Vespucci in Brasile

Una missione diplomatica                                                                                                             ENGLISH                            

I reali spagnoli, a loro volta, avranno preteso un trattamento di reciprocità nella spedizione portoghese del 1501-1502, soprattutto perché insospettiti dalla “accidentale” scoperta di Cabral dell’aprile 1500, di cui dovettero essere rapidamente informati dai rappresentati spagnoli a Lisbona dopo l’arrivo della nave dei rifornimenti, comandata da Gaspar de Lemos, con l’annuncio del “ritrovamento”, con la relazione di Cabral e le lettera di Caminha e di Faras. Secondo Couto (1998) il sovrano lusitano era entrato in possesso  dei documenti della spedizione già nel luglio 1500, quando poteva già essere informato del rientro a Siviglia del Vespucci. È anche del tutto verosimile che i rappresentanti portoghesi presso la corte dei Re Cattolici abbiano informato il loro Re dell’esistenza della grande terra australe esplorata dal Vespucci prima che giungesse la navetta di Gaspar de Lemos con la notizia della presa di possesso di Cabral. L’imbarazzo di Dom Manuel deve essere stato grande, non sapendo come giustificare con i suoceri l’approdo di una spedizione portoghese in una terra precedentemente visitata da una spedizione spagnola e la violazione della clausola del trattato di Tordesillas secondo la quale si sarebbe dovuto procedere di comune accordo e con spedizioni miste luso-ispaniche alla determinazione dei rispettivi possedimenti. Le notizie sulle spedizioni di Pinzón e di Diego de Lepe non possono che aver accresciuto i dubbi di Dom Manuel sui limiti dei possedimenti portoghesi e sulle possibili reazioni della corte spagnola alla notizia dell’approdo di Cabral. Dom Manuel in attesa di trovare un modo di presentare ai suoceri questo evento, impose il massimo segreto e minacciò la pena di morte per chi avesse inviato fuori dal Portogallo la mappa nautica [19].

Il 17 luglio 1500 il figlio di Dom Manuel, il piccolo Miguel da Paz, muore in Spagna presso i nonni materni e verosimilmente il sovrano lusitano perde le speranze che i due regni iberici possano essere unificati sotto un sovrano portoghese, cominciando a temere che i sovrani spagnoli, cessati i legami dinastici, potessero cominciare a pensare al possibile assorbimento del Portogallo. Per rinnovare il legame con i Re Cattolici chiese la mano di D. Maria di Castiglia, terza figlia di Ferdinando ed Isabella: i sovrani spagnoli diedero l’assenso al matrimonio che si realizzò il 30 ottobre 1500. A quest’epoca i sovrani spagnoli devono essere stati informati della scoperta di Cabral perchè nella mappa di Juan de La Cosa, firmata e datata nell’ottobre del 1500, non solo sono rappresentate le scoperte della spedizione Ojeda-de La Cosa-Vespucci, quelle di Diego de Lepe e Vicente Yañes Pinzón, ma è anche rappresentata la “isola” scoperta da Cabral e non vi sono prove che sia stata aggiunta a posteriori. Dom Manuel deve aver escogitato negli ultimi mesi del 1500 la soluzione diplomatica al problema della mancata comunicazione ufficiale ai suoceri sotto forma di una proposta di esplorazione comune o di partecipazione di osservatori spagnoli ad una spedizione che avrebbe dovuto avere il compito di determinare la posizione del meridiano di Tordesillas ed i limiti tra possedimenti portoghesi e spagnoli. Possibilmente avrà incaricato una delegazione portoghese di ringraziare i sovrani spagnoli per aver consentito alla presenza di osservatori portoghesi nella spedizione spagnola del 1499-1500 e di proporre di restituire il favore invitando osservatori spagnoli in una spedizione portoghese.

