CHI SIAMO

Piattaforma della rete delle donne Rom e Sinte in Italia


Priorità, proposte e invito alla collaborazione

Per donne rom protagoniste dello sviluppo inclusivo e sostenibile


Nei documenti delle Nazioni Unite le donne sono riconosciute come una minoranza da considerare dal punto di vista politico, economico e dei diritti di cittadinanza. La Repubblica Italiana ha sottoscritto la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme della discriminazione delle donne. Lo Stato in questo modo si è impegnato non solo di costruire un quadro legale che garantisca la parità tra i sessi, ma anche di rendere accessibili misure di supporto adeguate a rimuovere e superare tutte le forme di discriminazione nelle prassi e nei costumi. La parità delle donne in Italia - nel mondo del lavoro, nella partecipazione pubblica e nel lavoro di casa – è ancora tutta da conquistare. Parimenti, è diffusa e crescente la discriminazione sulla base razziale e culturale. Ne consegue che i diritti delle donne delle minoranze rappresentino l’anello più debole per cui necessitano di azioni di supporto mirate.

Le donne Rom e Sinte sono uno dei segmenti della società più esposti alla discriminazione e al contempo meno rappresentati e visibili. Sono quotidianamente esposte alla discriminazione diffusa e sistematica nelle sfere fondamentali ad una vita indipendente e dignitosa: nell’accesso all’istruzione e al sistema sanitario, nel mondo del lavoro, nella vita pubblica e della comunità. In questo sono ulteriormente aggravate dalla cultura di appartenenza fortemente patriarcale. 

Un grande numero di donne Rom non possiede documenti di identità, requisito fondamentale per fruire dei diritti sociali minimi e per cercare un lavoro. La situazione è particolarmente grave per le donne provenienti dai paesi dell’ex-Jugoslavia in seguito alle guerre e pulizie etniche degli anni novanta. Le donne Rom sono particolarmente esposte alle violenze e abusi fisici e psicologici, come all’interno della comunità Rom, così all’esterno. Le condizioni abitative sono disastrose e la maggior parte vive in condizioni di povertà estrema. La pianificazione e la gestione delle politiche sociali per i Rom e Sinte  si sono dimostrate inefficaci e non hanno mai affrontato le problematiche in un’ottica di sviluppo di lungo periodo, che parta dai bisogni e potenzialità specifiche delle donne Rom, cui obiettivo principale è costruire una vita dignitosa e una prospettiva per i propri figli.

In Italia sono estremamente rare le donne Rom e Sinte istruite, economicamente indipendenti e con competenze linguistiche e culturali adeguate a rappresentare i bisogni e partecipare alla vita pubblica o anche della comunità locale. Per queste ragioni ci siamo riunite.