La favola triste del biondino degli 883  che, per inseguire un sogno, ha rinunciato a soldi e fama.

«Qual è la domanda che mi fanno più di frequente in assoluto? “Che fine ha fatto Mauro Repetto”. Anzi: “che fine ha fatto il biondino che ballava negli 883”». Parole di Max Pezzali.

Ebbene, indagando nei meandri della rete abbiamo cercato di dare una risposta a questo interrogativo. Una domanda che - ne siamo certi - tutti, almeno una volta nella vita, si sono posti. La realtà venuta a galla è una favola triste, la storia di un uomo che non ci ha pensato due volte ed ha gettato tutto al vento per inseguire il suo sogno.

Il risultato? Non un lieto fine, ma un bel finale. Oggi, Mauro Repetto vive alle porte di Parigi, è sposato con la bella Josephine, ha due figli e regala un sorriso a numerosi bambini provenienti da ogni parte del mondo.

Ma andiamo per gradi... Tutto nacque nei mitici anni ’80 a Pavia. Mauro, insieme al fraterno amico Max Pezzali, frequenta il liceo e passa interi pomeriggi al Bar Dante fantasticando sulle donne e parlando di musica. I due fondano un gruppo, “I pop”, e mandano un’audiocassetta al re Mida della musica italiana, Claudio Cecchetto.

Da quel momento inizia un’irresistibile ascesa: il gruppo cambia nome in 883 e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” (1992) diventa un indovinatissimo tormentone. Dopo appena un anno esce un altro, altrettanto riuscito, album “Nord Sud Ovest Est”. Per i due amici sembra profilarsi all’orizzonte un futuro di successi e soddisfazioni.

Ma in Mauro c’è qualcosa che non va. Il “biondino” non si sente felice nel ruolo di comprimario. Scrivere canzoni lo soddisfa ma è sul palco che si vivono le emozioni forti, quelle vere. Lui non canta e non suona. Si esibisce in solitari e disordinati balletti che lo fanno diventare ben presto uno zimbello per imitatori e detrattori.

Gli serve solo una scusa. Un motivo per fuggire via. Il suo pass per la libertà si chiama Brandi, una bellissima modella che lo strega e lo spinge ad inseguire il suo folle, impossibile, sogno. 

Di punto in bianco lascia l’Italia. Vola in America per produrre un film e si affida ad un losco avvocato che, per la modica cifra di 20.000 dollari, gli promette di fornirgli l’aggancio con un produttore. Non rivedrà mai più né quel legale, né Brandi ed il suo sogno cinematografico si spegnerà in una camera d’albergo. Mauro, tuttavia, non si demoralizza: con l’aiuto di Cecchetto incide il disco “Zucchero filato nero” nel quale risalta la bella voce di Francesca Touré (poi vocalist dei Delta V). 

 L’album è il suo epitaffio musicale. Urla di dolore in “ma mi caghi”, poesia in “Nual”. «Ascoltate “Un grande si" o "Voglia di cosce e di sigarette", inni sbagliati, sbilenchi, ubriachi, un uomo solo con la sua chitarra incerta e ancora ossessioni: figa, figa, figa, corpi che sfuggono, amarezza, assoluta mancanza di misura e senso del pudore» (tratto da www.succoacido.it). L’album è un flop e Repetto, dopo una breve parentesi in Italia, si trasferisce in Francia.

Dopo averci provato ancora col cinema (suo il cortometraggio “Point Mort”) abbandona definitivamente lo show business ed inizia a lavorare ad Eurodisney vestendo i panni di Pippo.

 Sotto la maschera, i suoi balletti convulsi diventano finalmente apprezzati e divertenti. La palestra lo rende troppo muscoloso e presto anche i panni del cagnone disneyano gli vanno stretti.

Mauro impersona l’orso Baloo. Mille flash lo fotografano ma in pochi sanno che, sotto quell’ingombrante costume, c’é un uomo coraggioso. Il “biondino” che, per inseguire un sogno, ha rinunciato a soldi e fama. 

UPDATE
In un'intervista rilasciata a TGCom (il 6/02/07) Mauro racconta che oggi ha finalmente cambiato lavoro:  "Faccio l'organizzatore di spettacoli e il direttore di una ditta di design e decorazione dove lavoro con mia moglie Josephine. Ormai sono nel dietro le quinte". 

Tutto qui.  E la vita privata? "Sono sposato felicemente, ho un bel bambino e un altro in arrivo. Sono una persona normale".