America: un nome per il Nuovo Mondo

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Nella lettera del 1501, significative sono le parole di Vespucci sui suoi progetti futuri

“Qui stanno armando tre navi perché io vada di nuovo in esplorazione e credo che saranno pronte a metà settembre: piaccia a Nostro Signore darmi salute e buon viaggio, perché al ritorno spero di portare grandissime notizie e scoprire l’isola Taprobana che sta tra il Mare Indico e il Mar Gangetico..”

L’isola di Taprobana di cui parla Vespucci era menzionata da Tolomeo e indicata nelle sua mappa.

 (cliccare per ingrandire)

Il mondo secondo il geografo alessandrino Claudio Tolomeo, disegnato da Nicolaus Germanus per l'edizione di Ulm del 1482 della Cosmographia  

Come si può osservare sulla mappa di Tolomeo, la parte meridionale dell’Africa si congiunge ad una massa di terra sconosciuta (Terra Incognita) che supponeva si estendesse ad Est sino a raggiungere una propaggine meridionale della Cina in una regione che egli chiamava Cattigara; non era chiaro nella rappresentazione Tolemaica  se tra Cattigara  e la Terra Incognita vi fosse o meno un passaggio.

Il cartografo tedesco Heinrich Hammer che aveva latinizzato il proprio nome in Henricus Martellus Germanus, lavorò a Firenze per 16 anni dal 1480 al 1496, disegnando e vendendo mappe; nel 1489 ne disegnò una che riportava la grande impresa di Bartolomeo Diaz che nel 1487 aveva doppiato il capo di Buona Speranza. Nella mappa di Martellus quindi l’Africa appare circumnavigabile, ma  estesa a Sud fino al 45o.  L’altro notevole aspetto della mappa era che la Terra Incognita di Tolomeo non è più rappresentata e che quindi ad Est Cattigara è diventata una penisola il cui Capo può essere doppiato provenendo da Est, consentendo così di raggiungere l’Oceano indiano, l’India e la mitica Taprobana.

Mappa di Enrico Martello, Biblioteca Nazionale Firenze

La mappa di Martello venne stampata da Francesco Rosselli (1445- 1527?), miniaturista, incisore e cosmografo, (di cui in seguito vedremo una straordinaria opera del 1508). Copie di questa mappa prodotta a Firenze nel 1489-90, presero a girare in Europa: una probabilmente giunse nelle mani di Cristoforo Colombo, un’altra in quelle di Martin Behaim che probabilmente ad essa si ispirò per l’esecuzione  del suo Erdapfel (Terra Mela) una rappresentazione del globo terrestre nella quale l’Africa si estendeva fino a 45oS e Cattigara era una penisola come in Martello.

Le somiglianza tra le due mappe fanno pensare che ambedue siano state ispirate da un comune prototipo eseguito da Bartolomeo Colombo, fratello minore del navigatore genovese, che pure era in Portogallo nel 1488, quando Bartolomeo Diaz, al ritorno dalla sua impresa, aveva fatto sapere che il capo di Buona Speranza si trovava a 35oS (V. Siebold). Si sospetta che in questo prototipo Bartolomeo Colombo avesse esagerato la latitudine del Capo  di Buona Speranza e fatto di Cattigara una penisola che si estendeva a Sud sino a circa 35o di latitudine per appoggiare il fratello Cristoforo nel convincere i monarchi spagnoli che per raggiungere l’India e la Cina era più conveniente andare da Oriente verso Occidente che non il contrario.

In uno schizzo del 1503, attribuito a Bartolomeo Colombo nel quale viene rappresentata la fascia equatoriale, Cattigara è indicata come una località situata sulla costa occidentale di una terra sulla cui costa orientale si sarebbero trovate le località visitate da Colombo nel suo quarto viaggio.

Schizzo della fascia equatoriale del mondo secondo Bartolomeo Colombo e Alessandro Zorzi (1503-1506).

Vedere dettagli in J. Siebold

Non si può fare a meno di notare nello schizzo che tutte le località visitate dai fratelli Colombo nel corso del quarto viaggio erano tutte a Nord dell’Equatore mentre il capo della Penisola di Cattigara era indicato tanto nello schizzo che nella carta di Martello a 35o sud dell’Equatore.

