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1946: 1 gennaio - 30 giugno

1946: 1 ottobre - 31 dicembre


Il sindacato e le commissioni interne spinte da nascenti Comitati di Agitazione (liberamente formatisi tra i lavoratori) impone a Pizzorno (segretario FIOM) di dichiarare che la situazione è molto grave e che occorre prendere una posizione netta. Le Commissioni interne danno le dimissioni perché non riescono a frenare gli operai. Gli operai non vogliono che gli industriali siano dei padroni, ma datori di lavoro. Inoltre Pizzorno denuncia il sabotaggio dell’incremento industriale e la minaccia che gli operai agiscano per conto proprio. Perciò chiede che si faccia una grande dimostrazione che dia la sensazione della forza dei lavoratori.

Genova
, Novellini (della Commissione interna dell’
Ansaldo) afferma che le richieste presentate al prefetto non furono fatte a caso o per semplice capriccio, ma che pervennero da 30.000 operai e che le Commissioni interne altro non sono che l’espressione delle masse. Egli fa notare del resto, che il costo della vita sta troppo aumentando e che del resto detti aumenti erano venuti ancora prima del concesso adeguamento salariale. L’oratore  fa quindi notare che gli operai sono disposti a fare dei sacrifici come viene loro richiesto ma desiderano essere equiparati ai lavoratori dell’Italia del Sud. Del resto essi non rivendicano affatto delle sproporzionalità (sic) ma semplicemente i loro diritti

Ravenna, tra la fine del 1945 e i primi mesi del 1946 i braccianti ravennati formano i Collettivi agricoli. La CGIL ne ottiene il riconoscimento contrattuale: i proprietari non trattano più con i singoli lavoratori, ma con il collettivo, il quale poi decide la distribuzione del lavoro.

Genovala San Giorgio principale impresa industriale privata genovese, è rilevata dall'Iri

Promulgati i nuovi Statuti dell'Azione Cattolica. Accanto all'associazione di massa nascono molteplici associazioni specializzate, perché aiutino gli aderenti all'AC ad affrontare con maggiore competenza i vari aspetti della nuova società pluralista. In questo processo nascono la Gioventù Studentesca (GS), la Gioventù Operaia (GIOC), rinascono le Associazioni scoutistiche (ASCI) e vengono promosse le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (ACLI). 
Il periodo che si apre con la Liberazione e le successive elezioni per la Costituente, nel 1946, vede un coinvolgimento quasi diretto dell'AC nelle competizioni elettorali e, più in generale, nel dibattito politico.




Gennaio - giugno: il contributo internazionale UNRRA di 435 milioni di dollari rappresenta il primo soccorso al Paese stremato da vent’anni di dittatura fascista e dalla guerra, ma è insufficiente a consolidare la prospettiva della ricostruzione e del riassetto dell’apparato industriale e della struttura economica nazionale

 

Gennaio: India, ondata di scioperi e agitazioni contadine.

Roma, si formano gruppi organizzati di fascisti pronti “all‘azione diretta”. Il più impor­tante sarà il FAR, fondato nei mesi successivi da Pino Romualdi, Giorgio Almirante, Clemente Graziani, Julius Evola e Pino Rauti.

Nello stesso periodo sono scoperti gruppi di fascisti attivi in varie città: a Reggio Emilia sono arrestate 14 persone coinvolte nelle attività delle SAM. A Savona è scoperto il GAB (Gruppo Autonomo Barracu), anche questo legato alle SAM: 21 arresti. Sempre per l’attività delle SAM sono arrestate numerose persone a Mira (VE), a Lecco ed a Este (PD). A Padova è scoperta una vasta rete neofascista e sono compiuti molti arresti. A Torino viene alla luce il CUS (Corpo volontari Savoia), organizzazione clandestina monarchica.

 

1° gennaio: Giappone, l’imperatore Hirohito nega il carattere sacro della propria persona. Contemporaneamente gli alleati iniziano l’epurazione. Sono rimossi 28.000 funzionari.

I tenenti colonnelli Luigi Olivieri, Prospero Del Din e Antonio Specogna, già comandanti della brigata partigiana Osoppo - Friuli, ricostituiscono la brigata Osoppo e ne informano il capo di Stato Maggiore dell'esercito generale Luigi Cadorna, che accoglie favorevolmente l'iniziativa. Per stabilire un collegamento segreto, qualche mese dopo lo Stato Maggiore costituisce a Udine una struttura apposita sotto il nome di copertura Ufficio Monografie del V Comiliter. Comandante della nuova formazione è Olivieri, al quale subentrerà Specogna.

Milano, militanti della Volante rossa feriscono gravemente con una raffica di mitra al torace e alle gambe, nella sua abitazione di via Pomposa, Giulio Vaiani, reduce della Rsi, rilasciato da poco tempo dal campo di concentramento di Coltano.

 

3 gennaio: Roma, varata la legge elettorale per le elezioni comunali e provinciali che contempera sistema proporzionale e sistema maggioritario.

 

5 gennaio: Roma, Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, si incontra con l’ammiraglio Ellery Stone, capo della Commissione alleata di controllo. Nel riassunto del colloquio depositato presso il Dipartimento di stato americano, si rileva che l’esponente democristiano si dichiara favorevole alla limitazione dei poteri dell’Assemblea costituente ma, afferma, sarà improbabile che il governo accetti di cambiare il decreto legge n.151, stante la presenza in esso di Palmiro Togliatti e Pietro Nenni. De Gasperi, pertanto, suggerisce a Stone che siano gli alleati ad imporre tali limitazioni al governo italiano sulla base del Trattato di Mosca dell’ottobre 1943 e gliene concede il diritto. L’ammiraglio Stone si impegna, quindi, ad inviargli una lettera ufficiale sulla questione istituzionale: “E’ inteso che De Gasperi si servirà di questa lettera per forzare la situazione in una prossima riunione del Gabinetto”.

 

6 gennaio: si conclude a Roma il V congresso del PCI. Sono presenti 2000 delegati in rappresentanza di 1.500.000 iscritti. Togliatti delinea i principi ai quali deve attenersi la co­struzione del partito nuovo. Il massimo impegno dovrà andare alla fondazione di un si­stema democratico e repubblicano basato su una Costituzione dai contenuti molto innovativi. La struttura così edificata potrà essere permeata di elementi di socialismo che caratterizzeranno l'ordinamento economico e sociale. Attraverso questo percorso, chia­mato della democrazia progressiva, si costruirà la via italiana al socialismo. Altro impor­tante tema, oggetto di una specifica relazione di Longo, è l'unità con i sociali­sti.

Intervenendo al congresso del PCI, il segretario della CGIL, Di Vittorio afferma, tra l’altro: “Oggi la classe operaia e tutto il popolo lavoratore devono rendersi responsabili direttamente dell’andamento della produzione, dopo il fallimento delle vecchie classi dirigenti, ed è per questo che il movimento sindacale deve spezzare tutti i tentativi reazionari per far crollare l’industria italiana o venderla allo straniero. L’incremento della produzione, che permette di conservare all’Italia la sua industria, è in stretta connessione con la creazione e il funzionamento dei Consigli di Gestione, che sono diretti a organizzare e potenziare l’iniziativa dei tecnici, per il miglioramento, lo slancio, l’aumento della produzione nazionale”.

Roma, sulla rivista Nuova Europa, vicina al Partito d’azione, Luigi Salvatorelli scrive: “Riguardo ai rapporti fra Chiesa e Stato, Togliatti sostiene le idee che per conto nostro abbiamo sempre difeso (…) questione romana definitivamente liquidata. Concordato attuale modificabile in seguito ad accordo fra le parti (…).

Montelepre (Pa), uomini della banda di Salvatore Giuliano uccidono il tenente dei carabinieri Rocco Tinnirello.

 

7 gennaio: Giuliano compie un attentato contro i carabinieri di Montelepre e i reparti di fanteria giunti in soccorso dei carabinieri.

Un rapporto dell’Oss rivela che sarebbe la rivista Epoca il giornale prescelto per attaccare Pietro Nenni facendo leva sui suoi presunti trascorsi fascisti. E, con tale fine, l’ammiraglio Franco Garofalo starebbe trattando con Primo Parrini, socialista e proprietario del periodico per far giungere finanziamenti attraverso un uomo di paglia. Il rapporto prosegue affermando che Nicola Pernotti, Saragat, Zaniboni, Silone e Emanuele Modigliani avrebbero “stretto un accordo con i monarchici e con l’ammiraglio Franco Garofalo, portavoce di Casa Savoia”.

Catanzaro, la folla esasperata assalta la Prefettura e l’esattoria, subito affrontata con violenza estrema dalle forze di polizia, che riescono a disperderla.

Polonia, nazionalizzate tutte le imprese con oltre 50 dipendenti.

 

8 gennaio: i servizi americani segnalano un presunto complotto ordito dall’ex segretario nazionale del Pnf, Augusto Turati, e dal generale della Mvsn Enzo Galbiati che hanno dato vita al Movimento tricolore, catalizzando altri gruppi come ‘Vendetta Mussolini’ e ‘Onore e combattimento’. Specificano, però, i servizi Usa che “questa organizzazione ha legami con Figli d’Italia, gruppo della destra americana, e con la Falange spagnola. Il rapporto segnala che ne fanno parte “il maggiore Toni Usmani e il dottor Aloi” e conclude affermando che “il Movimento tricolore è organizzato in numerosi nuclei e riceve finanziamenti dagli industriali di Genova”.

Rapporto (n. 35894,8-1.426, presubilmente redatto da James Angleton ndr) del SSU sull’attività del Movimento Tricolore. Secondo il servizio americano Augusto Turati e Enzo Galbiati si occupano del finanziamento del movimento. Le riunioni si svolgono in un appartamento della zona di San Siro a Milano e a Como. Tra i partecipanti sono segnalati: gli ex comandanti della Milizia, Maresca e Salvetti e rap­presentanti dei gruppi Vendetta Mussolini, Audaci, Onore e Combattimento, Sam. Secondo i servizi Usa “questa organizzazione ha legami con Figli d’Italia, gruppo della destra americana, e con la Falange spagnola”, che tra l’altro garantisce basi e appoggi. Il rapporto segnala che ne fanno parte anche ambienti militari italiani “con il maggiore Toni Usmani e il dottor Aloi”. Il dossier conclude af­fermando che “il movimento tricolore è orga­nizzato in nume­rosi nuclei e riceve finanziamenti dagli industriali di Genova”.

Un altro dossier informa che a Napoli “il principe Gianni Caracciolo ha orga­nizzato un mo­vimento apertamente separatista insieme al generale Ettore Boergstrom e all’avvocato Ruberti, tutti e tre sono filomonarchici”

 

9 gennaio: Bologna, affollata assemblea di disoccupati nei locali della Camera del lavoro. Si evidenziano contraddizioni interne agli stessi lavoratori, molti dei quali chiedono l’allontanamento dalle fabbrica delle donne senza carichi famigliari.

Un’analoga assemblea si svolgerà il 3 febbraio.

Napoli, il presidente del locale Cln, Giovani Lombardi, rileva che trascurare le ragioni meridionali nell’importazione di prodotti dagli Stati uniti “contribuirebbe a favorire pretesti al neofascismo per combattere la democrazia”.

 

10 gennaio: prima assemblea generale dell’ONU.

Un rapporto del console americano a Palermo, Alfred T.Nester, rileva che il generale Paolo Berardi sta trattando con la mafia un’amnistia per i componenti dell’esercito separatista dell’Evis

Feudo Nobile di Gela (Cl), i componenti della banda Avila, aggregati all’Evis, fanno prigionieri 8 carabinieri con l’intento di effettuare uno scambio con Concetto Gallo, preso a sua volta prigioniero dai militari italiani a San Mauro il 29 dicembre 1945.

 

12 gennaio: San Gimignano (Siena), elementi neofascisti devastano le sedi dell’Anpi, del Pci e del Psi.

Carrubbi di Niscemi (Caltanissetta), componenti della banda Avila, aggregati all’esercito separatista, uccidono il tenente dell’esercito Enrico Pietti.

 

15 gennaio: Palermo, componenti della banda di Salvatore Giuliano feriscono il capitano dell’esercito, Rosario Zanca.

 

16 gennaio: Roma, CGIL e Confindustria siglano l’accordo sul cosiddetto alleggerimento delle aziende. Fra l’altro, si stabilisce che il licenziamento è possibile purché nella famiglia del soggetto almeno uno ogni quattro membri abbia un reddito di lavoro continuativo. In pratica, l’accordo porterà ad una massiccia eliminazione del lavoro femminile. I disoccupati, secondo cifre ufficiali, sono1.654.880 nel 1946, saliranno a 2.025.140 nel 1947 e 2.142.474 nel 1948.

 

17 giugno: Roma, il direttivo della CGIL discute delle agitazioni degli statali per la 13° mensilità e delle trattative per lo sblocco parziale dei licenziamenti, che avverrà in tre tempi con un parziale controllo delle commissioni interne.

Milano, compare nelle edicole il periodico Tempo, diretto da Arturo Tofanelli.

 

18 gennaio: San Cataldo (Palermo), Salvatore Giuliano ed i suoi uomini uccidono in conflitto a fuoco i fanti Vitangelo, Epifani, Cinquemani (quest’ultimo è ucciso personalmente da Salvatore Ferreri detto fra Diavolo), il caporal maggiore Angelo Lombardo e feriscono il caporal maggiore Giuseppe Vizzini, il vice brigadiere dei carabinieri Mario Franceschini e i fanti Piccioli e Vannutti.

 

19 gennaio: l’UNRRA (United nations relief and rehabilitation) si impegna a fornire all’Italia aiuti per 435 milioni di dollari. Rappresentante italiano presso l’UNRRA è Ludovico Montini, fratello del Segretario di Stato Vaticano e futuro papa, Giovanbattista.

Il console americano a Palermo Nester rileva come le truppe del generale Berardi invece di dare la caccia ai separatisti dell’Evis rientrino in caserma sempre più spesso “senza fare alcuno sforzo per catturare i banditi”.

Siglato un accordo per disciplinare i licenziamenti, che debbono essere sottoposti in prima istanza al controllo delle commissioni interne e in ogni caso debbono avvenire in fasi successive.

 

San Ferdinando (Fg), neofascisti tentano di incendiare la sede della Camera del lavoro e della locale sezione del Pci.

 

20 gennaio: Parigi, il generale De Gaulle si dimette per i contrasti interni alla coalizione. Gli succede il socialista Gouin.

