1969: 1 ottobre - 31 dicembre

Ottobre: in diverse aziende alimentari sono in corso di elaborazione o di presentazione le richieste sull'orario di lavoro, i premi, le condizioni ambientali e il riconoscimento dell'assemblea in fabbrica. Vertenze su questi problemi sono state aperte, tra l'altro, alla Motta e all'Alemagna di Milano, alla Pavesi di Novara, alla Maggiora di Torino. Nei primi giorni di ottobre un convegno unitario di attivisti del settore dolciario si terrà a Milano per il coordinamento del movimento. A Pordenone, la dura lotta delle 450 lavoratrici del Maglificio di Travesio, è stata conclusa positivamente. L'accordo, approvato dall'assemblea, prevede il ritiro del licenziamento di due lavoratrici, il riconoscimento di due pause retribuite durante l'orario di lavoro, il diritto d'assemblea, aumenti salariali dell'8,50 per cento. Anche alla Lubiam di Mantova, è stato raggiunto un accordo aziendale che prevede, tra l'altro, il riconoscimento del diritto di riunione nell'azienda con la partecipazione dei dirigenti sindacali. A Como sono stati raggiunti accordi aziendali su cottimo e ambiente di lavoro alla COMETSARA e alla TREFE sulle qualifiche, i cottimi, gli organici e l'assegnazione del macchinario. I mille lavoratori del complesso FISAC, che hanno già effettuato quattro giorni di sciopero articolato, proseguono la lotta per la contrattazione dei ritmi, l'orario di lavoro, l'ambiente, ecc. A Padova, si è conclusa la vertenza aziendale di Albignaseco. Nell'accordo l'azienda si è impegnata a non attuare intimidazioni e rappresaglie antisindacali, a garantire ai lavoratori-studenti la collocazione in turni di lavoro più favorevoli ai loro impegni di studio. A Modena, prosegue da circa tre settimane, con scioperi e manifestazioni, la lotta dei lavoratori delle confezioni Mara e della Maison Nelly per la contrattazione del cottimo, delle qualifiche, dei premi di produzione. A Brugherio, la direzione della fabbrica Manuli, è stata costretta dalla lotta unitaria dei lavoratori, e dopo una grande manifestazione cittadina svoltasi il 23 settembre, a ritirare la provocatoria serrata messa in atto per stroncare la lotta aziendale. Alla Terminos di Terni sono stati effettuati quattro giorni di sciopero in segno di protesta verso la direzione che ha costretto un operaio, poi feritosi gravemente, a lavorare 16 ore su 24 in una mansione diversa da quella assegnatagli. In 9 calzaturifici della zona Rubicone (Forlì), che occupano oltre mille lavoratori, a seguito dell'azione coordinata e unitaria svolta, è stato raggiunto un accordo che prevede importanti norme per la prevenzione delle malattie professionali, e cioè la istituzione di comitati di prevenzione aziendali per la sicurezza del lavoro, la scelta di un medico aziendale, d'accordo tra sindacati e direzione, la istituzione di una scheda sanitaria per ogni lavoratore, e la visita medica trimestrale, il tutto a spese dell'azienda. L'accordo prevede anche un aumento dalle 15 alle 20 lire orarie e il diritto di assemblea in fabbrica. Il corteo dei metallurgici di Brescia durante la manifestazione unitaria di protesta del 20 settembre contro le provocazioni fasciste della FIAT-OM. Per i problemi più generali — nuova politica della casa, per il lavoro, contro l'aumento dei prezzi, per gli sgravi fiscali e la riforma sanitaria — sono stati effettuati scioperi generali unitari nelle città e province di Parma, Agrigento, Salerno, Ferrara, Carrara. A Caltanissetta sciopero unitario il 17 - 18 ottobre, a Palermo il 9 ottobre, a Terni entro il 10 ottobre.

Prosegue con grande compattezza e forti manifestazioni, la lotta per i contratti. I metalmeccanici hanno già effettuato quattro giornate di sciopero ed annunciato, a partire da 29 e fino al 10 ottobre, scioperi per ulteriori tre oppure quattro giornate, su scala nazionale e provinciale. Da rilevare lo sciopero di 700 impiegati amministrativi della FIAT contro le pressioni padronali per il lavoro straordinario. Alla SINCAT di Siracusa nel corso della lotta contrattuale, è stato ottenuto un accordo che prevede il diritto di assemblea generale e di reparto con la partecipazione dei dirigenti sindacali. Nelle aziende chimiche sono state effettuate quattro giornate di sciopero, mentre altre tre (due articolate e una nazionale) saranno effettuate fino all'8 ottobre. Da rilevare, anche in questa categoria, la forte partecipazione degli impiegati amministrativi e tecnici alla lotta. Nelle imprese edili sono state effettuate fino all'1 ottobre sette giornate di sciopero. Grandi manifestazioni unitarie si sono svolte in tutto il paese nel corso dello sciopero del primo ottobre cui hanno partecipato anche i lavoratori dei laterizi e del cemento. Nel settore laterizi ha avuto luogo un nuovo riuscito sciopero di 48 ore il 3 e 4 ottobre. Per gli autoferrotranvieri sono iniziate le trattative, che proseguiranno a partire dal 9 ottobre. Per i pastai e mugnai è in corso la consultazione per la definizione delle rivendicazioni: il 19 ottobre un convegno unitario definirà i contenuti rivendicativi e stabilirà i tempi della lotta. Altre vertenze aperte riguardano i gasisti, i bancari, i petrolieri, (settore privato), nonché pubblici esercizi, i quali, dopo la rottura delle trattative, effettueranno due nuovi scioperi di 48 ore nei giorni 10 e 11 ottobre.

II problema della casa e dei fitti è all'ordine del giorno della lotta dei lavoratori e dell'iniziativa unitaria dei sindacati. Un vasto movimento è cresciuto nel Paese in questi ultimi mesi e settimane, da Torino a Firenze a Pisa, da Salerno a Bolzano, da Roma alla Sicilia, e poi a Milano, Venezia, Padova, Napoli, Terni e Sardegna. Viene cosi messo a nudo il profondo disagio delle masse lavoratrici costrette a pagare una vera e propria taglia per il sempre crescente costo dell'affitto, che incide sul salario dal 30 al 50 per cento. L'apertura di una vertenza nazionale su questo problema, è stata posta al centro del movimento dei lavoratori, insieme alle lotte contrattuali, dal Direttivo CGIL nella sua ultima riunione e dal Convegno di Ariccia. "II blocco generale dei fitti stabilito per un anno e la limitazione degli sfratti — afferma la nota delle Segreterie CGIL, CISL e UIL — seppure rappresentano un parziale accoglimento delle rivendicazioni dei lavoratori, non corrispondono però alle attese e alle esigenze reali dei lavoratori italiani. E ciò tanto più, poiché quel limitato provvedimento di blocco viene accompagnato alla richiesta di legalizzare gli aumenti dei canoni di locazione (...)"

Roma, il Comitato direttivo della FILTEA-CGIL, su proposta della Segreteria della CGIL, ha eletto all'unanimità segretario generale della FILTEA, Sergio Garavini. 

Romanella sua ultima riunione, il Consiglio generale della FILZIAT-CGIL ha eletto all'unanimità segretario generale Andrea Gianfagna e segretario generale aggiunto Nella Marcellino.

Zurigo, riunione dei rappresentanti dei patronati ACLI, INCA e ITAL per prendere in esame gli aspetti dell'attività da loro svolta sull'emigrazione italiana nella confederazione elvetica. Nel corso dell'incontro sono stati in particolare affrontati gli aspetti previdenziali alla luce di quanto reso noto dal ministero degli Affari esteri in seguito alla firma (4 luglio scorso) dell'accordo aggiuntivo alla Convenzione sociale fra i due Paesi, che entrerà in vigore dopo lo scambio degli strumenti di ratifica da parte svizzera e italiana. E' stata inoltre sottolineata la necessaria presenza e partecipazione tecnica diretta degli stessi enti di patronato nelle trattative e nella stipulazione degli accordi italo-svizzeri in materia di sicurezza sociale e così pure per la definizione ed applicazione degli stessi a livello dei competenti organi previdenziali italiani.

Roma, il convegno nazionale dei maestri sui problemi del sindacalismo scolastico ha visto la partecipazione di delegazioni di insegnanti convenute da tutta Italia per recare la loro adesione ed il loro impegno di lotta nel sindacato scuola GCIL, dopo la fallimentare esperienza del sindacalismo autonomo. In un clima di entusiasmo e di intelligente partecipazione il convegno, presieduto dall'insegnante Paola Ruju, è stato aperto dalla relazione di Livio Raparelli che ha brevemente illustrato le finalità dell'iniziativa indicando, quali temi principali di lotta, quello del diritto al lavoro degli insegnanti, della condizione giuridica e della riforma del sistema mutualistico e previdenziale. Raparelli ha inoltre messo in luce come la battaglia per la riforma della scuola non possa oggi non essere anche un momento di lotta per tutti i lavoratori.

Piacenza, dopo nove giorni di sciopero articolato, di manifestazioni in città, di 11 giorni di occupazione della fabbrica, di mezza giornata di sciopero provinciale nell'industria, le lavoratrici del Maglificio Piacentino hanno conquistato un importante accordo che prevede: orario di lavoro: 42 ore settimanali dal primo agosto '69 e 40 ore settimanali dal primo luglio '70, con relativo riproporzionamento; retribuzione: aumento del 7,50 per cento sui minimi tabellari conglobati; premio di produzione: 36.000 lire all'anno in tre rate; assemblea di fabbrica: tre all'anno con la partecipazione dei rappresentanti sindacali; qualifiche: impegno, entro questo mese, di revisione delle stesse; trattenute per scioperi: rateizzazione delle giornate perse per sciopero ed occupazione. Il « Maglificio » è la più grande fabbrica di maglieria della provincia. Occupa mediamente 350 dipendenti, più circa 150 lavoranti a domicilio


1 ottobre: Sesto San Giovanni (Milano), si incontrano i veneti Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Martino Siciliano, tutti appartenenti al Centro Studi Ordine Nuovo, i milanesi Giancarlo Rognoni del gruppo La Fenice e Giuliano Bovolato delle Squadre di Azione Mussolini e Marcello Romani, giornalista residente a Milano fratello del veneziano Giangastone Romani. Secondo Siciliano si discute del progetto di una possibile integrazione tra Sam e Ordine Nuovo e inoltre di affidare la direzione responsabile del periodico del gruppo La Fenice a un giornalista iscritto all'albo.

Roma, siglato un accordo aggiuntivo al contratto per i dipendenti delle cooperative di consumo e i consorzi da queste costituiti, è stato raggiunto tra la Lega delle cooperative e i sindacati di categoria, sul riconoscimento delle Sezioni sindacali, gli organici aziendali e i permessi sindacali retribuiti

Un «libro bianco» sugli infortuni sul lavoro e cottimismo nell'edilizia, è stato pubblicato dalla Fillea di Torino e dalla Camera del lavoro, in collaborazione con i Giuristi democratici di quella città. Il volume, corredato da alcune agghiaccianti fotografie, documenta il ripetersi degli omicidi bianchi nei cantieri, l'assenza di una vera legislazione antinfortunistica, lo sfruttamento del lavoratore mediante la pratica del cottimismo, il controllo dell'ispettorato del lavoro e i compiti del sindacato. 

 

2 ottobre: Torino, la polizia carica picchetti operai agli ingressi della Fiat Mirafiori e della Michelin.

 

3 ottobre: Trento, sciopero generale cittadino dei lavoratori dell’industria, con l’adesione del movimento studentesco di Sociologia. In Val Camonica, si svolge uno sciopero di 3 ore per lo sviluppo della zona.

Messina, militanti di Ordine Nuovo devastano la sede dell’Unione marxisti leninisti. La polizia arresta alcuni degli aggressori.

 

4 Ottobre: mancata strage a Trieste. Mentre il Presidente della Repubblica, Giu­seppe Saragat, è in visita ufficiale in Jugoslavia, una bomba di sei chili di esplosivo ad alto potenziale, collocata sulla finestra di una scuola slovena piena di bambini, è ritrovata ine­splosa per un difetto alla pila del contatto elettrico. Il neofascista triestino Antonio Severi accuserà dell'attentato Claudio Bressan, segretario dell'organizzazione giovanile del Msi, Francesco Neami del Centro Studi Ordine Nuovo e Claudio Ferraro. Successivamente il triestino Gabriele Forziati, aderente al Msi e a Ordine Nuovo, dirà di aver saputo da Manlio Portolan, anch'egli di Ordine Nuovo, che all'attentato hanno partecipato anche Martino Siciliano e Delfo Zorzi, ordinovista di Mestre. Severi sarà incriminato per calunnia e condannato, i tre che ha accusato saranno prosciolti dal giudice istruttore di Trieste. In seguito Martino Siciliano confesserà che nell'appartamento di Trieste in cui l'ordigno è stato messo a punto erano presenti, con lui, quattro triestini: Neami, Portolan, Bressan e Ferraro. Confesserà anche di essere giunto a Venezia con l'auto messa a disposizione da Carlo Maria Maggi, sulla quale viaggiavano anche Giancarlo Vianello e Anna Maria Cozzo, legata sentimentalmente a Zorzi. Qualche ora prima dell'azione di Trieste ne è stata compiuta un'altra analoga a Gorizia contro un cippo del confine italo - jugoslavo. Anche in quel caso l'ordigno non è esploso per cause tecniche. Entrambe le azioni sono rivendicate con volantini firmati Fronte Antislavo, l'esplosivo è stato fornito dal veneziano Carlo Digilio. Va segnalato, inoltre, che Guido Giannet­tini fa parte del seguito presidenziale, ufficialmente inviato del Secolo d’Italia, organo ufficale del MSI. In realtà aveva avuto l’incarico da parte del SID di(...) prendere contatto con i giornali­sti jugoslavi e d’oltrecortina che presentino aspetti di vulnerabilità dal punto di vista ideolo­gico e che si dimostrino aperti al si­stema di vita occidentale (...). Tra l’altro Giannettini si informa sul conto del giornalista jugoslavo Emanuel Mickovic, che era riparato in Italia nel 1968 dopo essere stato accusato di “appropriazione indebita” a Zagabria.

A Milano, l’ufficio politico della Questura interviene nuovamente contro gli anarchici che stanno facendo lo sciopero della fame davanti al Palazzo di giustizia: sgombera la piazza e fa portare via da un’ambulanza l’anarchico Michele Comiolo, con la motivazione di dover verificare le sue condizioni di salute.

Brescia, esplode una bomba carta davanti alla sezione del Pci di piazza Arnaldo.

 

5 ottobre: muore improvvisamente Renato Bitossi, presidente della Federazione sindacale mondiale, segretario generale della Federazione italiana pensionati della Cgil

Brescia, scontri tra polizia e manifestanti antifascisti al termine di un comizio di Giorgio Almirante.

 

6 ottobre: Trieste, interrogato, nell’ambito delle indagini sul fallito attentato alla scuola slovena di due giorni prima, l’ordinovista veneto Martino Siciliano. Rivelerà successivamente il commissario di Ps Giulio Cesari, vice capo dell’ufficio politico della Questura, che a fargli il nome di Martino Siciliano era stato personalmente il questore D’Anchise.

Roma, squadracce fasciste aggrediscono studenti di sinistra nei pressi dei licei Virgilio e Ugo Foscolo.

 

7 ottobre: Milano, manifestano 50.000 metalmeccanici per il contratto.

Il sostituto procuratore della repubblica di Padova, Anna Maria Di Oreste chiede che, “visti gli atti del procedimento penale relativo agli episodi di violenza verificatisi il 16 aprile 1969 davanti alla sede municipale di Padova nonché all’edificio ove è installata la sezione padovana del Msi (…) il giudice istruttore emetta un decreto di non doversi promuovere l’azione penale”. La richiesta viene accolta dal giudice istruttore Giangiacomo Cavassi che pochi giorni dopo archivia l'inchiesta.

Palermo, elementi di destra incendiano il portone d’ingresso del liceo scientifico Cannizzaro.

 

8 ottobre: Milano, la polizia sfonda un picchetto davanti al grattacielo Pirelli, poi è costretta a ritirarsi per l’arrivo in massa degli operai della Bicocca.

 

9 ottobre: Rovereto (Trento), i lavoratori occupano la Cofler dopo il licenziamento di un operaio a causa del calo della produttività. L’agitazione, che riscuote la solidarietà di altre fabbriche, come la Michelin e degli studenti, dopo aver ottenuto il ritiro del provvedimento, proseguirà su altri obiettivi.

 

10 ottobre: Roma, manifestazione dei baraccati romani davanti a Palazzo Chigi.

Torino, per la prima volta si tiene un comizio all’interno dei reparti della Fiat con la partecipazione di dirigenti sindacali. Intanto l’Unione industriali minaccia la serrata in tutte le fabbriche per reazione alle lotte spontanee alla Fiat Mirafiori e alla Lancia. Alla Fiat, sono scesi in agitazione i reparti carrozzeria, con blocco delle linee all’inizio del turno; per diversi giorni, cortei interni hanno sgomberato la palazzina e gli operai hanno stazionato sul piazzale, guardati a vista da uno schieramento di poliziotti e guardiani della Fiat che intendono impedire ai cortei di girare per le altre officine. Per fermare la lotta, la direzione sospende 60 operai; analogo provvedimento viene preso a carico di 15 lavoratori di Rivalta e del Lingotto.

Milano, 2.000 sartine e sarti degli atelier scioperano per il contratto, la riduzione dell'orario, consistenti aumenti salariali e i diritti sindacali

Scioperano le aziende del gruppo Saint Gobain. La lotta prosegue articolata (previste altre 72 ore fino al 31 ottobre) per i diritti sindacali nelle aziende e il riconoscimento della Sezione sindacale aziendale quale agente contrattuale nella fabbrica.

Milano, Massimo Magri, militante del Pc m-l d’I, denuncia lo smarrimento del suo passaporto. Il documento verrà poi utilizzato da Gianfranco Bertoli per espatriare dall’Italia, benché grossolanamente falsificato.

Roma, elementi di destra impediscono la distribuzione di volantini davanti alle scuole Sarpi ed Einaudi, provocando tafferugli nel corso dei quali rimane ferito uno studente.

Guido Giannettini, in un articolo apparso su L’italiano diretta da Pino Romualdi, scrive: “I colpi di Stato, specie in un paese della nostra civiltà, sono un piatto che si serve caldo”.


Continua in questa prima metà del d'ottobre la mobilitazione operaia. Prosegue con combattività la lotta degli operai e degli impiegati della Pirelli Bicocca di Milanoappoggiati da tutti i lavoratori del gruppo. Le tre organizzazioni sindacali che dirigono l'azione in stretto collegamento con i lavoratori, hanno proclamato una serie di scioperi articolati ai quali si intrecciano grandi manifestazioni cittadine per indurre l'azienda a trovare un'adeguata soluzione sul premio di produzione e sui diritti sindacali. Nel gruppo Saint-Gobain è stato effettuato il 10 ottobre, proclamato dai sindacati nazionali CGIL, CISL e UIL, un compatto sciopero unitario. Nelle aziende tessili e dell'abbigliamento numerose le vertenze aziendali aperte: al Cotonificio Fossati di Sondrio gli operai, in lotta per l'orario, il cottimo, carichi di lavoro e diritti sindacali hanno dato una forte risposta unitaria al tentativo di serrata della direzione aziendale. Anche alla Lanerossi si è scioperato il 3 ottobre unitariamente dopo la rottura delle trattative sull'orario, sul cottimo e sull'ambiente. Nel settore dolciario sono state aperte vertenze alla Motta, all'Alemagna; alla Perugina è stato raggiunto un accordo per il rinnovo del premio di produzione con sostanziali miglioramenti economici. A Torino per il cottimo e i diritti sindacali hanno scioperato i lavoratori dell'azienda Concerie riunite. Anche alla Superga i 1800 lavoratori hanno aperto la vertenza aziendale. A Milano i lavoratori della OSRAM hanno ottenuto un significativo successo: non verrà più usata nella lavorazione di soluzione delle lampade, l'anidrite solforosa che ha provocato l'intossicazione di 7 lavoratrici che sono state ricoverate all'ospedale. Sono stati raggiunti positivi accordi in diverse aziende della ceramica di Reggio Emilia, che prevedono il riconoscimento delle Sezioni sindacali e il diritto di assemblea

 Contrattazione Nazionale: per i metalmeccanici (partecipazioni statali) mercoledì 15 sono riprese le trattative, fermo restando il programma delle azioni articolate. Per i chimici riprese le trattative il 13 ottobre e rotte lo stesso giorno. Per gli edili, mentre continua l'agitazione della categoria, le trattative riprese nei giorni scorsi sono proseguite venerdì 17. Per i cementieri invece continuano gli scioperi articolati mentre nei giorni 13-14 e 15 è stata effettuata una nuova fase nazionale di lotta cui hanno partecipato compatti i lavoratori. Per i laterizi, in attuazione delle decisioni unitarie prese nel recente convegno nazionale, le tre segreterie delle Federazioni nazionali, hanno proclamato, dopo l'interruzione delle trattative, un programma di scioperi, di 48 ore, di cui 24 da attuarsi il 15 ottobre e le altre in base alle decisioni da prendere a livello territoriale. I cavatori a seguito della nuova rottura delle trattative, faranno quattro giornate di sciopero entro il 23 ottobre: due scioperi nazionali (il 12 e il 23); due giornate in forma articolata secondo la decisione dei sindacati provinciali. Nei diversi settori del commercio è stato proclamato lo stato di agitazione (circa un milione di lavoratori) per il salario unico nazionale e il rinnovo dei contratti per i pubblici esercizi. Dopo il riuscito sciopero dell'11 ottobre, le organizzazioni nazionali di categoria decideranno i modi ed i tempi della lotta. Per il rinnovo del contratto dei 46 mila lavoratori telefonici della SIP proseguono, le trattative. Le prime intese raggiunte riguardano le 40 ore dal 1 gennaio 1970, la sistemazione in organico del personale straordinario della commutazione, la durata di due anni del contratto. Nella sessione di trattative che si svolgerà alla metà del mese, saranno affrontati i diritti sindacali quindi la parte economica nonché il vecchio problema della eliminazione dell'appalto nel settore. Per gli autoferrotranvieri, dopo i primi incontri con la controparte delle aziende pubbliche, private e a partecipazione statale, una nuova sessione di trattative è iniziata il 13 ottobre. Per i lavoratori delle imposte di consumo in appalto sciopero unitario per il contratto nazionale il 24 ottobre. Per i braccianti e salariati, dopo le grandi lotte e i successi realizzati in numerose province con il rinnovo dei patti, le trattative del contratto sono state riprese a partire dalla metà del mese. Le tre segreterie nazionali dei postelegrafonici, in considerazione dell'esito finora infruttuoso delle trattative con l'amministrazione sui problemi della riduzione dell'orario, gli organici e l'assunzione di nuovo personale, hanno deciso uno sciopero di 48 ore nella seconda metà del mese.


11 ottobre: Ulster, durante alcuni scontri di piazza in Shankill Road, a Belfast, muoiono due manifestanti, George Dickie e Herbert Hawe e un agente del Royal Ulster Constabulary, Victor Arbuckle.

 

13 ottobre: Palermo, cariche della polizia contro un corteo del movimento studentesco.

 

14 ottobre: Roma, muore Giulio Pastore.

 

15 Ottobre:  al processo di appello per il caso De Lorenzo - L’Espresso, l’avvocato di De Lorenzo esibisce alla corte dei nastri che contengono la registrazione della conversazione svoltasi il 14 Aprile 1967 fra il generale e il capo di gabinetto del ministero della Difesa. Nella conversazione il capo gabinetto esprime la volontà del governo di insabbiare l’inchiesta sul SIFAR. Il SID reclama immediatamente il nastro, prima che possa essere ascoltato per intero.

Washington, Moratorium Day, è la giornata delle dimostrazioni contro la guerra del Vietnam in tutto il Paese per chiedere l'immediato ritiro delle truppe. Partecipano due milioni di persone, 250 mila solo a Washington. In Vietnam il morale dei soldati americani si sgretola e aumenta notevolmente l'uso della droga. Aumentano anche le diserzioni.

Sciopero generale nazionale contro il caro vita e il caro affitti. A Reggio Calabria, rimane gravemente ferito lo studente Spartaco Vadalà, colpito in pieno viso da un candelotto lacrimogeno sparato dalla polizia a brevissima distanza.

 

16 ottobre: Napoli, manifestazione per il Meridione in difesa della piattaforma sindacale dell’autunno: aumenti egualitari, riduzione dell’orario, riconoscimento dei diritti sindacali all’interno delle fabbriche.

Catanzaro, otto studenti sono condannati a otto mesi di carcere per una manifestazione.

 

17 ottobre: Roma, il proprietario di uno scantinato in via del Governo Vecchio consegna le chiavi del locale a un gruppo di anarchici, diversi dei quali milanesi. E' di fatto l'atto di nascita del Circolo 22 Marzo, nato da una scissione avvenuta all'interno del Circolo anarchico Bakunin di Roma, ritenuto troppo moderato. Il nuovo gruppo è composto da una ventina di giovani fra i quali Pietro Valpreda, Emilio Bagnoli, Emilio Borghese, Enrico Di Cola, Roberto Gargamelli, Roberto Mander e Olivo Della Savia. Si scoprirà poi che nel circolo si erano infiltrate personaggi come Salvatore Ippolito – agente di polizia sotto copertura – e Mario Merlino, neofascista di Avanguardia Nazionale.

