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1949

Gennaio: Modena, durante una manifestazione contro i licenziamenti effettuati alla Valdevit e alla Carrozzeria Padana, la polizia apre il fuoco ferendo sei lavoratori.

Forlì, constatando l’inadempienza di molti proprietari nell’applicazione dell’imponibile di manodopera, i braccianti scendono in lotta. Dopo due giorni di preavviso, i braccianti si recano “nei poderi dando inizio ai lavori (…) senza autorizzazione (…). In soli 20 giorni il totale dei lavori di miglioria eseguiti passano dal 35 al 60 per cento e alla piena occupazione della categoria.

 

1° gennaio: tregua tra India e Pakistan. La regione del Kashmir resta in gran parte controllata dalle forze indiane.

Udine, inizia le pubblicazioni la rivista per la scuola Risveglio Magistrale, impegnata a rappresentare l’esigenza di una battaglia anticomunista e antislovena sulle frontiere orientali.

 

3 gennaio: Siena, fermate sul lavoro e manifestazioni contro l’arresto di braccianti ed esponenti sindacali. Negli stessi giorni si svolgono dimostrazioni di disoccupati a Canosa, Corato, Bari e Trani. Ad Andria, 13 dimostranti sono arrestati.

 

5 gennaio: Roma,  il governo invia all’ambasciatore negli Stati Uniti, Alberto Tarchiani, un memo­randum, con il quale lo incarica di inoltrare al Dipartimento di Stato, la richiesta dell’Italia di entrare nell’alleanza militare atlantica. In marzo l’Italia sarà ufficialmente in­vitata dagli Stati Uniti ad aderire al patto Atlantico.

Indonesia, cessano le operazioni militari olandesi.

 

6 – 9 gennaio: Roma, assemblea d’organizzazione della Democrazia Cristiana.

 

7 gennaio: Washington, Dean Acheson sostituisce George Marshall alla Segreteria di Stato. Durante la campagna elettorale Marshall si era schierato contro Truman, sostenendo il candidato repubblicano Dowey Thompson.

 

8 – 10 gennaio: Roma, convegno organizzato dal Partito socialista sulla questione agraria. Il segretario nazionale Jacometti riconosce, nel suo intervento, l’impatto negativo sulle votazioni del 18 aprile 1948, della mancata riforma della mezzadria.

 

10 gennaio: Bari, la polizia disperde con violenza una manifestazione di disoccupati provocando 10 feriti e procedendo a 15 arresti. Per protestare contro il carovita e la disoccupazione, si svolgono scioperi e dimostrazioni anche a Milano e provincia.

 

12 gennaio: Bologna, occupata la Barbieri e Burzi. Il blocco delle merci, deciso immediatamente dalle autorità, impedisce di dare uno sviluppo produttivo significativo all’occupazione. Dopo 34 giorni, la Camera del Lavoro sarà costretta a sospendere la lotta. Vengono così confermati il licenziamento di Barnabà e di altri 40 operai.

 

13 gennaio: l’esecutivo della Cgil discute delle agitazioni degli statali e della difesa del diritto di sciopero. Bitossi  relaziona sulla difficoltà delle trattative in corso con Confindustria per la modifica del meccanismo di contingenza.

 

15 gennaio: Cina, le truppe dell’Armata Rossa conquistano Tientsin. Una settimana dopo Chang kai-shek lascia la presidenza della Cina nazionalista a Li Tsung-yen.

Washington, l’ambasciatore Alberto Tarchiani, invia un telegramma ad Alcide De Gasperi in cui riassume il contenuto dei colloqui avuti con il nuovo Segretario di Stato, Dean Acheson. Tra l'altro scrive che “Il Patto atlantico è un trattato di mutua assistenza e garanzia, tale da far sì che l’eventuale attacco contro uno dei suoi membri sia considerato come rivolto contro tutti. Con ciò l’Italia, se vi aderirà, entrerà automaticamente a far parte della zona che gli Stati uniti intendono difendere in caso di conflitto”.

 

18 gennaio: Roma, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, Amintore Fanfani propone un decreto legge per garantire i crediti agli impiegati ed agli operai delle imprese industriali per retribuzioni ed indennità di licenziamento. Scelba si oppone perché, a suo avviso, privilegia il nord mentre nulla viene previsto per la Sicilia. Il decreto è approvato.

 

19 gennaio: Roma, riunione dell’esecutivo della Federazione sindacale mondiale (FSM). Si decide il rifiuto del piano Marshall. A seguito di questa posizione, i sindacati inglese, olandese e americano abbandonano la FSM. Di Vittorio afferma:Il piano Marshall, presentato come un programma filantropico dagli Usa, tende ogni giorno a trasformarsi in un patto politico-militare per asservire i paesi europei ad una politica di guerra per la dominazione dei grandi trust capitalistici”.

 

19 – 20 gennaio: il Comitato centrale della FIOM discute sulla opportunità di controllare i finanziamenti all’industria, che spesso vanno ad aziende in attivo.

 

20 gennaio: Reggio Emilia, firmato l’accordo alle OMI-Reggiane. Prevede l’istituzione di un corso di riqualificazione, della durata di sei mesi, per seicento lavoratori da riassumere alla fine di questo periodo e l’apertura di dimissioni volontarie per quattrocento operai con la corresponsione di un’indennità extracontrattuale e la riduzione d’orario a 32 ore per una parte di coloro che rimanevano in azienda.

 

21 gennaio: sciopero a Milano contro il carovita. Si svolgono in questi giorni scioperi anche in Sicilia e Sardegna, contro i licenziamenti e la decurtazione dei salari, nonché in provincia di Rovigo, per l’occupazione e contro le disdette.

 

23 gennaio: Israele, il partito Mapai del primo ministro Ben Gurion vince le elezioni.

 

24 gennaio: il servizio segreto della Marina sventa un tentativo di attentato ai danni delle navi ormeggiate nel porto di Taranto per essere consegnate all’URSS come risarcimento dei danni di guerra. Sono bloccati il futuro capo di Ordine Nuovo Clemente Graziani, all’epoca studente ventiquattrenne e il ventenne Biagio Bertucci. A Roma vengono fermati dalla polizia, alla stazione Termini, altri cinque giovani: Alberto Tagliaferri, Sergio Baldas­sini, Paolo Andriani (futuro dirigente di ON), Fabio Galiani. I primi due sono ex appartenenti al Battaglione Barbarigo e risultano iscritti al MSI. Vengono poi arrestati l’ex X MAS Vladimiro Villani e il missino Antonio Airoldi.

Modena, sequestrato, derubato ed ucciso il contadino Marino Romagnoli. L'inchiesta, meramente formale, non scoprirà mai chi siano stati gli autori del brutale assassinio.

 

25 gennaio: i paesi dell’Est europeo si associano nel COMECON, Consiglio di mutua assistenza economica controllato dall’URSS.

Roma, la Confindustria invia alla Cgil una nota di dura condanna nei confronti della “non collaborazione”, ritenuta una forma di lotta illegale.

Forlì, riunione dei segretari delle Camere del Lavoro della provincia per affrontare il problema del collocamento. Un’analoga iniziativa si svolge il giorno 31. e’ decisa la costituzione “in ogni località, dell’ufficio di collocamento della manodopera Unico e Indipendente sotto ogni aspetto, da qualsiasi organizzazione sindacale, politica, confessionale o dello Stato”.

 

26 gennaio: Roma, incidenti tra polizia e militanti missini che manifestano davanti a Palazzo Chigi per chiedere il rilascio dei 7  arrestati per il tentato sabotaggio delle navi militari a Taranto.

 

27 gennaio: Milanoin due diversi attentati, sono uccisi Felice Ghisalberti e Leonardo Massaza. Il primo durante la Rsi era stato nella Legione Muti. Si diceva avesse partecipato a rastrellamenti e repressioni e fosse l’autore materiale della morte dell’a ntifascista Eugenio Curiel. Massaza, dirigente della fabbrica Olap, aveva smesso di occuparsi di politica dopo la Liberazione. Le indagini portarono all’individuazione dei responsabili degli omicidi in militanti della Volante rossa, che fu dunque sgominata e portata in giudizio. Questi due omicidi segnano, quindi, la fine dell'attività della Volante Rossa.

 

28 gennaio: Milano, dopo gli omicidi Ghisalberti e Masazza, la polizia effettua una serie di controlli e, dopo averla devastata, arresta 2 persone e ne ferma altre 15 nella sede della Casa del popolo di Lambrate.

 

29 – 31 gennaio: Bari, convegno organizzato dal Partito socialista sulle nuove strutture organizzative, di cui dotare il partito anche in campo sindacale.

 

30 gennaio: firmato il contratto per i lavoratori del gas.

 

31 gennaio: Cina, l’Armata rossa conquista Pechino.

Novara, la polizia ferma l’ex partigiano Serafino Lorenzini, mentre la stampa pubblica notizie allarmistiche sull’esistenza di “squadre” predisposte a creare un clima di terrore nel Paese. Lorenzini sarà rilasciato dopo pochi giorni di detenzione.

 

2 febbraio:  Pietro Secchia scrive sull’Unità: ”La verità è che la grande maggioranza dei partigiani che oggi si trovano in carcere sono stati arrestati proprio perché partigiani. L’accusa di reato comune, ripeto, nella grande maggioranza dei casi, non è che un infame pretesto per poterli colpire.Quasi tutti i processi in corso di istruttoria contro i partigiani per azioni di guerra da essi compiute sono illegali e costituiscono la più ignobile e pericolosa congiura contro la Repubblica, il più sfacciato tentativo di rinascita e rivincita del fascismo (...).

 

3 febbraio: arrestati gli ex partigiani comunisti Sergio Lulli, Vincenzo Bizzarri, Cesare Cavalcanti e Giancarlo Gianni, per fatti commessi prima del 25 aprile 1945. Saranno prosciolti in istruttoria dopo 5 mesi di carcere.

 

4 febbraio: Torino, scioperano i lavoratori della Fiat per la rivalutazione dei salari, effettuando fermate “a scacchiera”.

 

5 febbraio: Iran, messo fuorilegge il Partito comunista (Tudeh). L’economia del paese è gestita da tecnici americani.

Pubblicato il Rapporto Hoffmann, redatto dal Presidente dell’Economic Cooperation Administration (ECA), organismo di controllo per l’attuazione del "piano Marshall": il Governo italiano è severamente criticato per i criteri adottati nella gestione delle risorse e dei fondi americani


7 febbraio: si riuniscono a Bologna i segretari delle Camere del lavoro e della Fiom dell’Emilia Romagna e proclamano per il giorno 14 uno sciopero generale di 24 ore “per fronteggiare i tentativi padronali ed anche in risposta all’atteggiamento assunto dalla Confindustria con la denuncia dell’accordo interconfederale del 7 agosto 1947 riguardante le Commissioni Interne”.

 

8 febbraio: Ancona, la polizia carica una manifestazione di disoccupati, facendo uso anche di armi da fuoco. Dieci feriti.

 

9 febbraio: Pisa, si svolge uno sciopero di solidarietà con i lavoratori delle cave di San Giuliano e i vetrai della Saint Gobain, in lotta contro i licenziamenti.

Riferendosi alle perquisizioni in atto nelle sedi di partito e di organizzazioni di massa, Edoardo D’Onofrio sull’Unità commenta che si tratta di “vecchi metodi di provocazione fascista restaurati dall’avversario che ricorre al crimine allo scopo di provocare provvedimenti di polizia e persecuzioni che contrastano con le leggi vigenti e col carattere democratico e nazionale del nostro partito”.

 

10 febbraio: Roma,  l’ambasciata Usa informa il Dipartimento di Stato sui collegamenti fra polizia francese ed italiana per contrastare il comunismo. Riferisce inoltre che “la Francia ha organizzato nuclei polizieschi ristretti ma efficienti al di fuori della polizia normale, attraverso la Sureté nationale, per combattere il pericolo comunista. Questi nuclei sono forniti di fondi e mezzi eccezionali e il personale, per quanto limitato nel numero, è perfettamente addestrato per lavori di tale natura. Anche l’Italia sta ora istituendo simili organizzazioni di polizia segreta anticomunista sotto il ministero degli Interni e con esponenti dell’ex polizia segreta fascista come parte determinante a livello strutturale e organizzativo” (Departement of State, Incoming telegram secret n. MAR.608 - doc. 865.105/2.1049).

La Corte d'Assise di Roma dichiara la propria incompetenza a giudicare l'ex capo delle forze armate di Salò, maresciallo Rodolfo Graziani, in quanto i reati contestati sarebbero di prevalente carattere militare.

 

11 febbraio: De Gasperi e Pio XII si incontrano in Vaticano per celebrare il ventennale dei Patti Lateranensi. Il Papa e il leader DC si intrattengono sulla situazione internazionale e sull’opportunità che l’Italia entri nel sistema di alleanze militari occidentali. Il 20 febbraio il papa, parlando ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, denuncerà le persecuzioni contro le li­bertà affermando che i cattolici hanno il dovere di intervenire in sua difesa, ovunque venga minacciata.

