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1940

Imola, alla fine degli anni '30, grazie anche alle necessità dell’industria bellica, sono nate fabbriche importanti come la Cogne, l’Orsa, la Castelli e la Dalmata. Gli addetti all’industria raddoppiano, la sola Cogne raggiunge i 2.000 dipendenti, di cui 700 sono donne. Si verifica un massiccio spostamento di manodopera dalla campagna alla città, un incremento degli studenti provenienti dalle classi inferiori nella scuola Industriale, mentre rientrano in città molti operai specializzati che, sotto la spinta della crisi, avevano dovuto cercare lavoro nelle industrie del nord.

 



Stati Uniti, Bolaffio, Ascoli, Cantarella, Poggi, Salvemini e Venturi fondano l’Italian Emergency Rescue Committee per il trasferimento in USA dei fuoriusciti italiani

Pescaraentra in produzione la quarta centrale idroelettrica sul fiume Pescara

Pio XII  riforma l'AC con la promulgazione di nuovi Statuti: la responsabilità laicale veniva drasticamente limitata ai livelli unitari, a cominciare dal centro nazionale, dove la Giunta veniva sostituita da una Commissione cardinalizia



3 gennaio: Roma, istituita l’Ige, imposta generale sull’entrata, per fronteggiare l’aumento della spesa pubblica. La tassa colpisce tutti gli introiti derivati da cessioni di beni e servizi. Prende forma la politica del Governo destinata a finanziare l’economia di guerra

 

5 gennaio: Mussolini scrive a Hitler per  proporre l’Italia come forza di riserva politica, diplomatica, economica e militare della Germania nel conflitto contro le democrazie occidentali. Invita inoltre il Fuhrer a cercare per ora un accordo a Ovest e ad attaccare il nemico mondiale numero uno: l’Unione Sovietica.

 


15 gennaio: inizia anche in Italia la distribuzione di carte annonarie per il razionamento dei beni di consumo.

 




11 febbraio: accordo economico tedesco – sovietico che rende inefficace il blocco navale britannico.

 

21 febbraio: Roma, il governo decide il sequestro degli oggetti di rame per far fronte alla fornitura ai tedeschi di 3.600 tonnellate di materiale.

 

1° marzo: mobilitazione generale in Italia, 132 battaglioni di camice nere sono inquadrati nei reparti regolari dell’esercito.

 







Roma, esce il primo numero della rivista Primato, diretta da Giorgio Vecchietti e Giuseppe Bottai.

 

Sospese le deroghe al blocco navale stretto attorno alla Germania dalla Marina inglese.

 

10 marzo: Berlino, Hitler chiede a Mussolini di entrare in guerra.

 

12 marzo: i sovietici firmano la pace con la Finlandia che cede all’Urss l’istmo e parte della Carelia orientale e il diritto di transito nel nord di Petsamo.


Nella foto: l'esodo di una famiglia finlandese che abbandona, sulla tradizionale slitta trainata dalla renna, le zone cedute alla Russia.

 


13 marzo: la Germania si impegna a fornire all’Italia, via terra a causa del blocco navale, il carbone necessario al funzionamento della produzione industriale.

 


18 marzo: Hitler e Mussolini si incontrano al passo del Brennero. Viene discussa l’entrata in guerra dell’Italia a fronte della decisione tedesca di procedere con la massima rapidità contro Francia e Gran Bretagna.

 




31 marzo: Roma, promemoria segretissimo redatto da Mussolini che analizza la situazione internazionale e della guerra in corso. Delinea il comportamento italiano e i piani delle operazioni militari nel caso sempre più probabile di un coinvolgimento italiano nel conflitto. Il 6 aprile il promemoria sarà inviato al Re, ai ministri degli Esteri Ciano e dell’Africa Attilio Teruzzi, al segretario del PNF Ettore Muti e alle più alte cariche militari. Gli Stati maggiori delle tre armi si mostreranno perplessi sull’adeguatezza del piano.