Brescia, l’Università Cattolica espelle gli studenti Marino Ruzzenenti e Bruna Franceschini, perché sposati civilmente.


18 ottobre: Torino, Luigi Macario, segretario nazionale della FIM-CISL, afferma che bisogna considerare i salari come una “variabile indipendente” dagli altri fattori della produzione, per poter “cambiare determinate politiche del nostro Paese”.

Genova, 41 agenti di Ps sono iscritti nelle scuole medie superiori e 16 all’Università per “tenere sotto controllo gli studenti del movimento”.

 

20 ottobre: su invito dell'Associazione per l'amicizia italo-germanica, fondata e diretta dal neofascista Gino Ragno, d'intesa con le autorità del paese ospite, nove giornalisti italiani compiono un viaggio di alcuni giorni nella Germania Federale prendendo contatti con ambienti militari. Visitano anche, a Monaco di Baviera, l'azienda in cui si producono i carri armati "Leopard". I nove sono, oltre a Ragno, Guido Giannettini, collaboratore del Sid e della Rivista Militare edita dal ministero della Difesa, il leader del  Centro Studi Ordine Nuovo Pino Rauti, Baldassarre Molossi, Armando Silvestri, Giancarlo Fortunato, Giancarlo Zanfrognini, Massimo Zamorani e Benedetto Pafi.

Roma, si incontrano Pino Rauti, Stefano Delle Chiaie e Costantino Plevris.

Pescara, 112 studenti sono denunciati per le occupazioni dei mesi precedenti.


21 ottobre: Bonn, il socialdemocratico Willi Brandt è eletto Cancelliere della Repubblica federale tedesca.

Bergamofabbriche paralizzate dallo sciopero, negozi chiusi, trasporti bloccati, uffici pubblici deserti: questo il quadro dello sciopero generale per la casa, fisco, salute e contro il caro-vita. Scuole di ogni ordine e grado chiuse anche a Lovere e Treviglio, mentre in città hanno scioperato 5.000 studentiNegli ultimi otto mesi, oltre 30.000 lavoratori bergamaschi hanno partecipato alle vertenze aziendali: metalmeccanici, cementieri, tessili, abbigliamento, alimentaristi. La pratica delle assemblee e delle manifestazioni, consolidata ed estesa con l'inizio delle lotte contrattuali, ha segnato le più rilevanti lotte aziendali: all'Italsider, alla Dalmine, alla Evan (confezioni), alla Calza Bloch, alla SACELIT. (a metà luglio migliaia di operai della Dalmine hanno effettuato due marce su Bergamo). Tutto questo ha portato da una parte l'avanzamento di nuovi quadri tra gli operai e gli impiegati, contribuendo a modificare positivamente i rapporti tra i sindacati; dall'altra un più serrato rapporto tra sindacato e lavoratori. La forte mobilitazione operaia è stata contrastata anche con un uso indiscriminato della forza da parte della polizia e con un numero altissimo di denunce alla magistratura

Trento, gli studenti di Sociologia occupano la facoltà chiedendo lo scongelamento dei fondi destinati ai piccoli organismi di rappresentanza, il prolungamento delle iscrizioni fino al 31 dicembre, la eliminazione del “catenaccio” selettivo tra primo e secondo biennio, la mensa aperta a tutti e a giusto prezzo, la equipollenza della laurea in Sociologia, priva ancora di valore legale ai fini dell’insegnamento e dei concorsi pubblici. Fra gli studenti, vi è anche molta attenzione alle agitazioni operaie in corso.

Roma, ancora attentati a distributori di benzina. Dal 7 novembre 1968 ne sono già stati compiuti  103.

Pisa, militanti dell’Esesi (organizzazione degli studenti grecci di destra in Italia ndr) e neofascisti italiani di Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo e del Movimento Sociale, tentano di impedire il regolare svolgimento di un’assemblea indetta dall’Associazione studenti ellenici oppositori al regime dei colonnelli.

 

22 ottobre: Genova, fondato il gruppo di estrema sinistra “22 ottobre”, guidato da Mario Rossi.

Milano, elementi di destra assaltano l’istituto tecnico Schiapparelli, in Foro Bonaparte. Ingenti danni.

Bonn, il socialdemocratico Willy Brandt è nominato cancelliere.

 

23 ottobre: Milano, la polizia carica gli operai in sciopero davanti alla sede della Montedison.

Roma, Franco Russo, esponente del movimento studentesco, è arrestato per “vilipendio alle forze armate”, per un episodio di 10 mesi prima.


24 Ottobre: Potenza, sciopero generale provinciale per il diritto al lavoro e il diritto allo studio

Palermo, Pierluigi Concutelli, Guido Lo Porto e altri due fascisti vengono fermati dai ca­rabinieri attirati da una sparatoria nei pressi del poligono di tiro di Bellolampo, nei dintorni della città. Nel bagagliaio della macchina vengono trovate molte armi da guerra avvolte in carta di giornale. Sono tutti arrestati. Concutelli sarà condannato a 2 anni e Lo Porto a 16 mesi. Concutelli, che ha rapporti con elementi del Fronte Nazionale, ha avuto le armi da una persona "vicina al costruttore Remo Orlandini".

Torino, la Fiat acquista la Lancia da Carlo Pesenti

 

25 ottobre: Pisa, la polizia carica un corteo di operai della Saint Gobain e studenti. Numerosi i fermati.

Montalto di Aspromonte, si svolge un vertice e delle n’drine calabresi.

 

Reggio Calabria, dopo che la questura ha vietato un comizio di Junio Valerio Borghese, si accendono scontri fra polizia ed elementi di destra. 80 manifestanti sono fermati dalla polizia.

 

26 ottobre: Budapest, si chiude il VII Congresso della Federazione sindacale mondiale. Secondo la Cgil - che si asterrà nella votazione sul documento finale -  "La rappresentazione dei sindacati dei paesi socialisti fondata sui principi e sulla elencazione delle prerogative e dei diritti storicamente acquisiti, senza essere accompagnata dall'esame dei problemi concreti e immediati che pure sorgono continuamente nella costruzione della società socialista e nell'esercizio effettivo di questi diritti, fa parte di un metodo che oggi non è più condiviso da larghe masse di lavoratori". "Ovviamente le conclusioni del congresso - continua il giudizio della Cgil - non potevano cogliere la complessità della situazione e le spinte che da essa provengono per un ulteriore sviluppo dei rapporti sindacali internazionali. L'evoluzione dei rapporti sindacali in Europa e il significato avanzato che assumono le lotte rivendicative nei paesi capitalisti industrializzati; la svolta che stanno operando i sindacati in America Latina sia sul terreno unitario, sia su quello delle piattaforme di lotta e di politica sindacale; i fatti nuovi che investono il sindacalismo nordamericano; la nuova carica che proviene dai paesi sottosviluppati; il sorgere di problemi nuovi anche per le forze di emancipazione sociale e di liberazione nazionale"

Saluggia (Vercelli), un attentato fa saltare 2 tralicci elettrici della linea ferroviaria Torino - Milano.

 

27 ottobre: Pisa, la polizia carica nuovamente una manifestazione studentesca. Muore, colpito da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d'uomo, lo studente Cesare Pardini. Numerosi i feriti.

 

27 – 31 ottobre: Chianciano Terme (Si), quinto congresso nazionale della Uil, per "Un sindacato forte per una società giusta". Italo Viglianesi eletto presidente della segreteria nazionale, della quale fanno parte i segretari generali Lino Ravecca (del Psdi), Ruggero Ravenna (del Psi) e Raffaele Vanni (del Pri). Membri della segreteria confederale sono: Benevento, Berteletti, Cesare, Dalla Chiesa, Rossi, Simoncini, Sommi, Tisselli e Torda. La Uil riforma la sua struttura e rinnova i propri organigrammi adeguandosi ai mutamenti in corso nella società e nel mondo del lavoro. A conclusione dei lavori prevale la componente socialista con il 49% dei voti e 37 seggi, quella repubblicana ottiene il 27% e 20 seggi, e quella socialdemocratica il 24% e 18 seggi. Il contrasto fra le correnti impedisce l’elezione  di un nuovo segretario nazionale.

Il New York Times descrive l’ambasciatore americano in Italia, Graham Martin, come “un uomo aggressivo, spietato che pur di arrivare ai suoi scopi si serve di tutti i mezzi, prima di tutto della Cia”.

 

28 ottobre: Roma, il ministro degli interni, Franco Restivo, intervenendo al Senato per riferire sull’uccisione a Pisa da parte della polizia dello studente Cesare Pardini,  afferma :”Questi avvenimenti, che purtroppo hanno avuto la loro vittima, ci ammoniscono ad opporci all’eversivo operare di minoranze di facinorosi che, trasformando anche le più civili manifestazioni in violenti tumulti, perseguono il fine di turbare gli animi, di esasperare le passioni e di attentare all’ordine democratico”.

Latina, incendiata la sede dell’Unione comunisti italiani marxisti leninisti. Aggredito anche un gruppo di iscritti al Pci, 7 dei quali rimangono feriti. La polizia  arresta di 9 missini.

Napoli, esponenti missini e fascisti greci celebrano, nella chiesa ortodossa greca, la ricorrenza della marcia su Roma

 

29 ottobre: Napolisciopero generale. La mobilitazione ha assunto i contenuti di fondo di tutto l'arco delle lotte contrattuali e rivendicative, ha voluto concentrare l'attacco in primo luogo contro la politica attuale delle partecipazioni statali, di sostegno dei monopoli privati, della speculazione edilizia e della rapina anti contadina che la caratterizza nella regione: le partecipazioni statali nella zona dell'Alfa Sud alimentano progetti di mostruosi insediamenti speculativi che precedono i futuri impianti industriali, e nelle campagne la Cirio — della quale la SME detiene il pacchetto di controllo — continua ad essere il leader di un rapporto tra agricoltura e industria di trasformazione che è proprio dei processi di accumulazione speculativa. Continua così la lotta — dopo il rifiuto opposto dai sindacati allo schema regionale di sviluppo, peraltro fallito — per un piano organico dell'intervento delle aziende di Stato come centro motore di una valida programmazione regionale. Lo sciopero generale ha inteso colpire l'altro nodo della drammatica condizione napoletana: il prepotere delle forze della speculazione edilizia che, dominando gli squilibri politici locali, sono riuscite non solo a paralizzare ogni democratico processo di formazione dei piani urbanistici, ma a rendere inoperanti gli stessi impegni e gli strumenti dell'edilizia popolare; solo il 50 per cento dei fondi GESCAL è stato utilizzato nella provincia di Napoli.

Anconasciopero generale unitario provinciale. Al centro della giornata di lotta, accanto ai grandi temi nazionali, della casa, del fisco, e della salute, i gravi problemi dello sviluppo economico della provincia e delle Marche, dell'industrializzazione, dell'intervento delle partecipazioni statali in questa zona del centro Italia, della trasformazione e dello sviluppo dell'agricoltura marchigiana

Il responsabile del Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori del Movimento Sociale Italiano, Massimo Anderson, invia una circolare alle strutture periferiche, in cui afferma che "La drammaticità della situazione, che presenta chiari sintomi pre insurrezionali, impone la mobilitazione generale e costante di dirigenti e gregari per l'approntamento dei mezzi e delle misure corrispondenti. Esprimendo e disciplinando tutte le nostre energie, saremo certamente in grado di replicare duramente all'offensiva dei sovversivi e dare un alt! al comunismo".

Milano, davanti alla Questura, la polizia carica una manifestazione di studenti che protestavano contro l'uccisione di Cesare Pardini. Occupato l’istituto Schiapparelli dove gli studenti hanno avviato una riflessione collettiva sui ruoli scolastici, i programmi e le gerarchie.

Trento, durante una mobilitazione sindacale, gli studenti medi e universitari intervengono ponendo l’obiettivo della diminuzione degli affitti e dei trasporti. Contestato un comizio di un sindacalista della Cgil. Poi si tiene un’affollata assemblea alla facoltà di Sociologia occupata, alla fine della quale si formano tre commissioni di studio

Napoli, esplode una bomba carta davanti alla sezione del Pci di via Luca Giordano. Un gruppo di elementi di destra assalta l’istituto per geometri Della Porta, occupato dagli studenti, lanciando sassi e petardi.

Canelli (Asti), lanciata una bomba a mano contro la Casa del Popolo.

 

30 ottobre: Castelgomberto (Vicenza), i lavoratori della Fari occupano lo stabilimento per difendere il posto di lavoro.

Il ministro della Difesa Gui, comunica al presidente del Consiglio Rumor il proprio parere favorevole all’acquisto degli aerei della Loockheed.

 

31 ottobre: Torino, spiccate alla Fiat 70 denunce per danneggiamenti agli impianti, in seguito ai cortei interni dei giorni precedenti,

Il Secolo d’Italia, organo del Msi, pubblica un articolo dedicato alla “Lode ai manipoli antisciopero della Cisnal”.

 

Ottobre: Torino, il Provveditore decide la serrata in 4 scuole per contrastare le agitazioni. Al Gioberti sono espulsi 14 studenti,  altri 16 studenti sono sospesi.

Fiesole (Firenze), si svolge una manifestazione “con la partecipazione – scrive in un rapporto il Sid   di circa 300 persone tra cui il generale della riserva Marini, medaglia d’oro dell’Aeronautica militare, e dello staff del Fronte (Borghese, Guadagni, Rosa) che, al termine dell’assemblea, incontra i primi responsabili provinciali della Toscana e della Liguria nella hall dell’albergo Savoia per una messa a punto organizzativa. Una seconda, più ristretta, si svolg presso il Circolo forze armate di Firenze”.

 

1 novembre: esce il primo numero del settimanale dell'organizzazione Lotta Continua, la testata con la scritta omonima comparirà però solo nel secondo numero. E' stato registrato a Milano da Guido Viale, direttore responsabile è Piergiorgo Bellocchio. Ricorderà Viale che il primo numero del giornale fu finanziato "vendendo un quadro che ci era stato dato da Giovanni Pirelli". Il giornale, di 12 pagine, ha una tiratura di 65 mila copie distribuite con vendita militante.

Nell'albergo Stella Maris di Chiavari  si riuniscono una settantina di appartenenti al Collettivo Politico Metropolitano di Milano, nel quale figura il nucleo che l'anno successivo fonderà le Brigate Rosse. In una sala attigua all'albergo Renato Curcio svolge una relazione poi considerata il manifesto costitutivo del partito armato, i cui concetti saranno pubblicati nell'opuscolo "Lotta sociale e organizzazione nella metropoli". La questione della lotta armata solleva tra i presenti profonde divisioni e alcune nette prese di distanza.

Piacenza, nella notte un ordigno esplosivo provoca gravi danni alla sezione del Pci di via 24 maggio e alla contigua sede della Camera del Lavoro.

Roma, una bomba ad orologeria è scoperta poco prima dell’esplosione al cinema Brancaccio, dove si sta svolgendo una rappresentazione teatrale ispirata al massacro delle Fosse Ardeatine.

 

1 – 5 novembre: Val Comino, in Abruzzo, campo paramilitare organizzato da Europa Civiltà.

 

1 – 8 novembre: i lavoratori della Pirelli, e in particolare quelli degli stabilimenti milanesi, in agitazione per il rinnovo contrattuale del settore gomma e plastiche, giudicano in modo critico la proposta di mediazione avanzata dal ministro del Lavoro Donat Cattin che prevede un lieve aumento del premio di produzione, collegato alla produttività, il diritto di assemblea al di fuori dell’orario di lavoro e per sole 10 ore annue all’interno dell’orario, la parità normativa per donne e minori a partire dal marzo 1970, una formula che ammette l’articolazione dell’organizzazione sindacale all’interno degli stabilimenti. I sindacati, pur giudicando insufficiente la proposta, la considerano una base per la trattativa. Nascono discussioni fra gli operai più combattivi, con l’obiettivo di sganciare gli aumenti dalla produttività, la riduzione dei ritmi e carichi di lavoro, in genere la contestazione dell’organizzazione del lavoro; e la proposta di forme di lotta più drastiche di quelle avanzate dal sindacato come il blocco delle merci in uscita, l’espulsione dei dirigenti e crumiri durante le ore di sciopero, il blocco del “Pirellone”. Si rafforza il Cub della Pirelli Bicocca, nato nel febbraio-marzo del 1968, forma che si estenderà ad altri stabilimenti: un’organizzazione operaia autonoma, molto critica verso la direzione sindacale i cui aderenti sono però liberi di aderire alle confederazioni per portare all’interno del sindacato le proposte autonomamente decise dal Cub.

 

3 novembre: Washington, il presidente Richard Nixon annuncia la volontà americana di procedere ad un graduale disimpegno dal Vietnam.

Varese, elementi di destra provenienti anche da Milano, aggrediscono gli studenti che manifestano protestando per il ferimento di un loro compagno, Francesco Gallina, sempre ad opera di neofascisti

 

5 novembre: Pisa, denunciati per i fatti del 27 ottobre, 30 operai e 50 studenti accusati di adunata sediziosa, oltraggio e resistenza alla forza pubblica. Quattro studenti arrestati anche a Firenze.

Una nota del ministero degli Interni, che viene consegnata in copia al ministro in carica, riferisce che, (…) numerosi dirigenti provinciali hanno segnalato alla direzione nazionale che elementi del Raggruppamento giovanile, della Giovane Italia, del Fuan e del Settore volontari avrebbero rassegnato le dimissioni e si starebbero organizzando al di fuori del partito per reagire alle intimidazioni dei filocinesi e dei comunisti. I giovani dimissionari intenderebbero, in tal modo, dissociare la responsabilità del partito dalla loro futura attività, evitando di coinvolgerlo nelle loro iniziative di gruppo”. In precedenza la fonte “Aristo” (alias Armando Mortilla) aveva segnalato che appariva “singolare al riguardo il fatto che queste dimissioni avvengano tutte allo stesso modo, vale a dire trasmesse con lettere raccomandate”.

L’ordinovista Fabio Miriello scrive da Johannesburg (Sud Africa), ad una “camerata” italiano: “Ricevo la tua lettera con la funesta notizia del rientro del Centro nel Msi. Ancora non mi sembra vero e non riesco a darmene una ragione. Ma come è possibile che si finisca così? Non riesco a trovare parole per esprimere la mia indignazione (…) La conclusione da trarne, per me, è una sola: questa è la fine del Centro come organizzazione di politica rivoluzionaria. Non si può entrare in un partito pagato dal padrone americano e dalla Confindustria (un partito antinazionale dunque), e poi sperare di essere presi sul serio se ci si atteggia a rivoluzionari. La rivoluzione nazionale è la rivolta contro l’ordine di Yalta finanziata dalla Cia! Come disegno machiavellico non c’è male. Ma che tristezza finire così, mettendosi a sedere su una dirigenziale poltrona missina: dopo essersi misurato addirittura con valori e simboli tradizionali, finire baloccandosi con missinate varie”.

 

6 novembre: Gorizia, ritrovato nei pressi del cippo di confine italo-jugoslavo, l’ordigno piazzato dagli ordinovisti veneti, con la complicità di quelli triestini, il 4 ottobre 1969 e non esploso per ragioni tecniche. Si parlerà di una notevole somiglianza con gli ordigni poi esplosi il 12 dicembre a Milano e Roma (cfr. Unità 15.8.72).

Milano, durante lo sciopero dei metalmeccanici si svolge una manifestazione assai combattiva davanti alla filiale milenese della Fiat e alla Rai in corso Sempione, per protestare contro la parzialità dell’informazione e la sospensione di 85 operai indicati come “estremisti”. La polizia carica,  quattro lavoratori feriti sono ricoverati in ospedale.

Bologna, denunciati 15 operai della Ducati Elettrotecnica. Le denunce aumenteranno nei giorni successivi fino a 40, con alcune sospensioni. Il giorno successivo scioperano le fabbriche di Borgo Panigale e si svolge un’assemblea all’interno della Ducati con la partecipazione di delegazioni delle altre fabbriche.

Mestre, in occasione dello sciopero generale contro il carovita, entrano in agitazione anche gli studenti medi. 5.000 studenti percorrono in corteo le vie della città e attendono il corteo sindacale presso il cavalcavia, ma i dirigenti sindacali hanno bloccato i lavoratori in una piazza vicina per tenere un comizio e tentano in ogni modo di evitare il contatto. Un gruppo di operai raggiunge comunque gli studenti ed insieme entrano nell’istituto Foscari per tenere un’assemblea. Episodi analoghi accadono a Rovereto, Pisa, Pavia.

Palermo, muore Antonio Ramirez. Qualche giorno più tardi, i familiari recapitano all’esponente comunista Giuseppe Montalbano un suo memoriale, redatto il 7 dicembre 1951 che riporta il contenuto delle confidenze fattegli, in quella stessa data, dall’onorevole Gioacchino Barbera sulla strage di Portella delle Ginestre.


7 novembre: Viareggio, nello studio dell’avvocato Gattai viene fondata la Lega Italia Unita. Tra i fondatori troviamo il viareggino Raffaello Bertoli, già appartenente a Nuova Repubblica; Carlo Fumagalli, l’ammiraglio Giuseppe Biagi, che viene eletto presidente ed è molto vicino al segretario della presidenza della Repubblica Nicola Picella; l’avvocato Adamo Degli Occhi; Giovanni Sabalich, magistrato di Monza già appartenente al Fronte degli Italiani; Guido Pasquinucci, medico milanese e molto legato a Bertoli e ospite fisso di Marina di Pietrasanta dove possiede una villa; Gaetano Orlando; Antonio Fante; Alberto Ciberti; Franco De Ranieri, esponente del MSI; Gino Bibbi, sedicente anarchico; Aurelio Di Rella, avvocato genovese; Rodolfo Cerrina Feroni, colonnello in pensione torinese; Pietro Bianchi; Aldo De Napoli dirigente della società Alden di Milano. La prima assemblea nazionale del gruppo si svolgerà l’8 marzo 1970 al Circolo Giuliano – Dalmata di Milano, sotto la direzione di Adamo degli Occhi. Tra i presenti molti nomi che poi ritroveremo nelle varie vicende eversive degli anni ’70: Roberto Guzzo, Giuseppe Picone Chiodo, Fernando Berardini, Nino D’Aroma, Angelo Mastragostino, Pietro Sangiorgi, Corrado Arcadipane, Felice Bertoldi

Napoli, sono in fermento migliaia di studenti medi. Gli obiettivi riguardano il tirocinio biennale per i diplomati periti e l’iscrizione all’albo negata dal Collegio geometri di Napoli, così come è accaduto in altre città (Bologna, Catania). Ma la discussione fra gli studenti si allarga al rapporto tra scuola e fabbrica, ai ruoli e modelli sociali, all’autoritarismo. Il punto di riferimento principale è l’Istituto tecnico industriale Della Porta, occupato da 15 giorni, esempio che viene seguito dall’Iti Volta e dal classico Vico. Anche alle magistrali Mazzini, l’agitazione è partita per protestare contro le strutture fatiscenti e si è allargata a temi analoghi. L’agitazione degli studenti medi con cortei in centro città viene attaccata in un primo momento dai fascisti senza alcun intervento della polizia, poi direttamente da quest’ultima: 17 arresti, numerosi feriti, 58 fermati.

Alla Piaggio di Pontedera, uno sciopero spontaneo partito dall’officina 2 (montaggio motori), blocca la produzione.

Bologna, entrano in agitazione le fabbriche del quartiere Borgo Panigale. La proposta avanzata di tenere un’assemblea esterna, con blocco della via Emilia, non è accettata dai sindacati e si ripiega su un’assemblea interna alla Ducati con inviti limitati a delegazioni di altre fabbriche. Si accende una polemica fra dirigenza sindacale e militanti del Pci e operai più combattivi, cosiddetti ”spontaneisti”,  favorevoli all’unificazione delle lotte e a forme più dure.

 

7 – 8 novembre: Roma, si svolge una manifestazione internazionale ”per l’Europa nazione”, promossa dal Msi e da “Convergenza occidentale”. Partecipano portoghesi, greci, svizzeri, spagnoli, francesi, svedesi e numerosi esponenti dei paesi dell’Est. Presente anche Luis Manuel Ferandez e Jaime Nogueira di Convergenza Occidentale.

 

8 novembre: Roma, firmato il contratto degli edili. Prevede aumenti del 13 per cento sui livelli retributivi e sul terzo elemento della retribuzione, la riduzione graduale a 40 ore dell’orario settimanale, il diritto d’assemblea nei cantieri.


9 novembre: Arnaldo Forlani è il nuovo segretario democristiano. Andreotti e Colombo organizzano una loro corrente.

 

10 novembre: Roma, iniziano le trattative, sulla base delle proposte di mediazione avanzate dal ministro del Lavoro Carlo Donat Cattin, fra le organizzazioni sindacali e la Confindustria.

Porto Marghera (Venezia), il Comune stanzia 250 milioni per sostenere gli operai del Petrolchimico in lotta da giorni, proponendo anche il dilazionamento dei pagamenti delle bollette.

Alla Piaggio di Pontedera continua l’agitazione con uno sciopero di 4 ore dell’officina 1.

