente è che l’intenso sforzo d’organizzazione deve cominciare con l’esercito. Ciò risulta dall’incontro del signor P con i rappresentanti delle forze armate italiane. E’ stato acquisito che i metodi utilizzati dalle forze armate elleniche hanno dato risultati soddisfacenti: perciò vengono accettati come base per l’azione italiana (…) Per quanto riguarda la gendarmeria italiana, il signor P mi ha detto che i suoi rappresentanti hanno studiato con grande interesse la sua proposta. Essi sono stati profondamente impressionati dalle informazioni sul ruolo assunto dalla polizia militare ellenica nella preparazione della rivoluzione. Hanno accettato unanimamente la sua opinione che in Itala soltanto la gendarmeria potrebbe assumersi analogo compito (…) Le azioni la cui realizzazione era prevista per epoca anteriore non hanno potuto essere realizzate prima del 20 aprile. La modifica dei nostri piani è stata necessaria per il fatto che un contrattempo ha reso difficile l’accesso al padiglione Fiat. Le due azioni hanno avuto un notevole effetto (…) Per quanto riguarda la stampa non sarei troppo soddisfatto. Attualmente oltre a’Il Tempo’ ho continui contatti con ‘Il Giornale d’Italia’. Penso di essere in grado di ottenere su questi due giornali la pubblicazione di qualunque materiale che il governo nazionale giudicasse utile”.

 

15 – 18 maggio: Venezia, si svolge il congresso della Uilm che si conclude con l’elezione a segretario nazionale di Giorgio Benvenuto al posto di Bruno Corti.

 

16 – 17 maggio: nuovo sciopero nazionale unitario dei braccianti. La agitazione registra forti adesioni, con diverse occupazioni di uffici del lavoro, e cortei combattivi.

Scioperano i lavoratori dei grandi magazzini. I lavoratori della Torcitura di Borgomanero occupano lo stabilimento. Fermate anche alla Fiat e nelle fabbriche milanesi Tibb, Riva, Candy.

Le Federazioni degli edili di CGIL, CISL e UIL approvano un documento unitario con i contenuti delle rivendicazioni per il rinnovo del contratto. gli obiettivi fondamentali sono: aumenti salariali, settimana di 40 ore e diritti sindacali.

 

Il giorno 17  a  Torino, gli operai contestano e fischiano il ministro Rumor in visita al Nichelino, contrastati dalla polizia che cerca di disperderli. Nonostante la carica, la macchina di Rumor riparte colpita da uova.

 


18 maggio: il periodico fascista L’Asalto in un suo editoriale scrive: “Occorre richiamare i reprobi agli immortali principi della patria dando piglio a quel santo manganello che è l’unico argomento valido per rischiarare gli ottenebrati cervelli dei bruti abituati a ragionare col ventre e col sedere”.

 


19 maggio: sfilano in corteo a Genova i lavoratori dell’Asgen, mentre a Torino scioperano nuovamente gli operai di Mirafiori e a Milano si fermano la Om Fiat e gli impiegati della Philips.

 

Sondrio, il tenente colonnello Renzo Monico assume il comando del gruppo carabinieri.

 

Perugia, incidenti fra militanti di destra e del Pci, al termine della proiezione del film “La battaglia del Sinai”.

 



20 maggio: scioperano i tessili in diverse località, con alte adesioni nel biellese.

 

Argentina, manifestazioni studentesche sono represse con brutalità. Il primo bilancio è di 3 giovani uccisi, 120 arrestati, mentre l’esercito presidia molte città.

 



21 maggio: scioperano i lavoratori dello stabilimento Valle Susa, privi di lavoro dopo la bancarotta di Riva, e nuovamente i lavoratori Fiat e Pirelli, dopo che sono state rotte le trattative. Gli insegnanti minacciano il blocco degli scrutini e degli esami.

 

Roma, trovato nel corridoio del Palazzo di giustizia un ordigno provvisto di detonatore a strappo.

 



22 maggio: scioperano per 24 ore i lavoratori della Rex di Pordenone, i tessili a Prato, Biella e Novara, mentre scioperi articolati alla Mirafiori e alle Ferriere non danno tregua alla Fiat.

 

Milano, la polizia sgombera l’Università Cattolica, il cui rettorato era stabilmente presidiato dagli studenti di Lettere e Magistero.

 

Palermo, attentato dinamitardo contro la sede dell’assessorato all’Agricoltura, mentre ne fallisce un secondo contro il Consolato americano.

 

23 maggio: Milano, manifestazione in corso Europa dei lavoratori del Saggiatore (Mondadori) che chiedono la garanzia del posto di lavoro e il controllo sul piano di riorganizzazione dell'azienda. Manifestano anche gli impiegati della Innocenti, i dipendenti della Rai-tv e di alcune altre case editrici. A Novara scendono in piazza i lavoratori della Montecatini Azoto, ad Ancona quelli del Cantiere navale. In sciopero anche il settore lattiero caseario.

Napoli, la polizia carica una manifestazione di operai disoccupati e cassintegrati che tenta di impedire la partenza della tappa del Giro d'Italia. Numerosi i feriti e contusi, fra i quali quattro parlamentari del Pci.

 



24 maggio: Milano,  manifestazione contro la repressione. Militanti di destra tentano di assaltare la sede di un’associazione culturale di estrema sinistra.

 

Roma, nel quartiere Centocelle repressa una manifestazione fascista che protestava per il divieto di due comizi di esponenti locali del Msi.

 

25 maggio: sciopero nazionale dei lavoratori RAI. A Milano picchetti alla sede Rai di corso Sempione, dove la lotta è iniziata il 20 maggio. L'assemblea elegge il Comitato di agitazione e decide di recarsi in Comune in corteo. Il sindaco riceve una delegazione che espone i motivi della lotta legati alla struttura centralistica e autoritaria della RAI. Esce il primo numero di Cronaca della lotta, il bollettino ciclostilato del Comitato di agitazione della RAI di Milano che verrà pubblicato fino al marzo 1970 per un totale di 46 numeri.

Il vice segretario nazionale del Msi, Pino Romualdi, sul periodico L’Assalto scrive: “Crediamo nell’olio di ricino e nel santo manganello. Crediamo nella guerra civile. Poiché prima che il comunismo arrivi al potere è chiaro che si troveranno mezzo milione di uomini capaci di procurarsi le armi e di usarle. Nessuno deve dimenticarlo: oggi, mutati i tempi, l’olio di ricino e il santo manganello non basterebbero più”.

Verona, Pino Rauti presiede una riunione coi gruppi di Ordine Nuovo del Triveneto.

Washington, il senatore Stewart Simmington afferma: “Il Libano nella primavera del 1967, ha impedito alla nostra flotta l’accesso ai suoi porti. Le ultime due volte che la nostra flotta ha visitato la Turchia si sono verificate violente manifestazioni antiamericane. Queste correnti divengono sempre più forti e, se in Grecia le cose non andassero come vanno, nel Mediterraneo ci sarebbero pochissimi porti -–se non nessuno – disposti ad accogliere le nostre navi senza azioni di disturbo. E siccome noi reputiamo necessario il mantenimento della nostra flotta in quel mare chiuso, questa è la ragione maggiore del nostro sforzo affinché le cose permangano stabili nel Paese in questione – cioè la Grecia”.

 

26 maggio: Milano, aggredito in corso Monforte un dirigente della Federazione giovanile repubblicana e un commissario di Pubblica Sicurezza da giovani neofascisti 

Novara, poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa sgomberano l’orfanatrofio Dominioni, occupato per protestare contro i maltrattamenti e l’autoritarismo.

Nel biellese, 40 mila tessili scendono nuovamente in sciopero, e a Trivero presso Biella, è occupato il lanificio Zegna. A Torino e Milano altre astensioni dal lavoro sono effettuate dai lavoratori Fiat, Innocenti e della Rai tv.

Perugia, repressa violentemente la protesta dei detenuti del locale carcere contro il regolamento interno e la mancata assistenza sanitaria.

 

27 maggio: Luigi Longo, segretario nazionale del Pci, nella sua relazione al comitato centrale critica il materiale preparato per l’imminente conferenza del movimento comunista a Mosca, affermando che “presenta un quadro totalmente positivo dei paesi comunisti che non può essere accettato senza beneficio d’inventario”.

 

Napoli, corteo contro la Nato. Contemporaneamente si svolge una dimostrazione di baraccati e  senzatetto, in coincidenza con una discussione del consiglio comunale dopo che si è verificato l’ennesimo crollo al Vomero.

 

Roma, militanti missini aggrediscono alcuni iscritti al Pci della sezione Trionfale. Una bomba carta è lanciata contro la sezione del Pci della borgata di San Basilio.

 

Torino, per la prima volta è stampato e distribuito un volantino firmato Lotta Continua


 


28 maggio: Trieste, i lavoratori navalmeccanici sfilano in corteo e poi occupano simbolicamente il municipio.

 

Milano, la polizia carica un gruppo di studenti davanti all'università Cattolica. Il giovane Beniamino Carretta, che non aveva deposto il megafono all’ordine della polizia, è picchiato e fermato. Intanto, alla Statale, gli studenti contestano lo svolgimento degli esami.



 

29 maggio: inizia alla Camera il dibattito sulla legge per l’introduzione del divorzio.

 

Scioperano gli impiegati della Montedison, mentre continuano gli scioperi a singhiozzo in diversi reparti della Fiat di Torino. Entrano in agitazione per la prima volta le lavoratrici tessili della Simphonie del gruppo Imec di Seveso (Mi), dove sono state sospese alcune lavoratrici per essersi rifiutate di pulire le latrine: mansione che non spetta loro, ma che la direzione infligge come punizione a chi commette un errore nel tagliare la stoffa.

 

Caserta, manifestazioni popolari per l’occupazione e lo sviluppo, che contestano la politica governativa nel sud, sono represse dalla polizia: le cariche, a Trentola-Ducenta e a Casal di Principe dove il corteo ha raggiunto il municipio, provocano 21 feriti. Trentatre arresti.


Palermo, prosegue la lotta unitaria dei tremila lavoratori del Cantiere Piaggio con l'appoggio di  tutti i lavoratori della provincia che hanno effettuato un imponente sciopero generale unitario con grandi manifestazioni nel capoluogo e in altri centri della provincia. 

Allo Jutificio di Aulla prosegue la lotta con scioperi articolati per le rivendicazioni economiche e normative

Anche i 5.000 lavoratori del gruppo Burgo sono entrati in agitazione per rivendicazioni economiche e per la difesa del posto di lavoro. Sono particolarmente impegnati i lavoratori della fabbrica di Maslianico (Como) che l'hanno occupata per impedirne la chiusura


Gli accordi di maggior rilievo di questi giorni riguardano la SEBN di Napoli, dove, a seguito dell'azione sindacale che ha avuto momenti di forte tensione, è stato raggiunto un accordo approvato dall'assemblea dei lavoratori che prevede fra l'altro, il diritto di assemblea nell'azienda con la partecipazione dei dirigenti sindacali, l'aumento di 36 lire orarie di cui 20

come indennità speciale. 

Alla Cartiera Fiumefreddo di Catanzaro l'accordo raggiunto dopo 40 giorni di lotta unitaria prevede la corresponsione del salario durante il periodo in cui la fabbrica sarà inattiva a seguito del passaggio ad altro gruppo finanziario.

Alla Zoppas di Treviso, dopo brevi scioperi e trattative, è stato sottoscritto un accordo con il quale, tra l'altro, viene sancita la istituzione del delegato di linea, la corresponsione di un aumento del 4,40 per cento, e la costituzione in organico nei tre stabilimenti di commissioni paritetiche con il compito di vigilare sugli infortuni e la sicurezza. 

Un positivo accordo è stato raggiunto anche alla Pozzi di Vercelli.




30 maggio: scioperi articolati dei metalmeccanici. Si astengono dal lavoro anche i tipografi dei quotidiani.