 

22 gennaio: Washington, il presidente Henry Truman istituisce la National intelligence autorithy, organismo di cui fanno parte il suo consigliere militare, ammiraglio William Leary e i ministri degli Esteri, della Guerra e della Marina.

 

23 gennaio: nel corso della seduta della Consulta nazionale, Attilio Sansoni, rappresentante della Confederazione nazionale degli agricoltori, afferma che, in Emilia, per la vertenza della mezzadria, fino a questo momento sono state uccise 127 persone.

 

25 gennaio: un documento del Comando Alleato riferisce di un'organizzazione segreta istituita "per tenere sotto controllo la situazione interna italiana e influenzarla a beneficio della Santa Sede". Di essa fanno parte, tra gli altri, padre Norberto De Boynes, generale dei Gesuiti, e il gesuita Alfonso Martin "che hanno il compito di organizzare e dirigere attraverso i membri della Compagnia di Gesù sparsi in tutta Italia uno scrupoloso servizio segreto di informazione sulle attività clandestine dei comunisti italiani e sui loro rapporti con Mosca"; il cardinale Pietro Boetto, vescovo di Genova e gesuita, che "ha organizzato nella Diocesi di Genova un servizio di informazione per i Gesuiti che opera separatamente nel Italia settentrionale per raccogliere informazioni segrete"; il vicesegretario di Stato Giovan Battista Montini, incaricato di "mantenere i rapporti con gli Episcopati italiani e farsi informare da essi sui sentimenti della popolazione".


26 gennaio: Cina, il Kuomintang completa l’occupazione delle principali città. I comunisti controllano le campagne. Il 31 dello stesso mese comunisti e nazionalisti firmeranno l’accordo di Chungking.

Roma, la Confindustria invia una lettera al presidente del Consiglio De Gasperi in cui sostiene che i Consigli di Gestione avrebbero compromesso “irrimediabilmente l’efficienza della nostra economia” e impedito “il riassetto dell’industria””elemento deleterio per la pace sociale” costituendo un . La Confindustria invita il governo ad evitarne “l’introduzione, in un momento così grave della vita nazionale (…) che sotto il velo di formule semplici ed inoffensive mascherano ed aprono vie che risulterebbero esiziali alla vita economica della Nazione”.

Nella zona fra Lecco e Como sono arrestati 27 appartenenti alle Sam (Squadre d’azione Mussolini).

Milano, prelevato dalla sua abitazione il mutilato di guerra Sergio Luparia, aderente alle Sam, il cui corpo sarà ritrovato qualche tempo dopo nel canale Martesana insieme a quello dell’operaio Orio Caligiani.

Milano, uomini della Volante rossa uccidono nel cimitero di Sesto San Giovanni il commerciante Orlando Assirelli.

 

28 gennaio: Roma, intervenendo alla Costituente, il segretario del Pci, Togliatti, afferma tra l’altro: “Noi siamo il Paese in cui hanno luogo meno scioperi (…) siamo un Paese nel quale le organizzazioni operaie hanno firmato una tregua salariale, cioè un patto che è unico nella storia del movimento sindacale, perché è un patto nel quale non si fissa un minimo, ma un massimo di salario, cosa questa che non era mai avvenuta, poiché la classe operaia ha sempre lottato per dei minimi e non ha mai accettato dei massimi (…).

 

29 gennaio: Caltanisetta, la banda cosiddetta dei niscemesi, comandata da Rosario Avila e parte dell'Evis (Esercito Volontario per l'Indipendenza Siciliana), uccide otto carabinieri in una miniera di zolfo abbandonata, sotterrandoli poi alla meglio. La banda si trascinava al seguito i prigionieri da quasi tre settimane, ossia da quando li aveva catturati assaltando la caserma al Feudo Nobile di Gela. I corpi delle vittime saranno rintracciati solo dopo quattro mesi, il 25 maggio. La banda sarà catturata in novembre, ma uno solo dei componenti riuscirà ad arrivare vivo al processo. La strage si inquadra in un’operazione di ricatto diretta ad ottenere un patto di solidarietà, garantito dalla mafia, fra la vecchia classe dirigente siciliana e la nuova.

Pietro Nenni annota nel suo diario: “In serata Barbareschi (ministro dell’Industria, socialista. ndr) mi ha esposto le sue perplessità per le mie insistenze perché presenti la legge sui consigli di gestione. Teme un aggravamento della crisi industriale in un momento in cui possiamo salvarci ed arrivare in forza alle elezioni soltanto se riusciamo ad assicurare un minimo di occupazione operaia”.

Il maggiore delle Ss Karl Hass fugge da Parma, dove si trovava sotto custodia alleata.

 

Gennaio: in molte città del centro nord scioperano gli statali per l’ottenimento della tredicesima mensilità.

Milano, i lavoratori della Siai Marchetti e della Caproni scendono in agitazione contro la smobilitazione.

Roma, il colonnello Ettore Musco assume la direzione dell’Ufficio informazioni dell’esercito, che manterrà fino al settembre 1947.

Milano, in via Belisario 8, vengono rinvenuti armi, esplosivi, un codice cifrato, divise fasciste e corrispondenza fra gli associati di diverse città italiane al gruppo neofascista di cui vengono tratti in arresto numerosi componenti. Sono arrestati anche diversi componenti del Movimento nazionale italiano e del Partito democratico fascista, con sede in via Molise 2.

 

Gennaio - febbraio: Modena, si formano all’Amcm e alla FIAT-OCI i primi consigli di gestione.

Ravenna, le associazioni degli agricoltori rifiutano di costituire una Commissione paritetica per discutere e risolvere la vertenza della mezzadria. La Confederterra provinciale dà mandato a tutte le Leghe contadine di costruire i Consigli d’azienda e interaziendali.

 

Febbraio: India, violente dimostrazioni mussulmane a Bombay.

 

1° febbraio: il norvegese Trygve Lie è eletto segretario generale delle Nazioni Unite.

Palermo, il generale Martinez s’incontra con Andrea Finocchiaro Aprile. All’ufficiale, qualche tempo dopo, Lucio Tasca farà pervenire un documento che propone ad Umberto II di divenire re di Sicilia: in tal modo “salverebbe la corona in caso di prevalenza in continente di correnti estremistiche”.

Nasce la Repubblica d’Ungheria. Presidente è nominato Zoltan Tildy, Ferenc Nagy primo ministro.

Milano, il Cln regionale decreta la smobilitazione dei commissariati operanti ai suoi ordini.

 

2 febbraio: Roma, Umberto Salvarezza, fondatore dell'Unione Proletaria, organizzazione sedicente partigiana e legata a generali monarchici ostili al Cln (Comitato di Liberazione Nazionale), è condannato dalla Corte d'Assise di Roma a sette anni di carcere per truffa, estorsione, usurpazione di titoli e altri reati. In appello la condanna sarà portata a otto anni e quattro mesi.

Roma, convegno di esponenti politici e sindacali democristiani, presenti fra gli altri Alcide De Gasperi e Giovanni Gronchi. Grandi esprime critiche alla maggioranza di sinistra della CGIL.

Un rapporto della sezione R&A dell’Oss fa il punto sulla situazione italiana: “1.700 calorie a testa invece delle 2.100 che rappresentano il minimo per una sana sopravvivenza, condizioni generali peggiori che in qualsiasi altro paese d’Europa se si eccettua la Germania, industrie ferme per mancanza di materie prime e carburante, una disoccupazione in aumento che alla fine dell’inverno toccherà il 40% delle forze lavorative e come unica prospettiva (sia il governo che il sindacato hanno dovuto accettarla) un’emigrazione massiccia che indirizzerà fin d’ora 40.000 lavoratori in Belgio e mezzo milione in Francia”.

 

4 febbraio: Roma, congresso del Partito d'azione. Il dibattito radicalizza il contrasto tra le due anime azioniste, la liberaldemocratica e la socialisteggiante. Si stacca dal P.d'A. la corrente liberaldemocratica, che sotto la guida di Ferruccio Parri e Ugo La Malfa darà vita alla Concentrazione democratica repubblicana, destinata in seguito a fondersi con il Partito repubblicano. La restante parte del P.d'A., dopo i primi deludenti risultati elettorali, nel 1947 confluirà in maggioranza nel Partito socialista. Alcuni esponenti aderiranno al PCI, altri si disperderanno in varie formazioni politiche. La Malfa ed Emilio Lussu, una volta concluso il congresso, si dimetteranno da ministri del governo De Gasperi. Ai loro posti andranno rispettivamente Mario Bracci ai rapporti con la Consulta e Alberto Cianca al commercio con l'estero

Roma, la Corte di cassazione, modificando quanto aveva essa stessa in precedenza stabilito, sentenzia che i reparti della Guardia nazionale repubblicana (Gnr) non devono considerarsi milizia di partito, cioè camicie nere, e che di conseguenza la presunzione di collaborazionismo non è applicabile ai loro ufficiali superiori.

 

6 febbraio: Torino, Valletta di nuovo al vertice della Fiat dopo un brevissimo periodo di epura­zione, riassumendo l’incarico di amministratore delegato.

Milano, gli uomini della Volante rossa uccidono Enrico Meneghini, ritenuto un aderente alle Sam.

 

7 febbraio: Palermo, il console americano Nester segnala in un suo rapporto che, dopo aver raggiunto nel mese di gennaio un accordo tra la mafia e l’Alto commissario per la Sicilia, Salvatore Aldisio, per indurre Giuliano a cedere le armi, le forze armate hanno compiuto un’azione di rastrellamento a Montelepre, Borgetto e Partinico tentando di arrestare anche Calogero Vizzini. Dinanzi alla reazione mafiosa, Aldisio si è giustificato asserendo di essere stato obbligato a ordinare l’operazione di rastrellamento dietro pressioni superiori, soprattutto delle sinistre. Il console Nester conclude: “So per certo che l’Evis, Giuliano, la maffia (sic), tutti furono informati dell’inganno in anticipo dai loro uomini infiltrati nelle forze armate”.

Genova, il prefetto chiede che siano assunti alla Siac 250 reduci di guerra, suscitando le proteste di Oscar Sinigaglia, consulente della Finsider.

 

8 febbraio: definitivamente soppresso l’Alto commissariato per l’epurazione. Il controllo sulle pratiche di epurazione è affidato alla Presidenza del consiglio.

Roma, la Concentrazione democratica repubblicana si distacca dal Partito d’Azione che, dopo il voto per la Costituente, cessa di esistere. Parri e La Malfa danno vita al Partito della democrazia repubblicana che poi confluisce nel Partito repubblicano di Randolfo Pacciardi.

Roma, Togliatti commenta sull'Unità la scissione del Partito d’Azione: “L’opinione di chi scrive queste righe è da un pezzo formata in proposito, ed è che il Partito d’azione non ha preso fin dall’inizio la sua strada, perché si è intestato a prendere la strada altrui. Si volle fare di esso un partito socialista dimenticando che, se si prescinde da quel tanto di socialismo che è oggi nei programmi di tutti i partiti progressivi, un partito socialista esiste perché storicamente determinato, né basta che Rosselli abbia scritto un libro di ideologici arabeschi perché la storia cambi il suo corso. Chi si sente socialista, e lo è, sa dove rivolgersi. Ma dove andranno quei sinceri liberali e democratici che non vogliono essere schiavi di forze retrive e che vogliono un paese libero e con ordinamenti avanzati, ma socialisti non sono e non vorranno forse esserlo mai? (…) Occorre trattare queste questioni con grande senso di realtà e  responsabilità. La politica, arte di dirigere le masse di uomini, popoli, stati, è cosa seria e complicata e si raccomanda, come direbbe un amico napoletano di non darla in mano alle creature “.

 

9 febbraio: Milano, manifestano migliaia di lavoratori tessili per lo sviluppo del settore e l’occupazione.

 

10 febbraio: Lucky Luciano (Salvatore Lucania), detenuto negli Stati Uniti per una lunga serie di delitti, si imbarca a New York sulla nave Laura Keene diretta a Genova. Le autorità americane lo hanno liberato dal carcere ed espulso come ricompensa per l'aiuto prestato agli alleati per lo sbarco in Sicilia. Luciano si stabilirà a Napoli, da dove organizzerà un’efficiente organizzazione dedita al traffico degli stupefacenti

Biella, Pietro Secchia, nel corso di un comizio afferma: “(…) dell’epurazione sarebbe meglio forse non parlarne, tanta è l’indignazione che ci prende quando assistiamo a tutti gli sforzi per assolvere i veri responsabili della nostra catastrofe. Qualcuno obietta: ma non ci siete anche voi socialisti e comunisti al governo, non siete voi comunisti e socialisti al ministero Giustizia e all’epurazione? Precisiamo: noi siamo al governo, socialisti e comunisti, ma non siamo soli, facciamo tutto quello che ci è possibile, ma ci urtiamo ogni giorno con la resistenza attiva e passiva delle altre forze (…)”

Napoli, il marò della divisione Decima, Vincenzo Sessa, in forza al battaglione Vega, dichiara ai carabinieri che “il comandante Rossi” aveva loro ordinato di frantumarsi in piccoli raggruppamenti il cui fine “era di generare un movimento che in un modo qualsiasi avrebbe dovuto mantenere in vita la X Mas”. Gli ordini erano stati impartiti ai primi del mese di aprile del 1945.

 

11 febbraio: Washington, su richiesta dell’ambasciatore americano in Italia, Alexander Kirk, il Dipartimento di Stato interviene proibendo a James Jesus Angleton di diffondere notizie relative a monsignor Montini e al Vaticano.

Roma, il ministero della Guerra invita la Procura militare a procedere contro il capitano Heinrich Schubert e altri tre ufficiali, Schlemer, Klingemann e Gherardt in forza alla 34° divisione della Wehrmacht per l’eccidio di 14 cittadini italiani compiuto a Chiusa Pesio (Cuneo) il 19 dicembre 1944. L’inchiesta sarà archiviata, senza motivazione, nel 1960.

 

13 febbraio: Londra, il Parlamento inglese sancisce la libertà di sciopero e d’organizzazione sindacale. Contemporaneamente è nazionalizzata la Banca d’Inghilterra, prima di una lunga serie di aziende.

 

14 febbraio: Guglielmo Giannini, presidente del Fronte dell’Uomo qualunque e Vincenzo Selvaggi, esponente del Partito democratico italiano (Pdi) annunciano di aver siglato un patto di alleanza “per la ricostruzione della Patria”.

 

15 febbraio: il governo italiano chiede all’americana Export import Bank un prestito di 940 milioni di dollari.