Milano, gli studenti dell’istituto tecnico Molinari che stanno occupando la scuola per sostenere i propri obiettivi, istituiscono gruppi di studio sulle lotte operaie ai quali invitano lavoratori della Fiat e della Carlo Erba. Altre scuole sono in lotta. Il Giorgi e il IV Magistrale per la mancanza di strutture, il Pacinotti per il riconoscimento del diploma: ma si riflette altresì sulla divisione creata dalla meritocrazia e sulle divisioni imposte nella scuola e nei luoghi di lavoro.

Bologna, i lavoratori della Sasib, anticipando uno sciopero già programmato, escono dallo stabilimento e si recano davanti ai cancelli di altre fabbriche – Acma, Casaralta, Minganti, Samp – per discutere sui fatti della Ducati e sulle lotte in corso.

Pavia, spiccati 8  mandati di cattura contro altrettanti esponenti di Lotta continua che avevano partecipato ad un picchetto davanti alla Korting in sciopero.

 

11 novembre: Torino, 200 poliziotti irrompono alla Fiat Lingotto presidiato dagli operai che, per protestare contro la sospensione di 85 loro compagni, bloccavano i crumiri all’interno dello stabilimento per impedire loro l’uscita del pranzo. La lotta intrapresa dagli operai è andata oltre le intenzioni del sindacato che aveva indetto tre ore di sciopero, limitate al primo turno. Si arriva allo scontro, la polizia protegge l’uscita dei crumiri, mentre le guardie aziendali identificano gli operai presenti. Negli stessi giorni, centinaia di poliziotti presidiano il Salone dell’auto, disperdendo piccoli assembramenti degli operai di Mirafiori, anch’essi spontanei e non organizzati dal sindacato. Studenti del Birago e di altri istituti, a loro volta, scavalcano le transenne protettive e si stendono a terra gridando slogans. Un corteo di studenti dell’istituto industriale Pininfarina, dello scientifico Segrè e dell’artistico raggiungono il Gioberti dove da una settimana sono sospesi 16 studenti.

Milano, su richiesta del preside, 200 tra poliziotti e carabinieri irrompono nella notte all’Itis Molinari, occupato dagli studenti. L'irruzione della polizia blocca un’assemblea aperta a tutti gli studenti medi della città.

Napoli, in piazza Matteotti militanti missini lanciano bombe carta su un corteo di studenti, ferendone uno.

Carrara, il preside dell'istituto richiama le famiglie degli studenti perché questi aderiscono alle agitazioni operaie.

 

12 novembre: Cosenza, arrestato Ugo Piscitelli, dirigente locale del Pci, per associazione a delinquere e blocco stradale, per aver partecipato nel mese di ottobre ad una protesta degli abitanti di Grisolia, un piccolo paese dell’entroterra, contro la mancanza di infrastrutture. La manifestazione si era svolta pacificamente e non si era verificato nessun incidente.

Rimini, occupato l’Istituto tecnico industriale per protestare contro alcuni arresti e per organizzare il collegamento con le lotte operaie. Verso le 19 la sgombera l’istituto, denuncia 8 persone e sequestra i materiali.

 

13 novembre: Roma, in preparazione dello sciopero generale del 19 novembre, si è riunito il Direttivo della Cgil. II Direttivo della CGIL. Discussi anche i problemi del tesseramento 1970. Dopo il dibattito e la breve replica dei relatori, il Direttivo ha adottato all'unanimità il seguente ordine del giorno: «II Comitato direttivo approva le relazioni di Piero Boni sulle lotte in corso e sulla preparazione dello sciopero generale del 19 novembre, e di Aldo Giunti sulla campagna di tesseramento 1970, rinviando al prossimo Consiglio generale l'approfondimento della parte attinente al processo unitario contenuta nella relazione e ripresa nel successivo dibattito»Il Direttivo ha anche approvato all'unanimità l'operato della delegazione al VII Congresso della Federazione Sindacale Mondiale.

Milano, firmato l'accordo aziendale alla Pirelli. Previsto il riconoscimento del diritto di assemblea, il delegato sindacale di reparto e la concessione di un premio di produzione.

Rimini, dopo lo sgombero dell’Istituto tecnico avvenuto il giorno precedente, si estende l’agitazione ad altre scuole con l’interruzione delle lezioni. Arrestati tre studenti.

Pavia, arrestati 4 studenti per “violenza privata”. Bloccate le lezioni all’Università, mentre gli studenti cercano un collegamento con gli operai della Necchi, in agitazione a loro volta per il contratto.

 

14 novembre: Porto Marghera (Venezia), la direzione della Mira Lanza abbandona la fabbrica, mentre i lavoratori sostengono con la lotta la vertenza per ottenere il passaggio al contratto dei chimici. La fabbrica è requisita dall’amministrazione comunale.

Torino, la Fiat comunica 50 denunce e decine di sospensioni: 22 sono iscritti al sindacato e 2 sono membri della commissione interna.

Bologna, la polizia carica gli studenti che protestano per l'arresto di due compagni del liceo Fermi, numerosi i fermati. A Pisa sono sospesi 10 studenti del magistrale Bassi.

Il Secolo d’Italia annuncia che il Centro Ordine Nuovo “ha chiesto l’onore” di rientrare nel Msi.

Parigi, la polizia arresta 160 persone durante una manifestazione per il Vietnam e a sostegno delle lotte operaie in corso.

 

15 novembre: Monza, il comandante del Distretto militare afferma, in un pubblico discorso alla presenza di altre autorità fra le quali il procuratore della repubblica, che “stante l’attuale situazione di disordine nelle fabbriche e nelle scuole, l’esercito ha il compiti di difendere le frontiere interne del Paese; l’esercito è l’unico baluardo ormai contro il disordine e l’anarchia”.

Torino, gli operai della Fiat scioperano per 8 ore contro i provvedimenti repressivi presi il giorno precedente ed impediscono agli impiegati di entrare in fabbrica. Nelle assemblee si vota all’unanimità l’agitazione permanente fino al rientro dei provvedimenti. E’ deciso di tenere al Palazzetto dello sport un “pubblico processo alla Fiat”, con invito a diverse personalità cittadine e aperto a tutta la cittadinanza. Il giorno del “processo” la direzione Fiat annuncia il ritiro dei provvedimenti che però dovrebbe avvenire a scaglioni. L’agitazione perciò non si spegne.

48 ore di sciopero effettuate prima delle ferie estive. 96 ore di sciopero effettuate dal 3 alI'11 ottobre. 72 ore di sciopero dal 2 al 15 novembre. Questo il bilancio essenziale, ma qualitativamente significativo dell'agitazione nazionale unitaria che vede impegnati dallo scorso luglio i 150.000 dipendenti da pubblici esercizi (bar, caffè, ristoranti, buffet stazione, pasticcerie, autogrill,  ecc). Alla base di questo movimento sindacale che non ha precedenti per ampiezza, combattività e unità, nella storia recente della categoria, sta la vertenza per il rinnovo e la unificazione dei contratti nazionali di lavoro che si impernia sulle seguenti richieste: acquisizione del salario nazionale (attualmente le retribuzioni sono definite provincialmente con il risultato di forti sperequazioni e ritardi); 14 mensilità; riduzione dell'orario di lavoro; parità di trattamento fra operai e impiegati per ferie, anzianità, ecc; istituzione degli scatti di anzianità; riconoscimento dei diritti sindacali e della contrattazione articolata a livello aziendale. Su questi contenuti la controparte, dopo aver avanzato le solite pregiudiziali di principio — vinte con il risultato del primo sciopero nazionale del 26 - 27 luglio — offrì poi una serie di controproposte assolutamente inaccettabili sia per la loro irrisorietà sia per la tendenza a discriminare e dividere i lavoratori fissi ed i percentualisti.

 

16 Novembre: Ordine Nuovo si divide, Rauti, Maceratini e la maggioranza rientrano nel MSI, mentre Clemente Graziani fonda il Movimento Politico Ordine Nuovo (MPON). Rauti motiva il rientro nel MSI con la necessità, di fronte ai mutamenti politici in atto, di procedere “a una revisione globale della sua posizione nel quadro delle contingenze globali che indicano, senza alcun dubbio, una possibilità di rottura degli equilibri, di estrema pericolosità (…) Ne consegue che è necessità vitale per la vita futura (prossimo futuro) di Ordine Nuovo inse­rirsi dalla finestra nel sistema dal quale eravamo usciti dalla porta, per poter usufruire delle difese che il sistema offre attraverso il Parlamento, con tutte le possibili voci propagandi­stiche che ne derivano (…) Necessità contingente, dunque, assoluta, drammatica (…).

La nascita del MPON aumenta la complementarietà con Avanguardia Nazionale. In un documento sequestrato a Londra nel 1977 a Clemente Graziani, si sottolinea, in chiave critica, che AN sarebbe portata a “impegnarsi più attivamente e spregiudicatamente, sia a livello nazionale che eu­ropeo ed extraeuropeo, nell’acquisizione di piattaforme di ovvie utilità contingenti, ma in qualche modo pericolose e pregiudizievoli”.  Si ribadisce comunque la contiguità tra i due movimenti e la impregiudicata possibilità di azioni comuni nel momento in cui fossero “entrate in gioco decisioni ed azioni importanti”, suscettibili di “riverberarsi non soltanto sul Movimento che le prende e le attua, ma su tutto il nostro mondo politico”.

Firenze, riunione di quadri operai militanti e simpatizzanti di Lotta Continua. Gli oltre 500 partecipanti arrivano da Milano, Torino, Genova, Pavia, Venezia, Trento, Bologna, Firenze, Pisa, Massa Carrara, La Spezia, Siena, Arezzo, Napoli, Pistoia, Rimini. Si discute della chiusura al ribasso dei contratti e di come incentivare le lotte in corso. Contemporaneamente si svolge un'analoga riunione degli studenti.

Iniziano le assemblee dei metalmeccanici per valutare l'accordo con l’Intersind. La direzione sindacale otterrà faticosamente la maggioranza, e in molti luoghi di lavoro (Breda, Siemens, Magneti ed Ercole Marelli di Milano, Alfa Romeo del Portello, Italsider di Genova e Piombino, Piaggio di Pisa e Pontedera, Pignone di Massa, Italsider e Italcantieri di Monfalcone ecc.) l’ipotesi viene bocciata o fortemente contrastata.


16 - 21 novembre: il 37° congresso della CGT francese si è svolto al Palazzo dello Sport di Vitry, uno dei grandi centri della «cintura rossa» di Parigi. Ha svolto la relazione introduttiva e le conclusioni, di fronte ai 1200 delegati, Georges Séguy, riconfermato segretario generale della maggiore organizzazione sindacale francese. Il saluto della Cgil è stato portato da Agostino Novella. Georges Seguy ha espresso nel suo rapporto la solidarietà dei lavoratori francesi con le battaglie sindacali in Italia

 

17 novembre: Pisa, spiccati altri 12 mandati di cattura per la manifestazione del 27 ottobre.

 

18 novembre: il confidente Armando Mortilla, alias “Aristo”, informa il Viminale che “il segretario del Msi ha diffidato alcuni dirigenti giovanili che avevano proposto di organizzare per il prossimo periodo estivo alcuni campi per attivisti. L’iniziativa era partita da Alberto Rossi, il dirigente nazionale dei Volontari che nello scorso anno aveva portato a termine un’iniziativa del genere. Per come venne riferito a suo tempo, le attività che si svolgevano nel campo erano di carattere paramilitare”. Nella stessa nota, “Aristo” informa che “sembra che il tentativo dei missini di ‘catturare’ il Comandante Borghese sia fallito. Risulta infatti che, alcune settimane addietro, a  Borghese era stata offerta la presidenza della Consulta dei combattenti. In precedenza, si erano avuti incontri tra esponenti delle due parti e tutto  sembrava promettere un accordo, al punto che si era addivenuti alla formulazione di proposte per l’inclusione di elementi del  Fn nelle liste elettorali missine per le prossime consultazioni. Non si sa per quali motivi l’accordo è fallito: certo è che Borghese ha rifiutato di assumere la presidenza della Consulta mandando all’aria tutti i progetti che avevano fatto a Palazzo Drago”.

 

19 novembre: sciopero generale a sostegno delle vertenze contrattuali e per le riforme della casa e del fisco. Per 24 ore, l'Italia è rimasta paralizzata. Oltre venti milioni di lavoratori hanno aderito all'appello delle tre Confederazioni CGIL, CISL e UIL per una giornata di lotta per una politica organica della casa e le riforme. Tutto fermo nell'industria, nella agricoltura, nel commercio; servizi pubblici bloccati, negozi chiusi anche nelle strade centrali, cinema spenti, servizi aeroportuali e RAI-TV completamenti fermi. Una giornata di lotta indimenticabile, che testimonia la crescita di maturità e di peso del movimento sindacale italiano. È stato un monito al governo, dopo anni in cui i temi della casa, del fisco e della salute erano rimasti terreno di propaganda e di scontento. Se si esclude lo sciopero del 7 marzo 1968 per le pensioni, proclamato dalla sola CGIL, è stato questo il quarto sciopero generale unitario dal luglio del 1948. dopo le due giornate di lotta per le pensioni del novembre 1968 e del febbraio 1969. lo sciopero contro le «zone» salariali dello stesso mese e la fermata del lavoro di cinque minuti decisa dalle tre Confederazioni all'indomani dell'eccidio poliziesco di Battipaglia nell'aprile di quest'anno. Alla vigilia il governo ha tentato di correre ai ripari approvando due provvedimenti per la casa: una pioggia, sulla carta, di miliardi che dovrebbero venir spesi nel solito modo disorganico e frammentario, e finire soprattutto nelle tasche della speculazione. Imponente la partecipazione dei lavoratori alle manifestazioni promosse dalle tre Confederazioni, con in prima fila le categorie in lotta per i contratti. Ovunque si sono svolte senza incidenti, tranne a Milano dove l'ingiustificato e brutale intervento della polizia contro i lavoratori che stavano pacificamente uscendo dal teatro Lirico dove si era svolta la manifestazione sindacale con Novella, Storti e Rufìno. si è concluso con il tragico bilancio di un agente morto e numerosi feriti fra i lavoratori e i poliziotti. Lo sciopero generale ha avuto una vastissima eco anche all'estero. Tutti i principali giornali stranieri hanno messo in rilievo la compatta astensione dal lavoro e il blocco delle città. Alla vigilia della giornata di lotta, a Bruxelles si era svolta una conferenza stampa convocata dalle tre organizzazioni sindacali. Numerosi telegrammi di solidarietà sono giunti alla CGIL. Fra gli altri segnaliamo quello del 37° congresso della CGT, del Segretario generale della Confederazione francese democratica del lavoro (CFDT) Eugene Descamps e del Segretariato della Federazione sindacale mondiale. 

Lo sciopero regione per regione. Piemonte: Torino operaia ha risposto compatta all'appello dei sindacati. Metallurgici, edili, tranvieri, bancari, dipendenti dei pubblici uffici, postelegrafonici, ferrovieri, e i commercianti, gli insegnanti, gli studenti hanno paralizzato il capoluogo piemontese. Non un tram, non un autobus, non un filobus è uscito dai depositi dell'azienda municipale. Nei parcheggi dei taxi, vuoti, grandi cartelli avvertivano che la categoria era in sciopero. Non un solo distributore di benzina aperto. Deserti anche i mercati rionali. Totale lo sciopero alla RAI-TV. Cortei e comizi, dai quali provenivano musiche e slogan scanditi da migliaia e migliaia di dimostranti, hanno attraversato la città, riunendosi a piazza Solferino dove hanno parlato i segretari confederali Bonaccini (CGIL), Reggio (CISL) e Dalla Chiesa (UIL). Ad Asti, Alessandria, Aosta. Biella, Cuneo lo sciopero è riuscito al cento per cento in tutti i settori. A Novara si sono svolte due grandi manifestazioni unitarie nel centro cittadino e a Domegna. A Vercelli la percentuale media di adesione è stata del 95 per cento. Tre manifestazioni unitarie si sono svolte nel centro della città e in due località della provincia. Friuli: percentuali del 90-100 per cento in tutta la regione. Negozi, uffici pubblici, banche sono rimasti chiusi. I servizi autofilotranviari hanno funzionato solo per alcune ore. I servizi di emergenza negli ospedali si sono svolti regolarmente. A Trieste due cortei di migliaia di lavoratori sono confluiti sulla piazza dove ha avuto luogo il comizio delle tre organizzazioni sindacali. Erano presenti oltre 20.000 lavoratori. Sciopero grandioso anche ad Udine, Gorizia e Pordenone dove si sono svolti numerosi comizi e manifestazioni. Trentino Alto Adige a Bolzano e a Trento hanno partecipato allo sciopero in forma compatta tutti i lavoratori delle industrie e dei servizi. A Trento sono rimasti chiusi tutti gli esercizi pubblici. Non ha invece scioperato il personale delle scuole elementari e degli enti locali. Nel corso di un comizio unitario hanno preso la parola i tre segretari della CGIL, CISL e UIL. Nel pomeriggio, a Trento, ha avuto luogo un'assemblea di lavoratori, cui hanno preso parte i rappresentanti dei sindacati, dei partiti e degli studenti, sul problema di una nuova politica della casa. Sciopero senza precedenti anche a Bolzano. Per le tre Confederazioni ha preso la parola un rappresentante della CGIL nel corso di una grande manifestazione. Veneto: elevatissime percentuali di adesione allo sciopero. A Venezia in piazza San Marco, hanno parlato sindacalisti e operai. La vita della città è rimasta bloccata e la manifestazione dei lavoratori ha fornito la prova della vitalità del movimento sindacale. Particolarmente massiccia la presenza contadina a Padova dove tutto è rimasto chiuso: le fabbriche, gli uffici, i negozi, le banche, i bar, le poste, i telefoni. Sul piazzale della stazione si è concentrato un corteo di operai delle principali fabbriche, di contadini giunti a bordo di trattori, e di studenti. Liguria: fabbriche e cantieri deserti; negozi, bar, botteghe, grandi magazzini chiusi; chiuse le banche, i distributori di benzina, i mercati, deserte le calate e le banchine in porto a Genova e almeno dieci navi bloccate agli ormeggi. Due imponenti cortei hanno attraversato Genova riunendosi in piazza De Ferrari dove hanno parlato Francisconi per la CGIL, Pomini per la CISL e Torda per la UIL. Sul palco, le rappresentanze ufficiali del Comune e della Provincia. A La Spezia sciopero al cento per cento. Al comizio unitario hanno preso la parola Riccardi, segretario della Camera del Lavoro e Fantoni della CISL. La giornata di lotta del 19 novembre, a giudizio delle tre organizzazioni sindacali di La Spezia, è considerata la più riuscita nella storia del movimento operaio della provincia. Imponenti manifestazioni si sono svolte anche a Savona e a Imperia. Emilia Romagna: chiuse le fabbriche, i negozi, gli esercizi pubblici, le scuole, i ristoranti, i cinema. Elevatissime percentuali di adesione a Bologna, Ferrara, Parma, Modena, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia. Rimini. Non si è mai visto uno sciopero così compatto, è stato il commento degli ambienti sindacali emiliani. In centri grandi e piccoli si sono svolte manifestazioni. A Bologna oltre 70.000 lavoratori e studenti si sono riuniti nella zona del palazzo dello sport e in corteo hanno raggiunto piazza Maggiore dove hanno parlato i segretari confederali Scheda (CGIL). Boldini (CISL) e per la UIL, Muci. A Modena un imponente corteo ha attraversato la città confluendo a piazza Grande dove si è tenuto il comizio. A Reggio Emilia oltre ventimila lavoratori, studenti, dipendenti di enti pubblici hanno partecipato al corteo e al comizio unitario tenuto dal segretario confederale della CGIL Forni.  Toscana: in tutte le provincie si è registrata un'adesione vicina al cento per cento, e nei grandi e piccoli centri si sono svolte manifestazioni unitarie con una massiccia presenza di giovani e di studenti. Numerose le adesioni delle amministrazioni comunali e provinciali. Lo sciopero, affermano le organizzazioni sindacali provinciali, ha superato in percentuale di adesioni e di partecipazione alle manifestazioni persino quello indetto per le pensioni. A Pisa la città e la provincia si sono fermate. Ogni fabbrica, grande e piccola, è rimasta paralizzata. Chiusi tutti i negozi e gli esercizi  commerciali, fermi i servizi pubblici. Un imponente corteo di lavoratori, cittadini, studenti, ha percorso in un clima di entusiasmo le vie cittadine raggiungendo piazza San Paolo all'Orto dove ha parlato il segretario della CGIL Luciano Lama. A Firenze 50.000 lavoratori e studenti hanno manifestato nel centro della città recandosi in corteo in piazza della Signoria dove si è tenuto il comizio. Hanno parlato Rastrelli della CGIL, Paolucci della CISL e Polotti della UIL. Dopo il comizio si è formato un altro imponente corteo. Insieme ai lavoratori hanno sfilato gli amministratori provinciali e numerosi sindaci dei comuni limitrofi. Altre importanti manifestazioni si sono svolte a Livorno, dove circa 30.000 lavoratori sono sfilati per la città, a Grosseto, Arezzo, Siena.  Marche: sciopero compattissimo in tutta la regione. Grandi manifestazioni si sono svolte ad Ancona, Pesaro, Fermo, Fabriano, Chiaravalle, Senigallia, Osimo, Chieti, Vasto, Lanciano e Ortona. Ad Ancona, nel corso della grande assemblea di lavoratori e cittadini tenuta al Palasport, il sindaco ha recato l'adesione dell'amministrazione cittadina. Abruzzo: ovunque altissime adesioni. A Pescara la percentuale media della provincia sfiora il cento per cento. Si è svolto un corteo a cui hanno partecipato migliaia di lavoratori, e che si è concluso con un comizio delle tre organizzazioni sindacali. Anche a L'Aquila lo sciopero è pienamente riuscito. Una affollata manifestazione si è svolta a conclusione di un corteo di lavoratori. Ha parlato Cerri, segretario nazionale della FILLEA-CGIL a nome delle tre organizzazioni sindacali. Umbria: adesione plebiscitaria. A Terni tutte le fabbriche sono rimaste bloccate. L'amministrazione comunale ha affisso un manifesto di adesione allo sciopero. Un imponente corteo ha percorso le vie cittadine confluendo al centro della città dove ha parlato il segretario confederale della CGIL Verzelli. Altre manifestazioni unitarie si sono svolte ad Orvieto e ad Amelia. Ad Orvieto il comune ha deciso, in segno di solidarietà con la lotta, la proroga dei fitti per le case popolari. L'azienda elettrica ha invece prorogato il pagamento per i lavoratori impegnati nelle lotte contrattuali. Anche a Perugia lo sciopero è riuscito completamente e migliaia di lavoratori hanno partecipato alla manifestazione unitaria. Lazio: in tutta la regione le adesioni sono state elevatissime. Roma ha partecipato in modo totale allo sciopero, chiusi perfino i bar e ristoranti delle vie centrali che solitamente rimangono aperti durante una manifestazione di lotta sindacale. Servizi di trasporti fermi per 24 ore, traffico rado, cinema spenti, servizi telefonici bloccati. Una folla di cinquantamila lavoratori, studenti, cittadini ha dato vita ad imponenti cortei che sono affluiti in piazza SS. Apostoli dove era stata organizzata la manifestazione unitaria dei sindacati. Qui hanno parlato i segretari confederali Foa (CGIL), Simoncini (UIL) e il segretario generale aggiunto della CISL Scalia. Una particolare manifestazione si è svolta al Palazzo di Giustizia, dove, indetta dall'Associazione giuristi democratici, si è tenuta una affollatissima assemblea di avvocati e magistrati in segno di solidarietà con i lavoratori in lotta. Tra gli altri ha parlato anche il segretario della Camera del lavoro di Roma, Bensi. Anche nelle altre province lo sciopero è pienamente riuscito. A Latina si sono svolte tre manifestazioni unitarie, a Terracina, Aprilia e Gori. A Viterbo si è svolta una  manifestazione unitaria alla quale hanno aderito anche le ACLI. I commercianti della città, malgrado il divieto della loro associazione provinciale, hanno aderito allo sciopero. Altre importanti manifestazioni si sono svolte a Rieti e a Frosinone. CampaniaNapoli ha partecipato con tutto il suo calore allo sciopero unitario. L'immensa piazza Matteotti era stipata da  decine di migliaia di lavoratori che avevano percorso per due ore il centro della città. Il mondo del lavoro, unito, ha posto ancora una volta sul tappeto il grosso problema del Mezzogiorno. Tra la folla dei lavoratori numerosi gli studenti,  rappresentanti delle forze politiche e culturali, donne e popolani. Agli oltre 25 mila partecipanti hanno parlato il segretario confederale della CGIL Boni, Ghezzi per la CISL e Benevento per la UIL. Riuscito anche lo sciopero a Benevento, Salerno, Caserta e Avellino. In particolare a Salerno si è svolta una manifestazione cui hanno partecipato migliaia e migliaia di lavoratori. Anche l'Unione dei commercianti ha aderito alla lotta decidendo la chiusura di tutti i negozi della provincia. Calabria: sciopero totale in tutte le attività e negozi chiusi in tutti i centri della regione. Reggio Calabria è rimasta completamente paralizzata. In piazza Duomo si è svolta una grande manifestazione unitaria che ha concluso un lungo corteo di lavoratori. Imponenti manifestazioni si sono svolte anche a Catanzaro, Nicastro, Soverato, Vibo Valentia, Cosenza, S.Giovanni in Fiore, Paola Castrovillari, Cassano, Amarante. A Rosarno, grosso centro agricolo del Reggino, 5.000 braccianti e lavoratori agricoli hanno partecipato alla manifestazione. A Crotone, un corteo di 10.000 lavoratori ha percorso le strade della città. La manifestazione si è conclusa con un comizio unitario tenuto dal compagno Ronconi della CGIL.  Puglia: allo sciopero, totale in tutta la regione, hanno aderito anche le ACLI e i Consigli comunali e provinciali. In tutta la regione si sono svolte 95 manifestazioni con cortei e comizi imponenti. Un corteo di circa 20.000 lavoratori ha attraversato le vie di Bari per raggiungere piazza della Prefettura dove hanno parlato dirigenti delle tre organizzazioni. Per la CGIL ha parlato il segretario confederale Gino Guerra. A Foggia adesione totale nelle aziende pubbliche e private. Fermi i grandi complessi siderurgici di Taranto e Brindisi. Basilicata: lo sciopero è stato compatto in tutte le categorie dell'industria, dell'agricoltura, dell'attività terziaria. In particolare a Potenza le percentuali di sciopero sono vicine all'80 per cento nel settore agricolo e al 100 per cento nel settore industriale» Migliaia di lavoratori hanno partecipato alle manifestazioni unitarie di Potenza e di Matera. Sicilia: l'adesione è stata compatta. A Palermo lo sciopero è riuscito al cento per cento. Nel corso di una grande manifestazione hanno preso la parola il segretario confederale della CGIL Giunti, Tacconi per la CISL e Saraceno per la UIL. Folti gruppi di studenti hanno recato la loro adesione. I sinistrati dal terremoto si sono riuniti a Gibellina dove hanno ascoltato un comizio di sindacalisti. Imponenti le manifestazioni anche a Catania e Messina. A Catania e nei comuni della provincia si sono svolte numerose manifestazioni con l'adesione di diverse migliaia di lavoratori agricoli, dell'industria, del credito e artigiani. Ha aderito allo sciopero anche il personale della base NATO di Sigonella. A Messina la percentuale di adesioni è stata del 90 per cento. Imponenti manifestazioni si sono svolte a Patti. Capo d'Orlando e Milazzo. Sardegna: comizi, cortei, manifestazioni nei grandi e nei piccoli centri. Ovunque percentuali altissime di adesione. A  Sassari negozi, scuole, servizi pubblici sono rimasti paralizzati. Cortei si sono svolti a Cagliari. Sassari, Nuoro, Porto Torres, Ittiri, Tempio, La Maddalena, Olbia, Oruni, Dorgali, Oliena, Orgosolo. Com'era stato stabilito, a Cagliari soltanto alcune categorie, essendosi lo sciopero generale svoltosi il 12 novembre, hanno aderito astenendosi dal lavoro. Uno sciopero particolarmente riuscito si è svolto alla Rumianca. Lombardia: totale adesione. Negozi chiusi ovunque (tranne a Sondrio, dove per decisione dell'Unione commercianti i negozi sono rimasti chiusi soltanto nel pomeriggio). Manifestazioni nei grandi e nei piccoli centri. A Cremona, dopo quindici anni, si è svolto un corteo che ha attraversato la città. A Milano la manifestazione si è svolta al Teatro Lirico, gremito in ogni ordine di posti e durante la quale hanno parlato il segretario della CGIL Agostino Novella, il segretario nazionale degli edili UIL, Sergio Rufino e il segretario generale della CISL Bruno Storti.

