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1947: 1 gennaio - 30 giugno

1947: 1 luglio - 31 dicembre


Genova, 1° Congresso della Camera del Lavoro: vengono designati gli organismi di fatto dai partiti (10 membri PCI, 6 PSI, 4 DC, 2 Comunisti Libertari, 1 PRI) aprendo lo scontro tra due mozioni su questioni quali: rapporto tra sindacato e la politica-diritto di sciopero – uffici di collegamento – serrate

Genovala ERG inizia a raffinare petrolio. Nel 1950 sarà inaugurata la raffineria in Valpolcevera

Accordo sulle Commissioni Interne. L'accordo prevede apposite procedure per i licenziamenti sia collettivi che individuali. Per la prima volta viene intaccato il principio del licenziamento «ad nutum» sancito dal Codice Civile


Gennaio: Roma, firmato il contratto nazionale dei tessili. Le trattative, così come per gli altri contratti che saranno firmati nel corso dell’anno (in maggio i poligrafici e in ottobre gli alimentaristi), furono generalmente lunghe e faticose. Tra l’altro si dovette superare la pregiudiziale posta dalla Confindustria tesa ad ottenere contratti separati tra operai e impiegati.

Bologna, la scissione socialista provoca ripercussioni nell’organizzazione della Federbraccianti. Gruppi di braccianti di Molinella, Budrio, Baricella, San Pietro in Casale, Minerbio e Crevalcore aderiscono al nuovo partito socialdemocratico.

Modena, primi interventi repressivi contro il movimento di lotta nelle campagne, mentre si aggrava in tutta la provincia il problema della disoccupazione. A Camposanto i braccianti intraprendono una lunga vertenza per la messa a cultura del bosco della Saliceta. Terminerà, solo negli anni successivi, con accese polemiche tra la Camera del Lavoro e la CISL e con l’acquisto dei terreni da parte ci una cooperativa cattolica.

Conselice (RA), gli operai dello zuccherificio, al termine al termine della campagna saccarifera, devolvono parte della quota di zucchero loro spettante, a favore degli altri lavoratori del comune.

Londra, il governo laburista continua la politica di nazionalizzazione dell’industria mineraria, elettrica, dei trasporti e delle ferrovie.

 

1 gennaio: Napoli, nel quartiere di Barra militanti dell’Uomo Qualunque attaccano un corteo comunista sparando e uccidono il militante del Pci Giorgio Ballarano.

Milano, il cardinale Idelfonso Schuster, durante un’omelia, afferma che  “L’avanzata della potenza ateo-comunista nel cuore stesso dell’Europa costituisce per le civiltà occidentali un tale pericolo che non ha riscontro che in quell’antico dell’avanzata dell’Islam”.

 

2 gennaio: Caserta, sciopero generale contro il carovita. Scioperi anche in Calabria con manifestazioni a Nicastro e Crotone. A Reggio Calabria scioperano gli edili e gli impiegati avventizi in difesa del posto di lavoro.

Secondo un rapporto dei servizi segreti americani, le sinistre a Palermo stanno creando gruppi armati “guidati da elementi slavi”. Inoltre, militanti comunisti avrebbero rapinato il Banco di Sicilia, portando via 25 milioni.

David MacKay invia un telegramma a Washington in occasione del viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti, in cui raccomanda che  “Il primo ministro non deve tornare a mani vuote, altrimenti il suo prestigio e la sua posizione politica ne soffrirebbero seriamente”.

 

3 gennaio: sciopero nazionale dei commessi giudiziari per l’ottenimento di miglioramenti normativi e salariali.

Origgia (VA), dopo due mesi di sciopero riprende il lavoro alla Nastri e Trecce, dove le operaie erano scese in lotta contro i soprusi di alcuni dirigenti e per miglioramenti salariali.

Forlì, convegno delle Camere del Lavoro della provincia. I lavori sono aperti dalla relazione del segretario camerale di Forlì, Luciano Lama.

 

4 gennaio: ucciso a raffiche di mitra Accursio Miraglia, segretario della Camera del Lavoro di Sciacca (Pa) e membro della prima commissione per l’assegnazione delle terre incolte, nonché dirigente del PCI. Gli assassini, benché identificati e confessi, saranno poi assolti

Bologna, costituito in Prefettura un Comitato d’aiuto per i disoccupati. Ne fanno parte Comune, Camera del lavoro, partiti, associazioni combattentistiche. Associazioni economiche e di categoria.

 

4 – 5 gennaio: rotte le trattative per il contratto tra sindacato dei tessili (FIOT CGIL) e Confindustria.

Torino, uno sciopero bianco dei tipografi blocca l’uscita dei giornali.

 

5 gennaio: viaggio di De Gasperi in Usa, dove si tratterrà fino al 15. E’ accompagnato dal ministro per il commercio estero Pietro Campilli, dal direttore generale della Banca d’Italia Donato Menichella, dal capo dell’ufficio cambi Guido Carli e dal segretario generale del mi­nistero degli esteri Vittorio Zoppi. Il ministro degli esteri Nenni non può partire perché im­pe­gnato nel congresso socialista. La delegazione incontrerà i massimi esponenti della po­litica Usa a cominciare dal presidente Truman che garantisce il massimo impegno della sua ammi­nistrazione nell’aiutare l’Italia. Il segretario del Tesoro statunitense consegna 50 milioni di dollari per la collaborazione offerta dall’Italia durante la permanenza delle truppe Usa. La Export-lmport Bank concederà un prestito di 100 milioni di dollari.

Togliatti, sull’Unità,  risponde a Guglielmo Giannini, affermando: ”Discutete ciò che noi siamo e ciò che noi  facciamo, e non ciò che qualcuno vorrebbe che noi fossimo o facessimo perché ciò gli farebbe comodo. Imparate a conoscerci: ecco il passo avanti che dovete fare ora. Il  resto poi, se possibile, verrà da sé”.

La Spezia, convegno nazionale dei lavoratori navali e marittimi. Decisa all’unanimità l’adesione alla CGIL.

 

7 gennaio: Washington, Gorge Marshall, dimessosi dalla carica di consigliere speciale del presidente Truman, è nominato Segretario di Stato.

Licio Gelli è iscritto nel Casellario politico centrale del ministero dell'interno e sottoposto ad "attenta vigilanza". Poi la vigilanza sarà ridotta da "attenta" a "discreta", quindi il 24 marzo 1950 il nome di Gelli verrà tolto dal Casellario.

Modena, primo Convegno provinciale degli affittuari e piccoli proprietari coltivatori diretti aderenti alla Confederterra.

Reggio Emilia, raccolto in tutta la provincia un miliardo per il Prestito per la ricostruzione. La maggior parte della cifra è stata sottoscritta tra i lavoratori delle fabbriche.

 

7 – 10 gennaio: Firenze, 2° Conferenza nazionale d’Organizzazione del Pci. L’ipotesi di una possibile esclusione del PCI dal governo non è nemmeno presa in considerazione. Tra l’altro Togliatti, afferma che l’Italia “è il paese dove hanno luogo meno scioperi” e aggiunge: “Da parte della classe lavoratrice e dei sindacati operai si danno tutti gli esempi e si compiono tutti gli atti necessari per mantenere la disciplina della produzione, l’ordine e la pace sociale”.

 

8 gennaio: il segretario del Tesoro americano consegna a De Gasperi un assegno di 50 milioni in dollari.

 

9 gennaio: Bologna, la Lega muratori e manovali e la Lega carpentieri e ferraioli, sottoscrivono 100.000 lire al Prestito per la ricostruzione.

Canicattì, ferito Antonio Mannarà, segretario della locale sezione del Pci, che risponde al fuoco degli aggressori mettendoli in fuga.

La Corte di assise di Torino, assolvendo l’ex direttore de La Stampa Concetto Pettinato, afferma che “non costituisce reato, per difetto di dolo, la propaganda giornalistica svolta per la Repubblica sociale italiana, ma nell’esclusivo interesse del paese, al di sopra di ogni preconcetta ideologia e di ogni faziosità”.

 

9 – 13 gennaio: Roma, XXV congresso nazionale del Psiup (che abbandonerà questa sigla per tornare a chiamarsi Psi) al quale non partecipa l’ala saragattiana. Nel pomeriggio, Matteo Matteotti legge, a nome degli autonomisti, una mozione che chiede l’invalidazione del congresso. Contemporaneamente, a Palazzo Barberini si riuniscono Giuseppe Saragat e gli altri dissidenti.

 

10 gennaio: Bologna, costituita la sezione provinciale del Sindacato nazionale dei lavoratori della pubblica istruzione, aderente alla CGIL. Segretario è nominato il professor Cesare Gnudi.

Cesena, i lavoratori della Arrigoni sottoscrivono un milione al Prestito per la ricostruzione.

 

11 gennaio: Roma, scissione di Palazzo Barberini. La componente socialdemocratica, che fa capo a Giuseppe Saragat, si stacca dal partito socialista e nasce con forti appoggi e finanziamenti americani il partito socialdemocratico. L’Italia si sveglia con due partiti socialisti. Al neonato partito socialdemocratico aderisce anche il ministro del lavoro Lodovico D’Aragona.

L’Ambasciata americana a Roma indica nei comunisti i responsabili di attentati ed incendi che avvengono nel Paese.

Cleveland (Usa), nel corso di un incontro con De Gasperi, il leader del Partito repubblicano americano, Vanderberg, afferma che "molti dei suoi colleghi, sebbene desiderosi di aiutare l’Italia, sono preoccupati della possibilità che un prestito o un aiuto dato a De Gasperi possa andare a vantaggio dei partiti estremi. Afferma a più riprese che i repubblicani e lui personalmente faranno tutto il possibile per aiutare 1’Italia a mantenerla nei limiti delle istituzioni democratiche”.

 

12 gennaio: Cesena, assemblea generale della FIOM.

Roma, L'Osservatore Romano, in polemica con Palmiro Togliatti, scrive: ”La riviviscenza anticlericale nasce dall’errore dei partiti materialistici e anticlericali, di credere che i loro ideali e i loro programmi non sarebbero stati doverosamente contrastati dalla Chiesa; dall’errore di credere che la libertà di culto bastasse alla Religione (...).

Modena, dopo le manifestazioni (30 dicembre) di Mirandola e Revere dei lavoratori della Bonifica Burana, il ministro dell’Agricoltura Segni riconosce legittima la richiesta dei lavoratori e invita la Bonifica ad una rapida decisione per la continuazione dei lavori.

 

13 gennaio: Roma, Giuseppe Saragat rassegna le dimissioni da presidente dell’Assemblea costituente.

 

14 gennaio: Washington, la Export-import Bank concede all’Italia un prestito di 100 milioni in dollari.

Roma, la 3° sezione della Cassazione stabilisce che non può fruire dell’amnistia Togliatti chi “ha fornito vettovaglie o indumenti ai partigiani, prestato aiuto a disertori o prigionieri dei tedeschi”.

Prorogato fino al 30 giugno l’accordo interconfederale per il trattamento delle operaie gestanti.

 

16 gennaio: Washington, l’agenzia di stampa americana United Press riferisce che Alcide De Gasperi, conversando con i giornalisti, ha affermato che al suo rientro a Roma avrebbe fatto ai comunisti proposte precise per una più incisiva azione di governo: ”Se essi vorranno collaborare con me li accetterò volentieri; altrimenti farò senza di loro”.

Mauro Scoccimarro, in un’intervista all’Unità, afferma, fra l’altro, che il “piano finanziario triennale di ricostruzione” da lui preparato “non è necessariamente legato al cambio della moneta, né subordinato ad esso”. E ribadisce che “nulla di più dannoso in questo momento di una crisi che ci costringesse a rinviare di mesi l’attuazione delle misure urgenti che la situazione richiede”.

Parigi, il socialista Vincent Auriol è eletto presidente della Repubblica.

Illustrati dal segretario della FIOM Giovanni Roveda i contenuti della piattaforma contrattuale dei metalmeccanici. Presentato un modello innovativo di consultazione che permette agli iscritti di seguire passo a passo l’andamento della vertenza.

Siglati diversi accordi sindacali di categoria e fra gli altri, quello dell’abbigliamento per il quale, contraddicendo le precedenti dichiarazioni di intenti sindacali, restano invariate le forti sperequazioni esistenti fra lavoro maschile e femminile, a parità di qualifica.

Pisa, assegnate alla Cooperativa Nuova Italia, parte delle terre incolte della tenuta reale di San Rossore.

 

17 gennaio: Ficarazzi (Palermo), ucciso Pietro Macchiarella, dirigente sindacale iscritto al Partito comunista e impegnato nelle lotte contadine

Palermo, un gruppo di mafiosi apre il fuoco sugli operai del Cantiere navale riuniti in assemblea, ferendo Francesco Paolo Di Fiore e Antonino Lo Surdo. In risposta, il sindacato proclama lo sciopero generale.

