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Come ci ricorda il vecchio Salman Rushdie in "superate questa linea" nel saggio "Il Baburnama" ci sono varie opinioni su Babur, ma la più simpatica per me è questa di Rajaram:
"Babur era peggio che semplicemente crudele. Portò all'estremo il concetto di Jihad, la guerra totale per l'annientamento degli avversari prescritta da quell'Islam di cui egli era un fedele. Egli era un prodotto della sua epoca e del suo ambiente, ed è esattamente la prospettiva sotto alla quale dobbiamo vederlo. Ripulire il suo curriculum intriso di sangue per trasformarlo in cavaliere e in principe affascinante è un esercizio d'immaginazione puerile. Babur pensava che la crudeltà fosse una virtù, e il terrore un utile strumento tattico. In questo era un vero discendente di Timur e di Gengis Khan - entrambi suoi antenati.

La testimonianza oculare di Guru Nanak fornisce un ritratto di Babur e dei suoi metodi migliore di qualsiasi libro di storia moderna. Vale lo stesso per il Baburnama: è una preziosa fonte di prima mano, che va a demolire le romantiche favole che lo riguardano."
Voglio collegare Macchiavelli a Babur ma ci pensa già Salman "Il pensatore occidentale a cui più somiglia Babur è un suo contemporaneo, il fiorentino Niccolò Macchiavelli. In entrambi gli uomini, una fredda consideraZione delle necessità del potere, di quella che oggi chiameremo realpolitik, si combina con una natura profondamente letteraria e colta,..."
Io poi aggiungerò un altro anello con Sciascia, non appena avrò trovato l'hapax legomenon di Alessandro VI in "Todo Modo".
Pagine secondarie (1): disegni
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