Un appunto del Sifar segnala che Joseph Luongo starebbe compilando una lista di comunisti altoatesini suddivisa in due categorie, la prima comprenderebbe quelli da eliminare perché “pericolosissimi”, la seconda quelli da internare. Inoltre, segnala che avrebbe richiesto a persona non specificata se il governo italiano si avvale dell’opera dei Far (Fasci di azione rivoluzionaria) per i quali gli americani hanno speso forti somme per potenziarli e metterli in grado di agire in caso di sollevazioni di sinistra.

 

12 febbraio: l’esecutivo nazionale dei consigli di gestione prende posizione contro gli accordi fra grandi gruppi in funzione monopolistica, recentemente siglati fra Falck, Fiat, Finsider, Iri meccanica

L’Osservatore Romano pubblica il divieto ai lavoratori di iscriversi alla Cgil, imposto dall’episcopato emiliano.

 

13 febbraio: Modena, arrestato l’ex partigiano Angelo Menoni, per fatti risalenti al gennaio 1945.

 

14 febbraio: Roma, Convegno nazionale sulle terre incolte. Partecipano i rappresentanti delle Leghe contadine, della cooperazione agricola, dei Comitati per la terra delle province meridionali e insulari, del Comitato di coordinamento terre demaniali Alta Italia.

Emilia, scioperano i lavoratori dell’industria in solidarietà con gli operai della Ducati di Bologna ed i braccianti ferraresi in lotta per l’occupazione.

Verona, il centro CS (Centro Controspionaggio) informa che Rodolfo Steiner, uno dei nomi utilizzati dal maggiore Karl Hass, si è presentato alla Questura di Bolzano accompagnato dal capitano Joseph Luongo ed ha ottenuto una proroga del permesso di soggiorno.

 

15 febbraio: Milano, ancora fermate nelle fabbriche e dimostrazioni per la rivalutazione salariale.

 

17 febbraio: dopo molti rinvii, inizia davanti alla Corte speciale d'assise di Roma il processo a Junio Valerio Borghese. A Roma è già stato assolto in istruttoria da una serie di omicidi le cui vittime erano partigiani fucilati da reparti ai suoi ordini. Deve rispondere ora di avere aiutato il nemico dopo l'armistizio del 1943, di rastrellamento di partigiani, di azioni di saccheggio, di spionaggio. Il pubblico ministero chiede l'ergastolo, ma i giudici, applicando una quantità di attenuanti e due decreti di amnistia, lo condannano a 3 anni. Considerata la carcerazione già subita, Borghese viene immediatamente rimesso in libertà. Cancellato dai ruoli della Marina e privato del grado, dopo tre anni sarà acclamato presidente del Movimento Sociale Italiano.

Isola Liri (Frosinone), nel corso di una manifestazione operaia, i carabinieri aprono il fuoco provocando il ferimento di 35 dimostranti, dei quali 7 in gravi condizioni, e la morte dell’operaio Tommaso Diafrate, travolto da un automezzo. Il giorno successivo sciopera tutta la provincia.

 

19 febbraio: nel biellese, scioperano i lavoratori tessili per la difesa dell’occupazione e contro il carovita.

Roma, la Segreteria del Partito comunista emette un comunicato sulla sentenza a carico di Junio Valerio Borghese: "(...) avuta notizia della scandalosa sentenza della Corte di assise straordinaria di Roma, con la quale viene posto in libertà uno dei più odiosi e tracotanti criminali fascisti, organizzatore al servizio dei tedeschi dell’assassinio e della strage di cittadini e patrioti gloriosi, esprime per questo fatto la sua indignata protesta.Questa sentenza, che segue ad altre assoluzioni e liberazioni scandalose di criminali fascisti, pone a tutti i cittadini di sentimenti democratici, in modo acuto, la questione delle degenerazioni della giustizia in un regime come l’attuale (...).

Il giudice istruttore del Tribunale militare di Roma, generale Enrico Santacroce, proscioglie i generali Roatta e Carboni,  deferiti dalla Commissione d’inchiesta Palermo sulla mancata difesa di Roma e, contemporaneamente, i generali Ambrosio, Castellano, De Stefanis, Utili, Calvi di Bergolo denunciati dal generale Giacomo Carboni. Su quest’ultimo scrive che la sua condotta è stata “improntata alle prescrizioni che il dovere e l’onore imponevano in quelle specialissime circostanze”.

Il rappresentante della Standard Oil in Italia, Borrego, ex attaché dell’Ambasciata americana in Italia, informa i dirigenti della multinazionale che “Mattei agisce per conto della Democrazia cristiana ai nostri danni”.

Esce nelle edicole Il Mondo, diretto da Mario Pannunzio.

 

20 febbraio: Roma, in un editoriale sull’Unità, Palmiro Togliatti, a proposito dell’omicidio dei due industriali firmato da una “presunta Volante Rossa”, li definisce di “tipo terroristico”, e conclude: “Condanniamo e respingiamo nel modo più energico gli atti di terrore, veicolo fra l’altro, di delinquenza comune e di provocazione ma, in pari tempo, vogliamo capire su quale terreno questi atti maturano, perché essi sono sintomo sempre o quasi sempre, di situazioni gravi, di squilibri politici e sociali, su cui a lungo non ci si regge”.

 

19 – 20 febbraio: Reggio Emilia, Conferenza di fabbrica dei comunisti delle Reggiane. Nel documento conclusivo si afferma: “la nostra azione politica deve dimostrare una giustezza di indirizzo in modo che essa sia vista da tutti i lavoratori e in particolare dai tecnici e dagli impiegati, come la più giusta, la più conforme agli interessi della classe lavoratrice e delle masse popolari, così da rafforzare ulteriormente le simpatie e le decisioni che vengono al nostro Partito da quelle categorie di lavoratori”.

 

24 febbraio: armistizio tra Egitto ed Israele sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Milano, la polizia arresta 15 persone ritenute appartenenti alla Volante Rossa.

 

25 febbraio: Mario Scelba, intervenendo alla Camera sul caso della Volante Rossa, afferma: “Io non desidero anticipare quale sarà il processo ma posso dire che abbiamo le prove documentate che il mandante e l’organizzatore dei delitti di Milano, il cosiddetto Alvaro, capo della Volante Rossa, era il capo dei servizi di sicurezza della federazione comunista di Milano”. I comunisti milanesi rispondono a Scelba che “non è mai esistito nessun servizio di sicurezza nella nostra federazione. Il partigiano Giulio Paggio (detto Alvaro) che risulta effettivamente iscritto al nostro partito, non ha mai avuto incarichi di dirigente o di responsabile del servizio d’ordine”.

 

28 febbraio: Roma, il ministro del Lavoro Amintore Fanfani, vara il piano per l'incremento dell'edilizia popolare Ina - casa. Istituito il Comitato di attuazione del piano di costruzione di case per lavoratori, alla cui presidenza è nominato l’ingegner Filiberto Guala, esponente della finanza vaticana. Il piano è ampiamente finanziato con i fondi Erp

 

Febbraio: sciopero nazionale dei minatori ed dei chimici per il contratto, questi ultimi mettendo in atto la “non collaborazione” nei gruppi Montecatini, Pirelli e Chatillon. L’agitazione alla Fiat si è estesa ad altre fabbriche metalmeccaniche torinesi.

Washington, pubblicato il rapporto Hoffmann, così detto perché redatto da Paul Gray Hoffmann, presidente dell’Eca (Economic Cooperation Administration) che evidenzia le ruberie e gli sprechi che i dirigenti italiani fanno degli aiuti che ricevono dall’America.

Modena, sospensioni e serrate in vari stabilimenti meccanici, alimentari, del truciolo e laterizi. In primavera si avrà un’ondata di licenziamenti alla Magneti Marelli di Carpi. Annunciato il licenziamento di 120 operai alla Candele Maserati e 380 su 460 dipendenti alla Alfieri Maserati, entrambi appartenenti al Gruppo Orsi. In pratica è l’annuncio della smobilitazione di due dei più importanti stabilimenti della provincia, proprio nel momento in cui i disoccupati sono complessivamente 55.000. 

 

Marzo: Ravenna, la Camera del Lavoro organizza manifestazioni contro l’adesione italiana al patto Atlantico.

Reggio Emilia, all’inizio del mese la Commissione interna delle Reggiane presenta un Quaderno di rivendicazioni, che mette a punto i problemi sorti in azienda dopo l’accordo del 20 gennaio. I punti qualificanti delle richieste sono: il ripristino delle 40 ore settimanali nei reparti ad orario ridotto, il versamento dei contributi di malattia per gli operai del corso di riqualificazione, il ritorno alla prassi normale per i passaggi di cateria e gli aumenti di merito, la salvaguardia dei livelli salariali dei capisquadra, un corretto conteggio degli scatti di anzianità, il rispetto della clausola dell’accordo precedente che prevedeva l’assunzione di 45 apprendisti ed infine l’allineamento con il sindacato sui problemi di carattere generale discussi in sede nazionale su salario, raddoppio degli assegna famigliari e revisione della scala mobile. E’ evidente il tentativo di saldare la difesa dell’occupazione alla difesa dei diritti degli occupati. Di fronte al rifiuto della direzione, il Comitato d’agitazione decide l’inizio di una serie di scioperi a scacchiera e la sospensione degli straordinari.

 

1 marzo: l'ambasciatore italiano negli Stati uniti, Alberto Tarchiani, presenta una esplicita richiesta di invito all'adesione dell'Italia al Patto atlantico, che viene subito sostenuta dal Segretario di Stato, Dean Acheson.

 

3 – 4 marzo: Milano, convegno interregionale delle Camere del lavoro del nord Italia, alla presenza del segretario della CGIL Giuseppe Di Vittorio.

 

4 marzo: Israele entra a far parte delle Nazioni Unite.

Washington, il segretario di Stato Dean Acheson convoca a Washington i dirigenti sindacali Pastore, democristiano, Canini, socialdemocratico e Claudio Rocchi, repubblicano, per definire una volta per tutte la questione sindacale. I tre sono accompagnati dal colonnello Thomas Lane, dell’ambasciata americana a Roma.

Torino, sciopero e manifestazione dei metalmeccanici.

 

6 – 7 marzo: Napoli, convegno delle Camere del Lavoro del sud Italia.

 

7 marzo: in molte città italiane si svolgono manifestazioni contro l’adesione dell’Italia al Patto Atlantico.

 

8 marzo: Roma, il Consiglio dei ministri approva la decisione di accettare l’invito rivolto all’Italia di entrare a far parte, come membro fondatore, del Patto Atlantico. Nel corso della riunione De Gasperi ammette: “Le trattative sono ancora nella fase preparatoria. Nessuno conosce esattamente la portata del Patto atlantico. Ignoriamo quali siano le condizioni poste agli altri paesi, quali noi. Abbiamo svolto un'azione solo per evitare di essere tenuti fuori (...).

Argentina, approvata la nuova Costituzione ispirata ai principi del giustizialismo peronista.

Milano, sciopero negli stabilimenti del gruppo Iri, contro i licenziamenti.

 

10 marzo: termina ufficialmente il primo conflitto arabo- israeliano.

 

11 marzo: Roma, De Gasperi convoca in seduta straordinaria il Consiglio dei ministri per discutere dell’entrata dell’Italia nella NATO (North Atlantic Treaty Organization). Il Consiglio delibera “in senso unanime per l’accessione in via di massima al patto atlantico”. De Gasperi chiede immediatamente l’apertura del dibattito parlamentare. La discussione si aprirà alla Camera il giorno successivo. Socialisti e comunisti si impegneranno in una durissima opposizione nel tentativo di impedire che al Governo venga concessa l’autorizzazione a concludere una trattativa senza conoscerne prima i contenuti. Il 17 marzo tutti i deputati della sinistra si iscriveranno a parlare, ricorrendo alla tattica dell’ostruzionismo, mentre in tutto il paese si svolgono grandi manifestazioni popolari affrontate con forza dalla polizia. Il 18, dopo 51 ore di seduto ininterrotta, il governo otterrà l’autorizzazione con 342 voti favorevoli, 170 contrari e 19 astenuti. Il senato approverà l’ingresso dell’Italia nella NATO il 27 marzo con 183 favorevoli, 112 contrari (tra cui Vittorio Emanuele Orlando e Francesco Saverio Nitti) e 8 astenuti.

 

12 marzo: Roma, al Foro italico, si svolge l’assemblea del raggruppamento giovanile studenti e lavoratori del Msi, diretto da Roberto Mieville. Questi, nel suo discorso, afferma: “Il peggio del fascismo è meglio del meglio dell’antifascismo”.

 

14 marzo: Forlì, manifestazione per chiedere il rispetto della “tregua mezzadrile”.