Milano, scontri davanti al teatro Lirico durante una manifestazione procla­mata in occasione dello sciopero. Muore l’agente Antonio Annaruma nello scontro tra due gipponi. I suoi funerali, presente il ministro Restivo, saranno l’occasione per una gazzarra fascista e di un tentativo d’assalto all’università.

Il presidente della repubblica Giuseppe Saragat invia un telegramma al ministro dell'Interno in cui stigmatizza la vicenda trattandola come un omicidio. Quasi sei anni dopo, l'inchiesta sulla morte dell'agente sarà archiviata senza indicare colpevoli.

In diverse città, in occasione durante lo sciopero generale per i contratti, vengono indette iniziative alternative a quelle organizzate dal sindacato. A Torino un corteo di 2.000 giovani, fra i quali studenti delle scuole Lagrange e Morelli, raggiunge il quartiere popolare Barriera di Milano e lancia l’obiettivo dell’autoriduzione dell’affitto; a piazza Bengasi presso Mirafiori si tiene un’assemblea, altre a Orbassano vicino alla Fiat Rivalta e a Pozzo Strada, per l’iniziativa congiunta di studenti del movimento e del comitato di quartiere.

La Procura della repubblica di Roma ordina l'arresto di Francesco Tolin, professore padovano, direttore responsabile del periodico Potere Operaio, organo dell'omonimo gruppo politico. Lo accusa di apologia di reato, istigazione alla rivolta contro lo Stato e istigazione a delinquere. Per questi reati Tolin sarà giudicato per direttissima e condannato. Dopo la condanna alla direzione del periodico gli subentrerà Emilio Vesce.

Roma, Leggio fugge in Mercedes dalla clinica Regina Margherita di Roma mezz’ora prima dell’arrivo dei carabinieri. Sul suo capo pendeva da giugno un ordine di arresto, ma “solo se si fosse presentato a Corleone” (sic!).

Roma, gli esponenti del circolo 22 Marzo sono fermati di prima mattina e trattenuti sino al pomeriggio. Dopo il rilascio, a Trastevere, sono oggetto di una misteriosa aggressione. Arrestati Valpreda, Di Cola e Gargamelli.

Fondi (Latina), scontro fra militanti di sinistra e polizia. Incendiato il Comune e gravemente ferito un carabiniere. Spiccati 7 mandati di cattura contro militanti marxisti leninisti.

Legnano (Mi), neofascisti aggrediscono 3 studenti.

 

20 novembre: Milano, dopo la morte dell'agente Annarumma, "protesta silenziosa" nella caserma Adriatica della Bicocca e vera e propria sommossa nella caserma S. Ambrogio. Sono due caserme che ospitano i poliziotti del III Celere. Alla S. Ambrogio, che si trova proprio a fianco dell'università Cattolica, verso le 22 numerosi poliziotti, occupano il cortile interno e cominciano a rumoreggiare, salgono sui gipponi e, dopo aver azionato le sirene, tentano di travolgere lo sbarramento di ufficiali e sottufficiali per uscire. Alle invettive contro il capo della polizia Vicari e al grido di "siamo stufi di essere trattati come bestie" s'aggiungono comizi improvvisati. Verso le 2, una cinquantina di agenti spalancano i portoni ed escono sulla piazza, lacrimando abbondantemente: era intervenuto il raggruppamento Trieste, facendo esplodere bombe lacrimogene perfino nelle camerate. Molti i feriti negli scontri fra gruppi di poliziotti, due dei quali vengono portati in caserma a braccia.

Roma, si arriva allo scontro fra polizia e militanti missini, che tentano entrare a Montecitorio, durante una manifestazione di protesta per la morte dell'agente Annarumma.

Torino, Mario Cellerino, responsabile del servizio informazioni della Fiat, scrive ai dirigenti dell'azienda riferendosi al pagamento delle “fonti” all’interno dei corpi di polizia: “Abbiamo ritenuto doveroso ritoccare, rispetto all’anno 1968, le somme corrisposte ai sottodescritti in quanto, nell’anno in corso, in relazione alle note agitazioni sindacali abbiamo avuto più necessità di contattare i medesimi (…) Non abbiamo invece più richiesto la somma corrisposta l’anno decorso a favore della Questura di Aosta (L.500.000) in quanto all’inizio del 1969 il dott.Mariano Ferris è stato trasferito alla Questura di Pisa per cui, data anche la lontananza, non ci è più stato possibile fruire né stabilire una continua collaborazione (…) Abbiamo infine provveduto ad aggiornare la situazione relativa al nucleo Sios Aeronautica di Torino (…).

Genova, muore per l’esplosione di una bomba a mano che stava trasportando, Raffaele Cusimano. La polizia esclude motivazioni politiche ma non riesce a fornirne altre.

Firenze, una bomba carta esplode davanti a un circolo ricreativo di sinistra.

 

21 novembre: Milano, assalto fascista all'Ettore Conti con aggressione agli studenti che occupano simbolicamente l'Istituto. Durante i funerali dell'agente Annarumma, un corteo  fascista al grido di “Italia Italia” inizia una specie di caccia all’uomo verso chiunque sia sospettato di essere di sinistra. Fra gli altri è aggredito Mario Capanna, leader del Movimento Studentesco.

Milano, tentativo di incendio alla sezione del Pci in via Bodoni. Una bottiglia molotov è lanciata contro un’altra sezione del Pci in via Archimede.

Clemente Graziani, Roberto Besutti ed Elio Massagrande inviano una lettera aperta ai “camerati” di Ordine Nuovo chiedendo perché Pino Rauti, Giulio Maceratini ed altri dirigenti del movimento “vogliono infiltrarsi nel Msi senza spiegarne pienamente i motivi ai camerati di Ordine Nuovo, evitando così di dare garanzie che non si tratti alla fine di una infiltrazione del Msi in Ordine Nuovo”.

Una nota confidenziale diretta all’ufficio Affari riservati, a firma “Gal” (Galleni) riferisce che “l’amico massone ci ha fatto sapere che gruppi fascisti si agitano, hanno armi e ci invita alla vigilanza. Una decina di gironi fa due missini ascoltati per caso da un nostro compagno, dicevano che il 14-15 dicembre p.v. ci sarebbe stata una grossa cosa nazionale, che dovrebbe “creare nel paese un grosso fatto nuovo”.

 

22 novembre: Napoli, alla Van Raalte, le lavoratrici entrano in agitazione contro i licenziamenti decisi dalla direzione. Qualche giorno dopo la polizia farà entrare in fabbriche delle crumire che sostituiranno le scioperanti.

Una nota “da fonte qualificata” informa il Viminale sull’incontro fra esponenti del Fronte Nazionale (Giachi , Adami Rook e altri) ed il console americano a Firenze.

Il direttore di Lotta Continua, Piergiorgio Bellocchio, è denunciato per l’articolo “La violenza operaia dalle fabbriche alle strade”.

 

23 Novembre: IX congresso del MSI, gli ex di Ordine Nuovo ottengono diversi posti nel comitato centrale e nella direzione nazionale.

Washington, la stampa americana pubblica la nostizia delll’eccidio compiuto dai marines statunitense nel villaggio vietnamita di Song Mi.

Brescia, prende servizio nella locale Questura il commissario di PS Mario Purificato.

Trento, attentato contro la sezione dell’Unione marxisti leninisti in via Marchetti.

Cosenza, arrestato un giovane militante di destra che aveva esploso colpi di arma da fuoco contro un comizio dell’Unione dei comunisti m-l.

Roma, attentato contro la lapide del partigiano in via Giulia e un altro contro una caserma dei carabinieri, in piazza del Popolo.

 

24 novembre: Vigevano (Pavia), un ordigno esplode davanti la sezione del Pci “Campeggi”. Gravi danni.

Roma, spiccati 3 mandati di cattura contro due tipografi e un militante della Unione marxista-leninista, per il contenuto di un volantino.

 

25 novembre: Milano, arrestati 4 operai (2 della Om, 1 della Faema e 1 della Fbm) per gli scontri avvenuti in corso Sempione il 6 novembre. La Fiom milanese diffonde un comunicato nel quale si sottolinea che "Questo atto rappresenta un nuovo grave passo dell'azione repressiva che si sta mettendo in piedi nel nostro paese contro le lotte e l'unità dei lavoratori.  (...) hanno tentato allora di intimidire i lavoratori con licenziamenti e sospensioni, ma sono dovuti tornare indietro di fronte alla decisa risposta di lotta dei lavoratori e dei sindacati. Adesso è lo Stato che agisce in prima persona (...) I lavoratori, come hanno respinto con la forza le rappresaglie di fabbrica, respingono la repressione dello Stato. Se qualcuno pensa che con la lotta contrattuale si possa creare intimidazioni e manovre diversive che possano evitare ai padroni di assumere le loro responsabilità, circa le rivendicazioni, si sbaglia di grosso. I lavoratori dell'OM, della CTM e della FAEMA, hanno già dato una prima e ferma risposta nella giornata. È chiaro che a questo punto il problema della  repressione poliziesca investe tutta la categoria. La risposta sarà perciò estremamente decisa e fin d'ora si stanno predisponendo i tempi e i modi della risposta generale. Alla luce di questa iniziativa repressiva la manifestazione di Roma acquista un peso politico ancora maggiore. Per i metalmeccanici, serriamo le fila in un'azione decisa per conquistare il contratto e per respingere ogni minaccia autoritaria e repressiva" 

RomaiI Comitato centrale della Federazione italiana pensionati aderente alla CGIL, ha commemorato il sen. Renato Bitossi, segretario generale della Fip. Il segretario nazionale Dettori ha pronunciato commosse parole di omaggio alla memoria del prestigioso dirigente sindacale, rievocando l'importante ruolo esercitato dal senatore Bitossi nel corso della sua lunga milizia nel movimento operaio italiano e internazionale. Il Comitato Centrale ha eletto quindi nuovo segretario generale della Fip Rino Bonazzi, già membro della segreteria nazionale della Federazione dal 1961

Milano, lanciate da un auto in corsa due bottiglie molotov contro la sezione del Pci Aldo Sala.

 

26 novembre: il comitato centrale del Pci decide la radiazione dal partito di Aldo Natoli, Luigi Pintor, Rossana Rossanda fondatori de Il Manifesto, e  rivolge alla base l’invito a “combattere la sua inammissibile attività di tipo frazionistico e respingere l’attacco mosso alla politica del partito”.

 

27 novembre: la Camera approva la legge sul divorzio. Votano contro DC, MSI e monarchici. Il 4 dicembre la Corte Costituzionale sancirà che il concubinato e l’adulterio non sono più reato.

L’ingegnere Giorgio Valerio si dimette dalla carica di presidente della Montedison.

Romala Segreteria della CGIL ha ricevuto una delegazione del movimento di liberazione nazionale palestinese (Al Fatah) e ha ascoltato una dettagliata informazione sulle condizioni del popolo palestinese e sulla lotta del fronte di liberazione. La Segreteria della CGIL ha rinnovato ai rappresentanti del movimento di liberazione l'impegno di attiva solidarietà verso la lotta del popolo palestinese

Atene, lanciate due bombe a mano contro l’ufficio ateniese della EL AL (compagnia aerea israeliana)da due giordani membri del Psf. L’attentato provoca la morte di un bambino di due anni e il ferimento di altre quindici persone. Il Psf si scusa con le famiglie delle vittime e offre un risarcimento danni.

Il confidente Armando Mortilla (“Aristo”), in una nota al Viminale, riferisce che le rotture delle trattative fra il comandante Borghese e Almirante sono dovute al rifiuto di procedere all’unificazione fra l’Unione combattenti della Rsi e la Federazione combattenti della Rsi in un unico organismo.

 

28 novembre: Roma, manifestazione nazionale per il rinnovo dei contratti. Migliaia di lavoratori, provenienti da tutta Italia, manifestano per nuovi diritti, salari più giusti, maggiore potere in fabbrica e nella società. Dopo la manifestazione, la segreteria nazionale della Cgil dirama un comunicato nel quale afferma “Il tentativo di creare un clima di timore, specie nella città di Roma, per infliggere un duro colpo alla lotta in corso, per aprire la strada ad una svolta politica reazionaria, a un blocco d’ordine antidemocratico, ha ricevuto dalla manifestazione la più convincente e chiara delle risposte: il disegno padronale che voleva isolare le lotte dei lavoratori dal resto del paese, si è così ritorto contro chi lo aveva concepito. Oggi, nella sua resistenza contro le rivendicazioni contrattuali dei metalmeccanici, dei chimici e delle altre categorie, la vera e sola isolata nel campo sindacale è la Confindustria”.

Trento, la polizia scioglie con la forza una manifestazione studentesca indetta per protestare contro i fatti di Milano e Pisa.  Un corteo è caricato davanti al Prati. Nuove cariche al Magistrale. Infine, la polizia assedia la facoltà di Sociologia occupata.

L’ingegnere Giorgio Valerio presidente della Montedison.

Reggio Calabria, 2 attentati dinamitardi contro una centrale della Sip e i locali del Genio civile.

Pinerolo (Torino), lanciato da un’auto in corsa un ordigno contro la caserma dell’esercito “Berardi”.

La rivista Acropolis dedica un ammirato commento ai "campeggi" organizzati da Loris Facchinetti di Europa Civiltà: “Ufficialmente viene definito un gruppo di esercitazioni sportive. Le autorità italiane, però, sospettano che si tratti di attività più seria. Nel clima generale di anarchia che regna in Italia questi giovani non sono disturbati da nessuno ed hanno tutto il tempo per prepararsi per il ‘grande giro’ che – bisogna ammetterlo – molti attendono in Italia”.

 

29 novembre: Porto Marghera (Venezia), manifestano i lavoratori della Mira Lanza per il rinnovo del contratto dei chimici.

Le segreterie nazionali della Federmezzadri Cgil, Federcoltivatori Cisl e Uimec Uil proclamano uno sciopero nazionale per il 13 dicembre per ottenere il superamento della mezzadria e della colonia e la trasformazione in moderni contratti di affitto dei fondi rustici o in riscatto della proprietà, il blocco delle disdette padronali, la sicurezza sociale e la istituzione di un fondo di solidarietà.

Vicenza, durante lo sciopero dei metalmeccanici e degli orafi, all’acciaieria Villabruna i guardioni aziendali aggrediscono un gruppo di lavoratori e malmenano, dopo averli trascinati all’interno dello stabilimento, l’operaia Nora Bressan e il sindacalista della Cgil Emilio Bagarella.

Il vice responsabile sella sezione steri del Pci Renato Sandri, invia una lettera alle strutture di partito dove “anche in riferimento alla prossima convocazione del Comitato Parri, che metterà a punto il programma di iniziative in vista della riunione del Consiglio d’Europa del 12-13 dicembre (decisione di espulsione o meno della Grecia) e che, a quanto ci risulta, deplorerà l’impegno assunto dall’Urss a rafforzare i legami commerciali e culturali con la Grecia, proponiamo: che entro la prossima settimana l’Unità pubblichi un editoriale e ribadisca la condanna del regime greco e il nostro appoggio alla resistenza, solleciti il governo e la maggioranza ad assumere negli organismi europei un atteggiamento coerente con le enunciazioni fatte, ricavi dalla situazione in Grecia ancora una volta la conferma della necessità della lotta contro la Nato, per un sistema di sicurezza collettiva che non irrigidisca lo status quo ma sia momento del processo di superamento dei blocchi militari contrapposti”.

Lotta Continua analizza la ripresa dell’iniziativa neofascista e delle aggressioni ad aderenti del movimento, dopo la morte del poliziotto Annarumma a Milano: “Togliamoci dalla testa – scrive – che la situazione di oggi assomigli a quella degli anni Venti. Certo anche oggi ci sono parecchi industriali disposti a dare soldi a queste squadre, per comprare armi e per stampare materiale propagandistico. Ma i padroni, a differenza di 40 anni fa, non vedono nei fascisti un’organizzazione capace di prendere in mano la direzione del loro Stato, una forza a cui affidare la salvaguardia e l’incremento dei loro profitti. I padroni oggi usano i fascisti come uno strumento fra i tanti. Quale sia questo uso è emerso con molta chiarezza proprio in questi giorni. Tutti i giornali lo hanno scritto: da una parte gli estremisti di destra, dall’altra quelli di sinistra; agli estremisti di opposte fazioni sarebbe dovuto tutto il clima di violenza di questi giorni.  I padroni per questo hanno bisogno dei fascisti, per esorcizzare in qualche modo lo spettro delle dure lotte di massa che li colpiscono, per fare credere a questa categoria artificiale delle ‘minoranze violente’ e dei ‘gruppi teppistici’ nella quale devono rientrare sì i fascisti ma soprattutto le avanguardie proletarie, la sinistra operaia. Fascisti e ‘cinesi’ in questa propaganda borghese sono la stessa cosa, sono i negatori delle ‘norme della civile convivenza’, sono gli obiettivi verso i quali deve essere convogliata tutta la rabbia e l’odio sociale. Anche “l’Unità” li mette sullo stesso piano: sono tutti e due campioni della ‘provocazione antioperaia’. Il ricorso sporadico allo squadrismo fascista e la grande risonanza che gli viene data hanno appunto lo scopo di liquidare le punte più avanzate della lotta operaia e di spianare la strada al Pci, tradizionale difensore dell’antifascismo e della democrazia, nella sua marcia di avvicinamento al potere”.

 

30 novembre: Napoli, si uccide nel carcere di Poggioreale Domenico Criscuolo, tassista arrestato il 13 ottobre durante una manifestazione sindacale caricata dalla polizia. Aveva appena avuto un colloquio con la moglie, la quale non sapeva come procurarsi il denaro per tirare avanti insieme ai 5 figli.

Copenaghen, Aldo Moro e Kurt Waldheim firmano un accordo che pone fine al contenzioso sull’Alto Adige fra Italia e Austria.

Si riunisce a Bologna l'assemblea di Magistratura Democratica. Nell'ordine del giorno, approvato al termine dei lavori, si legge, tra l'altro: “L’assemblea nazionale di Md, di fronte a ripetuti recenti casi che hanno messo in pericolo in vari modi la libertà costituzionale di diffusione del pensiero e determinato vivo allarme e apprensione nella stampa e nell’opinione pubblica, esprime la propria profonda preoccupazione di fronte a quello che non può apparire che come disegno sistematico, operante con vari strumenti e a diversi livelli, teso a impedire la libertà di opinione, e come grave sintomo di arretramento della società civile; chiede che i poteri politici dello Stato, nell’ambito delle proprie attribuzioni, si impegnino con decisione per rimuovere le origini di tale fenomeno, mediante riforme legislative (abrogazione dei reati politici di opinione) e cambiamento di indirizzo nell’azione amministrativa, con particolare riguardo all’attività di Ps di vigilanza sull’esercizio delle tipografie; chiede che l’Associazione nazionale magistrati indica nel più breve tempo possibile un convegno nazionale per dibattere i temi sopra esposti”. La mozione, nota come “ordine del giorno Tolin”, provoca un certo impatto nella magistratura e fra le stesse fila di Md, creando i presupposti di una scissione. Scriverà in proposito il magistrato Marco Ramat “Noi che proponemmo e sostenemmo l’odg, dopo averlo meditato parola per parola, eravamo consapevoli dello sconquasso che avrebbe provocato (…) Era la rottura con tutta una tradizione di sacralità, era la rottura con uno spirito di corpo a mezzo del quale i magistrati non potevano criticare i magistrati, ed era soprattutto il mettersi contro l’ordine che mai può essere messo in discussione dal giudice (…)”.

Denunciato il direttore di Lotta Continua Piergiorgio Bellocchio per un articolo sulla repressione a Pisa. Bellocchio si dimette. Una martellante campagna di opinione, guidata da La Stampa di Torino, accusa da tempo il gruppo Lotta continua di essere l’estremista fra gli estremisti e di fomentare la guerriglia urbana. A questa data, risultano incarcerati o colpiti da mandati di cattura 20 militanti solo di questa organizzazione.

Il settimanale Il Borghese, commentando la rivolta degli agenti della Celere a Milano dopo la morte dell’agente Antonio Annarumma, scrive: “Se il 19 novembre gli ufficiali delle caserme di Milano avessero  deciso di occupare la città, anziché schierarsi a difendere il loro generale contro i loro uomini, non avrebbero incontrato resistenza e sarebbero stati applauditi dalla popolazione”.

Reggio Calabria, mentre in piazza Italia è in corso un comizio di Giorgio Almirante, esplodono due ordigni a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e, dopo alcune ore, un terzo davanti la chiesa parrocchiale di San Bruno. Un testimone, Ugo Serranò, interrogato dalla polizia, racconterà di aver saputo “da persone di cui si rifiutava di indicare i nomi che anche gli attentati del 30 novembre erano stati programmati dalla solita cricca e cioè dal Dominici, da certo Sembianza Benito, da Genoese Zerbi Felice e dallo Schirinzi Giuseppe”.

Venezia, Gastone Romani, dirigente veneto di Ordine Nuovo invia a Pino Rauti una relazione fornendo “un quadro dettagliato delle singole situazioni e regolarti – gli scrive – in conseguenza per le opportune pressioni”, sullo stato delle federazioni del Msi di Trieste, Udine, Trento, Padova, Verona, Venezia.