Milano, omicidio di Brunilde Tanzi e di Eva Macchiarini. A Milano, in due diversi attentati, sono uccise due militanti di destra: Brunilde Tanzi, del Partito democratico fascista, e Eva Macciacchini, delle Squadre d’azione Mussolini. Secondo alcuni i due delitti sarebbero da attribuire alla Volante rossa.

 

17 – 20 gennaio: Bologna, congresso nazionale del Partito repubblicano.

 

18 gennaio: convengo neonazista a Malmoe. Tra i partecipanti: Axmann ex capo della gio­ventù del Reich e Bohle ex capo delle organizzazioni naziste all’estero. Negli stessi giorni si parla anche di un notevole traffico di armi, via Francia e Spagna, con l’America Latina. 

La prima Internazionale  neo-nazista di cui si hanno notizie si­cure nel dopo­guerra sorge intorno ai resti della Guardia scelta di Hitler, alla quale appartennero durante la guerra non meno di un milione di uomini, un terzo dei quali provenienti da una venti­na di Paesi dell’Europa e del Medio Oriente. Alla HIAG non fu diffi­cile ristabilire i contatti con le SS che erano rientrate nei loro rispettivi Paesi. Prova ne sia che nel settembre 1959 poteva raccoglierne ad Ha­meln, alla presenza dei generali Kurt Meyer, Gille, Steiner, Simon, Harmel, Lammerding, Ullrich, Schreiber e Sepp Dietrich, ben sedicimi­la ex SS, provenienti dall’Austria, Francia, Italia, Belgio, Olanda e Paesi Scandinavi.

Se i militari della Waffen-SS non incontrarono difficoltà a ristabilire i contatti fra di loro, più difficile si presentò questa operazione ai superstiti dei vari partiti fascisti, che già dal 1946 si erano adoperati per risuscitare i vari movimenti. Come ricorda Maurice Bardèche, uno dei lea­der del neo-fascismo francese: “Le sette neo-fasciste si ricostituiranno pre­stissimo, molto più di quanto generalmente si pensi. Si costituirono come bande nei turbini della disfatta e della persecu­zione (...)  Erano di­rette da sconosciuti, da gente senza gradi, la cui oscurità li aveva fatti sfuggire alla rete stesa sull’Europa da Koenisberg ad Hendaye”. Che cosa volevano, quali progetti accarezzavano, questi piccoli gruppi che si costituivano sempre più numerosi in Germania, in Italia, in Francia, in Giap­pone, a dispetto delle truppe di occupazione e dei tribunali di epurazione? Per quelli europei, possiamo ancora attingere a Bardèche: “All’inizio, e in tutti senza esclusione, affiorava la nostalgia di ciò che il fasci­smo non era stato capace di realizzare: il socialismo e l’unità europea (...) Ma il socialismo del fascismo e l’Europa del fascismo non sono il socialismo e l’Europa di tutti. Il socialismo fascista è autorita­rio, è anche volentieri brutale(...) L’Europa del fascismo non ha nulla in comune con l’Europa dei nostri Consigli e dei nostri uomini po­litici. Essa ha l’ambizione di essere una terza forza fra il blocco ame­ricano e il blocco sovietico (...) Questa isola ideale posta fra i due conti­nenti nemici sorse nell’immaginazione dei dottrinari fascisti fra il 1946 e il 1948”.

Ma questo sogno di ricostituire l’impero europeo che Hitler aveva soltanto ab­bozzato du­rante gli anni del conflitto, non era condiviso da tutti i gruppi neofascisti. Le formazioni più potenti, come il Mo­vimento Sociale Italiano e la Deutsche Reìchs Partei (DRP), erano in­fatti occupate a rifarsi una rispet­tabilità, a ricuperare una par­te del vecchio elettorato e si erano, almeno uffi­cialmente, rassegnate ad accettare il gioco democratico. Furono perciò i pic­coli gruppi, com­posti da nostalgici e da intransigenti, a coltivare le idee del “socialismo brutale” e dell’Europa terzaforzista. Un primo incontro di esponenti dei vari partiti e movi­menti neonazisti e neofascisti si ebbe a Roma nel marzo del 1950, ma in questo conve­gno, che era stato patrocinata dal MSI e da alcuni rappresentanti del fascismo svedese, non fu presa alcuna decisione di rilievo, salvo quella di convocare un secondo incontro, possibilmente in un ambiente meno ostile, a manifestazioni del ge­nere, di Roma. Fu scelta infatti Malmoe dove da anni, indisturbato, un grande ammiratore di Musso­lini, Per Engdahl, dirigeva il partito fascista Nysvenska Ròrelsen e stampava il perio­dico Vaegen Framat.  Negli ultimi giorni di maggio del 1951 un centi­naio di delegati dei principali partiti e gruppi tedeschi, italiani, austria­ci, francesi, spagnoli, ungheresi e svedesi convennero a Malmoe. Tra i presenti, salvo l’inglese sir Oswald Mosley, non c’erano altri che avessero ricoperto cariche di primaria importanza nei defunti partiti nazifascisti. Dobbiamo tuttavia segna­lare la partecipazione dello scrittore Maurice Bardèche, che aveva posto la sua penna al servizio del neofascismo dopo la fucilazione del cognato Robert Brassillach e che, a Malmoe, rappresentava il Comité National Francais. A fianco di questo professore di lettere, autore di una lodevole tesi di laurea su Balzac, troviamo uno degli ex capi della Hitler Jugend, Karl-Heinz Priester, legato a ODESSA; Ernesto Massi, che di li a poco avrebbe rotto con il MSI; il tedesco Fritz Rossler, che sarebbe poi riparato in Egitto dopo l’interdizione della Sozialistische Reichs Partei. Questi perso­naggi, che provenivano da di­versi ambien­ti e da differenti esperienze, diedero vita al Movimento Sociale Eu­ropeo, che più tardi sarebbe stato generalmente indicato come l’In­ternazionale di Malmoe. Il MSE, che propugnava la costitu­zione di un’Europa terzaforzista e che professava un anticomu­nismo di ma­niera, era tuttavia più una creazione astratta di uomini moderati come Mo­sley o di letterati come Bardèche che l’organizzazione sognata dagli esponenti delle più giovani generazioni, smaniosi di passare all’azione e impregnati di un razzismo troppo scoperto e compromettente. L’ar­chetipo delle internazionali neofasciste doveva perciò ben presto en­trare in crisi e perdere l’ala degli in­transigenti, che avrebbe dato vita, nel settembre 1951, a Zurigo, al Nuovo Ordine Europeo, un’internazionale caratterizzata da un antisemitismo radi­cale e virulento.

Roma, i repubblicani escono dal governo. In precedenza, a seguito della scissione socialista, si erano dimessi Nenni e gli altri esponenti del Psiup. Si apre di fatto la crisi.

Le Camere del lavoro del Veneto chiedono l’unificazione dei servizi mutualistici.

 

19 gennaio: Polonia, i comunisti, alla guida del Fronte nazionale, vincono le elezioni.

Fallisce a Roma un convegno "per la riconciliazione nazionale" organizzato da un omonimo comitato di cui fanno parte gli ex combattenti della Rsi (Repubblica Sociale Italiana) Paride Patelli e Lando Dell'Amico e alcuni ex partigiani. I lavori, che si svolgono alla facoltà di giurisprudenza del'Università, sono presieduti da Piero Operti e ad essi è stato invitato anche l'ex federale fascista di Roma nel periodo dell'occupazione Gino Bardi. Appena iniziata, la manifestazione tuttavia fallisce per il duro intervento di aderenti alla Camera del lavoro e all'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia).

Roma, manifestazione popolare contro l’aumento dei prezzi. In Piazza del Popolo parla Giuseppe Di Vittorio.

Sull'Unità Togliatti scrive che "Qualunque cosa diciamo o facciamo, non importa nulla, devono dire e dimostrare che noi siamo totalitari (che vorrebbe poi dire fascisti), squilibrati, menzogneri, seminatori di discordie, sognatori di camere a gas, assassini, cannibali etc. etc. Per dire questo e cercare di farsi credere da chi li legge, gli uni sono pagati in dollari, gli altri in valuta. Gli uni rimasticano quello che dicevano o sentivano dire ai tempi del fascio littorio. Gli altri cercano, al di là del Tevere, nuove od analoghe ispirazioni”.

 

20 gennaio: Roma, si dimette il governo  De Gasperi.

Presentato il piano della CGIL per limitare gli effetti della crisi energetica.

Parigi, le potenze vincitrici stabiliscono i confini definitivi dell’Italia e del Territorio libero di Trieste sulla base della proposta francese. Il ministro (dimissionario) degli Esteri, Pietro Nenni, invia un telegramma agli ambasciatori delle quattro potenze vincitrici, esprimendo riserve sul trattato di pace, in quanto “urta la coscienza nazionale” e, pertanto, ne auspica la revisione nell’ambito delle Nazioni unite.

Roma, riprendono le trattative per il contratto dei tessili. La FIOT CGIL mantiene lo stato d’agitazione.

Forlì, i lavoratori dell’industria approvano un Ordine del Giorno sui rischi di rottura dell’unità sindacale. Si legge, tra l’altro: (…) L’unità compatta indissolubile di tutti i lavoratori, al di sopra di ogni differenza politica religiosa, nel seno della CGIL, è la premessa indispensabile per garantire alla classe lavoratrice una sempre più efficace difesa dei suoi interessi. Deliberano di dare il loro appoggio alla CcdL per mantenere l’unità sindacale, rafforzare maggiormente i legami tra i lavoratori e i contadini, di lottare per il rispetto e il mantenimento della più ampia libertà sindacale. Di assicurare l’indipendenza del sindacato (…).

 

21 gennaio: Bologna, manifestazione operaia davanti alla Federazione socialista, in Piazza Calderini, a favore delle correnti unitarie e contro la scissione. Nel sindacato bolognese la corrente socialdemocratica risulterà maggioritaria nei Parastatali e nei Postelegrafonici, ma complessivamente, nelle elezioni sindacali del 1947, raccoglierà solo il 5,97 per cento dei voti.

Washington, secondo un rapporto del Cig (Central Intelligence Group) statunitense il vescovo di Genova Giuseppe Siri risulta coinvolto nelle operazioni di espatrio clandestino di ricercati nazi-fascisti. Il prelato viene definito uno dei coordinatori di "un'organizzazione internazionale il cui scopo è quello di provvedere all'emigrazione di europei anticomunisti in Sudamerica. Questa classificazione generale comprende tutte le persone compromesse politicamente agli occhi dei comunisti, vale a dire fascisti, ustascia e altri gruppi del genere".

 

22 gennaio: Roma, inizia il processo a carico degli assassini di Giacomo Matteotti.

Roma, il governatore della Banca d’Italia esamina (?) con don Luigi Sturzo le possibilità di procedere ad un’epurazione delle forze di polizia estromettendone i comunisti: mentre Luigi Einaudi la ritiene possibile in due mesi, don Sturzo teme che “si debba sparare”.

Bologna, la Camera del lavoro deplora la crisi di governo e chiede che si arrivi alla formazione di un governo che rispecchi le aspirazioni delle masse popolari e che garantisca di soddisfare le esigenze e i bisogni dei lavoratori

Roma, incontro CGIL – Confindustria per discutere della situazione energetica e le questioni salariali legate alle misure restrittive che molte aziende hanno dovuto prendere come conseguenza della crisi.

 

23 gennaio: Washington, i servizi segreti americani redigono un rapporto sul congresso del Partito repubblicano svoltosi a Bologna, rilevando che “il congresso ha segnato senza dubbio un grosso successo e ha votato all’unanimità la piattaforma politica presentata da Pacciardi nonché quella economica presentata da Andrea Belloni (…).

 

24 gennaio: la Confederterra presenta ai partiti in vista, della formazione del nuovo governo, le proprie proposte per la soluzione dei problemi più urgenti dei lavoratori della terra: conversione in legge del Lodo De Gasperi, amnistia, blocco delle disdette e disciplina dei canoni d’affitto, previdenza e assistenza.

 

25 – 26 gennaio: Bologna, convegno nazionale dei lavoratori idrici per l’elaborazione della piattaforma contrattuale.

 

25 – 27 gennaio: Roma, nel corso della riunione del comitato centrale del Partito d’azione, Leo Valiani e Tristano Codignola sostengono una politica di affiancamento al Psli, mentre Riccardo Lombardi e Vittorio Foa ne propongono una verso il Psi ed Emilio Lussu rilancia una sua vecchia proposta per la costituzione di una federazione socialista.