Modena, si svolge la seconda conferenza nazionale dei Comitati per la terra. In discussione la lotta per la riforma: una petizione ha raccolto due milioni di firme. Confederterra e Federbraccianti hanno richiesto alla Confida trattative sull’orario di otto ore giornaliere, minimo orario variante fra le 38 e le 44 lire più contingenza, 13° mensilità e miglioramenti fondiari.

 

14 – 15 marzo: l’esecutivo nazionale della Cgil aderisce al Congresso mondiale della pace a Parigi.

 

15 marzo: si svolge la “Festa della libertà sindacale” organizzata dai Comitati civici.

 

15 marzo: Emilia Romagna, circa 4.000 contadini danno il via ad un’occupazione di terre incolte. La polizia interviene per allontanarli effettuando complessivamente una ventina di arresti.

 

16 marzo: Washington, il Segretario di Stato, Dean Acheson trasmette all'ambasciatore americano in Italia, James Dunn, il testo del trattato del Patto atlantico, fino a quel momento sconosciuto a De Gasperi ed al suo governo.

 

17 marzo: Ravenna, la CGIL scende in piazza contro l’ingresso dell’Italia nel Patto Atlantico. Il PRI organizza una contromanifestazione cui aderiscono i sindacalisti repubblicani.

 

17 marzo: Terni, nel corso di una manifestazione di protesta contro il Patto atlantico, le forze di polizia sparano uccidendo l’operaio delle Acciaierie Luigi Trastulli e ferendone altri 12.

 

18 marzo: Roma, la Camera approva l’adesione al Patto atlantico, con 342 voti favorevoli, 170 contrari e 19 astenuti. Fra questi ultimi, 11 socialdemocratici (e fra loro Ugo Guido Mondolfo, Matteo Matteotti, Mario Zagari, Ezio Vigorelli); 6 missini (fra loro Michelini e Almirante), il democristiano Giuseppe Rapelli. E’ reso di pubblico dominio il testo ufficiale del trattato del Patto, nel quale non compaiono ovviamente le clausole segrete.

 

19 – 20 marzo: Milano, si riunisce l’organismo direttivo dei consigli di gestione che si pronuncia contro l’adesione dell’Italia alla Nato, contro la smobilitazione delle aziende finanziate dal Fim e discute inoltre delle misure da adottare per contrastare le politiche dei monopoli.

 

21 marzo: il centro Cs  (Controspionaggio) di Verona informa che Joseph Luongo, capo del Cic a Linz (Austria), sta compilando elenchi di “elementi comunisti giudicati pericolosi per la sicurezza nel caso di torbidi o di guerra”, non limitando le ricerche al solo Alto Adige, ma estendendole all’Italia centrale, a Veneto, Emilia e Lombardia.

Lavello (Potenza), la polizia carica i partecipanti ad una manifestazione popolare, sette feriti.

 

22 marzo: in un Promemoria per la Presidenza del Consiglio è descritta l'attività del Mir (Movimento Istriano Revisionista), ufficialmente riconosciuto dalla stessa Presidenza fin dal maggio 1947, con sede a Gorizia. Il Movimento ha allestito al proprio interno il Cidi (Centro Italiano d'Informazioni), struttura spionistica con una vasta rete di informatori, e sistematicamente invia un bollettino di informazioni alla Presidenza del Consiglio stessa, che provvede a finanziare il Movimento tramite il Sifar (Servizio Informazioni Forze Armate).

 

25 marzo: Forlì, sciopero dei braccianti per il collocamento. Manifestazioni zonali a Gatteo, Predappio, Forlì e Cesena.

Parma, sciopero cittadino contro la serrata dei calzaturieri.

Torino, la polizia occupa la fabbrica Santambrogio.

 

30 marzo: Roma, circolare n°365 del ministero della Difesa che ricostituisce il Sifar (da cui dipen­de il Sios - Sezione informazioni operative e situazione - costituito presso ciascuna delle tre armi). Ciò avviene nell’imminenza dell’ingresso italiano nella Nato e mediante una semplice disposizione interna dei mini­stero. La missione è compiere “attività offensiva e difensiva nei campo delle informazioni”, non regolata però da alcuna legge specifica. In com­penso, secondo alcuni studiosi, fin dal primo momento è “regolata da un protocollo segretissimo imposto dagli americani che costituisce una vera e propria rinuncia alla sovranità nazionale da parte italiana”. Principali obblighi: fornire agli Usa copia di tutte le informazioni e un diritto di supervisione americana sulle scelte del personale, che deve essere tutto di to­tale gradimento dei competenti servizi Usa. L’esistenza di questo proto­collo è molto controversa. Resta il fatto, incontrovertibile, che protocolli segreti Nato esi­stono: De Gaulle li denunciò esplicitamente il 7 marzo 1966 e il Senato tedesco ne ha, verso la metà degli anni ’80, ammesso l’esistenza.

Degli obblighi assunti dal nostro paese, soprattutto in materia di servizi segreti, parla Mas­simo Caprara: “in base agli accordi NATO, il SID è tenuto a passare notizie e ricevere istruzioni da una centrale apposita della CIA che dipende direttamente dalla presidenza degli Stati Uniti. Il nome in codice dell’ufficio ricetrasmittente in USA, è BRENNO. In campo strettamente militare, i rapporti con gli USA fanno capo all’ONI (ufficio investiga­zioni navali), all’OSI (ufficio investigazioni speciali dell’aeronautica) ed alla DIA, Agenzia informazioni difesa, che dipende dal ministero della Difesa e che svolge compiti informativi globali anche in campo tecnico e scientifico. Analoghi collegamenti vengono mantenuti con organismi dei paesi comunitari, particolarmente per il tramite della Divisione AARR” (cfr Il Mondo 20.6.1974).

Primo capo del SIFAR è nominato il generale Giovanni Carlo Re, che già dall’ottobre 1948 guidava il ricostituito Ufficio I dello Stato Maggiore dell’Esercito. Re, nel 1941, era addetto militare a Zagabria per diventare poi capo della missione militare italiana nella Croazia di Ante Pavelic.

Parma, la polizia interviene per porre fine all’occupazione della Bormioli da parte degli operai. Per solidarietà, è proclamato uno sciopero generale.

 

Marzo: Washington, Il National Security Council (Nsc) elabora un rapporto dal titolo “Overt psychological Warfare” che sancisce la nascita della Interagency foreign information Organization con compiti informativi e di propaganda, sotto la direzione del Dipartimento di Stato e con la collaborazione del ministero della Difesa, della Cia e del Joint chiefs of staff. Dopo alcuni mesi, passerà alle dirette dipendenze del ministero della Difesa.

 

Aprile: Roma, il Parlamento approva la legge che sottrae il collocamento al controllo sindacale rendendolo un servizio di natura pubblica.

Sciopero nazionale dei braccianti per il rinnovo del contratto. Lo sciopero dura 37 giorni consecutivi, segnati da momenti di altissima tensione in tutto il Paese, “ma si iscrive nella storia del movimento operaio come uno dei più difficili e di maggior successo”.

Sassuolo (MO), lunga lotta alla ceramica SAIME. In agosto la fabbrica è serrata e nel marzo del 1950 la direzione licenzierà 135 lavoratori.

Campogalliano (MO), serrata alla Crotti. Gli operai licenziati fondano la Cooperativa Bilanciai.

Modena, in tutta la provincia i braccianti danno vita a numerose lotte per il collocamento di classe. Viene approvata una legge per il collocamento di Stato, trasformato ben presto in uno strumento di divisione dei lavoratori e di discriminazione verso quelli di sinistra e sindacalizzati.

 

1° aprile: Modena, sciopero cittadino per protestare contro i comportamenti della polizia e l’arresto del segretario della Federterra.

Reggio Emilia, nasce la sezione sindacale delle Reggiane.

 

2 aprile: Cina, iniziano i colloqui di pace tra il Partito comunista e il Kuomintang.

Riprendono le agitazioni dei chimici per sbloccare l’inizio delle trattative per il contratto.

 

3 aprile: giornata di mobilitazione a sostegno della creazione di organi rappresentativi sindacali eletti dagli operai.

Vasta adesione in tutta l’Emilia Romagna alla giornata nazionale di lotta dei braccianti per la riforma del collocamento.

Forlì, nel corso delle manifestazioni sono eletti e insediati i collocatori sindacali in 32 comuni e 120 frazioni. Durissima la reazione governativa: 109 braccianti sono arrestati o fermati, 106 denunciati, 500 diffidati, 14 segretari di Camere del Lavoro diffidati, 12 denunciati, 4 arrestati. 36 collocatori sindacali sono denciati e 2 arrestati.

 

4 aprile: Washington, firmato il Patto Atlantico: nasce la Nato. Il testo del North Atlantic Treaty Organization fu elaborato tra Stati Uniti, Canada e i cinque paesi europei che nel marzo del 1948 avevano dato vita all’UEO (Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda e Lus­semburgo). Sempre in qualità di paese negoziatore si era aggiunta, nel febbraio del 1949, la Norvegia. Infine, a testo ormai definito, erano stati invitati ad aderire all’Alleanza, Dani­marca, Islanda, Portogallo e Italia.

Mazara del Vallo (Trapani), strangolato nella locale caserma dei carabinieri il bracciante Francesco La Rosa, che era stato convocato per un interrogatorio.

 

5 aprile: scioperano i lavoratori del parastato per ottenere l’estensione dei miglioramenti concessi agli statali.

 

7 aprile: Pavia, nel corso di un’agitazione operaia alla Snia, avvengono scontri fra lavoratori e polizia che procede anche al fermo del segretario del sindacato chimici, Guidi.

Fua di Torretta (Pa), la banda Giuliano uccide il carabiniere Giustiniano Rocco.

 

10 aprile: Roma, si svolge la Costituente sindacale alla presenza di Giovanni Gronchi.

 

11 aprile: sciopero nazionale dei chimici.

Pistoia, in una lettera indirizzata al ministero del Tesoro, prot.179, a firma dell’assessore Renata Zanchi Marchionni (in seguito parlamentare del Pci) su delega del sindaco Giuseppe Corsini, si afferma che “questo Comune, dal 1 luglio 1948 in poi non ha corrisposto nessuna somma a titolo di soccorso giornaliero militare e indennità caro pane ai congiunti del nominato in oggetto” (Licio Gelli ndr).

 

14 aprile: Roma, sciopero generale, dopo l’intervento della Celere nei cantieri Federici- Igliori contro le maestranze. Arrestati 70 operai.

 

18 aprile: la repubblica d’Irlanda esce dal Commonwealth e rompe i legami con la Gran Bretagna.

 

19 giugno: Mazara del Vallo (Trapani), durante una manifestazione di braccianti, la polizia apre il fuoco uccidendo un contadino.

Milano, nel corso di un’agitazione operaia, la polizia fa irruzione alla Breda.

 

20 aprile: Parigi, Congresso mondiale della Pace. I 1500 delegati, in rappresentanza di 59 paesi, prenderanno posizione contro la nascita della NATO.

 

22 aprile: un Pro memoria di una fonte di Genova della Divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno (nome in codice della fonte, Acciaio ndr) segnala l'attività dell'ingegner Adriano Agostini. Nel documento è scritto tra l'altro: "Il nominato in oggetto risulta iscritto al Pci dal 1943. Oggi, da informazioni pervenuteci, è stato nominato consulente delle organizzazioni paramilitari del partito".

 

24 aprile: Cina, l’Armata Rossa attraversa lo Yang tze kiang ed entra a Nanchino.

 

25 aprile: Gorizia, manifestazione del Msi, alla quale prendono parte Giorgio Almirante e Roberto Mieville. Nel corso del comizio è affermato che il 25 aprile "è festa degli assassinati e non degli assassini”.

 

26 aprile: Roma, l’Ambasciata americana, che aveva proposto al ministro del Tesoro Giuseppe Pella di sostenere che fossero le compagnie petrolifere italiane private – non quelle americane – a richiedere leggi meno restrittive in materia, così da escludere ogni accusa di interferenza statunitense, informa con un dispaccio il Dipartimento di Stato: “Il ministro del Tesoro Pella riconosce la validità degli argomenti di cui al nostro telex del 16 marzo. Ha detto che spingerà la cosa (…).

Pistoia, l’Intendenza di finanza inizia a corrispondere a Licio Gelli la pensione “in applicazione del ddl n.193 del 29 marzo 1945 concernente le disposizioni relative al pagamento di arretrati sulle pensioni di guerra”.

 

27 aprile: la Standard Oil invia al Dipartimento di stato americano un telegramma di gratitudine per l’appoggio ricevuto a favore della sua espansione in Italia: “Il più profondo apprezzamento per l’assistenza resaci in Italia”.

 

28 aprile: Modena, arrestato l’ex partigiano Umberto Bisi, per fatti risalenti al 14 luglio 1945.

 

29 aprile: Roma, varata la legge che prescrive l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento presso gli uffici delle circoscrizioni di residenza, e il riconoscimento ai lavoratori residenti del titolo preferenziale per l’avviamento al lavoro.

Sciopero in Emilia Romagna per protestare contro la violenza della polizia.