 

Dettaglio della costa esplorata da Vespucci nel Viaggio del 1501-1502 nella carta King Hamy (1504): nel quadrato a colori la penisola di Valdés come è rappresentata nella moderna cartografia

 

 

 


Peninsula Valdes - Chubut

La penisola di Valdés vista dal satellite (Google Maps)

 

 

Vespucci per poter arrivare a Taprobana si sarebbe dovuto spingere a Sud oltre i 35 gradi di latitudine, doppiare il supposto capo di Cattigara ed entrare nel Sinus Gangeticus. Nella spedizione del 1501-1502 Vespucci arrivò   probabilmente oltre la penisola Valdés, situata a 42o di latitudine: il profilo di quel tratto di costa si può infatti riconoscere nella mappa King Hamy attribuita a Vespucci e datata al 1502.

Pare ovvio concludere che Amerigo si sia reso conto che quella costa nulla aveva a che fare con la mitica Cattigara e che per quella via non si sarebbe potuto raggiungere l’Oceano Indiano.

Nel frammento Ridolfi, universalmente accettato come copia di un brano di una sua lettera, Vespucci afferma di aver navigato sino a 50oS, avendo quindi ampiamente superato la latitudine del  Tropico del Capricorno e quindi la latitudine del capo della penisola di Cattigara che come abbiamo visto, era prevista per Colombo in 35oS.

Nella lettera al Soderini, un libello falsamente attribuito a Vespucci, ma che contiene notizie forse comunicate dai suoi compagni di viaggio, si sostiene che sia arrivato a 52oS; era insomma abbastanza per far ritenere a Vespucci che l’idea di Colombo di essere giunto alle coste orientali dell’Asia doveva essere respinta.

Nell’altro libello, il “Mundus Novus”, altrettanto falsamente attribuito al Vespucci, viene esposta sin dall’inizio, quella che doveva essere l’opinione  che Vespucci aveva probabilmente pubblicamente espresso dopo il suo ritorno dal viaggio portoghese del 1501-1502:

“Superioribus diebus satis ample ubi scripsi de reditu meo ab novis illis regionibus, quas et classe et impensis et mandato istius serenissimi Portugalie regis perquisivimus et invenimus, quasque Novum Mundum appelIare licet, quando apud maiores nostros nulla de ipsis fuerit habita cognitio et audientibus omnibus sit novissima res.”

 

“Nei giorni scorsi ti ho ampiamente scritto del mio ritorno da quelle nuove regioni che con la flotta, i mezzi e l’autorità di questo Serenissimo Re del Portogallo abbiamo cercato e trovato e che è lecito chiamare Nuovo Mondo, perchè  i nostri antenati non ne ebbero mai conoscenza e chi ci ascolta la ritiene cosa nuova”.

 

Il Mundus Novus, pubblicato nel 1504, ebbe un gran numero di edizioni e una copia probabilmente raggiunse Sankt Diedel  nel ducato germanico di Lotharingia, attualmente Saint-Dié-des-Vosges nella regione francese della Lorena, dove il dotto monaco Martin Waldseemüller era intento a preparare un’edizione della geografia di Tolomeo. Probabilmente il monaco raccoglieva avidamente tutto quello che veniva pubblicato sulle scoperte geografiche e nel 1507 mise le mani sulla Lettera di Amerigo Vespucci delle isole nuouamete trouate in quattro suoi viaggi ( più nota come Lettera al Soderini), pubblicata a Firenze nel 1505. Questa pubblicazione fu considerata dal Waldseemüller e da Mathias Ringmann che nel frattempo s’era unito a lui nella stesura della Cosmographiae Introductio, una comunicazione di pugno del Vespucci: parve quindi opportuno ai due farne una traduzione in latino intitolata Quattuor navigationes.

 

La prima parte dell’opera dei dotti di Saint Dié era dedicata alla Geographia di Tolomeo, mentre la seconda conteneva le Quattuor navigationes attribuite a Vespucci, ritenuto innovatore della Geografia tolemaica, come del resto scriveva in un commento il Ringmann:

 

Poiché queste parti del mondo [allude a quelle descritte da Tolomeo nella prima parte, ovvero Europa, Asia e Africa. NdT] sono state ampiamente esplorate e una quarta parte è stata trovata da Amerigo Vespucci (come si vedrà in seguito), non vedo motivo poer cui essa non possa essere chiamata America, ovvero Terra di Amerigo, uomo di grande ingegno, così come Europa ed Asia hanno derivato il loro nome da quello di donne”.