Roma, si incontrano i rappresentanti del Cln, della Fiat Mirafiori, i ministri Gronchi e Barbareschi e i rappresentanti della Fiat guidati da Vittorio Valletta. Il governo si impegna “a sostenere il nuovo programma di produzione con il rifornimento di scorte sufficienti di materie prime e la assegnazione di adeguate commesse statali”.

Roma, il Consiglio dei ministri affronta per la seconda volta il problema dei prefetti. Prevale la tesi di De Gasperi che li vuole di carriera ed apolitici, contrapposta a quella dei comunisti, con il sostegno del socialista Giuseppe Romita.

Rimini, la Federterra di Rimini interviene, con una lettera al CLN provinciale, sulla questione dell’organizzazione dei contadini: “Vi facciamo noto – scrive la Federterra – che da qualche tempo a questa parte elementi malintenzionati propagandano la formazione di un’organizzazione di coltivatori diretti fuori e non aderenti alla CdL. La CdL di Rimini, di concerto con la Federterra locale, ha iniziato un giro di riunioni per far presente a questa categoria che ha tanta importanza nel nostro Paese e per metterli in guardia contro questi elementi disgregatori (…) Sì precisa che i coltivatori diretti saranno organizzati da questa Federterra, come già fatto nell’anno precedente, e pertanto nessun compromesso è ammesso con delle organizzazioni arbitrarie e non riconosciute e dovute esclusivamente a elementi reazionari”.

Bologna, firmato l’accordo per la gratifica natalizia, le ferie e le festività nazionali per i dipendenti delle imprese edili.

Roma, riunione fra i rappresentanti del Cln, della Fiat Mirafiori, i ministri Gronchi e Barbareschi e i rappresentanti della Fiat guidati da Vittorio Valletta, nel corso della quale il governo si impegna “a sostenere il nuovo programma di produzione con il rifornimento di scorte sufficienti di materie prime e l’assegnazione di adeguate commesse statali”.

 

16 febbraio: l’Unità scrive: “l’Uomo qualunque è un movimento che costituisce al tempo stesso una sopravvivenza e un’anticipazione del fascismo” e definisce i suoi dirigenti “tristi speculatori delle sventure d’Italia, torbidi giocolieri che tentano di riesumare il fascismo vestendolo da pagliaccio”.

Roma, nel corso di una riunione della direzione nazionale del Pci, si esamina la possibilità di un colpo di Stato monarchico. Giuseppe Di Vittorio afferma: “Noi potremmo anche sviluppare una certa azione armata; abbiamo una qualche esperienza e possediamo quadri che ci possono permettere di far fronte al colpo di Stato”.

 

16 – 19 febbraio: Roma, primo congresso nazionale del Fronte dell’Uomo Qualunque. Emilio Patrissi, nel corso del suo intervento attacca i capi della Resistenza definendoli “branchi di jene e di sciacalli, rinnegati che per vent’anni congiurarono alla perdita della Patria, che affondarono nelle carni martoriate del paese gli stili acuminati della vendetta e dell’odio”. Nella mozione conclusiva, si riafferma la fedeltà al liberalismo, la condanna dell’epurazione, la difesa della religione cattolica come religione di Stato. E’ inoltre approvato un ordine del giorno nel quale si dichiara che il Fronte dell’Uomo Qualunque si è costituito “in partito politico nella terza seduta del primo congresso nazionale in data 18 febbraio 1946” e si invitano le autorità politiche a prenderne atto. Infine, sono eletti presidente Guglielmo Giannini, e vice presidenti Mario Marina e Nicola Lagravinese.

 

18 febbraio: Roma, il comandante generale dei carabinieri, Brunetto Brunetti, per giustificare il mancato arresto dei capi dell’esercito separatista siciliano, con qualche modesta eccezione, scrive: “A loro carico non sono affiorati convincenti elementi di diretta partecipazione all’organizzazione del Gris e delle bande armate, per cui finora non sono state raccolte prove sufficienti a giustificare il loro arresto e la conseguente denuncia all’autorità giudiziaria. Al loro fermo si è anche soprasseduto perché, da quanto ha riferito il commendator Messana, il ministero dell’Interno non intenderebbe allargare troppo le repressioni, che verrebbero limitate alle sole persone direttamente coinvolte nelle azioni criminose, e ai loro fiancheggiatori (…).

 

19 febbraio: un rapporto dell’Oss segnala che Pietro Nenni, per salvaguardare l’unità del partito, ha deciso di far rappresentare i socialisti nella Cgil dal moderato Luigi Carmagnola al posto di Oreste Lizzadri.

 

21 febbraio: approvato l’art.66 della legge elettorale, il cui 2° comma punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni i ministri di culto che, “con allocuzioni o discorsi in luoghi destinati al culto o in riunioni di carattere religioso o con promesse o minacce spirituali, si adoperano a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o a vincolare i voti degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione”. Il 1° comma  prevede le stesse pene per i pubblici ufficiali che si rendessero responsabili dei medesimi reati. L’articolo è approvato con 213 voti favorevoli e 85 contrari.

 

22 febbraio: George Kennan, incaricato d’affari americano a Mosca, invia il “lungo telegramma” (8 mila parole) al segretario di stato Byrnes nel quale denuncia il pericolo sovietico.

Reggio Emilia, il comandante partigiano Didimo Ferrari (Eros) annota nel suo diario: “Questa mattina un compagno di Bagnolo mi riferiva che un aeroplano la notte scorsa aveva gettato un apparecchio di ascolto o trasmissione. Era andato a finire a Modena, ma ora l’ho a casa mia. Domani lo consegnerò a  (…) per sapere di che si tratta. Si pensa ad un apparecchio destinato a neofascisti (…) La reazione lavora molto e adopera qualsiasi mezzo. Noi siamo però in gran parte a conoscenza del suo lavoro tramite il lavoro del compagno che si trova nel movimento tricolore (vedi nota dell’8 gennaio 1946). Si conoscono vari nomi di coloro che finanziano il gruppo qualunquista di Reggio e la Nuova Penna (…)”.

 

23 febbraio: Torino, siglato un accordo tra governo, sindacati, rappresentanti dei CLN e Fiat. Valletta torna a dirigere - dopo un breve periodo di epurazione -  l'industria torinese in veste di amministratore delegato e ottiene la piena reintegrazione del vecchio staff direttivo. Sono istituiti i consigli di gestione da parte dei lavoratori, solo con ruolo consultivo. Il governo, da parte sua, si impegna a garantire il rifornimento delle materie prime e assicura l'assegnazione di commesse statali. In luglio il consiglio d'amministrazione dell'azienda confermerà Valletta nella carica di amministratore delegato e lo nominerà per acclamazione presidente della FIAT; vicepresidente sarà Giovanni Agnelli, nipote del fondatore

 

24 febbraio: Hanoi, nuovo governo nel nord Vietnam con a capo Ho chi min.

Argentina, il colonnello Juan Domingo Peron è eletto presidente della Repubblica.

 

26 febbraio: Roma, l’ambasciatore americano Alexander Kirk segnala che Luigi Carmagnola guadagna terreno all’interno del Psi, nelle manovre precongressuali “Con l’aiuto di Vasco Cesari, Giovanni Canini, Fernando Santi, Giovanni Laricchiuta, tutti decisi anticomunisti, Carmagnola – scrive ancora Kirk – potrebbe farcela a sconfiggere la sinistra socialista al congresso”.

 

28 febbraio: Torino, accordo alla FIAT per l’istituzione del Consiglio di Gestione, il primo in un’azienda privata.

Anzola Emilia (Bo)  ucciso il segretario della locale sezione della Dc.

 


Febbraio: Milano, nel corso di un convegno del Centro economico per la ricostruzione (Cer) svoltosi presso l’università Bocconi, si valuta positivamente la collaborazione dei lavoratori con i datori di lavoro. All’assemblea, composta da dirigenti aziendali e industriali, l’ingegner Pace della Montecatini dichiara in proposito: “I risultati sono stati: un pronto miglioramento dell’organizzazione aziendale, un aumentato spirito di collaborazione da parte delle maestranze (che in certi casi sono giunte, per esempio, a rinunciare al vino e al secondo piatto della mensa per mettere in condizioni l’azienda di finanziare acquisti di materie prime), il centuplicarsi di iniziative da parte dei lavoratori per sopperire ad alcune deficienze funzionali”.

Roma, il cardinale Lavitrano, a nome dell’Azione cattolica invia un telegramma ad Alcide De Gasperi: “Azione cattolica italiana rappresentanza cattolici Paese profondamente rammaricata approvazione Consulta art.66 nuova legge elettorale mirante coartare libertà ministero pastorale sancita Concordato, confida che Governo approvando strumento legislativo rinascita democratica della Patria tolga norme et ingiurioso sospetto Clero italiano oggi più che mai benemerito novello Risorgimento nazionale et assicuri piena libertà parola spirituale et formatrice coscienze”. Qualche giorno dopo, con un compromesso, fra democristiani e comunisti, è modificato l’art.66 della legge elettorale, nella parte che prevedeva sanzioni a carico dei ministri di culto che svolgono propaganda politica, e dei cittadini che non si recano a votare.

L’Unità diffida i militanti ad aderire alle “false organizzazioni sportive” che traggono “spunto dal fatto che noi comunisti nel periodo clandestino indicavamo come lavoro sportivo il nostro lavoro militare, e in queste cercano di inquadrare militarmente degli uomini in buona fede”.

 

Marzo: India, le elezioni confermano l’insanabile divisione tra il partito del Congresso (indù) e la Lega (mussulmana).

Roma, convegno nazionale degli statali, da tempo in agitazione per aumenti salariali.

Parma, scioperi alla Bormioli per salari e contro la minaccia di licenziamenti.

Modena, primo congresso provinciale della Camera del Lavoro.

 

Marzo: Vienna, il dirigente della Svp (Südtiroler Volkspartei), Friedl Volgger, è a Vienna per un colloquio con Eleanore Dulles, membro della Commissione alleata per l'Austria nonché sorella del prossimo ministro degli esteri degli Stati Uniti John Foster Dulles e del futuro direttore della Cia (Central Intelligence Agency) Allen Dulles, sulla questione dell'Alto Adige. Volgger è presentato a Eleanore Dulles dal viennese Fritz Peter Molden (che diverrà suo marito), agente dell'Oss (Office of Strategic Services) americano, di cui Allen Dulles è il rappresentante in Europa, nonché organizzatore delle "stay-behind nets" in Austria. Secondo Volgger il colloquio sarà deludente.

 

3 marzo: Roma, Giovanni Vannucci di Petrulla, nipote di Lucio Tasca, informa per lettera lo zio di avere avuto “un lungo colloquio col prof. Patrissi, capo del movimento monarchico, segretario generale della Concentrazione democratica liberale, di cui è presidente il senatore Bergamini”, che si è dichiarato favorevole ad “una Sicilia indipendente con una unione personale al Sovrano d’Italia”.

 

4 marzo: dopo che è stato ventilato uno sciopero dei postelegrafonici, il ministro del Tesoro si impegna per un aumento di 2.300 lire mensili e per una diaria al personale viaggiante.

 

5 marzo: discorso di Churchill a Fulton, nel Missouri, sulla Cortina di ferro che divide a metà l’Europa. Inizia quella che poi sarà chiamata guerra fredda.

 

5 – 6 marzo: Andria (Bari), una manifestazione di disoccupati è repressa duramente dalla polizia. Gli scontri proseguono per due giorni. Il bilancio è pesante: tre morti tra i dimostranti e tre tra le forze dell’ordine. Lo stesso Di Vittorio invita i dimostranti a rientrare nell’ordine. Andria è l’episodio culminante di una lotta pre-insurrezionale che serpeggia in centinaia di località in tutta la Puglia: da Bari a Foggia, da Lecce a Ceglie, da Spinazzola a Bisceglie, con decine di morti e centinaia di feriti.

 

6 marzo: Bologna, inizia le pubblicazioni Il Progresso d’Italia.

 

7 marzo: in un suo rapporto, l’ispettore di Ps Ettore Messana, ricostruendo l’organigramma dell’Evis indica in “Promotori ed organizzatori: Guglielmo Carcaci, Giuseppe Tasca, Rosario Cacopardo, Stefano La Motta, Concetto Gallo. Capi: Salvatore La Manna, Cammarata inteso Pippi, da identificare, Antonio Velis, Giovanni Li Mandri, Giuseppe Calabrò, Francesco Tornabene, Salvatore Giacomo Maria Graziano, don Ciccio da Caltagirone, da identificare, Pasquale Sciortino, Bordonaro da identificare, altro Bordonaro da identificare, Pietro Frantone (…). A carico di Calogero Vizzini, capo riconosciuto della mafia, scrive che “nessuna responsabilità concreta è stata accertata a carico del Calogero Vizzini, il quale pur separatista, nulla avrebbe avuto a che fare con il Gris (…).

 

8 marzo: Roma, una delegazione di Cgil e Federterra sollecita al governo la costituzione di un collegio arbitrale interministeriale sul conflitto per i riparti dei prodotti agricoli.

 

9 marzo: Roma, sul quotidiano economico Il Globo, Luigi Barzini scrive: “Sia ben chiaro che noi non siamo per i bassi salari. Noi siamo per alti salari reali, per una elevata efficienza delle fabbriche, per un numero limitato di operai bene retribuiti che incidano il meno possibile sui costi di produzione (…).

 

10 marzo: Italia, si svolgono le prime elezioni amministrative. I risultati sono favorevoli a Democrazia cristiana e socialcomunisti. In particolare la DC conquisterà la maggioranza in 2534 comuni, i socialcomunisti in 2289, i liberali in un centinaio; 69 municipi vedranno l'affermazione di Democrazia del lavoro, 38 dei repubblicani, 23 del movimento dell'Uomo qualunque e solo 9 degli azionisti.

 

10 – 11 marzo: Firenze, convegno sindacale sulla riduzione dell’orario di lavoro.

 

11 marzo: Palermo, disoccupati e reduci di guerra tentano di assaltare la Prefettura per protestare per la mancanza di lavoro. Le forze di polizia aprono il fuoco, uccidendo Giuseppe Maltesi e un altro dimostrante e ferendo 30 persone. Negli scontri muore anche il commissario di Ps Calderone.

 

12 marzo: San Giovanni Persiceto (Bo), ucciso nella notte da sei suoi compagni, l’ex partigiano Renato Seghedoni che aveva manifestato la volontà di dissociarsi dal gruppo che si stava avviando a compiere azioni di comune criminalità.