 

Nella Lettera a Soderini, per quanto non originale di Vespucci, ma verosimilmente condotta su qualche scritto del medesimo ed arricchita di qualche dettaglio sensazionalista da un anonimo libellista, si narra che il Vespucci sarebbe stato “consigliato” a rifiutare una prima offerta di D. Manuel giuntagli attraverso un messaggero portoghese. È possibile che la delegazione portoghese incaricata di portare ai Re Cattolici la proposta della spedizione di arbitrato, forse dopo aver sentito fare, da parte spagnola, il nome del Vespucci appena ritornato dalle Indie, abbia invitato il fiorentino. I Re Cattolici, probabilmente attraverso il Fonseca, avranno invitato il Vespucci a declinare l’invito per prendere tempo ed esaminare la proposta.  Dopo aver valutato attentamente la proposta portoghese non vengono frapposti ostacoli alla partenza di Vespucci per Lisbona a seguito di una seconda richiesta del sovrano portoghese portata da Giuliano di Bartolomeo di Giocondo, un italiano residente a Lisbona, verosimilmente legato alla comunità di banchieri e commercianti italiani da anni insediati in quella città. Vespucci questa seconda volta accettò, probabilmente con l’assenso dell’arcivescovo Fonseca e soprattutto dei Re Cattolici.

L’ipotesi di un accordo segreto tra i monarchi iberici trova fondamento  nello stesso trattato di Tordesillas, laddove si conveniva che

Para que a dita linha ou raia da dita partição se haja de dar, e dê direita e mais certa que ser poder pelas ditas trezentas e setenta léguas das ditas ilhas do Cabo Verde à parte do ponente como dito é; é concordado e assentado polos ditos procuradores de ambas as ditas partes, que dentro de dez meses primeiros seguintes contados do dia da feitura desta capitulação, os ditos senhores seus constituintes hajam de enviar duas ou quatro caravelas, a saber uma ou duas de cada parte ou mais ou menos segundo se acordar pelas ditas partes que são necessárias. As quais pera o dito tempo sejam juntas na ilha da Grã-Canária, e enviem em elas cada uma das ditas partes pessoas, assim pilotos como astrólogos e marinheiros, e quaisquer outras pessoas que convenham. Pero que sejam tantos de uma parte como da outra, e que algumas pessoas dos ditos pilotos e astrólogos e marinheiros e pessoas que saibam, que enviarem os ditos senhores rei e rainha de Castela, de Leão e de Aragão, etc., vão no navio ou navios que enviar o dito senhor rei de Portugal e dos Algarves, etc.; e assim mesmo algumas das ditas pessoas que enviar o dito senhor rei de Portugal vão no navio ou navios que enviarem os ditos senhores rei e rainha de Castela e de Aragão, tantos de uma parte como da outra pera que juntamente possam melhor ver e reconhecer o mar e os rumos e ventos e graus do Sol e norte, e assinar as léguas sobreditas, tanto que pera fazer o sinalamento e limite concorram todos juntos os que forem nos ditos navios que enviarem ambas as ditas partes e levarem seus poderes. Os quais ditos navios todos juntamente continuem seu caminho às ditas ilhas do Cabo Verde, e dali tomarão sua rota direita ao ponente até às ditas trezentas e setenta léguas, medidas como as ditas pessoas que assim forem acordarem que se devem medir, sem prejuízo das ditas partes. E ali de onde se acabarem se faça o ponto e sinal que convenha, //

// por graus do Sol ou do norte ou por singraduras de léguas, ou como melhor se puderem concordar. A qual dita raia assinem desde o dito pólo árctico ao dito pólo antárctico que é de norte a sul como dito é. E aquilo que assinarem o escrevam e firmem de seus nomes as ditas pessoas que assim forem enviados por ambas as ditas partes, os quais hão-de levar faculdade e poder das ditas partes, cada um da sua, pera fazer o dito sinal e limitação. E feita por eles sendo todos conformes, que seja havida por sinal e limitação perpetuamente pera sempre jamais, pera que as ditas partes nem alguma delas nem seus sucessores pera sempre jamais não a possam contradizer, nem tirar, nem remover em tempo algum, nem per alguma maneira que seja ou ser possa. E SE caso for que a dita raia e limite de pólo a pólo como dito é topar em alguma ilha ou terra firme, que ao começo de tal ilha ou terra que assim for achada onde tocar a dita raia se faça algum sinal ou torre, e que em direito do tal sinal ou torre se continuem daí em diante outros sinais pela tal ilha ou terra em direito da dita raia, os quais partam o que a cada uma das partes pertencer dela. E que os súbditos das ditas partes não sejam ousados os uns de passar à parte dos outros, nem os outros à dos outros passando o dito sinal ou limite em a tal ilha ou terra.