 

26 gennaio: Roma, s’incontrano a Botteghe Oscure il vice segretario nazionale del Pci, Luigi Longo, Fausto Brunelli e Ugo Manunta, reduci della Rsi, alla presenza di Mario Spinella. Contemporaneamente esce su Vie Nuove un articolo di Fausto Brunelli, il quale sostiene che tra gli ex fascisti deve avvenire una separazione fra coloro che si considerano di destra e coloro che si sentono di sinistra, in modo che questi ultimi collaborino con la sinistra, come già i primi stanno facendo con la destra.

 

27 gennaio: Roma, il governo decide di intervenire a sostegno degli italiani di Pola che intendono sottrarsi al governo slavo, inviando alcune navi per evacuarli.

Firenze, ai conclude con l’applicazione dell’amnistia l’istruttoria formale a carico di Licio Gelli, che era stato denunciato dal colonnello dell’Aeronautica Vittorio Ferranti per aver organizzato e diretto rastrellamenti di prigionieri britannici evasi.

 

28 gennaio: sull’Unità, Palmiro Togliatti scrive che "Il tripartito è e deve rimanere la formula politica a lunga scadenza di un governo che rinnovi l’Italia. Perché De Gasperi non vuole capirlo? Che cosa vuole l’onorevole De Gasperi? Vuole forse spezzare la coalizione di forze democratiche faticosamente creata dopo il 2 giugno? La situazione esige che il governo della repubblica sia costituito come una cosa seria. Fra tutti il nostro partito è il più lontano da un atteggiamento d critica e di opposizione negativa”. Togliatti riconosce che “De Gasperi è il principale esponente del più forte tra i partiti popolari e democratici su cui dovrà fondarsi il governo”.

L’Ambasciata americana a Roma informa Washington che “la moglie di Silone ha già raggiunto il Psli e vi lavora attivamente”.

 

29 gennaio: Roma, la Cassazione dichiara estinta per amnistia la condanna a 20 anni di reclusione inflitta a Giovanni Cabras, ex comandante della Guardia nazionale repubblicana di Torino.

Roma, arrestato l’ex gerarca Ezio Maria Gray, sospettato di collegamenti con i movimenti neofascisti clandestini. Sarà rilasciato quasi subito.

Cominciano a filtrare sulla stampa le prime notizie sugli espatri clandestini di ex nazisti e fascisti dal porto di Genova. Gran parte avvengono a bordo dei piroscafi Città di Valencia e Sister, in servizio sulla rotta di Barcellona. Prima di imbarcarsi alloggiano a Rivarolo presso la Casa della Commissione pontificia Cardinale Boito.

Si scopre anche che un buon numero di ex SS france­si sono impiegate nel porto di Ge­nova. Usufruiscono di passaporto italiano rilasciato grazie all’intervento della Croce Rossa e dell’ONARMO. Tra i riconosciuti ci sono Marc Arnaud, alias Antonio Faivre, l’ingegner Paul Seret, Luciana e Simona Legrand rispettivamente moglie e figlia di un noto collaborazioni­sta. Adrian Chambon condannato a morte dal tribunale di Mar­siglia l’11 agosto 1944, già co­mandante di un campo di concentramento. Poi ancora André Sequer e Gianfernando Ra­batel.

Negli stessi giorni circola insistentemente voce di una partecipazione di re Umberto a una riunione massonica a Torino presso la loggia Pensiero e Azione in via M. Vittoria 19. L’incontro è stato organizzato dal conte di Sarre. Umberto è ripartito il giorno dopo da Genova dove è giunto a bordo di un auto verde scortata da una Fiat 2300 targata Roma 78068.

Parma, 2.000 persone, in prevalenza donne, manifestano per migliori condizioni di vita.

Medicina (BO), i coloni produttori di barbabietole devolvono parte dello zucchero loro spettante agli altri lavoratori del comune. Inoltre sottoscrivono una somma a favore dell’organizzazione della Federterra nelle regioni meridionali.

 

30 gennaio: Bologna, nasce, primo in tutt’Italia, l’Ente autonomo comunale di consumo, con la funzione di calmiere sul mercato generale dei beni di prima necessità.

Roma, la Confindustria chiede la revisione del meccanismo di scala mobile in senso peggiorativo, nonostante l’aggravarsi della situazione alimentare e dell’occupazione.


 

31 gennaio: firmato il contratto dei tessili.

 

Cessa di funzionare la Commissione alleata di controllo.

 

John Clark Adams invita a colazione nella propria abitazione romana, per conto dell’Ambasciata americana, Giuseppe Micheli e, separatamente,  Mario Baldelli, vice segretario della Cgil su nomina di Achille Grandi, stendendo quindi una relazione su quanto dai due affermato nel corso degli incontri.

 

Il generale Raffaele Cadorna rassegna le dimissioni da capo di Stato maggiore dell’esercito.



 

Gennaio: primo contratto collettivo per i lavoratori agricoli del Fucino, dopo un’ intensa agitazione contro i principi latifondisti Torlonia.

 

Febbraio: prime notizie sulle infiltrazioni fasciste nell’Uomo Qualunque. Le ope­razioni sono coordinate da Galbiati er il nord d’Italia e da Gray (fino al momento dell’arresto) a Roma. Ma la vera mente politica dell’operazione e Augusto Turati, mentre un ruolo di primo piano lo hanno an­che Bruno Spampanato e l’ex ministro di Salò Pellegrini Giampietro. Alcuni casi noti: Raffaele Rossano, ex braccio destro di Bottai, ora funzionario dell’Uomo Qualunque con uno stipendio di 40 mila lire al mese. Edmondo Cione si infiltra a Napoli nell’Uomo Qualunque. Nello stesso raggruppa­mento operano anche Emilio Petrissi e Festa, già informatore del SIM a Modena.

Turati, tramite l’ex redattore del Giornale d’Italia Genoino collabora, con articoli non firmati, con tutta la stampa reazionaria. Contemporaneamente cominciano a comparire anche le prime società commerciali che servono a finanziare l’attività dei gruppi operanti all’esterno del MSI. Sono amministrate da Olo Nunzi, già segretario di Pavolini durante la RSI – e tra i più accesi sostenitori della necessità di fucilare Ciano - poi federale di Torino, e sono attive in Spagna, Portogallo, Svizzera e America Latina. In Brasile la mente dell’operazione è l’ex federale di Roma, Ippolito. Ma il vero cervello è l’ex ministro delle Fi­nanze di Salò, Pellegrini Giampietro.

 

1° febbraio: Tokio, il generale Mac Arthur vieta lo svolgimento dello sciopero generale.

 

Giorgio Almirante scrive a Franco De Agazio, direttore del Meridiano d’Italia: “Caro De Agazio, a nome del Movimento ti prego di una missione urgente e importantissima. Abbiamo avuto notizia sicura che il cardinale Fossati di Torino ha convocato parecchie persone e personalità allo scopo di addivenire alla fondazione in Piemonte di squadre di resistenza anticomunista. Tu capirai cosa significa e cosa può significare ciò. Affidiamo quindi a te la missione di andare a Torino, possibilmente con altra persona di tua fiducia, di farti ad ogni costo ricevere dal Fossati e di prospettargli la possibilità che il Msi collabori con lui. Gli puoi dire – perché è vero – che i gesuiti di qua ci conoscono, ci approvano e ci appoggiano. E’ ovvio che della faccenda non si deve parlare a nessuno, né prima né dopo; e che le notizie in merito debbono esserci trasmesse a mano. Non ci siamo rivolti al nostro incaricato di Torino perché la cosa è troppo delicata e interessante. Vedi tu con il tuo diplomatico tatto il modo migliore per condurla in porto. Comunque tieni presente che a Torino potrai appoggiarti – se vorrai – all’ing. Giovanni Volpe (figlio di Gioacchino), via (…), presso il quale funziona la nostra sezione. Saluti cordialissimi ed auguri”. La lettera sarà rinvenuta in tasca a D’Agazio al momento dell’uccisione, il 21 marzo 1947.

 

2 febbraio: Roma, terzo governo De Gasperi. Carlo Sforza ministro degli Esteri, Scelba agli Interni, il comunista Gullo confermato alla Giustizia. Luigi Gasparotta ministro della Difesa. Il governo è un tripartito Dc, Pci e il Psi di Nenni, che riprende l’antica denominazione dopo la scissione socialdemocratica.

Appena diventato ministro dell'Interno l'onorevole Mario Scelba è informato, come affermerà, "che il partito comunista avrebbe organizzato la conquista del potere non appena l'ultimo soldato alleato avesse lasciato il territorio nazionale". E ancora: "Io che a quel piano non ho mai creduto, mi comportai come se effettivamente ci fosse".

Sull’Unità  Togliatti accusa il governo di svolgere una politica che costituisce per l’italianità di Pola “un sacrificio che viene compiuto così gratuitamente, per ripicca forse, ma senza che nessuno abbia valutato la freddezza e con vero senso nazionale la portata, il significato, le conseguenze”. E conclude che “fra gli italiani che lo ispirano (l’esodo - ndr) ci sono senza dubbio persone in buona fede, ma vi è senza dubbio anche gente che ha interesse a mantenere laggiù un focolaio di discordia”.

Reggio Emilia, assemblea provinciale della FIOM. Chiesta l’applicazione integrale dell’accordo del 12 settembre 1946 e dell’accordo interconfederale del 27 ottobre 1946. Dichiarato lo stato d’agitazione. E’ votato anche un Ordine del Giorno, in cui si chiede che i redditi da lavoro non siano assoggettati alla trattenuta RM e all’imposta complementare.

Il cardinale Idelfonso Schuster benedice nel Duomo di Milano il gagliardetto della rinata formazione paramilitare Avanguardia Cattolica.

 

3 febbraio: Modena, i lavoratori modenesi scioperano contro il Prefetto e il Questore per il loro atteggiamento antidemocratico nella vertenza per l’applicazione del Lodo De Gasperi. Manifestazione davanti alla Prefettura.

La Camera del lavoro da istruzione a tutte le Commissioni Aziendali affinché rifiutino le arbitrarie ingiunzioni di sfratto ai coloni fatte dai carabinieri. Uno squadrone armato ha infatti intimato lo sgombero ad un mezzadro di Collegarola, facendo invece scattare la solidarietà di tutti i lavoratori modenesi. Interventi dei carabinieri e della polizia contro coloni a Formigine, Casinalbo, Marano, Vignola, San Prospero e in altri centri.

 

4 febbraio: Roma, la Cassazione, dopo aver premesso, nella sentenza sul ricorso “Trentanove ed altri”, che “con la dizione di ‘sevizie particolarmente efferate’ il legislatore ha inteso comprendere, oltre le torture crudeli e strazianti, universalmente riconosciute e condannate come atti di criminalità, anche tutte quelle rilevanti sofferenze fisiche e morali inflitte, al di fuori di ogni segno d umanità, al soggetto passivo, il cui potere di resistenza al dolore fisico o alla mortificazione della dignità umana venga gravemente menomato se non del tutto distrutto (...), conclude che “nel caso di applicazioni elettriche fatte con comune telefono da campo con vo1taggio che variava a seconda dei giri di manovella e della rapidità dei giri stessi, che non produssero lesioni e che non furono sufficienti ad estorcere confessioni, è da ritenere che esse furono fatte soltanto a scopo intimidatorio e non per bestiale insensibilità come si sarebbe dovuto ritenere se tali applicazioni fossero avvenute a mezzo della corrente ordinaria”.

 

7 febbraio: arabi ed ebrei respingono la proposta britannica di spartizione della Palestina.

Roma, il Consiglio dei ministri decide di firmare il Trattato di pace senza il preventivo parere della Consulta che sarà investita solo della ratifica. Nel corso del dibattito socialisti e comunisti si dichiarano d’accordo con De Gasperi per non rinviare la decisione, mentre le uniche obiezioni vengono avanzate da Mario Scelba e Guido Gonella. Il primo dichiara che dinanzi ad una questione di così rilevante gravità non si sente vincolato nemmeno dalla disciplina di partito. Plenipotenziario per la firma è nominato l’ambasciatore Antonio Meli Lupi di Soragna.

Bologna, convegno regionale delle Camere del Lavoro. Tra l’altro, è espressa una ferma protesta per gli interventi di polizia e carabinieri a Modena contro coloni che chiedono l’applicazione del Lodo De Gasperi. Si chiede un preciso impegno al governo “affinché l’azione delle organizzazioni sindacali possa liberamente svilupparsi senza essere in alcun modo ostacolata”.

 

8 febbraio: il comunista Umberto Terracini è eletto presidente dell’Assemblea costituente.

 

9 febbraio: Mario Scelba invia ad Alcide De Gasperi due lettere, una ufficiale e l’altra riservata, annunciando le sue dimissioni dal governo per sottolineare il suo dissenso dalla firma del Trattato di pace. De Gasperi si reca dal presidente della repubblica, Enrico De Nicola, che gli fa presente che, se confermate, le dimissioni di Scelba faranno venire meno la solidarietà governativa e, di conseguenza, il governo non potrà mantenere la delega per firmare il Trattato. De Gasperi, a questo punto, incontra separatamente Scelba e lo informa dei contenuti del colloquio con De Nicola, inducendolo a ritirare le dimissioni.