 

14 marzo: il console statunitense a Genova Lester Schnare invia all'ambasciata Usa di Roma un rapporto in cui è scritto che "il Pci è un lupo travestito da agnello, nasconde una vasta organizzazione militare clandestina". Viene inoltre precisato, tra l'altro: "L'organizzazione comunista include bande armate, possiede massicci arsenali di armi e di munizioni, i suoi centri logistici si trovano nel Trentino nella Venezia Giulia e nella Romagna". Tutto indica, conclude il console, che "il Pci prepara seriamente un colpo di stato".

Ruvo di Puglia (Foggia), militanti comunisti contestano l’apertura della sede dell’Uomo qualunque. L’esponente qualunquista Giulio La Fortezza lancia tra la folla una bomba a mano che provoca 2 morti e 29 feriti.

 

15 marzo: Roma, scarcerata Tamara Cerri, compagna di Pietro Koch, scagionata da ogni accusa.

 

16 – 20 marzo: Bologna, si svolge il secondo congresso nazionale della Federazione anarchica italiana.

 

Metà marzo: Bologna, decisa l’estensione della Cassa integrazione a tutti i lavoratori sospesi dal lavoro o a orario ridotto

 

19 marzo: Giappone, istituito il Tribunale speciale delle forze alleate per i crimini di guerra.

Intervenendo a Bologna, il ministro Giovanni Gronchi afferma: “Le masse sono entrate nel nuovo ordine di idee che non si può rovesciare la classe dirigente dell’industria, ma adeguarsi a collaborare insieme ad essa su un piano di parità”.

Roma, una ventina di ex partigiani devasta la redazione del quotidiano qualunquista Il Buonsenso.

 

21 marzo: Messina, durante una manifestazione di protesta contro la disoccupazione, la polizia spara uccidendo il soldato di leva Salvatore Caramanna ed un bambino, e ferendo altri 24 dimostranti.

Eboli, reduci croati sotto la protezione delle autorità italiane, uccidono Vincenzo Giroetta, militante comunista.

 

22 marzo: la Gran Bretagna concede l’indipendenza alla Transgiordania. L’Emiro Adballah al Hussein è proclamato re.

Raggiunto l’accordo per i circondari di Forlì, Rocca San Casciano, Cesena e Rimini. Tra l’altro prevede l’abolizione delle regalìe, spese per riparazioni o acquisti di macchine di proprietà del colono a carico del colono stesso per il 75 per cento e del conducente per il 25, riordino e sistemazione del podere a carico del proprietario e rimborso al colono, qualora avesse sostenuto spese assumendo manodopera.

 

22 – 23 marzo: Parma, congresso provinciale della Federterra. Oltre ai problemi di funzionamento, è affrontata la questione dei rinnovi contrattuali e le modifiche del riparto mezzadrile

 

24 marzo: India, cominciano le consultazioni tra il viceré britannico e i leader indiani per la concessione dell’indipendenza.

Milano, informano il servizio segreto dell’Ambasciata a Roma che il giorno prima “è arrivato il generale Roberto Bencivenga, che ha contattato i massoni dell’Antico rito scozzese. Era presente anche Edoardo Costa, mandato da Roma come plenipotenziario del Luogotenente generale. A sua volta Costa ha preso contatto coi movimenti anarchici e coi gruppi comunisti dissidenti. Un delegato ha riferito che il presidente Truman ha inviato una lettera ai maestri massonici invitandoli a intensificare i loro sforzi e a non permettere l’infiltrazione di elementi comunisti che sono al servizio del materialismo”.

 

28 marzo: Montelepre (Pa), uomini della banda Giuliano uccidono il carabiniere Francesco Sassano.

 

29 marzo: Roma, il governo approva, accogliendo in parte la proposta della CGIL, lo schema di un decreto che trasferisce parte delle trattenute previdenziali sui datori di lavoro.


30 marzo: Foggia, reduci e disoccupati assaltano il treno Bologna-Bari asportando generi alimentari, dopo aver danneggiato gli uffici annonari, quelli delle tasse ed il consorzio agrario. Le forze di polizia sparano, uccidendo 1 dimostrante e ferendone 18.

Parma, manifestazione di disoccupati. Nuova manifestazione il 13 aprile

 

Marzo: Roma, intervenendo in un convegno della Dc, Grandi esprime per la prima volta pubblicamente le proprie critiche nei confronti di una parte delle componenti comunista e socialista della CGIL. Pur riconoscendo lo sforzo unitario della maggior parte dei dirigenti di sinistra, afferma che non era coadiuvato da molti organizzatori, trascinati volenti o nolenti da una parte delle stesse masse organizzate”. Gli “episodi di ostilità in periferia” diventeranno l’argomento principale delle polemiche democristiane fino alla rottura dell’unità sindacale.

Washington, Henry Truman impone al ministro degli Esteri sovietico Gromiko lo sgombero delle truppe russe dall’Iran settentrionale minacciando, in caso contrario, l’uso della forza atomica. Si vanterà, in seguito, di aver ottenuto quanto richiesto in 24 ore invece che nelle 48 ore concesse

Il Sios della Marina militare informa Alcide De Gasperi che “gli jugoslavi del movimento clandestino” hanno effettuato a Trieste “una copiosa distribuzione di armi (15.600 fra mitra e moschetti) ad elementi aderenti all’Unione antifascista italo-slovena ed ai partigiani di Tito rimasti in città, in abito civile”.

La divisione Osoppo-Friuli ha, a questa data, un organico di 2.130 uomini, raggiunto nell’arco di 2 mesi con metodo occulto. E usufruisce di un “servizio informazioni con compiti interni e d’oltre confine”.

Continuano le manovre provocatorie di Carlo Andreoni. Diventa infatti responsabile dell’Unione Spartaco, movimento anarchico e fonda insieme ad alcuni dissidenti della Fai (Federazione anarchica italiana), la Fli (Federazione libertaria italiana), che ha come organo di stampa L’Internazionale. Dopo la scissione di palazzo Barberini, la Fli confluirà nel Partito socialista dei lavoratori italiani di Giuseppe Saragat.

 

Primavera: la Chiesa accentua l’attacco all’unità della CGIL. In un articolo pubblicato dal periodico dei gesuiti, La Civiltà cattolica, padre Angelo Brucculeri afferma che la CGIL non ha corrisposto alle aspettative di chi ha lavorato per l’unità sindacale in quanto gli articoli dello statuto confederale che proclamano la apoliticità degli organismi sindacali non sono stati rispettati e si chiede se è il caso di continuare l’esperimento o di sospenderlo. Scrive, inoltre: “contro i patti e nonostante gli idilli di fratellanza proletaria, i socialmcomunisti hanno dato prova, negli organismi periferici, di intolleranza e di ostilità contro la parte cattolica”. Brucculeri deplora anche “il succedersi e l’accavallarsi delle agitazioni operaie”, spiegando che “i comunisti devono tenere vivo l’incendio classista in omaggio a quella dottrina che fa della lotta sociale la legge normale e benefica del progresso sociale”.

 

1 aprile: da un Appunto datato Trieste, 2 giugno 1947, presumibilmente inviato all'Ufficio staccato Zone di Confine di Venezia: "Nell'aprile del 1946 nacque nella zona A della Venezia Giulia l'Organizzazione paramilitare Difensiva Italiana in funzione antiaggressiva titina. Con analoghe funzioni e in appoggio all'Odi sorse contemporaneamente in Carnia e in Friuli con centro Udine il Terzo Corpo Volontario della Libertà con il compito di difesa politico-militare della indifesa frontiera orientale italiana in contrapposto all'attività slavo-russa-comunista che organizza la rivoluzione italiana e le milizie comuniste per la guerriglia".

Rimini, dopo due settimane di lotte, è firmato l’accordo salariale tra Camera del Lavoro e Unione industriali. Nuovi aumenti sono conquistati in un successivo accordo del primo ottobre.

 

2 aprile: per salvaguardare la propria neutralità, la Svizzera rinuncia ad entrare nelle nazioni Unite.

Bari, avvengono violenti incidenti provocati da militanti monarchici con devastazioni di uffici pubblici e saccheggi di negozi.

Napoli, reduci giunti con una tradotta, insieme a militanti monarchici, assaltano le sezioni comuniste e socialiste di via Nolana, San Lorenzo e di via Milano, mentre gravi incidenti si verificano in piazza della Borsa. La Camera del lavoro indice uno sciopero generale di protesta e, nella sera, si svolge una grande manifestazione in piazza Plebiscito.

 

3 aprile: Friuli, i tricoloristi occupano Clodig (paese a maggioranza slovena ndr) e minacciano la po­polazione con le armi. Seguiranno molti altri atti terroristici contro la popolazione slovena e gli ex partigiani garibaldini. A Clodig i tricoloristi aprono per errore il fuoco contro agenti di polizia, scambiati per militanti comunisti

Molfetta (Bari), manifestanti attaccano il Municipio, saccheggiano magazzini e alcuni pastifici. La polizia interviene facendo uso delle armi da fuoco ed uccidendo tre dimostranti.

Reggio Calabria, ucciso a colpi di pistola e pugnalate Natale Prattico, candidato comunista alle elezioni ed ex segretario della sezione della Camera del lavoro del quartiere Ravagnese.

Ostuni (Brindisi), circa 200 reduci per protestare contro le precarie condizioni di vita, assaltano il municipio.

Corato (Bari), militanti dell’Uomo qualunque provocano incidenti con la popolazione.

 

4 aprile: il console statunitense a Milano Charles Bay invia un rapporto all'ambasciata Roma in cui sostiene che il Pci è clandestinamente militarizzato. Nel rapporto è scritto tra l'altro: "Cino Moscatelli, assistito dal camerata Boldrini è il comunista più influente e pericoloso della regione milanese. Si dice che abbia ricevuto 500 milioni dalla Russia. La direzione dell'Anpi è il centro di un'organizzazione rivoluzionaria segreta. Moscatelli prende ordini da Togliatti e da Mosca, il suo ufficio nella capitale va sorvegliato".

Cerignola (Foggia), la polizia reprime una manifestazione di contadini, facendo uso delle armi da fuoco e provocando la morte di 2 dimostranti.

 

5 aprile: Cerignola (Foggia), un gruppo di militanti dell’Uomo qualunque apre il fuoco sulla vettura di Giuseppe Di Vittorio, provocando una reazione armata alla fine della quale si contano tre morti (due i qualunquisti, Angelo Di Gennaro e Luca Capuano) e 14 feriti, nonché numerosi arresti operati dalle forze di polizia tardivamente intervenute.

Gioia del Colle (Bari), con il pretesto del danneggiamento di alcuni loro manifesti, i monarchici occupano la Camera del lavoro e devastano la sede della locale federazione del Pci.

 

6 aprile: Civiltà Cattolica pubblica il discorso che Pio XII ha rivolto ai parroci ed ai quaresimali romani. Tra l'altro il papa ha affermato che “il sacerdote cattolico non può essere semplicemente equiparato ai pubblici ufficiali o agli investiti di un pubblico potere o funzione civile o militare. Questi sono impiegati o rappresentanti dello Stato (…) Lo Stato può emanare disposizioni attinenti alla loro condotta anche nelle questioni della politica. Il sacerdote invece è ministro della Chiesa ed ha una missione (…) nell’adempimento della quale egli (…) può essere obbligato a dare consigli o istruzioni riguardanti anche la vita pubblica. Ora è evidente che gli eventuali abusi di una tale missione non possono essere per se stessi lasciati al giudizio dei poteri civili (…)sotto il facile pretesto di voler separare il clero dalla politica”.

 

8 aprile: Brindisi, disoccupati e reduci danno vita ad una manifestazione di protesta nel corso della quale incendiano il Tribunale e l’esattoria comunale, devastando anche le abitazioni di due ricchi possidenti locali.

 

9 aprile: Napoli, scontri tra la folla che tenta di assalire il Municipio e la polizia che apre il fuoco ferendo gravemente due dimostranti.

Togliatti, nel corso di una riunione della Direzione del Pci, invita il partito ad un maggiore impegno a favore della Russia: “Secondo me vi è una enorme deficienza politica per quello che riguarda la Russia; noi non facciamo propaganda per la Russia, abbiamo paura: ciò è sbagliato perché la gente diventa fredda e pensa che il nostro silenzio vuol dire che quegli altri hanno ragione. Occorre quindi fare propaganda per la Russia (…) Noi dobbiamo dimostrare la forza della Russia, la possibilità di questo paese, quello che potremo avere se gli fossimo amici e così via. Credo che su questo fatto vi debba essere una svolta anche nei quotidiani che debbono controbattere in modo più forte le calunnie contro la Russia, devono polarizzare le sue conquiste, ciò che essa fa per i reduci, per la ricostruzione ecc.; credo che questo sia il punto da correggere”.

Monsignor Nasalli Rocca e padre Scavizzi vicitano i detenuti fascisti nel carcere di Procida.

 

10 aprile: Giappone, vittorie delle forze moderate nelle prime elezioni del dopoguerra.

I servizi segreti americani stilano un elenco delle organizzazioni neofasciste clandestine e di quelle paramilitari: “Sam (Squadre d’azione Mussolini), Cadetti di violenza, Battaglione Lupo (formazione neofascista), X Mas (idem), Gruppo Onore e combattimento, Battaglione Milano (capi arrestati lo scorso dicembre), Squadra vendetta Mussolini, Saf, Ggl (Guardia giovanile legionaria), Gaf (Gruppo d’azione fascista), Fronte della resistenza, Patrioti della montagna”.

Costituzione della Banca di credito finanziario (Mediobanca), su iniziativa di Raffaele Mattioli, quale strumento operativo della Banca commerciale, del Credito italiano e del Banco di Roma nelle operazioni di credito industriale a medio - lungo termine; la Direzione è affidata a Enrico Cuccia

 

10 – 11 aprile: il cardinale Ascalesi visita i detenuti fascisti nel carcere di Procida, portando loro la benedizione papale e intrattenendoli sulla “situazione grave e le nubi minacciose che avanzano nel nostro paese”.

 

11 aprile: Roma, esce a Roma il periodico neofascista Rivolta ideale diretto da Giovanni Tonelli che, in un editoriale scrive: “Bisogna reagire, vi gridiamo noi: risollevarci dal disonore in cui ci hanno fatto cadere e in cui ci vogliono tenere attuffati! Bisogna che superiamo con atti di indomabile coraggio la vergogna che ci lega ad una così totale ed umiliante disfatta. Nella luce di questi propositi rivedremo allora la nostra patria scrollarsi di dosso i nuovi e vecchi parassiti che la dilaniano, vasto branco di politicanti nella cui testa la parte più importante è la bocca”.