"Universalis cosmographia", la Mappa di Waldseemüller del 1507, conservata nella Library of Congress

 

Dettaglio della mappa di Waldseemüller nel quale appare il nome "America"

 

 

 

 

 

Waldseemüller, a corredo dell’opera, eseguì anche una mappa,intitolata "Universalis cosmographia secundum Ptholomaei traditionem et Americi Vespucii aliorumque lustrationes", nella quale, nella parte meridionale del continente, veniva inserito il nome America e, soprattutto, il continente appariva separato dall’Asia da un vasto Oceano. Questo ultimo fatto è molto importante: come poteva il monaco tedesco sapere dell’esistenza dell’Oceano Pacifico che sarebbe stato scoperto soltanto nel 1513, cioè sei anni dopo la stampa della sua carta?

La mia personale opinione è che i dotti di Saint Dié si siano ispirati alla carta di Enrico Martello che rappresentava le coste orientali dell’Asia bagnate da un Oceano nel quale si trovavano una miriade di isole tra le quali quella di Giava che nella mappa di Waldseemüller si trova alla stessa latitudine di un  tratto di costa esplorato dal Vespucci che non aveva trovato traccia di queste isole: si trattava quindi per il monaco tedesco di un altro Oceano. Una prova concreta del fatto che Waldseemüller s’era ispirato alla carta di Martello, sta nella collocazione del Capo di Buona Speranza a circa 45o S.

La Cosmographiae Introductio, il testo scritto dal gruppo di San Dié, è rimasta in circolazione dalla sua pubblicazione sino ai nostri giorni, mentre a mappa  Universalis cosmographia alla quale si accenna nel testo rimase ignota per tutto  il 18 e 19 secolo per essere riscoperta nel 1901 nella biblioteca del castello di Wolfegg in Germania per merito dello storico Joseph Fischer che ritrovò un portfolio contenente 12 tavole di 46 x 63 cm ciascuna, che montate insieme ricostituivano la mappa di Waldseemuller (128 x 233 cm).

 

La ragione per cui i dotti di St. Dié ritennero di dover chiamare America il Nuovo Mondo non si comprendono senza considerare l’iscrizione nel pannello  numero 1 della mappa che  dice:

“Molti hanno ritenuto una fantasia le parole di un grande poeta che scrive ‘oltre le stelle c’è una terra, oltre il corso dell’anno e del sole, dove Atlante che sorregge i cieli, fa girare sulle sue spalle l’asse del mondo, in mezzo alla luce delle stelle’, ma adesso è stato chiaramente provato che questo è vero. Infatti c’è una terra, scoperta da Colombo, un capitano del Re di Castiglia e da Amerigo Vespucci, entrambi uomini di grande ingegno, che, benchè sia situata in gran parte ‘nel corso dell’anno e del sole’ e tra i tropici, nondimeno si estende per circa 19 gradi oltre il Tropico del Capricorno in direzione al polo Antartico ‘oltre il corso dell’anno e del sole’. In quella terra è stato trovato più oro che qualsiasi altro metallo”.

L’iscrizione dimostra chiaramente che i dotti di San Dié erano perfettamente a conoscenza  della priorità della scoperta di Colombo, ma che avevano anche riconosciuto che Vespucci aveva il merito di aver capito che si trattava di un nuovo continente e non della costa orientale dell’Asia, come Colombo credette fino alla morte.

 Tolomeo e Vespucci (pannelli 2 e 3della mappa di Waldseemüller)

Nei pannelli 2 e 3 vengono messi a confronto Tolomeo, il geografo alessandrino, che aveva descritto il Vecchio Mondo e cioè l’Europa, l’Asia e l’Africa che occupavano soltanto 180 dei 360 gradi della sfera terrestre e Vespucci che aveva aperto al mondo gli altri 180 gradi, identificando come nuovo il continente ed allargando così l’orizzonte della cultura geografica europea.

Google Maps

America del Sud, Africa ed Europa in un'immagine da satellite (Google Maps)