Roma, la Direzione  del Pci emette un comunicato nel quale afferma: ”La soluzione della crisi è un innegabile successo del Partito comunista, poiché tutti i tentativi di isolare i comunisti sul terreno parlamentare e governativo sono falliti (.. .) Raggiunto questo obiettivo politico fondamentale (...) il Partito comunista non poteva dare carattere ultimativo ad ognuna delle sue rivendicazioni”.

 

9 – 10 febbraio: Bolzano, primo congresso della Südtiroler Volkspartei (Svp, Partito popolare sudtirolese). Prevale la linea dell’autonomia, più per realismo politico che non per una effettiva rinuncia all’autodecisione.

 

10 febbraio: Parigi, le nazioni – con la sola esclusione della Germania – uscite sconfitte dalla guerra firmano i definitivi trattati di pace.

Roma, l'Assemble Costituente interrompe i lavori per mezz’ora in segno di protesta contro i contenuti del trattato di pace.

Pola, il generale britannico Robin De Winton, governatore di Pola, è ucciso con tre colpi di pistola sparatigli a bruciapelo da Maria Pasquinelli, nazionalista italiana. L'attentatrice sarà condannata a morte da una corte militare, pena poi commutata in quella dell'ergastolo. Dopo otto anni uscirà di galera e si ritirerà in convento. Nel periodo 1943-1945 aveva tenuto i contatti tra la X Mas e il governo del Sud per salvaguardare l’italianità dell’Istria e della Dalmazia.

 

11 febbraio: John Clark Adams invia un rapporto al Dipartimento di Stato su un incontro con Giuseppe Saragat. Il leader socialdemocratico gli è apparso “stanco e depresso” e gli ha confidato che in Emilia, e in particolare a Bologna, “i comunisti hanno portato la popolazione a uno stato di terrore permanente che rasenta la psicopatologia”. Conclude dicendogli: “Non siamo al penultimo stadio, ma all’ultimo”.

Roma, Luigi Longo incontra i reduci della Rsi  Fausto Brunelli, Orfeo Sellani, Giorgio Pini e Stanis Ruinas.

Rovigo, due industriali sparano contro i lavoratori metaniferi in sciopero.

 

12 febbraio: Roma, la Cassazione stabilisce che per usufruire dell’amnistia Togliatti non basta “aver militato nelle formazioni partigiane", ma è necessaria invece “una attiva partecipazione a fatti specifici di lotta contro i tedeschi”.

La Corte di Assise, nel processo Falanga, applica l’amnistia perché l’imputato ha ucciso un partigiano che doveva essere considerato “un morituro senza speranza di salvarsi (…) un essere innocuo per il nemico. E pertanto la sua uccisione potrà costituire espressione di feroce odio politico, ma mai atto vantaggioso alle operazioni militari del nemico”.

Catanzaro, durante la notte viene compiuto un attentato, con una bomba da mortaio da 81 mm, contro la sede della federazione del Pci. L’ordigno provoca gravissimi danni alle strutture dell’edificio, ma nessun ferito. Per l’attentato saranno arrestati, dopo pochi giorni, 4 studenti neofascisti.

 

13 febbraio: Bologna, firmato un accordo tra Confederterra e UPRA, l’Associazione che raccoglie una minoranza di agrari.

 

11 – 13 febbraio: Firenze, congresso nazionale dei lavoratori tessili.

 

14 febbraio: Londra, il governo britannico presieduto da Bevin affida all’Onu il compito di definire il problema palestinese, declinando ogni ulteriore responsabilità. Il giorno successivo, Bevin nel corso di un intervento ai Comuni, spiega la richiesta, affermando: “Gli schemi proposti sia dagli arabi sia dagli ebrei non ci paiono accettabili, né siamo in grado d’imporre una soluzione”.

Roma, intervenendo all’Assemblea costituente, Andrea Finocchiaro Aprile denuncia il malcostume politico democristiano, affermando fra l’altro: “Gli onorevoli deputati democristiani vanno in cerca affannosa di tutti i posti più largamente retribuiti. Io confido di poter presentare prossimamente all’Assemblea costituente l’elenco dei deputati democratico - cristiani i quali sono direttori di banca, presidenti di istituti, consiglieri di amministrazione di società e via dicendo, e che hanno numerose e lautissime prebende. Questa è un’indecenza”. Finocchiaro Aprile elenca poi una lista di parlamentari democristiani che ricoprono molteplici incarichi, fra i quali spiccano i nomi di Paolo Bonomi, Pio Raffaele Petrilli, Giuseppe Arcaini, Pietro Campilli, che accusa di aver favorito speculazioni in borsa dopo essere stato nominato ministro del Tesoro il 2 febbraio; Giovanni Gronchi, Ezio Vanoni.

 

16 febbraio: Roma, l’Alto commissario per l’alimentazione annuncia la riduzione della razione quotidiana di pane da 225 a 200 grammi.

Milano, assemblea nazionale dei Comitati di gestione.

 

17 febbraio: Vietnam, il governo legittimo del Nord Vietnam è costretto, sotto la minaccia delle truppe francesi, a lasciare il paese e a rifugiarsi nell’Annam settentrionale. Il 25 febbraio si costituisce il Fronte dell’unione nazionale che coordina le forze antimperialiste.

Villabate (Palermo), è ucciso il sindacalista Nunzio Sansone


19 febbraio: ucciso dai carabinieri, insieme a Salvatore Spinelli e Francesco Saporito, Salvatore Rizzo, uno dei capi della cosiddetta banda dei “niscemesi”. Rizzo aveva sostituito Concetto Gallo al comando dell’Evis, dopo la battaglia di San Mauro del 29 dicembre 1945.

 

20 febbraio: Taranto, inizia il processo a carico del sottotenente Calogero Lo Sardo, di 3 sottufficiali e 17 soldati ritenuti responsabili della strage di Palermo del 19 ottobre 1944, quando aprirono il fuoco sulla folla che manifestava pacificamente, uccidendo 26 persone e ferendone altre 158. Saranno prosciolti dopo tre giorni di dibattimento per sopraggiunta amnistia.

 

21 febbraio: un gruppo di “agenti democratici” invia alla Camera del lavoro di Genova un documento sulla condizione delle forze di polizia. Il documento in 14 punti richiede aumenti salariali, un trattamento più dignitoso, la possibilità di sposarsi a 25 anni e non a 28, assegnazione di case popolari e infine, che “all’agente di polizia civile che durante il servizio commette mancanze disciplinari non si debbono infliggere punizioni umilianti richiudendolo in camera di punizione”, ma va punito – scrivono gli estensori – con punti di demerito oppure con una percentuale di ritenuta sulla paga”.

Firmato il primo trattato d’emigrazione italo - argentino.

 

23 febbraio: Roma, il colonnello Giuseppe Massaioli, dell'Ufficio Informazioni dello Stato Maggiore Generale dirama ai centri di controspionaggio una circolare sull'organizzazione dello Schedario M, così descritto: "Nella riorganizzazione del Servizio assume un valore preminente l'impianto e la tenuta dello Schedario M", suo "scopo è di tenere in evidenza i nominativi delle persone classificate agenti accertati o sospetti di spionaggio". Il colonnello invita a "dare la precedenza agli agenti che operano a favore di servizi appartenenti a potenze dell'Europa centro-orientale".

 

24 febbraio: Bologna, riunione nazionale delle segreterie provinciali della FIOM per discutere della vertenza contrattuale che si sta per aprire. L’incontro è presieduto dal segretario generale della FIOM Giovanni Roveda.

 

25 febbraio: in occasione della giornata nazionale del contadino, lanciata dalla Confederterra e dalla CGIL, si svolgono manifestazioni in tutti i principali centri. A Roma la di polizia blocca la manifestazione organizzata dalla CGIL, schierando addirittura i mezzi corazzati.

Palermo, si svolge una manifestazione di contadini provenienti da tutta la Sicilia. Girolamo Li Causi, nel corso del comizio, afferma: “Per la prima volta nel nostro Paese i contadini si affermano come classe nazionale”.

Si riunisce la giunta esecutiva del Fronte dell’Uomo Qualunque. Nel corso della riunione, Vincenzo Tieri legge una “comunicazione” di Guglielmo Giannini, assente per malattia, nella quale si accusa Emilio Patrissi di aver agito d’intesa con Augusto Turati, ex segretario del Pnf, per minare l’unità del movimento.

 

26 febbraio: scarcerato, per effetto dell’amnistia, Ermanno Amicucci, già direttore durante la Rsi del Corriere della Sera.

 

27 febbraio: il Consiglio dei ministri proroga il blocco dei fitti fino al 31 dicembre.

Iniziano le trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

In agitazione i lavoratori delle assicurazioni per il rinnovo del contratto.

 

28 febbraio: sciopero bianco in Veneto e in Emilia dei lavoratori della Società Elettrica di Elettricità contro la cattiva gestione dell’azienda e la crisi energetica.

 

Febbraio: Bologna, il Prefetto, dietro sollecitazione della Camera del lavoro, chiede all’Associazione industriali di garantire 1.000 minestre al giorno, per tutto l’inverno, da distribuire tra i disoccupati.

 

Marzo: telegramma dell’ambasciatore Usa in Italia al Dipartimento di Stato: “esiste una li­nea di 2000 fascisti pronti a compiere stragi” (citato in Roberto Faenza, Il malaffare - pag. 369).

 

1 marzo: il criminale di guerra Karl Hass, già maggiore delle SS e tra i responsabili del massacro delle Fosse Ardeatine, è trasferito da un carcere americano a Roma, dove è stato contattato dal maggiore Leo Pagnotta che gli ha proposto di lavorare per il servizio segreto militare americano e per una base in Austria dove ha sede il comando del Cic (Counter Intelligenge Corp). Qui gli presentano il maggiore Joseph Luongo, che tiene i collegamenti tra il Cic e il ministero dell'Interno italiano, gli forniscono un falso passaporto italiano e lo fanno quindi rientrare a Roma per svolgere compiti informativi in favore degli americani. Nel corso di questa attività Hass entrerà in contatto con Ulderico Caputo, funzionario della Divisione affari riservati del ministero dell'interno. Soltanto nel 1998 Karl Hass sarà condannato all'ergastolo per il massacro delle Fosse Ardeatine.

Tel Aviv, militanti ebrei dell’Irgun (Izl), la formazione comandata da Menachem Begin, uccidono più di 20 militari britannici e ne feriscono altri 30, in diverse azioni terroristiche.

 

2 marzo: costituita l’Associazione partigiani cristiani (Apc). sotto la presidenza di Enrico Mattei. Al termine dei lavori è decisa la scissione dell’Anpi.

Washington, secondo una nota informativa del Dipartimento di Stato, il dirigente delle Acli Ferdinando Storchi deve gran parte del suo potere a monsignor Montini.

 

3 marzo: Roma, la Corte d’Assise condanna all’ergastolo due fascisti per collaborazionismo, Ubaldo Cipolla e Biagio Roddi.

 

4 marzoRoma, l’ambasciatore americano James Dunn informa il segretario di Stato che, a suo parere, la collaborazione fra Dc-Pci-Psi è ancora necessaria, almeno sino alle nuove elezioni politiche.

 

5 marzo: sciopero dei bancari per richiedere un premio extra in relazione al lavoro prestato in occasione dei prestiti alla ricostruzione.

 

5 marzo: William Clayton invia un memorandum al Segretario di Stato George Marshall nel quale afferma che “Gli Stati Uniti non potranno assumere la direzione del mondo, a meno che la popolazione degli Stati Uniti non subisca uno choc tale da appoggiarla”.

 

6 marzo: Washington, il presidente degli Stati Uniti, Harry Truman, in un suo discorso afferma: “Noi siamo i giganti del mondo economico e, la cosa piaccia o non piaccia, da noi dipenderanno le relazioni economiche dell’avvenire”.

 

7 marzo: Messina, durante lo sciopero generale contro il carovita e per aumenti salariali, i carabinieri caricano e uccidono gli operai Biagio Pellegrino e Giuseppe Maiorana e feriscono altri tre dimostranti.

 

9 – 15 marzo: Bologna, congresso provinciale della FIOM. Si riafferma “la necessità che il sindacato, al di sopra delle ideologie politiche e religiose, svolga una propria politica sindacale in difesa delle libertà, della democrazia e della Repubblica, per la salvaguardia degli interessi della classe lavoratrice e per l’attuazione di quelle rivendicazioni che sono alla base per il miglioramento delle attuali condizioni di vita dei lavoratori”.