11 – 17 aprile: congresso socialista a Firenze. Al centro del dibattito congressuale è la questione dei rapporti con i comunisti. Da una parte, la maggioranza del partito, guidata da Pietro Nenni, Lelio Basso e Rodolfo Morandi, si schiera a favore della prosecuzione e del consolidamento dell'alleanza con il PCI. Dall'altra, i gruppi di Critica sociale, di Iniziativa socialista e del movimento giovanile, sotto la guida di Giuseppe Saragat, si dichiarano contro ogni collaborazione con i comunisti. Al centro, una corrente facente capo a Sandro Pertini e Ignazio Silone tenterà una mediazione tra le opposte posizioni. Ma va detto che già da tempo gli americani sono al lavoro per favorire una scissione a destra. Luigi Antonini, potente esponente dei sindacati americani, finanzia il gruppo di Critica Sociale, raccolto attorno a Saragat. Il congresso si conclude, secondo gli Stati Uniti, con un compromesso: “i socialisti hanno rifiutato la lusinga comuni­sta, ma non gli uomini che da sempre la propugnano”. Nenni diventa Presidente e si crea un Direttivo di 15 membri (7 legati a Nenni e 7 a Saragat). Segretario è nominato Ivan Matteo Lombardo che si “professa uomo di destra e anche le sue maniere di uomo d’affari lo differenziano molto dai rozzi rivoluzionari all’acqua di rose che costituiscono i tipici se­guaci di Nenni” (cfr  86500/4-2446 CS/A). Nella direzione nazionale entrano Lelio Basso, Luigi Cacciatore, Rodolfo Morandi, Alberto Jacometti, Foscolo Lombardi, Lina Merlin, Luigi Chignoli, Aldo Valcarenghi, Mario Zagari, Sandro Pertini, Ignazio Silone, Giuseppe Saragat, Alberto Simonini.

 

12 aprile: Roma, la sezione istruttoria della Corte d’appello assolve con formula ampia Guido Leto, già responsabile dell’Ovra e vice capo della polizia di Salò, dal reato di collaborazionismo con i tedeschi. Nella motivazione scrive: “La semplice appartenenza all’Ovra, sia pure nella qualità di capo di tutta l’organizzazione o di capo di una zona, non costituisce il reato di aver contribuito a mantenere in vigore il regime fascista, perché l’adempimento dei doveri d’ufficio senza spirito di faziosità è doveroso da parte dei funzionari i quali non possono sindacare la costituzionalità di un sistema legislativo approvato dagli organi costituzionali (...) Un diverso modo di giudicare gli atti di tutti i funzionari dello Stato, durante il lungo ventennio di durata del regime fascista, porterebbe a considerare responsabili di atti rilevanti i funzionari medesimi, compresi gli organi della magistratura, in quanto l’intera legislazione era stata modificata dal regime fascista”.

Monsignor Nasalli Rocca celebra la messa nel carcere di Procida, alla quale segue “un rancio speciale con pasta del Vaticano che ne ha mandato 5 quintali; distribuzione di sigarette del Vaticano ecc.”.

 

15 aprile: Cina, la Manciuria, evacuata dalle truppe sovietiche, passa sotto il controllo del Partito comunista.

Nel corso di una riunione fra David McKay, l’ambasciatore britannico Noel Charles, Harold Tittman, rappresentante americano in Vaticano, e il generale William Morgan, capo di S.M. del Comando supremo alleato, si valuta l’opportunità di stabilire un controllo sulle elezioni politiche come già è stato fatto in Grecia.

Roma, l'Azione cattolica dirama a tutti gli uffici diocesani una circolare in cui afferma, tra l'altro: “L’Azione cattolica ha (…) il compito di concorrere all’educazione politica del popolo, richiamandolo sia alla decisiva importanza di dare tutti e tutte il proprio voto sia alla eccezionale delicatezza della scelta che si deve fare dei propri rappresentanti. Già l’Azione cattolica attende a quest’opera (…) ma iniziandosi ora il momento più decisivo, deve intensificare la sua attività (…) sospendendo eventuali altre iniziative (…) e costituendo anche un fronte unico con tutte le associazioni cattoliche aventi scopo di apostolato”.

Parma, aperta e subito risolta, la vertenza per gli impiegati dell’industria

 

17 aprile: Parma, congresso della Camera del Lavoro. Sono analizzate e discusse le difficoltà in cui si muove l’organizzazione camerale. Il congresso arriva in piena tregua salariale, la nuova segreteria può così concentrarsi sulla messa a punto delle piattaforme contrattuali e sulla consultazione con i lavoratori

 

Washington, il segretario di stato americano James Byrnes respinge la proposta di controllo sulle elezioni italiane proposto dalla Commissione alleata, definendolo “indesiderabile sotto ogni punto di vista”.

 

In risposta ad una richiesta di De Gasperi sull’esistenza di un’organizzazione eversiva comunista, i servizi strategici americani inviano una nota in cui affermano che “Eccetto che per le province dell’Emilia Romagna, si ritiene improbabile il ricorso alla forza se non con tentativi sporadici e limitato localmente. Nessuna prova di preparativi di colpo di stato. I comunisti risultano meglio armati ed organizzati degli altri partiti, ma anche questi perlomeno a certi livelli risultano armati. Se la monarchia dovesse vincere il referendum con una maggioranza minima, allora questo potrebbe costituire lo spunto per un possibile colpo di stato di sinistra (…).


 

19 aprile: scendono in lotta i lavoratori della Montecatini. Raggiungeranno dopo una settimana un accordo che prevede un aumento salariale e il pagamento dei giorni di sciopero.

 

Primo convegno nazionale dei lavoratori agricoli.


 


20 – 25 aprile: Milano, esplode la rivolta dei detenuti di San Vittore nel quale sono rinchiusi sia fascisti che partigiani, che viene domata solo con l’intervento dell’esercito e di reparti alleati, con un bilancio di 5 morti e circa 200 feriti.


 

20 – 27 aprile: Roma, si svolge il primo congresso nazionale della Democrazia cristiana. Il tema centrale attorno a cui ruotano i vari interventi è la scelta tra monarchia e repubblica. La maggioranza deui delegati si pronuncia a favore della repubblica. La posizione ufficiale del partito resterà comunque quella di dare agli elettori democratici cristiani la libertà di votare secondo coscienza. Lo stesso De Gasperi non prende posizione sulla questione istituzionale.

 

21 aprile: Germania, nella zona occupata dai sovietici socialisti e comunisti vincono le elezioni.

Tristano Codignola scrive ad Aldo Capitini: “La funzione del Pda è di impedire ad ogni costo che i socialisti finiscano per diventare anticomunisti, che si considerino centro d’equilibrio fra Pci e Dc; impedire, per quanto possibile, che il Ps si infogni nel trasformismo e nel conformismo, indicare d’altra parte al Pc le soluzioni democratiche della rivoluzione sociale. Questa funzione non potremmo svolgerla dentro il Ps o il Pc. In quest’ultimo saremmo inesorabilmente travolti dalla disciplina gesuitica che vi domina; nell’altro saremmo una setta tra le molte sette (…) Non dobbiamo preoccuparci di ridurci a partito ancora più piccolo (…) ma abbandonare il piano elettorale e mirare al futuro”.

 

23 aprile: Ferrara, assemblea provinciale dei boari.

 

Milano, Domenico Leccisi trafuga la salma di Benito Mussolini dal cimitero del Musocco.


 

24 aprile: David Mc Kay stila un rapporto sul congresso del Psi, tratteggiando anche le figure dei personaggi più eminenti. L’agente americano conclude che “i socialisti hanno rifiutato la lusinga comunista, ma non gli uomini che da sempre la propugnano”. Il compromesso da cui è scaturita la nomina di Pietro Nenni a presidente del partito, la composizione della direzione nazionale su basi paritetiche (7 uomini di Nenni e 7 di Saragat) e la elezione a segretario nazionale di Ivan Matteo Lombardo neutrale fra le due parti, fa concludere a David Mc Kay che quest’ultimo potrà essere determinante per il futuro del Partito socialista e della democrazia in Italia.

 

25 aprile: raggiunto l’accordo per i lavoratori tessili che prevede, tra l’altro, aumenti differenziati per uomini (2.000 lire) e donne (1.400 lire).

 

28 aprile: Roma, il comandante generale dei Carabinieri informa con una lettera il presidente del Consiglio, alcuni ministri ed i vertici militari dell’esistenza in Friuli di un’organizzazione chiamata Fratelli d’Italia, nata dallo scorporo di 5 battaglioni della divisione partigiana Osoppo-Friuli.

L’Unità pubblica un articolo nel quale riferisce: “Sulla scorta di informazione da ottima fonte siamo in grado di dare una notizia d una importante riunione che si è tenuta in casa di una famiglia di grandi pescicani dell’industria, i Feltrinelli. Alla riunione hanno partecipato il duca Acquarone, in rappresentanza diretta dei Savoia, il presidente del Senato in liquidazione marchese della Torretta, il sen. Bergamini, l’on. Porzio e il noto calunniatore degli impiegati ministro del Tesoro Epicarpo Corbino. In tale riunione si è discussa l’opportunità di un grande colpo di scena alla vigilia della Costituente, per ricreare una verginità alla monarchia compromessa: abdicazione di Vittorio Emanuele  il vecchio e susseguente rinuncia di Umberto a favore di Vittorio Emanuele il piccino. Il ministro Corbino ha proposto una mossa ancora più avanzata: il ritiro di tutta Casa Savoia a somiglianza di quanto era stato fatto da Alfonso XIII in Spagna (…)”.

 

29 aprile: Corleone (Pa), il dottor Michele Navarra è sospettato di essere il man­dante dell’omicidio del suo collega Carmelo Nicolosi, di­rettore dell’ospedale. Navarra ne prenderà il posto. Di fatto Navarra diventa capo della ricostituita famiglia di Corleone.

Negli stessi giorni termina la guerriglia separatista in seguito agli accordi con lo Stato sull’autonomia della Regione Sicilia. Giuliano rifiuta di deporre le armi fino all’amnistia per se e i suoi.

Roma, congresso nazionale del Pli. Approvata una mozione presentata da Edgardo Sogno e Manlio Lupinacci, che dichiara il partito favorevole alla monarchia con 412 voti favorevoli, 261 contrari e 121 astenuti.

Milano, mentre è in corso una riunione di portinai alla Camera del lavoro, ignoti sparano da una finestra uccidendo Stella Zuccoletti.


 

30 aprile: Roma, un gruppo di neofascisti occupa la stazione radio di Monte Mario e trasmette l’inno fascista Giovinezza. All’azione partecipano, con altri, Enrico De Boccard, Mario Tedeschi e un “tedesco d'Amburgo”.

 

Aprile: il governo approva due provvedimenti chiesti dai lavoratori: la sospensione dell’imposta complementare sui salari e il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi a carico dei datori di lavoro. In precedenza era stato siglato l’accordo per gli impiegati dell’industria.

 

Il generale Raffaele Cadorna invia a Udine il tenente colonnello Zitelli per prendere contatto con il colonnello Olivieri, capo dell’organizzazione Osoppo-Friuli che assume la denominazione di 3° Corpo volontari della libertà (Cvl).

 

Sicilia, arrestati i militanti del Gris Rosario Avila jr., Giuseppe Schillirò e Sebastiano Cuscunà. Disertano dallo stesso Gris Gaetano Longhitano, Antonio Perna e Giulio Sclurirò.

 

Scrutto di San Leonardo (Ud), un soldato americano uccide con un raffica di mitra l’ex partigiano Ivo Primosig, mentre fissava ad un palo una bandiera jugoslava.

Imola, convegno economico dei comuni del circondario imolese, per valutare le prospettive della ricostruzione. La riduzione complessiva della capacità produttiva è calcolata nell’ordine del 60 per cento. A Imola 9.000 vani risultano distrutti e 2.000 inabitabili. La Cogne, la Castelli, la Dalmata, la Cooperativa del legno e altri stabilimenti sono cumuli di macerie. Mancano luce, acqua, gas dopo il sabotaggio agli impianti fatto dai tedeschi. L’agricoltura, oltre agli enormi danni ad attrezzature e terreni, conta 208 case coloniche distrutte, 310 inabitabili, 515 semiabitabili, 2.580 bovini sopravissuti dei 15.000 dell’anteguerra.

Imola, relazionando sull’attività della Camera del Lavoro, il segretario Darchini afferma che “si sono fatte accuse dicendo che si trascurava il lavoro sindacale come se la Camera del Lavoro dovesse preoccuparsi solo di fare contratti salariali, di preparare gli scioperi e di far pagare i contributi, aspettando che dal cielo arrivi la possibilità di dar lavoro”. L’attività contrattuale non era stata dimenticata e nel primo anno di attività, pur in mezzo a mille difficoltà, furono conclusi parecchi accordi.

 

Maggio: Roma, un rapporto dell’ambasciata informa Washington che “i servizi strategici sono stati avvisati di vaste manovre destinate a sequestrare le personalità di sinistra più in vista, prima delle elezioni” (OSS 86500/5-2046). A dicembre gli stessi servizi sono informati che “i terrori­sti vengono reclutati nei campi profughi Unrra (…) dove la polizia non ha controllo né auto­rità”.

 

1 maggio: Roma, l’incaricato d’affari americano presso il Vaticano, Harold Tittman, invia un rapporto al Dipartimento di stato: “La tendenza del Vaticano è indubbiamente monarchica ma non ci sono indicazioni che esso sia disposto a prendere un atteggiamento energico in difesa dell’istituzione. Nemmeno per quanto riguarda i suggerimenti di un rinvio del referendum (non delle elezioni), che favorirebbe la monarchia, il Vaticano sembra aver fatto la sua scelta (…) Sembra che ritenga conveniente aspettare e se vengono fatti preparativi per il futuro, il loro scopo è di mantenere i migliori rapporti possibile con il governo italiano, qualunque sia la forma”.

 

2 maggio: Montelepre  (Pa), componenti della banda Giuliano feriscono l’agente di Ps Gaetano Di Martino. 

 

4 maggio: lRoma, a Cassazione, a sezioni riunite, accoglie il ricorso presentato dall’ex gerarca fascista Alberto Pariani, condannato a 15 anni di reclusione al processo Roatta, affermando che la sentenza deve ritenersi illegittima essendo egli stato giudicato in contumacia; ritenendo così ammissibile il ricorso contro le sentenze emesse dall’Alta corte di giustizia.