 (Traduzione Portughese  dell'originale spagnolo, conservato nella Biblioteca Nacional di Lisbona, foglio 4 fronte e verso) 

 

TRADUZIONE ITALIANA

Si faccia la suddetta linea o confine di questa ripartizione e che sia la più giusta e sicura che si possa, a trecento e settanta leghe dalle suddette isole di Capo Verde, dal lato di ponente come già detto; essendosi concordato e stabilito dai suddetti procuratori di ambedue le suddette parti che entro i prossimi dieci mesi a partire dal giorno in cui sarà fatta questo capitolato, i suddetti signori che la stipulano dovranno inviare due o quattro caravelle, ovvero una o due per ciascuna delle parti o più o meno,quante si riterranno necessarie dipendendo dagli accordi tra le suddette parti. Queste nel tempo sopra stabilito dovranno riunirsi nell’isola di Gran Canaria e ciascuna delle parti suddette dovrà inviare in esse persone, come piloti, studiosi degli astri e marinai e qualsiasi altra persona che stabiliscano. Però devono essere tanti da una parte che dall’altra e alcuni dei detti piloti e astrologi e marinai e persone competenti, che invieranno i suddetti signori Re e Regina di Castiglia, León, Aragona etc andranno nella nave o nelle navi che invierà il suddetto signore Re di Portogallo, Algarve etc e pure che che alcune delle persone che invierà il suddetto signore Re del Portogallo andranno nella nave o nelle navi che saranno inviate dai signori re e regina di Castiglia e di Aragona, tanto da una parte come dall’altra affinché insieme possano meglio vedere e riconoscere il mare, le rotte, i venti e i gradi del sole e del nord, e assegnare le suddette leghe, in modo che a fare l’assegnazione e limite contribuiscano tutti insieme quelli che saranno nelle dette navi che invieranno ambedue le dette parti portando i loro poteri. Le suddette navi continueranno insieme la loro rotta sino alle isole di Capo Verde e da là volgeranno la loro rotta verso ponente fino alle dette trecento e settanta leghe, misurate come le dette persone che vi saranno si accorderanno come si debbano misurare, senza danno delle dette parti. Elà dove si arriverà si faccia il punto o la segnalazione che sarà opportuno,//

 

 

// per gradi di sole o del nord o per il calcolo della rotta in leghe o come meglio si possa concordare. Segnino la detta linea dal polo artico al polo antartico che è da nord a sud come si è detto. E quello che segneranno lo scrivano e lo firmino con i propri nomi le dette persone che così saranno inviate da ambedue le dette parti, le quali [persone] dovranno portare le facoltà e il potere delle dette parti, ognuna per suo conto, per fare il detto segnale o limite. E da loro fatta essendo tutti d’accordo che si mantenga come segnale o limite perpetuo per sempre, affinché le dette parti nè nessuna desse né i loro successori mai la possano contraddire, né togliere, né rimuovere in nessun tempo né in nessuna maniera che sia o possa essere. E se per caso avvenga che detta linea o limite da polo a polo come detto, cada in qualche isola o terra ferma, che all’inizio di questa isola o terra che così fosse trovata dove tocchi la detta linea si faccia un segnale o torre e che in linea retta da questo segnale o torre si continuino a partire da quel punto altri segnali che dividano ciò che appartiene a ciascuna delle parti. E che i sudditi delle dette parti non osino gli uni passare dalla parte degli altri, né gli altri passare la parte degli altri passando il detto segnale o limite in quell’isola o terra.

(Traduzione dell'Autore di questo sito Web, a partire dalla copia in portoghese del Trattato di Tordesillas conservata nella Biblioteca Nazionale di Lisbona)

La spedizione comune di cui si parla in questo passo del trattato, per la determinazione delle terre al di là ed al di qua del meridiano di Tordesillas, non era mai stata effettuata e con Vespucci come fiduciario della monarchia spagnola a bordo di una nave portoghese poteva esserne allestita una versione ridotta e forse finanziata dai banchieri e dai commercianti di Lisbona, portoghesi e stranieri, che volevano sapere se avrebbero potuto investire nella terra di cui aveva preso possesso Cabral senza il pericolo di perdere il loro investimento per eventuali rivendicazioni territoriali della monarchia spagnola. Una ulteriore conferma del carattere di arbitrato che doveva avere la spedizione, lo si trova nella presenza, documentata [20] nella lettera di Vespucci del 4 giugno 1501, di un altro straniero, Gherardo Verde, un altro fiorentino, legato alla banca Medici, residente a Cadice. La controprova di questa ipotesi la vedremo più oltre, quando, appena ritornato Vespucci dalla spedizione, Dom Manuel accorderà la concessione per lo sfruttamento del legno del Brasil a Fernando de Noronha ed al consorzio di banchieri che lo sostengono; per il resto D. Manuel, determinato ad ottenere quanto più poteva dal commercio con le Indie Orientali, quasi si disinteressò del Brasile, il cui sfruttamento riprese soltanto dopo la sua morte.