 

Argentina, l’agitazione giovanile si è estesa ad importanti stabilimenti industriali e si sono verificati  scontri a Cordoba, con altri 3 lavoratori uccisi e 78 feriti. Il generale Ongania annuncia l’imposizione della legge marziale a tutto il paese.

 

30 maggio - 1° giugno: Ravenna, VIII congresso provinciale della Camera confederale del lavoro. Il segretario Sauro Bolognesi sottolinea l’eccezionalità del momento caratterizzato da “una grandiosa ondata di poderose battaglie sindacali unitarie a tutti i livelli”, portate avanti “nella prospettiva della conquista e costruzione di un’unica grande organizzazione di classe dei lavoratori italiani”. Passa poi in rassegna i successi conseguiti negli ultimi quattro anni (accordi aziendali, liquidazione delle zone salariali, avvio di una radicale riforma del sistema pensionistico) e registra la “forte tendenza alla compressione del ritmo di incremento del reddito prodotto” a livello provinciale (crisi agraria dovuta alla subordinazione dell’agricoltura alla politica dei grandi monopoli e alla permanenza di strutture arcaiche; squilibri territoriali e decadimento di alcune zone della collina e della bassa ravennate; forte differenziazione e contraddizione tra le aziende di importanza nazionale – SAROM, ANIC, CISA, Eridania, OMSA – e il piccolo artigianato. La mozione conclusiva richiama i punti di lotta: “pubblicizzazione del porto, quale strumento di sviluppo della vita economica; maggiore impegno dell’ANIC quale azienda di Stato nella realtà provinciale me regionale; intervento positivo delle partecipazioni statali attraverso l’ente di sviluppo e il movimento cooperativo per l’associazionismo nelle campagne”.


31 maggioMilanocirca 300.000 metalmeccanici hanno partecipato con grande allo sciopero di tre ore e alla manifestazione indetta dai tre sindacati provinciali di categoria per il diritto e la democrazia nelle aziende, contro le rappresaglie e l'autoritarismo padronale

Contrattazione nazionale: nel settore dell'alimentazione da rilevare il rinnovo positivo del contratto dei 60 mila lattiero -caseari. Per il contratto dei lavoratori della RAI-TV, dopo il riuscito sciopero unitario, sono stati siglati i primi articoli. I cartai, dopo la rottura delle trattative, hanno effettuato un riuscito sciopero unitario di settore il 31 maggio. Le tre organizzazioni nazionali hanno proclamato un nuovo sciopero di 48 ore per  l ' il e 12 giugno, fermo restando la sospensione del lavoro straordinario. Per braccianti e salariati, di fronte al perdurare dell'intransigenza padronale per il rinnovo del contratto, è stato proclamato un nuovo sciopero nazionale di 72 ore da effettuarsi dal 12 al 14 giugno

 

Maggio: Ravenna, assemblea unitari indetta da CGIL, CISL e UIL all’ANIC. Sono approvati i risultati degli incontri avvenuti a Roma tra l’ASAP e le organizzazioni di categoria per il rinnovo del contratto. I punti qualificanti sono: riconoscimento del diritto al distaccamento sindacale, diritto di assemblea in fabbrica, nuovi impegni su nocività e sicurezza.

Tra gli accordi aziendali stipulati durante il mese di maggio va segnalato in primo luogo quello dei 3.000 lavoratori della Cucirini Cantoni di Lucca. Un positivo accordo è stato raggiunto anche alla Borletti di Milano tra i sindacati e la direzione, a conclusione della vertenza da tempo in atto. Prevede consistenti miglioramenti salariali, l'aumento del premio di produzione e la istituzione della settimana corta anche per gli operai. Anche alla FIAT di Torino è stato raggiunto un accordo aziendale sull'istituzione delle mense aziendali negli stabilimenti della FIAT di Torino e provincia. Da segnalare lo sviluppo positivo della contrattazione aziendale in provincia di Bari: stipulati, nel corso dell'anno, 22 accordi di cui 8 riguardanti (in termini più favorevoli degli accordi generali) il superamento delle zone salariali. Gli altri accordi riguardano la contrattazione dei cottimi e dei tempi, i premi di produzione, la mensa, l'ambiente e la 14a  mensilità. Gli aumenti previsti da tali accordi vanno dal 5 al 13% e riguardano le aziende alimentari, tessili, meccaniche, chimiche e edili. E' da rilevare infine, il successo della lotta dei lavoratori dell'Apollon di Roma che, dopo 11 mesi di azione per la difesa del posto di lavoro e la riapertura dell'azienda, hanno ottenuto la costituzione di una nuova società di gestione dello stabilimento tipografico, cui parteciperà anche l'IRI, con l'assicurazione del lavoro a tutti i dipendenti in forza nell'azienda. Numerose sono le vertenze aperte nelle aziende della Lombardia, della Liguria e del Piemonte, e tra queste è da rilevare: la lotta articolata da tempo in corso dei 4.000 della OM-FIAT di Milano. Il 29 aprile è stata anche effettuata una manifestazione nelle vie di Milano contro il rifiuto padronale di iniziare trattative per i miglioramenti salariali e per i diritti sindacali tra cui il riconoscimento dei delegati sindacali delle linee di montaggio. Alla Pirelli Bicocca di Milano hanno scioperato il 29 aprile i 4.000 impiegati e gli 8.000 operai, bloccando l'azienda; la vertenza degli impiegati, da tempo aperta, riguarda la definizione degli aumenti di merito, il mantenimento dei superminimi in caso di passaggio di categoria, la contrattazione dei carichi di lavoro e degli organici, la settimana corta, ecc... Gli operai hanno scioperato in risposta alla serrata dell'azienda effettuata per stroncare l'agitazione di un reparto dove i lavoratori rivendicano passaggi di qualifica. I lavoratori del complesso Montedison di Carrara hanno aperto vertenza aziendale e scioperato per sostenere le rivendicazioni economiche e normative avanzate. Alla Piaggio di Palermo i 3.000 metalmeccanici sono in lotta per consolidare il risultato dello scorso anno che portò ad importanti conquiste salariali e normative. A Roma i 12.000 lavoratori dell'ATAC hanno scioperato compatti per 10 ore per smuovere la posizione negativa del ministero degli Interni che negava l'attuazione di un accordo sindacale. Firenze: numerosi gli accordi in queste ultime settimane e tra questi di rilievo è quello di Fucecchio per 6 aziende calzaturiere che prevede, tra l'altro, la corresponsione da parte delle aziende fino ad una mensilità di retribuzione all'anno per coprire i periodi dovuti a sospensione per mancanza di lavoro, l'abolizione dell V categoria, il rimborso del 50% delle spese di trasporto, il diritto di assemblea nella mensa aziendale con la partecipazione dei dirigenti sindacali come nel caso del calzaturificio Balli. Altri accordi positivi sono stati raggiunti alla OM di Brescia e Suzzara, alla Auto Bianchi di Milano alla FIAT per quanto riguarda l'equiparazione dei trattamenti del personale in tutte le filiali nel territorio nazionale, alla ex Rivetti di Praia a Mare dove l'accordo preliminare garantisce a tutti i lavoratori l'assunzione da parte della nuova gestione ENI e il trattamento di fatto acquisito (salari, qualifica, diritti di anzianità). Altre importanti vertenze aperte riguardano diverse aziende di Genova, l'Acciaieria di Terni, il Poligrafico dello Stato di Roma, i Cantieri Piaggio di Palermo e di Ancona, la Ducati di Bologna, ecc... E' da rilevare l'accordo, dopo 42 giorni di lotta articolata, dei lavoratori della Coca-Cola di Roma che hanno conquistato, tra l'altro, dei superminimi da 15 a 50 lire orarie per gli addetti alla produzione. Altri positivi accordi sono stati raggiunti alla Autovox e Voxon di Roma, nei quali si è ottenuto anche il riconoscimento dei delegati di linea

Mentre le principali categorie dell'industria, metalmeccanici, edili, ecc, hanno avviato la consultazione dei lavoratori sulla base di una impostazione unitaria per pervenire alla scelta degli obiettivi per le piattaforme rivendicative, il ciclo dei rinnovi contrattuali e delle vertenze aperte è ormai positivamente avviato. Nei giorni scorsi è stato rinnovato il contratto dei vini e liquori che riguarda 45.000 lavoratori. Il rinnovo del contratto di questo settore importante dell'industria alimentare, si rileva in una nota della FIZIAT, arriva dopo i rinnovi contrattuali dei dolciari, delle conserve animali, dei panettieri, alimenti zootecnici, tabacchine, centrali del latte private e municipalizzate, ecc, che interessano complessivamente oltre 200.000 lavoratori. II contratto prevede tra l'altro, aumenti delle retribuzioni tabellari del 13% per i vinicoli e del 12% per i liquoristi; riduzione di tre ore dell'orario di lavoro e riproporzionamento tabellare; aumento di tre giorni delle ferie per operai e qualifiche speciali; revisione delle qualifiche, ecc...

 

1 giugno: Parma, i lavoratori della Salamini (fabbrica metalmeccanica con oltre mille dipendenti, in lotta da oltre un anno contro la smobilitazione e i licenziamenti) tentano di bloccare la partenza di tappa del giro d’Italia per richiamare l’attenzione sulla vertenza. Cariche della polizia.

Firenze: i lavoratori della Manettl & Robert's - una fabbrica di 1.500 dipendenti conosciuta in tutto i paese per i suoi prodotti - in meno di 12 mesi hanno conquistato due importanti accordi aziendali, capovolgendo una pesante situazione sindacale che perdurava dal 1954, anno in cui la direzione aveva liquidato con numerosi licenziamenti tutti i migliori attivisti sindacali. Ma il Sindacato non ha mai deposto le armi ed ha continuato per lunqhi anni la sua tenace azione contro la repressione padronale che, riducendo notevolmente la capacità d'iniziativa della CGIL, aveva travolto tutte le altre organizzazioni sindacali, portando forze legate alla direzione aziendale nella Commissione interna, la quale per lunghi anni non ha potuto svolgere un compito adeguato

 

1 – 10 giugno: nuovo calendario di agitazioni per i coltivatori diretti.

 

2 giugno: confermata l’uccisione di dieci tecnici italiani dell’ENI in Biafra, provincia secessionista della Nigeria, dove è in corso una guerra civile.

Roma, militanti radicali e pacifisti vengono disturbati e poi fermati dalla polizia mentre distribuiscono manifestini antimilitaristi in occasione della tradizionale parata per la festa della repubblica.

Torino, la Fiat minaccia sospensioni per fermare le lotte di reparto, dopo di che sono state proclamate due ore di sciopero a Mirafiori. Alla Fiat, si stanno svolgendo in questi giorni anche le elezioni dei delegati di reparto (300 delegati per 20.000 lavoratori circa) che sostituiranno le vecchie commissioni interne. Ciò accade in diversi altri stabilimenti e gruppi industriali ma l’istituto non è ancora generalizzato, per le resistenze delle direzioni aziendali. Ad esempio, il riconoscimento dei delegati è costato lunghe trattative alla Zoppas di Conegliano, dove si voterà fra poco.

Corigliano Calabro (Cosenza), arrestate 12 persone per aver assalito e malmenato un gruppo di missini, che percorrevano le vie del paese ostentando simboli e slogans fascisti.

 

3 giugno: Venezia, occupato il cantiere navale San Marco nel corso dell’agitazione dei navalmeccanici. Sciopero anche nei cantieri di La Spezia. Fermate a Corigliano, a Porto Torres e alla Piaggio di Savona. A Palermo, manifestazioni di protesta dei lavoratori delle aziende municipalizzate, che occupano il  Comune.

Milano, rioccupato il rettorato del Politecnico.

 

4 giugno: firmato il contratto dei postelegrafonici. Ottenuto l’orario unico.