Condannato il segretario bolognese della Federmezzadri per un manifesto che invitava i lavoratori a battersi per una diversa ripartizione del prodotto.

 

1° maggio: Portella delle Ginestre, scoperta una lapide in ricordo dei caduti nella strage del 1° maggio 1947, alla presenza del parlamentare comunista Girolamo Li Causi, che tiene il discorso commemorativo.

 

2 maggio: Montelepre (Pa), la banda di Salvatore Giuliano attacca un reparto di polizia che sta rientrando in sede. Resta ucciso l'agente Letterio Restuccia, altri due agenti sono feriti. Quattro giorni dopo, nella stessa zona, un camion dei carabinieri costretto a fermarsi per un guasto viene investito da una violenta sparatoria che provoca la morte del carabiniere Gesuino Campus e alcuni feriti. In entrambe le occasioni i banditi riescono a sganciarsi senza perdite.

 

3 maggio: i chimici scioperano per il contratto.

 

5 maggio: Londra, nasce il Consiglio d’Europa, organizzazione intergovernativa con lo scopo di integrare gli stati dell’Europa occidentale. Ne fanno parte Inghilterra, Irlanda, Italia, Belgio, Francia, Olanda, Lussemburgo, Svezia, Danimarca e Norvegia. In seguito si aggiungeranno Turchia, Islanda e Grecia.

 

7 maggio: Roma, la Corte di cassazione stabilisce che “non spetta l’amnistia a chi ha ricoverato individui ricercati dalle SS, ha svolto azioni di collegamento e di propaganda, e mediante le sue prestazioni ha reso possibili diverse azioni di sabotaggio”.

 

8 maggio: Minervino Murge (Bari), la polizia carica i partecipanti ad una manifestazione indetta dal Pci, provocando numerosi feriti.

 

9 maggio: i sovietici tolgono il blocco attorno a Berlino.

 

11 – 15 maggio: Firenze, 29° congresso del Psi, Nenni eletto segretario e Sandro Pertini direttore del’Avanti. La direzione è così composta: Lelio Basso, Amerigo Bottai, Nazareno Buschi, Luigi Cacciatore, Elena Caporaso, Laura Conti, Achille Corona, Francesco De Martino, Michele Giua, Oreste Lizzadri, Lucio Luzzatto, Alcide Malagugini, Lionello Matteucci, Guido Mazzali, Rodolfo Morandi, Pietro Nenni, Sandro Pertini, Luigi Renato Sansone, Ferdinando Targetti, Azzo Toni, Alberto Trebbi. Il congresso  si conclude con l’uscita dal partito del gruppo che fa capo a Giuseppe Romita, il quale fonda il Psu.

 

12 maggio: Caccamo (Pa), gli uomini della banda di Salvatore Giuliano uccidono i carabinieri Giosuè Lombardo e Tindaro Moretti.

Arrestato Filippo Papa, comandante di brigata partigiana, decorato con la Bronze star, per fatti risalenti al 5 agosto 1944.

 

14 Maggio: i dipendenti degli enti pubblici epurati perché compromessi con il regime fascista, vengono reintegrati nei propri posti di lavoro

 

15 maggio: Sicilia, costituito il Corpo Forze repressione banditismo (Cfrb) comandato dai colonnello Luca, già appartenente ai servizi segreti.

Milano, la polizia ferma gli attivisti comunisti che raccolgono firme contro il Patto atlantico.

 

16 maggio: il PSI è espulso dalla Conferenza Internazionale Socialista per il suo stretto rapporto di collaborazione con il Partito comunista italiano.

Brescia, si svolge uno sciopero cittadino per protestare contro i ripetuti interventi della polizia alla Breda. Scendono in lotta anche i lavoratori della Bianchi, in difesa della commissione interna e delle libertà sindacali.

 

17 maggio: scioperano i braccianti - ma in alcune zone l’agitazione era iniziata già il giorno 8 - della Val Padana, per imporre alla Associazione degli agrari l’avvio di trattative su una piattaforma rivendicativa che prevede:  contratto nazionale, aumento delle prestazioni previdenziali e assistenziali, pagamento del sussidio di disoccupazione, regolamentazione delle disdette per i salariati fissi, obbligo per le aziende agrarie di investire una parte della rendita in opere di miglioramento fondiario. Dal giorno 18 la protesta si estenderà a tutta l’Italia. La vertenza si concluderà il 24 giugno, dopo l’intervento mediatore del Presidente della Camera, con l’accoglimento delle richieste fondamentali dei braccianti.

Molinella (BO), durante uno sciopero per l’impostazione del nuovo patto di compartecipazione, la polizia spara e uccide Maria Margotti, bracciante, vedova di 34 anni di Filo d’Argenta.  Altre 30 persone sono ferite. Il giorno successivo, la Camera del lavoro proclama lo sciopero generale in tutta la provincia. I lavoratori riescono a far aderire anche i 200 crumiri ingaggiati dall’agraria, e l’azione è approvata dal sindacato scissionista, per i lavori di fienagione e contro cui era scattata la protesta dei 6.000 scioperanti che à costata la vita a Maria Margotti.

La Camera del Lavoro di Ravenna, riunita d’urgenza per discutere i fatti di Molinella, invita le maestranze delle fabbriche della provincia a riunirsi in assemblea “per esprimere mediante ordini del giorno la protesta e la loro precisa volontà di porre termine ai crimini e ad ogni violenza”.

 

18 maggio: Ferrara, inizia lo sciopero generale, anche sulla spinta della rabbia per l’uccisione di Maria Margotti, dei braccianti e dei salariati agricoli.

L’agitazione dei braccianti si conclude con una netta vittoria sul piano economico, sindacale e politico: i braccianti ottengono un aumento dell'indennità infortuni; l'impegno a corrispondere l'indennità di caro-pane e le prestazioni farmaceutiche ai loro familiari; l'emanazione della legge che estende il sussidio e l'indennità di disoccupazione a tutti i braccianti e salariati agricoli e che rappresenta una delle più grandi conquiste sul piano della legislazione sociale.

 

19 maggio: Corleone (Pa), inizia la carriera criminale del futuro capo di Cosa Nostra, Salvatore Riina: uccide Domenico Di Matteo per una banale lite su un campo di bocce.

Pantanaro di Montanaso (Milano), l’agrario Battista Orsini spara conro un gruppo di operai che cercano di convincere i crumiri a ritirarsi. La polizia intervenuta arresta il capo zona e il segretario della Camera del lavoro.

 

20 maggio: Mediglia (Milano), nel corso dello sciopero generale dei braccianti, l’agrario Virgilio Rinaldi uccide il bracciante Pasqualino Lombardi che, con altri, tentava di disarmarlo di una pistola e di un fucile, e ferisce Pierino Lividati. A suo carico, il pretore di Lodi non riterrà che sussistano indizi di reato,  perché avrebbe agito per legittima difesa.

Dopo l'Agro romano, le agitazioni bracciantili si estendono a Puglia e Basilicata.


23 maggio: nasce la repubblica federale tedesca (RFT) con capitale Bonn.

Lomello (Pavia), la polizia spara contro i braccianti che si oppongono al crumiraggio, ferendone due.

 

24 maggio: gli esponenti sindacali socialdemocratici e repubblicani si dimettono dalla Cgil.

 

25 maggio: le agitazioni bracciantili si estendono alla Campania.

Modena, arrestato l’ex partigiano comunista Romolo Dini. Sarà trattenuto e malmenato nella caserma dei carabinieri, per essere poi rilasciato senza alcuna spiegazione.

 

27 maggio: Cina, le truppe dell’Armata rossa occupano Shangai.

 

28 maggio: prima trasmissione sperimentale della televisione italiana.

Roverbella (Mantova),  durante lo sciopero generale di zona dei braccianti, il fittavolo Arturo Migliorati spalleggiato da altri, spara contro gli scioperanti ferendo gravemente Anselmo Battesini e Giselmo Fusato. Successivamente sono feriti gli scioperanti Savino Roveda, Luigi Filippini e Guido Boniforti. Per protesta lo sciopero generale si estende a tutta la provincia.

Milena (Caltanissetta), i carabinieri intervengono all’interno in una casa privata dove un gruppo di persone stava partecipando a un rito religioso evangelico. E’ picchiato l’officiante, Domenico Mattia, ed i partecipanti sono brutalmente condotti in caserma per l’identificazione.

 

30  maggio: Roma, Beltrame Nemesio, sulla rivista Il Pensiero Nazionale, dedica un articolo al congresso nazionale del Msi previsto per il 28 giugno, rilevando che “Almirante, Michelini, Russo Perez hanno in mano le chiavi del movimento, le chiavi anche della cassa, nominano dall’alto fiduciari e federali e sono appoggiati e manovrati dai sottosegretari dc Marazza e Andreotti”.

 

31 maggio: Vigazzo (Parma), nel corso dello sciopero generale, un bracciante viene gravemente ferito da un agrario.

 

Giugno: Sudafrica, entra in vigore la politica di apartheid che sancisce la completa divisione tra bianchi e popolazione di colore.

Bologna, si è appena chiuso il contratto nazionale, che si apre la vertenza per il rinnovo del contratto provinciale dei braccianti. Le trattative con l’APA riguardano le migliorie al fondo, l’applicazione e il rispetto dei contratti, il riconoscimento dei Consigli di fattoria e il collocamento.

 

1° giugno: Bologna e Modena, sciopero generale per protestare contro l'irruzione della polizia nelle Camere del lavoro

Sciopero nazionale degli edili per la rivalutazione salariale.

 

2 giugno: la Transgiordania muta il proprio nome in Giordania e ingloba i territori palestinesi occupati durante il conflitto con Israele.

 

3 giugno: Forlì, nel corso di uno sciopero alla Mangelli, la polizia intervenuta a difesa dei crumiri, uccide l’operaia Jolanda Bertaccini e feriscce il bracciante Antonio Magrini.

 

4 giugno: Roma, nasce la Federazione italiana lavoratori (FIL) in seguito all’uscita dalla CGIL  delle componenti socialdemocratica e repubblicana. Segretari sono nominati Enrico Parri (PRI) e Giuseppe Canini (PSLI).

Giuseppe Di Vittorio è eletto segretario della Federazione dei sindacati mondiale.

Gradesco Pieve Delmona (Cremona), nel corso dello sciopero, un gruppo di agrari e loro dipendenti apre il fuoco sugli scioperanti, ferendo Luigi Grazioli.

Migliaro (Ferrara), durante lo sciopero generale contro le violenze della polizia e degli agrari, sono arrestati 7 braccianti, colpevoli secondo i carabinieri di aver minacciato una guardia giurata. I compagni degli arrestati protestano e alle 18 si radunano davanti la caserma dei carabinieri fino a quando vengono dispersi dall’arrivo dei rinforzi dell’arma, che feriscono 8 lavoratori uno dei quali, Francesco Tinozzi, in modo grave.

Malborghetto (Fe), durante lo sciopero dei braccianti, l’agrario Eden Boari uccide a colpi di pistola uno scioperante.

 

5 giugno: Gaggiano (Milano), nel corso di uno sciopero la guardia campestre Giuseppe Evoli ferisce i braccianti Giovanni Mantegazza e Luigia Borelli, mentre sono intenti a convincere i crumiri a cessare il lavoro.

 

6 giugno: Como, sciopero contro i comportamenti della polizia e l’arresto del segretario della Camera del Lavoro.

Vado di Fossalta (Ferrara), nel corso di uno sciopero, le forze di polizia caricano i braccianti ferendone 17, tre dei quali con colpi d’arma da fuoco.

 

9 giugno: Milano, entrano in lotta i lavoratori del gruppo Falck per il premio di produzione. Negli stessi giorni si svolgono agitazioni anche negli stabilimenti dell’Iri, per solidarietà coi lavoratori della Motomeccanica minacciati di licenziamenti.

Palermo, annullato il provvedimento di confino, assunto nel 1948 a carico di Michele Navarra quale “capo e esponente principale” della mafia di Corleone, su richiesta della Questura. Navarra sarà, successivamente, nominato cavaliere della repubblica italiana.


10 giugno: il capo del Centro di controspionaggio di Roma del Sifar maggiore Eugenio Piccardo inoltra all'Ufficio D un'informativa riguardante l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). In essa si riferisce che "nella giurisdizione di Roma il numero degli aderenti all'Anpi è di circa 7000, mentre la forza complessiva in tutta Italia si fa ascendere a 290 mila iscritti", inoltre si afferma che l'Associazione "presenta tutte le caratteristiche di un'associazione paramilitare al servizio del Pci". "L'armamento – conclude l’informativa – di cui potrebbe disporre l'Anpi in caso di insurrezione è in genere costituito da mitra, bombe a mano, mitragliatrici e altre armi per la guerrra di imboscata e di sorpresa. Il materiale sarebbe tenuto nascosto da elementi fidati del Pci e sarebbe sufficiente per sostenere una rivoluzione della durata di qualche giorno".