Vespucci parte per Lisbona per mettersi al servizio di D. Manuel, El-Rei, il Re per antonomasia, come si facevano chiamare i monarchi portoghesi, o O Venturoso, il Fortunato, come lo chiameranno i sudditi per le numerose conquiste e scoperte geografiche avvenute nel corso del suo regno. La spedizione transoceanica, formata da tre caravelle parte il 13 maggio ed il 4 giugno si trova in Africa nel porto di Beseguiche, ovvero nell’attuale isola di Gorée, al promontorio del Capo Verde (da non confondere con le isole del Capo Verde) sulla costa di quella che allora era chiamata Guinea e dove attualmente si trova Dakar, capitale del Senegal; Vespucci misura la latitudine del luogo valutandola in 14 gradi a Nord dell’equatore, la stessa delle isole di Capo Verde e giudica che la longitudine debba essere quella del meridiano delle isole Canarie, mentre secondo Vespucci le isole di capo Verde si trovano spostate di 6o ad ovest del meridiano delle Canarie. Lo scopo di queste determinazioni di latitudine e longitudine può essere dedotto rifacendosi alla lettera in cui descrive il viaggio spagnolo del 1499-1500 e al trattato di Tordesillas che stabiliva che i possedimenti portoghesi potevano arrivare  sino ad un meridiano che doveva essere tracciato a 370 leghe ad ovest delle isole di Capo Verde. Poiché nella lettera si dà allo spostamento di 1 grado di longitudine il valore di 16,66 leghe, il Vespucci deve evidentemente aver dedotto che il meridiano in questione doveva trovarsi a
22o 30’ dalle isole di Capo Verde.

Il trattato di Tordesillas non indicava su quale delle isole dell’arcipelago di Capo Verde ci si doveva basare per effettuare il calcolo delle 370 leghe,ma è da supporre che da parte portoghese si volesse alludere alla più occidentale di esse, ovvero all’isola di S. Antão la cui longitudine da Greenwich, nel suo punto più occidentale è attualmente misurata in
25o30’. Sommando questo valore ai 22o 30’, ovvero alle 370 leghe del trattato di Tordesilhas, si otterrebbe un valore, rispetto all’attuale meridiano di riferimento di 47o 30’.


Nel porto sono alla fonda due delle navi della flotta di Cabral di ritorno dall’India e i capitani parlano liberamente con Vespucci, raccontandogli di essere giunti alla terra chiamata da Cabral Isola di Vera Cruz dopo una navigazione di venti giorni, prendendo la direzione “tra mezzogiorno e libeccio” e percorrendo quasi 700 leghe.

Queste notizie permettono al Vespucci di affermare

“è la stessa terra che io scoprii per il Re di Castiglia, salvo che sta più a levante” 

(lettera a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici del 4 giugno 1501).

Il cippo di Touros (a sinistra) e quello di Cananeia (a destra)

 

 

 

 

 

 


Dall’Africa, con una navigazione di 64 giorni, giunge sulla costa del Brasile, approdando, secondo la lettera al Soderini alla latitudine di 5o a sud dell’equatore, cioè nell’attuale stato del Rio Grande do Norte, probabilmente dove oggi si trova il municipio di Touros; qui prendono possesso della terra in nome del Re del Portogallo.

In questo luogo, nel 1890, un ricercatore brasiliano, José de Vasconcelos, si recò sulla traccia di questa indicazione di latitudine di Vespucci e vi scoprí un cippo in marmo di Lisbona sul quale era scolpita una croce di Malta e lo stemma del re del Portogallo che alcuni autori pensano possa essere stato collocato proprio dalla spedizione portoghese di cui faceva parte Vespucci, ad una latitudine di 5 gradi e 4’ S e una longitudine di 35
o 47’ W [21](Fontana 2002).