 

Novembrela situazione sindacale è ancora fortemente contrassegnata dalle lotte per i rinnovi contrattuali su cui pesa in questi giorni un grave inasprimento della resistenza padronale. In queste ultime settimane sono proseguite incisive le azioni unitarie e gli incontri tra le parti sia al ministero del Lavoro che in sede sindacale, mentre il 19 si è svolto lo sciopero generale in Italia che ha paralizzato tutto il Paese.  Metalmeccanici: si sviluppa l'azione sindacale unitaria con scioperi di 12 ore settimanali che registrano una forte compattezza degli operai ed anche degli impiegati, 15 giornate di sciopero a fine mese. Proseguono gli incontri al ministero del Lavoro con la Confindustria e l'Intersind. Chimici: prosegue la lotta dei 220.000 lavoratori occupati nelle industrie chimiche e farmaceutiche. Sono stati effettuati, nella seconda metà del mese, 16 giorni di sciopero pro-capite e prosegue l'azione per l'attuazione di ulteriori 48 ore di sciopero articolato dal 20 al 29 novembre. Uno sciopero nazionale di 24 ore è stato effettuato con successo il 24, con riuscite manifestazioni unitarie in tutte le province. Proseguono, intanto, gli incontri tra i sindacati e la controparte, ma le offerte padronali anche dopo un incontro di verifica svoltosi il 24 sono ancora lontane dalle richieste. Cementieri: mentre prosegue l'azione articolata, hanno avuto inizio dal 24 gli incontri dei Sindacati con l'Assocemento e l'Intersind per verificare se vi sono le condizioni per la ripresa di rapide e concrete trattative. Lapidei: dopo l'effettuazione di 9 giornate di sciopero, si è chiusa il 16 la vertenza per il rinnovo del contratto per gli 80.000 lavoratori dell'industria dei materiali lapidei. L'accordo raggiunto prevede, tra l'altro: l'aumento dei minimi tabellari del 13 per cento, a cui va aggiunta la maggiorazione dei parametri retributivi, che hanno comportato un ulteriore aumento medio del 6 per cento (aumento medio di L. 70 orarie); la riduzione di 3 ore e mezza dell'orario di lavoro nel corso della durata del contratto consente alla categoria il raggiungimento della settimana di 40 ore distribuita in 5 giorni; il nuovo contratto prevede il riconoscimento e tutela dei rappresentanti sindacali nell'azienda con compiti di contrattazione; il diritto di assemblea sindacale nell'ambito dell'Azienda con la partecipazione dei dirigenti sindacali; contrattazione articolata libera e senza alcun vincolo. Continua, invece, la lotta unitaria nel settore dei laterizi. Autoferrotranvieri: dopo la rottura delle trattative provocata dalle irrisorie proposte delle controparti, è ripresa l'azione unitaria dei 95.000 lavoratori della categoria, che ha partecipato compatta agli scioperi programmati dai tre sindacati con due giornate di sciopero effettuate il 12 novembre e di ulteriori 14 ore articolate entro il mese. Peraltro, mentre prosegue l'azione, dopo l'incontro preliminare al ministero del Lavoro, saranno ripresi nei prossimi giorni gli incontri in sede sindacale. Telefonici Sit: dopo diverse sessioni di trattative nel corso delle quali sono state raggiunte intese su diversi punti (40 ore per gli operai dal 1-1-1970 — data di decorrenza del nuovo contralto  avrà la durata di 2 anni — l'assunzione in organico del personale supplente; definizione del premio di rendimento); il 1° novembre sono state interrotte le trattative a causa del rifiuto della controparte di accogliere le richieste sui diritti dei lavoratori per gli organici, i ritmi di lavoro, le promozioni, l'abolizione degli aumenti di merito e l'eliminazione degli appalti e per il controllo delle assunzioni. Anche sulla parte economica le proposte della SIT (8%) sono ben lontane dalle richieste presentate dai sindacati, soprattutto sui rapporti parametrali. Le tre organizzazioni sindacali hanno programmato un primo sciopero nazionale che ha registrato la compatta partecipazione della categoria ed ulteriori 24 ore articolate nella settimana dal 24 al 30  di novembre. Bancari: a seguito degli incontri infruttuosi con la controparte, i lavoratori della categoria hanno proseguito, a partire dal 17 e dopo 3 giornate di sciopero effettuate tra il 5 e il 14 novembre il secondo ciclo di scioperi articolati per province, della durata di 72 ore che si concluderà il 28 novembre. Ovunque. le percentuali delle astensioni dal lavoro sono state pressoché del 100%, con numerose e riuscite manifestazioni unitarie. Il  giorno 25, promossi dal Ministero del Lavoro, sono ripresi gli incontri tra le parti. Petrolieri privati: mentre proseguono gli incontri delle parti, si sviluppa la lotta articolata (già effettuate 4 giornate di sciopero) dal 23 a fine mese decisi dagli organismi provinciali per ulteriori 48 ore. Le proposte della controparte: 8 mila lire di aumento contro le 18 mila richieste; riduzione da 41 a 40 ore dell'orario di lavoro (la richiesta per i turnisti era di 36 ore); blocco dello straordinario; contrattazione aziendale; elevazione degli scatti operai dal 5 al 6% biennale per 12 scatti: indennità di anzianità 30/30 per gli operai a partire dal I gennaio prossimo, sono state acquisite. Marittimi: sono state presentate nei giorni scorsi dai sindacati alle organizzazioni armatoriali interessate, le richieste unitarie per il rinnovo dei contratti che interessano 40.000 lavoratori.  Dadi ed estratti alimentari: a seguito della lotta unitaria, il 14 novembre è stato rinnovato il contratto per i 6.000 lavoratori della categoria. Editoria: le trattative per il rinnovo del contratto nazionale della categoria, iniziate il 17 novembre, sono state interrotte il 19, dopo il rifiuto della controparte di introdurre una disciplina contrattuale su quegli istituti più qualificanti, quali il diritto d'assemblea in orario di lavoro, un nuovo inquadramento, la riduzione dell'orario di lavoro, la parificazione fra gli operai e gli impiegati, ecc. Un primo sciopero unitario di 24 ore, è stato effettualo con successo il 24 novembre. Prosegue ora la lolla articolala con ulteriori 24 ore di sciopero entro la fine ei novembre. Pellettieri: dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto dei 20 mila lavoratori del settore delle pelletterie, le tre organizzazioni sindacali hanno programmato uno sciopero di 24 ore, al quale hanno partecipato compatti i lavoratori, il 25 novembre. Altre 24 ore di sciopero articolate sono state effettuate secondo le modalità stabilite dai sindacati provinciali. Inoltre, le tre organizzazioni sindacali hanno chiamato i lavoratori a scioperare per 12 ore pro-capite nelle settimane successive, dal 1 al 14 dicembre. Sospeso in tutte le aziende lo straordinario. Spazzole e pennelli: in seguito alle posizioni negative della controparte il 20 novembre sono state interrotte le trattative per i 5.000 lavoratori del settore. Un primo sciopero di 24 ore unitario è stato effettuato il 27 novembre, mentre nel periodo successivo è stato dichiarato uno sciopero di 12 ore articolate, secondo le modalità che verranno stabilile dai sindacali provinciali. Matite e penne: a seguito della rottura delle trattative è stato effettuato un primo sciopero unitario nazionale il 27 novembre, mentre ulteriori 48 ore articolate saranno attuate fino al 6 dicembre. Orafi e argentieri: continuano gli incontri per il rinnovo del contratto degli oltre 40.000 lavoratori della categoria, mentre prosegue l'azione sindacale con scioperi e manifestazioni. Il 26 novembre si è svolta a Valenza Po, che conta 15.000 lavoratori della categoria, una manifestazione nazionale alla quale hanno partecipato delegazioni delle altre province interessate. Pastai e mugnai: è stato effettuato un primo sciopero unitario per il contratto nazionale il 10 novembre, che ha registrato la compatta partecipazione, anche degli impiegati. Successivamente, l'azione articolata si è sviluppata a livello provinciale con altre 24 ore di sciopero. Ulteriori 24 ore articolate, dopo il secondo sciopero nazionale, effettuato il 26 novembre, saranno effettuate nei prossimi giorni. Alla base della vertenza, la unificazione contrattuale dei pastai con i mugnai, la riduzione dell'orario di lavoro, i diritti sindacali, ecc. I Risieri, dopo 15 giornate di sciopero, i 6000 lavoratori hanno ottenuto il rinnovo del contratto con un aumento del 12% sui minimi conglobati, la riduzione di 4 ore dell'orario di lavoro per arrivare entro i tre anni di durata del contratto a 40 ore, diritto d'assemblea in fabbrica, elevazione del premio speciale a 170 ore, miglioramento delle ferie, ecc. Pubblici esercizi: dopo 9 giornate di sciopero unitarie nella mattinata del 24 novembre è stato raggiunto un importante accordo contrattuale che prevede, tra l'altro, l'unificazione dei tre contratti (bar, pasticceria, ristorante); L. 60.000 di minimo nazionale, considerato base 100 sia per le province che rientrano in tale livello, che per quelle che hanno un trattamento superiore; orario di lavoro da 54 a 46 ore di lavoro: 4 scatti di anzianità triennali con l'applicazione del primo scatto per coloro che hanno maturato 3 anni di anzianità: per i percentualisti è stato riconosciuto il diritto alle ferie e alla tredicesima mensilità ed al 40% della 14ma; l'indennità di anzianità elevata da 12 a 15 gg.; contrattazione integrativa, diritto di assemblea nelle aziende con più di 25 dipendenti. Gli aumenti complessivi sono circa del 30% per i 180.000 lavoratori della categoria. Acquedotti privati: stato rinnovato il contratto con consistenti aumenti economici e normativi. Enti locali: nei giorni 3, 4 e 5 dicembre è stato proclamato uno sciopero nazionale di tutti i lavoratori. Braccianti e salariati: rotte le trattative iniziate il 20 novembre per la stipula del patto nazionale dei braccianti e salariati fissi. Il complesso delle richieste riguarda l'istituzione del delegato di azienda, l'istituzione della cassa integrazione, la giusta causa e il diritto di assemblea nel posto di lavoro. Imposte e consumo: il 3 dicembre per il contratto nazionale del settore imposte di consumo in appalto verrà effettuato un nuovo sciopero unitario. 

La novità di questa fase di lotte è che numerosi Consigli comunali si sono apertamente schierati al fianco dei lavoratori. Il primo Consiglio comunale a prendere posizione è stato quello di Venezia, dove la battaglia contrattuale sta impegnando duramente i lavoratori e in particolare i 12 mila del Petrolchimico. Le ragioni dello scontro venivano illustrate da un operaio ai consiglieri, riuniti all'interno del grande stabilimento, e subito dopo il comune stanziava per i lavoratori 250 milioni di lire, decidendo inoltre di partecipare allo sciopero generale per la casa in quanto CGIL. CISL e UIL ponevano con lo slancio e la forza di una grande battaglia di massa «obiettivi di riforma economica e sociale come esigenza oggettiva della situazione»Dopo Venezia anche il comune di Bologna si è schierato con i lavoratori in lotta, stanziando 50 milioni per i lavoratori più bisognosi, deliberando inoltre una serie di altre misure (trasporti urbani gratuiti per gli operai e gli studenti, refezione scolastica gratuita, dilazione e rateizzazione delle bollette della luce, del gas e dell'acqua. sospensione del pagamento delle rette ospedaliere). Analoghe decisioni sono state adottate dalle amministrazioni di Ferrara, Terni. Novara. Torino (che ha stanziato per i lavoratori 100 milioni), Livorno (50 milioni). Milano (300 milioni), Arezzo. Firenze (Provincia). Pisa, Ancona, Taranto e numerose altre amministrazioni minori soprattutto in Emilia e in Toscana. In Sardegna il Consiglio regionale ha destinato a sostegno dei lavoratori in lotta cento milioni di lire. In molte città la partecipazione degli enti locali alla battaglia sindacale diventava una «componente» tutt'altro che secondaria della battaglia stessa. A Milano l'amministrazione municipale di centrosinistra è stata duramente accusata dal presidente dell'Assolombarda. Dubini che l'ha invitata perentoriamente ma invano a tenersi «al di sopra delle parti»

Cgil, Cisl e Uil decidono di rifiutare qualsiasi partecipazione con la CISNAL a riunioni di ogni genere. 

Romale gravi conseguenze provocate dall'attuale politica dei trasporti e la necessità di modificarla radicalmente, rendono necessario ed urgente un accordo tra i sindacati, dei Paesi della Comunità europea che tenda a concretizzare azioni comuni nell'interesse dei lavoratori e della collettività. Lo hanno stabilito le organizzazioni di categoria della CGIL e della CGT che hanno dato vita, anche, ad un Comitato europeo dei sindacati dei trasporti. I due sindacati hanno proposto a tutte le organizzazioni sindacali dell'Europa occidentale — senza distinzione di affiliazione nazionale od internazionale — di unirsi nell'azione comune.

Trento, scendono in agitazione i lavoratori, in prevalenza donne, della Brinkmann, contro il rifiuto della direzione di pagare integralmente il premio di produzione. La Brinkmann risponde minacciando licenziamenti. Le operaie occupano la fabbrica.

La Federazione nazionale combattenti della Rsi distribuisce volantini in cui si invitano gli ex combattenti a “non farsi strumentalizzare per un colpo di Stato reazionario”.

Miano (Napoli), la protesta dei dipendenti della clinica psichiatrica Villa Russo è repressa dalla polizia. 

Il capitano di vascello Fulvio Martini passa al Sid dove resterà fino al settembre del 1978, con una parentisi tra l’ottobre 1972 e l’ottobre 1973 quando sarà al comando dell’incrociatore Vittorio Veneto.

Francia, in agitazione i lavoratori della Rapt (metrò) per ottenere la anticipazione dell’età pensionabile e la riduzione dell’orario di lavoro. In sciopero anche gli operai della Renault di Le Mans che, in seguito alla cassa integrazione decisa dopo la fermata di un’officina, occupano lo stabilimento sfondando i cancelli. La direzione ritira il provvedimento.

 

1 dicembre: costituita a Roma la società a responsabilità limitata Mondial Export-Import. La sede è presso il commercialista Romano Coltellacci, appartenente al Cson (Centro Studi Ordine Nuovo) rientrato nel Msi. Amministratori della società Mario Tedeschi, appartenente invece al settore dissidente del Mpon (Movimento Politico Ordine Nuovo) e omonimo del direttore del settimanale Il Borghese, e Alessio Borracino. la società - che riunisce entrambe le componenti i Ordine Nuovo - sarà uno dei terminali di finanziamento del movimento. Tra l'altro sarà accusata di traffico d'armi verso paesi africani.

Roma, la polizia fa irruzione nella facoltà di Legge dove si rappresenta Paradise now del Living Theater, interrompendo lo spettacolo e fermando gli attori.

Torino, scioperano per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici Fiat Mirafiori, Lancia, Nebiolo. Un picchetto operaio alla porta 2 di Mirafiori  è assalito con manganelli e catene da una squadraccia di “nuclei aziendali corporativi” del Msi. Un operaio è ricoverato in ospedale. Sono in corso da una settimana scioperi nelle carrozzerie e nelle officine di montaggio.

Milano, cortei di pendolari contro il caro trasporti, mentre entrano in lotta i lavoratori del commercio.

Il settimanale Life pubblica le fotografie del massacro americano nel villaggio vietnamita di Song My. Il servizio è ripreso dell’Unità. Intervistato sul massacro, il pubblico ministero americano al processo di Norimberga ricorda che in durante il processo ai criminali di guerra nazisti non venne riconosciuto come motivo di esenzione o attenuante del crimine, il fatto di aver ricevuto l’ordine di uccidere.

Francesco Tolin, direttore di Potere Operaio è condannato per direttissima dal Tribunale di Roma a 1 anno e 5 mesi di reclusione per “istigazione degli operai alla rivolta contro lo Stato ed in particolare degli operai della Fiat a danneggiare detto complesso”, nonché “violenza privata, resistenza alla forza pubblica, danneggiamento”. La condanna suscita vivaci proteste fra i giornalisti, molti dei quali  chiedono la proclamazione di uno sciopero.


1 – 10 dicembre: scioperi articolati di metalmeccanici e chimici per il rinnovo dei contratti. Entrano in sciopero anche gli ospedalieri,  i telefonici, mentre gli statali annunciano uno sciopero per il 15 dicembre. Proseguono gli scioperi nelle aziende dei manufatti in cemento. Permane infatti in questo settore un'intransigenza padronale, pur dopo i rinnovi contrattuali degli edili, dei laterizi e dei cementieri. Continuano gli scioperi nazionali e articolati e per settore spazzole e pennelli per rimuovere l'intransigenza della controparte sulle rivendicazioni unitarie presentate.

 

2 dicembre: Roma, riprese le trattative per i contratti nazionali dei lavoratori delle navi da carico e passeggeri dell'armamento privato. Una prima sessione delle trattative si era svolta nell'ultima settimana di novembre

Il Leaving Theatre di Julian Beck è invitato formalmente dalla questura di Roma a lasciare l'Italia a causa dello spettacolo Paradise now, ritenuto osceno.

Vanzago (Milano), l’industriale Ulisse Cantoni spara con un fucile da caccia contro gli operai in sciopero che sostano davanti alla ditta, provocando diversi feriti. Sarà rimesso immediatamente in libertà, mentre saranno denunciati 11 operai.

Castelgomberto (Vicenza), requisita la Fari dall’amministrazione comunale, come richiesto dai sindacati e dai lavoratori che occupano lo stabilimento dal 30 ottobre.

Roma, emessi 27 mandati di cattura a carico di altrettante persone accusate di aver preso parte agli attentati contro i distributori di benzina. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere, alla violenza privata, estorsione, danneggiamento ed altro.

 

3 dicembre: Forlì e Ferrara, scendono in piazza i mezzadri e i braccianti per il rinnovo dei patti

Bologna, si tiene un convegno organizzato da Arci, Acli, Endas ed altre associazioni sul tema “Come la Rai tv informa il paese delle attuali lotte sindacali e sociali”. Le organizzazioni promotrici chiedono alla Commissione parlamentare di vigilanza e alla presidenza del Consiglio di affidare alle organizzazioni sindacali la gestione delle informazioni dal mondo del lavoro.

Ferrara, la polizia sgombera l’istituto Copernico, occupato dagli studenti.

 

3 – 5 dicembre: scioperano i dipendenti degli enti locali per il rinnovo del contratto.


3 - 7 dicembre: Ariccia (Roma), XVII congresso dei Postelegrafonici. Al centro del dibattito la verifica dei risultati raggiunti con le lotte e la nuova struttura organizzativa della Federazione

 

4 dicembre: Milano, 100.000 metalmeccanici, in sciopero per il contratto. I manifestanti esprimono anche la loro solidarietà agli operai arrestati dalla polizia dopo gli incidenti di corso Sempionedel 4 novembre.

Porto Marghera (Ve), la Montedison sospende col ricorso alla cassa integrazione la maggioranza dei lavoratori della Chatillon, non interessati alle vertenze in corso,  sostenendo che manca il lavoro  per gli scioperi del Petrolchimico.

Scioperano i bancari.

Roma, il Parlamento approva, e altrettanto farà quello austriaco, il cosiddetto "pacchetto" delle misure in favore della Provincia di Bolzano. Si chiude così la controversia tra Austria e Italia. Le misure, che hanno come base l'autonomia della Provincia, consistono in una serie di provvedimenti per la tutela dei sudtirolesi e in un calendario operativo per la loro attuazione. Contro il "pacchetto" prendono posizione gli ambienti dell'estremismo radicale austriaci, tedeschi e italiani.

La Corte Costituzionale stabilisce che il concubinato e l’adulterio non costituiscono più reato, ma solo causa di separazione dei coniugi. Con un'altra sentenza, la suprema Corte stabilisce la necessità della presenza del difensore agli interrogatori di polizia.

 

5 dicembre: Roma, rispondendo alla Camera ad un’interrogazione comunista sui fatti di Avola, il sottosegretario agli Interni Salizzoni afferma che a carico degli ufficiali ed degli agenti “non sono emersi elementi suscettibili di provvedimenti disciplinari”. E’ anche accettata in toto la versione dei carabinieri sui fatti di Vanzago: cioè che i colpi d'arma da fuoco esplosi dall’industriale verso gli operai, sarebbe sarebbero stati sparati durante una colluttazione.

Milano, sciopero di 48 ore dei dipendenti dei grandi magazzini.

Torino, 2.000 operai delle Ferriere Fiat manifestano davanti alla sede della Rai

La Spezia, gli studenti dell’Itis occupano l’istituto per richiedere l’abolizione delle tasse scolastiche, tariffe più eque per i trasporti e la fine dell’autoritarismo. A Genova, gli studenti dell’Itis dopo una lotta, ottengono il diritto di assemblea e il rientro di un loro compagno sospeso.

Genova, scioperano i metalmeccanici insieme ai marittimi, questi ultimi dopo che gli armatori hanno impedito l’ingresso di esponenti sindacali sulla nave Anna C, dove era convocata un’assemblea e l’annuncio di Costa di mettere in disarmo la Federico C, che avrebbe dovuto salpare in giornata. Costa, il giorno successivo, cede e firma l'accordo.

Ferrara, la polizia interviene per impedire un’assemblea degli studenti del Copernico, chiuso dal preside dopo lo sgombero di due giorni prima, e dell’istituto per ragionieri Monti. Nel pomeriggio, su richiesta del rettore,  sgombera l’ateneo.

Trieste, ocupata la facoltà di Economia e commercio.

Pino Rauti scrive a Carlo Maria Maggi per ribadire che il rientro di Ordine Nuovo nel Msi non significa lo scioglimento del gruppo che continua a vivere come movimento autonomo all’interno del partito.

 

5 – 6 dicembre: scioperano i lavoratori dei supermercati, in prevalenza donne. I salari delle commesse, la gran parte giovanissime, non superano le 60-70.000 lire mensili (90.000 con molte ore straordinarie), mentre le ferie e i riposi non sono di fatto garantiti.

 

6 dicembre: il Pci decreta lo stato di massima vigilanza, aumentando i livelli di controllo nelle federazioni

Romadopo 3 giorni di sciopero nazionali ed articolati, si sono concluse le trattative per il rinnovo del contratto dei lavoratori delle Case editrici

Piombino, sciopero e manifestazione di protesta dopo l’incendio della “tenda dei lavoratori” eretta in piazza Verdi.

Roma, manifestano migliaia di lavoratori del settore cooperativo, rivendicando la riforma del settore e dei crediti, nonché misure contro il carovita.

Milano, attentato incendiario contro la sezione del Pci in via Monreale.

Palermo la polizia, prendendo a pretesto le minacce rivolte ad un militante missino intento a strappare manifesti dell’Unione marxisti leninisti, procede ad una serie di perquisizioni domiciliari, interrogatori e schedature di militanti di sinistra.


7 dicembre: Roma, raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto dei chimici: orario settimanale a 40 ore in cinque giorni, tre settimane di ferie e aumenti globali di 19.000 lire mensili.

Il giornale londinese Observer  - smentito con molto ritardo e in base a conclusioni che susciteranno grandi perplessità - scrive che il direttore dell’ufficio diplomatico del ministero degli esteri di Atene, Michel Kottakis, ha spedito a Roma, il 15 maggio 1969, un plico all’ambasciatore Antonio Puburas. Contiene un(....) rapporto sulla situazione italiana (...) redatto da un agente dei colonnelli greci in Italia, da cui si apprende l’esistenza di una organizzazione, legata ai servizi segreti del colonnello Papadopulos (KYP), per attentati in Italia, come parte di una trama progettata da elementi di estrema destra e da militari per un colpo di stato inco­raggiato e appoggiato dal governo greco. Contiene inoltre una lettera d’accompagnamento dello stesso Kottakis che gira il rapporto alle autorità greche in Italia. Il funzionario precisa che il rapporto “confidenziale” è opera “di una delle no­stre fonti in Italia” e precisa “che la situazione in Italia presenta per noi molto inte­resse e prova che gli eventi si evolvono in senso molto favorevole per la rivo­luzione nazionale. Sua eccellenza il Presidente ritiene che i difficili sforzi intrapresi da lunga data dal governo nazionale ellenico in Italia, comincino a dare i loro frutti” (atti inchie­sta giudice Stiz). Nel rapporto la fonte riferisce degli incontri avuti in Italia con il Signor P: “Il signor P ha avuto un incontro con i rappresentanti delle forze armate e ha lun­gamente analizzato le opinioni del governo ellenico sulla questione italiana (…) Ab­biamo poi trattato la questione dell’azione futura ed ab­biamo proceduto ad una pre­cisa ripartizione dei compiti (…) Per quanto riguarda la Gendarmeria italiana, il si­gnor P mi ha detto che i suoi rappresentanti hanno studiato con grande interesse la sua proposta. Essi sono stati profondamente im­pressionati dalle informazioni sul ruolo assunto dalla polizia militare ellenica nella prepara­zione della rivoluzione. Hanno accettato unanimemente la sua opinione che in Italia sol­tanto la Gendarme­ria potrebbe assumere tale ruolo (…) Le azioni la cui realizzazione era prevista per epoca anteriore non hanno potuto realizzarsi prima del 20 aprile. La modifica dei nostri piani è stata necessaria  per il fatto che un contrattempo ha reso difficile l’accesso al padiglione Fiat. Le due azioni hanno avuto un notevole effetto (…) Per quanto riguarda la stampa non sarei troppo sod­disfatto. Attualmente, oltre a Il Tempo, ho continui contatti con il Giornale d’Italia. Penso di essere in grado di otte­nere su questi due giornali la pubblicazione di qualunque materiale il governo na­zionale ritenesse utile” (atti inchiesta giudice Stiz). Le rivelazioni, che possono essere inquadrate in un azione dei servizi inglesi tesa ad arginare la crescente influenza statunitense nel mediterraneo, sono firmate da Leslie Finer. Il signor P venne indicato in Pino Rauti, ma l'identità non fu mai confermata in sede processuale

Attentato alla Questura di Reggio Calabria. Le indagini, dirette dal questore Emilio Santillo, si concludono 16 giorni dopo con la denuncia dei fascisti Aldo Pardo e Giuseppe Schirinzi. Giovandomenico Zoccoli e Demetrio Modaferri sono denun­ciati per favoreggiamento. Schirinzi viene fermato a Roma in un appartamento di Viale Vaticano 48. Pardo e Schirinzi hanno partecipato al viaggio in Grecia e hanno militato nelle varie formazioni di destra. In particolare hanno sempre man­tenuto stretti rapporti con il Fronte Nazionale. Schirinzi è a Roma il 12 dicembre. Affermerà poi: (…) opera un’organizzazione politica di estrema de­stra facente capo al co­mandante Valerio Borghese (…) di tale movimento, capeggiato a Reg­gio Calabria, da Felice Genoese Zerbi, fanno parte Carmelo Dominici, Be­nito Sem­bianza, Giu­seppe Barletta, Aldo Pardo, Francesco Ligato e un certo Pa­ratore” (rapporto que­stura RC del 23.12.1969 n.39610/2°). Un anno dopo, in carcere, Schirinzi e Pardo chiederanno e otterranno l'affiliazione al clan della 'ndrangheta che fa capo al boss Giorgio De Stefano.