 

5 – 7 maggio: Bologna, primo Congresso della Camera del Lavoro. I lavori sono introdotti, a nome della segreteria nazionale, da Luciano Lama, il quale ribadisce l’importanza dell’unità sancita dal Patto di Roma. Il congresso afferma la necessità e l’urgenza di uscire dalle strettoie della lentezza burocratica, per risolvere i problemi della ricostruzione in città e campagna e per dare lavoro ai disoccupati. Emerge lo sforzo unitario, visto come la sola strada possibile per raggiungere la condizione ideale di libertà dal bisogno e costruire una società democratica. Al vertice della Camera del lavoro sono eletti: Onorato Malaguti, comunista, segretario generale; Clodoveo Bonazzi, socialista, segretario, responsabile vertenze e ufficio legale; Alberto Vacchi, democristiano, segretario amministrativo; Agostino Ottani, comunista, vice segretario, responsabile dell’organizzazione, collocamento e ufficio statistica.

 

5 maggio: Castelfirmiano (Bolzano), manifestazione organizzata dalla Svp per l’autodecisione dell’Alto Adige.

 

6 maggio: Montelepre (Palermo), Salvatore Giuliano per conto del Gris uccide il carabiniere Gesuino Campus e ferisce i commilitoni Alfonso Pantano e Torre.

 

8 maggio: Serra di Falco (Cl) il democristiano Angelo Lo Nobile uccide il militante comunista Giuseppe Sferrazza.

 

9 maggio: Roma, Vittorio Emanuele III abdica a favore del figlio Umberto e parte per esilio in Egitto. La decisione del re, che infrange la tregua istituzionale a meno di un mese dal refe­rendum, era nell’aria da tempo. Si tenta in questo modo di arrivare al referendum con un re meno compromesso con il regime fascista e con la sconfitta. Gli alleati decidono di non intervenire nel merito della questione istituzionale. Durante una riunione del Consiglio dei ministri, De Gasperi sosterrà l'ininfluenza del gesto del re, provocando vivaci critiche delle sinistre e di Togliatti in particolare.

Roma, l’ambasciatore americano James Dunn invia un telegramma segretissimo al segretario di Stato per informarlo che Epicarmo Corbino ha rivelato ad Henry Tasca di essere stato consultato da Enrico De Nicola per un eventuale incarico. L’ambasciatore conclude il messaggio ricordando che “Montini, il sottosegretario di stato del Vaticano, ha detto, secondo fonte altamente attendibile, che Corbino è il solo uomo capace di combattere e sconfiggere i comunisti”.

 

10 maggio: Milano, si svolge una manifestazione organizzata dal Cln regionale e dalla Camera del lavoro, cui partecipano oltre 100.000 persone, per protestare contro il rinvio del referendum istituzionale.

Roma, Umberto II decora James Angleton e si intrattiene conversazione privata con lui.

 

11 maggio: Milano, il console americano Charles Bay invia un dispaccio all’Ambasciata americana a Roma nel quale sostiene che “il Cremlino ha ordinato al Pci di seguire due diverse strategie per le elezioni: una prima, l’altra dopo il voto”. E conclude che se gli alleati tenteranno di assumere il controllo del paese dopo le elezioni, Stalin e Tito invieranno truppe jugoslave “a invadere l’Italia e scatenare un’altra guerra”.

Un rapporto dell’Ambasciata americana a Roma ricostruisce i tentativi britannici di impadronirsi della Montecatini. Gli inglesi affidano l’operazione a John Serao, consulente legale dell’Ambasciata britannica in Italia, e a Charles Nalder, rappresentante del ministero per l’Alimentazione, che utilizzano il figlio di Guido Donegani, nato dall’unione con la prima moglie di nazionalità inglese e ora maggiore dell’esercito britannico, per convincere il padre a cedergli l’intero patrimonio azionario in suo possesso, prima che venga confiscato dal Cln. Il tentativo però fallisce per il rifiuto opposto da Guido Donegani.

 

12 maggio: Roma, Pio XII invita i cattolici a dare il loro voto solo “a quei candidati o a quelle liste di candidati che offrano non promesse vaghe ed ambigue, ma sicure garanzie che rispetteranno i diritti di Dio e della religione”. E prosegue: “Con la vostra scheda elettorale voi avete in mano i superiori interessi della vostra patria: si tratta di tutelare e conservare al vostro popolo la sua civiltà cristiana, alle sue fanciulle e alle sue donne la loro dignità, alle sue famiglie le loro madri cristiane”.

Calatafimi (Tp), uomini della banda Giuliano uccidono il carabiniere Giuseppe Passarello.

 

14 maggio: Roma, Il maggiore delle Ss, Karl Hass, è arrestato e rinchiuso nel carcere britannico di via Galvani.

 

15 maggio: la Sicilia ottiene lo statuto speciale, una forma di autonomia limitata, tesa a superare le spinte indipendentistiche.

Napoli, monarchici arringati dal maggiore degli arditi Ciaravella, assaltano la federazione del Pci, provocando tafferugli che durano ore. Dall’interno della federazione lanciano 2 bombe a mano che provocano 28 feriti fra gli attaccanti.

Bari, gruppi di monarchici assaltano la federazione del Partito comunista.

 

16 maggio: Favara (Agrigento), ucciso dalla mafia il sindaco socialista Gaetano Guarino. Nell’agguato perde la vita anche una donna, Maria Spinelli.

 

17 maggio: David Mc Kay invia un rapporto al Dipartimento di stato riassumendo quanto dichiarato da Vittorio Emanuele III a James Jesus Angleton, in occasione della decorazione a lui concessa. L’ex re, apparso estremamente irato, accusa le sinistre di aver instaurato un regime di terrore in Italia per condizionare il voto referendario, che mancheranno al voto almeno 200.000 prigionieri di guerra che sarebbero certamente favorevoli alla monarchia, e conclude dicendo che tutto questo lo dirà in un proclama e in un comunicato al governo: “Questa volta non tacerò, come sono stato accusato di aver fatto durante la marcia su Roma”. Mc Kay ne ricava che o Angleton ha frainteso quanto dettogli o Vittorio Emanuele III ha mentito alla Commissione alleata quando si è impegnato a rispettare l’esito del voto popolare.

Napoli, una bomba esplosa negli uffici comunali di via Larga, provoca ingenti danni ed il ferimento di un impiegato.

 

18 maggio: l’Ambasciata americana in Italia lamenta che la Questura di Milano non fornisce “sufficienti dati” sui movimenti di destra e su vari episodi terroristici.

 

19 maggio: Manciuria, sanguinosa battaglia tra comunisti e reparti del Kuomintang.

 

22 maggioMilano: nell’ambito dell’inchiesta sulle SAM, sono arrestati Vincenzo Pierro, Bruno Cultrera, Maria Brambilla, Giuseppina Amadini, Luigi Cornelli (Sansepolcrista ndr), Ren­zo Simonelli, Gianfranco Maggio. Appartengono a una cellula chiamata Orso Nero. Sotto la stessa sigla operano a Bomporto (Mo) il capitano della Gnr Arnaldo Pignattari, sua so­rella Agnese, Dora Sentimenti e Francesca Ferraguti. Tramite Dolores Fregni sono collegati anche ad un altro gruppo operante sempre nella zona di Bomporto (Mo). Si scopre che a Mila­no sono attive almeno 35 cellule e che l’esecutivo è composto da una decina di persone. Fini­scono in carcere anche Pierluigi Stevani, Salvatore Ciaramidao, Luigi Lancini, Sergio Peverelli, Emilia Spagnoli, Maurina Sisti, Pietro Romano, Alessandro Polga, Giovanni Rezzani, Enrico Santambrogio, Ester Bertola, Germano Erba, Ferruccio Mortari, Virginia Mutti, Pieri­na Botta, Italo Favini. A Roma finiscono in carcere: Lolo Nunzi (detto Manzi, di cui parleremo in seguito) e Anselmo Calvetti. A Corcovado di Udine è arrestato, per detenzione di armi, Novelli di Magnara.

La polizia indica in Carlo Scorza il nuovo capo del fascismo. Il centro dell’organizzazione è comunque a Roma. Tra le varie sigle sotto cui si muovono i fascisti c’è lo Schieramento nazionale, guidato dal generale Moretti, mentre l’ex prefetto di Arezzo, Bruno Rao Torres, ha un ruolo di primo piano nell’organizzazione del movimento.
Sempre sugli sviluppi dell’inchiesta Sam sono arrestati a Varese (11 luglio) Dante Menta­sti, ex Gnr raggruppamento Gervasutti, Angelo Lazzarotto ex Gnr raggruppamento Pontida, Giuseppe Treppiedi, Luigi Betto, ? Bisson, Giovanni Archeni (ex Gnr), Luciano Doniselli (ex Gnr), Teresina Bussolengo. Nei giorni successivi sono arrestati Osvaldo Me­negatti, Giovanni Quartieri e Ugo Clima
Il 3 agosto l’Unità denuncia l’esistenza di un “movimento neofascista forte di 2600 affiliati”. Il principale punto di ritrovo è il Caffè Prandi di Torino. Ne fanno parte tali Ferraris, De Ami­cis, l’ex comandante della polizia di Torino Venturini e l’ex amministratore della Gnr di To­rino Quirico Boschetto. Costui era scomparso con la cassa contenente un valore valutabile attorno ai 16 milioni dell’epoca e ora funziona da “ufficiale pagatore del movimento”. L’organizzazione dispone di un centro di smistamento a Roma in via Quattro Fontane e a Milano in via delle Erbe. Il centro di reclutamento è diretto dal maggiore Orsini, già coman­dante del l° distretto della Gnr di Torino. Molto attive sono le sottosezioni di Bari e Brindisi, mentre a Udine è il maggiore Rondelis a tirare le fila. Per la zona di La Spezia il punto di rife­rimento è il convento dei Cappuccini di Sarzana dove pare, tra l’altro, che sia ospitato Galbiati. Gli affiliati ricevono un premio, una tantum, di 2000 lire. Sono giorni di febbrile at­tività per le organizzazioni fasciste. Proprio il 3 agosto la polizia mette le mani sui trafuga­tori della salma di Mussolini: Mario Rana, Domenico Leccisi (Marco), Antonio Parozzi, Fausto Gasperini e Franco De Matteis autista dell’Aprilia usata per trasportare la salma. Confessano di essere anche gli autori di un lancio di bombe contro la federazione mi­la­nese del PCI e di un libello chiamato Lotta fascista. Questo gruppo si riuniva all'Angelicum, ovvero nel convento di Sant’Angelo di cui è priore Padre Zucca. La salma del Duce è tra­sportata da Musocco a Madesimo poi, dopo una permanenza proprio all’Angelicum, alla Certosa di Pavia. Lì verrà trovata il 12 agosto in un armadio a muro, av­volta in due sacchi gommati e chiusa in un baule. Per complicità vengono denunciati padre Zucca e padre Al­bertino Parini. A fine luglio era finito in carcere il Comitato direttivo del Partito democratico fascista d’alta Italia: Giorgio Muggiani (nome che poi ritroveremo nelle vicende del fasci­smo milanese degli anni settanta), Gasparini e Grossi. I tre si riuni­vano, e sono arrestati, nella trattoria Borromini di Milano. Tra l’altro il gruppo si era specializzato nello spaccio di soldi falsi procurati dal maggiore Gasperini. Su Padre Zucca circolano va­rie voci. Di certo, nei giorni successivi la libe­razione, ha nascosto padre Eusebio e Lillino Cantagalli, capo della segreteria particolare di Mussolini. Padre Parini, invece, è stato l’organizzatore della fuga, dalle prigioni di palazzo di Giustizia, di Pellegrini Giampietro già ministro delle Finanze della Repubblica di Salò e che ritroveremo ancora negli anni settanta con ruoli di primo piano nell’organizzazione delle strutture clandestine neofasciste. Nella sua evasione fu aiutato dalla signora Fumagalli che lo accompagnò in macchina in via Appiani 15 dove rimase nascosto parecchi giorni. Altri protetti da padre Parini furono Donegani, Renato Ricci, Gastone Gorrieri, il nipote di Mussolini Vanni Teodorani, amico intimo di Guglielmo Giannini.
Altri aderenti al Pdf sono: Giorgio Muzzani, Franco Rossi, Edoardo Mari autore dell’attentato alla tipografia in cui si stampano l’Unità e l’Avanti e Felice Nova. L’organizzazione é molto attiva anche in Alto Adige. Padre Zucca compì vari viaggi per portare finanziamenti (almeno 6 milioni), procurati da Galbiati, alla struttura altoatesina. L’Alto Adige riveste un ruolo primario: gli ospedali di Bolzano e Mera­no sono pieni di ex nazisti e fascisti. Molti sono coinvolti in un vasto traffico di cocaina e morfina. Tra i nomi noti: Sergio Strudthof (membro della Croce Rossa), il professor Dal Collo ex commissario prefettizio del comune di Cogollo (Vi), tali Keller e Bric­coli, quest’ultimo segnalato anche nella zona di Lecco e Como.
Gastone Gorrieri, giornalista, durante la Repubblica di Salò è capo ufficio stampa della Muti, comandata da Francesco Colombo e Bruno De Stefano i quali saranno fucilati all’indomani della Liberazione. Sfuggiranno invece alla pena capitale Alceste Porcelli e Ampelio Spadoni, anche loro tra i responsabili degli omicidi della Muti. Verranno condan­nati, rispettivamente, a 30 a 24 anni, ma, tra amni­stie e condoni, saranno ben presto liberi. Li si vedrà spesso seduti ai tavoli del Camparino, in Galleria, a bere aperitivi e a organiz­zare squadre di picchiatori per il neofascismo lombardo. Nell’ultima fase della Repubblica, Gorrieri fa il doppio, se non il triplo, gioco. Mette in contatto Cione (che poi troveremo tra i fasci­sti infiltrati nell’Uomo qualunque ndr) con il socialista Corrado Bonfantini e con Vigorelli. Insieme fondano il Raggruppamento nazionale repubblicano so­cialista, estremo tentativo di rifarsi una vergi­nità e prepararsi al dopo. Ma questi collegamen­ti, iniziati già durante la Repubblica sociale, ren­dono credibili i contatti ipotizzati tra Gorrieri e Carlo Andreoni, l’ambiguo personaggio a capo del Movimento di resistenza partigiana e già membro della segreteria del Partito socialista.

Milano, il sindaco informa la giunta comunale che nei giorni precedenti la Vigilanza urbana ha arrestato una quarantina di neofascisti, assumendo per la prima volta “funzioni di polizia, in un momento di emergenza e di fronte alla carenza degli organi normali di polizia”.