 

Aprile: Roma, il Sim (Servizio informazioni militare) viene diviso, su decisione di Barracu,  in due distinte sezioni. Nascono così il Servizio di controspionaggio e i Servi Speciali. Questa decisione viene così giudicata dal generale Cesare Amè: “L’intervento spezzava l’unità del SIM e dava luogo ad una frattura esiziale che, favorendo divergente attività e compromettendo l’indispensabile collaborazione, valse a rendere difficile per mesi preziosi il compito comune (…) il nuovo servizio autonomo, troncone con scarse possibilità di vita e debole efficienza, era tuttavia destinato a vivere per tutto il 1940, cioè per un periodo decisivo ai fini dell’impostazione di tutta una serie di provvedimenti di polizia militare e dell’impianto adeguato e rapido della organizzazione di controspionaggio di guerra” (Cesare Amè, Guerra segreta in Italia, Casini editore, Roma 1954, pag. 11).

 


9 aprile: la Germania invade la Danimarca che si arrende senza opporre resistenza e la Norvegia che cade il 10 giugno. Re Haakon fugge a Londra dove forma un governo in esilio, mentre nasce un nuovo governo diretto dal collaborazionista Vidkun Quisling, capo dei fascisti norvegesi e che sarà giustiziato all’indomani della liberazione. L’ambasciatore tedesco a Roma informa il governo italiano solo dopo l’avvio delle operazioni.

 


10 maggio: Londra, si dimette per problemi di salute il primo ministro Neville Chamberlain. E’ sostituito da Winston Churchill che forma un governo composto da Conservatori e Laburisti. Churchill assume anche la direzione generale della Difesa.

Inizia l’offensiva tedesca ad Ovest secondo la tecnica della Blitzkrieg (guerra lampo) e senza dichiarazione di guerra. Il 14 cade il Belgio e il 15 l’Olanda. Re Leopoldo III dei Belgi viene internato, mentre la regina d’Olanda riesce a fuggire a Londra dove forma un governo in esilio.

 

13 maggio: Olanda, Rotterdam è rasa al suolo dall’aviazione tedesca. Il giorno dopo l’Olanda si arrende.

 


14 maggio: Washington, il presidente Roosevelt invita nuovamente Mussolini ad astenersi dall’entrare in guerra. Due settimane prima Roosevelt aveva rivolto un analogo invito congiuntamente a Pio XII.

 

16 maggio: Londra, anche Churchill invita Mussolini a non entrare nel conflitto.

 

29 maggio: Roma, durante una riunione dei vertici militari, Mussolini dichiara di voler intervenire a fianco della Germania. Mussolini chiede al Re, e di fatto l’ottiene, il comando supremo delle Forze armate.

 

30 maggio: Roma, Mussolini informa Hitler della decisione italiana di entrare in guerra a fianco della Germania.

 

1° giugno: Roma, il Capo di Stato Maggiore Pietro Badoglio, chiede a Mussolini di ritardare di almeno un mese l'entrata in guerra.

 



3 giugno: Dunkerque, 350 mila soldati francesi e inglesi, accerchiati dalle truppe tedesche, riescono fortunosamente a imbarcarsi verso l’Inghilterra.

 








10 giugno: Roma, l'Italia dichiara guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. Il Duce comunica la decisione dal balcone di palazzo Venezia: "Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria".

La dichiarazione di guerra fu accompagnata da un falso. Il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, d’intesa con il suocero Benito Mussolini, fece, infatti, lievitare enormemente i danni riportati dall'economia italiana «per effetto del blocco marittimo» imposto dall’embargo franco-inglese: dalla stima reale di 50 milioni di lire si passò alla cifra “politica” di un miliardo di lire. La vicenda di questa cifra falsificata, utilizzata dal regime fascista per giustificare l'entrata in guerra, è rivelata dalle memorie inedite dell’ambasciatore Luca Pietromarchi, pubblicate sulla rivista Nuova Storia Contemporanea. Il conte