Arrestato l’ex comandante di brigata partigiana Giuseppe Rebuttini, per fatti risalenti al 10 aprile 1945.

 

12 giugno: Gambara (Brescia), nel corso di uno sciopero di braccianti, un carabiniere fracassa la testa con una fucilata a Marziano Girelli.

Bagnolo (Brescia), i carabinieri attaccano i lavoratori della Val Trompia, ferendone uno.

San Giovanni in Persiceto (Bo), dopo che nei giorni precedenti erano stati aggrediti dei dirigenti sindacali a Crevalcore, un agente degli agrari uccide Loredano Bizzarri. Il giorno successivo tutta la provincia scende di nuovo in sciopero generale contro la violenza degli agrari e a sostegno della lotta dei braccianti. Il giorno 19 viene di nuovo proclamato lo sciopero generale in tutta la provincia a sostegno della vertenza bracciantile. Concluso l’accordo il giorno 24 giugno, nel bolognese gli scioperi continuano ancora, azienda per azienda, per il rinnovo dei patti provinciali.

Forlì, I congresso provinciale del sindacato coloni mezzadri.

 

13 giugno: Crevalcore (Bologna), l’agrario Leonida Patrignani ed i suoi dipendenti aprono il fuoco su un gruppo di operai in sciopero ferendone 11. L’intervento della polizia comporta, poi, l’arresto del segretario della locale Camera del Lavoro, Cattabriga, e del dirigente provinciale Cocchi.

 

13 – 14 giugno: Roma, il direttivo della Cgil discute le reazioni del padronato alle richieste sindacali e la non applicazione degli accordi. Relazioni di Bitossi sulla situazione nelle industrie, di Bosi su quella nelle campagne e di Di Vittorio sulla nuova scissione subita dalla Cgil.

 

14 – 16 giugno: Modena, III° congresso provinciale della Camera del lavoro. La parola d’ordine è unità della classe lavoratrice modenese per resistere ai grandi attacchi congiunti delle forze capitalistiche e del governo contro l’organizzazione sindacale”.  E’ indicativo del clima che aleggia sul dibattito che procede sulla difensiva, anche perché, nel frattempo, la repressione si è estesa agli amministratori locali e agli organi elettivi: alla fine del 1948 i sindaci di Bastiglia, Castelnuovo Rangone, Cavezzo, Mirandola, San Felice e Spilamberto erano stati sospesi dal loro incarico.

 

14 giugno: Cortemaggiore (PC), l’Agenzia generale italiana petroli (Agip) annuncia il ritrovamento di un giacimento di petrolio a Cortemaggiore (PC): l’impresa, affidata a Enrico Mattei per la liquidazione nel dopoguerra, sarà il nucleo dell’Ente nazionale idrocarburi (Eni), costituito nel 1953 per la ricerca e lo sfruttamento delle risorse energetiche nel Paese

 

15 giugno: sciopero generale dei braccianti di 24 ore dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto. L’accordo è raggiunto il giorno 24. Prevede l’impegno a stipulare nuovi patti provinciali e la validità almeno biennale dei contratti per i salariati.

 

Locate Di Triulzi (Milano), un operaio è ucciso a coltellate da un gruppo di crumiri, 4 dei quali sono poi feriti dalla reazione dei compagni del caduto.

 

Washington, in un memorandum al Dipartimento di Stato si rileva che monsignor Montini ha partecipato all’accordo intercorso fra il governo americano e il Vaticano per il finanziamento necessario a consentire a 50.000 pellegrini di venire dalla Germania a Roma in vista dell’Anno santo.

 


17 giugno: Minervino Murgia (prov di Barletta-Andria-Trani), nel corso di incidenti tra polizia e braccianti in lotta, è ucciso l’agrario Felice Magginelli.

 


18 giugno: Senna Lodigiana (Lodi), ignoti feriscono a colpi di pistola il sindacalista Virginio Rossetti.

 

18 giugno: Monteveglio (Bologna), per vendicare quattro commilitoni rimasti contusi il giorno precedente in uno scontro con i braccianti, un centinaio di carabinieri sparano su un gruppo di scioperanti, ferendone gravemente quattro.

 


19 giugno: Washington, lanciato sulla stampa un nuovo attacco alla politica petrolifera di Enrico Mattei, accusato di “manovre monopolistiche”, e si ventila la minaccia della sospensione degli aiuti petroliferi previsti dall’ European Recovery Program: ”Secondo il parere dei funzionari dell’Eca ( Economic Cooperation Administration), che è direttamente interessata negli sviluppi economici dei paesi dell’Erp, gli Stati uniti vedrebbero con favore la possibilità di diminuire le esportazioni di petrolio verso l’Italia, perché essi sono contrari a qualsiasi politica monopolistica”.

 

20 giugno: Roma, Giuseppe Di Vittorio interviene alla Camera chiedendo un arbitrato governativo nella vertenza bracciantile. De Gasperi rifiuta.

 

Arrestato l’ex comandante di brigata partigiana Narcisio Rioli, per fatti risalenti al 10 aprile 1945.

 

21 giugno: Torino, termina la lunga agitazione alla Fiat con un accordo sul premio di produzione.

 

23 giugno: la Corte d'assise di Roma condanna per "apologia del delitto di collaborazione col tedesco invasore commesso dal comandante della X Mas Junio Valerio Borghese" e per apologia di fascismo Luciano Berti, già combattente della divisione Littorio sul fronte francese. Berti farà tuttavia carriera nel Corpo Forestale dello Stato restando legato a Borghese e facendo parte dell'organizzazione che questi fonderà, il Fn (Fronte Nazionale) e sarà uno dei protagonisti del cosiddetto golpe Borghese.

Roma, Romolo Bulleri, Italo Viglianesi e Enzo Dalla Chiesa, esponenti della Fil, la nuova organizzazione sindacale che riunisce socialdemocratici e repubblicani, si incontrano con Irving Brown e Thomas Lane ai quali espongono i problemi che impediscono l’immediata riunificazione con la Lcgil che conta mezzo milione di iscritti così che, a loro avviso, sarà meglio attendere di avere eguale forza.

Firmato un accordo fra sindacati e Confida, che prevede l’impegno a stipulare nuovi patti agrari provinciali e la validità almeno biennale dei contratti per i salariati.

Ad accordo raggiunto in sede nazionale, mentre lo sciopero continuava in provincia di Cremona, cadde la terza vittima delle lotte nelle campagne cremonesi: ad Ossalengo un agricoltore uccideva il giovane contadino Natale Denti che gli si era presentato con altri compagni per chiedergli conto della presenza in azienda di crumiri

 

24 giugno: Ferrara, la ripresa delle trattative per la vertenza dei braccianti fa cessare lo sciopero di categoria, iniziato un mese prima. La vertenza si chiuderà il 7 novembre.


 

26 giugno: in un articolo apparso su l’Avanti, Pietro Nenni afferma che Celere e carabinieri si pongono “esattamente sul piano dello squadrismo agrario di trent’anni or sono” e parla di “squadrismo di Stato” riferendosi all'“uso e l’abuso della Celere e dell’Arma a operare fuori di ogni garanzia di legalità e di rispetto della Costituzione”.

 

28 giugno: Roma, il Consiglio dei ministri approva la proroga dei patti agrari.

 

Arrestato l’ex comandante di brigata partigiana Giuseppe Corchi, per fatti risalenti al 10 aprile 1945.

 

 

Giugno: Roma, la direzione generale di Pubblica sicurezza scrive in una relazione: ”La inadeguatezza delle leggi attuali non potrà mai essere compensata dall’azione delle forze dello Stato, perché essa costituisce una barriera insormontabile tanto per una compagnia come per un intero Corpo d’armata. Pertanto sarebbe urgente procedere alla emanazione di provvedimenti legislativi per la disciplina dello sciopero per colpire gli organizzatori della rivolta, per infrenare la libertà di stampa, per la disciplina giuridica dei sindacati e per una maggiore libertà d’azione degli organi di polizia, nella ricerca di armi nelle abitazioni private”.

 

Luglio: firmato il contratto dei metalmeccanici. L’elemento più significativo dell’accordo, oltre a qualche piccolo ritocco salariale, è una retribuzione del 5% in più per le ore lavorate tra le 44 e le 48 ore settimanali. Dopo 80 giorni di sciopero viene firmato anche il contratto dei chimici.

La contrattazione è fortemente centralizzata. I sindacati di categoria si occupano della mobilitazione e partecipano alla trattativa solo per la stipula della parte normativa, mentre la parte salariale vengono trattate direttamente dai vertici della Confederazione.

Roma, il Sant’Uffizio decreta la scomunica a carico dei “fedeli che professano la dottrina del comunismo” e che sono così interdetti dalle pratiche religiose.

Bologna, terzo congresso provinciale della Camera del Lavoro. Si apre nel pesante clima di divisioni che caratterizza il movimento sindacale, che però non disturba l’unità dei lavoratori bolognesi, in quanto “secessioni e secessionisti non hanno intaccato minimamente la compattezza delle masse operaie bolognesi”. Sul piano economico si chiedono nuovi aumenti salariali, un rinnovamento dei meccanismi di scala mobile e il raddoppio degli assegni famigliari. L’avversione al Piano Marshall, considerato una minaccia per l’economia nazionale e un freno per le riforme, è confermata dalla richiesta di un potenziamento delle organizzazioni sindacali di fabbrica e dall’accettazione dei licenziamenti solo per giusta causa.

Bologna, la FIOM inizia una serie di agitazioni in 40 fabbriche nelle quali gli stipendi sono fermi al 1947, rivendicando aumenti del 30 per cento in busta paga, venti lire d’aumento giornaliere per l’indennità di mensa e l’assicurazione per i giovani apprendisti.

Il giorno 12 il lavoro si fermerà per 24 ore, saranno bloccati gli straordinari ed inizierà uno sciopero a intermittenza nelle 40 fabbriche interessate. Il 5 agosto sarà raggiunto un accordo, fotocopia di quello nazionale, che assicurerà aumenti salariali.


2 luglio: Venezia, si apre il congresso della Democrazia Cristiana. La corrente di dinistra, che fa capo a Dossetti, La Pira, Pertusio, Lazzati e Fanfani, favorevole all’avvio di un vasto programma di riforme sociali, raccoglie oltre il 30% dei consensi. Paolo Emilio Taviani nuovo segretario.

Portella della Paglia (Palermo), in un agguato teso dalla banda Giuliano, cadono gli agenti di pubblica sicurezza Carmelo Agnone, Candeloro Catanese, Carmelo Lentini, Michele Marinaro, Quinto Reda.

 

3 luglio: Imola, 150.000 lavoratori partecipano al comizio in occasione della Giornata internazionale della cooperazione. Intervengono Nenni e Togliatti.

 

4 luglio: firmato il contratto dei marittimi.

 

10 luglio: il segretario generale della CGIL Giuseppe Di Vittorio è nominato presidente della Federazione sindacale mondiale.

Scioperano e manifestano gli operai della Isotta Fraschini contro la smobilitazione dell'azienda.

 

13 luglio: inizia uno sciopero ad oltranza degli edili per il rinnovo del contratto.

Bologna, inizia uno sciopero ad oltranza degli edili per il rinnovo del contratto. La situazione della categoria è drammatica, colpita da un’altissima disoccupazione. La vertenza è durissima, soprattutto nelle fornaci (Gallotti, Menarini, ecc.) dove i proprietari ricorrono ad ogni tipo di repressione e intimidazione.


14 luglio: URSS, prima esplosione nucleare sperimentale.

Alcamo, Salvatore Giuliano uccide il segretario regionale della Dc Leonardo Renda, che dopo aver ricevuto dal bandito favori in cambio di sostegno logistico, aveva poi cercato di farlo arrestare dai carabinieri. Il commissario di Ps Carbonetto indica, in un suo rapporto, la motivazione dell’omicidio di Leonardo Renda in una vendetta di Giuliano nei confronti di Bernardo Mattarella, per non aver costui mantenuto le promesse fattegli. Sarà subito trasferito in Sardegna.

Rovereto, i carabinieri arrestano Giuseppe Forapane, partigiano. Tradotto nella locale caserma, viene per più giorni percosso per essere, poi, rilasciato il 25 luglio senza alcuna spiegazione.

 

17 luglio: Reggio Emilia, Giuseppe Di Vittorio conclude i lavori del II congresso della CGIL.

Genova Congresso Provinciale FIOM. La relazione fu tenuta da Giuseppe Lantero che tra i temi del congresso (Piano Marshall) denunciava la pressione operata da Confindustria per non trattenere i contributi sindacali . La FIOM supera la difficoltà con i “collettori”, che così Lantero li individuava: “difatti se il collettore avvicina gli organizzati ed è in grado di sentire il polso del loro attaccamento all’organizzazione, deve essere anche in grado di alimentare tale attaccamento, mediante una costante attività di divulgazione dell’opera quotidiana dell’organizzazione, mediante un costante lavoro di chiarificazione di ogni malinteso, di ogni incomprensione. Il collettore deve anche saper fare da portavoce dei desideri degli organizzati presso l’organizzazione"

 

19 luglio: l’URSS accusa l’Italia di violazione del trattato di pace per l’adesione alla NATO.