Alla Rex Zanussi di Pordenone dieci mila lavoratori, nel corso della vertenza per il diritto di assemblea in ogni stabilimento del gruppo, i delegati di linea, il comitato sindacale aziendale per i cottimi ed iniziative per salvaguardare la salute dei lavoratori, hanno effettuato quattro ore di sciopero dando vita ad una imponente manifestazione pubblica

Torino, ancora fermate a Mirafiori. Astensioni dal lavoro e cortei continuano a Trieste, dove gli operai hanno presidiato i cantieri anche durante la notte, Genova, Pordenone. A Palermo, i lavoratori dei cantieri navali occupao la stazione ferroviaria. A Pordenone, i lavoratori della Rex conquistano i delegati di reparto e il diritto di assemblea.

 

5 giugno: Milano, per la terza volta in poche settimane, la polizia, chiamata dal rettore Finzi, sgombera il Politecnico.

Roma, militanti missini aggrediscono in piazza Navona Daniel Cohn Bendit, leader del movimento studentesco.

Napoli, una bomba carta esplode vicino alla sezione del Pci di via Cirillo.

 

6 giugno: Palermo, è affiliato alla massoneria il commercialista palermitano Giuseppe (Pino) Mandalari, che salirà alla ribalta successivamente per i suoi rapporti con Cosa Nostra. Presentato da Emanuele Minolfi, Mandalari entra a far parte della loggia "Francesco Crispi" di Palermo di cui è gran maestro Lello De Arena. La loggia fa capo alla Gran Loggia Nazionale Italiana di piazza del Gesù.

Palermo, la direzione dei cantieri navali ordina la serrata all’Acquasanta, mentre continua la lotta dei cantieristi fermate a  Riva Trigoso (Ge) e 3.000 operai in corteo a La Spezia. Per solidarietà con i lavoratori dei cantieri San Marco, si astengono dal lavoro anche i metalmeccanici triestini.

La Spezia, attentato dinamitardo contro l’eliporto militare di Luni. Ingenti danni.

 

7 giugno: Padova, il giudice istruttore Fais autorizza una perquisizione nell’abitazione di Eugenio Riz­zato, ex comandante delle Brigate Nere e criminale di guerra.  Rizzato era stato condan­nato il 28 maggio 1946 dalla Corte straordinaria d’Assise di Padova a 30 anni. Era stato riconosciuto colpevole, nella sua qualità di comandante della GNR di Mestrino e Curtarolo (lo stesso paese in cui ebbe l’incidente il generale Ciglieri ndr) di essere stato uccisore e torturatore di partigiani. Dovette anche rispondere dei reati di omicidio volontario, rapina aggravata e furto aggravato. Scontò sette anni di carcere e uscì di galera il 4 luglio 1951. Nel suo rapporto il commissa­rio Molino evita di parlare del rinvenimento della documentazione relativa alle intenzioni operative del Comitato di risveglio nazionale (CARN), uno dei gruppi, che oltre quattro anni dopo, entrerà a pieno titolo nella Rosa dei venti. Tra gli scopi del Comitato figura il “compito di segnalare nominativi idonei all’azione, elementi sim­patizzanti dell’idea nazio­nale basata sul programma mussoliniano che fa capo ai 18 punti di Verona”. E ancora, “formazione di gruppi d’assalto pronti a qualsiasi evenienza e disposti a qualsiasi impiego, che saranno a tempo opportuno attrez­zati in pieno assetto di guerra” (atti inchiesta G.I. di Pa­dova Giovanni Tamburino). Per questa dimenticanza Molino verrà, quattro anni dopo, incrimi­nato. Si difenderà chiamando in causa la Divisione Affari Riservati diretta da Elvio Cate­nacci. Sia Molino che Rizzato avevano operato in Alto Adige.

Milano, sciopero di 24 ore dei giornalisti della Rai a sostegno della lotta dei lavoratori Rai che dura da quasi tre settimane. 14 fermate a scacchiera in tre giorni fanno saltare numerose trasmissioni, compresa La Domenica sportiva. Il Comitato di agitazione decide di far conoscere alla città gli obiettivi della lotta - abolizione dei contratti a termine, degli straordinari, degli appalti - attraverso cortei, delegazioni, volantini, cartelli e striscioni, manifestazioni davanti alle sedi dei giornali che hanno ricevuto dalla direzione della Rai "cortesi inviti" al silenzio stampa. Alla Rai di Milano, si afferma in un documento, lo straordinario è diventato ordinario, "è un atto antisociale, un'arma di corruzione e divisione tra i lavoratori".

 

8 giugno: Maria Diletta Pagliuca, direttrice dell’Istituto Santa Rita di Grottaferrata (Roma) per bambini portatori di handicap, è arrestata per maltrattamenti nei confronti di minori. Nel 1972 sarà condannata a quattro anni, di cui due condonati.

 

9 giugno: Milano, arrestati Mario Capanna, Andrea Banfi e Salvatore Toscano leader del movimento studentesco milanese per la contestazione al professor Trimarchi, assediato nella sua aula per più di 10 ore perché si è rifiutato di restituire il libretto ad uno studente che aveva fallito l’esame di diritto privato.

Milano, attentato dinamitardo contro la sede del Pci in via Cadore. L’azione è rivendicata dalle Sam.

 

10 giugno: intervenendo, a Ginevra, all’assemblea straordinaria dell’Organizzazione internazionale del lavoro, Paolo VI afferma che la lotta di classe “dopo aver a lungo dominato la nostra epoca”, producendo “nuove sofferenze”, può essere superata e conclude invitando al dialogo fra le parti sociali.

Sciopero generale in Puglia, fermi i lavoratori del Cnr che occupano la sede, quelli della Bettoni di Brescia, occupati 2 calzaturifici di Lomazzo (Co), sciopero cittadino a Maslianico (Co) in solidarietà con i lavoratori della Burgo che hanno occupato lo stabilimento, cortei a Palermo, Novara e Suzzara (Mn), dove i fittavoli scendono in piazza coi trattori, mentre sono ancora fermi i 2.000 cantieristi di Riva Trigoso (Ge) e le lotte di reparto si sono estese anche a Fiat-Grandi Motori di Torino.

Il militante del Partito marxista leninista d’Italia Massimo Magri denuncia lo smarrimento del passaporto. Il documento sarà successivamente utilizzato da Gianfranco Bertoli per espatriare.

 

11 giugno: Luciano Leggio, accusato insieme a Riina e ad altri 62 mafiosi, di numerosi omicidi e di associa­zione a delinquere, è assolto dal tribunale di Bari. Il giorno 18 viene emesso un nuovo ordine di cattura che non sarà eseguito tempestivamente dando così modo a Leggio di scomparire.

Mosca, Enrico Berlinguer tiene un duro discorso durante la conferenza dei Partiti comunista, condannando l’intervento sovietico in Cecoslovacchia e confermando il dissenso dei comunisti italiani. Al termine dei lavori il Pci e altri 13 partiti non firmeranno la parte qualificante del documento finale.


12 giugno: Milano, ore 18, piazza Duomo. Imponente manifestazione di solidarietà con i 7 studenti arrestati durante la manifestazione di protesta per i fatti di Battipaglia e ancora detenuti: vi partecipano gli studenti delle quattro università milanesi, gli studenti medi, i lavoratori del Saggiatore e dell'Umanitaria, i lavoratori della RAI. 20 mila persone sfilano davanti a San Vittore e poi fino al Palazzo di giustizia.

Il quotidiano democristiano Il Popolo,  riferendosi all’intervento di Berlinguer alla conferenza di Mosca, gli riconosce “una certa autonomia di giudizio”.

Si inaspriscono le lotte bracciantili, dopo una nuova rottura delle trattative. Manifestazioni si svolgono a Bologna, Cerignola (Fg) e Reggio Emilia.

Messina, Pino Rauti presiede una riunione dei quadri di Ordine Nuovo.

 

14 giugno: Ispra (Varese), assemblee e sciopero bianco dei dipendenti del centro Euratom. Lanciata una bottiglia molotov contro l’ufficio del capo del personale.

 

15 giugno:  Parigi, Georges Pompidou è eletto Presidente della repubblica.

Roma, muore Arturo Michelini, segretario nazionale del Msi.

 

16 giugno: Palermo, ucciso il costruttore edile Giuseppe Bologna, legato ai Torretta. Il giorno successivo, Leggio e Riina ricevono a Bitonto il foglio di via per Corleone. Leggio si fa ricoverare a Taranto, Riina invece raggiunge, tre giorni dopo, il paese. E’ subito arrestato. Il tribunale di Palermo condanna Riina (7 luglio) al soggiorno con sorve­glianza speciale a San Giovanni in Persiceto (BO). Scarcerato, Riina festeggia il fidanzamento ufficiale con Antonietta Bagarella e poi sparisce.

Roma, una nota del Sid informa: “Un esponente del Fronte nazionale ha informato alcuni dirigenti della Società metallurgica italiana (Smi) che il movimento ha in programma di attuare nel periodo da giugno a settembre 1969, un colpo di stato per porre fine alla precaria situazione politica che travaglia la vita del Paese. L’uomo di Borghese vorrebbe trattare l’acquisto di munizioni prodotte negli stabilimenti della Smi, ma riceve un netto rifiuto”.

Genova, il tenente colonnello Gianmaria Giudici, comandante del Gruppo carabinieri, invia un rapporto sull’incontro fra il comandante Junio Valerio Borghese ed esponenti dell’alta finanza ligure avvenuto il 12 aprile 1969: “Scopo della riunione – scrive l’ufficiale – è stato quello di costituire a Genova una sezione provinciale del Fronte nazionale, cioè di quel movimento di estrema destra che ha sede a Roma, fondato l’anno scorso dal Borghese e dai suoi collaboratori. Il movimento, a dire del Borghese, si sarebbe sviluppato finora nel centro sud dell’Italia ed era giunto il momento di estenderlo al nord”.

 

16 – 21 giugno: Livorno, settimo congresso della CGIL (https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/cgil/7-congresso). Al centro della discussione l’unità sindacale, la democrazia interna e le lotte del prossimo autunno. Per la prima volta sono presenti delegazioni della CISL e della UIL.

Torino, si svolge l’11° congresso delle Acli, nel corso del quale viene deciso di cessare l’opera di affiancamento della Dc. Livio Labor lascia la presidenza, sostituito Emilio Garbaglio.

 

17 giugno: Padova, con una serie di perquisizioni prende il via un'indagine del capo della Squadra Mobile della Questura Pasquale Juliano sugli attentati dei mesi precedenti. Juliano si avvale di alcuni ambigui confidenti, dai quali gli sono stati fatti anche i nomi di Franco Freda, Giovanni Ventura e Marco Pozzan. Sono perquisite le abitazioni di Massimilano Fachini, Gustavo Bocchini, Giuseppe Brancato e altri. Ma presto il commissario cade in una trappola organizzata dallo stesso Freda appena dopo l'arresto di Fachini (un pacco contenente una pistola e una bomba fatto uscire dal palazzo in cui abita Fachini e attribuito a Nicolò Pezzato, uno dei confidenti del commissario). Juliano dovrà interrompere le indagini giunte vicine all'individuazione dell'organizzazione terroristica veneta. Il ministro dell'interno Franco Restivo sospenderà Juliano dall'ufficio e dallo stipendio. Il commissario dovrà attendere dieci anni per ottenere la piena riabilitazione.

Tra i personaggi coinvolti avrà molta importanza, per le vicende future, la figura di Massi­miliano Fachini. E’ legatissimo a Giovanni Ivan Biondo, figlio di un magistrato di Venezia, la cui sorella ha sposato Marco Balzarini, assistente alla facoltà di Giurisprudenza a Pa­dova. Il padre di Balzarini è preside della facoltà di Giurisprudenza a Trieste e direttore, sempre a Trieste, di due scuole di perfezionamento ed è rettore della Libera Università di Pescara, Teramo e Chieti. Nella stessa università è incaricato di diritto internazionale Al­berto Miele, ex segretario del Fronte giovanile monarchico di Padova, intimo di Balzarini e figlio di Almerico, già procuratore a Venezia e poi primo presidente di Corte d’Appello. All’università di Padova è assistente un altro del gruppo: Franco Gentile. Poi la rete di amicizie si fa più composita, coinvolge anche Ventura e comprende Gianni Swich, Ales­sandro Ghe, Alfredo Cattabiani, quest’ultimo tra i partecipanti al convegno del Parco dei Principi.