Pietromarchi era all'epoca il direttore dell'Ufficio per la guerra economica del ministero degli Esteri, guidato da Galeazzo Ciano. E fu Pietromarchi a preparare un rapporto per Benito Mussolini sul blocco navale, poi pubblicato alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia. Il 30 aprile 1940 Filippo Anfuso, capo di gabinetto della Farnesina, ordinò a Pietromarchi di preparare un rapporto sulla ''guerra marittima'' da consegnare a Mussolini. Doveva essere di ''eccezionale lunghezza'', perché sarebbe poi stato utilizzato in sede di dibattito parlamentare per dimostrare i soprusi subiti dall'Italia a causa dell'embargo navale. La stima dei danni venne calcolata in 50 milioni di lire. «Considerai la valutazione rispondente al vero perché i sequestri erano stati rallentati e i dissequestri quasi sempre concessi», annota Pietromarchi nelle sue memorie inedite. Ma quella stima di 50 milioni era poca cosa. «Mi chiedevo perciò se era possibile giustificare una protesta destinata ad avere una risonanza internazionale per un danno di 50 milioni di lire», osserva nel suo diario. Pietromarchi ne parlò allora con Ciano, il quale rispose: «Denuncia un miliardo di danni». E tale, osserva Pietromarchi, «fu la cifra riferita nel rapporto. Fu questo il solo dato non vero». Il 6 maggio 1940 Ciano informò il conte che «per disposizione del Duce» il rapporto sarebbe stato pubblicato a firma di Luca Pietromarchi. «Ne rimasi vivamente contrariato», afferma nelle sue memorie. «Non è possibile – obiettò – si tratta di un documento d'ufficio, di carattere interno. Pubblicandolo vengo a trovarmi nell’impossibilità di continuare nell'azione svolta finora, perché verrebbero a mancarmi le cordiali relazioni personali coi colleghi inglese e francese». Ciano rimase sorpreso delle sue obiezioni: «Aveva creduto, nel darmi la notizia, di mettermi al colmo della soddisfazione». «Ma come! – disse - Il tuo nome andrà su tutti i giornali e ti lamenti pure? Non stai bene».


In partenza per il fronte!


11 giugno: Genova, una mezza dozzina di bimotori inglesi Whitley lasciarono cadere nella notte su Genova circa 5 tonnellate di bombe, provocando poche decine di morti e feriti e danni assai trascurabili.


14 giugno: l’esercito tedesco entra e occupa Parigi. Lo stesso giorno la flotta francese e inglese bombarda Genova dal mare, tre morti 

Savona, otto bimotori francesi LeO 451 attaccarono con poco successo i depositi di nafta di Vado Ligure (soltanto due apparecchi colpiscono l’obiettivo)

 

16 giugno: Parigi, il maresciallo Petain capo del governo in sostituzione di Reyaud. Immediatamente Petain chiede l’armistizio dopo l’ingresso dei tedeschi a Parigi. Inizia il collaborazionismo con i nazisti occupanti.

Una mezza dozzina di bimotori francesi LeO 451 in rotta su Genova doveno desistere dalla missione, limitandosi a sganciare a casaccio qualche tonnellata di ordigni nei dintorni di Imperia e su Finale Ligure, Savona e Varazze. 

Nella notte Milano subisce il suo primo bombardamento


17 giugno: la Raf bombarda Genova, Varese, Sesto Calende, Monza e Milano 


18 giugno: Monaco di Baviera, si incotrano Hitler Mussolini e Ciano. Hitler rigetta la richiesta italiana di trattare insieme l’armistizio con la Francia e le rivendicazioni territoriali italiane.

Aerei francesi bombardano Mondovì Ciriè e Cagliari 


19 - 20 giugno: ultimi bombardamenti francesi sulla liguria, un quadrimotore Arcturus bombarda La Spezia, mentre nella notte tra il 22 e il 23 giugno due C.A.M.S. 55 attaccano nuovamente, provocando lievi danni, Imperia e Finale Ligure.

 

20 giugno: inizia l’offensiva italiana sul fronte delle Alpi con l’obiettivo di penetrare il più possibile in territorio francese.

 

22 giugno: armistizio tra Francia e Germania. Prevede il diretto controllo tedesco sui territori a Nord della linea Ginevra - Dole - Moulins - Tours e a Ovest della linea Tours - Mont de Marsan - confine spagnolo, ovvero i tre quinti del territorio francese. Il resto della Francia sarà governato dal governo collaborazionista (governo di Vichy, dove è spostata la capitale) guidato dal maresciallo Pétain. Il generale Charles De Gaulle costituisce a Londra il movimento di liberazione Francia libera. Le formazioni partigiane francesi si raccolgono nelle Forces Francaises de lnterieur sotto la guida del generale Koenig.

