Gervasio MARCOSIGNORI

pubblicato 8 ago 2012, 03:26 da Mauro TORTA   [ aggiornato in data 26 nov 2012, 07:33 ]
Gervasio MARCOSIGNORI IL POETA DELLA FISARMONICA

The poet of the accordion, è l’appellativo attribuitogli dalla pur severa stampa inglese dopo il concerto alla Royal Festival Hall per l’incoronazione della Regina Elisabetta.

Ma come spesso accade, i geni italiani sono tenuti nella non dovuta considerazione entro i confini del Belpaese, mentre nel resto del mondo sono osannati e pluripremiati con riconoscimenti prestigiosi.

In concomitanza al Festival Internazionale della Fisarmonica, fortunosamente, riesco ad incontrare nella sua casa di Ancona il grande Maestro facendomi rilasciare una intervista in esclusiva per Italiani all’Estero TV.

Nella sala stracolma dei suoi amatissimi libri di musica, premi internazionali, fotografie d’epoca e ricordi dei tempi passati mi lascio rapire dai toni lievi della sua narrativa. 





Nel 1959 gli viene assegnato lOscar Internazionale della Fisarmonica.
 
 

 
   

Nuovo disco per il grande evento a Castelfidardo in occasione del trentesimo anniversario della nascita delMuseo Internazionale della Fisarmonica

   
Il 3 dicembre del 1927 nasce a Castelfidardo, in provincia di Ancona nelle Marche, nel paese della fisarmonica per antonomasia. Il padre e lo zio, entrambi amanti della musica e della fisarmonica divengono i primi maestri, forse inconsapevoli, del piccolo genio. “BRAVO BALILLA!!” … si sente dire da Mussolini a soli sette anni dopo aver suonato la sua piccola fisarmonica allo stand di uno dei Soprani (storici produttori del magico strumento), allestito alla Mostra del Risorgimento a Roma. Grande evento per un bambino che è stato investito e abbracciato letteralmente dalla “Storia”.

Il linguaggio dei libri di musica dello zio diletta sempre più il giovane Gervasio e a soli 15 anni partecipa e vince il premio più ambito in un concorso musicale, iniziando a conoscere personaggi di spessore nel settore della musica colta. Uno di loro è Franco Alfano, noto soprattutto per aver terminato la Turandot sulla base degli appunti di Giacomo Puccini. Un altro personaggio importante per la sua forma mentis è Lino Liviabella scrittore di opere sinfoniche e corali. Quando Gervasio adatta le note dell’Ouverture Italiana per suonarla con la sua fisarmonica, scritta per il pianoforte dal maestro Liviaabella, costui intuisce il genio nascosto nel giovane 
   
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 Bravo BALILLA ! ... si sente dire da Mussolini a soli sette anni.  
talento. Lo incontra per conoscerlo meglio con l’intento di comporre altri brani appositamente studiati per lo strumento nobilitato dalle dita di Marcosignori.


“Ho conosciuto Lino Liviabella, un grande maestro e autore musicale di Macerata. Ha scritto opere andate in scena alla Scala. Quando ci siamo conosciuti ho suonato un suo brano, il pezzo è scritto pensando al pianoforte e all’orchestra e per suonare brani di tal genere bisogna conoscere la fisarmonica e la particolare diteggiatura della mano sinistra. Siccome da ragazzino ho cominciato a suonare la fisarmonica, conoscendo la musica e rendendomi conto di come è fatto lo strumento, in particolare come la mano sinistra tratteggia bassi e accordi, mi sono accorto che il brano poteva essere suonato cambiando un po’ la diteggiatura, cioè il modo di impostare le dita, perché la fisarmonica non ha suoni morbidi come il pianoforte e soprattutto la sinistra non ha una tastiera come quella del pianoforte. Sono bassi e accordi, però c’è il do bemolle che non è uguale al si,  il sol bemolle che non è fa diesis.  Allora, a quel punto, bisogna cambiare la diteggiatura e io avendo cominciato fin da piccolo sapevo benissimo come interpretare il famoso brano “Ouverture Italiana” dell’autore Liviabella; il maestro discepolo di Respighi seguace del policromatismo e che ha musicato tanti motivi popolari marchigiani. Da quell’episodio siamo diventati amici anche con la famiglia, ha scritto appositamente altra musica per fisarmonica e ho trascritto altre sue composizioni….”.


Gervasio si diverte trascrivendo musica colta per fisarmonica – un lavoro difficile e assai poco diffuso – che lo porta al successo suonando brani unici e insoliti per il comparto fisarmonicistico.
“Suono anche musica originale, soprattutto quella che negli anni 50’ molti autori, grazie a Lino Liviabella, hanno composto espressamente per questo strumento e creato una letteratura specifica. Però, oltre questo trascrivo la musica di Bach, Vivaldi e altri grandi autori.”
Per questa talentuosa occupazione nel 1959 gli viene assegnato lOscar Internazionale della Fisarmonica
   
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Da allora Gervasio ha suonato davanti alle platee di tutto il mondo, incantando folle di appassionati - e non. Dall’ Australia alle Americhe, dall’Asia a tutta l’Europa, la lista dei singoli paesi è interminabile e ancora continua a crescere – appena tornato dalla Francia è già in partenza per un tour nella splendida Sicilia. Oggi combina due strumenti: la fisarmonica tradizionale e quellaelettronica amplificata, traducendo i concerti in eventi particolari dal carattere unico.
Sta inoltre lavorando all’incisione del suo nuovo disco per il grande evento in fase di preparazione a Castelfidardo in occasione del trentesimo anniversario della nascita del Museo Internazionale della 
   
 
Fisarmonica
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Altri punti cardine del magistrale successo sono i suoi volumi didattici sulla “Tecnica dellaFisarmonica”.  “La fisarmonica è uno strumento espressivo, se non usi bene il mantice non suona bene. Tirare il mantice non significa dare aria e impressione all’aspirazione; basta accentuare la nota di 
 

 

 

Eva Kottrova, a nome di ITALIANI ALL'ESTERO .TV, annovera

Gervasio Marcosignori

nella

ROSA DEI TALENTI Italiani all'estero.

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un livello infinitesimale per dare un accento diverso, ed ecco quindi che è determinante basare la dinamica dello strumento sul movimento del mantice.” 


... io mi limito ad ascoltare la struggente melodia che trasuda dal mantice nero domato con incomparabile bravura dal grande Maestro.

Eva Kottrova

 

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