Scioperano i lavoratori della Necchi di Pavia e quelli della Visconti di Canzo (Como). A Roma, sono state organizzate delegazioni operaie per rivendicare l’approvazione dello Statuto dei lavoratori.

Fidenza (Parma), corteo antifascista per protestare contro gli attentati alle sedi del Pci e della Camera del lavoro.

 

18 giugno: Hagos Tesfai, studente eritreo, muore nella sua abitazione di Roma mentre è intento a preparare una bomba. Nella sua stanza vengono trovati volantini preannuncianti un’imminente azione del Fronte di liberazione eritreo.

Bologna, fermati 42 studenti dopo uno scontro fra militanti del Fuan e del movimento studentesco.

Padova, arrestato il missino Giancarlo Patrese, all’uscita dello stabile in cui abita il consigliere comunale missino Massimiliano Fachini. Aveva un pacchetto contenente esplosivo e pistole. Determinante nei suoi confronti sarà la testimonianza del portiere dello stabile, Alberto Muraro.

 

19 giugno: Roma, Giorgio Almirante è eletto all’unanimità  segretario nazionale del Msi.

Milano, al processo per la manifestazione sui fatti di Battipaglia, il pubblico ministero chiede 5 anni di reclusione per 7 giovani. Tre di essi saranno invece assolti, 4 condannati a pene lievi e scarcerati per l’applicazione dei benefici di legge.

Verbania (Novara), deturpato con scritte inneggianti al fascismo il monumento eretto a ricordo di 42 partigiani fucilati dai nazisti.

 

20 giugno: Roma, approvato dal parlamento lo Statuto dei Lavoratori.

Genova, scioperano contro la repressione metalmeccanici e portuali. I denunciati sono oramai quasi un centinaio, dopo i primi 22 militanti di sinistra che avevano vivacemente protestato dopo lo sventato attentato  contro Melina Mercouri.

Washington, Tom Houston, assistente del presidente, richiede alla Cia un documento sul supporto comunista straniero ai movimenti di protesta giovanile nel Paese. La Cia negherà, nella sua risposta, che la contestazione giovanile americana sia alimentata dall’estero.

Roma, si svolge un convegno organizzato dall’istituto di studi militari Nicola Marselli sul tema “La difesa civile in Italia”, al quale prendono parte circa 200 persone. Fra queste, il ministro della Difesa Luigi Gui, il senatore Umberto Bonaldi e il deputato democristiano Giuseppe Zamberletti.

I cittadini di Pratobello (Nuoro), insorgono contro le servitù militari ed ottengono la chiusura del poligono di tiro.

 

21 giugno: Pisa e Pontedera, entrano in sciopero - con una serie di fermate articolate - i lavoratori della Piaggio per il contratto aziendale

Palermo, il generale Giglio la cui vettura era rimasta bloccata dagli operai dei Cantieri Navali in sciopero, emette un comunicato nel quale afferma: “qualunque ulteriore iniziativa suscettibile di ostacolare comunque, direttamente o indirettamente, la mia attività di comando, sarà da me e con i mezzi consentiti a mia disposizione immediatamente stroncata”.

Torino, inizia a riunirsi con periodicità settimanale l'“Assemblea operai-studenti” .  Nel suo intervento, un operaio dell’officina 54 della Fiat dice: “Questa assemblea deve diventare uno strumento permanente di collegamento politico. Noi abbiamo bisogno di un’organizzazione solida che sappia raccogliere e sviluppare i frutti delle lotte (…) Questo strumento non è certo un nuovo sindacato, abbiamo bisogno di un’organizzazione politica”. Non si tratta di una posizione condivisa da tutti ed emergono diversi punti di vista, che hanno un minimo comune denominatore: l’abbandono dei tradizionali metodi di azione e lotta sindacali, la consapevolezza di una contrapposizione di interessi non sanabile fra classe operaia e padronato, la scelta di un antagonismo senza mediazioni.

 

22 giugno: Palermo, firmato l'accordo per i lavoratori del Cantiere Navale Piaggio. I cantieristi, dopo 24 ore di ininterrotta, appassionata, fortissima manifestazione di lotta davanti all'Assessorato regionale al Lavoro, decidevano di dare via libera alle firme dei propri rappresentanti sindacali, dopo un rapido esame  del successo ottenuto: 27 lire l'ora di aumento con retroattività 16-3-69, applicazione senza riassorbimenti dell'accordo nazionale sulla eliminazione delle «gabbie» salariali, contrattazione dei cottimi coi delegati di reparto, commissione paritetica antinfortunistica, assemblea di fabbrica, nessuna decurtazione sulla 13a mensilità per lo sciopero, riassunzione dei licenziati, immediato rientro dei 200 e più sospesi, nuova regolamentazione dell'orario di lavoro per renderlo più confacente alle esigenze del tempo libero dei lavoratori (sabato e domenica), passaggi di qualifica e di contrattisti in organico, ecc. Il giorno successivo i lavoratori non sono entrati ancora in cantiere per dedicare invece la giornata alle esultanze e al ringraziamento alla cittadinanza, con un grande corteo per le vie di Palermo

Roma, Armando Mortilla, confidente dell’ufficio Affari riservati con il criptonimo di “Aristo”, invia una nota informativa sulle misure in corso di adozione tra le gerarchie vaticane per fronteggiare la situazione politica. “Un provvedimento destinato ad avere notevoli ripercussioni in campo cattolico sarebbe stato preso – secondo quanto si apprende da ottima fonte –  dalle autorità ecclesiastiche, le quali intenderebbero apportare delle sostanziali modificazioni ad alcuni organismi vincolati al Vaticano e quindi cambiare radicalmente la loro politica nei riguardi della Dc e dei partiti italiani. Secondo quanto si è appreso, verrebbe innanzi tutto sciolta l’Azione cattolica che verrebbe incorporata nella Congregazione dei Laici sotto la cui egida continuerebbe a svolgere la sua funzione di istituto. Il secondo provvedimento, che si inquadra però nel medesimo disegno, è quello del potenziamento dei Comitati civici a cui si affiancherebbe un gruppo di impegno politico strettamente legato alla Chiesa ed in particolare al cardinale Dell’Acqua. Nelle scorse settimane, si erano avute a Roma intense trattative tra il prof. Luigi Gedda, il citato cardinale e l’ing. Ambra nonché alcuni esponenti dell’A.C. Costoro hanno discusso a lungo la situazione politica italiana, prima di prendere una decisione, ma alla fine hanno convenuto sulla necessità di ‘svincolare la Chiesa’ dalle questioni temporali e quindi dalla politica nazionale, restituendo a talune sue organizzazioni – come ad esempio l’Azione cattolica – la sua primitiva funzione che è quella di operare unicamente nel campo della formazione spirituale. Poiché nell’attuale situazione in cui quest’organizzazione si trova non è stato ritenuto possibile seguire questo indirizzo, si è deciso di incorporare l’A.C. nella Congregazione dei Laici sotto la cui egida continuerà a svolgere il suo ruolo. Per evitare il ‘vuoto’ politico, e stante la delicata situazione delle Acli (questa associazione non è diretta emanazione della Chiesa), è stato poi deciso di consolidare i Comitati civici ai quali verranno affiancati altri organismi ‘laici’ di impegno politico, come ad esempio quello che fa capo all’ing. Ambra, all’agenzia Aisa ecc. Ufficialmente i Comitati civici continueranno ad operare autonomamente, ma in effetti le ‘redini’ dell’organizzazione sono già ora nelle mani del card. Dell’Acqua. Questo ‘fronte’ intende contrapporsi all’azione ‘sinistroide’ delle Acli e dell’Acpol di Labor, con una politica che – per essere efficace – sarà particolarmente spregiudicata. La presenza dell’Ambra, infatti, consentirà quella libertà di manovra che altrimenti non sarebbe possibile a Gedda e tanto meno al cardinale Dell’Acqua, specie per quanto riguarda i contatti col Msi e col Pdium. L’ingegner Ambra non ha infatti nascosto che sono in corso fruttuosi contatti con i missini e i demoitaliani (attualmente sospesi per la vacanza della segreteria nazionale nel partito di destra) per coordinare un’azione congiunta di propaganda sulla questione del divorzio. I provvedimenti decisi avranno, come si è accennato, un notevole peso anche in campo politico ed elettorale dato che da parte del Vaticano e della Conferenza episcopale italiana, su precisa istruzione del Pontefice, non ci si richiamerà più – in vista delle elezioni –  all’unità dei cattolici oppure a quei ‘panegirici’ che finivano per essere interpretati come un invito a sostenere elettoralmente la Democrazia cristiana”.

 

23 giugno: esce il primo numero del mensile Il Manifesto, curato da Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Lucio Magri, Aldo Natoli, Valentino Parlato e Luciana Castellina.

Orgosolo (Nu), paracadutisti e carabinieri intervengono con una dura operazione di rastrellamento contro i pastori che avevano occupato i pascoli sui quali doveva svolgersi un’operazione militare della Nato.

Continuano le lotte articolate alla Fiat di Torino, altre agitazioni interessano i lavoratori di Piaggio, Dalmine, Cirio.

 

24 giugno: muore in carcere, in conseguenza del tentativo di suicidio, Adolfo Meciani, sospettato di concorso nell’omicidio di Ermanno Lavorini.

 

25 Giugno: il generale Giorgio Manes muore per una crisi cardiaca mentre si appresta a deporre davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul Piano Solo. I familiari di Ma­nes sosteranno che il generale è stato ucciso. Aldo Semerari – il criminologo fascista poi coinvolto nell’inchiesta sulla strage di Bologna, informatore dei servizi, e che verrà ucciso dalla camorra – cercherà di ottenere i documenti di Manes conservati dalla famiglia.

Sciopero cittadino a Gorizia. Fermate anche nel settore edile, dei telefonici, degli operai dei cantieri di Riva Trigoso (Ge), in diversi stabilimenti tessili e alla Snia di Milano, che interrompe un decennio di pace sociale.

Scioperano gli statali.

Duramente contestato da gruppi di giovani il Cantagiro, manifestazione canora di grande successo.

Roma, violenti scontri fra militanti comunisti e missini nei pressi della sezione comunista di Monteverde. Feriti lo studente Marco Marocchini e Lino Zocchi, militante comunista.

 

25 – 30 giugno: Novara, incidenti fra giovani di sinistra ed avieri del 53° stormo dell’Aeronautica militare. La polizia viene esautorata dalle sue funzioni ed il pattugliamento della città affidato solo ai militari accompagnati dai carabinieri. La città stessa viene circondata con un “cordone sanitario” che impedisce ad altri giovani di sinistra di affluire in città. Numerosi sono i contusi ed i feriti negli incidenti che si susseguono. 80 i giovani fermati.

 

26 giugno: Roma, si apre l’11° congresso della Dc. Nella relazione introduttiva, il segretario Flaminio Piccoli ricorda che il partito respinge ogni ipotesi di collaborazione con i comunisti, anche a livello locale. Segretario, con l’appoggio dei fanfaniani, è rieletto il doroteo Flaminio Piccoli.

 

27 giugno: Torino, la Fiat licenzia 16 operai che si sono distinti nelle lotte. La protesta dei lavoratori provocherà il rientro del provvedimento.

Si ferma la Falck di Sesto San Giovanni (Milano).

Sardegna, incriminati 174 dipendenti della Satas di Cagliari per le agitazioni delle settimane precedenti. A Nuoro, comminate pene, condonate, ai giovani pastori denunciati per oltraggio e resistenza, dopo la manifestazione sui terreni demaniali.

 

28 giugno: Milano, manifestazione davanti al carcere di San Vittore.