 

10 marzo: Mosca, inizia la conferenza dei ministri degli Esteri di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e URSS per discutere il problema Germania. Lo stato di tensione esistente tra URSS e Stati Uniti impedirà che venga presa qualsiasi decisione significativa.

Napoli, nel corso di una manifestazione di mugnai contro la serrata dei mulini e dei pastifici, la polizia interviene aprendo il fuoco sui dimostranti.

Washington, i servizi strategici americani compilano un rapporto sui movimenti neofascisti operanti in clandestinità. “Quelli sotto elencati sono i movimenti più recenti di ispirazione reazionaria organizzati in Italia: 1) Partito nazionale popolare: finge di essere di sinistra, in realtà ha tendenze filo-monarchiche. Leader: il conte Battaglia. 2) Fronte moderato nazionale: nuovo nome della Lega antibolscevica. Sede a Milano in via Camperio con numerosi aderenti. Fondatore: l’avvocato Bianco Giovanni Pietro, ex membro dell’Uomo qualunque, intimo di Giannini. 3) Partito comunista indipendente di Paolo Orlando. Ha rapporti stretti con i due movimenti di cui sopra. Pur spacciandosi per organizzatore comunista è in realtà finanziato dalla destra e ha come compito l’inquinamento della propaganda comunista. Orlando è il fondatore della Spes socialista (Studi politici e sociali). Collabora con il Rome Daily American. 4) Partito della Giovane Italia, guidato dal generale Naboni, comprendente giovani di tendenze conservatrici, patrocinato da Francesco Saverio Nitti, dal generale Bencivenga e da Tito Zaniboni (ex socialista di destra). L’organizzazione ha sede a Roma in via dei due Macelli e pubblica il periodico Dio e popolo. In generale i neofascisti al nord sono diretti da un ex militare che opera sotto il nome di colonnello M. Il movimento che include il generale Mario Caracciolo, si ritiene essere legato intimamente a certi elementi della massoneria attraverso il generale Viggiani e Alessandro Piazzoni. La maggior parte dei neofascisti del nord Italia opera su scala minore fornendo agitatori locali e sporadici. Tre organizzazioni neofasciste formate di recente sono: la Concentrazione italiana fondata dal colonnello Pollini; la Lega italiana fondata da Augusto Turati, l’ex segretario del Partito fascista; il Partito fusionista italiano diretto dal settimanale di Bari Il Manifesto. Si segnala un ritorno all’attività della X Mas, corpo istituito ai tempi della Repubblica sociale, quantunque il suo leader, il principe Valerio Borghese, sia ancora sotto vigilanza. Il suo membro più attivo è Ezio Maria Gray, il giornalista fascista amnistiato di recente dal Tribunale speciale. Il gruppo è finanziato dal marchese Patrizzi, dal commendator Luce, da Tudini e Valenti, ingegneri edili”.

 

12 marzo: Washington, il presidente Truman pronuncia davanti al Congresso un discorso estrema­mente duro contro quella che definisce “la minaccia comunista” e sostiene che gli Usa de­vono pre­pararsi a intervenire ovunque contro l’azione “di minoranze interne” ovvero dei partiti comu­nisti, e le pressioni provenienti dall’esterno (dall’URSS). Questa impostazione strategica sarà chiamata dottrina Truman. il politologo statunitense, Walter Lippmann, per descrivere questa si­tuazione di conflitto strisciante e permanente tra blocchi contrapposti, conia il termine guerra fredda.

Roma, la Cassazione stabilisce che debba essere concessa l’amnistia a un capitano delle Brigate Nere che, dopo aver interrogato una partigiana, la consegnò “in segno di sfregio morale al ludibrio dei brigatisti che la possedettero bendata e con le mani legate”, perché ciò non costituisce sevizia ma “soltanto la massima offesa al pudore e all’onore di una donna”.

 

14 marzo: Roma, il Parlamento approva l’adesione dell’Italia agli accordi di Bretton Woods.

Milano, ucciso in un attentato Franco De Agazio, direttore della testata diffusa tra i reduci della Rsi Meridiano d’Italia. Il delitto non sembra avere avuto esiti giudiziari, ma testimonianze relativamente recenti ne attribuiscono la paternità a militanti della Volante rossa.

 

16 marzo: Roma, militanti comunisti e socialisti circondano il teatro Valle impedendo lo svolgimento di un dibattito organizzato dal Msi.

 

18 marzo: il Commissario governativo per i beni della disciolta Gioventù italiana del Littorio, Tortonese, emana una circolare con la quale invita i commissari locali a dare le colonie estive in gestione ad altri enti, indicato come Patronati  scolastici ed Enti locali ed assistenziali, questi ultimi in realtà riferiti alla sola Pontificia commissione di assistenza che inizia così ad impadronirsi dei beni della disciolta organizzazione giovanile fascista.

Roma, reduci partigiani assaltano l’ufficio di Guglielmo Giannini, in via Vittoria Colonna n. 1

 

19 marzo: la Procura generale presso la Corte di appello di Palermo applica l’amnistia a 183 imputati per l’attività dell’Evis e del Gris, inviando “alle Corti d’assise competenti secondo criteri territoriali i giudizi per fatti che non potevano rientrare nell’amnistia”; in modo da evitare che in un unico processo potessero emergere il disegno unitario dell’organizzazione separatista e, con esso, le responsabilità di vertice.

 

20 marzo: Roma, Harold Tittmann informa Washington che monsignor Tardini ha confidato al suo collaboratore Gowen che il Pci voterà a favore dei Patti lateranensi “per non entrare in antagonismo con i veri sentimenti del popolo italiano che è fortemente attaccato al Papa e alla Chiesa cattolica”.

Firenze, riprende le pubblicazioni il quotidiano La Nazione.

 

21 marzo: Washington, viene varato il programma per la lealtà dei dipendenti federali, che ha lo scopo di “proteggere lo Stato da infiltrazioni sovversive”.

Carlo Sforza, venuto a conoscenza che in ambienti americani si colloca Ivan Matteo Lombardo all’estrema sinistra del Psi, informa l’ambasciatore americano James Dunn dell’errore, assicurandogli che Lombardo “si appresta ad aderire al gruppo di Saragat al momento opportuno”. L’ambasciatore conclude il suo dispaccio informando il Dipartimento di stato che “il conte Sforza si augura pertanto che Lombardo possa ricevere una calorosa accoglienza e che non vi siano fraintendimenti sulla sua collocazione politica, nel corso del suo viaggio negli Stati Uniti”.

Milano, Franco De Agazio, direttore de Il Meridiano d’Italia  è ucciso dalla Volante rossa.

Roma, la Cassazione, nel ricorso Manferrino, sentenzi che “pugni e calci non costituiscono sevizie particolarmente efferate, seppure nel novero di queste potrebbero rientrare l’applicazione della corrente elettrica; ma ciò deve essere escluso quando non risultino le modalità dell‘applicazione (sua durata ed intensità della corrente) e la vittima non abbia mai lamentato conseguenze di detta applicazione”.

 

22 marzo: Washington, il Congresso americano approva una mozione presentata dal senatore Fulbright, presidente della commissione Esteri che afferma: ”Il Congresso degli Stati Uniti favorisce la creazione degli Stati Uniti d’Europa”.

 

24 marzo: Roma, John Adams, addetto ai problemi del lavoro dell’Ambasciata americana a Roma, offre una colazione di lavoro ai sindacalisti cattolici Giulio Pastore, Ferdinando Storchi e Paolo Bonomi, durante la quale i tre esprimono giudizi e forniscono notizie che saranno poi regolarmente trasmesse a Washington.

 

25 marzo: Roma, Palmiro Togliatti annuncia la decisione del Pci di votare a favore dell’articolo 7 della Costituzione (che riconosce la validità del Concordato fra Stato e Chiesa, firmato l’11 febbraio 1929 da Mussolini) che viene approvato con 359 voti favorevoli e 149 contrari.

 

26 marzo: il consiglio nazionale delle Acli muove dure critiche al Pci, accusandolo di “attentato nei riguardi dell’unità sindacale”.

Sul quotidiano democristianoIl Popolo, Iginio Giordani scrive: ”Votando a favore dei Patti i comunisti hanno concorso ad onorare Santa Chiesa: sono stati uomini della Provvidenza”.

 

27 marzo: l’Italia entra nella Banca Internazionale per la ricostruzione ed ottiene un credito di 300 milioni di dollari.

 

28 marzo: Gioia del Colle (Ba), dopo che provocatori pagati dagli agrari avevano incendiato la Camera del lavoro e la sede dell’Ufficio regionale del lavoro, esplode una rivolta che prende di mira le sedi della Dc, dell’Unione monarchica, degli agrari, del Dazio e quella dell’Uomo qualunque. Nel corso degli incidenti la folla uccide il qualunquista Matteo Resta che aveva in precedenza sparato durante un comizio di sinistra.

 

28 – 30 marzo: Palermo, si svolge il primo congresso regionale dei lavoratori della terra, presieduto da Ilio Bosi, segretario nazionale della Federterra.

 

29 marzo: Roma, Monsignor Montini, nel cuore della notte, informa l’Ambasciata americana a Roma che il giorno seguente i comunisti avrebbero fatto sopprimere da uomini propri travestiti da carabinieri, il “colonnello Valerio” (Walter Audisio) nel corso di un comizio per attribuire la responsabilità allo Stato e ai fascisti.


30 marzo: Palermo, si svolge una seconda manifestazione di contadini, provenienti da tutta la Sicilia. In Calabria, nella province di Catanzaro e Cosenza, migliaia di contadini procedono alla occupazione provvisoria delle terre incolte.

Rovigo, Palmiro Togliatti in un comizio spiega il voto favorevole del Pci all’inserimento del Concordato nella Costituzione: ”Nel partito della Dc vi erano deputati più o meno autorevo1i, i quali sinceramente mi hanno manifestato il desiderio che noi votassimo per l’art. 7. Essi dicevano: voi comunisti, votando per questo articolo, darete un contributo alla pacificazione del paese, all’unità della classe lavoratrice, unità che sta a cuore tanto a noi quanto a voi. Ma questo non era l’atteggiamento della direzione del partito democristiano. Abbiamo avuto l’impressione, ed io non voglio essere maligno, che essi avessero desiderio che noi respingessimo l’articolo. Abbiamo avuto l’impressione che molti avessero il desiderio di trovare il motivo per accusare il Partito comunista di essere il nemico della religione”.

Madagascar esplode la rivolta nazionalista, che viene stroncata nel sangue.

 

31 marzo: il direttivo della Cgil vota alla unanimità un ordine del giorno sul rinnovo della tregua salariale.

Roma, al teatro Valle si svolge il secondo congresso nazionale del Partito d’azione. L’assemblea capovolge la linea fino a quel momento espressa dal comitato centrale di una confluenza nel Psli, preferendo quella nel Psi. Si giunge, comunque, al termine, ad una mozione di compromesso fra le due parti. Il congresso si chiuderà il 2 aprile

Parma, assemblea provinciale dei rappresentanti delle Commissioni interne e delle Leghe. E’ approvato un ordine del giorno in cui si stigmatizza l’operato del governo – che ha sbloccato il prezzo dei generi alimentari di largo consumo – e impegna l’organizzazione sindacale ad assumere iniziative per calmierare i prezzi al consumo

 


Marzo: il console americano a Milano, Charles Bay, segnala che nella settimana dal 16 al 22 marzo “il quartiere generale comunista in Jugoslavia ha trasmesso numerosi messaggi alle forze insurrezionali del nord a mezzo stazione radio 4K centro 2z sintonia 14 ultracorte”.

 

Belgio, i comunisti sono estromessi dal governo.



 

1 aprile: le Camere del lavoro di Rimini e Cesena convocano presso il Prefetto i rappresentanti dei partiti e delle associazioni dei produttori per imporre l’inizio dei lavori pubblici e l’applicazione della legge che impone ai proprietari a ricostruire le case danneggiate dalla guerra. E’ chiesta l’immissione sul mercato di tutte le merci occultate dai grossisti e la creazione, immediata, di commissioni popolari per il controllo e il reperimento delle merci. Chiesta anche la diminuzione del 15 per cento dei prezzi dei generi di largo consumo, la parità degli assegni famigliari tra i lavoratori dell’industria e dell’agricoltura, ai quali doveva essere estesa l’indennità di contingenza, l’istituzione della carta annonaria preferenziale per i lavoratori dipendenti, la sospensione immediata dei licenziamenti negli Enti Locali, nonché una maggiore assegnazione di materie prime alla provincia.

 

Roma, l’ambasciatore americano invia un lungo dispaccio a Washington per giustificare l’allarmismo vaticano e ribadire che “la polizia italiana ha intercettato nuovi ordini da Mosca alle organizzazioni comuniste italiane affinché inizino immediatamente a fomentare disordini”.

 

Roma, il ministro dell’Agricoltura, Antonio Segni, propone un aumento del prezzo del pane di 25 lire, pari al 90 per cento.

