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MA ANDROID PUÒ ESSERE UN ELEMENTO DI INNOVAZIONE PER IL DIGITAL SIGNAGE?

pubblicato 22 ott 2013, 05:49 da Marino Vanetti

Mi chiedo quanto valga la pena di investire in un’infrastruttura tecnologica basata su Android per il Digital Signage (DS), cioè quanto possa essere innovativo avere a disposizione una piattaforma per la gestione e distribuzione dei contenuti che utilizza, per quanto possibile, software open-source e servizi cloud.

Credo che la domanda sia interessante non solo per un System Integrator che proponga servizi e infrastrutture tecnologiche, ma anche per chi si accinge per la prima volta a “sperimentare” il DS e non è disposto ad investire cifre improponibili.

Convergenza verso la mobilità

Parto dal presupposto che l’interazione del cliente con l’offerta di mercato stia mutando rapidamente nel concetto di multi-canalità. L’accesso a prodotti e servizi tramite un’interfaccia digitale cambia in base al momento della giornata ed alla “postura”. In effetti fa un po’ ridere, ma sempre più spesso si parla di seduto, sdraiato, in piedi, come se questa posizione determinasse il tipo di accesso all’informazione nel processo di acquisto. Di contro, il diffondersi di device mobili quali smartphone e tablet, esige una fruizione omogenea dell’informazione al cambiare della posizione. In sostanza, anche dispositivi “imbullonati” alla scrivania o al muro devono consentire il medesimo tipo di interazione fornita in mobilità e viceversa.

Perché il DS dovrebbe costituire un’eccezione a questa tendenza? Non dovremmo pensare al DS come parte di questo approccio attuale e sfruttarne le potenzialità?

Immaginiamo di avere a disposizione un tablet di 20 pollici installato presso la biglietteria di una stazione, connesso in rete, che mediante una APP apposita mostri l’ultima campagna marketing (in HD) di un treno ad alta velocità, che consenta di verificare gli orari di partenza e arrivo, di acquistarne un biglietto in promozione, di prenotare una camera d’albergo, … di ricevere sullo smart-phone la notifica delle transazioni, l’indicazione del binario di partenza e di eventuali ritardi, le condizioni meteo all’arrivo, … sempre con la medesima interfaccia utente.

Questo è un esempio di convergenza del DS verso un’interazione in mobilità già attuabile, purché si adottino degli standard tecnologici di mercato e non ci si affidi al fai da te.

Recentemente ho assistito sbigottito alla discussione tra un cliente informato di una promozione telefonica tramite il proprio smart-phone ed un commesso di un negozio franchising di una nota società telefonica che non aveva “ancora” aggiornato la memoria del video display con il file ricevuto come allegato eMail la sera precedente. Ma di che marketing efficace stiamo parlando?

Perché Android

Almeno il 50% degli apparati mobile utilizza oggi questo sistema operativo open-source che, se pur in leggero calo rispetto ai concorrenti, resterà leader di mercato per i prossimi (3-5?) anni. Questo fatto ha generato da un lato un abbattimento dei costi di sviluppo di nuove funzionalità utente e di innumerevoli versioni del sistema, e dall’altro la creazione iperbolica di APP che gestiscono centinaia di processi di interazione: dalla chat alla videoconferenza, dal social network all’eCommerce, dalla musica ai libri, dall’home banking al controllo della pressione arteriosa. Chi oggi non è in grado di sviluppare un’APP a basso costo alzi la mano.

Stato dell’arte

Sebbene i grandi produttori di hardware si limitino ad assecondare l’evoluzione tecnologica adottando di volta in volta quanto di meglio sia disponibile, spesso mediante l’acquisto di piccole società innovative, non esiste ad oggi un’architettura predominante per il DS. Anzi direi che le innumerevoli soluzioni di mercato sono spesso basate su architetture chiuse e software proprietari.