 

29 Giugno: Roma, il Tribunale autorizza la pubblicazione di Vigilia Romana, organo del gruppo Civiltà Cristiana, diretto da Franco Andreini, condirettore Franco Antico e collaboratori: Luigi Gagliardi, Noel Barbara, Fausto Belfiori, Marino Bon Valsassina, Guido Borra, Tito Casini, Antonio Coccia, Massimo Cologna, Guerard Des Lauriers, Enzo Fasanotti, Federico Di Palma, Franco Genovese, Antonio Ibba, Lia Mari, Renzo Mattei, Luigi Migliorini, Giuseppe Pace, Filippo Pompei, Oreste Rocchetti, Franco Romano, Guglielmo Rospigliosi, Francesco Spadafora, Antonio Staffa, Mario Taglioni, Giuseppe Vattuone, Ettore Pellegrino, don Angelo Scarpellini “cappellano onorario della Rsi”.

Padova, Pietro Secchia, nel corso di un convegno nazionale dell’Anpi, dichiara: “Un paese non può vivere permanentemente sotto il rischio, la minaccia e il ricatto di colpi di stato, siano essi orditi, tenuti pronti e aggiornati da qualcuno dei mille generali (…) o sognati da uomini politici che credono di poter abbattere le dighe al malgoverno, alla corruzione sfrenata, all’asservimento allo straniero, eliminando ogni legalità costituzionale e accantonando di fatto la Costituzione (…).

 

30 giugno: Anton Kolendic, capo della missione militare jugoslava a Berlino Ovest, è seriamente ferito alla testa da un esule croato. Nell’attentato restano ferite altre venti persone.

Imola, i lavoratori della Cogne iniziano uno sciopero ad oltranza con picchettaggio ininterrotto, perché l’azienda non rispetta gli accordi firmati nel dicembre 1968.

 

Giugno: Biella, siglato l'accordo territoriale per i 40.000 lanieri biellesi. L'accordo è il frutto della lotta unitaria che in questi ultimi mesi si è articolata a livello aziendale e con scioperi generali di  tutti i tessili biellesi. L'accordo in sintesi prevede miglioramenti economici e sostanziali diritti sindacali: un premio di lire 25 all'ora per tutti i lavoratori; la garanzia di un guadagno medio di cottimo non inferiore a 75 lire all'ora per i lavoratori che sono retribuiti a cottimo o a diverso incentivo; un ulteriore aumento del 5% per i lavoratori ad economia. Da notare che questi ultimi, che rappresentano circa il 45% dei lanieri biellesi, avevano già conquistato recentemente un minimo di cottimo pari al 8,50% sulle nuove paghe conglobate, in luogo del 3,60% fissato dal contratto nazionale. Complessivamente i miglioramenti economici previsti dall'accordo Biellese variano da un minimo di 60.000 lire ad oltre 100.000 lire all'anno per ogni lavoratore. Di notevole valore sono i diritti sindacali acquisiti: diritto di assemblea in tutte le aziende con oltre 40 dipendenti; riconoscimento dei delegati sindacali di azienda o di reparto per le aziende con oltre 60 dipendenti; tutela sindacale per i delegati

Lucca, dopo la vittoria operaia alla Cucirini Cantoni, le lotte si sono estese ad altre aziende della provincia. Alla Valserchio di Castelnuovo è iniziata una trattativa che apre delle possibilità di soluzione senza nemmeno la necessità del ricorso allo sciopero. Al cotonificio Oliva (di Costa) e alla Manifattura Juta sono in corso forti agitazioni. A Lucca sono in agitazione le operaie del Cotonificio Oliva, azienda di 430 operai che dal 10 giugno, con uno sciopero spontaneo, ha iniziato una lotta per sostenere la piattaforma rivendicativa aziendale presentata dai Sindacati e per far rientrare i provvedimenti contro un'operaia colpevole unicamente di bere una bibita. La direzione ha risposto con la serrata di una giornata (in questa fabbrica le serrate non sono nuove e venivano effettuate anche dopo gli scioperi nazionali per il rinnovo dei contratti di lavoro). La risposta operaia non si è fatta attendere: alla serrata è stato risposto con uno sciopero di due giorni. Malgrado ciò, il padrone non si è dato per vinto. Si è presentato alla trattativa immediatamente convocata non offrendo nulla, chiedendo tempo, affermando che l'azienda non può spendere. Di conseguenza rottura della trattative, inizio dello sciopero.articolato a ore, reazione padronale con un nuovo tentativo di serrata, risposta degli operai che il 19 giugno occupano la fabbrica. I lavoratori dello Jutificio di Ponte a Moriano (330 operai) sono in agitazione dal 3 giugno con scioperi articolati di un'ora di lavoro e una di sosta, con sospensioni di 15 ed anche di 10 minuti. Anche in questa circostanza, durante le trattative all'Associazione industriali, il presidente della Società ha risposto che si stava facendo «un gioco troppo pesante». La risposta dei lavoratori è stata chiara: non è «un gioco» ma un diritto. Il diritto di lottare per conquistare un salario migliore, un diritto che hanno difeso tutti i lavoratori tessili e metalmeccanici di Lucca quando la scorsa settimana hanno nuovamente scioperato per solidarietà con le lotte aziendali attualmente aperte, dando vita ad un corteo cittadino che è stato il più numeroso e combattivo di questi ultimi anni e che si è portato fino alla sede dell'Associazione industriali per sostenere una delegazione che si era recata a parlare con i dirigenti dell'Associazione stessa.

Un appello all'unità della categoria è stato lanciato dal Comitato centrale del SFI e dalle rappresentanze nazionali dei ferrovieri CGIL, dopo le agitazioni di tipo corporativo che hanno costituito gli strascichi della vertenza nazionale per il pubblico impiego. Nell'appello, i risultati dell'accordo per il riassetto degli stipendi e delle carriere, sono definiti «quantitativamente notevoli», come frutto delle lotte della categoria e in genere nella Pubblica amministrazione

Firmato l'accordo  alla Corni di Modena, dopo sei scioperi. L'accordo prevede: aumento salariale di 45 lire orarie; riconoscimento della Sezione sindacale aziendale come agente contrattuale; elezione dei delegati di reparto e di linea per il cottimo; diritto di assemblea con la partecipazione dei dirigenti sindacali esterni; miglioramento del trattamento di mensa; estensione della tutela, prevista dall'art. 14 interconfederale, ai componenti la Sezione sindacale aziendale e delegati, per i quali sono previsti anche distacchi dalla produzione per l'assolvimento dei loro compiti. Questo accordo, come pochi altri similari conquistati in materia finora, assume un carattere indicativo per il movimento. E' importante infatti che i delegati trovino il loro collegamento con l'istanza sindacale nell'azienda, la Sezione sindacale, per assicurare lo sviluppo di una iniziativa e di una attività del Sindacato priva di pericoli corporativi e quindi di classe. Anche alla Piaggio di Ancona, dopo scioperi unitari per rivendicazioni aziendali ed in appoggio alla lotta dei cantieristi di Palermo, è stato conquistato un accordo aziendale che prevede, tra l'altro, un aumento di 25 lire orarie; il diritto di assemblea in fabbrica con i dirigenti sindacali esterni; l'assunzione a tempo indeterminato di 160 contrattisti a termine e numerosi passaggi di categoria. Alla Pirelli di Milano, mentre resta aperta la vertenza sulla nota piattaforma rivendicativa degli operai e dei Sindacati, si è conclusa ai primi di luglio, dopo numerosi scioperi e trattative, la vertenza che riguarda 3.700 impiegati degli stabilimenti Bicocca, Ripamonti, Cinisello, Cusano, Seregno e della Direzione generale. L'accordo, approvato dall'assemblea, prevede tra l'altro un aumento di lire 6.500 mensili dal primo gennaio 1969; la definizione dei criteri per gli aumenti di merito; la rivalutazione degli scatti ante '52; l'orario unico per i mille impiegati della Direzione di Milano e la corresponsione di una tantum di lire 20.000 pro-capite. Alla Rumianca e SNIA Viscosa di Cagliari la lotta operaia e dei sindacati hanno consentito di ottenere la istituzione di un pubblico servizio per il trasporto dei lavoratori e la riorganizzazione della mensa aziendale. Alla SNIA l'accordo prevede un forte avvicinamento con il trattamento in vigore negli stabilimenti continentali del gruppo per i premi di produzione, 14a mensilità e mensa e la corresponsione di una tantum di lire 15.000 pro capite.

Nelle aziende tessili e dell'abbigliamento numerose le vertenze sindacali aperte, mentre si registrano nuovi importanti accordi tra cui quello delle aziende laniere di Prato che prevede fra l'altro: il diritto di tenere due assemblee all'anno durante l'orario di lavoro con la partecipazione dei dirigenti sindacali esterni; aumenti salariali che vanno da 37 lire orarie a oltre 100 lire, a seconda delle qualifiche che hanno subito una rivalutazione verso l'alto sulla base delle caratteristiche della lavorazione pratese. L'accordo, che prevede anche la corresponsione di una tantum di lire 30.000, ha lasciato aperti e impregiudicati per l'ulteriore sviluppo della azione aziendale, alcuni problemi: indennità ferie, giusta causa nelle aziende che occupano meno di 35 lavoratori, contrattazione del.cottimo, carichi di lavoro, ambiente, ecc. Da rilevare, tra le vertenze concluse, quella dei 4.000 lavoratori delle Acciaierie di Terni per il riassetto delle qualifiche e delle retribuzioni, e l'accordo regionale raggiunto in Lucania per i lavoratori del settore idraulico forestale. Questo prevede notevoli miglioramenti salariali e normativi, il riconoscimento delle Commissioni sindacali di azienda o nel cantiere, permessi retribuiti e la settimana corta di 40 ore in 5 giorni. Anche alla SAFOG di Gorizia e alla Nuova S. Giorgio, dopo 10 giorni di occupazione e uno sciopero generale nella zona, è stato raggiunto un accordo al ministero del Lavoro che prevede un aumento di 35 lire orarie, il diritto all'assemblea in fabbrica, garanzia dei livelli occupazionali. Anche per i Cantieri S. Marco di Trieste è stato raggiunto un accordo al ministero del Bilancio che prevede il passaggio dei lavoratori attualmente in organico alla nuova azienda Arsenale Triestina. A Genova, l'assemblea degli operai dei Cantieri del Tirreno, ha approvato l'accordo economico e normativo raggiunto tra Sindacati e Direzione. Vertenze ancora aperte alla Piaggio di Pontedera, al Muggiano di La Spezia e in numerose fabbriche chimiche, tessili e metalmeccaniche.

Rinnovato il contratto dei 40.000 dell'industria cartotecnica (categoria dei Poligrafici) che prevede tra l'altro: diritto d'assemblea in azienda, con la partecipazione dei dirigenti della categoria; miglioramenti salariali complessivamente dell'8,25 per cento; straordinario calcolato oltre l'orario contrattuale; unificazione del periodo feriale degli operai con quello minimo degli impiegati (18 giorni lavorativi); istituzione di due scatti per gli operai al 2 per cento e rivalutazione al 5 per cento degli scatti impiegati ante '52; contrattazione preventiva delle conseguenze dei nuovi processi tecnologici e organizzativi della produzione, ecc. Per i Quotidiani, da rilevare che l'accordo nazionale raggiunto in aggiunta al contratto nazionale riguarda la stabilità dell'occupazione nelle aziende editrici e stampatrici di giornali. Altri contratti rilevanti riguardano i Consorzi di bonifica, le Farmacie municipalizzate, la Gente dell'aria (Alitalia), gli Artigiani della ceramica. Vertenze sono aperte alla RAI-TV, dove sono in corso trattative, nelle Aziende idrotermali (imbottigliamento), nelle industrie  cinematografiche, fra i Cartai, i Braccianti e Salariati fissi che sviluppano a livello provinciale sono impegnati in dure lotte per il rinnovo anche dei patti provinciali, ed i Mezzadri.