Tra novembre e dicembre, Reggio Calabria è una vera e propria polveriera. Cariche di tritolo esplodono alla centrale SIP, al Catasto, alla chiesa di San Brunello (in coincidenza con un comizio di Almirante), alla Standa, in due sezioni democristiane, in una caserma dei carabinieri, al Genio Civile e alla chiesa di San Lorenzo Marina. L’attentato alla questura avviene il giorno prima di una manifestazione di Valerio Borghese e cinque giorni prima degli attentati di piazza Fontana e di Roma.

 

8 dicembre: Milano, gli studenti che contestano l'inaugurazione della stagione teatrale sono caricati dalla polizia: 48 fermi tra i manifestanti.

Scarcerato l’industriale Cantoni, di Vanzago, autore della sparatoria del 2 dicembre. Incarcerati, invece, 4 fra gli 11 operai denunciati (fra i quali i 5 feriti).

Ferrara, gli studenti antifascisti greci denunciano la presenza in Università di emissari-spia dei colonnelli.

 

9 dicembre: siglato l’accordo per il rinnovo del contratto fra i sindacati metalmeccanici e l’Intersind, che prevede concessioni su salario, orario di lavoro e diritti sindacali. E’ stato anche siglato l’accordo nel settore editoriale e si prospetta quello dei chimici. Gli scioperi articolati continuano per i metalmeccanici del settore privato.

Dopo due settimane di sciopero articolato, per complessive 3 giornate e mezzo pro capite, sono riprese le trattative del settore matite penne e pennini. Confermato comunque il programma di lotta già definito

Il segretario nazionale del Psu Mauro Ferri, in un’intervista alla Stampa di Torino, dichiara che è ipotizzabile una collaborazione fra democristiani, socialdemocratici e liberali, nel caso si prospetti la “drammatica necessità di garantire la libertà come dopo la crisi del luglio ‘60”.

Roma, l'anarchico Pietro Valpreda è convocato a Milano dal giudice Amati nell'ambito dell'inchiesta per lgli attentati del 25 aprile. L'11 dicembre partirà per Milano.

Milano, l’assemblea degli studenti decide l’occupazione della Cattolica.

Una nota confidenziale del Viminale riferisce che Randolfo Pacciardi si è incontrato col ministro degli Esteri greco Pipinelis, dietro sua richiesta, per ottenere finanziamenti per il suo movimento come già ottenuti dal governo del generale De Gaulle, anche se poi “ne fa uso del tutto personale, ed anche famigliare”. Sarebbe quindi effettivamente lui il “signor P” di cui ha parlato il giornale britannico The Observer. La nota riferisce anche che “il direttore nominale di Nuova repubblica, Giano Accame, molto vicino alla corrente politica del Borghese, ha fatto un viaggio ad Atene anche lui, evidentemente in stretto collegamento col suo principale Pacciardi. Al ritorno egli ha cercato di spiegare che i colonnelli non sono fascisti (…). Le informazioni arrivano da Camillo Romiti, amministratore di Nuova Repubblica.

 

9 – 10 dicembre: scioperano il personale, docente e non, delle scuole; i braccianti, che manifestano in alcune città fra le quali Palermo, e decidono di continuare le astensioni dal lavoro con un calendario articolato dal 15 al 31 dicembre; il personale finanziario delle amministrazioni statali; i bancari iniziano scioperi articolati che continueranno fino al 23.

Contrattazione integrativa: nelle aziende dei settori alimentari sono aperte diverse vertenze per la contrattazione integrativa. I contenuti rivendicativi riguardano le qualifiche, i premi di produzione, il diritto di assemblea, pause e rimpiazzi, condizioni ambientali, ecc. Le aziende dove le vertenze sono in fase di lotta, riguardano specialmente i settori delle conserve animali, dolciari, alimenti zootecnici e lattiero-caseari. Tra i primi risultati raggiunti vi è da rilevare l'accordo alla Perugina, sui cottimi, i delegati di reparto, il premio di produzione, e il diritto di assemblea. Anche per il gruppo Invernizzi, è stato raggiunto un importante accordo che prevede l'aumento del premio di produzione di 10.000 lire mensili, l'indennità feriale è stata elevata da 155 a 180 ore, il diritto di assemblea durante l'orario di lavoro per 10 ore annue retribuite con la partecipazione dei dirigenti sindacali. Nelle aziende tessili, i 5.500 lavoratori del gruppo Valle Susa hanno effettuato nei giorni scorsi un primo sciopero di 24 ore. Di fronte alla ferma volontà dei lavoratori di sviluppare la lotta, la direzione si è dichiarata disposta a dare inizio alla trattativa. Alla Monti, dopo una serie di trattative sui problemi del cottimo e dei delegati di reparti, si è giunti alla rottura con la ripresa dell'azione sindacale. Altre importanti vertenze aperte nelle fabbriche dell'abbigliamento e tessile riguardano il complesso Abital, la Bloch, la Monsummano, nonché la Klopman, dove l'azienda di recente costituzione, è stata costretta a ritirare lo ingiustificato licenziamento di un membro della  C I. e a dare avvio alle trattative sulle richieste presentate dai lavoratori. 

 La Procura di Firenze ha denunciato per «abbandono collettivo di pubblici uffici» centinaia di vigili urbani che avevano partecipato allo sciopero del 19 novembre. Le organizzazioni sindacali toscane della CGIL, CISL e UIL, in un comunicato unitario, hanno ravvisato nella decisione del procuratore generale di Firenze Calamari «un atto intimidatorio contro la categoria» e una violazione del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione, chiedendo l'intervento degli organi sindacali nazionali presso le autorità. Altre denunce per scioperi sono state presentate a Catania, Palermo, Pistoia e in Versilia.

10 dicembre:  1.500.000 lavoratori delle campagne manifestano nelle città e nei comuni la loro volontà di lotta e di avanzata sociale. A Roma si svolge un Convegno nazionale unitario di dirigenti ed attivisti della categoria, promosso dalle segreterie nazionali CCIL, CISL e l'IL, per rilanciare di fronte all'opinione pubblica e al governo i problemi contrattuali, di riforma del collocamento e della previdenza, di sviluppo dell'occupazione, per la cui soluzione i braccianti stanno oggi lottando in tutto il Paese. Nel corso del Convegno, aperto da Paolo Sartori segretario generale della FisbaCISL, hanno preso la parola Bruno Storti per la Cisl, Aride Rossi per la  Uil e il compagno Rinaldo Scheda per la CGIL. L'unità raggiunta nella lotta dai lavoratori la si è ritrovata anche nei discorsi che i tre segretari confederali hanno pronunciato davanti ad una platea dove le parole d'ordine «contratto», «collocamento», «Avola», sono risuonate in continuazione. Denunciato l'atteggiamento provocatorio della Confagricoltura, che due settimane or sono ha portato ad una ennesima rottura delle trattative per i patti nazionali; riaffermato l'urgenza e la necessità di risolvere, secondo gli obiettivi indicati dai sindacali di categoria, i problemi di riforma del collocamento e della previdenza agricola su cui i lavoratori si stanno oggi battendo e che il governo deve adottare entro la fine dell'anno in corso. Di fronte alla gravita di questi problemi e alle posizioni espresse dalla Confagricoltura e dal governo, la presenza e l'impegno delle Confederazioni nella lotta dei braccianti acquistano un significato politico ben preciso e cioè il significato dell'unità fra operai dell'industria e proletari agricoli contro quelli che — come ha ricordato Scheda concludendo la manifestazione — oggi sono «gli intendimenti precisi dei gruppi padronali più retrivi dell'industria e dell'agricoltura. Si sogna di creare una situazione di provocazione e di confusione in cui sia possibile attuare involuzioni autoritarie. Ebbene dobbiamo dire con fermezza, e con chiarezza che i lavoratori, i loro sindacati, l'insieme delle forze democratiche, sono in grado di respingere ogni tentativo autoritario. Nessuno deve farsi illusioni. È meglio perciò abbandonare i sogni velleitari ed accogliere le rivendicazioni dei lavoratori, compatibili e necessarie allo sviluppo democratico e civile della società».

Palermo, un commando di una decina di persone fa irruzione negli uffici dell’imprenditore edile Salvatore Moncada. Sono uccise 4 persone fra cui Michele Cavataio, killer di Cosa Nostra. Con questo episodio - strage di viale Lazio -  finisce la guerra fra le cosche mafiose che aveva caratterizzato gli anni ‘60 e segna la ripresa delle attività di Cosa No­stra. Viene formato un triumvirato incaricato di rimettere in sesto l’organizzazione mafiosa di cui fanno parte Salvatore Riina, uomo di Luciano Liggio, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti.

Dopo cinque anni di trattative viene firmato l’accordo per la fornitura di metano tra URSS e ENI. In cambio l’Italia fornirà all’URR attrezzature industriali.

Giovanni Ventura parte in aereo dall’aeroporto di Venezia per Roma dove si reca nella sede della casa editrice Ennesse insieme ad Antonio Massari. All’aeroporto è stato accompagnato dal fra­tello Angelo e da Franco Comacchio. Durante il ritorno Angelo confida a Comacchio che “tra poco sarebbe avvenuto qualcosa di grosso: in particolare una marcia di fascisti a Roma e che qualcosa sarebbe avve­nuto nelle banche” (atti inchiesta G.I. Gerardo D’Ambrosio). Alla sera si tiene a Roma una riunione a cui partecipano “numerose personalità”. Lo rivela l’avvocato Vittorio Ambrosini, ambigua figura del sottobosco fascista ed ex agente dell’OVRA, padrino di cresima del ministro Franco Restivo e fratello del presidente della Corte Costituzionale, Gaspare. Fa con insistenza il nome di Pio D’Auria. Davanti ai giudici, poi, smentirà tutto anche se prima aveva confidato ad alcuni amici di essere terrorizzato. Nel settembre del 1971 verrà ricoverato al Policlinico Gemelli dove, il pomeriggio del 20 ottobre, precipiterà da una finestra del 7° piano.

Lo stesso giorno Pietro Valpreda lascia Roma diretto a Milano dove, il giorno 15, dovrà essere sentito dal giudice: è l’uomo giusto al momento giusto.

Padova: nel pomeriggio un giovane entra nella valigeria Al Duomo e chiede “tre borse di sky, di basso costo e senza scomparti”. Ne compra 4: tre di modello 2131 City di colore marrone e una 2131 Peroso di colore nero. Le borse sono tutte prodotte dalla ditta tede­sca Mosbach-Gruber

Inizia uno sciopero di 4 giorni dei dipendenti delle società petrolifere private per il rinnovo del contratto.

Firenze, al processo d’appello per i fatti della Bussola, l’accusa rappresentata dal dottor Cantagallo, dopo aver elogiato il comportamento delle forze di polizia, chiede complessivi 62 anni di carcere per gli imputati.

Il ministro degli Interni Franco Restivo conclude alla Camera il discorso sull’ordine pubblico iniziato il giorno precedente, affermando che la gran parte degli atti di violenza verificatisi in Italia sono imputabili all’“estremismo anarcoide”.

La direzione nazionale del Pci condanna con un duro comunicato il comportamento “avventuristico” dei dirigenti socialdemocratici.

Giorgio Almirante, in una intervista rilasciata al giornale tedesco Der Spiegel afferma che, a suo avviso, la battaglia contro il comunismo giustifica tutti i mezzi e che è venuto il momento di non fare più distinzioni fra mezzi politici e militari per definire, una volta per sempre, la situazione in Italia.

Svezia, i minatori riprendono le astensioni dal lavoro, per più giorni, a Svappaara, Kiruna, Malmberget-Gallivare, nel più grande sciopero minerario verificatosi dal 1945.

 

11 dicembre: Milano, fra le vetture contravvenzionate  dai vigili urbani di Milano l’11-12 dicembre nei pressi  della Banca dell’agricoltura, in piazza Diaz a circa 400 metri dalla banca, vi è la autovettura Fiat 1500 targata PD 121532 di Dario Zagolin, padovano, esponente del Msi e informatore dei servizi di sicurezza. Lo Zagolin “aveva fornito le notizie dell’incontro a Padova tra il Freda e il Delle Chiaie”  (atti della 4° istruttoria sulla strage del 12 dicembre. cfr. Gianni Flamini, Il partito del Golpe).

Il settimanale Epoca esce nelle edicole con una appariscente copertina tricolore. Il giornalista Pietro Zullino, legato al socialdemocratico Italo De Feo, scrive  che se non verrà raggiunto un accordo politico e si dovesse, pertanto, ricorrere ad elezioni anticipate e il loro responso non fosse accettato dalle sinistre, “le Forze armate potrebbero essere chiamate a ristabilire immediatamente la legalità repubblicana”.

Roma, il Senato approva lo Statuto dei lavoratori.

Sciopero generale nella zona del Brenta a sostegno dei lavoratori della Mira Lanza.

Milano, un gruppo di studenti della Statale scopre in un sotterraneo dell’ateneo un’apparecchiatura usata dai servizi per registrare le assemblee e le riunioni del movimento.

Roma, s’incontrano in tarda serata Mario Merlino e Stefano Delle Chiaie.

Atene, nelle carceri Coridallos presso il Pireo, Averoff e dell’isola di Egina, 400 prigionieri politici organizzano uno sciopero della fame per protestare contro la repressione e le dure condizioni di carcerazione.

 

12 Dicembre: Milano, alle ore 16,37 nel salone della Banca dell’agricoltura a piazza Fontana, esplode un ordigno che provoca la morte immediata di 13 persone e 90 feriti, due dei quali moriranno in seguito.  Muoiono: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Ennio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangallo, Angelo Scaglia, Carlo Silva, Attilio Valè. Qualche minuto prima, un commesso della Banca commerciale, Rodolfo Borroni, aveva rinvenuto una borsa depositata in un passaggio contiguo all’ingresso dell’istituto bancario che, come si accerterà, conteneva una bomba. Questa viene fatta esplodere alle 21.12 alla presenza del procuratore della repubblica di Milano, Enrico De Peppo, del suo sostituto Pasquale Carcasio, del vice questore Vittoria, del perito balistico Teonesto Cerri. Il maresciallo Bizzarri, artificiere, dichiarerà successivamente alla stampa: “L’avrei disinnescata io ma nessuno me lo ha chiesto. E’ stato più pericoloso farla brillare che aprirla”. Ancora in piazza Fontana, dove si era recato dopo la strage, in serata viene aggredito il senatore comunista Gianfranco Maris

Le indagini si indirizzano subito verso gli anarchici.

Milano, alle 11.30 circa Giuseppe Pinelli riceve la visita di Nino Sottosanti, ex legionario. Costui si era messo in contatto con Pinelli nei mesi precedenti, e riceveva da lui piccole somme del soccorso ‘Crocenera’ da inviare agli anarchici incarcerati e particolarmente a Tito Pulsinelli, a favore del quale Sottosanti aveva testimoniato il 2 novembre confermando il suo alibi.  I due pranzano ed escono insieme da casa alle 14.30; si recano a prendere un caffè nel bar Fabiani, all’angolo tra via Morgantini e via Civitali dove Pinelli consegna al Sottosanti un assegno di 15 mila lire della Banca del Monte. Sottosanti sarebbe rimasto con Pinelli fino alle 15 circa poi, secondo la sua testimonianza, sarebbe andato ad incassare l’assegno e a prendere l’autobus per Pero, dove abitano i genitori di Pulsinelli, arrivando alle 16, 20 circa; il quale percorso costituisce il suo alibi per il giorno della strage (si tratta della stessa persona che il taxista Rolandi, alla vista della fotografia, definisce ‘un Valpreda ritoccato’; un impiegato della Banca del Monte, ha smentito la parte dell’alibi riguardante l’ora dell’incasso dell’assegno). Pinelli è tornato invece al bar, dove gioca a carte con Mario Pozzi e Mario Magni, andandosene verso le 17.15 per andare alla stazione Garibaldi a ritirare la tredicesima. Si reca poi nella sede del circolo Ponte della Ghisolfa dove scrive a macchina una lettera indirizzata a Paolo Faccioli, anarchico detenuto a San Vittore per gli attentati del 25 aprile 1969. Si reca quindi al circolo anarchico di via Scaldasole n.5, a Porta Ticinese. Qui trova il commissario di Ps Luigi Calabresi che con altri poliziotti procede alla perquisizione della sede e al fermo dell’anarchico Sergio Ardau; e, su invito del funzionario, si accoda col suo motorino alla Fiat 850 civile della polizia, in direzione della Questura centrale in via Fatebenefratelli. Sono le 19.30. Giunge in Questura verso le 20.00 e verso le 24.00 telefona alla moglie per tranquillizzarla, apprendendo che la polizia aveva perquisito la sua abitazione, portando via la lettera della ‘Crocenera’ e le matrici di 2 libretti di assegni.

Roma, alle ore 16,45 nella sede della Banca nazionale del lavoro esplode un ordigno che ferisce 14 persone. Alle 17,16, una seconda bomba deflagra sotto un pennone portabandiera all’Altare della patria. Alle 17,24 un terzo ordigno esplode, sempre all’Altare della patria, davanti all’ingresso del Museo del risorgimento, provocando tre feriti. Intorno alla capitale, sono in atto movimenti di truppe corazzate.

Dopo gli attentati, un telegramma di Giuseppe Saragat invita “le forze dell’ordine democratico (... ) e la autorità giudiziaria innanzi alla quale giacciono denunce per istigazione ad atti di terrorismo (…) a restituire alla legge voluta dal popolo la sua sovranità” e i cittadini ad “assecondare l’opera della giustizia e delle forze democratiche nella difesa della vita contro la morte”.

Il presidente della repubblica, Giuseppe Saragat, convoca al Quirinale il ministro degli Interni Franco Restivo, il ministro della Difesa Luigi Gui, il generale comandante dell’Arma dei carabinieri, Luigi Forlenza, il capo della polizia Angelo Vicari ed altri rappresentanti dei “corpi separati” per esaminare la possibilità di dichiarare lo stato di “pericolo pubblico” in base  agli articoli 214 e seguenti del testo unico di Pubblica sicurezza, che comporterebbe la temporanea sospensione delle garanzie costituzionali.

Le confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL emettono un comunicato congiunto, per denunciare “il carattere di attacco alla democrazia e alle libere istituzioni di questo infame attentato, che non può che essere ispirato da nemici implacabili dei lavoratori, con lo scopo di avviare su binari terroristici una situazione segnata da un civile scontro sociale già aperto a sbocchi conclusivi democratici. La situazione impegna quindi tutti i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali alla vigilanza per la difesa delle libertà democratiche”.

Angelo Costa, presidente di Confindustria, invia un telegramma al presidente della Repubblica, Saragat: (…) L’approvazione da parte del Senato della proposta socialcomunista di escludere dall’art.1 /dello Statuto dei lavoratori/ che afferma il diritto alla manifestazione del pensiero sui luoghi di lavoro, i limiti del rispetto delle altrui libertà e del non intralcio allo svolgimento dell’attività aziendale, già previsti dal disegno di legge governativo, rafforza i timori che la nuova legge (…) legittimi la tendenza all’esercizio dell’accennato diritto in forme abusive e contrastanti con la legalità. E’ mio dovere rappresentare che la esistenza stessa dell’industria privata è condizionata al rispetto dei principi di libertà ed autonomia della conduzione aziendale, costituzionalmente sanciti. Scelte politiche che compromettessero i suddetti principi avrebbero effetti esiziali per il progresso economico del paese, che rappresenta l’unico mezzo per realizzare l’incremento della remunerazione e lo sviluppo della personalità dei lavoratori”. Costa conclude il messaggio comunicando al presidente Saragat “l’allarme e lo sconforto” degli industriali.

Il commissario Luigi Calabresi dell’ufficio politico della Questura di Milano dichiara subito dopo la strage a un cronista de La Stampa “E’ in questo settore che noi dobbiamo puntare: estremismo, ma estremismo di sinistra (…dissidenti di sinistra: anarchici, cinesi, operaisti”. In serata arriva a Milano, inviato dal capo della polizia Angelo Vicari, il vice questore Silvano Russomanno, in forza all’ufficio Affari riservati che indirizza immediatamente le indagini verso gli anarchici, nei cui confronti scatta una massiccia operazione di polizia in tutto il Paese. Le perquisizioni colpiscono peraltro anche altre associazioni di estrema sinistra, in misura minore di estrema destra; fra l’altro vengono perquisite dai carabinieri milanesi le sezioni della ‘Costituente nazionale rivoluzionaria’ e dell’Associazione Italia- Cina, ubicate nello stesso stabile in corso Buenos Aires n.2. Fra le perquisizioni decise dalla Questura in altre località vi sono quelle a Padova, nelle abitazioni di Franco Freda e Gustavo Bocchini.

Milano, la sede della direzione provinciale della Democrazia cristiana in via Nirone n.15, è presidiata da un servizio d’ordine che ha la direttiva di far entrare solo persone conosciute. Arnaldo Forlani, segretario nazionale del partito, chiama telefonicamente il segretario provinciale Camillo Ferrari e gli dice: “Occorre tenerci in continuo contatto telefonico, scambiarci notizie di mezz’ora in mezz’ora”. Nella riunione svoltasi nella sede provinciale, il senatore Giovanni Marcora dichiara: “Questi attentati avvengono in concomitanza con la richiesta di espulsione della Grecia dal Consiglio d’Europa. Avvengono dopo che un autorevole giornale inglese ha fatto cenno a possibili collusioni tra il regime dei colonnelli ed ambienti reazionari italiani e all’esistenza di più o meno fantomatici ‘mister P’. Per meprosegue Marcora –  questi attentati si collocano in una precisa logica: svuotare sul piano politico le conquiste sindacali ottenute dai lavoratori dopo mesi di lotta condotta con esemplare coscienza civica e democratica; portare la battaglia politica del nostro paese al clima soffocante di un regime autoritario”.

Milano, il segretario provinciale comunista Rodolfo Bollini impartisce l’ordine di presidiare tutte le sezioni del partito. Alle ore 18.00, telefona a Camillo Ferrari, segretario provinciale della Dc, e gli dice: “Noi siamo a disposizione per qualsiasi iniziativa. La Cgil, la Cisl e la Uil sono già in riunione. Stanno elaborando un ordine del giorno unificato”. Il segretario regionale comunista della Lombardia, Aldo Tortorella, nel corso della riunione afferma che la strage della Banca dell’agricoltura: “Era nell’aria. Come non riconoscerlo?”.

Partono da varie località italiane militanti del Msi e di Ordine nuovo, diretti a Roma per partecipare alla manifestazione indetta per il 14 dicembre, che sarà preceduta da una riunione dei quadri il mattino del 13 dicembre.

Roma, il giovane tedesco Udo Lemke che staziona anche la notte, per dormire, nei pressi dell’Altare della Patria, dichiara ai carabinieri del comando di pizza San Lorenzo in Lucina di essere stato avvicinato nel mese di novembre da 3 giovani siciliani, che gli hanno proposto di partecipare in cambio di denaro ad attentati in varie città italiane, fra le quali Milano e Roma. Afferma di avere rifiutato, e di avere visto le medesime persone fuggire dall’Altare della patria dopo l’esplosione. Uno dei tre sarebbe Stefano Galatà, responsabile dei Volontari nazionali del Msi di Catania. Lemke verrà trattenuto per 10 giorni, senza che alle sue dichiarazioni venga dato alcun peso.

Roma, in via Nazionale, qualche ora dopo gli attentati, gli attivisti del Msi distribuiscono volantini che invitano le “Forze armate a ristabilire l’ordine”.

Roma, condotti in Questura Mario Merlino e Stefano Serpieri.

Angelo Ventura, fratello di Giovanni Ventura, si reca verso le ore 18.00 a casa di Ruggero Pan, a Rossano Veneto, e gli dice: “E’ successa una carneficina: però, non c’entra mio fratello”.

Roma, la conferenza fissata per il pomeriggio alle ore 17.00 presso la sede del circolo 22 Marzo, viene tenuta da Antonio Serventi detto “il Cobra”. Umberto Macoratti ne registra una parte. La conferenza costituisce l’alibi per i giovani del 22 Marzo.