Se viceversa considerassimo le infrastrutture tecnologiche per il DS alla stregua delle attuali infrastrutture informatiche, dovremmo necessariamente riflettere sul fenomeno incalzante della virtualizzazione dei servizi ICT e delle piattaforme di gestione -aaS. In questo senso, il famoso display di cui sopra dovrebbe in prospettiva diventare un terminale virtuale, come pure i server che gestiscono i contenuti del DS, i servizi di sicurezza e di manutenzione. La tecnologia attuale ci consente di rendere virtuale un display di qualsiasi dimensione, come pure un proiettore ed in generale un’apparecchiatura  video, mediante l’utilizzo di mini-PC.

Hanno le dimensioni di una chiavetta USB e sono dotati di componenti di tutto rispetto (interfaccia video HDMI, CPU Quad core, RAM 2GB, NAND Flash 8GB, MicroSD 32 GB, Wireless, Bluetooth, Ethernet), sono risparmiosi (7W), sono facilmente personalizzabili e sono assimilabili a tutti gli effetti a dei terminali di rete, estremamente flessibili ma con un costo di 100 Euro.

In particolare, esistono soluzioni enterprise basate su Android.

Un’architettura di questo genere consentirebbe di accentrare tutte le funzioni operative tipiche di un’infrastruttura dedicata alla virtualizzazione (p.e. VMware) e di rendere disponibili tutti quei servizi cloud dedicati al DS (p.e. Sprigsignage, TargetR se si pensa a servizi pay-per-use).

In conclusione

Un’infrastruttura basata su Android dovrebbe consentire l’introduzione del DS con costi di investimento ridotti all’acquisto e installazione dei display e dei dispositivi per la connettività di rete.

I costi operativi, oltre alla gestione dei contenuti e allo sviluppo di APP dedicate, sarebbero limitati ai servizi ICT per la gestione delle infrastrutture.

Dunque, Android può essere un elemento di innovazione per il Digital Signage?

Rexthon & Partners è presente al Matching 2012 con G.E.N.

pubblicato 26 nov 2012, 11:08 da Marino Vanetti

Dal 26 al 28 Novembre 2012, Rexthon & Partners è presente al Matching 2012 presso lo stand I-208 della ZONA ARANCIONE, dedicato quest’anno alla propria start-up di Rete di Imprese G.E.N. - Green Energy Network.

G.E.N. è una Rete d’Imprese che utilizza un approccio razionale e innovativo alla produzione ed al consumo dell’energia. Propone soluzioni per l’edilizia privata, condomini e complessi residenziali, piccole e medie aziende, curandone tutti gli aspetti esecutivi, dall’Analisi energetica, alla Realizzazione del progetto chiavi in mano e alla sua manutenzione nel tempo.

Le imprese ed i professionisti che fanno capo a G.E.N. sono a disposizione durante l’evento CDO per incontrare privati e aziende interessate a verificare le possibili soluzioni nell’ambito del fotovoltaico, dell’eolico e della co/tri-generazione.

Rexthon & Partners è poi interessata ad entrare in contatto con aziende del settore che volessero aderire al contratto della rete G.E.N.

Presentato l’Energy Efficiency Report 2012

pubblicato 23 nov 2012, 07:58 da Marino Vanetti

Il recente studio dell'Energy Strategy Group del Politecnico di Milano (Nov.2012) è quest’anno focalizzato sull’efficienza energetica dei processi industriali che assorbono un quarto dei consumi energetici nazionali (32 Mtep nel 2010) e sui quali sono attesi cospicui risparmi energetici (16%) entro il 2020.

Inoltre, la forte dipendenza del nostro paese da fonti energetiche estere (superiore al 80%) ed il prezzo di acquisto dell’energia (superiore del 25% rispetto alla media europea) pongono il tema dell’efficienza energetica al centro del dibattito politico ed istituzionale in Italia per il recupero di competitività dell’intero comparto industriale.