David Mc Kay informa Washington che “i servizi strategici sono stati avvisati di vaste manovre destinate a sequestrare personalità di sinistra più in vista prima delle elezioni”.

Roma, Bruno Spampanato, direttore de Il messaggero durante la Rsi, è condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione.

 

21 maggio: il ministro della Guerra, Manlio Brosio, invia al ministro degli Interni Giuseppe Romita un telegramma con il quale lo informa che il 1 maggio il segretario della Camera del lavoro di Milano, Morelli, ha reiterato la volontà di armare 20 mila operai e “comunica inoltre che secondo notizie date dalla stampa, il prefetto di Milano ha autorizzato la Camera del lavoro a tenere personale armato nei propri locali”.

Torino, la Corte straordinaria di appello condanna a 20 anni di reclusione Giovanni Cabras, ex comandante regionale della Guardia nazionale repubblicana. 


22 maggio: Milano, la polizia arresta altri 30 neofascisti, e comunica di aver arrestato in tempi diversi 17 appartenenti al Partito democratico fascista e al Partito mussoliniano che si erano unificati sotto la denominazione del primo. Tra gli arrestati, l’industriale Pier Luigi Stevani e Ferruccio Mortari, il capitano Faccini e l’ex prefetto repubblicano di Arezzo, Bruno Rao Torres. Il Faccini era in contatto con il generale dell’Esercito, Serra “autorizzato al reclutamento di forze clandestine simili alla nostra solo nella zona da lui dipendente. All’uopo avremmo utilizzato i mezzi pecuniari da lui fornitici per l’organizzazione del movimento in Lombardia. Il Serra ci avrebbe inoltre consegnato un biglietto di presentazione per il superiore di Roma, che intuii essere una personalità militare più elevata di grado del Serra stesso”.

Cesano, una macchina che fa propaganda per il Partito socialista viene assalita da militari ed ufficiali della divisione Piceno.

 

23 maggio: un rapporto di David McKay, incaricato d’affari dell’Ambasciata americana a Roma, rileva come le voci circolanti sull’insurrezione comunista siano frutto dell’interessata propaganda monarchica.

Roma, il Consiglio dei ministri proroga il blocco dei licenziamenti fino al 31 luglio.

 

24 luglio: Roma, violenti incidenti fra polizia e manifestanti monarchici, dopo un comizio del generale Roberto Bencivenga.

Milano, il prefetto Troilo invia un telegramma ad Alcide De Gasperi per smentire le informazioni fornite dal ministro della Guerra, Manlio Brosio, a quello degli Interni, Giuseppe Romita: “Smentisco ancora una volta e categoricamente notizie tendenziose circa costituzione questa città e provincia squadre armate operai assicurando tutela ordine pubblico est affidata esclusivamente forze armate”.

 

25 maggio: firmato l’accordo per l’aumento dell’indennità di contingenza.

 

28 maggio: la Corte d'assise straordinaria di Padova condanna a trent'anni di carcere Eugenio Rizzato, ex comandante delle Brigate Nere di Mestrino e Curtarolo per "collaborazione col tedesco invasore" e per "atti di polizia arbitraria, uccidendo, ferendo, seviziando e percuotendo patrioti e loro familiari". Inoltre per omicidio volontario, rapina e furto. Rizzato sconterà solo sette anni di carcere e sarà rimesso in libertà nel luglio 1951. Più avanti negli anni sarà l'animatore del gruppo eversivo Carn (Comitato di Azione e Risveglio Nazionale) e, negli anni '70, uno dei protagonisti dell'inchiesta giudiziaria sulla Rosa dei Venti.

Giappone, il nuovo governo presieduto da Yoshida Shigeru inizia una politica d’intesa e collaborazione con gli Stati Uniti.

 

29 maggio: Bari, un ordigno esplode vicino al luogo dove è in corso un comizio di Palmiro Togliatti.

 

30 maggio: Milano, due neofascisti obbligano gli operatori della pubblicità luminosa dinanzi al Duomo a comporre una scritta luminosa che dice: “E’ uscito il terzo numero di Lotta fascista. Leggetelo. Viva il Duce. Il fascismo non è morto”. Poco più di mezzora dopo, un ordigno esplosivo viene è contro la sede della federazione provinciale del Partito comunista sui bastioni di porta Garibaldi.

L’organizzazione paramilitare di cui fanno parte Corrado Bonfantini e Carlo Andreoni cura, per conto del Partito socialista, la distribuzione delle armi ai propri militanti fino al 1 giugno, in previsione di un colpo di stato monarchico il 2 giugno.

Beirut (Libano), i cristiano - maroniti stipulano un accordo segreto con l’Agenzia ebraica, riconoscendo agli ebrei il diritto di fondare un loro stato in Palestina, mentre questi ultimi si impegnano a riconoscere, in cambio, il carattere cristiano e l’indipendenza del Libano.

 

31 maggio: Genova, una imponente  folla di lavoratori contesta duramente Umberto II, in visita alla città.

Washington, il Dipartimento di stato ordina al Comando americano in Italia di prepararsi ad intervenire “per difendere la vita del Re in caso di disordini gravi e di sovversione”.

 

Maggio: Roma, varato un decreto luogotenenziale che autorizza l’Imi a concedere finanziamenti all’industria per 13 miliardi di lire.

Il ministro Gullo annuncia un suo progetto di decreto per la concessione obbligatoria di terre incolte a cooperative di lavoratori agricoli.

Raggiunto l’accordo per i lavoratori del petrolio e affini, con un aumento di circa 4.000 lire.

Roma, il duca Francesco di Carcaci, latitante, è accompagnato al Quirinale dal principe Michele Bonanno di Linguaglossa, direttore del settimanale separatista Vento del Sud, per offrire ad Umberto II la corona della Sicilia.

Cagliari, gli arcivescovi ed i vescovi sardi emanano una circolare, nella quale si afferma che “L’Episcopato, esaminati i programmi dei vari partiti che si presentano in Sardegna e le liste dei nomi pubblicati, riprova, oltre al Partito comunista e a quello socialista, anche il Partito sardo d’azione perché accoglie elementi notoriamente ostili alla Chiesa. A tale giudizio debbono ispirarsi tutte le direttive e propagande elettorali dei cattolici, tenendosi presente che il partito della Democrazia cristiana da maggiore affidamento tanto per il programma quanto per le persone”.

 

Giugno: piano di aiuti (denaro e armi) del governo italiano alle formazioni tricoloriste friu­lane. I ministri socialisti e comunisti sono tenuti all’oscuro dell’operazione.

 

1 giugno: Roma, Pio XII si rivolge via radio ai cittadini italiani e francesi per invitarli a contrastare “l’avvento di uno stato materialista, senza ideale ultraterreno, senza religione e senza Dio”.

Vittorio Emanuele Orlando spiega a Myron Taylor che Casa Savoia sta considerando l’ipotesi di un Regno del sud da stabilirsi in Sicilia.

Milano, durante la notte vengono lanciate bombe contro la tipografia dove si stampano l’Avanti e l’Unità. Tre tipografi rimangono feriti.

Su Civiltà cattolica, padre Brucculeri scrive che “La Democrazia cristiana ben merita, checché sia delle ombre vere o presunte, la stima degli onesti giacché essa offre non promesse vaghe ed ambigue (quali sono quelle di troppi altri partiti) ma la sicura garanzia che tutelerà i diritti dell’uomo, appunto perché intende tutelare anzitutto i diritti di Dio”.

Roma, il maggiore Karl Hass fugge dal carcere britannico di via Galvani

Roma, durante la notte viene lanciata una bomba contro la redazione de l’Avanti. Tre feriti e gravi danni.

 

2 giugno: referendum sulla monarchia. Lo schieramento repubblicano vince con 12.717.923 voti (54,26%) contro i 10.719.284 (45,74%) della monarchia. Eletti anche i membri dell’Assemblea costituente che dovranno redigere la nuova costituzione. Votano 24.479187 cittadini pari all’89,1% degli aventi diritto. La Dc ottiene il 35,2% dei voti, il Psiup il 20,7 e il Pci il 18,9. All’Uomo qualunque va il 5,3% dei voti. Il 28 giugno l’Assemblea elegge Enrico De Nicola presidente provvisorio della repubblica. Giuseppe Saragat presidente dell’Assemblea costituente.

Montelepre (Palermo), paese di residenza di Salvatore Giuliano, il Partito comunista ottiene solo 21 voti. Le idee politiche del bandito erano infatti notissime, dopo che aveva detto ai suoi uomini “uccidetemi se per caso diventassi comunista”.

La divisione affari europei del Dipartimento di stato registra con disappunto l’avanzata del movimento dell’Uomo qualunque, che presenta “caratteristiche simili a quelle del primo fascismo” e che insieme al Partito comunista è il sintomo di una profonda crisi che investe un paese che gli americani intendono difendere “essendo la prima linea di difesa dei principi americani in Europa”.

 

5 giugno: Washington, l’ambasciatore italiano Alberto Tarchiani informa il segretario di Stato che alle elezioni la Democrazia cristiana ha ottenuto il 35% dei voti e il Partito comunista il 20%: “Alle urne nel nostro paese devastato, gli italiani hanno manifestato inequivocabilmente la loro fede nelle libertà democratiche dell’Occidente”.

Il ministro degli Interni, Giuseppe Romita, anticipa ufficiosamente i dati del referendum che danno per vincente la repubblica. Il Nuovo corriere della sera annuncia con un titolo a nove colonne: “La vittoria della Repubblica è sicura”.

Roma, Alcide De Gasperi riferisce all’ambasciatore britannico Noel Charles di aver visto Palmiro Togliatti “nervoso e stanco” perché, a suo parere, non è ancora certo che la monarchia non prevalga e che, in questo caso, sarebbe già stato designato da Mosca il suo successore.

Le indagini ordinate da Henry Tasca sull’articolo del 28 aprile apparso sull’Unità, che riportava la notizia di una riunione a casa della vedova Feltrinelli di esponenti filo monarchici, concludono che l’informatore del quotidiano comunista è “il figlio diciottenne di uno dei partecipanti alla riunione, cioè Giangiacomo Feltrinelli”.

 

5 – 6 giugno: Napoli, si svolgono riunioni fra elementi monarchici che progettano di opporsi militarmente all’instaurazione della repubblica. Viene segnalata la partecipazione del generale Giovanni Messe, del generale Falanga, dell’avvocato Gaetano Contursi. Ma infine si decide che non ci sono le condizioni per l’insurrezione.

 

6 giugno: Napoli, una folla di monarchici tenta di assaltare la caserma dei carabinieri di Capodimonte per impadronirsi delle armi. Nel corso degli scontri, gli agenti uccidono con una raffica di mitra, Carlo Russo: aveva solo 14 anni. Per effetto dell’esplosione di una bomba, muore Ciro Martino e altre 6 persone rimangono ferite.

Napoli , come concordato tra re Umberto II e De Gasperi, la regina Maria Josè s’imbarca con i familiari sull'incrociatore Duca degli Abruzzi.

In un articolo pubblicato dall'Unità, Togliatti denuncia la “seminagione di discordie cui attendono troppi ministri del culto cattolico”, concludendo che non sarebbero riusciti a spezzare l’unità delle forze lavoratrici.

 

7 giugno: Cina, tregua tra comunisti e Kuomintang dopo l’intervento di mediazione del generale Marshall.

Padova, un gruppo di docenti universitari presenta alla magistratura un ricorso contro i risultati del referendum, adducendo che sulla base di quanto stabilito dal decreto del 16 marzo 1946 con il quale era stato indetto il referendum, bisogna riferirsi alla “maggioranza degli elettori votanti” e non solo ai voti validi, sul cui computo esclusivo il ministro degli Interni Giuseppe Romita aveva basato i suoi calcoli.

Roma, L’Osservatore Romano, in risposta all’articolo scritto da Togliatti per L’Unità il giorno precedente, scrive: “Se vi è un sistema errato nei confronti dei cattolici e soprattutto dei lavoratori cattolici, è quello di volerli scindere, metterli in urto con la Chiesa e con la sua gerarchia. Perché l’unità dei lavoratori nella difesa dei loro legittimi interessi è stata autorevolmente e ripetutamente approvata, ma se si volesse impostarla su temi politici e ideologici, troverebbe i lavoratori cattolici compatti nella difesa dei loro sentimenti religiosi e della loro libertà di coscienza contro chiunque. E sarebbe questo insano tentativo una vera, deleteria opera di scissione della classe lavoratrice e di tradimento del patto di unità sindacale”.

Napoli, l’Unione monarchica italiana si costituisce in partito politico sotto la direzione del generale Falanga e del notaio Angrisani.

Napoli, Andrea Finocchiaro Aprile s’incontra col maggiore delle armi navali Enrico Salomone, con il tenente Domenico Ciccarelli, con l’ingegnere Valenzuola e con l’ex sciarpa littorio Franceschini per verificare la possibilità di concordare un’azione dei separatisti siciliani a favore della monarchia.

 

8 giugno: il ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti, per celebrare la vittoria della Repubblica, pro­pone un’amnistia che copra ogni reato politico, escludendo solo quelli che si sono resi prota­gonisti di  “sevizie particolarmente efferate”. Ma, come osserva Giorgio Bocca (Giorgio Bocca, Palmiro Togliatti, Laterza 1973, pag. 483) “la magistratura conservatrice e fascista inter­preta le efferate sevizie in modo così riduttivo che tutti i boia della repubblica a di Salò, tutti i torturatori di partigiani, vengono messi in libertà”.

Un dossier raccolto dalla Questura di Napoli e passato ai servizi segreti americani rivela che “il principe Gianni Caracciolo ha organizzato un movimento apertamente separatista insieme al generale Ettore Boergstrom e l’avvocato Rubetti: tutti e tre sono filo monarchici”. Riporta, inoltre, notizia che i monarchici si stanno armando e che stanno cercando di ottenere armi anche “dai carabinieri e dalla Questura”.

Napoli, nel corso di nuovi scontri, la polizia uccide Gaetano D’Alessandro di 16 anni, che manifestava a favore della monarchia.

Bari, segnalate riunioni di ufficiali monarchici.

Roma, arrestato Concetto Pettinato, direttore della Stampa di Torino durante la Rsi. Sarà scarcerato pochi giorni dopo, per effetto dell’amnistia Togliatti. Nuovamente arrestato il 3 ottobre, il suo iter giudiziario si concluderà il 9 gennaio 1947 con la definitiva rimessa in libertà, per decisione della Cassazione.