Roma, nel corso della seduta del Cir, dedicata all’eventualità del fallimento dell’Isotta Fraschini, il sottosegretario Malvestiti afferma che nella stessa situazione versa l’intera industria meccanica, e chiede l’intervento dell’Iri per scongiurare il fallimento dell’Isotta Fraschini come delle altre aziende meccaniche in difficoltà.

 

20 luglio: Washington, nel corso di una conferenza stampa, Irving Brown dell’Afl, ed Elmer Cope del Cio affermano che le loro organizzazioni sosterranno, moralmente e finanziariamente, i sindacati anticomunisti italiani.

 

25 luglio: Milano, la polizia carica una manifestazione di edili.

 

27 luglio: Roma riunione dei maggiori consorzi cooperativi per impostare una coerente politica di solidarietà verso le cooperative meridionali. Un’esperienza positiva è già stata sviluppata da Reggio Emilia che ha organizzato un ufficio Laborcoop in Calabria, mentre Ravenna si è impegnata a fare altrettanto a Bari e Potenza, Modena in Abruzzo e Bologna in Sicilia.

 

28 luglio: Roma, riunione comune delle commissioni femminili di CGIL, Confederterra e Lega delle cooperative per sviluppare un’azione comune a favore delle donne lavoratrici e per lo sviluppo della cooperazione femminile.

Incidenti ed arresti in tutto il Paese in occasione di una giornata di mobilitazione sindacale per la terra.

 

30 luglio: Roma, congresso del Movimento Sociale. Le diverse anime (monarchica, re­pubblicana, sociale e corporativistica) trovano un punto di mediazione nella formula dello Stato nazionale del lavoro, ispirata ai presupposti della cosiddetta dottrina sociale del fascismo.

Milano, il direttore de Il Corriere della Sera, Guglielmo Emanuel chiede al cardinale Idelfonso Schuster “l’autorizzazione benevola” per la lettura dei giornali vietati dal Santo Uffizio (L’Unità, L’Avanti! e Rinascita) per “quanti, giornalisti e funzionari del Corriere della Sera per inderogabili ragioni di lavoro devono prenderne visione e che, per le loro convinzioni religiose, desiderano ottenere il regolare permesso dall’ autorità ecclesiastica”.

 

30 luglio – 1 agosto: Milano, 1° congresso nazionale della Fillm (Federazione Italiana Liberi Lavoratori Metalmeccanici) aderente alla Lcgil. Segreteria: Franco Volontè (coordinatore), Armando Sabatini, Luigi Zanzi.

 

31 luglio: Roma, il senatore Luigi Sturzo critica i metodi spregiudicati impiegati dal suo partito, la Dc, per impadronirsi della Federconsorzi, rivelando in un articolo su Il Tempo di Roma che “a sentire le voci che corrono, si sono fatti entrare affrettatamente nella Federconsorzi un numero notevole di nuovi soci col pagamento di 100 lire di quota, meno di un pacchetto di sigarette; e per di più le quote sono state pagate dagli enti nazionali dell’agricoltura”.

Estate: riorganizzazione della Celere (corpo antisommossa della polizia) armata con autoblinda, mitra­gliatrici pesanti e mortai

 

1° agosto: Roma, il Parlamento ratifica l’adesione al Patto Atlantico. Nasce la polemica sui proto­colli segreti dell’Alleanza, la cui esistenza verrà costantemente smentita dai governi ita­liani. Nel quadro Nato, l’Italia aderisce al Pool internazionale creato dalla Nsa (Usa) cui aderiscono anche il Gchq (GB), la Cbnrc (Ca­nada), la Dsd (Australia e Nuova Zelanda) per il controllo delle telecomunicazioni. Il Patto prevede che i rapporti siano quasi paritari tra il primo (Usa) e i secondi firmatari e che invece i terzi firmatari (Italia, Germania, Giap­pone) siano solo tributari di informazioni.

Milano, durante la prima settimana di agosto si verificano serrate padronali alla Marelli di Sesto San Giovanni e all’Alfa.

San Pietro al Natisone (Udine), ucciso da ignoti Andrea Iussa, segretario zonale della Dfs (Fronte democratico degli sloveni) dello stesso comune, da sempre sotto la vigilanza degli uomini del III Cvl. Iussa, il  1 maggio 1949, aveva partecipato alla nascita, a Cividale del Friuli, del Fronte democratico degli sloveni.

 

3 agosto: approvata la legge che regola la durata dei contratti di lavoro in agricoltura. La legge è il frutto di dure lotte portate avanti dai braccianti.

Torino, la Fiat denuncia l’accordo costitutivo dei consigli di gestione e di conseguenza considera con effetto immediato decaduti i suoi componenti.

Gli olandesi evacuano Giakarta e cessano le ostilità in Indonesia.

 

5 agosto: incontro Cgil – Confindustria. L’unico risultato è un impegno a stabilire anticipi sugli assegni familiari e la rivalutazione salariale, ancora da definire.

Torino, scioperano i lavoratori della Fiat dopo che l’azienda ha dichiarato decaduto il consiglio di gestione, che ha appoggiato la agitazione dei lavoratori per il premio di produzione.

 

6 agosto: la rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica, sulla scomunica per chi aderisce al Pci, precisa che questa vale anche per “l’appoggio morale dato al partito (comunista Ndr), prendendo parte a riunioni, cortei ed altre iniziative propagandistiche” o “aderendo al Psi”.


13 agosto: l’Italia, in ossequio alle direttive del General Agreement on Tariffs and Trade (GATT), procede alla riduzione delle tariffe doganali, ma ancora secondo il sistema delle quote e dei sussidi consentito dall’accordo

 

15 agosto: Mario Scelba, in un discorso ai membri della Gioventù operaia italiana cattolica (Gioc) afferma: “Dobbiamo armarci contro i comunisti sino ai limiti estremi delle nostre possibilità”.

 

Arrestato il vice comandante di divisione partigiana Vasco Lugli, per fatti risalenti al 6 gennaio 1945.

 


16 agosto: Sassuolo (Mo), arrestato l’ex partigiano comunista Domenico Cavalli. Sarà trattenuto e malmenato per diversi giorni in questura a Modena e poi rilasciato senza alcuna spiegazione.

 


19 agosto: entra in vigore la legge sulla regolamentazione delle disdette in agricoltura, che prevede un limite di due anni ed introduce il concetto di “giusta causa”.

Di ritorno a Palermo dopo aver prestato soc­corso ai carabinieri di Bellolampo, un autocarro dell'eser­cito carico di carabinieri è fatto saltare per aria: 6 morti e 12 feriti gravissi­mi, quasi tutti con invalidità permanenti. L’attentato è compiuto dalla banda Giuliano.

 

21 agosto: San Cipirello (Palermo), la banda Giuliano uccide i carabinieri Giovanni Calabrese e Giuseppe Fiorenza.


22 agosto: entrano in agitazione i ferrovieri per l’ottenimento delle 48 ore settimanali e il cottimo.

 

Roma, il capo della polizia, generale Giovanni D’Antoni, propone al governo “il ripristino della pena di morte per gli omicidi compiuti dai latitanti e l’istituzione di campi di concentramento per i favoreggiatori dei banditi”.

 


26 agosto: Medigliano (Padova), nel corso di una manifestazione la polizia apre il fuoco uccidendo davanti alla lapide dei caduti il partigiano Bruno Cameran.

 


28 – 31 agosto: Firenze, X Congresso della FIOM. La difficile situazione internazionale, il delicato passaggio da un’economia di guerra alla ripresa postbellica e la scissione nella Cgil costituiscono il contesto nel quale si colloca il X Congresso nazionale della Fiom. I 609.094 iscritti sono rappresentati da 673 delegati. «Battersi su due fronti» è l’impostazione complessiva della relazione con la quale Giovanni Roveda apre il Congresso, a conferma di una situazione piena di contraddizioni: alcune fabbriche in ripresa effettuavano molte ore di straordinario, altre invece cercavano di attuare una politica di licenziamenti. La scelta della Fiom sarà quella di alternare la difesa dai licenziamenti con lo sviluppo di iniziative rivendicative per evitare eventuali fratture tra lavoratori occupati e quelli minacciati dalla perdita del posto di lavoro. Sul piano dell'azione rivendicativa la Fiom afferma un importante principio: il contratto di lavoro fissa i trattamenti minimi che vanno rispettati da ogni azienda, ma in ognuna di esse possono essere apportati dei miglioramenti salariali e normativi, attraverso la contrattazione articolata.Il Comitato centrale – in  cui tutte le correnti presenti nella Fiom avevano una rappresentanza proporzionale – rielegge Giovanni Roveda segretario generale, Amino Pizzorno (comunista) e Giuseppe Dalla Motta (socialista) segretari nazionali. 

 


28 agosto: Monreale (Pa), il capo mafia Ignazio Miceli s’incontra con Salvatore Giuliano, per conto dell’ispettore Ciro Verdian,i il quale offre la sua amicizia e la sua disponibilità per farlo espatriare.

 


29 agosto: Sesto San Giovanni, sciopero di solidarietà con i lavoratori della Breda e della Isotta Fraschini, in lotta per l’occupazione.

 

Agosto: Bologna, entrano in agitazione i lavoratori delle ditte di imballaggio, chiedono il 25 per cento d’aumento sulla paga base. La vertenza si chiude dopo 67 giorni con la firma di 7 accordi aziendali. Alla Leonardi Inchiostri, dopo uno sciopero di un’ora per il rinnovo del contratto, la proprietà licenzia tutti gli operai, “per dare una lezione alla tracotante marmaglia rossa”. La situazione si fa incandescente quando l’azienda riprende l’attività assumendo nuovi lavoratori con il consenso dell’Ufficio provinciale del lavoro e l’aiuto dei sindacati scissionisti.

Matsukawa (Giappone), un sabotaggio fa deragliare un treno provocando la morte di 3 persone. Dell’attentato saranno accusati 20 ferrovieri, 19 dei quali comunisti, che saranno assolti nel 1963 e risarciti per l’ingiusta detenzione fatta

 

1° settembre: a quasi quattro anni dallo scioglimento del Sim (Servizio informazioni militare), sulla base di una disposizione impartita il 30 marzo 1949 dal ministro della difesa Randolfo Pacciardi diventa operativo il Sifar (Servizio informazioni forze armate), posto alle dipendenze dello Stato Maggiore della difesa. Contemporaneamente sono costituiti, presso ciascuno degli stati maggiori delle tre forze armate, i Sios (Servizio informazioni operative e situazione), destinati ad operare esclusivamente nel campo tecnico - militare di ciascuna forza armata. Primo direttore del Sifar è il generale Giovanni Carlo Re. Il Sifar è articolato su un Ufficio D (difesa), un Ufficio R (ricerca) e un Ufficio S (situazione).

Cremona, arrestati sette ex partigiani cremonesi, Giuliano Bianchini, Leonardo Dossena, Mario Giussani, Enrico Novasconi, Ernesto Riolon, Giordano Marzano, Luigi Cappelletti, tutti sospettati della uccisione, avvenuta il 18 maggio 1945, di Settimo Catenacci, braccio destro del gerarca Roberto Farinacci e responsabile di violenze nei confronti di lavoratori ed oppositori politici. Il fratello dell’ucciso sporge querela contro l’Unità, che aveva ricostruito la figura e le opere del Catenacci. La querela sarà poi ritirata.

 

3 settembre: eletto presidente della Federconsorzi il deputato democristiano Paolo Bonomi. Suo stretto collaboratore è Nino Costa, nipote del ministro dell’Agricoltura Antonio Segni.

 


5 settembre: Milano, la polizia spara su un corteo di lavoratori della Breda che si sta dirigendo alla sede dell’azienda. Il giorno successivo si svolgerà uno sciopero di protesta.

 

6 settembre: il ministro degli Esteri Carlo Sforza è negli Stati Uniti per partecipare ai lavori del Consiglio Atlantico e incontrare i vertici dell’ONU.


8 settembre: scioperano i marittimi per rivendicare l’applicazione dell’accordo siglato a luglio ed ancora inattuato. Negli stessi giorni  riprende con diverse difficoltà la trattativa per i lavoratori dell’edilizia. Sventata la possibilità di un accordo separato, con i soli sindacati scissionisti, per i lavoratori delle poste e gli autoferrotramvieri.

 


12 settembre: Palermo, il prefetto Angelo Vicari scrive al ministro dell’Interno Scelba, una lettera nella quale rileva, fra l’altro, che “solo il gruppo monarchico non ha ancora abbandonato al suo destino Giuliano e i suoi accoliti, anzi architetta progetti folli, quali il reclutamento di bande armate per un ritorno dell’ex sovrano. A costoro si sono uniti gli indipendentisti e, in una riunione intima, l’on. Alliata piangeva sulla sorte dell’ex Re, mentre tutti formulavano il fermo intendimento di passare all’azione diretta, tenuto conto, secondo loro, del fallimento del governo regionale e della circostanza  che il governo centrale soffoca qualsiasi autonomia regionale”.