L’obiettivo dell’efficientamento energetico è tanto più sentito in settori industriali come ad esempio i Prodotti per l’edilizia, il Vetro, la Metallurgia, in cui l’incidenza del costo della “bolletta energetica” incide pesantemente sul fatturato, rispettivamente del 8,2%, 6,2%, 5,9%. E’ dunque auspicabile che l’efficacia degli interventi a sostegno partano da questi settori svantaggiati.

Due i momenti decisionali per la diffusione delle soluzioni di efficienza energetica in ambito industriale: miglioramento delle prestazioni delle soluzioni esistenti e sostituzione a fine vita. Per entrambi la scelta è tra le tecnologie tradizionali normalmente meno costose o soluzioni tecnologiche più efficienti ma che comportano maggiori investimenti e maggiori problemi legati al reperimento delle risorse finanziarie necessarie.

Nella maggioranza dei casi il driver decisionale primario che guida gli investimenti di efficientamento energetico è legato all’obsolescenza o all’efficientamento produttivo. Per ora, solo nel 10% dei casi questo è dovuto alla volontà di ridurre i consumi energetici, denotando un scarso grado di consapevolezza della problematica e delle opportunità tecnologiche e organizzative disponibili.

Gran parte delle attuali tecnologie per l’efficientamento energetico sono economicamente sostenibili anche in assenza di sistemi di incentivazione. Tuttavia, il tempo di rientro dell’investimento è ritenuto in media piuttosto elevato (tra 3 e 7 anni). In particolare, nel caso di sostituzione a fine vita di tecnologie standard poco efficienti, la convenienza economica è percepibile sia in termini di tempo di pay-back sostenibile che di costo del kWh risparmiato o autoprodotto. In prospettiva 2020, le soluzioni per l’efficienza energetica quali la Cogenerazione, il Fotovoltaico e gli Inverter, rappresentano i settori a più alto potenziale, con gradi di penetrazione elevati (25%-40%) ed alti valori di potenziale teorico annuo. Infine, la nuova Direttiva europea in materia di efficienza energetica riconosce il ruolo strategico dell’efficientamento dei settori industriali per il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 prevede in particolare: audit energetici e sistemi di gestione dell’energia obbligatori per le grandi imprese e incentivate per le PMI; interventi specifici per la cogenerazione ad alto rendimento (CAR), il teleriscaldamento, e teleraffrescamento; qualificazione e trasparenza degli operatori coinvolti. Per quest’ultimo aspetto vengono indicate le norme ISO di riferimento quali: ISO 50001 “Energy management system – Requirements with guidance for use” per le imprese; UNI CEI 11352:2010 “Gestione dell’energia - Società che forniscono servizi energetici (ESCo) – Requisiti generali e lista per la verifica dei requisiti” per le Società di servizio; UNI CEI 11339:2009 “Requisiti generali per la qualificazione degli Esperti in Gestione dell’Energia” per i professionisti.

Nuovo ASSINTEL Report 2012

pubblicato 12 ott 2012, 07:03 da Marino Vanetti

Il nuovo ASSINTEL Report 2012 è stato presentato questa mattina presso il Palazzo Castiglioni di Corso Venezia a Milano.

Oltre allo scontato scenario di recessione del mercato italiano dell’Information Technology (-3,2%), sono stati rilevati alcuni importanti spunti di riflessione:
- L’Italia è nelle posizioni di coda in Europa, peggio di noi ci sono paesi come la Spagna, UK è in netta crescita
- Il mercato del cloud computing ha raggiunto livelli significativi (620M€) con +57,8% rispetto al 2011, confermando la tendenza generale alla virtualizzazione dei servizi ICT nella nuvola
- I settori di mercato con forte decrescita della spesa IT sono PA (-10,8%), Enti locali, Sanità, Trasporti e Logistica (-5,8%)
- Il budget IT sul fatturato dell’azienda è mediamente inferiore al 1,5% nel 53% dei casi, quota che sale al 2% nel 71% del panel d’analisi.