Aerei francesi bombardano Livorno e Marsala

 


23 giugno: l'aviazione francese bombarda Palermo


24 giugno: armistizio tra Italia e Francia, dopo che le truppe italiane non hanno ottenuto alcun significativo successo. L’Italia ottiene solo Mentone, la smilitarizzazione di una fascia di territorio sul confine libico-tunisino e l’uso del porto di Gibuti.

 

26 giugno: ultimatum sovietico alla Romania.

 

Berlino, Hitler respinge l’offerta italiana di un corpo di spedizione per l’invasione dell’Inghilterra.

 

28 giugno: Cesena, distribuiti nelle campagne cesenate volantini contro l’entrata in guerra dell’Italia. Nei giorni successivi volantini analoghi sono distribuiti anche a Forlì, Rimini e Forlimpopoli.

 

Truppe sovietiche occupano la Bessarabia e la Bucovina settentrionale.

 

Giugno: il generale Cesare Amè a capo del Sim.

 


3 luglio: Orano, gli inglesi affondano la flotta francese.

 


4 luglio: le truppe italiane entrano in Sudan.

 

9 luglio: scontro navale italo - inglese a Punta Stilo, sulla costa calabrese. L’aviazione italiana bombarda per errore le nostre navi.

La nave da battaglila Conte di Cavour in azione durante la battaglia di Punta Stilo, il pomeriggio del 9 luglio 1940. L'azione scaturita dalla necessità di scortare dei convogli da entrambe le parti portò la Mediteranean Fleet a operare presso le coste italiane. Dopo l'inconcludente battaglia, che vide l'ammiraglio Campioni interrompere lo scontro dopo il colpo a bordo della Giulio Cesare, gli Swordfish della portaerei Eagle attaccarono la rada di Augusta e affondarono con un siluro il cacciatorpediniere Leone Pancaldo.

 


Francia, il governo di Vichy affida pieni poteri a Petain. Inizia il collaborazionismo con i nazisti occupanti.

 

22 luglio: nuova offerta di pace tedesca all’Inghilterra, con la pretesa della restituzione delle colonie tedesche. L’appello non è accolto dagli alleati.

 

Giappone,  il principe Konoye Fumimaro è di nuovo nominato primo ministro.

 

30 luglio: Francia, il governo di Vichy consente il libero transito delle truppe giapponesi nella colonia francese del Vietnam settentrionale.

Forlì, relazione del direttore dell’Ufficio provinciale delle corporazioni sulla situazione economica in provincia. Si legge, tra l’altro: “l’esperienza di queste settimane di guerra ha posto maggiormente in luce localmente la deficiente attrezzatura e la scarsa capacità organizzativa degli organi economici di categoria (…) su cui posa in gran parte l’attuazione del razionamento e degli approvvigionamenti controllati (…). Per quanto riguarda l’approvvigionamento delle Forze Armate e delle industrie conserviere, i raduni (di bestiame) funzionano in pieno (…). Per l’approvvigionamento della popolazione civile, ben poco si è fatto”.

 

14 agosto: Carpi, scioperano contro la minaccia di disoccupazione, i 300 dipendenti della Menotti, industria addetta alla fabbricazione di reti mimetiche.


9 agosto: le truppe italiane completano la conquista della Somalia britannica.

 

30 agosto: il Giappone, con il beneplacito del governo francese, installa proprie basi in Indocina.

 

agosto – ottobre: battaglia aerea d’Inghilterra. L’aviazione tedesca, comandata da Herman Goering, colpisce principalmente Londra. I bombardamenti sono pesantissimi e ingenti le perdite tra la popolazione civile, ma la Gran Bretagna riesce a conquistare la superiorità nell’aviazione da caccia e nella contraerea anche grazie alla scoperta e l’impiego del radar. Nel maggio successivo l’offensiva tedesca si esaurisce.

 

Settembre: India, Gandhi assume nuovamente la presidenza del Congresso.

 

6 settembre: Romania, re Carol II è sostituito dal figlio Michele. Il generale Ion Antonescu capo del governo.