 


13 settembre: Minerbio (Bo), sciopero generale a difesa della libertà di riunione e contro l’arresto del responsabile della Federbraccianti.

 

14 settembre: Mosca, l’ambasciatore Manlio Brosio annota nel suo diario:”La marea fascista sale, e i democratici anticomunisti la lasciano salire per mancanza di coraggio, per reciproche invidie personali, per odio irragionevole e per paura del comunismo”.

 

15 settembre: Germania, Theodor Heuss presidente della Repubblica. Konrad Adenauer è eletto cancelliere.

 

20 settembre: la Fiom denuncia l’operato dei Nadas (Nuclei aziendali di azione sociale) di estrazione missina: “Oggi è la volta dei fascisti o neofascisti che tentano di incrinare l’unità con la fondazione dei Nadas, svolgendo una subdola opera di accaparramento, facendo circolare nelle varie aziende dei fogli nei quali il lavoratore, oltre che firmare la propria adesione, dovrebbe dichiarare a quale partito appartiene”.

 

21 settembre: Roma, alla Camera dei deputati, Oreste Lizzadri interviene sulla presunta diminuzione della disoccupazione di cui attribuisce, ironicamente, il merito a Scelba che “i lavoratori un po’ li fa ammazzare dalla Celere e un po’ li manda in galera”.

Reggio Emilia, si apre il secondo congresso della Confederterra.

 

26 settembre: Palermo, sciolto l’Ispettorato Generale, nasce il Corpo Forze Repressione Banditismo (CFRB), affidato al colonnello dei carabinieri Luca, proveniente dai servizi segreti.

 

27 settembre: l’URSS accusa la Jugoslavia e il Maresciallo Tito di “deviazionismo ideologico”, per aver accettato aiuti economici dall’Occidente.

 

28 – 29 settembre: Roma, l’esecutivo nazionale della Cgil si riunisce per esaminare le conseguenze della svalutazione monetaria.


29 settembre: Roma, il vicepresidente dell’Ilgwu, Kreindler, si incontra con Giuseppe Saragat per discutere delle difficoltà che incontra l’unificazione sindacale.

 

Settembre: Lucera (Foggia), condannati i braccianti incriminati per la “marcia della fame” del novembre 1947.

Roma, una circolare del ministero del Lavoro per l’attuazione della legge n.264 sul collocamento, stabilisce che i rappresentanti sindacali abbiano solo funzioni consultive.

Roma, primo convegno nazionale sulla crisi del settore energetico.

 

Ottobre: si sviluppa negli Stati Uniti una violenta campagna anticomunista.

Palermo, in un rapporto – che è in assoluto il primo dossier organico sulla mafia siciliana del dopoguerra – l'allora capitano dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa ricostruisce gli organici della cosca di Corleone e accusa Michele Navarra e Luciano Leggio per l’omicidio Rizzotto.

Modena, la Corni licenzia 120 operai per “le loro precarie condizioni di salute”.

 

1° ottobre: Pechino, il presidente del Comitato centrale del Partito comunista cinese, Mao Tse-tung proclama in piazza Tien An Men la nascita della Repubblica popolare cinese. Chu En-lai primo ministro e ministro degli Esteri.

 

1 – 2 ottobre: Torino. I° Congresso provinciale della Unione Liberi Sindacati dei lavoratori di Torino e Provincia, aderente alla Lcgil. Segreteria composta da Carlo Donat-Cattin (segretario responsabile) e dai vicesegretari Antonio Alisio e Aurelio Curti.

 

1 – 10 ottobre: Genova, congresso nazionale della CGIL (https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/cgil/2-congresso-cgil). E' il primo dopo le due scissioni che hanno portato alla nascita della LCGIL e della FIL. Ma la CGIL mantiene la rappresentanza maggioritaria dei lavoratori e ciò permette a Di Vittorio di affermare che l’unità sindacale aveva vinto e che la CGIL non serbava “rancore verso gli onesti lavoratori dei partiti scissionisti” e, ogni volta che se ne fosse presentata la possibilità, avrebbe cercato di “ristabilire, sia pure temporaneamente, nel corso della lotta, l’unità di tutti i lavoratori”.

Il congresso di Genova lancia il Piano del lavoro, formulato dalla CGIL e definito successivamente “il primo tentativo organico del sindacato di formulare le linee di una politica di sviluppo (…) strettamente connesse con alcune riforme di struttura”. I punti principi del piano sono così riassumibili: nazionalizzazione delle aziende elettriche e costituzione di un ente nazionale dell’elettricità con il compito di avviare in breve tempo la costruzione di nuove centrali idroelettriche. Costituire un ente nazionale per la bonifica, le irrigazioni delle terre e le trasformazioni fondiarie con il compito di sviluppare, soprattutto nel mezzogiorno, l’agricoltura e iniziare la realizzazione della riforma agraria. Costituire un ente nazionale dell’edilizia popolare con il compito di promuovere la costruzione di case popolari, ospedali, scuole in tutte le province italiane. Realizzare un vasto programma di opere pubbliche (strade, acquedotti, fognature, illuminazione, rete telefonica, ambulatori).

 

2 ottobre: la Federazione sindacale mondiale indice la Giornata internazionale della pace.

 

3 ottobre: nel sassarese, le forze di polizia arrestanoi 20 persone per l’occupazione delle terre incolte.

 

5 ottobre: Torino, il servizio informazioni della Fiat redige una scheda sul conto di Luciano Gruppi, segretario provinciale della federazione del Pci in sostituzione di Celeste Negarville. Gruppi non ha alcun rapporto con la Fiat, ciò a dimostrazione che l’azione di spionaggio non era circoscritta ai soli dipendenti, ma estesa a tutti coloro che erano considerati avversari politici.

 

7 ottobre: nasce la Repubblica democratica tedesca (Rdt) il cui governo è controllato dai comunisti. Presidente è nominato Wilhelm Pieck, Otto Grotewohl primo ministro.

 

10 ottobre: Modena, La Voce dei Lavoratori, periodico della Camera del Lavoro, torna sui temi della crisi che colpisce la città e la provincia: “la responsabilità – scrive – della diminuzione della produzione ricade esclusivamente sugli industriali, i quali non hanno mai voluto riconoscere che bisognava organizzare la produzione, migliorare e modificare le attrezzature. Essi hanno invece preferito mantenere i loro impianti ad uno stato di arretratezza tecnica tale da renderli definibili grandi botteghe artigiane”.

Roma, al termine di un comizio di Giorgio Almirante si verificano incidenti con le forze di polizia, che tentano di impedire lo svolgimento di un corteo non autorizzato.

 

12 ottobre: Reggio Emilia, sciopero generale cittadino a sostegno della vertenza delle Reggiane. La direzione risponde con la serrata dello stabilimento, mentre i lavoratori inasprivano la vertenza presentandosi, comunque, ogni giorno davanti alla fabbrica presidiata dai blindati della polizia. Ma qualche giorno dopo si arriva alla firma di un accordo che prevede: 1) vengono riammessi in fabbrica gli allievi del corso di riqualificazione 2)inizio di un nuovo corso di riqualificazione per altri 950 operai 3) pagati i contributi mutualistici e assicurativi per i corsisti 4) riaperte le dimissioni volontarie per operai e impiegati 6) dato un rimborso per i giorni di serrata.

 

12- 13 ottobre: sciopero di 48 ore dei poligrafici in lotta per il rinnovo del contratto, che sarà firmato il 25 ottobre.

 


14 ottobre: Perugia, assolti in appello Filippo Anfuso, il colonnello dei carabinieri Sante Emanuele, il maggiore Roberto Navale ed altri accusati per l’omicidio dei fratelli Rosselli. Nella motivazione, i giudici scrivono: “La logica conclusione di quanto si è esposto e ragionato sarebbe la dichiarazione della responsabilità dell’Emanuele e del Navale per l’uccisione di Carlo Rosselli. Notisi poi nei confronti del primo che anche il semplice fatto da lui inizialmente confessato, avere cioè trasmesso al secondo l’ordine di uccisione costituirebbe, sempre che l’uccisione stessa ne fosse conseguita, come tanti elementi inducono a credere, partecipazione al delitto. Però la Corte non può dissimularsi un dubbio, tenue è vero, ma sempre un dubbio; che nel torbido mondo del fuoriuscitismo internazionale in Francia potessero fermentare oscure tragedie e che vittima di una di queste possa essere stato Carlo Rosselli”.

Incredibili le motivazioni dell’assoluzione. Per molte pagine il giudice espone tutti i motivi che inducono alla colpevolezza, ma in virtù di un seppur vago dubbio, manda assolti gli imputati. Così commenta Piero Calamandrei: (…) qui il giudice estensore ha voluto salvare l’anima: ha voluto far sapere ai cittadini che quegli assolti erano colpevoli e che, se si fosse potuto fare giustizia, avrebbero dovuto essere condannati (…).

 

15 ottobre: Forlì, la Federbraccianti organizza un convegno sulla presenza femminile nel sindacato.

Palermo, arrestata per favoreggiamento Angela Burruano, accusata di aver sparato sui carabinieri per proteggere la fuga del suo amante Giuseppe Cucinella, componente della banda Giuliano. Cucinella sarà successivamente arrestato

 

15 – 17 ottobre: Modena, convegno nazionale delle cooperative di produzione lavoro.

 



16 ottobre: Rho (Milano), la polizia opera decine di arresti preventivi in occasione di una visita di Alcide De Gasperi. Alcuni ragazzi, sorpresi a scrivere sui muri “Abbasso De Gasperi”, sono rinchiusi nel carcere minorile Beccaria di Milano.

 

Il periodico neofascista Asso di Baston” stigmatizza “l’assurdo della partecipazione dei deputati del Msi alla vita parlamentare di questa Italia che non ci riguarda”.

 


22 ottobre: Edgardo Sogno, in una lettera indirizzata al ministro degli Esteri Carlo Sforza, lo informa che il ministro degli Interni Mario Scelba lo vorrebbe alle sue dipendenze come “capo del costituendo Servizio per la difesa civile”.

 

24 ottobre: Calabria, nelle province di Catanzaro e Cosenza, migliaia di contadini procedono all’occupazione delle terre incolte.

 

27 ottobre: Washington, l’ammiraglio Louis Denfield, che si era opposto per ragioni morali all’eventuale uso delle armi nucleari contro la Russia, è rimosso dal suo incarico per ordine del presidente Truman.

 

28 ottobre: Roma, Pietro Secchia, parlando al Senato, afferma rivolto al governo: “Nella provincia di Modena vi furono in tutto durante la guerra di liberazione 18.411 partigiani combattenti e voi, nel corso di 18 mesi, ne avete fermati e interrogati 3.500, cioè il 20%. E la dimostrazione che si tratta di infami montature, di odiose persecuzioni, la si ha dal fatto stesso che la gran parte di questi fermati e arrestati è stata poi rilasciata ancor prima del processo per inesistenza del reato o perché i fatti risultavano essere autentiche azioni di guerra”.

 

29 ottobre: Melissa (CZ), duri scontri tra polizia e i braccianti che manifestano chiedendo la distribuzione delle terre. Tre lavoratori restano uccisi.

 

31 ottobre: Isola di Caporizzuto (Catanzaro), la polizia apre il fuoco sui partecipanti ad una manifestazione di braccianti, uccidendo Matteo Aceto, organizzatore di occupazioni di terre. Nel solo crotonese, sono stati occupati 6.000 ettari di terra e la lotta ha coinvolto migliaia di persone.

Il colonnello dei carabinieri Ugo Luca, comandante del Cfrb in Sicilia, scrive un rapporto nel quale attribuisce al “comunismo una funzione di appoggio al banditismo”.

Roma, secondo i dati forniti dal ministero del Lavoro, i disoccupati in Italia sono ad oggi 1 milione e 740 mila.

 

Ottobre: Gianni Bosio, collaboratore di Lelio Basso, fonda la rivista Movimento Operaio. E’ diretta da Armando Saitta.

Sulla rivista Il Ponte, il cattolico Arturo Carlo Jemolo chiede “perché una corrispondente misura non sia mai stata adottata...contro il fascismo”, e rileva che “nessun fascista, nessun razzista, ha mostrato di sentirsi condannato dalla Chiesa”.

Pier Paolo Pasolini è espulso dal Pci.

 

Novembre: Modena, Orsi minaccia 120 licenziamenti alle Fonderie Riunite. In dicembre sarà effettuata la serrata.

 

3 novembre: Catanzaro, i contadini ottengono l’impegno alla distribuzione di 5.000 ettari di terre incolte.

 

6 novembre: Sicilia, i carabinieri arrestano Gennaro Chiarenza, componente della banda Giuliano.