Viene stabilita una sorta di dicotomia di spesa IT tra voci di budget Tradizionali ed Emergenti, per le quali risulta prioritario rispettivamente focalizzarsi su processi come la Virtualizzazione, il Document Management, F&A e Controllo, piuttosto che su nuovi investimenti per la Gestione della Sicurezza delle Informazioni, Mobile & Wireless, la Gestione dei Contenuti Enterprise e WEB.

L’Information Technology è un settore in costante trasformazione e come tale deve essere considerato “come forte driver di innovazione”. La comunità Europea stima che per esempio un incremento di 10 punti percentuali di penetrazione della banda larga si traducono in +1/+1,5% di crescita supplementare. Dunque dovrebbe essere intuitivo riporre grandi aspettative negli investimenti previsti dall’Agenda Digitale del recente Decreto Sviluppo sia in termini economici ma soprattutto occupazionali.
 

BANDO IMPRESA DIGITALE: Nuove tecnologie digitali per le Piccole e Medie Imprese

pubblicato 14 set 2012, 06:53 da Marino Vanetti

Finalità
 
Regione Lombardia e le Camere di Commercio di Milano, di Monza e Brianza, di Varese, di Lecco, di Cremona, di Lodi e di Pavia, nell’ambito degli impegni assunti con l’Accordo di programma per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo, intendono favorire i processi di innovazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde, incentivando gli investimenti in nuove tecnologie digitali. All’iniziativa partecipa il Comune di Milano per il territorio di sua competenza.
In accordo con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Lombarda, tramite questa iniziativa si vuole intervenire in due direzioni, sostenendo la diffusione delle ICT nelle micro, piccole e medie imprese e la creazione di nuove tecnologie digitali da introdurre sul mercato ICT.
 
Ambiti di intervento e Beneficiari: 
  • Misura A
“Sostegno a progetti per l’adozione di nuove tecnologie digitali” per le Micro Imprese;
  • Misura B
“Sostegno a progetti per l’adozione di nuove tecnologie digitali” per le Piccole e Medie Imprese;
  • Misura C
“Supporto alle Imprese del settore ICT (codici ATECO 2007: divisioni 26, 27, 58, 59, 60, 61, 62 e 63) per la creazione di nuove tecnologie digitali basate sul paradigma Internet of Things”.
 
Dotazione finanziaria:
Le risorse complessivamente stanziate ammontano a euro 4.220.000,00.
Il contributo:
  • verrà erogato a fondo perduto e in un’unica soluzione;
  • è da considerarsi al lordo della ritenuta d’acconto del 4%;
  • verrà erogato a conclusione del progetto sulla base delle spese effettivamente sostenute, valutata la congruità con le spese di progetto presentate e ritenute ammissibili;
  • è concesso in conformità al regime comunitario degli aiuti di stato (de minimis), ai sensi del Regolamento (CE) n. 1998/2006;a questo proposito l’impresa in sede di presentazione della domanda di finanziamento dovrà autocertificare i contributi già ottenuti che incidano sul massimale di cui al suddetto regolamento comunitario.
 
Termini presentazione delle domande:
  • a partire dalle ore 12.00 del 02/10/2012
  • fino alle ore 12.00 del 31/10/2012

Il recupero crediti nell’attuale contesto di crisi

pubblicato 16 lug 2012, 02:45 da Marino Vanetti   [ aggiornato in data 16 lug 2012, 03:28 ]

Scarica il White Paper : (download
 
 

Pubblicati i risultati del 2° Osservatorio Cloud & ICT as a service del Politecnico di Milano

pubblicato 29 giu 2012, 08:47 da Marino Vanetti

Il Cloud Computing è un’opportunità per recuperare produttività e creare condizioni per lo sviluppo e l’innovazione?