 

4 aprile: Roma, monsignor Magyerec rettore del convento Illiricum di via Tomacelli ospita nu­me­rosi fuoriusciti ustascia, contemporaneamente l’arcivescovo di Zagabria, Stepinac, custodisce nella cattedrale il tesoro di Pavelic (36 casse d’oro).

 

5 aprile: Trieste, scoperta l’Organizzazione Cavana. Sono squadre d’azione fasciste che operano nel triestino sotto l’ombrello dell’irredentismo.

Negli stessi giorni si sta celebrando a Trieste il processo a Maria Pasquinelli per l’uccisione del governatore inglese di Pola. La corte alleata la condannerà a morte, con­danna poi commutata in pena detentiva. Maria Pasquinelli è una figura em­blematica. La sua attività comincia durante la Repubblica di Salò. Ex insegnante, fanatica e instan­cabile tessitrice di provocazioni e di rapporti tendenti a dividere la Resistenza e a costruire una linea d’azione comune, in chiave anticomunista, tra osovani e fascisti. In contatto - per sua ammissione durante il processo Borghese - fin dal novembre 1944 con Borghese che mette a più riprese a contatto con gli osovani. Mantiene stretti rapporti an­che con la Franchi alla quale consegna una relazione destinata al governo del Sud sulla situazione di Trieste. Collabora con Cino Boccazzi, ufficiale italiano paracadutato in mis­sione in Friuli e poi catturato dalla X Mas. Boccazzi è un altro personaggio inquietante. Una breve autobiografia lo definisce “medico, alpinista, accademico, partigiano dell’Osoppo, esplo­ratore e archeologo, dopo la guerra si e distinto come ufficiale paracadutista e coman­dante di bande (?). Ha partecipato alla rivolta d’Ungheria (dove operò anche Sogno ndr), alla guer­riglia in Ciad ed è in con­tatto con i movimenti di liberazione africani (..). Ma ritorniamo alla Pasquinelli. Le sue frequentazioni sono molto vaste. E’ accertato che frequentava il Co­mando generale del CLN di Milano e durante i suoi soggiorni era ospitata da Cinzia Soddu parente di Gastone Valente, Enea, uno dei comandanti osovani. Durante la sua deposi­zione al processo di Lucca per l’eccidio di Porzùs, dichiara:(…) per salvare la Venezia Giulia e il Friuli (..) Non importava che fossero le forze della RSI o forze che apparte­nessero alle formazioni partigiane. Bisognava formare un fronte unico al di sopra di ogni divergenza”. Posizione emblematica che corrisponde al progetto lanciato in grande stile dalle forze reazionarie, le quali, dietro il ri­chiamo nazionalistico, in realtà cercavano di iso­lare la sinistra e impedire che la Resistenza si trasformasse in un reale cambiamento so­ciale. Ma la Pasquinelli è inserita stabilmente anche nei quadri della Decima: “Maria Pa­squinelli, effettivamente, era un agente del servizio informazioni della Decima (…) Dopo aver consegnato l’ultimo plico a Lenzi, in divisa di ausiliaria della De­cima, Maria Pasquinelli raggiunse Milano sfuggendo alla cattura dei gendarmi di Reiner” (M. Nesi, Decima flottiglia nostra, Mursia pag. 106). Sorge spontaneo il sospetto che le sue fre­quentazioni del CLN milanese fossero direttamente ispirate e controllate da Borghese e rientrassero nella complicata partita che si stava giocando, su numerosi tavoli, sui confini orientali.

Maria Pasquinelli, inoltre, opera in stretto collegamento con Italo Sauro, figlio di Nazario e fiore all’occhiello di Salò a Trieste e con il federale di Udine Mario Cobai.

 

7 aprile: Palmiro Togliatti, parlando a Parma, fa riferimento ad un presunto esercito clandestino comunista, forte di 30.000 uomini, minacciando di usarlo contro il governo.

 

10 aprile: il direttivo della Cgil vota una mozione di appoggio alle rivendicazioni economiche di statali e parastatali con la riserva però che non comportino oneri tali da provocare dissesti finanziari.

 

11 aprile: Trieste, dopo la sentenza di condanna a morte, sono diffusi in tutta la città volantini tricolori inneggianti a Maria Pasquinelli: ”Dal pantano d’Italia è nato un fiore: Maria Pasquinelli”.

 

12 aprile: Petilia Policastro (Catanzaro), nel corso di una manifestazione di protesta, la polizia spara uccidendo Francesco Mascaro e Isabella Carvelli, e ferendo molti altri manifestanti.

 

14 aprile: Formia (Latina), nel corso dello sciopero generale per il lavoro, la polizia apre il fuoco sui dimostranti, ferendo tre operai.

Milano, tre neofascisti lanciano una bomba contro la Casa del popolo, in via Cerva.

Roma, il presidente della Confindustria, Angelo Costa, chiede ufficialmente ad Alcide De Gasperi la diminuzione della spesa statale, la liberalizzazione dei cambi, il mantenimento della scala mobile insieme alla fine del blocco dei licenziamenti e del monopolio statale del commercio estero.

Parigi, il generale Charles De Gaulle fonda il Rassemblement du peuple francais (RPF).


15 aprile : Roma, l'Assemblea Costituente approva l’art.21 della futura Costituzione che garantisce la libertà di diffusione del pensiero e di stampa ma viene restituita alle forze di polizia la facoltà di procedere al sequestro di giornali e periodici anche senza il preventivo consenso dell’autorità giudiziaria.

 

16 aprile: Roma, la Commissione d’inchiesta incaricata di far luce sulle accuse rivolte da Andrea Finocchiaro Aprile ai democristiani Campilli e Vanoni, li scagiona totalmente, grazie al voto del Pci. Togliatti, intervenendo in aula, si dice favorevole alle conclusioni assolutorie della Commissione, per non favorire una crisi di governo e il discredito della democrazia.

Piana dei Greci (Palermo), lanciate due bombe contro l’abitazione del consigliere comunale comunista, Giuseppe Macaluso.

Palermo, la Questura inoltra un rapporto sull’omicidio del sindacalista Curzio Miraglia, indicando fra i mandanti Parlapiano Vella Gaetano, fratello di un parlamentare, “pregiudicato, feudatario, ex confinato”.

 

16 – 18 aprile: Roma, la direzione nazionale del Pci, al termine dei suoi lavori, auspica tra l’altro la realizzazione di una politica a favore delle masse lavoratrici “condizionata dall’esistenza di normali e stabili rapporti tra capitale e lavoro”.

 

17 aprile: Roma, a seguito delle pressioni costanti di De Gasperi che appare “sconfortato” dalla pretesa del Pci di stare al governo e chiede maggiore sostegno da parte americana, il segretario di stato George Marshall chiede “quale intervento politico ed economico gli Stati Uniti possano intraprendere per rafforzare le forze democratiche filo americane, tenendo presente l’importanza vitale che l’Italia riveste per la politica statunitense nel Mediterraneo”.

Palermo, lanciate bombe contro alcune sezioni del Pci.

 

18 aprile: Palermo, il maresciallo dei carabinieri Giovanni Lo Bianco, in forza all’Ispettorato generale di polizia, ritira il porto d’armi nr.13647 intestato a Vito Ferreri, padre di Salvatore Ferreri, appartenente alla banda Giuliano e noto come Fra Diavolo, e glielo consegna personalmente.

Villalba (Caltanissetta), il democristiano Giuseppe Alessi, durante un comizio elettorale, afferma che “dietro l’illustre e onesto casato” di Calogero Vizzini, vi è tutta la Democrazia cristiana.

 

20 – 21 aprile: Sicilia, elezioni regionali. Il Blocco del popolo (Pci-Psi-Pd’a) ottiene 510.000 voti, 100.000 in più di quelli ottenuti dai 3 partiti il 2 giugno 1946, passando dal 21,5% al 30,4%; la Dc ottiene 364.000 voti, perdendone quasi 250.000 rispetto al 2 giugno 1946 e passando dal 33,6% al 20,5%.

 

21 aprile: Roma, si insedia il Comitato costituito per attuare gli accordi fra Confederterra e Lega per lo sviluppo e il potenziamento delle cooperative agricole.

Roma, l’ambasciatore americano Dunn segnala che, secondo quanto gli ha riferito Mario Scelba, “comunisti e socialisti fusionisti stanno organizzando dimostrazioni per l’indomani a Roma e a Napoli. Non è chiaro l’obiettivo, ma si ritiene che sia per occupare le sedi governative e amministrative (…).

 

22 aprile: la polizia carica manifestazioni di protesta per le drammatiche condizioni di vita a Roma, in Sicilia e Calabria.

 

24 aprile: Washington, una nota informativa dei servizi segreti americani riferisce che a Genova si stanno armando “25.000 uomini per il colpo di Stato”.

 

25 aprile: Washington, memorandum di Allen Dulles (futuro direttore della CIA) al Congresso: “Noi non possiamo ragionevolmente limitare la nostra reazione contro la strategia comunista nei casi in cui siamo invitati dal governo al potere. Dobbiamo essere noi a decidere quando, come e dove agire”.

Trieste, gli anglo-americani si avvalgono dell'organizzazione dei Krizari (crociati), composta da ex appartenenti al movimento ustascia, per provocare un'insurrezione contro il regime di Tito in Jugoslavia. Secondo un rapporto del Cic (Counter Intelligence Corps) statunitense di Trieste è prevista "una campagna di reclutamento patrocinata dagli alleati al fine di procacciare volontari per il movimento Krizari. Molti di questi volontari sono già stati portati in un campo di addestramento americano ad Udine o lì vicino, dove ricevono la preparazione necessaria e uniformi dell'esercito americano. Alla fine del loro addestramento vengono muniti di armi americane e portati in Austria, dai cui confini entrano in territorio jugoslavo".

 

27 aprile: Roma, firmato il contratto dei poligrafici. Siglato anche l’accordo per gli assicuratori che prevede fra l’altro la corresponsione della 14° mensilità.

Secondo le dichiarazioni rese successivamente da Antonio Genovese, è in questa data che Salvatore Giuliano riceve da Pasquale Sciortino una lettera: dopo averla letta e poibruciata, con un cerino dice agli altri presenti nella stanza che “è venuta l’ora della nostra liberazione (…) Bisogna fare una azione contro i comunisti, bisogna andare a sparare contro di loro a Portella delle Ginestre”.

 

28 aprile: Roma, in un discorso radiofonico, Alcide De Gasperi adombra la necessità di un cambiamento nell’area governativa non lesinando critiche a quanti, alleati, vengono meno alla solidarietà “nell’amministrazione dello Stato e nella legislazione della cosa pubblica”.


29 aprile: Potenza, una manifestazione contadina per il lavoro viene stroncata dalla polizia che, quando la folla tenta di occupare la prefettura, apre il fuoco uccidendo uno studente liceale e ferendo altri 14 dimostranti.

Roma, De Gasperi, in Consiglio dei ministri, sostiene che le forze di tre partiti da sole non bastano a governare il paese ma che è indispensabile richiedere la collaborazione del “quarto partito” rappresentato dagli esponenti del mondo economico e finanziario, non presente nelle competizioni elettorali ma “capace di paralizzare e rendere vano ogni nostro sforzo, organizzando il sabotaggio del prestito e la fuga dei capitali, l’aumento dei prezzi e le campagne scandalistiche”.

Roma, raggiunto l’accordo per la costituzione di una società per lo sfruttamento degli idrocarburi suddivisa fra la Edison, l’Agip e la società Metano. Enrico Mattei incontra Valerio (Edison) e Marchesano (Ras) per trattare l’acquisto o la privatizzazione delle ricerche di idrocarburi.

 

Aprile: Giulio Pastore sostituisce Rapelli alla guida della componente democristiana della CGIL.

 

1° maggio: Portella delle Ginestre, la banda di Salvatore Giuliano attacca la manifestazione sindacale uc­cidendo  7 persone e ferendone 33. Centinaia di contadini, braccianti, donne, bambini, si erano radunati per festeggiare il Primo Maggio e per ascoltare il comizio sindacale. La banda Giuliano spara sulla folla inerme compiendo uno dei più agghiaccianti episodi di terrorismo antisindacale. Il giorno successivo il Direttivo della CGIL, convocato d’urgenza, approva un documento nel quale, tra l’altro, si afferma: “L’eccidio è la conseguenza dei delitti perpetrati in Sicilia contro le organizzazioni sindacali – delitti rimasti per la maggior parte ancora impuniti – e della volontà dei latifondisti siciliani di soffocare nel sangue l’organizzazione dei lavoratori”. Il giorno 3, sabato, la CGIL proclama uno sciopero nazionale di protesta

Era stata la madre di Giuliano, Maria Lombardo, a consegnare il 28 aprile la lettera con le istruzioni al genero Pasquale Sciortino.