Grisignano Zocco (Vicenza), Carlo Melega sarebbe stato notato in un bar e in altri luoghi parlando a voce alta di “qualcosa di grosso che stava per accadere”. Interrogato successivamente dai carabinieri affermerà “Le frasi da me pronunciate si riferivano a un colpo di stato eventuale che poteva avvenire durante la notte, tipo Grecia. Se ciò fosse accaduto io sarei stato il primo ad aderirvi in quanto per le mie tendenze politiche di destra sono favorevole ad un governo autoritario”.

Ferrara, una manifestazione indetta per la mattinata dal Fuan (organizzazion degli universitari missini ndr) all’interno dell’Università, viene sospesa perché è indisposto l’oratore ufficiale, Pietro Cerullo. La conferenza di Cerullo era stata contestata dal sindaco e dal presidente della Provincia che ne avevano chiesto la revoca, come pure alcuni componenti del consiglio di amministrazione dell’ateneo.

Berlino ovest, in serata sono deposti 3 ordigni dinanzi al club della guarnigione militare americana, nell’Amerikahaus e nella sede della compagnia aerea israeliana El Al. Esplode solo il primo distruggendo una vettura, ma senza provocare vittime o feriti.

La Grecia è costretta a ritirarsi dal Consiglio d’Europa. Commenta Le Figaro: “Se la Grecia è stata costretta a lasciare il Consiglio d’Europa, ciò è dovuto al fatto che il regime che la governa si era esposto ad un atto d’accusa umiliante”, aggiungendo che il ritiro annunciato da Pipinelis, lungi dall’attenuare il significato della condanna, la evidenzia “insieme all’isolamento nel quale la Grecia è stata posta dagli eccessi commessi dalla giunta militare”.

 

13 dicembre: Roma, i segretari di CGIL, CISL e UIL – Novella, Storti e Ravenna – inviano una lettera al presidente della Repubblica Saragat e chiedono un incontro al presidente del consiglio Rumor, per sollecitare interventi a tutela delle libertà sindacali minacciate dall’offensiva padronale e reazionaria.

Il prefetto di Milano Libero Mazza telegrafa al presidente del Consiglio “Ipotesi attendibile che deve formularsi indirizza indagini verso gruppi anarcoidi”.

Il ministro degli Interni, Restivo, invia a tutte le polizie europee un telegramma (in francese) nel quale scrive “Attualmente non abbiamo alcuna indicazione valida a proposito dei possibili autori della strage, ma indirizziamo i nostri primi sospetti ‘vers les cercles anarchisants’”.

A domanda dei giornalisti che gli riportavano la risposta data dal commissario Luigi Calabresi, secondo il quale i responsabili della strage di piazza Fontana andavano ricercati fra gli estremisti di sinistra, il questore Guida risponde: “E’ una affermazione da respingere. Penso comunque che le dichiarazioni del dottor Calabresi, un funzionario serio e preparato, siano state seppur in buona fede, deformate o comprese male. Tengo a ripetere che le nostre indagini non battono su un’unica ma spaziano su tutte le possibili direzioni”.

Milano, il commissario Luigi Calabresi si reca in missione in Svizzera.

Milano, Giuseppe Pinelli telefona alla moglie alle ore 9.30 dalla Questura e le dice: “Non so come si mettano le cose, mi chiedono di un certo Raj, ma io non lo conosco”. Richiama alle ore 14.30 e le dice: “Il padrone del bar non ricorda di avermi visto”.

Il ministero dell’Interno sospende tutte le manifestazioni politiche pubbliche sul territorio nazionale. Ma, nonostante il divieto di manifestare in pubblico, la protesta contro gli attentati si esprime con brevi scioperi nelle principali città del paese. A Genova, si fermano tutte le fabbriche e il porto; a Bologna, i trasporti; a Torino, uno sciopero già indetto per le vertenze assume un significato politico per la presa di posizione delle strutture sindacali

Il movimento studentesco è ovunque in fermento e in quasi tutte le città vengono convocate assemblee per discutere l’accaduto. A Milano si tengono assemblee e riunioni alla Cattolica occupata e alla Statale. Ma pochi giorni dopo la Cattolica verrà sgomberata, i locali perquisiti in cerca di non meglio precisate prove mentre le autorità accademiche decretano la serrata fino alla fine delle vacanze natalizie. Il movimento degli studenti medi aderisce allo sciopero contro la repressione indetto per il mercoledì successivo.

Padova: all’alba, alla presenza del dirigente dell’ufficio politico della Questura, Saverio Molino, agenti di Ps perquisiscono l’abitazione e l’ufficio di Franco Freda. Viene anche perquisita l’abitazione di Massimiliano Fachini.

Roma, il capitano del Sid, Santoni, ed il maresciallo Tanzilli s’incontrano con Stefano Serpieri, esponente di Avanguardia Nazionale.

Roma, Mario Merlino offre alla polizia, come alibi, il fatto di essersi trovato, alle ore 17.00 del 12 dicembre a casa di Leda Minetti, convivente di Stefano Delle Chiaie, e di essersi trattenuto con i suoi figli Riccardo e Claudio. In un primo tempo aveva detto di essere stato a casa sua, ma la madre non lo aveva confermato. Merlino nell’interrogatorio avanza sospetti sugli altri componenti del circolo, parlando di un deposito di armi e munizioni sulla via Casilina dal quale potrebbe essere stato effettuato un  “prelievo” prima del 12. Il deposito non sarà mai trovato.

Padova, il titolare della valigeria Al Duomo Fausto Giuriati informa telefonicamente la Questura che le borse impiegate per gli attentati del giorno prima potrebbero essere state acquistate nel suo negozio. Agenti dell’ufficio politico vi si recano per i primi accertamenti, interrogando Loretta Galeazzo, la commessa che le aveva vendute il 10 dicembre.

Torino, si diffondono voci su un attentato dinamitardo compiuto in città, mentre la federazione del Msi diffonde un volantino in cui accusa i comunisti ed invita i cittadini “a difendersi da soli visto che lo stato non lo fa”. Voci di attentati si diffondono anche a Genova, mentre a Venezia appaiono scritte inneggianti al colpo di Stato.

Paceco (Trapani), attentato dinamitardo contro l’abitazione del sindacalista Uil Salvatore Laudicina.

Montalbano Ionico (Matera), incendiata la sezione del Pci, in via Carlo Alberto.

 

14 dicembre: le tre confederazioni sindacali sospendono gli scioperi già programmati per il giorno dei funerali delle vittime. Viene indetto tuttavia uno sciopero a Milano dalle ore 9.30 alle 11 per consentire la partecipazione alle esequie. Manifestazioni contro gli attentati si svolgono fra l’altro a Venezia, Genova, Vicenza, Palermo; a Torino, brevi astensioni vengono indette nelle principali fabbriche. A Bologna si fermano i trasporti.

Giorgio Bocca sul Giorno scrive: “Si vorrebbe dire ai sindacati e alle aziende che credono alla democrazia: Signori fate presto a concludere”

La stampa britannica spiega la strage di piazza Fontana, a Milano, come derivante da un progetto di “svolta autoritaria” in Italia e chiama in causa gli “agenti dei colonnelli greci”. Fa eccezione lo Scotsman di Edimburgo che, riportando voci raccolte negli ambienti politici milanesi, scrive che la strage è da porre in relazione alla manifestazione indetta dal Msi per il 14 dicembre a Roma come reazione “preventiva” delle sinistre ad un tentativo di colpo di Stato preparato da quella manifestazione.

Proclamato uno sciopero nazionale dei dipendenti statali contro la mancata attuazione degli impegni del governo sul riassetto delle carriere e sulle retribuzioni

 

14 dicembre: il ministro degli Interni vieta la manifestazione nazionale, indetta dal Msi a Roma

Roma, l’avvocato Vittorio Ambrosini è ricoverato in clinica in stato di choc. Aveva partecipato, il 10 dicembre a una riunione di Ordine nuovo nella quale, secondo le sue dichiarazioni, Caradonna avrebbe consegnato a Pio D’Auria del denaro, confermandogli che doveva andare a Milano a “buttare tutto per aria”. Ambrosini informerà il Questore di Roma, Provenza, il ministro Restivo e il Partito comunista italiano tramite l’on.Achille Stuani, deputato di questo partito e suo amico. Nessuno gli risponderà.

Milano, il questore Marcello Guida informa i giornalisti, nel corso di una conferenza stampa, che la polizia ha fermato fino a quel momento una quarantina di persone, 27 delle quali sono state trasferite nel carcere di San Vittore. Rispondendo a domande su Feltrinelli che “per adesso l’editore non è stato fermato” e si trincera dietro un “non possiamo rispondere” alla domanda se è ricercato. Conferma che “è stato brevemente fermato e interrogato un impiegato della Banca commerciale” e conclude con “lo escludiamo” alla domanda se costui “faceva parte del gruppo di Lotta continua degli impiegati bancari”. Conferma che “il controspionaggio è sempre interessato collateralmente ad indagini in corso di questo tipo”. Dichiara inoltre: “Senza dubbio potrebbe trattarsi di una organizzazione para rivoluzionaria il cui grado di addestramento è indubbio. No: non mi risulta che recentemente sia stato segnalato il passaggio a Milano di ex appartenenti all’Oas. Posso aggiungere che indagini collaterali alle nostre sono in corso, oltre che a Roma, anche a Napoli e in alcune altre città italiane. No, finora non abbiamo preso alcun contatto con la polizia tedesca di Berlino, dove venerdì si sono pure avuti attentati”. Guida rivela ai giornalisti la presenza in Questura di due ispettori del ministero degli Interni “inviati – dice – a vagliare il lavoro da noi svolto”.

Milano, il giudice Paolillo respinge la richiesta del dirigente dell’ufficio politico della Questura, Antonino Allegra, di perquisire l’abitazione di Giangiacomo Feltrinelli per insussistenza di motivazioni. Nella sua richiesta Allegra aveva scritto “si ha motivo di ritenere che nella sua abitazione e nei locali della casa editrice si trovino cose pertinenti alla strage”.

Padova, la Questura invia una “nota riservata” alla divisione Affari Riservati per riferire sugli accertamenti svolti presso la valigeria Al Duomo.

Lucca, secondo la nota informativa della Questura del gennaio 1970, si svolge una riunione alla presenza di Junio Valerio Borghese e Raffaele Bertoli, finalizzata alla costituzione di “una forza disponibile apartitica, in grado di affiancare le forze dell’ordine e della giustizia nell’eventualità che si verificassero gravi perturbamenti dell’ordine pubblico”.

Domodossola, militanti missini attaccano la sede dell’Unione marxisti leninisti, ferendo diversi militanti.

Il quotidiano parigino Le Monde dedica un ampio commento agli accadimenti italiani criticando le indagini a senso unico delle nostre forze di polizia. “Non si capisce bene - scrive - come e perché gruppetti estremisti di sinistra sarebbero in grado di compiere simili attentati. Hanno un’organizzazione spinta abbastanza da calcolare al secondo avvenimenti come quelli di venerdi a Milano e a Roma? E’ permesso dubitarne”. “La colpevolezza dei gruppi estremisti di sinistra – continua –  rafforzerebbe la tendenza a formare un ‘gabinetto di ordine’ di centro destra, mentre nell’ipotesi avversa, la scoperta di una macchinazione neofascista accrediterebbe le voci di un ‘complotto greco’ recentemente diffuse in Italia e faciliterebbe la formazione di un governo bicolore tra socialisti e democristiani”.

Scrive sempre sugli eventi italiani l’inglese Observer: “La teoria che si sta facendo strada è che sono riconoscibili i segni del terrorismo dell’estrema destra, ma che da esso possono trarre vantaggio anche le destre moderate (…) Nessuno è tanto folle da dar la colpa degli attentati al presidente Saragat. Ma l’intera sinistra sta dicendo oggi che la sua ‘strategia della tensione’ ha indirettamente incoraggiato l’estrema destra a passare al terrorismo. Fu in luglio che Saragat provocò la scissione dei socialisti italiani. I motivi di Saragat per creare la scissione erano evidentemente sottili. Egli stava cercando, più che di influenzare i socialisti, di spostare i democristiani verso la destra. Il calcolo era che il governo di Rumor sarebbe caduto a causa delle agitazioni nel settore dell’industria e che elezioni di emergenza si sarebbero tenute agli inizi del nuovo anno, e che la paura del comunismo avrebbe spazzato via alle elezioni la forte corrente di sinistra dei democratici cristiani. Ma la predizione non si è avverata. Coloro che l’hanno fatta hanno sottovalutato la cautela dei comunisti. Ben lontani dall’incoraggiare il caos, i comunisti italiani sono emersi come ‘il partito dell’ordine’. Le richieste salariali sono state quasi tutte negoziate pacificamente; la marcia dei metalmeccanici a Roma si è svolta tanto tranquillamente quanto la processione della Pentecoste a Manchester; il gruppo rivoluzionario del ‘Manifesto’ alla sinistra del partito è stato sospeso. Il paragone – continua l'Observer –  col 1968 in Francia è sempre presente. Quest’anno si è aperto con selvaggi scoppi rivoluzionari fra i lavoratori, i contadini e gli studenti di tutta Italia, una specie di ‘maggio di Parigi’ prolungato. Gradualmente, come in Francia, il Partito comunista ha deviato questa ondata di energie da un appello a ‘distruggere il sistema’ a un’ordinata e massiccia rivendicazione salariale. Viene ora la reazione di pubblico stupore e di stanchezza che ha fatto vincere a De Gaulle le elezioni? Ma può Saragat fare lo stesso?”.


15 dicembre: l'anarchico Pietro Valpreda è arrestato al palazzo di giustizia di Milano per ordine della Procura della repubblica di Roma, che lo ritiene implicato, insieme a diversi suoi compagni del Circolo anarchico 22 Marzo, negli attentati del 12 dicembre. Subito dopo il fermo Valpreda viene trasferito nella capitale. Quasi nelle stesse ore a Vittorio Veneto si presenta nello studio dell'avvocato Alberto Steccanella l'insegnante Guido Lorenzon, dirigente locale della Dc, per riferire che un suo amico, Giovanni Ventura, è probabilmente coinvolto negli attentati del 12 dicembre.

In serata inizia in Questura, nell'ufficio del commissario Luigi Calabresi, l'interrogatorio di Giuseppe Pinelli, milanese, invitato in Questura e fermato illegalmente fin dalla sera del 12 dicembre. Appena trascorsa la mezzanotte Pinelli cade dalla finestra dell'ufficio di Calabresi e muore nel cortile della Questura. Il questore Marcello Guida dichiara: "I suoi alibi erano caduti ed era fortemente indiziato". Non è così, Pinelli è assolutamente estraneo agli attentati del 12 dicembre. La sua morte verrà archiviata come "malore attivo"

Roma, arrestati altri militanti del circolo anarchico 22 Marzo tra i quali Mario Merlino, indicato come l’esecutore degli attentati romani. E' militante di Avanguardia Nazionale infiltrato tra gli anarchici.

Milano, la madre di Giuseppe Pinelli si reca in Questura, al mattino, dove vede il figlio in un’anticamera dell’ufficio politico, sereno e tranquillo. Un funzionario la rassicura: “Stia tranquilla, non c’entra col fatto grosso, lo teniamo qui per qualche accertamento”. Verso le 22, l’anarchico dice a Sergio Ardau: “Se so chi è stato, anche se è anarchico, lo strozzo con le mie mani”. Intorno alla mezzanotte, Giuseppe Pinelli “vola” da una finestra della Questura al quarto piano, schiantandosi al suolo.

Il presidente del Consiglio, Mariano Rumor, in una riunione con i segretari dei partiti che sostengono il governo per esaminare la situazione determinatasi nel Paese dopo la strage di piazza Fontana, ripropone la formula del centrosinistra per la formazione di un governo che chiuda nettamente nei confronti dei comunisti.

Il quotidiano socialista L’Avanti, organo del Psi, commentando la denuncia dell’Observer, scrive che (…) la  strategia della tensione non l’ha inventata l’autorevole rivista britannica ma è esattamente ciò che ha fatto il partito socialdemocratico dal giorno in cui è nato, con la scissione innanzitutto, poi con la crisi di governo, l’anticomunismo forsennato, l’attacco ai sindacati, alla sinistra cattolica, a noi socialisti (…).

 

16 dicembre: Milano, alle ore 01.50 presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano, muore Giuseppe Pinelli, che era stato ricoverato “con prognosi riservata per trauma cranico grave e vaste ferite lacero-contuse al cuoio capelluto, alle ore 0.10 dello stesso giorno a mezzo di autolettiga della Croce bianca chiamata dalla sede della Questura centrale di Milano, tramite i carabinieri di piazza Cinque giornate, dove l’ambulanza sostava esattamente dalle ore 24”.

Il questore di Milano, Marcello Guida, dichiara che Giuseppe Pinelli si è suicidato, e che questo gesto si deve intendere come un’autoaccusa per le bombe. “Vi giuro che non l’abbiamo ucciso noi! - dice il questore ai giornalisti - Quel poveretto ha agito coerentemente con le proprie idee. Quando si è accorto che lo Stato che lui combatte, lo stava per incastrare, ha agito come avrei agito io stesso se fossi un anarchico”.

Il ministro degli Interni, Franco Restivo, riferisce alla Camera dei deputati il bilancio dell’azione condotta dalle forze di polizia dopo gli attentati del 12 dicembre: 244 persone fermate, 367 abitazioni e 81 sedi di gruppi politici perquisite.

Milano, rilasciate 21 delle persone fermate dopo la strage del 12 dicembre, 7 delle quali militano in formazioni di destra. Rimangono in stato di fermo per “detenzione di armi da guerra” Antonio Giancani, Sante Zanon e Fausto Lupetti. Sergio Ardau rimane detenuto a San Vittore per infrazione alla diffida. Sono ricercati dalla polizia Aniello D’Errico, 17enne e Leonardo Claps, due giovani noti nell’ambiente di Brera ed entrambi già fermati dopo gli attentati del 25 aprile e ai treni dell’8-9 agosto. I legali del “Comitato di difesa e lotta contro la repressione” e l’avv. Boneschi, difensore di Pinelli, presentano un esposto nel quale affermano che i fermi operati sono illegittimi, non esistendo il presupposto dei “gravi indizi” a carico previsti dalla legge, ma solo l’appartenenza a gruppi considerati aprioristicamente “violenti”. L’esposto cade nel vuoto.

Roma, si il riconoscimeto da parte del taxista Cornelio Rolandi di Pietro Valpreda, piazzato tra quattro agenti di Ps, in forza alla Questura di Roma. La fotografia di Valpreda, ricavata dalla sua carta di identità, era stata mostrata a Rolandi il giorno precedente alla Questura di Milano. Il Corriere della Sera anticipa di 4 ore nella sua edizione, la notizia del riconoscimento non ancora avvenuto. L’avvocato Guido Calvi, nominato difensore d’ufficio di Valpreda, dichiara ai giornalisti: “Data la gravità del fatto e il possibile movente politico, non posso dire nulla e mi riservo di accettare l’incarico”.

Una confidenza ricevuta da un organo periferico del Sid viene trasmessa al responsabile del Servizio ammiraglio Eugenio Henke. Come si accerterà in seguito essa è stata fatta da Stefano Serpieri al maresciallo Gaetano Tanzilli, in forza al Centro controspionaggio 3 di Roma, quasi in contemporanea con l'avvio delle indagini sulla pista anarchica per la strage di piazza Fontana. Nella nota, di cui la magistratura verrà in possesso solo nel 1973, si dice che “l’esecutore materiale degli attentati dinamitardi a Roma sarebbe il noto Merlino Mario, attualmente fermato dalla Questura di Roma. Costui probabilmente riesce a difendersi dalle accuse mossegli dalla Questura in quanto quei funzionari non sono a conoscenza di alcuni particolari determinanti quali, in particolare, il luogo ove egli trovavasi all’ora degli scoppi (in Questura ha detto che si trovava a passeggio mentre al nostro fiduciario ha detto che si trovava con Stefano Delle Chiaie. Il nostro fiduciario, invece, sa che il Delle Chiaie si trovava in altro luogo e non in compagnia del Merlino); - Il Merlino ha dichiarato che conosce bene il sottopassaggio della Banca del Lavoro ed il padre è amico del direttore della Banca dell’Agricoltura di Milano; - gli attentati hanno certamente un certo collegamento con quelli organizzati a Parigi nel 1968 e la mente e l’organizzatore di essi dovrebbe essere certo Y. Guerin Serac, cittadino tedesco il quale: risiede a Lisbona ove dirige l’agenzia Aginter Interpress; viaggia spesso in aereo e viene in Italia attraverso la Svizzera; è anarchico, ma a Lisbona non è nota la sua ideologia; ha come aiutante un certo Leroy Roberto, residente a Parigi (…); a Roma ha contatti col predetto Stefano Delle Chiaie; ha i seguenti connotati…; è certamente in rapporti con la rappresentanza diplomatica della Cina comunista a Berna. Lo Stefano Delle Chiaie dovrebbe aver avuto gli ordini per gli attentati dal Serac ed avrebbe disposto che l’esecuzione fosse effettuata dal Merlino. Questi, infatti, prima militava nel Msi come il Delle Chiaie, poi sotto copertura fu infiltrato nel gruppo dei filo-cinesi divenendone infine il capo e costituendo il gruppo 22 Marzo con sede, sembra, in via dei Coronari. Successivamente il Delle Chiaie è stato espulso dal Msi per il suo carattere oltranzista ed il Merlino ha via via assunto vere idee filo-cinesi. Di qui il collegamento Merlino-Delle Chiaie il quale ultimo con gli attentati intende colpire i gruppi filo-cinesi; - il gruppo filo-cinese di Roma ha stretti collegamenti con l’analogo gruppo di Carrara; - il Merlino, per incarico del Delle Chiaie, dovrebbe essere l’esecutore materiale dell’attentato contro la Legione CC Lazio; - gli attentati all’Altare della Patria sono stati compiuti per puro caso: gli ordigni erano diretti alle banche della zona, ma essendo l’attentatore giunto quando queste avevano chiuso i portoni ed essendo ormai il congegno ad orologeria avviato, per disfarsene, sono stati posti sull’Altare della Patria. L’ordigno esploso presso la Banca di Milano non era diretto al pubblico ma avrebbe dovuto esplodere quando la Banca era chiusa. Per errore nel congegno ad orologeria lo scoppio sarebbe stato anticipato; - prossimamente non è improbabile che simili attentati vengano effettuati presso Grandi Magazzini. Nota: La fonte, solitamente bene informata, deve essere assolutamente cautelata, anche perché già interrogata dalla Questura non ha fornito le notizie di che trattasi. Si è riservata di fornire ulteriori notizie man mano che verranno a sua conoscenza”. Sulla preaunta matrice “anarchica” di Yves Guerin Serac, va detto che il servizio disponeva fin dal 1965, come osserva lo storico De Lutiis, almeno di “una scheda a nome di Guerin Serac, nella quale erano annotati tutti i suoi trascorsi, a partire dalla sua milizia nelle SS della repubblica di Vichy. E’ lecito ritenere che il suo fascicolo al Sid fosse ancora più completo e dettagliato”. (v. il documento interno dell’ufficio D sub 11 aprile 1970).

Roma, Stefano Delle Chiaie, interrogato dai carabinieri, nega di aver incontrato Mario Merlino nei giorni precedenti il 12 dicembre.

Roma, s’incontrano per la seconda volta Stefano Serpieri ed il maresciallo del Sid Gaetano Tanzilli.

La Questura di Padova invia alla direzione Affari Riservati del ministero degli Interni e agli uffici politici delle Questure di Roma e Milano, le copie delle testimonianze rese dalla commessa e dal proprietario della valigeria Al Duomo sulla vendita, effettuata il 10 dicembre, di 4 borse della “Mosbach & Gruber” a una persona di cui viene fornita la descrizione fisica.

Informato dal ministro della Difesa, Luigi Gui, degli sviluppi delle indagini sugli attentati del 12 dicembre, eseguite dal Sid e dai carabinieri, il ministro degli Esteri Aldo Moro abbandona il Consiglio dei ministri della Cee e rientra a Roma.

 

17 dicembre: gli anarchici milanesi definiscono l'attentato di Piazza Fontana, “strage di Stato”.

Il Corriere della sera scrive a proposito di Valpreda: “La menomazione che lo impedisce, lui ballerino, nelle gambe potrebbe aver contribuito a scatenare una forsennata e irrazionale avversione per l’umanità intera”. Il quotidiano napoletanoIl Roma titola: “Il mostro è un comunista anarchico, ballerino di Canzonissima”.  L’Unità, organo d del Pci, scrive: “Una vita torbida prima del suo incontro con gli anarchici. Una vita distorta ai margini della società. Personaggio ambiguo ai margini del mondo dello spettacolo. Un fratello, Carlo, si è ucciso anni fa dopo essere stato ricoverato in un ospedale psichiatrico. Il clichet dell’esaltato si adatta benissimo all’oscura figura dell’ex ballerino dal passato burrascoso”. Il quotidiano socialista l'Avanti, titola così gli articoli dedicati a Pietro Valpreda: “L’Anarchia di Pietro Valpreda. La sconcertante personalità dell’uomo accusato di concorso nella strage di Milano. Una vita fallita. Non aveva ideologia. Non leggeva, ce l’aveva con tutto e con tutti, odiava i partiti politici come tali ed era legato a un movimento (22 marzo) che si ispirava ad organizzazioni fasciste e naziste”.