Carpicontinua ininterrottamente da alcuni mesi l'occupazione dello stabilimento del salumificio Gibarti e Borelli senza che si sia giunti ancora ad alcuna soluzione

Si va estendendo il dibattito nelle fabbriche e nelle province per l'elaborazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei lavoratori chimici. Il dato più significativo di questa consultazione di massa è rappresentato dalle iniziative unitarie che si vanno realizzando nelle fabbriche del settore e anche nelle medie aziende. In particolare a Ferrara si sono svolte, per decisione di tre sindacati, assemblee di base di lavoratori del petrolchimico Montedison, alle quali hanno partecipato oltre 1.500 operai (circa il 35 per cento delle maestranze) con oltre 500 interventi nel dibattito. Al termine delle assemblee si sono riuniti i comitati direttivi provinciali che hanno elaborato un documento unitario sulle richieste contrattuali. A Brindisi, sempre per decisione dei sindacati sono stati diffusi volantini unitari per indicare i temi del dibattito, e sono state convocate una serie di assemblee unitarie dei lavoratori chimici nei paesi in cui abitano. Analoghe iniziative sono state realizzate a Milano, Venezia, Bergamo, Varese, Savona, Firenze

Milano, nasce il Fronte degli Italiani, per “sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’azione eversiva svolta da taluni partiti di estrema sinistra e dai vari movimenti contestatori e per costituire un sostegno morale per le forze di polizia”.

Il fascista Serafino Di Luia si reca ad Ulm (Germania federale) presso l’Istituto per la “Umweltplanung” (pianificazione del mondo circostante). All’ufficio stranieri non risulta rilasciato alcun permesso di soggiorno a suo nome.

 

1° luglio: firmati accordi aziendali alla FIAT e per gli impiegati della Pirelli.

Firenze, condannati per “invasione di edificio pubblico” 145 studenti che si erano riuniti in un’aula universitaria per assistere alla proiezione di un documentario sul movimento studentesco americano.

Novara, appelli ai soldati perché desistano da azioni di “malinteso ordine pubblico” arrivano dai partiti di sinistra, da associazioni come Anpi e Fiap e dal movimento studentesco. Il sindaco socialista della città denuncia l’uso arbitrario della forza. Il quotidiano socialista l’Avanti scrive “La città non ha bisogno di una guarnigione moralizzatrice”.

 

2 luglio: Milano, gli 800 opeari metalmeccanici della Faema scioperano contro gli infortuni sul lavoro. Portoferraio sciopera in difesa degli altiforni e dell’occupazione. Ferma la Ignis di Varese contro otto licenziamenti e per ottenere il riconoscimento dei delegati, la diminuzione dei ritmi di lavoro e modifiche nelle qualifiche. Ferma anche la Burgo di Como contro un piano di ristrutturazione che minaccia l’occupazione.

Napoli, esplode un ordigno, confezionato con polvere da sparo, sotto il sedile di una carrozza ferroviaria, senza causare vittime.

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3 luglio: Torino, durante uno sciopero cittadino contro il rincaro di tariffe ed affitti, una manifestazione indetta dalla “Assemblea operai-studenti” per collegare le lotte di reparto a quelle di autoriduzione dei fitti in atto nei quartieri, è caricata dalla polizia. Gli scontri (che resteranno nella storia come la “battaglia di corso Traiano”) si susseguono fino a notte fonda: 70 feriti, 29 arrestati, 165 denunce.

Valle del Belice, scioperi e manifestazioni in cinque comuni colpiti dal terremoto, Santa Ninfa, Partanna, Calatafimi, Salemi e Vita.

 

4 luglio: scissione nel Partito socialista e conseguente uscita dal governo da parte dei socialdemocratici che fondano il PSU (Partito socialista unitario).

Scioperano a Novara e in altri stabilimenti i lavoratori della Montedison contro i licenziamenti. A Verbania si astengono dal lavoro gli impiegati della Rhodiatoce.

Milano, durante il processo contro quattro operai della Hitman e due sindacalisti, denunciati nel maggio 1965 dalla società, il pm Sinagra dichiara non essere reato la occupazione di uno stabilimento per difendere il diritto al lavoro, e chiede per contro la incriminazione dei responsabili della ditta che non avevano rispettato gli accordi collettivi. Cadute le norme che punivano lo sciopero e l’ordinamento corporativo, argomenta il Pm, anche l’interpretazione delle norme nate in quel contesto e formalmente non abrogate, va adeguata alle mutazioni dell’ordinamento e al rispetto dei diritti acquisiti dai lavoratori subordinati.

Morciano di Romagna (Fo), si svolge uno sciopero cittadino in solidarietà coi lavoratori del pastificio Ghigi, minacciato di chiusura.

Modena, scioperano i lavoratori della Fiat e della Ligmar contro i licenziamenti.

Napoli, lanciate due bottiglie molotov contro la sezione del Psi in via Settembrini.

 

5 luglio: si dimette il governo Rumor dopo le dimissioni dei ministri socialisti, conseguenza della scissione nel partito.

Lotte bracciantili in Puglia, per ottenere la riforma del collocamento e l’istituzione di commissioni comunali, il riconoscimento della contrattazione a livello aziendale e zonale, aumenti salariali e riduzione dell’orario di lavoro. In provincia di Bari, si sciopera ad Acquaviva, Gravina, Andria, Altamura, Bitonto, Corato, Ruvo, Minervino, Spinazzola, Rutignano e Monopoli.

La rivista Quaderni Piacentini pubblica un documento della “Assemblea operai-studenti” di Torino che, dopo aver commentato la giornata di lotta del 3 luglio e la qualità dell’attacco poliziesco, annuncia un “convegno nazionale dei comitati e delle avanguardie operaie, per confrontare e unificare le diverse esperienze di lotta sulla base del significato della lotta Fiat, per mettere a punto gli obiettivi della nuova fase dello scontro di classe, che partendo dalla condizione materiale degli operai dovrà investire tutta l’organizzazione sociale capitalista”.

 

6 luglio: secondo quanto scriverà il quotidiano comunista l’Unità il 7 settembre 1969, inizia un allarme Nato che prevede l’esecuzione di un piano di mobilitazione delle forze militari e l’occupazione di ministeri, sedi di partito e di giornali da parte di unità speciali dell’esercito e dei carabinieri.

 

7 luglio: nel barese, dopo 2 giorni di cortei e comizi in diverse località, i braccianti inaspriscono la lotta occupando alcuni uffici del collocamento e municipi ed effettuando blocchi stradali. Ad Acquaviva e Ruvo si verificano i primi scontri. Ad Andria è occupata una masseria e requisita una trebbiatrice, messa poi in testa al corteo che si dirige verso Corato. L’agitazione si estende a Ostuni e Ceglie Massapico nel brindisino, con picchettaggi e blocco stradale per non far partire i pullman delle raccoglitrici di olive. A San Pancrazio e Torre San Susanno sono occupati i municipi. Alla lotta partecipano anche gli studenti della zona, tradizionalmente estranei a questo tipo di agitazioni, per iniziativa del circolo Lenin di Puglia.

Eboli, il bracciante Virgilio Sorrentino che protestava per il compenso da fame pattuito per 10 ore di lavoro al giorno, è legato a un albero e picchiato a sangue dai mazzieri del padrone. Anche nel nord si registrano episodi di intolleranza padronale: un agrario milanese, tale Marconi, aggredisce un gruppo di salariati in sciopero; Tedeschi di Migliaro, nel ferrarese, licenzia 2 braccianti per aver scioperato.

La Spezia, manifestano i navalmeccanici del Muggiano per i diritti sindacali e la tutela della salute.

Torino, viene nominato questore Filippo De Nardis che subentra a Marcello Guida, trasferito a Milano.

Carlo Cavalli, in una lettera su carta intestata “Camera dei deputati –giornalisti parlamentari”, spedita al “cavaliere del lavoro Attilio Monti presidente Poligrafici – Il Resto del Carlino, Bologna”, scrive: “Illustre cavaliere Monti, dopo il colloquio con Dell’Amico e Rauti ho capito bene la natura e i limiti dell’iniziativa. Per il mio campo sono a disposizione felice soprattutto di collaborare con lei. Cordialmente . Avvocato Carlo Cavalli”.

Pisa, esce l’ultimo numero de Il Potere Operaio che confluirà, successivamente, nel progetto nazionale di Lotta continua.

Der Spiegel in un’inchiesta, fa il nome di Matthias Defregger come colui che ordinò il massacro di civili a Filetto di Camarda in Abruzzo, il 7 giugno 1944. Defregger, ordinato sacerdote nel 1949, divenne poi collaboratore del cardinale Faulhaber e vicario generale di Monaco nel 1962.

 

8 luglio: in Puglia continuano i picchettaggi a Corato, Casamassima, Conversano dove i braccianti occupano alcune masserie e procedono allo sradicamento di vigneti padronali.


9 luglio: Roma, il Psi ricostituisce, dopo la scissione, il comitato centrale. Francesco De Martino è eletto segretario nazionale, Giacomo Mancini, vice segretario.

Milano, inizia il processo contro i 18 studenti arrestati (per il caso Trimarchi e per Battipaglia), che verranno condannati e scarcerati con la condizionale.

Il sindaco democristiano di Maslianico (Como), Cattaneo, ordina la requisizione della cartiera Burgo, che i proprietari vogliono smobilitare e che è presidiata da 40 giorni dai lavoratori.

Foggia, firmato un accordo per i lavoratori agricoli, dal quale si dissocia la Cgil che dà indicazione di proseguire l’agitazione.

 

10 luglio: scioperano i lavoratori dell’Italsider dopo la rottura delle trattative per la vertenza aziendale, che prevede un parziale superamento del cottimo e obiettivi di parificazione salariale e normativa fra operai e impiegati. Sono in sciopero anche altre aziende metalmeccaniche di stato, per i diritti sindacali, obiettivi salariali egualitari, ambiente e salute.

 

10 – 11 luglio: dopo la firma dell’accordo anche nel barese, proseguono le agitazioni bracciantili a Ruvo e Gioia del Colle, con un blocco ferroviario che dura 6 ore. Colpiti alcuni manifestanti. Gli accordi bracciantili in Puglia, hanno fatto conseguire aumenti salariali fra il 12 e il 15%.

Scioperano i lavoratori dell’Italsider dopo la rottura delle trattative per la vertenza aziendale, che prevede un parziale superamento del cottimo e obiettivi di parificazione salariale e normativa fra operai e impiegati. Sono in sciopero anche altre aziende metalmeccaniche statali, per i diritti sindacali, obiettivi salariali egualitari, ambiente e salute.

Roma, Giorgio Almirante, appena nominato segretario nazionale del Msi, dispone l’archiviazione dei procedimenti disciplinari in corso e lancia un appello ai militanti delle formazioni extra-parlamentari perché rientrino nel partito.

 

11 luglio: muore, a 49 anni, l’ex ministro socialista Giacomo Brodolini. Il suo nome è legato ad alcune importanti conquiste dei lavoratori italiani: statuto dei lavoratori, pensioni, abolizione delle zone salariali.

Sciopero regionale in Sicilia per l’occupazione e lo sviluppo dell’isola. In Lombardia scioperano i lavoratori di Dalmine, Breda, filiali Fiat, Falck e di altre aziende minori per le vertenze aziendali, riguardanti aumenti, organici e qualifiche.

Palermo, una manifestazione davanti all’Assemblea siciliana di lavoratori che chiedono la pubblicizzazione dei trasporti e la estromissione di una società della Fiat, contesta due consiglieri regionali di destra. A seguito del fatto, il Msi e il Pli lanciano pesanti accuse ai manifestanti, sostenendo che i due consiglieri sarebbero stati minacciati.

 

12 luglio: Livorno, i portuali organizzano un convegno, insieme al “Comitato Luigi Trastulli” di Terni, per analizzare l’impatto negativo sull’economia marittima e portuale delle basi Nato.

 

14 luglio: Frosinone, l'onorevole Giulio Andreotti taglia il nastro inaugurale posto all'ingresso della Patty, azienda per la produzione di valigie di proprietà di Michele Sindona. Poi pronuncia un discorso. Sono presenti, tra gli altri, alcuni addetti dell'ambasicata americana a Roma e il vescovo Paul Marcinkus, presidente dello Ior (Istituto Opere di Religione), la banca vaticana.

Accordo aziendale all’Alfa Romeo.