Secondo una ricercatrice americana [22](Seed, 1995), l’uso di collocare in punti ben visibili cippi di pietra alti 180-200 cm con i simboli del monarca lusitano e talora sormontati da una pietra quadrata sulla quale veniva incisa la data della scoperta ed il nome dello scopritore era stato adottato dai portoghesi dopo che, navigando lungo la costa occidentale dell’Africa, avevano superato l’equatore.

Un secondo cippo é stato rinvenuto a Cananea [21](Fontana 2002) sul litorale dello Stato di San Paolo a circa 25
o di latitudine Sud e a 47o 52’ di longitudine Ovest: questo cippo porta anch’esso la croce dell’Ordine dei Cavalieri di Cristo e lo stemma del re del Portogallo, ma invece di essere in marmo di Lisbona è in granito grezzo e assai rozzamente scolpito, come se fosse stato fatto in gran fretta. Questo fatto si presta a qualche speculazione: se il compito della spedizione del 1501-1502 era quello di determinare i limiti tra i possedimenti spagnoli e quelli portoghesi, la spedizione avrebbe dovuto portare almeno due cippi, uno per l’intersezione del meridiano di Tordesillas a Nord e l’altro a Sud. Il punto d’intersezione Nord era stato visitato forse dalla spedizione di Vespucci del 1499-1500 e certamente dalla spedizione successiva di Pinzon ed è possibile che sia stato posto un qualche segno dei supposti limiti dei possedimenti spagnoli. La spedizione del 1501 si limita a porre un cippo in una zona toccata dalle precedenti esplorazioni spagnole per affermare su di esse il dominio portoghese. Il secondo cippo potrebbe aver dato luogo a contestazioni  tra Vespucci e il comandante protoghese della spedizione: secondo i calcoli che Vespucci presumibilmente effettuò sulla costa africana e alle isole di Capo Verde il meridiano di Tordesillas, come abbiamo visto avrebbe dovuto intersecare la costa a 47o30’ ma ciò secondo il valore di 16,66 leghe che gli spagnoli davano all’arco di meridiano. Per i portoghesi il valore dell’arco di meridiano era invece di 18 leghe per cui la longitudine da São Antão doveva essere di 20o 30’ e rispetto al nostro meridiano di riferimento di 45o30’: è quindi possibile che il cippo “ufficiale” sia stato posto in altra località più a Nord della costa paulista, per poi scolpire in gran fretta un altro cippo quando le determinazioni di Vespucci diedero il responso di 47o30’ assai più favorevole alla corona portoghese.

Dalla zona dove venne collocato il rozzo cippo di granito a 25o di latitudine S, la navigazione della spedizione continua verso S fino ad effettuare una nuova sosta alla latitudine di 32o e quindi sulla costa del Rio Grande do Sul. Qui il comando della spedizione passa a Vespucci, secondo quanto si legge nella lettera al Soderini e ciò confermerebbe la mia ipotesi secondo la quale la spedizione del 1501-1502 era stata condotta dai portoghesi, ma con l’assenso dei reali spagnoli che avevano propri rappresentanti a bordo evidentemente coordinati dal Vespucci.

Il fiorentino, assunto il comando della flotta, fece rifornimenti per una lunga navigazione e navigando lungo la costa si spinse fino a 50
o S.

Questo dato sulla latitudine, riportato nella lettera al Soderini ritenuta apocrifa, sono confermati nel frammento Ridolfi, ampiamente riconosciuto come copia autentica di una parte di una lettera del Vespucci.

Soltanto mentre il viaggio di Vespucci è in corso e dopo il ritorno della nave Annunziata, che dopo aver partecipato alla spedizione di Cabral in India, aveva anticipato la nave ammiraglia ritornando in Portogallo il 24 di giugno del 1501 portando anche la notizia della scoperta della Terra dei Pappagalli, Dom Manuel deve aver cominciato a pensare che un comunicato ufficiale ai Re Cattolici era ormai ineludibile. Ma soltanto dopo l’arrivo di Cabral nel mese di luglio e dopo le insistenze di Pero Lopes de Padilla, ambasciatore dei Re Cattolici presso la corte lusitana, Dom Manuel si decise a scrivere ai suoceri. La lettera del 28 agosto 1501, dopo aver giustificato il ritardo nel comunicare ai sovrani spagnoli con il fatto che aveva preferito attendere il ritorno di Cabral prima di darne comunicazione ufficiale, contiene abbondanti dettagli sul viaggio in India, ma per quanto riguarda la terra di Vera Cruz scoperta da Cabral dice soltanto quanto segue:

“Il suddetto mio capitano partì da Lisbona con 13 navi il 9 marzo dell’anno passato. Alle ottave della Pasqua seguente giunse ad una terra che nuovamente1 scoprì alla quale pose il nome di Santa Croce, dove trovò genti nude come nell’originale innocenza, docili e pacifiche; e questa [terra] parve che nostro Signore miracolosamente avesse voluto che si trovasse, perchè è molto utile e necessaria alla navigazione verso l’India visto che colà [Cabral] riparò le sue navi e fece acqua. Per la grande distanza che doveva ancora percorrere non si trattenne per informarsi delle cose di quella terra. Solamente di là mi inviò una nave, per darmi notizia di come l’aveva trovata. E prese la rotta del Capo di Buona Speranza.”[24].

Queste poche righe, le uniche che nella lettera facciano riferimento alla terra di Vera Cruz, come aveva voluto chiamarla Cabral o di Santa Cruz come preferì chiamarla Dom Manuel, forse per evitare accuse di eresia, brillano per la loro trasparente ambiguità. L’espressione “nuovamente scoprì” richiama particolarmente l’attenzione, visto che l’avverbio “nuovamente” sia nel portoghese che nell’italiano dell’epoca, può significare “recentemente” o “ultimamente”, ma anche “di nuovo”: è evidente che visto che sta parlando di un evento dell’anno precedente, il recentemente non calzerebbe nel senso della frase e che il significato può essere “di nuovo”: l’ambiguità in questo caso potrebbe essere voluta per non irritare i suoceri negando la priorità della scoperta spagnola, ma allo stesso tempo lasciando aperta la porta per una interpretazione favorevole al Portogallo. L’accenno alle genti innocenti, docili e pacifiche può anche non essere soltanto una nota di colore, ma stare a significare un’accettazione dei portoghesi da parte dei nativi in comparazione all’atteggiamento ostile manifestato dalle popolazioni locali durante la spedizione spagnola del 1499-1500. L’allusione al carattere casuale anzi “miracoloso” della scoperta, all’utilità dello scalo, presentato quasi come una “sosta tecnica” per riparare le navi e rinnovare le provviste d’acqua, l’enfasi data al fatto che Cabral s’era trattenuto solo brevemente, sono tutti fattori che confermano i dubbi di Dom Manuel e la sua esigenza di prendere tempo in attesa del responso della spedizione di Vespucci. Altrettanto eloquenti sono i silenzi del sovrano lusitano sulla latitudine dell’approdo di Cabral, sulla durata della navigazione , sulla distanza in leghe dal Capo Verde: manca qualsiasi riferimento nella lettera che possa permettere di stabilire la posizione geografica della Terra di Santa Cruz.

Il planisfero che il veneziano Alberto Cantino trafugò nel 1502 dal Portogallo e quello di anonimo del 1502-1506, noto come King-Hamy, rappresentano una documentazione determinante, nelle parti che illustrano l’America del Sud, della importanza della spedizione del Vespucci: all’epoca dei viaggi del fiorentino nessuno aveva navigato tanto ad Occidente e tanto a Sud come lui e nessun altro avrebbe potuto quindi rendersi conto non solo di trovarsi in presenza di un continente, cosa di cui si era reso conto anche Colombo, ma anche che questo continente non era l’Asia, cosa alla quale Colombo credette invece fino alla morte. Il nome di America dato al continente dal dotto monaco e geografo Waldseemuller era pienamente giustificato e così dovettero ritenerlo anche gli altri contemporanei, visto che il nome fu da tutti adottato ed è rimasto sino ad oggi.

Una gran parte della storiografia portoghese e qualche raro accodato di circostanza hanno nei secoli tentato di oscurare la fama di cui Vespucci godeva presso i suoi contemporanei: è curioso notare che gli stessi autori che riconoscono le ragioni del Magnaghi [24] che ritiene apocrifi sia il Mundus Novus che la lettera al Soderini, sono poi pronti a raccogliere in questi stessi documenti tutti gli aspetti negativi che possono servire a diminuire la figura del fiorentino, ritenendolo, senza alcuna prova, autore delle manipolazioni sensazionaliste di cui furono probabilmente artefici autori ed editori interessati a vendere libelli.

 

 

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Vespucci: una mostra a Firenze (Italia)- YouTube Video

 

 

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