 

13 settembre
: inizia l’offensiva italiana in Africa settentrionale al comando del generale Graziani, dopo che lo stesso aveva chiesto senza successo un rinvio delle operazioni per l’inadeguatezza dei mezzi a disposizione. Il giorno 16  gli italiani conquistano la cittadini di Sidi Barrani, in territorio egiziano

 


23 settembre: Molinella (BO), 80 mondine, momentaneamente occupate a Marmorta in un fondo di proprietà della Società Finanziaria Immobiliare Agricola, protestano davanti all’ufficio di collocamento contro il basso prezzo del cottimo di mietitura del riso.

 

27 settembre: Berlino, firmato il Patto tripartito tra Germania, Italia e Giappone che prefigura il dominio dell’Europa occidentale da parte tedesca, del Mediterraneo dell’Italia e dell’Asia meridionale e insulare del Giappone. Inoltre si fa obbligo di dichiarare immediatamente guerra a chiunque attacchi un alleato. Successivamente aderiscono Ungheria, Romania, Slovacchia e la Francia di Vichy.

 

Ottobre: India, Gandhi rilancia la resistenza non violenta alla guerra. Numerosi arresti operati dalle truppe britanniche.

 

2 ottobre: Ravenna, mondine e braccianti protestano in piazza contro il razionamento del pane. Alla protesta si uniscono le operaie dello iutificio Montecatini che scioperano per tre ore. Alcune operaie vengono arrestate, altre licenziate.

Negli stessi giorni e per lo stesso motivo, scioperano le operaie della Battistini di Forlì.

 

4 ottobre: Hitler e Mussolini si incontrano al Brennero. La Germania si impegna a far rispettare dalla Francia gli impegni con l’Italia riguardanti Nizza, la Corsica e i possedimenti coloniali francesi.

 



12 ottobre: Giappone, tutti i partiti presenti in Parlamento confluiscono nell’Associazione per l’assistenza alla politica imperiale.

 


Lancieri d'Aosta passano il Kalamas
28 ottobre: Mussolini inizia la disastrosa invasione della Grecia. Il Duce avverte Hitler della decisione durante un incontro a Firenze, contraccambiando così il silenzio tedesco in occasione dell’attacco a Danimarca e Norvegia. L’invasione italiana è bloccata dalla resistenza dell’esercito greco che, anzi, contrattacca occupando, in dicembre, un terzo del territorio albanese. L’Inghilterra interviene a sostegno dei greci.

                                                                                                                    

Novembre: Washington, embargo statunitense sulle esportazioni in Giappone di acciaio, ferro e petrolio.


1 novembre: primo bombardamento alleato su Napoli

 

5 novembre: Washington, Franklin Delano Roosevelt eletto per la terza volta presidente degli Stati Uniti.

 


12 novembre: attacco aereo inglese alla flotta italiana alla fonda nella rada di Taranto. Ingenti danni e perdite.

 




20 novembre: Hitler scrive a Mussolini criticando aspramente la decisione di attaccare la Grecia.

 

3 dicembre: controffensiva greca che conquista rapidamente un terzo del territorio albanese. Mussolini è costretto a chiedere l’intervento tedesco.

 

4 dicembre: Badoglio si dimette dopo gli insuccessi della campagna di Grecia. E’ sostituito dal generale Ugo Cavallero.

 

8 dicembre: la controffensiva inglese in Africa settentrionale costringe gli italiani ad una rapida e rovinosa ritirata. Il 10 dicembre cade Sidi Barrani, il 15 viene dato l’ordine di ripiegamento su Bardia lungo il confine tra Libia ed Egitto: attaccata dagli inglesi in gennaio, cadrà dopo pochi giorni. L’offensiva inglese proseguirà verso Tobruk. Dell’armata Pirenaica saranno fatti prigionieri oltre 120.000 uomini, le forze restanti saranno raggruppate in attesa di rinforzi intorno ad Homs, al limite occidentale del golfo della Sirte.

 



18 dicembre: Hitler emana la direttiva N° 18, nota come Operazione Barbarossa, che contiene il piano di aggressione all’URSS

 







21 dicembre: la Germania accusa gli Stati Uniti di “aggressione morale”.


Nel corso dell’anno la mobilitazione dell’apparato industriale non appare sufficiente a sostenere le necessità del Paese in guerra. Il Regime sottopone a sequestro le imprese a capitale straniero dei Paesi in guerra con l’Italia (Michelin, Saint - Gobain, Solvay, Shell)
 


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