Si intensifica la agitazione dei dipendenti Sip, per ottenere l’aumento degli organici e la diminuzione dei carichi di lavoro per addetto.

 

16 luglio: Brindisi, Taranto, Napoli e Vicenza, le organizzazioni sindacali dei lavoratori agricoli firmano l’accordo con gli agrari. A Modena invece, la rottura delle trattative con gli agrari provoca altri 5 giorni di sciopero. Sono in agitazione i lavoratori della Dalmine di Bergamo contro i carichi di lavoro, quelli della Bassetti di Vimercate, gli edili romani. Gli elettrici, anch’essi in lotta per il contratto, effettuano fra l’altro il picchettaggio per una settimana della sede milanese; picchettata sempre a Milano anche la sede della Sip dalle lavoratrici in agitazione per ottenere nuove assunzioni e un alleggerimento dei carichi di lavoro.

Pavia, il pretore del lavoro intima alla Omino di Ferro la riassunzione di 3 operaie licenziate per rappresaglia.


17 luglio: 4° congresso della Cisl. Riconfermato ill segretario Luigi Storti e il vice segretario Vito Scalia. Anche la Cisl stabilisce l’incompatibilità fra cariche sindacali e politiche.

Milano, 400 poliziotti caricano davanti la filiale Fiat di via Savonarola, 150 lavoratori in sciopero per la vertenza aziendale, operando 6 fermi.

Continuano le agitazioni bracciantili nel mantovano, ravennate, bolognese e modenese.

 

19 luglio: manifestano a Milano i lavoratori della Falck e da Dalmine a Bergamo, per 8 chilometri, quelli della Dalmine.

 

21 luglio: l’Apollo 11 atterra sulla luna e gli astronauti Armstrong e Aldrin scendono sulla superfice lunare. L’evento è trasmesso in diretta in mondovisione.

 

22 luglio: San Polo d’Enza (Reggio Emilia), denunciati il segretario della Camera del Lavoro Benito Campani e due mezzadri, Elio Astrobello e Giacomo Tosi, per “vilipendio alle forze armate”, avendo portato in corteo un cartello raffigurante agenti nell’atto di sparare a lavoratori in sciopero e un cartello con la scritta “1947-1969: 97 lavoratori uccisi”.

Nel modenese, scioperano per 48 ore i braccianti per il rinnovo dei patti agricoli.

 

23 luglio: Battipaglia, incriminate 119 persone per la manifestazione nella quale sono stati uccisi Citro e Ricciardi, per blocco stradale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. I sindacati organizzano una folta delegazione a Roma, per il giorno successivo.

 

24 luglio: Padova, il commissario Juliano è sospeso dal ministro Restivo,per le sue indagini e i conseguenti arresti negli ambienti neofascisti padovani.

Giovanni Ventura colloca un ordigno esplosivo sul davanzale della finestra che sta di fronte a una stanza dell'Ufficio istruzione del Tribunale di Milano, ma per un difetto tecnico la bomba non esplode. Prima di recarsi a Milano Ventura ha fatto controllare l'efficienza dell'ordigno a Carlo Digilio, di Ordine Nuovo di Venezia.

Genova, scioperano gli stabilimenti dell’Italsider, la Siac di Campi, Cmi di Figino e Italimpianti. I lavoratori della Dalmine marciano dallo stabilimento fino a Bergamo a suon di tamburi.

 

25 luglio: Rovereto (Trento), due attivisti sindacali, Bruno Torboli e Petri, vengono aggrediti e malmenati da agenti e guardie private, durante uno sciopero, davanti alla Tessitura Serica.

Iniziano una serie di scioperi articolati degli edili.

 

26 luglio: Reggio Calabria e Matera, sciopero generale contro il carovita e per l’occupazione.

 

25 - 26 luglio: Torino, convegno nazionale delle "avanguardie rivoluzionarie" per uno scambio di esperienze di lotta e organizzative in vista delle scadenze contrattuali del prossimo autunno. Durante il convegno emergono le due componenti dell'operaismo italiano, che hanno portato alla formazione di Lotta Continua (Sofri, Viale, Bobbio) e di Potere Operaio (Negri, Scalzone, Piperno, Bologna).

 

26 - 27 luglio: i sindacati dei metalmeccanici FIM, FIOM, UILM, dopo le consultazioni sulle ipotesi di piattaforma rivendicativa presentate in aprile, approvano la seguente piattaforma: aumento retributivo in cifra fissa (75 lire orarie per gli operai, 15 mila lire mensili per gli impiegati); 40 ore settimanali; parità normativa tra operai e impiegati; affermazione dei "diritti sindacali" fra i quali quello dell'assemblea durante l'orario di lavoro. In sostanza: egualitarismo ma anche forte aumento salariale; parità normativa ma anche riduzione dell'orario di lavoro.

 

28 luglio: Milano, quattro lavoratori sono sospesi alla filiale Fiat di corso Sempione, il che provoca un’agitazione. Manifestano i dipendenti del Saggiatore, casa editrice che sta per essere liquidata e scioperano per turni i lavoratori della Pirelli, dopo che l’azienda ha chiuso sulle loro richieste.

 

29 luglio: Fiom, Fim e Uilm presentano alla Confindustria e all'lntersind, la piattaforma rivendicativa contrattuale che dopo vaste consultazioni è stata varata nella Conferenza unitaria nazionale della categoria, tenuta a Milano a metà del mese.

Treviso, sciopero dei braccianti


Fine luglio: Roma, la Segreteria della CGIL  esamina la preparazione delle lotte contrattuali e delle rivendicazioni già avanzate o in corso di elaborazione da parte delle categorie. Nel corso della riunione è confermato che la CGIL considera problemi di carattere generale, specie nell'industria, alcuni aspetti della politica di parità di trattamento fra operai e impiegati. In particolare, ciò vale "per i trattamenti di fine lavoro e di anzianità" che, com'è noto, risultano gravemente sperequati fra impiegati e quello operai. "Fra l'altro - fa notare la Segreteria della CGIL - la struttura di questi istituti crea oneri sperequati fra azienda e azienda poiché ne collega la maturazione all'anzianità anziché alla vita lavorativa del lavoratore"La Segreteria confederale conferma il suo intendimento di promuovere in futuro, d'intesa con le altre confederazioni, le iniziative necessarie per la risoluzione di questi problemi

Torinoprendendo a pretesto uno sciopero di 800 operai dell'officina 32, la FIAT sospende 30.000 lavoratori. La prima risposta la danno i tre sindacati metalmeccanici torinesi con la proclamazione di uno sciopero di due ore per turno in tutta la fabbrica. Dal canto loro, le segreterie nazionali della FIOM, FIM e ULM, riunite a Torino, prendendo atto della portata generale dello scontro aperto dalla FIAT, hanno dichiarato che l'attacco dell'azienda torinese, chiaramente rivolto a colpire, per conto della Confindustria, l'intera piattaforma rivendicativa contrattuale, deve avere la risposta decisa di tutta la categoria; hanno di conseguenza chiesto che le trattative per il rinnovo contrattuale abbiano inizio entro il 9 settembre, dando così il via alla lotta nazionale per il nuovo contratto 


Luglio: sciopero dei 20 mila operai del gruppo Pirelli.

I lavoratori della sede milanese della Fiat, in lotta da un mese con i centomila di Torino, bloccano la sede, escono in strada e ottengono il 20% di aumento.

I lavoratori dell'Enel occupano tutte le sedi milanesi e quasi tutte quelle provinciali (Sesto, Monza ecc) per l'applicazione del contratto nazionale di lavoro.

 

1 agosto: Cervarezza di Busana (Reggio Emilia), campo estivo organizzato da giovani di destra. Tra gli organizzatori Maurizio Giorgi di Avanguardia Nazionale, tra gli istruttori Sergio De Pascale, del Centro Studi Ordine Nuovo e fondatore della sezione di La Spezia del Fronte Nazionale. Partecipano giovani provenienti anche da Rimini e Ferrara, ma soprattutto da Reggio Emilia. Come Olindo Gigliotti, impiegato presso il locale Msi, Gianfranco Costetti , Enzo Fornaciari, Odoardo Costetti e Ivan Ferrari. Dopo qualche giorno interverranno i carabinieri e il campo sarà tolto. L'iniziativa si svolge sotto la vigilanza del Sid. In vista dell'avvio del campo il maresciallo Pietro Audetto del Centro di controspionaggio di Bologna aveva incaricato un suo informatore, Gino Ferretti, di raccogliere informazioni sull'organizzazione del campeggio, Ferretti gli aveva portato un libro nel cui interno erano sistemate due saponette di tritolo con un detonatore, dicendogli che gli era stato dato da Sergio De Pascale, il previsto istruttore dei partecipanti al campo estivo. Il maresciallo Audetto aveva quindi informato il dirigente del Centro di controspionaggio tenente colonnello Luigi Cannataro e il suo sostituto capitano Giuseppe Bernabò Piso.

Tre Confini, in Abruzzo, organizzato un campo per lo svolgimento di un corso "filosofico-ideologico" ideato da Paolo Signorelli, dirigente romano del Centro Studi Ordine Nuovo.  Riservato ai soli aderenti all'organizzazione, tra i partecipanti figurano il mestrino Guido Busetto e Anna Maria Cozzo, di Napoli.

 

2 agosto: inizia la visita di papa Paolo VI in Uganda.

 

4 agosto: Venezia, la polizia disperde un folto gruppo di gondolieri in sciopero che occupano pacificamente la sala consiliare del Comune.

 

6 agosto: nasce il nuovo governo Rumor, è un monocolore democristiano con l’appoggio esterno di PSI, PSU e l’astensione del PRI. Aldo Moro ministro degli Esteri, Restivo e Gui confermati rispettivamente agli Interni e alla Difesa.

 

8 Agosto: otto bombe rudimentali a bassa potenza esplodono su altrettanti treni in di­verse località d’Italia, provocando 12 feriti. Una bomba inesplosa viene trovata nella toilette del treno Bari-Venezia. Un’altra è trovata alla stazione centrale di Milano sul Lombardia Express, il direttissimo Trieste - Parigi. Dagli orari delle esplosioni, messi in relazione con gli orari dei convogli e gli itinerari percorsi, è possibile stabilire che le sta­zioni in cui sono stati collocati gli ordigni sono quattro: Roma, Milano, Pescara e Venezia.

Gli ordigni alle stazioni di Milano e Venezia, così come in quelle di Roma e Pescara, gli ordigni sono stati collocati sui treni dall'organizzazione terroristica veneta in collaborazione con ambienti romani. Nel Veneto se ne occupano Franco Freda, Giovanni Ventura, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Bruno Soffiati, Carlo Digilio e altri. Le indagini, al momento, non trovano colpevoli. Unica eccezione Milano, dove le responsabilità degli attentati saranno imputate agli anarchici. Il reperto di un ordigno recuperato dopo l'esplosione alla stazione di Pescara sarà trasmesso alla Divisione Affari Riservati del Ministero dell'Interno, che non avvertirà l'autorità giudiziaria.

Tra l’altro, si sa per certo che il 6 agosto in una cittadina della costa romagnola si è svolta una ri­unione segreta. La famiglia di Merlino è proprietaria di una villetta in viale Ceccarini 150 a Riccione. Quella stessa notte Freda ha dormito all’hotel Lilian di Alba Adriatica dove è in vacanza Giovanni Ivan Biondo. Quindici giorni dopo un detenuto di Padova, Livio Jaculano chiamerà il magistrato per riferirgli: “sono ve­nuto a conoscenza di altri particolari in merito ai recenti episodi di attentati con esplosivi a mezzo di un detenuto delle carceri giudiziarie di Padova, tale Pezzato Nicolò (…) il mandante degli attentati a Roma è il già menzionato avvocato Freda di Padova” (atti inchiesta G.I. di Milano Gerardo D’Ambrosio). Il 30 agosto un rap­porto del Centro controspionaggio del SID di Bologna segnala: “gli autori degli attentati (…) farebbero capo all’organizzazione studentesca di estrema destra Nuova Ca­ravella (…) che organizzerebbe corsi per sabotatori e dinamitardi diretti da un certo Stefano Delle Chiaie. Uno di questi corsi - della cui esistenza si sarebbero mostrati a conoscenza anche Pilolli Domenico e certo Edo, portiere d’albergo a Bologna - sarebbero stati frequentati in epoca imprecisata da un certo Alvaro, an­che lui portiere d’albergo a Bologna” (atti processo di Catanzaro). I due bolognesi sarebbero, in realtà, i ravennati Alfredo Cavallazzi e Alvaro Giorgioni, entrambi missini.