In quello stesso periodo al luogotenente di Giuliano, Gaspare Pisciotta, è conse­gnata una speciale tessera, rilasciata dall’ispettore generale di PS Messana, che gli per­mette di circolare indisturbato. Pisciotta, come del resto Giuliano, manterrà gli stessi rap­porti anche con il sostituto di Messana, Ciro Versiani (già custode di Mussolini sul Gran Sasso, capo zona dell’OVRA e aderente alla RSI, ndr), con il colonnello dei carabinieri Luca e con il capitano Parenze. All’indomani della strage di Bellolampo (sette carabinieri uccisi) ci fu un banchetto a cui partecipò – oltre a Giuliano, Pisciotta e alcuni capomafia – anche Verdiani. L’ispettore scriveva al bandito, come risulterà da alcune lettere esibire durante il processo per la strage di Portella, chiamandolo confidenzialmente "Caro Salvatore". Si dette da fare per orga­nizzare la produzione di un film con Giuliano protagonista. Anche dopo la soppressione dell’Ispettorato e la costituzione del CFRB, Verdiani continuò a frequentare Giuliano, aiu­tandolo in più occasioni a sfuggire alla cattura. A sua volta il colonnello Luca concesse a Pi­sciotta due tesserini di libera circolazione e che gli permettevano di ottenere il cosiddetto certificato di benemerenza. Dopo l’uccisione di Giuliano, Luca gli offrì un passaporto, mentre il capitano Parenze lo ospitò nella sua abitazione a Palermo (cfr Lelio Basso, Il colpo di stato di De Gasperi, sentenza per il processo di Viterbo per la strage di Portella delle Ginestre). Tutti gli ufficiali dei carabinieri e i funzionari di polizia che protessero la banda Giuliano vennero promossi. Messana era stato denunciato, ma la denuncia sparì misteriosamente. Verdiani, che co­nosceva tutti i retroscena, sembra che sia morto come Pisciotta, avvelenato con la stric­nina, ma non si volle eseguire l’autopsia e la sua morte rimarrà uno dei tanti misteri non risolti della nostra storia.

Sulle vicende della banda Giuliano è interessante un passo della deposizione di Pisciotta al processo di Viterbo, resa il 14 maggio 1951:(…) finito il separatismo io credevo che tutto fosse finito, ma ci si sono messi la DC e la monarchia che sono riusciti ancora a in­gaggiare Giuliano a lottare per loro. Il partito monarchico e la DC ci avevano promesso che se avessimo vinto le elezioni saremmo stati liberi, in caso contrario avremmo potuto espatriare in Brasile nella tenuta del principe Alliata. (…) Comunque coloro che ci hanno fatto le promesse si chiamano così: Bernardo Mattarella, il principe Alliata, l’onorevole mo­narchico Marchesano e anche il signor Scelba. I primi tre si servivano dell’onorevole Cusumano Geloso come ambasciatore. Furono Marchesano, il principe Alliata e Bernardo Mattarella a ordinare la strage di Portella della Ginestra. Prima della strage i tre si sono in­contrati con Giuliano (…). I tre vennero assolti in istruttoria con una sentenza colma di dubbi. Cusumano Geloso è deceduto pure lui in circostanze misteriose e si è avanzato il dubbio che si sia trattato dell’ennesimo avvelenamento con stricnina.

Alla strage presero parte anche altre spie dei carabinieri e pure loro morirono in circo­stanze molto dubbie: i fratelli Pianelli (informatori del capitano Paolantoni) e Ferreri, uno dei banditi siciliani più sanguinari, già tristemente noto ancor prima di unirsi a Giuliano e informatore dell’Ispettore generale di pubblica sicurezza.

San Giovanni in Fiore (Cosenza), il segretario della Federterra, Domenico Iaquinta, nel corso della manifestazione dei lavoratori, afferma: “E’ ora di finirla con questo stato di miseria: i lavoratori sangiovanesi vogliono che le autorità locali di polizia segnalino a chi di competenza il loro sdegno per le promesse mancate. Le chiacchiere non riempiono la pancia; e se ci vedremo canzonati e le nostre richieste rimarranno senza esito, noi agiremo come il bisogno e la fame ci farà agire. Invece di mandare carabinieri per fermare i contadini che invadono le terre per lavorare e produrre, mandino dei concimi e degli attrezzi di lavoro, che ci guadagnerà tutto il paese”.

Washington, il segretario di Stato George Marshall invita De Gasperi ad estromettere le sinistre dal go­verno.

Brasile, il governo dichiara fuorilegge il Partito comunista e rompe le relazioni diplomatiche con l’URSS.

Bulgaria, il governo avvia i provvedimenti per la nazionalizzazione di banche e industrie.

 

2 maggio: Roma, l’ambasciatore americano in Italia ammette che il maggiore Corso, in forza al G-2 (branca dei servizi Usa), si era posto a “guidare bande neofasciste”, anche se pubblicamente, a seguito di attacchi da parte del quotidiano comunista l’Unità, rettificherà parzialmente affermando che il maggiore era caduto “involontariamente” nella rete neofascista.

Roma, Attilio Piccioni scrive ad Alcide De Gasperi: ”Mi si segnala che l’onorevole Cerreti ha intenzione di far distribuire il pacco viveri gratuito, destinato ai pensionati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale ed ai grandi invalidi, e forse ai funzionari e pensionati dello stato, tramite le Camere del lavoro. Sarà opportuno quindi che tu intervenga tempestivamente perché tale distribuzione venga affidata esclusivamente agli organi provinciali dell’alimentazione, cioè alla Sepral, e non ad altre organizzazioni e tanto meno a quelle aventi più o meno colorazione politica”.

Roma, l’ambasciatore James Dunn risponde alla nota inviatagli il 1° maggio dal segretario di Stato, George Marshall: ”Io sono convinto che nessun miglioramento delle condizioni di qui può avvenire con un governo composto come quello attuale. I comunisti, che sono rappresentati nel gabinetto da un gruppo di uomini di secondo piano, fanno tutto il possibile, al di dentro e al di fuori del governo, per provocare l’inflazione ed il caos economico (...) Io dubito che si possa prendere qualsiasi misura efficace per migliorare la situazione fino a quando i comunisti partecipano al governo. Il Partito comunista, è ovvio, combatterebbe duramente qualsiasi tentativo di formare un governo senza la sua partecipazione, ma non credo che sia troppo tardi per un governo di questo tipo (...) Il programma moderato e ingannevole del Partito comunista è apparso ragionevole a gran parte dei lavoratori italiani. Ma se queste stesse persone capissero che il successo del comunismo in Italia significherebbe una rottura dei rapporti con gli Stati uniti, io sono sicuro che la grande maggioranza tra di loro rigetterebbe le aperture comuniste (…)  La nostra abitudine di trattenerci dall’esprimere le nostre opinioni in campo ideologico ha completamente avvantaggiato la controparte, che non ha esitato ad usarne ed abusarne (…) Riguardo alla crescita del comunismo, abbiamo assunto un ruolo passivo agli occhi degli italiani. Il vigore e l’energia del movimento comunista in Italia, in particolare l’efficienza organizzativa e propagandistica, e la sua penetrazione nei governi locali che gli assicura una forte influenza in zone di grande importanza per quanto riguarda la distribuzione del lavoro, hanno contribuito ad alimentare l’opinione, e in molti casi la paura, tra gli italiani, che il carrozzone comunista non sia seriamente contrastato dagli Usa. L’ambasciata riceve continuamente lettere di persone che invitano gli Usa a prendere una posizione (...)

 

3 maggio: sciopero generale in tutta Italia, per protesta contro l’eccidio di Portella delle Ginestre. Essendo sabato, lo sciopero dura poche ore ed è essenzialmente simbolico.

 

5 maggio: Roma, Alcide De Gasperi, conversando con un gruppo di giornalisti, nega decisamente la possibilità di dimissioni del governo perché in questi momenti, dice, “una crisi di governo sarebbe un pericolo e un lusso”.

 

7 maggio :Roma,  il Consiglio dei ministri accoglie parzialmente le rivendicazioni degli statali, cui è concesso un aumento lordo del 15%, e ritocca leggermente gli assegni familiari dei lavoratori agricoli.

Henry Tasca, rappresentante economico in Italia del presidente Truman, attribuisce in un suo rapporto il caos in cui si dibatte l’Italia all’incompetenza dei governanti.

 

8 maggio: il capitano dell'esercito - e ufficiale dei servizi - degli Stati Uniti Michael Stern, accompagnato dall'autista Wilson Morris, incontra sulle colline di Montelepre il bandito Salvatore Giuliano, presso il quale si trattiene alcuni giorni. Quindi rientra a Roma con un messaggio che Giuliano ha indirizzato al presidente nordamericano Harry Truman e in cui ha scritto tra l'altro di essere da sempre un "annessionista" della Sicilia agli Stati Uniti "perché in ottantasei anni di unità nazionale, o meglio di schiavismo dell'Italia, non siamo stati che sfruttati, trattati come una vile colonia asservita al capitalismo del continente italiano". Poi Giuliano precisa: "La cosa di cui essenzialmente abbisognamo è anzitutto il vostro grandioso e potente appoggio morale", in quanto "si è già costituito in Sicilia il fronte antibolscevico. Non potevamo restare indifferenti di fronte al dilagare della canea rossa". Stern vive a Roma con la copertura di giornalista, l'accredito in questo senso è stato sollecitato al ministero degli esteri da Gene Caprio, addetto all'ambasciata Usa di Roma. Trascorsa qualche settimana un gregario della banda di Giuliano sarà arrestato a Roma con una lettera per Stern in cui Giuliano chiede "armi pesanti".

 

9 maggio: Palermo, il ministro degli Interni Mario Scelba incontra i vertici della polizia e il cardinale Ruffini. In un’intervista al giornale democristiano Sicilia del popolo, Scelba definisce la strage di Portella delle ginestre come “un episodio fortunatamente circoscritto, maturato in una zona fortunatamente ristretta le cui condizioni sono assolutamente singolari”.

Nelle campagne di Partinico (Palermo), è ritrovato il corpo del contadino Michelangelo Salvia, attivista della camera del lavoro, ucciso con colpi di arma da fuoco probabilmente da mafiosi del luogo.

 

10 maggio: Palermo, Domenico Coglitore sostituisce Messana alla guida dell’ispettorato. Comincia un valzer di nomine. A Coglitore succe­deranno Giuseppe Modica, Francesco Spanò e infine Ciro Ver­diani.

 

11 – 13 maggio: Bologna, secondo congresso provinciale della Camera del lavoro. La mozione finale riafferma “l’inderogabile necessità di potenziare e rinsaldare l’unità e la solidarietà tra tutti i lavoratori”.

 

12 maggio: Milano, arrestato Franco Maria Servello, successore di Franco De Agazio, assassinato due mesi prima, alla direzione del Meridiano d’Italia. E’ indicato come uno dei riorganizza­tori dei movimenti neofascisti in Lombardia. Al giornale collabora Giorgio Pini, già direttore del Resto del Carlino e sottosegretario agli Interni della repubblica di Salò, arrestato il giorno prima a Roma du­rante una rissa per una manifestazione del MSI al cinema Volturno.

Al momento della morte (21 marzo) nelle tasche di De Agazio viene trovata una lettera firmata da Giorgio Almirante: (…) a nome del Movimento, ti prego di una missione ur­gente e importante. Abbiamo avuto notizia sicura che il cardinale Fossati di Torino ha con­vocato parecchie persone e personalità allo scopo di addivenire in Piemonte alla fonda­zione di squadre di resistenza anticomunista (…) andare a Torino, possibilmente con altra persona di tua fiducia, di farti ad ogni costo ricevere dal Fossati e di prospettargli la possi­bilità che il MSI collabori con lui. Gli puoi anche dire (…) che i gesuiti di qua ci conoscono, ci approvano e ci appoggiano. (…) Non ci siamo rivolti al nostro incaricato di Torino perché la cosa è troppo delicata e interessante. Vedi tu con il tuo diplomatico tatto il modo mi­gliore per portarla in porto (…)” (La lettera, datata 1° febbraio 1947, è riportata sul numero 6 di Pensiero Na­zionale del 1-15 aprile 1952).

Ma l’omicidio di De Agazio ha dei risvolti inquietanti e mai chiariti. Viene infatti avanzata una stretta relazione tra l’omicidio e il siluramento del Procuratore militare, generale Zin­gales. Tra gli accusati dell’omicidio c’è Dionisio Gambauto (Nicola), già implicato nell’omicidio di Luigi Canali (Capitan Neri), il quale verrà assolto con formula dubitativa. Sullo sfondo si profila la vicenda dell’oro di Dongo: Canali era capo di Stato maggiore della 52a Bgt Garibaldi comandata da Luigi Bellini delle Stelle (è il comandante che prende in consegna, con la sua formazione, Mussolini a Dongo) e si sospetta che il vero destinatario dell’omicidio non fosse De Agazio, ma Urbano Lazzaro (Bill), commissario della 52a. Laz­zaro è uno dei pochi che ha visto e contabilizzato il tesoro sequestrato a Mussolini e ai ge­rarchi in fuga.

