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Il Parco San Genesio – Colle di Brianza

Il parco non è ancora stato istituito e si dovrebbe estende su di una superficie di 3361,50 ettari corrispondenti a 33 chilometri quadrati. E' una area collinare-montuosa posta a sud della città di Lecco che, inclusa fra i parchi regionali del Monte Barro, dell'Adda Nord e di Montevecchia, costituisce una importante rete di protezione di un patrimonio di verde e di storia ben conservatosi nella Brianza oltre che essere il naturale collegamento ecologico tra i vari parchi sopra citati.
Il parco appartiene alla zona prealpina ed é costituito in gran parte da colline che presentano caratteristiche storico-paesaggistiche di grande interesse: macchie boscate si alternano a seminativi e a terrazzamenti coltivati a vite e a gelsi (ormai introvabili !). Molti sono i resti che testimoniano una cultura rurale fiorente, in ogni centro abitato della dorsale, accanto alle abitazioni, si trovano vecchie stalle con fienili in pietra e diversi spazi comuni come lavatoi, forni per il pane, vecchie osterie.
Importante resto di una cultura religiosa è l'Eremo di S. Genesio che risale al 960 d.c. oltre al complesso di Figina che fù sede del priorato cluniacense di San Nicolao già nel 1107. Sul Monte S. Genesio si trovano anche antichi borghi rurali Insubri tutti da riscoprire come Campsirago ma anche squallide e inaccettabili ferite ancora aperte come l’incredibile scempio dell’ex paesino di Consonno.
Il S. Genesio, e si erge con i suoi 832 metri nell’angolo nord-orientale della Brianza. A dire il vero, quest’altura boscosa è il suo cuore, poiché una sua propaggine, più bassa di circa duecento metri, altro non è che il Colle (o Monte) di Brianza, sul quale ancora svetta ciò che rimane del Campanon de la Brianza, una grossa torre quadrata che probabilmente dovrebbe essere più antica delle rovine seicentesche che furono restaurate nel corso
del XX secolo.
Nel tardo Medioevo i signori che possedevano terre o che avevano dimora attorno al Colle di Brianza, da buoni ghibellini, appoggiarono i nostri amati Visconti, i quali in cambio concessero larghe immunità ed esenzioni. L’area che circonda il Colle ebbe quindi ad avvantaggiarsene fiscalmente, economicamente e politicamente. Questa zona nel frattempo era divenuta il teatro di molte leggende, che vedevano come protagoniste alcune delle figure storiche più importanti, nel bene e nel male, della storia tardoantica e medievale d’Insubria: Ambrogio,
Teodolinda, Federico Barbarossa… Sia come sia, ancora nel 1412 il Monte di Brianza viene
menzionato come zona all’interno dei confini del Contado della Martesana; tuttavia, nei secoli successivi quest’ultima viene nominata sempre meno, fino a che praticamente quasi tutta la Martesana assume una nuova denominazione: eh sì, proprio Brianza!