 

9 agosto: l’attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski, è uccisa insieme a quattro amici nella sua villa di Hollywood da una setta satanista il cui leader si chiama Charles Manson, uno psicopatico di 31 anni che ha riunito decine di persone in una specie di setta religiosa, decide di ''entrare in guerra e liberare il mondo dai corrotti''. Sharon Tate è prima impiccata e poi pugnalata. La donna era incinta ed il suo ventre è stato squartato.

 

10 agosto: la notte successiva nuova impresa della ''famiglia'': in un'altra villa di Los Angeles vengono trucidati un uomo d'affari e sua moglie, Leno e Rosemary Labianca. Conficcato nel ventre della donna viene trovato un forchettone da cucina. Tre mesi più tardi la ''comune'' di Charles Manson viene individuata nel deserto. Processato e condannato, nel 1972 la pena capitale per Manson sarà tramutata in ergastolo.

 

14 agosto: Ulster, John Gallagher e Patrick Rooney (9 anni) sono uccisi da agenti dell’Ulster Special Constabulary, durante due differenti manifestazioni di piazza a Armagh e Belfast

 

15 agosto: 300.000 giovani partecipano al grande raduno musicale di Woodstock, una località una sessantina di chilometri a nord di New York. Lo stesso giorno in Italia è sequestrata, perché ritenuto oscena, la canzone Je t’aime, moi non plus.

Ulster, Hugh McCabe, Samuel McLarnon e Michael Lynch muoiono a causa di colpi d’arma da fuoco sparati da agenti del Royal Ulster Constabulary durante alcuni disordini di piazza a Belfast.

 

17 agosto: Regensburg, in Baviera, si tiene una riunione di un non meglio precisato Fronte Europeo Rivoluzionario. E' presente anche Franco Freda, che svolge un intervento per "offrire le necessarie indicazioni operative a quanti siano disposti a mobilitarsi nell'opera di eversione della società borghese". Prosegue Freda: "La condizione per porre gli elementi di fondazione del vero stato è la eversione di tutto ciò che oggi esiste come sistema politico. Occorre propiziare, esasperare, accelerare i tempi di questa distruzione".

 

19 agosto: Milano, centinaia di agenti di Ps e carabinieri sgomberano l’ex hotel Commercio, occupato nel novembre 1968 dai giovani del movimento per sottrarlo alla demolizione e farne la “Casa dello studente e del lavoratore”. Gli occupanti, 57 giovani, un anziano professore e 2 bambini, non fanno resistenza ma la polizia arresta tre persone.

La Spezia, manifestano 2.000 metalmeccanici, mentre i lavoratori della Oto Melara scioperano a ore alternate.

 

20 agosto: Milano, scioperano i lavoratori della Pirelli.

Nel leccese sono spiccate 200 denunce per la lotta contrattuale dei braccianti.

 

21 agosto: Orbetello (Gr), sciopero cittadino in solidarietà con i lavoratori della Montedison, in lotta da più di un mese. Ancora fermate alla Pirelli di Milano.

 

23 agosto: Parma, all’alba la polizia sgombra la Salamini, occupata da sei mesi contro il tentativo di smantellamento dell’azienda. Si chiude così, con un netta sconfitta operaia, la dura vertenza che per oltre un anno ha visto le maestranze della Salamini impegnate nel tentativo di impedire la chiusura della fabbrica.


23 – 25 agosto: scioperi negli zuccherifici perché l’Assozucchero pur avendo firmato un’ipotesi di accordo per il settore, non vuole cedere sul contratto di trasporto.

 

23 – 28 agosto: Sintra (Portogallo), l’Associazione Convergenza Occidentale organizza un convegno europeo dedicato alla figura di Primo De Oliveira. La delegazione italiana è composta da Primo Siena, membro del Comitato centrale del MSI; Gianfranco De Lorenzo, rappresentante del Raggruppamento giovanile del MSI, Domenico Tringale e Dino Segantini del FUAN. Il convegno è organizzato direttamente dall’Aginter Press e tra gli italiani impegnati nell’organizzazione troviamo Sergio Tazio Poltronieri (alias Umberto Mazzotti). L'associazione si propone di "favorire la reciproca conoscenza di quanti, in Europa, si sentono impegnati nella difesa dei valori della civiltà cristiana occidentale insidiati dai più diversi tentativi di sovversione".

 

25 agosto: La Spezia, riprende l’agitazione alla Oto Melara, la cui direzione ha rotto le trattative con i sindacati e ha denunciando cinque lavoratori.

Milano, alla Pirelli Bicocca si tiene un convegno sindacale unitario apre la vertenza contrattuale per il settore gomma e plastica.

 

26 agosto: nel mantovano e nell’oltrepo proseguono le agitazioni contadine per ottenere un piano di sviluppo agricolo.

 

29 agosto: il prefetto annulla la ordinanza di requisizione della cartiera Burgo di Maslianico (Co), decisa dal sindaco del paese. Nei giorni precedenti, la proprietà aveva ribadito la propria opposizione al provvedimento e l’intenzione di ricorrere per vie legali.

La Spezia, firmato l’accordo aziendale alla Oto Melara.

Milano, un attentato dinamitardo contro Palazzo Marino, sede del Comune, provoca gravi danni.

 

Estate: il gruppo fascista Europa Civiltà organizza dei campeggi paramilitari nei dintorni di Roma.


Agostonelle aziende e nelle campagne non ha avuto soste, anche nel periodo feriale, la lotta articolata sostenuta, in diversi casi, da manifestazioni e scioperi per aumenti salariali e normativi, concreti diritti sindacali, difesa e sviluppo dell'occupazione e contro l'aumento dei prezzi nonché la difesa della salute e della vita dei lavoratori spesso stroncata dal crescere degli «omicidi bianchi» nelle fabbriche e nei cantieri. I lavoratori dell'Oto Melara di La Spezia che hanno concluso positivamente il 28 agosto la vertenza aperta da circa due mesi e che ha avuto momenti di alta tensione ed imponenti scioperi e manifestazioni unitarie. L'accordo, approvato dall'assemblea, apre prospettive sindacali nuove in questa fabbrica che produce per la NATO: aumento di 25 lire orarie per gli operai e di 5.000 mensili per gli impiegati e qualifiche speciali a partire dal mese di giugno; conglobamento delle paghe e riproporzionamento del cottimo; maggiori poteri al Comitato autinfortunistico al fine di eliminare gravosita e pericoli nell'ambiente di lavoro; diritto di assemblea in fabbrica, corresponsione di una tantum di 25.000 lire per le ore perdute con gli scioperi. Altre importanti lotte con le quali i lavoratori hanno dato una concreta risposta all'intransigenza padronale e che presentano prospettive di sviluppo riguardano: i lavoratori del gruppo Pirelli che hanno bloccato ripetutamente la Bicocca di Milano e la Direzione centrale. Alla base della vertenza, per la quale è in ripresa la lotta nelle altre fabbriche del gruppo, l'aumento di 15.000 lire mensili del premio di produzione, il diritto di assemblea, i Comitati sindacali di reparto. Nelle Fabbriche .FIAT di Firenze, Pisa Modena la lotta unitaria, portata avanti con decisione prima dell'inizio del periodo feriale, è ripresa al rientro con scioperi articolati per turno, per ottenere il riconoscimento della giusta qualifica, la estensione degli aumenti di merito a tutti i lavoratori, il miglioramento delle condizioni di lavoro, il riconoscimento dei delegati di linea e di reparto. I 300 lavoratori della Montedison di Orbetello (Gr), che hanno effettuato numerosi scioperi unitari sostenuti dall'attiva solidarietà della popolazione, proseguono la lotta per miglioramenti economici e normativi e i diritti sindacali. Anche i 2.000 lavoratori vetrai di Vasto, che hanno scioperato per 48 ore nella prima decade di agosto, proseguono la lotta articolata per sostanziali aumenti salariali, l'assemblea in fabbrica, la contrattazione degli organici, la revisione delle qualifiche, il miglioramento delle condizioni ambientali e 40 ore settimanali per gli impiegati. A Taranto dove in pochi giorni nel mese scorso sono morti sul lavoro quattro lavoratori, uno sciopero unitario ha bloccato le aziende di tutto il settore industriale. Al Cantiere Navale di Marina di Carraralavoratori continuano da diversi giorni un'azione articolata unitaria per ottenere aumenti salariali. Il 21 agosto si è svolta una grande manifestazione nel capoluogo per richiamare l'attenzione delle autorità e della popolazione. Alla Bario Chimica di Massa, dopo quattro giorni di scioperi, è stato firmato un accordo che prevede un aumento di 20 lire orarie, una tantum di 30.000 lire, il passaggio alla categoria superiore di tutti i lavoratori inquadrati nella 5 e 4 categoria, il diritto di assemblea per i 300 lavoratori con la partecipazione in fabbrica dei dirigenti sindacali. Alla Italsider di Napoli, conclusa a fine agosto la prima settimana di lotta (60 ore di sciopero pro-capite), sono state proclamate dai sindacati altre 12 ore di sciopero articolato per gli impiegati e le qualifiche speciali. La piattaforma rivendicativa, sostenuta con compattezza ed elaborata con i sindacati nell'assemblea, riguarda: le qualifiche, l'orario di lavoro, l'agganciamento dell'incentivo sulla base del sistema adottato per gli operai, ecc. Alla Sit-Siemens di Milanodopo lunga trattativa, è stato raggiunto a fine luglio un accordo per i 3.000 lavoratori che prevede: miglioramenti salariali varianti dalle 10 alle 50 lire orarie, e passaggi di categoria per 400 lavoratori. Altre vertenze concluse positivamente negli ultimi tempi riguardano circa 25.000 lavoratori tessili e dell'abbigliamento della provincia di Varese. A Palermo, i lavoratori dell'Aeronautica Sicula, dopo otto giorni di lotta hanno ottenuto il pieno accoglimento delle rivendicazioni avanzate al fine di aprire una prospettiva di sviluppo produttivo all'Azienda. Tra le vertenze aperte per le quali si è scioperato in agosto rileviamo quella degli impiegati e delle qualifiche speciali della OARM  e CMI di Genova; dei calzaturieri di Fusignano (Ravenna), del calzaturificio MBR di Forlì. Alla CIP di Brescia, successo dello sciopero dei 600 lavoratori contro un'azione di rappresaglia intentata dalla Direzione. Forti lotte unitarie per il diritto al lavoro e contro la chiusura delle fabbriche Burgo di Maslianico di Como e alla Salamini di Parma. Nelle campagne dopo i positivi accordi raggiunti per i salariati e braccianti delle Puglie, la lotta ha permesso di conquistare altri accordi provinciali a ModenaFerrara, Parma, Pavia, Sassari e Terni, con aumenti medi dal 10 al 12%.

Le vertenze per i rinnovi contrattuali di metalmeccanici, chimici, edili, costituiscono il dato saliente e un punto importante di riferimento della ripresa sindacale che vedrà impegnati, per i contratti, circa 4 milioni e mezzo di lavoratori di altre importanti categorie. Nelle fabbriche metalmeccaniche si estende la mobilitazione dei lavoratori. Le organizzazioni nazionali hanno sollecitato le controparti a dare avvio sollecito alle trattative nei primi giorni di settembre, sulla base delle rivendicazioni avanzate unitariamente. Per i lavoratori dei laterizi le trattative hanno avuto inizio il 5 agosto e proseguiranno no entro la prima decade di settembre, mentre