Tra coloro che indagano sull’oro di Dongo troviamo anche una vecchia conoscenza dei servizi americani: Max Corvo. Attorno a questa vicenda si profilano altri strani personaggi: Aimone Canape, ex cameriere dell’albergo Dongo e, dopo la Liberazione comproprietario di due avviati esercizi pubblici a Bologna e Rimini; Loredana Gubellini (di Medolla, Modena) e Emilia Rossi (di Montecatini). Le due donne accompagnavano, su una Fiat 2800, il capitano della marina tedesca Kummel e il tenente Hess nella fuga verso la Svizzera.

 

13 maggio: dimissioni di De Gasperi.

 

14 maggio: Washington, l’ambasciatore Alberto Tarchiani è ricevuto da Truman che garantisce l’appoggio degli Stati Uniti a un governo presieduto da De Gasperi e senza i comunisti.

 

15 maggio: esce a Roma il primo numero del periodico Il Pensiero Nazionale, fondato e diretto da Stanis Ruinas. Sia Ruinas che molte delle firme del giornale (Emilio Canevari, Ferruccio Ferrini, Lando Dell'Amico, Enzo Giudici, Ruggero Ravenna, Camillo Benevento) hanno un passato nel fascismo di Mussolini e della Rsi (Repubblica Sociale Italiana) e un presente nel Msi (Movimento Sociale Italiano), ma intendono collegarsi con i socialisti e soprattutto con i comunisti che Ruinas vede come gli unici eredi possibili di una rivoluzione che il fascismo non aveva saputo o voluto fare. Ruinas si definisce "un fascista di sinistra", il gruppo che si raccoglie attorno al periodico sarà chiamato "fascista rosso". L'iniziativa editoriale e politica ha margini di ambiguità. Difende per esempio Rodolfo Graziani e Junio Valerio Borghese, definendoli rispettivamente "il soldato più ferito d'Italia" e "il marinaio più decorato d'Europa". Stanis Ruinas si chiama in realtà Giovanni Antonio De Rosas.

Roma, l’onorevole Giulio Cerreti, comunista, Alto commissario per l’alimentazione invia una lettera a De Gasperi per protestare contro l’aumento del prezzo del pane deciso nel Consiglio dei ministri

 

17 maggio: Parma, secondo congresso provinciale della Camera del Lavoro. Dante Gorreri sostituisce Iliaruzzi alla guida dell’organizzazione camerale

 

21 maggio: Gaspare Pisciotta, membro della banda di Salvatore Giuliano, riceve una tessera-lasciapassare rilasciatagli dal capo dell'Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza per la Sicilia Ettore Messana. Il documento, intestato a un inesistente Giuseppe Faraci, gli viene consegnato dal bandito Salvatore Ferreri detto Fra Diavolo latitante e confidente di Messana.

 

26 maggio: Rimini, la locale Associazioni costruttori edili esce dall’organizzazione provinciale pur di non riconoscere gli accordi siglati il 18 gennaio e il 17 maggio. Solo il 10 agosto i costruttori riminesi, in seguito all’intervento del Prefetto, riconosceranno gli accordi già sottoscritti.

 

30 maggio: rinnovata per altri sei mesi la tregua salariale

 

31 maggio: quarto governo De Gasperi composto da DC, PRI, PSLI, PLI e indipendenti. Scelba ministro dell’Interno, Sforza agli Esteri, Mario Cingolani (Dc) alla Difesa. Giulio Andreotti sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Pacciardi e Saragat vice presidenti del consiglio. E’ un quadripartito Dc, Pli, Psli, Pri.

 

31 maggio – 2 giugno: Bologna, festa popolare ai Giardini Margherita per festeggiare il primo anno di vita della Repubblica.

 

Maggio: Roma, firmato il contratto nazionale dei poligrafici.

Palermo, la mafia italo-americana tenta una mediazione tra le famiglie dei Greco, inviando a Palermo il boss Joe Profaci.

 

1 – 7 giugno: Firenze, I Congresso nazionale della CGIL (https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/cgil/1-congresso-cgil). Si svolge in clima molto teso dopo la chiusura della crisi e l’estromissione dei comunisti dal governo. I toni della relazione e delle conclusioni di Di Vittorio sono concilianti: deplora la concorrenza delle ACLI al sindacato, ammettendo però che non esisteva incompatibilità tra l’appartenenza alle ACLI e alla CGIL; critica la decisione della DC di costituire la Confederazione dei Coltivatori diretti al di fuori della sfera del sindacato e propone la modifica dell’articolo 9 dello Statuto (quello che consentiva il ricorso agli scioperi politici) in modo da renderlo accetto anche alla componente democristiana. Ma, nonostante i toni usati da Di Vittorio, tra i delegati di sinistra e quelli cattolici le polemiche sono molto forti.

Giuseppe Di Vittorio è confermato alla guida della CGIL, affiancato da tre segretari generali: il socialista Ferdinando Santi, il comunista Renato Bitossi e il democristiano Giulio Pastore.

 

3 giugno: il governo britannico annuncia un nuovo piano per l’indipendenza dell’India che prevede la costituzione di uno Stato musulmano indipendente (l’attuale Pakistan). Il piano è approvato sia dalla Lega che dal Partito del Congresso.

 

5 giugno: Washington, il Segretario di Stato americano George Marshall annuncia il varo di un piano di aiuti per la stabilizzazione politica ed economica dell’Europa (Piano Marshall). L’iniziativa si inquadra nella strategia de­finita dalla dottrina Truman. In realtà il governo americano reagisce alla crisi economica (produzione scesa del 30% e 8 milioni di disoccupati) elaborando una politica di espan­sione economica in Europa che assumerà la definizione umanitaria di European Recovery Program, altrimenti detto Piano Marshall e che sarà garantito dal prelievo del 10% del pro­dotto lordo dei paesi aderenti. L’intensa domanda dei paesi distrutti dalla guerra di beni ormai reperibili solo in Usa determinerà la ripresa dell’occupazione, della produzione e del potere d’acquisto statunitense e segnerà l’avvio della corsa americana al massimo benes­sere. I giornali sintetiz­zano in questo modo gli scopi dell’operazione: “L’aiuto all’Europa ri­lancerà il commercio e darà una mano al profitto di milioni di uomini d’affari in tutto l’occidente”. Per consolidare il dominio dei mercati europei, il presidente Truman, “con l’atomica in tasca”, dà l’avvio ad una politica di progressiva rottura con l’Unione Sovietica. Questa rottura sarà la causa di una violenta spinta reazionaria in tutta l’Europa, organiz­zata e consigliata dai servizi segreti statunitensi a profitto “di milioni di uomini d’affari”.

 

7 giugno: Messina, durante una manifestazione contro la disoccupazione, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo Ludovico Maiorana, Antonio Pellegrini e Carlo Rocco.

 

7 – 16 giugno: Imola, sciopero dopo il fallimento delle trattative per il rinnovo del contratto dei braccianti. Le rivendicazioni dei 4.200 braccianti imolesi sono l’equiparazione dei salari a quelli degli operai dell’industria, il raddoppio degli assegni famigliari, l’imponibile di manodopera, le otto ore giornaliere. La vertenza si concluderà positivamente con la firma di un contratto avanzato.

 

Giugno: Bologna, agitazione alla Buini & Grandi per l’ottenimento di copertoni da bicicletta e il pagamento del premio della Repubblica.

 

9 giugno: Ravenna, gli agricoltori oppongono molte resistenze all’applicazione degli accordi pattuiti. I capilega dei braccianti e mezzadrili della provincia, riuniti in assemblea nella sede della  Confederterra, decidono di procedere nell’applicazione del Lodo De Gasperi. Il 24 giugno, sotto la pressione delle proteste contadine, il governo emana un nuovo arbitrato noto come Tregua mezzadrile, che disponeva il riparto dei prodotti al 53% per i mezzadri, il 47% per i proprietari di cui il 4% per lavori di migliorie fondiaria. I mezzadri ravennati tentano, nei mesi successivi, di applicare la tregua a tutti i contratti mezzadrili della provincia e lottano contro i proprietari inadempienti.

 

10 giugno: una relazione riservata è inviata dall'Ufficio distaccato Zone di Confine di Venezia al responsabile per la Venezia Giulia presso la presidenza del Consiglio. In essa viene riportato l'esito di una serie di incontri con i rappresentanti delle attività culturali, educative e sportive nonché con esponenti della vita politica di Trieste e di altri centri giuliani. Si segnala tra l'altro: "L'attività del Partito Comunista Italiano, la presenza di quinte colonne slavo-comuniste, lo schieramento di formazioni garibaldine con le stelle rosse costituiscono seri motivi di preoccupazione per il confine orientale. Per fronteggiare la situazione occorrerà potenziare quelle formazioni italiane che si sono assunte il compito della difesa della frontiera, fra cui il Terzo Corpo Volontari della Libertà, l'Organizzazione Difensiva Italiana, l'Organizzazione Osoppo, con contributi sensibili non inferiori al mezzo milione per le spese organizzative e d'inquadramento degli elementi volontari".

Presso la Corte di assise di Roma si apre il secondo processo a carico dei responsabili dell’assassinio dei Rosselli. La sentenza ribadisce la responsabilità di Anfuso ed Emanuele e condanna a sette anni Navale

 

11 giugno: il massone George Bushnell, sovrano gran commendatore della Giurisdizione nord degli Stati Uniti d'America, concede la patente di riconoscimento alla massoneria del Grande Oriente d'Italia. Artefice dell'operazione è soprattutto l'italo-americano Frank Gigliotti, già agente dell'Oss (Office of Strategic Service) e poi della Cia (Central Intelligence Agency), tramite Publio Cortini, industriale romano nonché gran tesoriere e incaricato delle "relazioni estere" del Grande Oriente.

 

15 – 17 giugno: Reggio Emilia, II Congresso nazionale della Lega delle cooperative.

 

22 giugno: Partinico (Palermo) alle 22 la sede del Pci è attaccata con raffiche di mitra, lancio di bombe a mano e di materiale incendiario. L'azione criminale provoca due morti e quattro feriti. Nei dintorni è diffuso un "appello ai siciliani", firmato da Salvatore Giuliano, perché partecipino alla "lotta antibolscevica". E' il primo di sei attentati che saranno compiuti contro sedi del Pci nell'arco di circa sei ore. Verso le 22 è assalita a colpi d’arma da fuoco e di bombe a mano la sezione del PCI di San Giuseppe Iato. Una donna resta ferita. Successivamente tocca alla sezione di Carini. Poi a quella di Borgetto dove gli assalitori si mascherano indossando divise dei carabinieri. Alle 2.15 è incendiata la porta della sezione di Monreale. Infine, alle 3.45 un ordigno è lanciato contro la sede del PCI di Cinisi. E' il sesto ed ultimo degli attentati compiuti contro sedi del Pci nell'arco di circa sei ore. Partecipano agli attacchi: Pasquale Sciortino, Rosario Candela, Giuseppe Cucinella, Francesco Mannino, Antonio Terranova, Nunzio Badalamenti, Giuseppe Passatempo.

 

23 giugno: Washington, approvata la legge Taft-Hartley che limita le libertà sindacali.

 

24 giugno: sciopero generale nazionale di mezz’ora in solidarietà con i lavoratori e i sindacalisti siciliani fatti oggetto di continue violenze da parte di bande armate.

Roma, stipulato il Patto di tregua mezzadrile per la durata di un anno. Prevede che, a fronte della cessazione delle agitazioni, venga concesso al colono il 3 per cento del prodotto vendibile, da prelevarsi sulla parte spettante al concedente e di un ulteriore 4 per cento da destinarsi a opere di miglioria.

 

27 giugno: il capitano dei carabinieri, Giallombardo, ucci­de nella caserma di Alcamo il bandito Ferreri, noto come fra Diavolo, braccio sinistro di Giuliano, al servizio di Vincen­zo Rimi, capofamiglia di Alcamo, e informatore dell’ispettore genera­le Messana, il quale sarà sollevato dall'incarico un paio di settimane dopo.


Estate: Finale Emilia, (MO), nasce la prima esperienza dei collettivi agricoli dei braccianti su terreni stralciati o condotti in compartecipazione. Questa esperienza si sviluppa negli anni successivi in tutta la bassa modenese, unitamente alle cooperative di compartecipazione collettiva. Nel 1950 sono attive 27 cooperative e 45 collettivi.



1947: 1 luglio - 31 dicembre

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