Arrestato a Roma come responsabile, insieme ad Aldo Pardo, dell’attentato alla Questura di Reggio Calabria del 7 dicembre, Giuseppe Schirinzi. Entrambi militano in Avanguardia Nazionale.

In un appunto del Viminale proveniente da “fonte fiduciaria”, insieme ad una nota confidenziale di “Aristo”, si conferma che il rientro del Centro Ordine Nuovo nel Msi continua ad incontrare forti resistenze nella base del partito.

Scioperano i ferrovieri e altre categorie di statali che manifestano a Roma.

Un comunicato della Confindustria avanza forti riserve sulle “ipotesi di proposta” presentate dal ministro Donat Cattin per il contratto dei metalmeccanici.

L’Aquila, emessa la sentenza per il disastro del Vajont, con 3 lievi condanne ( a 6 anni, 2 del quali condonati) per l’ing. Nino Alberico Biadene della Sade, l’ing. Curzio Batini del ministero Lavori pubblici e l’ing. Almo Violin del Genio civile, mentre gli altri imputati sono assolti. Il pubblico, composto da familiari e amici delle vittime, contesta la sentenza (“uccidetene altri duemila”, “dategli la medaglia”). Nel clamore seguito agli attentati, la vicenda trova poco spazio sulla stampa.

 

18 dicembre: Roma, il capitano dei carabinieri Antonio Varisco notifica a Pietro Valpreda, detenuto nel carcere di Regina Coeli, il mandato di cattura emesso nei suoi confronti dal sostituto procuratore della repubblica Vittorio Occorsio, per concorso nella strage di piazza Fontana. La tesi dell’accusa è che Valpreda abbia portato le bombe nel taxi guidato da Rolandi per circa 150 metri, per poi ritornare indietro a piedi di altri 100 metri. Resi noti i nominativi di 11 delle 13 persone fermate dalla polizia a Roma: Roberto Mander (17 anni), Annelise Borth, Emilio Borghese (18 anni), Mario Merlino, Angelo Facsetti, Emilio Bagnoli, Umberto Macoratti, Angelo Casile, Giovanni Aricò, Silvio Amadio, Antonio Serventi e Roberto Gargamelli (19 anni).

Roma, Stefano Delle Chiaie è fermato dai carabinieri nell’ambito delle indagini sulla strage di piazza Fontana.

Padova, il professor Lorenzon denuncia all’avvocato Steccanella i fatti riferitigli dall’editore Ventura. Costui gli aveva confidato, dice Lorenzon, di avere contatti coi gruppi dell’estrema destra, di essere uno dei finanziatori degli attentati ai treni dell’agosto nonché di aver partecipato a una riunione di programmazione degli attentati del 12 dicembre, descrivendo a riprova di ciò il sottopasso della Bnl di Roma.

Milano, rimessi in libertà Sergio Ardau, Pasquale Valitutti e Antonio Moi.


18 - 21 dicembre: Bologna, convegno internazionale, promosso dall'Istituto di sociologia della Università di Bologna, su «La partecipazione operaia, esperienze, istituzioni e prospettive»

 

19 dicembre: sciopero nazionale di 4 ore dei lavoratori dell’industria in appoggio alla vertenza dei metalmeccanici.

Sciopero nazionale unitario dei braccianti per il rinnovo dei patti nazionali.

Milano, perquisito lo studio di Gian Giacomo Feltrinelli. Disposto anche il ritiro del passaporto, provvedimento che non può essere eseguito perché l’editore si trova all’estero. Viene rilasciato, insieme ad altri 3 fermati,  Leonardo Claps.

Vicenza, il comando del gruppo carabinieri dirama l’ordine di ricerca in tutta Italia di un uomo che, conversando in locali pubblici il 12 dicembre “aveva pronunciato frasi compromettenti su quello che sarebbe successo a Milano prima ancora che ciò si verificasse”.

 Riunione della direzione nazionale del Pci, presenti: Longo, Berlinguer, Cossutta, Terracini, Tortorella, Bufalini, Napolitano, Colombi, Borghini, Occhetto, Ingrao, Amendola, Fanti, Romeo, Natta, Di Giulio, Scoccimarro, Jotti, Galluzzi, Sereni, Cavina, Lama, Scheda, Reichlin, Minucci Chiaromonte. Invitato: Sergio Segre.  Nella sua relazione  Berlinguer, sugli attentati del 12 dicembre, dice: (…) Non abbiamo, allo stato, alcun elemento certo circa la natura e gli scopi. La faccenda sembra sia abbastanza oscura. La polizia qualcosa ha tirato fuori, però legittima il sospetto che molte cose restino nascoste e si vogliano nascondere. Tutte le ipotesi sono valide. Può essere stato un gruppo molto ristretto di fanatici, può essere stato questo gruppo prezzolato da non si sa chi; può essere valida l’ipotesi che si sia trattato di un anello di un vero e proprio complotto reazionario. Le cose non sono andate come previsto perché se le altre bombe fossero scoppiate le cose sarebbero state molto gravi. L’ipotesi di un complotto di destra è avanzata anche da forze Dc. Abbiamo da seguire la linea che stiamo seguendo, incalzare, con interrogativi: si vada fino in fondo”. Tortorella interviene per affermare il sospetto corrente che autore della strage di piazza Fontana sia “un gruppo composto di relitti umani, degenerati, ex fascisti, schedati, sospettati per altri attentati sottoposti già a procedimenti penali per gesti di questo tipo. Tutto questo fa pensare che gli elementi di oscurità sono molto grandi e questo appare l’elemento più grave. Altri elementi sono evidenti: la estrema oscurità del suicidio dell’anarchico Pinelli, la scalata di attentati da agosto ad oggi (sui treni, alla Fiera). Su tutti questi elementi emersi in riunioni operative unitarie, anche i dc esprimono fondata preoccupazione. Se ci si trovasse di fronte ad un complotto e non al gesto isolato, la preoccupazione degli altri è che queste cose si possono ripetere e determinare una situazione molto difficile da controllare. Stavolta la tenuta delle forze politiche è stata molto buona, l’intesa notevole che si è stabilita, il totale affidamento degli altri sulla forza dei sindacati e del partito. La nostra influenza, anche sul movimento studentesco, è stata in questa circostanza per molti aspetti decisiva. Con i funerali di ieri il segno è stato invertito…Abbiamo esortato i nostri interlocutori a darci notizia sullo stato interno dell’apparato dello Stato. Nei corpi di polizia ci sono obbedienze a centrali diverse. Non tutti obbediscono agli ordini dello stesso ministro degli Interni. Altri obbediscono a qualche altra centrale. Certi obbediscono e si muovono su linee diverse”. Scoccimarro, a sua volta, afferma: “E’ la prima volta che siano avvenuti attentati così gravi. Rivelano una organizzazione. C’è una simultaneità che rivela una base organizzata. Se si ricollegano i dati della stampa, sì che non ci troviamo di fronte a gesti fanatici ma che ci sono radici più profonde. Se così è, significa che ci sono dei piani e ci si potrebbe trovare di fronte a nuovi avvenimenti del genere (…) Dovremmo riprendere una polemica aperta con il terrorismo anche dal punto di vista ideologico e politico col rigore necessario. Non credo che da questi attentati si possa arrivare ad accuse ai gruppi estremisti. Però in questo momento la nostra polemica contro questi gruppi deve essere rafforzata; dire che neppure dal punto di vista ideologico abbiamo qualcosa in comune…”. Segre: “… In tutte le inchieste del genere c’è sempre una lotta tra Cc e polizia. Stavolta i carabinieri si sono messi da parte completamente. Oggi l’altra cosa che dovrebbe venire fuori è il nome del giudice di Roma. Se si sceglie l’uno o l’altro sarà abbastanza indicativo. Pesa un elemento politico: il modo come la polizia sta facendo circolare una serie di nomi: il figlio di Bernabei e di Cecchini (capo dell’ufficio stampa di De Gasperi). L’impressione di dirigenti della Tv è che ci sia un’azione del tipo del ’64, di schedatura a scopo di pressione su personaggi dc (…) Ci sono le preoccupazioni all’estero. L’ambasciata francese l’altro ieri ha mandato un rapporto circa un colpo di stato nella notte. C’è tutta un’atmosfera creata ad arte. I democristiani riconducono a due elementi: ci sono stati attentati nel momento in cui si stava discutendo del disarmo della polizia e sono cessati subito appena la Dc ha preso posizione contro. Evidentemente la cosa doveva spingersi sino ad un certo punto. L’altro elemento che viene fuori: la coincidenza della scadenza dei termini di Vedovato come capo di S.M. La lotta per la successione è fortissima. Tra Spigai e Marchesi si sta combattendo una posta politica molto grossa. Si sta verificando oggi la prova che il gruppo del XXII marzo non era solo di ordine fascista; ma era un gruppo perfettamente controllato dalla polizia, schedato. Il fatto che proprio da questo gruppo siano potuti venire gli attentati dimostra una certa tolleranza”.

 

20 dicembre: agenti della Questura di Treviso perquisiscono l'abitazione di Giovanni Ventura a Castelfranco Veneto. Sequestrano soltanto vecchi cimeli di famiglia e alcune armi che costano a Ventura, alla madre Maria Greggio e ai fratelli Angelo e Luigi una denuncia per possesso di armi. La perquisizione è stata decisa dopo le prime dichiarazioni di Guido Lorenzon, che comunque non riscuotono molto credito tra gli inquirenti di Roma e Milano. A Roma da due giorni è stato firmato un ordine di cattura a carico di Pietro Valpreda, Emilio Borghese, Roberto Mander, Mario Merlino, Emilio Bagnoli, Roberto Gargamelli, Annelise Borth e Enrico Di Cola, per la strage di piazza Fontana e gli altri attentati del 12 dicembre. Intanto funzionari delle Questure di Roma e Milano e della Divisione Affari Riservati del Ministro dell'interno come Antonino Allegra, Bonaventura Provenza, Elvio Catenacci, Silvano Russomanno trascureranno di rendere noti particolari importanti riguardanti l'organizzazione terroristica veneta. Infine il Procuratore della repubblica di Milano Enrico De Peppo riconoscerà la competenza di Roma a proseguire le indagini sulla base della tesi infondata che l'ultima esplosione del 12 dicembre sia avvenuta a Roma.

Il comitato direttivo della Cgil riconosce esplicitamente i consigli di fabbrica come la nuova struttura di base, in sostituzione delle vecchie commissioni interne.

Si svolgono a Milano i funerali dell’anarchico Giuseppe Pinelli, seguiti da 3.000 persone.

Milano, fermato per la seconda volta l’hippy Leonardo Claps. Sarà rimesso in libertà due giorni dopo, il 22, per mancanza di indizi.

Roma, si svolge la manifestazione del Msi, sospesa il 14 dicembre, in tono dimesso e con la partecipazione di una delegazione del Fronte nazionale.

Pubblicata l’intervista a Michele Cicero, ex ufficiale di complemento del 3° btg. Del 114° reggimento di stanza a Gorizia nel 1954-55, che afferma di aver avuto Pietro Valpreda ai suoi ordini e che questi  fece un corso nella specialità pionieri addetti alla semina ed alla bonifica di campi minati, acquisendo pertanto una certa esperienza in materia di esplosivi, prima di essere arrestato per rapina, nel gennaio 1955, da un altro ufficiale, Giulio Cesare Locati.

Lotta continua  pubblica un editoriale dal titolo “Bombe, finestre e lotta di classe”. “La pazzia - scrive - non c’entra. C’è un rapporto inequivocabile fra lo sviluppo della lotta operaia e proletaria e la scalata terroristica che mira a ricattarla a deviarla a confonderla…Il primo risultato delle bombe omicide di Milano e Roma è stato questo: di accentuare l’isolamento delle lotte operaie (…) Così i metalmeccanici, i più forti e combattivi, dopo essere stati isolati nella lotta dai contratti separati, dopo aver perduto ogni possibile fiducia nella possibile rispondenza dei contratti ai loro interessi (…) si vedono oggi chiudere la lotta sottobanco con un contratto che dà meno di quello già denunciato come un bidone, delle partecipazioni statali. Il secondo risultato altrettanto importante, è l’attacco scatenato contro gli ‘estremisti’ di destra e di sinistra come si usa dire. In realtà, contro l’unico estremismo che fa paura, l’estremismo di massa degli operai, degli studenti, di tutti gli sfruttati che non sono più disposti a subire la loro condizione. Qualcuno ha da pagare per tutti per consentire al potere costituito di riprendere fiato, di consolidarsi, di ritrovare una legittimazione ai suoi arbitrii. Centinaia di perquisizioni, di fermi, di intimidazioni, di condanne, qualche colpevole a portata di mano, colpevole perché anarchico o cinese (…)”. Sulla morte di Pinelli, il giornale scrive “Era alle strette, ha detto il questore. Aveva sei persone a sostenere il suo alibi; ma era alle strette. Anche ammesso che si dimostrasse che non era stato al bar tutto il pomeriggio, si sarebbe dimostrato solo che non era stato al bar tutto il pomeriggio: eppure era alle strette. Noi non abbiamo mai visto Pinelli e non sappiamo niente di lui. Il questore di Milano ha detto più volte ‘giuro che non lo abbiamo ammazzato noi’ ”. Dopo aver ricordato Masaryk e ‘suicidi analoghi’ avvenuti in Italia, Spagna e Grecia, prosegue: “Noi abbiamo un giuramento di questore. Unica conclusione per tutti: è pericoloso sporgersi dalle finestre”.

Walter Peruzzi, redattore del settimanale Il Partito di ispirazione m-l, è condannato a 8 mesi di reclusione, per articoli pubblicati l’anno prima.

 

21 dicembre: Roma, firmato il contratto dei metalmeccanici. Sono in sostanza accolte le richieste sindacali e in particolare la riduzione a 40 ore della settimana lavorativa

Dopo il rientro del Centro studi Ordine Nuovo nel Msi, a Roma, nell'abitazione di Clemente Graziani, preso atto delle cause ideologiche e politiche che sono alla base della crisi che ha investito Ordine Nuovo, un gruppo di dirigenti e di militanti che rifiutano il rientro nel Msi costituisce il Mpon (Movimento politico Ordine Nuovo). I presenti entrano in una "direzione nazionale" ripartendosi i compiti: Clemente Graziani all'organizzazione, Roberto Besutti alla propaganda, Mario Tedeschi (omonimo del parlamentare del Msi e direttore del Borghese) alle iniziative finanziarie, Antonio Ragusa al settore studenti medi, Bruno Esposito al settore universitari, Roberto Gabellini al settore lavoratori, Sandro Saccucci alle organizzazioni parallele, Elio Massagrande al settore stampa.

Roma, Stefano delle Chiaie ammette di aver frequentato Mario Merlino anche nei giorni precedenti la strage del 12 dicembre, ma nega di averlo incontrato il 12 dicembre anche se ammette che costui si è recato a casa sua quello stesso giorno.

La giornalista Gianna Preda, in un articolo sul settimanale Il Borghese, invita il presidente della repubblica Giuseppe Saragat a rappresentare l’Italia “sino in fondo, contro tutti i nemici pubblici e occulti dello Stato, purché questo diventi davvero uno Stato e non uno straccio destinato a pulire le scarpe ai comunisti e ai preti”.

 

22 dicembre: Milano, il procuratore della repubblica trasmette gli atti relativi alla strage di piazza Fontana al Tribunale di Roma “per competenza territoriale, allo stato”.

Una nota dell’ufficio Affari riservati del Viminale, di cui copia viene data al ministro, riferisce di una circolare interna di Almirante che impone “ai segretari provinciali affinché allontanino dal partito, dandone comunicazione alla stampa, gli elementi che dimostrino di non accettare la disciplina e che, comunque, appartengono a gruppi la cui attività sfugge ad ogni forma di controllo”.

Il segretario nazionale del Msi Giorgio Almirante dichiara che la stagione dell’autunno caldo è ormai conclusa e che, ora, si tratta di fronteggiare una crisi globale del sistema, e quindi di creare una situazione che obblighi gli italiani a scendere nelle piazze per combattere la “guerra civile” in corso.

Canosa di Puglia, arrestato Aniello D’Errico, un giovane noto nell’ambiente di Brera, che viene rilasciato dopo essere stato interrogato, il giorno seguente, insieme a una giovane amica fermata insieme a lui.

Torino, all’interno degli stabilimenti Fiat Mirafiori, militanti di Lotta continua distribuiscono un volantino di commento sull’accordo raggiunto per i metalmeccanici: “Le lotte ci sono servite, oggi siamo i più forti. Abbiamo dimostrato che non ci facciamo guidare al guinzaglio. Abbiamo preso in mano noi la lotta nei momenti decisivi: abbiamo imposto scioperi interni, quando il sindacato voleva fare scioperi esterni; siamo stati noi a fare le nostre assemblee; e soprattutto siamo stati noi, operai delle carrozzerie, bloccando la produzione per 8 giorni, che abbiamo mandato al diavolo la presa in giro dei sindacati (…) Lotta continua non significa sciopero all’infinito. Significa che noi attaccheremo il padrone ogni volta che siamo forti e uniti per prenderci quello che vogliamo”.

 

23 dicembre: Milano, il questore Marcello Guida vieta una manifestazione cittadina del movimento studentesco, indetta per protestare contro le bombe e la morte dell’anarchico Pinelli. Lo stesso accade in diverse altre città.

Alberto Sabatino, capo della squadra mobile, e Pietro Viola, capo dell’ufficio politico della Questura di Reggio Calabria, stilano un rapporto nel quale scrivono che Giuseppe Schirinzi, dopo il suo arresto “spontaneamente rivelava di essere a conoscenza che in questo capoluogo, così come in altre città d’Italia, opera un’organizzazione politica di estrema destra facente capo al comandante Valerio Borghese, che si prefigge la conquista del potere per via rivoluzionaria. Di tale movimento, capeggiato in Reggio Calabria da Genoese Zerbi Felice, fanno parte Dominici Carmine, Sembianza Benito, Barletta Giuseppe, Pardo Aldo, Ligato Francesco e certo Paratore”. Nello stesso rapporto si riporta la testimonianza di tale Paolo Marcianò, che riferisce sul contenuto delle conversazioni avute con Aldo Pardo sugli attentati a Reggio Calabria del 30 novembre e del 7 dicembre 1969, sui quali il Pardo gli ha confidato “che tali azioni erano state compiute per creare il caos e far sì che l’opinione pubblica si rivoltasse contro gli estremisti di sinistra quali presunti autori di tali fatti”. Aldo Pardo e Giuseppe Schirinzi saranno condannati dal Tribunale di Lecce, nel 1971, per l’attentato alla Questura di Reggio Calabria a 4 anni di reclusione, ridotti a 2 anni nel gennaio 1975 dalla Corte d’appello di Reggio Calabria, interamente condonati. Nell’attentato, era morto per infarto un appuntato di Ps.

Treviso, Giovanni Ventura si presenta spontaneamente in Questura e viene interrogato dal commissario capo dell’ufficio politico, Catello Belli, e dal maresciallo Ferdinando Collazuol. A Ventura viene richiesto se ha partecipato ad attentati dinamitardi, se ha fatto parte di organizzazioni terroristiche, se è stato a Roma (afferma di esserci andato anche il 12 dicembre) e a Milano.

 

24 dicembre: raggiunto l’accordo, dopo 4 mesi di lotte, per il rinnovo dei patti nazionali dei braccianti e salariati agricoli che prevede la progressiva diminuzione dell’orario a 42 ore settimanali e venti giorni di ferie.

 

26 dicembre: Alessandria, incendiata la sede dell’Unione marxisti leninisti, in via Marzo 1821.

Treviso, l’avvocato Roberto Steccanella informa il procuratore della repubblica per informarlo sulle confidenze fattegli da Guido Lorenzo sul conto di Giovanni Ventura.

 

27 dicembre: Licia Rognini, moglie di Giuseppe Pinelli, denuncia il questore Marcello Guida per diffamazione ai danni di suo marito.

Roma, arriva in città l’emissario della Loockheed Maurice Egan per effettuare i pagamenti delle tangenti, per un totale di 2 milioni e 200 mila dollari: 120 mila dollari per ognuno dei 16 aerei che l’Italia è pronta ad acquistare, più altri 120 dollari per Ovidio Lefebvre.

 

28 dicembre: L’Unità segnala in un suo articolo dal titolo, la presenza in città di un gruppo di missini modenesi, fra i quali Pietro Cerullo e Gianni Cavazzuti, visti litigare animosamente verso le 19.30 in corso di Porta Vittoria. Nell’articolo si fa notare come la Questura di Milano non abbia smentito le notizie relative al ritrovamento di due pacchi sospetti in corso Vittorio Emanuele e via Lamarmora, presso la caserma dei carabinieri, il pomeriggio del 12 dicembre e fatti sparire senza che ne sia rimasta traccia.

Nel numero 52 della rivista Lo Specchio appare l’inchiesta, a firma di Adriano Corso, pseudonimo di Guido Giannettini, sugli anarchici del circolo 22 Marzo di Roma e su Mario Merlino in particolare.

 

29 dicembre: Roma, nel carcere di Regina Coeli, sono messi a confronto Pietro Valpreda e Michele Cicero, superiore dell’anarchico durante il servizio militare. Secondo quest’ultimo, Valpreda avrebbe seguito un corso di specializzazione in esplosivi; Valpreda ha affermato invece che Cicero gli aveva solo insegnato a tagliare le micce con una lametta, e di essere stato adibito, durante la leva, a mansioni amministrative.

Treviso, Guido Lorenzon viene invitato a palazzo di Giustizia per un primo interrogatorio.


30 dicembre: termina la serrata alla Chatillon, durata 14 giorni.

Reggio Emilia, denunciato perché trovato in possesso di un ingente quantitativo di armi, il militante missno Agostino Bossi.

 

31 dicembre: in occasione del capodanno, che trascorre a Venezia in casa di Giancarlo Vianello presente anche Martino Siciliano, Delfo Zorzi dichiara che gli attentati del 12 dicembre compresa la strage di piazza Fontana, erano parte di un'operazione pensata a livello molto alto per aiutare l'Italia a difendersi dal comunismo e che gli anarchici arrestati erano dei capri espiatori e non c'entravano nulla. Al contrario gli attentati erano stati organizzati dal Movimento Politico Ordine Nuovo del Triveneto.

Milano, decine di migliaia di persone sfilano in corteo contro la repressione, in una mobilitazione unitaria promossa da partiti, associazioni e gruppi di sinistra rivoluzionaria.

Massa Carrara, scagliata una bottiglia molotov contro la sezione del Psiup.

Il pubblico ministero di Treviso Pietro Calogero, interroga Lorenzon il cui memoriale gli era stato consegnato il 26 dicembre, dall’avvocato Alberto Steccanella.

 

Fine anno: il Vaticano, in difficoltà per il dissesto delle Condotte, affida a Michele Sindona la gestione del disinvestimento. Sindona acquista il pacchetto azionario del Vaticano.

Lutri è sostituito da Elvio Catenacci alla guida dell’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno. Catenacci è il funzio­nario che ha sospeso il commissario Juliano.

Milano, decine di migliaia di persone sfilano in corteo contro la repressione, in una mobilitazione unitaria promossa da partiti, associazioni e gruppi della sinistra rivoluzionaria.

 

Dicembrele tre Confederazioni, per sostenere la lotta dei metalmeccanici contro l'intransigenza della Confindustria e le rappresaglie attuate in numerose aziende per ritardare le conclusioni della vertenza, proclamano uno sciopero generale unitario dell'industria per il 19 dicembre. Si conclude con successo la grande lotta dei chimici e farmaceutici la quale afferma tra l'altro la libertà piena nella contrattazione aziendale e il riconoscimento del sindacato quale agente contrattuale. La Confindustria. premuta dalla compattezza della lotta dei metalmeccanici è costretta a sottoscrivere un accordo al ministero del Lavoro sostanzialmente identico a quello conquistato per i lavoratori del settore pubblico e che afferma la libertà nella contrattazione aziendale. Lo sciopero nazionale viene così sospeso. Anche per i braccianti e salariati si conclude positivamente la vertenza per i patti nazionali. Restano aperte, tra le più importanti vertenze, quella degli autoferrotranvieri, degli statali, dei parastatali, degli Enti locali e di numerose e diverse altre categorie fra le quali i marittimi, gli elettrici, pastai e mugnai, 

Nascono i comitati popolari della Valle del Belice, per organizzare la lotta e obbligare le autorità a mantenere gli impegni di ricostruzione.

La FIAT denuncia che la produzione è calata, con 270.000 vetture in meno, per effetto delle agitazioni e ventila la sospensione di 20.000 operai.

Milano, arrestati per gli incidenti del 4 novembre gli operai Mario Bianchi, Matteo Placentino, Michele Zambrini e Romolo Bellini.

Francia, occupate quattro grandi fabbriche di St. Etienne: i cortei operai si scontrano ripetutamente con la polizia.

A partire dal 12 dicembre, per tutto il mese, continuano in tutto il paese perquisizioni domiciliari nei confronti soprattutto di militanti e simpatizzanti di estrema sinistra, spesso senza mandato e con modalità sconcertanti, come il sequestro di libri “sospetti” di Marx, Lenin, Che Guevara.

Secondo dati dell’Inail, sono stati denunciati nel corso dell’anno 1.349.055 incidenti sul lavoro nell’industria e 282.859 per l’agricoltura, con 4.859 morti su 19 milioni di occupati. Dal 1966 al 1969 l’incidenza di incidenti è salita del 15%.





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