Colombo nelle Antille

Cercando l'Oriente andando verso Occidente                                                                       ENGLISH             

Forse furono proprio le notizie di Pietro Martire sulla fioritura delle arti e delle scienze in Italia che convinsero la sovrana ad interessarsi a quell’italiano che da anni cercava di indurre la corte a finanziare il suo progetto di “buscar el levante por el ponente”. Cristoforo Colombo, un genovese quarantenne, un marinaio che leggeva manoscritti nei conventi, che era in corrispondenza con i cosmografi dell’epoca, che sapeva come fare il punto nautico. Colombo era anche legato al mondo dei mercanti e dei banchieri genovesi, finanziatori della corona spagnola, per i quali aveva compiuto viaggi nel Mediterraneo e in Atlantico, arrivando sino alla lontana Islanda [2]. Insomma, il curriculum vitae del genovese era di tutto rispetto e credibile ed egli fece intravvedere la possibilità di giocare un terribile tiro ai portoghesi, da anni impegnati nella ricerca della via per raggiungere le Indie e le sue ricchezze; forse la regina, che, per parte di madre, era di origine portoghese, aveva saputo che il navigatore lusitano Bartolomeo Dias si era spinto lontano lungo le coste dell’Africa fino a raggiungerne l’estremo sud e sognava di rimpinguare con le ricchezze delle Indie il desolante vuoto dell’erario prosciugato dalle imprese contro i Mori..

Fu in mezzo a questo intreccio di trame politiche, terrorismo religioso e brama di guadagni che alle 8 del mattino del 3 agosto 1492 tre caravelle partivano dal Porto di Palos, comandate da Cristoforo Colombo e dopo una navigazione di dieci settimane, si imbattevano nella sperdutaisola delle Bahamas, chiamata Guanahani dalla popolazione indigena che la abitava e ribattezzata dall’Ammiraglio del Mare Oceano San Salvador, forse perché lo aveva salvato da un possibile fallimento dell’impresa o da un ammutinamento della ciurma.

 Alain Manesson Mallet - Description de l'Univers (1683) - Isola di Guanahani

Cosí Fernando Colombo [3], il figlio e biografo del navigatore, descrive il primo incontro tra europei ed amerindi:

“Venuto adunque il giorno, videro che era una Isola di XV leghe di lunghezza, piana, e senza montagne, piena di alberi molto verdi e di bellissime acque, con una gran laguna in mezzo, popolata da molte genti, che con non minor desiderio concorrevano alla marina, tutti stupiti e meravigliati per la vista dei navigli, credendo che fossero alcuni animali; e non vedevano l’ora di accertare cosa fossero. Nè i Cristiani men fretta avevano di sapere chi essi fossero; il desiderio dei quali tosto fu soddisfatto: infatti, messi i ferri nell’acqua (=calate le ancore), l’Ammiraglio si diresse a terra con la scialuppa pavesata con la bandiera con la croce verde e le insegne dei Re Cattolici.

E avendo tutti reso grazie a Nostro Signore, inginocchiati a terra, e baciatala con lagrime di allegrezza per l’immensa grazia ch’egli lor fatta aveva, lo Ammiraglio si levò su, e mise nome a quell’isola San Salvatore. Poi con la solennità e parole che si ricercano, tolse il possesso in nome dei Re Cattolici, presente molta gente della terra che vi si era ridotta; e per conseguenza i cristiani accettarono lui per ammiraglio e Vice re e gli giurarono ubbidienza, come a colui che rappresentava la persona delle loro Altezze, con tanta allegrezza e piacere, quanto di così fatta vittoria era cosa giusta che avessero; chiedendogli tutti perdono delle ingiurie che per la loro paura ed incostanza gli avevano fatte. Alla qual festa e allegrezza essendo concorsi molti Indiani, vedendo lo Ammiraglio ch’era gente mansueta, quieta e di grande semplicità, donò loro alcuni cappelletti rossi e corone di vetro, le quali essi si mettevano al collo; e altre cose di poco valore che da lor furono stimate assai più che se fossero state pietre di molto prezzo.”

 

Colombo prende possesso della nuova terra in nome dei Re Cattolici

 (Cliccare per ingrandire)

 

 

Il 28 ottobre 1492 Colombo, nel suo peregrinare tra le isole, raggiunse Cuba e cominciò ad esplorarla: i primi segni di attività umana furono rappresentati da due capanne piene di attrezzi per la pesca ch’egli raccomandó di non toccare. Il genovese era infatti convinto che quelle isole facessero parte dell’Asia e dell’impero del Gran Khan e non voleva creare problemi diplomatici. Nei giorni successivi avvistarono villaggi, senza però riuscire ad avvicinare gli abitanti che appena li vedevano arrivare, fuggivano abbandonando le loro case. Finalmente il 1o di novembre, riuscí a stabilire un contatto, inviando a terra un indio di Guanahani che aveva preso a bordo come guida e che riuscí a tranquillizzare gli abitanti di un villaggio; il 4 novembre lo stesso Colombo parlò con gli abitanti del villaggio ai quali mostró campioni di cannella e, di pepe, di perle e d’oro ed essi gli dissero che la cannella e il pepe erano presenti nella loro isola, mentre l’oro e le perle si potevano trovare in un’altra isola che loro chiamavano Bohio. Gli indios di Guanahani che Colombo aveva portato con se, come interpreti, dopo appena venti giorni non dovevano aver fatto molti progressi con lo spagnolo e gran parte della conversazione era integrata dai gesti: Colombo credette di capire che verso Sudest vi fosse un porto con navi di grande stazza e piú lontano ancora abitassero uomini con un occhio solo ed altri con muso di cane che si nutrivano di carne umana e che quando catturavano un uomo, lo decapitavano, bevevano il suo sangue e gli tagliavano i genitali. Le notizie fornite dai taino erano forse esagerate e poco obiettive, vista l’inimicizia con i Caribe, ma per quanto riguarda il muso di cane e l’unico occhio é possibile che facessero riferimento a maschere rituali.

Il 23 novembre l’Ammiraglio annotò che gli indigeni di Guanahani che aveva con se, in vista di un isola ch’essi chiamavano Bohío e che Colombo successivamente avrebbe chiamato Hispaniola (attualmente ospita gli stati di Santo Domingo e Haiti), cercarono di dissuaderlo dall’approdare, dicendo che nell’isola abitavano genti con un occhio solo e altre che chiamavano Cannibali. Visto che la nave continuava ad avvicinarsi all’isola, vennero presi dal terrore e dicevano che i Cannibali li avrebbero catturati e divorati. Colombo non credette molto a quanto gli dicevano e ritenne che alcuni indigeni fossero stati catturati dai Caniba e che i loro parenti non avendoli piú visti ritornare avessero creduto che fossero stati mangiati. Gli indigeni del resto avevano creduto che anche gli Spagnoli fossero venuti per mangiarli ed erano fuggiti dai loro villaggi.

In un altro passo del Diario [4], all’11 di dicembre, mentre si trovava all’isola di Hispaniola, Colombo notò che tutti gli abitanti delle isole vivevano nel perpetuo terrore dei Caniba e scrisse:

“E per tal motivo torno a ripetere quel che già altre volte ho detto che Caniba non é altro che il popolo del Gran Can, i cui domini debbono trovarsi molto vicini e che egli sarà in possesso di navi che giungeranno fin qui per catturare questi isolani e siccome i prigionieri non ritornano piú indietro, ritengono sono stati divorati.”


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Mappe antiche 

Cristoforo Colombo - Wikipedia

Taino - Wikipedia   

Caniba o Caribi - Wikipedia

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