 

7 – 9 novembre: Mantova, si svolge il 2° congresso della Federbraccianti. Uno dei dati che emerge, limitato all’ultimo sciopero nazionale, è un bilancio di 7 morti, 1.073 arresti e 7.600 denunce.

 

8 novembre: Milano, scioperano i lavoratori della Tibb e della Marelli per la rivalutazione dei salari.

 

9 novembre: Crotone (Catanzaro), nel corso di una manifestazione contadina, la polizia apre il fuoco uccidendo una donna.

 

11 novembre: Roma, i socialdemocratici escono dal governo.

Modena, Orsi annuncia il licenziamento di 120 operai delle Fonderie Riunite se non fossero state accettate le condizioni da lui poste: diminuzione del premio di produzione e il non conteggio contrattuale, preclusione di ogni attività della Commissione Interna durante l’orario di lavoro, divieto di propaganda e diffusione della stampa di partito, divieto di entrare in fabbrica di dirigenti sindacali esterni, completa libertà della direzione sulle mansioni da assegnare ai lavoratori.

 

12 novembre: scioperano i dipendenti dell’Inam richiedendo la approvazione del regolamento organico.

 

13 novembre: nel palermitano, i contadini occupano 4.500 ettari di terre richiedendone la assegnazione.

Udine, condannati a 1 mese di reclusione con la condizionale e al risarcimento dei danni, gli aderenti al Movimento tricolore che il 30 settembre 1946 avevano devastato l’abitazione di un cittadino di Cosizza, alla ricerca di armi e ritenendolo un comunista filo sloveno.

 

15 novembre: L’Aquila e Teramo, si svolgono “scioperi alla rovescia” per iniziativa della Cgil. La polizia arresta il segretario dei minatori.

Roma, il Consiglio dei ministri decide di presentare al Parlamento una legge di riforma agraria. Tra l’altro, al termine della riunione, emette un comunicato ufficiale, in cui si afferma: “Considerata la particolare distribuzione della proprietà in alcune zone della Calabria, regione ove l’accentramento della proprietà è tale che 262 proprietari posseggono assieme circa un quarto della superficie agrario- forestale, considerati altresì i modi di conduzione delle terre e l’insufficienza del reddito delle famiglie contadine, il Consiglio dei ministri delibera di autorizzare il ministro dell’Agricoltura, di concerto con i ministri autorizzati, a presentare immediatamente al Parlamento un disegno di legge concernente la distribuzione della proprietà della Sila e zone contermini”. Sarà deliberato l’esproprio di circa 45.000 ettari.

 

16 novembre: Torino, si svolge uno sciopero cittadino per protestare contro le violenze della polizia contro i lavoratori della Metron.

 

17 novembre: Roma, il quotidiano Il Tempo commentando i provvedimenti governativi per la Calabria, scrive: “Le fucilate di Melissa hanno fatto effetto: il governo si muove; bene o male, ma si muove. Ci si domanda: ma perché il governo ha atteso le fucilate di Melissa?”.

 

18 novembre: Roma, il Consiglio dei ministri approva il preannunciato progetto di legge sulla distribuzione di una parte dei latifondi della Sila.

 

19 novembre: Palermo, gli agrari si dichiarano disposti ad offrire 1.200 ettari di terra a condizione che cessino le occupazioni. La trattativa si interrompe e le occupazioni continueranno.

 

20 novembre: Torino, in una conferenza Di Vittorio illustra il Piano del lavoro proposto dalla Cgil.

 

21 novembre: l’ONU affida all’Italia l’amministrazione dell’ex colonia della Somalia, dietro l’impegno che entro 10 anni diventi indipendente.

 

23 novembre: l’esecutivo nazionale della Cgil che si pronuncia contro le decisioni della Confindustria sulla regolamentazione dei licenziamenti.

Napoli, sciopero cittadino contro i licenziamenti. A Milano entrano in agitazione i lavoratori della Pirelli e della Borletti per la rivalutazione salariale.

 

24 novembre: Gran Bretagna, nazionalizzata l’industria siderurgica. 

 

25 novembre: Palermo, sciopero di solidarietà con i braccianti e i contadini che occupano le terre. La polizia carica a San Cipirello e Campofiorito. Occupazioni di terre si stanno svolgendo anche in Basilicata e in provincia di Avellino, dove la polizia interviene contro i lavoratori.

Bologna, sciopero dei metallurgici contro l’intervento della polizia nelle vertenze sindacali. Nei mesi precedenti era stato arrestato un membro dell’Esecutivo della Camera del lavoro di Molinella, numerose manifestazioni erano state brutalmente caricate dalla polizia, licenziati e arrestati i membri della Commissione interna della Barbieri & Burzi, tentativi di colpire i membri delle Commissioni interne della Italo-Svizzera, Gardelli e Menarini, aggressioni fasciste a Galliera e continue violazioni del collocamento.

 

26 novembre: l’India adotta una nuova Costituzione e diventa una repubblica federale liberamente associata al Commonwealth britannico.

 

29 novembre: la polizia interviene duramente contro le manifestazioni di braccianti che chiedono l’assegnazione delle terre. A Torremaggiore (FG) sono uccisi due lavoratori.

Bagheria (Palermo), nel corso di una manifestazione contadina, i carabinieri intervengono aprendo il fuoco e uccidendo la contadina Filippa Mollica Nardo.

 

Dicembre: Cina, il Kuomintang di Chang Kai-shek, sconfitto dall’Esercito di liberazione nazionale, si rifugia sull’isola di Formosa, sotto la protezione degli Stati Uniti.

Torino, la Fiat denuncia l’accordo costitutivo dei Comitati di Gestione con l’accusa di “anticollaborazionismo”. L’azienda rifiuta di aderire alla commissione arbitrale prevista per i casi di dissenso dall’accordo costitutivo. L’esempio della Fiat è immediatamente seguito da altre aziende. E’ l’affossamento definitivo dei Comitati di gestione.

 

1° dicembre: sciopero generale nazionale per protestare contro l’eccidio di Torremaggiore dove la polizia ha brutalmente caricato i braccianti durante uno sciopero alla rovescia per l’imponibile di manodopera

In tutto il paese si estende l’occupazione delle terre: nell’agro romano, migliaia di contadini occupano terreni incolti, occupazioni anche nel Leccese, nel Salento e a Messina. In pianura padana i braccianti sono scesi in agitazione sulla questione delle terre demaniali, e nel bresciano è in corso una lotta in difesa dell’occupazione.

 

Sul quotidiano comunista l’Unità, compare in prima pagina un trafiletto nel quale si afferma che Luigi Cavallo, “invitato a chiarire alcuni momenti del suo passato, relativi a rapporti da lui avuti con autorità naziste, si è sottratto al dovere di dare questi chiarimenti” e che, pertanto, “i compagni e le organizzazioni di partito sono diffidati dall’avere rapporti con lui”.

 


3 – 5 dicembre: Lucca, congresso straordinario del Movimento sociale italiano.

 


5 – 6 dicembre: Roma, si riunisce il direttivo nazionale della Cgil, al quale Di Vittorio relaziona sulle trattative con la Confindustria sulla regolamentazione dei licenziamenti, che finora non hanno portato a risultati concreti, e sulla campagna per il “Piano del lavoro”.


Firenze, un gruppo di sindacalisti socialisti organizza un convegno sul tema della unificazione socialista, con relazione introduttiva di Viglianesi. I convegnisti decidono di aderire alla conferenza di Londra costitutiva della nuova “Internazionale del lavoro”.

 


6 dicembre: Roma, inizia le pubblicazioni il quotidiano “Paese sera”, edizione pomeridiana de Il Paese”, diretto da Tomaso Smith.

 

7 dicembre: nasce a Firenze il Partito socialista unificato (Psu), nel quale confluiscono anche esponenti socialdemocratici. Non aderiscono i seguaci di Saragat.

La Corte di cassazione assolve Renato Ricci, ex comandante della Guardia nazionale repubblicana, affermando che “i reparti della Guardia nazionale repubblicana, anche se parteciparono alla lotta anti partigiana, sono da considerarsi ugualmente di polizia interna, e il loro comandante generale va ritenuto null’altro che il capo del corpo di polizia interna”.

Luigi Gedda si reca negli Stati Uniti per concordare quelle attività di guerra psicologica che i servizi segreti americani gli hanno assegnato.

Montescaglioso (Matera), nel corso di un rastrellamento alla ricerca dei responsabili di alcune occupazioni di terre, avvenute nei giorni precedenti, i carabinieri uccidono i braccianti Michele Oliva e Giuseppe Novello, mentre altri cinque sono feriti.

 

9 dicembre: Roma, la direzione generale di PS redige un appunto per il ministro degli Interni, nel quale rileva: “ E’ verosimile che il Pc – non avendo fin qui potuto conseguire successi con azioni di massa e ritenendo di non poterne conseguire neppure in avvenire – accarezzi il segreto disegno di applicare i metodi del banditismo sardo-siculo nella regione Tosco-Emiliana; regione che, come tutti i terreni montagnosi, ben si presta alle azioni di guerriglia. Se tale ipotesi si avverasse, ci verremmo a trovare in grave crisi per ovvie ragioni. L’adozione dei provvedimenti legislativi speciali proposti per la Sicilia e per la Sardegna appare pertanto, ancor più necessaria ed urgente per gli immancabili riflessi che i provvedimenti stessi avrebbero sul futuro programma di lotta del partito suddetto”.

Camporeale (Pa), uomini della banda Giuliano uccidono il carabiniere Vincenzo Sapuppo

 

15 dicembre: sciopero di 24 ore nazionale unitario degli statali. Esponenti governativi dichiarano che saranno inevitabili sanzioni se continuerà la prassi degli scioperi nel pubblico impiego.

Siglato l’accordo per il contratto nazionale dei telefonici.

Al Senato, dopo l’esame di alcune interrogazioni relative all’attentato dinamitardo compiuto contro il monumento che, a Collalto, ricorda 420 partigiani, il senatore missino Franza rifiuta di associarsi al “saluto ai caduti” che conclude la discussione, e viene, per questa ragione, espulso dall’aula.


18 dicembre: Borgetto (Palermo), il capomafia Albano Domenico offre rifugio a Salvatore Giuliano presso la casa dell’avvocato De Maria.

 

20 – 21 dicembre: Roma, convegno sindacale contro il latifondo e per la riforma agraria, con interventi di Li Causi, Ovazza, Lussu, Sereni.

 

17 – 22 dicembre: Firenze, XXII Congresso nazionale della Lega delle cooperative.

 

22 dicembre: fondata l’Associazione nazionale combattenti di Spagna (Ancis), con presidente lo squadrista Arconovaldo Bonaccorsi.

 

23 dicembre: Ciro Verdiani, ex capo del soppresso Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza per la Sicilia, incontra in località Giacolare vicino a Castelvetrano (Trapani) il bandito Salvatore Giuliano. Il luogo dell'incontro è la casa del mafioso Giuseppe Marotta, sono presenti Gaspare Pisciotta e Ignazio Miceli e Domenico Albano di Cosa Nostra. Dopo il colloquio Giuliano farà recapitare a Verdiani a Roma un memoriale nel quale si riconosce unico responsabile della strage di Portella della Ginestra.

 

24 dicembre: Bari, la polizia interviene ad un’assemblea in corso alla Camera del lavoro arrestando 50 braccianti. Violenze poliziesche si registrano in questi giorni ai danni di braccianti dell’agro romano, impegnati nella occupazione di terre.

 

28 dicembre: Modena, Orsi fa affiggere in tutta la provincia un manifesto che annuncia la riapertura dell’azienda per il 9 gennaio. Solo 250 dipendenti su 560 sarebbero stati riassunti, previo presentazione della domanda e la sua completa discrezione.

 

29 dicembre: il gruppo Fiat denuncia nuovamente l’accordo istitutivo dei consigli di gestione, accusandoli di “anticollaborazionismo”.

 

30 dicembre: Milano, sciopero cittadino per protestare contro l’intervento brutale della polizia contro i lavoratori della Vanzetti.

 

31 dicembre: Palermo, il Comando forze repressione banditismo (Cfrb) denuncia quali autori dell’omicidio di Calogero Comajanni, avvenuto il 28 marzo 1945, Luciano Liggio e Giovanni Pasqua. Il Comajanni, il 2 agosto 1944, aveva concorso con due guardie campestri all’arresto di Liggio per un furto di covoni di grano per il quale, nel mese di ottobre dello stesso anno, era stato condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena interamente condonata.

 

Gli infortuni sul lavoro denunciati nel 1949 sono, nel settore industriale, 422.362. I casi di infortunio con inabilità temporanea sono 348.871 pari a 114,6 per mille, nell’edilizia la percentuale sale a 197,4 per mille seguita dall’industria mineraria, alimentare e metallurgica. Per i casi di invalidità permanente la media è 6,3 per mille che sale per il settore edile a 12,4 seguito da quello minerario con 8,4. Per gli infortuni mortali, la media è 0,5 per mille, nell’edilizia è 1,2.

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