L’Osservatorio Cloud & ICT as a service del Politecnico di Milano stima il mercato del Cloud Computing in Italia nel 2012 in 443 Mln di Euro, pari al 2,5% della spesa IT complessiva. Un mercato ad oggi ancora poco sviluppato nelle imprese di piccole e medie dimensioni. Oltre il 05% di questa spesa, infatti, viene sostenuta dalle grandi imprese (ovvero le organizzazioni con più di 250 addetti). La dinamica del mercato è tuttavia molto interessante, con un tasso di crescita che sia attesta intorno al 25% anno su anno e in netta controtendenza rispetto alla spesa IT complessiva che risulta, invece, in forte contrazione (-4,1% nel 2011 secondo dati Assinform).

Se i benefici economici introdotti dal Cloud sono di tutto rispetto e stimabili in valori percentuali a doppia cifra, i benefici qualitativi, secondo un campione di 51 CIO di Grandi Organizzazioni in Italia, risiedono nella maggiore scalabilità dei servizi, nella riduzione della complessità gestionale dei Data Center e dei sistemi applicativi, nei minori investimenti richiesti a parità di soluzione da implementare.

Di contro, esistono ancora delle notevoli criticità nell’adottare soluzioni basate su questo nuovo paradigma quali la difficoltà di integrazione con l’infrastruttura già esistente, l’immaturità dell’offerta di servizio, i problemi legati alla compliance normativa, la quantificazione dei costi e dei benefici derivanti dal ricorso al Cloud.

Nonostante le incertezze ancora largamente diffuse, la roadmap è tracciata. L’evoluzione dei Data Center segue la strada dalla virtualizzazione verso l’automazione dei servizi di infrastruttura basata su soluzioni ibride di Cloud pubblico e privato. L’architettura applicativa si muove dall’integrazione dei servizi erogati da enterprise portal, all’utilizzo sempre più spinto di componenti SaaS di pari passo con l’offerta migliorata dei Vendor tradizionali. Si comincia a parlare di Desktop as a service!

Rexthon & Partners lancia G.E.N.

pubblicato 25 giu 2012, 06:18 da Marino Vanetti   [ aggiornato in data 25 giu 2012, 06:29 ]

GREEN ENERGY NETWORK è una rete di aziende di eccellenza che opera in perfetta sintonia per ottenere il risultato ottimale, in tempi certi, con garanzia di qualità della realizzazione.

Rexthon & Partners ha cambiato indirizzo

pubblicato 13 feb 2012, 04:44 da Marino Vanetti

Da inizio Febbraio 2012 Rexthon & Partners ha trasferito la propria sede operativa di Milano in Via Gubbio, 10. La nuova sede è facilmente raggiungibile con la linea metropolitana 3 (Gialla) dalle fermate di Crocetta o Porta Romana.

Rexthon & Partners - Via Gubbio, 10 - 20122 Milano

Riforma della protezione dei dati nell’UE

pubblicato 26 gen 2012, 10:04 da Marino Vanetti

Bruxelles, 25 gennaio 2012 – La Commissione europea ha proposto oggi una riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati nell’intento di rafforzare i diritti della privacy on line e stimolare l’economia digitale europea. Il progresso tecnologico e la globalizzazione hanno radicalmente mutato il modo in cui sono raccolti, consultati e usati i dati personali. Per giunta, i 27 Stati membri hanno attuato la normativa del 1995 diversamente, con conseguenti divergenze sul piano dell’effettiva applicazione. Un'unica legge porrà fine all'attuale frammentazione e alla gravosità degli oneri amministrativi, promettendo alle imprese risparmi per circa 2,3 miliardi di euro l’anno. L’iniziativa contribuirà a rafforzare la fiducia dei consumatori nei servizi on line promuovendo, cosa quanto mai necessaria, la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e l’innovazione in Europa. >>
Se da un lato tutti noi ci aspettiamo una migliore tutela dei dati personali scambiati via mail, social network, cloud computing ecc., la preoccupazione a livello di impresa è la revisione dei processi e delle modalità per il trattamento dei dati. Faremo definitivamente a meno del DPS o torneremo nell'incertezza e nel terrore di aver perso l'ultimo adempimento di legge?

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