 

9  giugno: Pio Petrilli, segretario della presidenza del Consiglio, comunica alla Prefettura di Udine che “Presidente Consiglio habet disposto invio lire cinquecentomila a fondo speciale di propaganda italianità”.

 

10 giugno: Roma, il presidente della Corte di cassazione Giuseppe Pagano comunica che i votanti per la repubblica sono 12.718.019 voti contro i 10.709.423 per la monarchia e  dichiara: “La Corte, a norma dell’art.19 del d. lgt. 23 aprile 1946 nr.1219, emetterà in altra adunanza il giudizio definitivo sulle contestazioni, proteste, reclami, presentate agli uffici dalle singole sezioni, a quelle centrali e circoscrizionali e alla Corte stessa concernenti le operazioni relative al referendum: integrerà il risultato con i dati delle sezioni ancora mancanti e indicherà il numero complessivo degli elettori votanti, dei voti nulli e dei voti attribuiti”. Le sezioni mancanti erano 118. Non c’è ancora, dunque, la proclamazione ufficiale.

Roma, dopo la conclusione della seduta della Cassazione, De Gasperi si reca al Quirinale per definire ugualmente con il Re la questione costituzionale. Umberto II rifiuta: “La Corte ha rinviato a un secondo tempo la proclamazione dei risultati definitivi (…) La proclamazione di un governo provvisorio repubblicano è un’illegalità. Preferirei, se un trapasso dovesse esserci, nominarla io stesso reggente civile. Non è possibile aderire alla sua richiesta di un trapasso di poteri e la mia conseguente partenza: in simili condizioni, essa assomiglierebbe ad una fuga”.

Roma, il direttivo della Cgil, riunito in via straordinaria, si pronuncia a “sostegno del governo nella difesa della legalità democratica”.

 

11 giugno: Napoli, folti gruppi di dimostranti guidati da monarchici e fascisti invadono le strade provocando vasti disordini e gravi danni. Le manifestazioni, contrarie all’esito del referendum, proseguiranno anche il giorno successivo culminando con l'attacco alla sede della Federazione del Pci, sottoposta a lancio di bombe a mano, ripetuti tentativi d'incendio e colpi d’arma da fuoco. Anche la polizia è coinvolta, mentre dalla sede del partito i militanti rispondono al fuoco. A conclusione dei disordini si conteranno sette morti e più di cinquanta feriti

Il ministro degli Interni Romita, partecipa ad un comizio organizzato, in piazza del Popolo a Roma, dalla Cgil. E afferma: “Non andate in nessun altro posto. Spero che mi abbiate capito. Non andate al Quirinale. Al Quirinale ci andremo un'altra volta e ci verrò anch'io, se vorrete, al canto della Marsigliese”.

Pietro Secchia, in un discorso ai segretari di sezione del Pci della provincia di Novara, afferma, fra l’altro:(…) Il mitra  è spesso sulla bocca di certi compagni ed è diventato una specie di toccasana, si dice ah! Quei tempi in cui col mitra si risolveva tutto. Certi atteggiamenti di certi nostri compagni servono ad avallare le calunnie che vengono lanciate contro di noi, che noi non saremmo un partito democratico (…)

Gorizia, fondato il Gruppo brigate Venezia Giulia, composto da partigiani monarchici collegati ad ufficiali dei servizi segreti militari italiani. Nel suo statuto, fra l’altro, si legge che esso intende rappresentare (…) la riunione di uomini di pura fede italiana che intendono agire in difesa del territorio della Venezia Giulia che con il trattato di pace o con altri allegati dovrà essere posto sotto la sovranità dell’Italia su basi democratiche quale fattore indispensabile per il raggiungimento della fratellanza e della prosperità dei popoli”.

Milano, riapre il teatro La Scala. Alla serata inaugurale dirige l'orchestra Arturo Toscanini, rientrato appositamente dagli Stati uniti.

 

12 giugno: il Consiglio dei ministri attribuisce le funzioni provvisorie di Capo dello Stato ad Alcide De Gasperi.

Roma, Umberto II fa pervenire a De Gasperi una comunicazione: “Signor presidente, ritengo opportuno confermarle ancora una volta la mia decisa volontà di rispettare il responso del popolo italiano espresso dagli elettori votanti, quale risulterà dagli accertamenti e dal giudizio definitivo della Suprema corte di cassazione, chiamata per legge a consacrarlo”. Dopo le 22.00, il Giornale della Sera esce in edizione straordinaria, pubblicando il documento integrale nel quale Umberto II accusa il governo De Gasperi di avere “in spregio alle leggi e al potere indipendente e sovrano della magistratura. Dopo le 22.00, il “Giornale della sera” esce in edizione straordinaria, pubblicando il documento integrale nel quale Umberto II accusa il governo De Gasperi di avere “in spregio alle leggi e al potere indipendente e sovrano della magistratura (…) compiuto un gesto rivoluzionario, assumendo con atto unilaterale e arbitrario poteri che non gli spettano”

Napoli, una folla di monarchici si accalca ddavanti la federazione del Pci in via Medina, dopo che dall’interno della sede avevano sparato contro Mario Fioretti, che tentava di togliere la bandiera rossa, uccidendolo. La polizia spara a sua volta contro i dimostranti, uccidendo Michele Pappalardo, Felice Chirico, Guido Beninanto, Vincenzo di Guida, Francesco d’Azzo e Ida Cavalieri. Giorgio Amendola, presente all’interno della federazione, viene arrestato dagli alleati, ma rilasciato a seguito dell’intervento della Questura.

 

12 – 13 giugno: Roma, nel corso della notte molti uomini politici preferiscono dormire in casa di amici. Palmiro Togliatti viene ospitato nell’Ambasciata sovietica.

 

13 giugno: re Umberto lascia Roma per l’esilio di Cascais, in Portogallo. Prima di partire dall’Italia lancia un proclama alla nazione nel quale afferma di considerare un atto rivoluzionario quello compiuto dal governo che ha assunto arbitrariamente poteri che non gli spettavano.

 

14 giugno: Parma, riunione della Camera del Lavoro, allargata ai direttivi delle leghe e alle commissioni interne per discutere delle iniziative contro l’aggravarsi della disoccupazione.

 Lecce, 50 allievi ufficiali dell’Accademia militare di Modena, provvisoriamente installata in quella città, si dividono i pezzi della bandiera sabauda, come è uso per non far cadere lo stendardo in mano al nemico


 

15 giugno: Bologna, La voce dei lavoratori, organo della Camera del Lavoro esprime la soddisfazione per il risultato referendario e per la soluzione positiva della crisi politica ed istituzionale. L’articolo di fondo, scritto da Giuseppe Di Vittorio, chiarisce il significato dell’affermazione politica e il riflesso della stessa sulla dinamica dei rapporti fra le classi sociali.

 

18 giugno: siglato l’accordo per gli edili che ottengono fra l’altro il riconoscimento delle ferie.

San Martino Piccolo di Correggio (Re), ucciso don Umberto Pessina. Si tratta del più noto degli omicidi riferibili a ex partigiani nell'area geografica conosciuta come “triangolo della morte”


 

19 giugno: Parma, siglato l’accordo per gli spesati agricoli


 

20 giugno: in un rapporto, i servizi segreti americani rilevano che la partenza di Umberto II da Roma ha contribuito a “disinnescare un colpo di stato monarchico in avanzata fase di realizzazione”.

 

21 giugno: Varese, durante il processo contro Ampello Mori, dirigente della Falck, quando il pubblico ministero chiede la sua assoluzione per insufficienza di prove, il pubblico travolge il cordone di polizia e bastona avvocati e imputato.

Pietro Secchia, nel corso della riunione della direzione nazionale del Pci, a commento dei deludenti risultati elettorali, afferma:(…) Che cosa ha avuto in questo primo anno di pace la classe operaia? E’ stata sulla difensiva. Ha avuto salari di fame. Si è ottenuto il blocco dei licenziamenti, ma anche questo è una pura opera difensiva e gli operai vivono sempre sotto la minaccia dei licenziamenti. I consigli di gestione non sono stati riconosciuti, la funzione e il potere dei comitati di liberazione sono andati via via esaurendosi (…). Sui rapporti con la Chiesa egli dichiara: “Siamo per la libertà di religione, sì, ma anche per la libertà di coscienza, siamo e dobbiamo essere per uno stato laico. E dobbiamo soprattutto tener duro su questo: che i preti non possono e non debbono servirsi della religione per fare della politica. E vorrei dire anche qualcosa di più: che allo stesso modo che siamo per la libertà di propaganda religiosa, non so perché dovremmo essere contrari alla propaganda di principi filosofici materialisti”.

 

22 giugno: i Cln annunciano il loro scioglimento, “constatato che si è ormai esaurita nell’attuale situazione politica” la loro funzione.

La Cassazione accoglie i ricorsi presentati da Filippo Anfuso, Roberto Navale e Paolo Angioi, rispettivamente condannati a morte, all’ergastolo, a 20 anni e 6 mesi di reclusione per l’omicidio dei fratelli Rosselli.

 

24 giugno: comunicato della Cgil sulla vertenza della mezzadria, nel quale afferma fra l’altro che “dopo aver preso atto degli sforzi compiuti (da De Gasperi) per addivenire a una riconciliazione delle vertenza si affida al suo senso di giustizia sociale e di responsabilità politica per risolvere la questione con un arbitrato. In seguito a tale passo è stata interessata la Confederazione generale degli agricoltori, la quale non ha fatto pervenire fino a questo momento alcuna comunicazione”.

 

25 giugno: l’Assemblea Costituente inizia i suoi lavori. Il 28 elegge l’economista Enrico De Nicola capo provvisorio dello Stato. .

Giungono nel carcere di Procida (Na), Vito Mussolini, il prefetto Bassi, il generale Diamanti e Francesco Giunta, esponente del fascismo triestino.

Coriano (Fo), agitazioni dei braccianti per la riassunzione al Consorzio Agrario dell’ex podestà Ferri.

 

27 giugno: De Gasperi, nella sua qualità di capo dello Stato provvisorio, concede la grazia fascisti Suvich e Rolando Ricci.

Milano, inizia il processo a carico dei 57 componenti superstiti del reparto di polizia speciale diretto da Pietro Koch.

Ravenna, gli agrari ravennati rifiutano l’applicazione del Lodo De Gasperi. Il patto prevede la tradizionale ripartizione a metà del prodotto tra mezzadro e proprietario, un contributo del 24% del reddito di un anno da parte del proprietario per la riparazione dei danni di guerra e l’aggiunta per l’anno in corso di un 10% per migliorie.

Bologna, la Camera del Lavoro emette il seguente comunicato: “In seguito al tentativo di far rientrare nelle fabbriche, negli uffici e nelle varie amministrazioni il personale in precedenza allontanato per motivi politici si è creata, in seno alla nostra organizzazione e tra i lavoratori una agitazione (che in alcuni casi è giunta sino allo sciopero) tendente ad impedire che il fatto avvenga. La Commissione Esecutiva, nella sua seduta odierna, dopo aver esaminato la questione sotto tutti gli aspetti, anche in rapporto al grave problema della disoccupazione, mentre decide di informare la segreteria della CGIL perché siano prese misure di carattere generale, invita tutte le organizzazioni sindacali a dare disposizioni alle CI e a tutti i loro aderenti, in modo che le maestranze vengano ovunque mobilitate contro il rientro al lavoro dei menzionati elementi indesiderabili. Perché il fermo atteggiamento che si deve assumere possa ottenere l’appoggio morale della popolazione è necessario che tutte le azioni siano rese di pubblica ragione, con ordini del giorno votati dalle maestranze”.

 

28 giugno: Roma, eletto Presidente provvisorio della repubblica Enrico De Nicola con 396 voti su 501, mentre 40 vanno al repubblicano Cipriano Facchinetti, 32 al qualunquista Ottavio Penna, 12 a Vittorio Emanuele Orlando, 10 ad altri e 12 sono considerati nulli.

Alcide De Gasperi fa sapere il suo giudizio sulla vertenza mezzadrile, che non definisce “arbitrato” perché la Confida non ha aderito all’incarico dato al presidente del Consiglio di procedere al “lodo arbitrale”.

Naro (Agrigento), ucciso dalla mafia Pino Camilleri, sindaco socialista e dirigente contadino, mentre si recava a cavallo a Riesi (Caltanissetta), al feudo Deliella, oggetto di contesa tra gabelloti mafiosi e contadini. 

 

29 giugno: Roma, su Il Globo Luigi Barzini, in polemica con la Confida, scrive: “Non riesce neppure a raccogliere le quote associative dei suoi protetti, non è rappresentata a Montecitorio. La Confida nel mondo moderno delle vaste organizzazioni disciplinate e condotte verso un fine preciso, non esiste. Non ha uomini, idee, fiducia in se stessa, organizzazioni, piano obiettivi, alleati (…) non si arma di quelle armi (il consenso delle moltitudini conquistato con una tecnica precisa) che sole servono in un paese democratico. Che aspetta?”.

Escono dal carcere di Procida Jacomoni, già luogotenente in Albania; Alessandro Chiavolini, luogotenente generale della Msvn; Bruno Biagi, sottosegretario di stato; il questore Pileri.

Parma, con un manifesto apocrifo firmato Camera del lavoro, si convoca uno sciopero generale contro la disoccupazione. Il 1° luglio, data dello sciopero, migliaia di persone stazionano in piazza Garibaldi e per le vie del centro. A questo punto, anche per non far degenerare la situazione, la Camera del lavoro avoca a sé le trattative con Prefettura e industriali. La tensione in piazza continua a salire, e nemmeno l’accordo raggiunto la sera successiva (avvio di opere pubbliche e impegno delle aziende ad assumere un’aliquota del 20%, ma che sarà poi largamente disatteso), soddisfa i disoccupati. Solo un intervento dell’on. Dante Gorreri riesce a calmare gli animi, far accettare l’accordo e far cessare lo sciopero.


 

Giugno: Gli Stati Uniti approntano il piano Pincher (Morsa) di attacco nucleare all’Urss che prevede l’impiego di 50 bombe atomiche e resterà valido fino al marzo 1948, quando sarà sostituito da un altro ancora più distruttivo.

 

Il maresciallo Calandra incontra Salvatore Giuliano, su autorizzazione del colonnello Armando Calabrò, facente funzioni di comandante della 6° brigata carabinieri di Palermo.

 


Fine giugno: Bologna, entrano in agitazione i lavoratori della Buini e Grandi che chiedono il pagamento del Premio della repubblica e l’assegnazione di copertoni per le biciclette.


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1946: luglio - 30 settembre