QRM... una brutta bestia per tutti gli appassionati della radio.
Il QRM, questa brutta bestia con cui ormai dobbiamo fare i conti tutti i giorni, da un po' di anni affligge le nostre comunicazioni via radio.
Originariamente la sigla QRM indicava "disturbi da interferenze", attualmente invece ha assunto un altro significato, ossia disturbi di natura elettrica.
Chi ha vissuto gli anni d'oro della radio, ricorda quando il QRM c'era solo in prossimità degli elettrodotti di media ed alta tensione ed era dovuto alle scariche elettriche che si generavano fra i conduttori e la struttura dei tralicci saltando gli isolatori, a causa dello sporco accumulato e all'umidità.
Lontano da queste fonti di disturbo c'era la possibilità di apprezzare la sensibilità delle apparecchiature più performanti ed ascoltare segnali veramente deboli, compresi i rumori radio provenienti dallo spazio e generati dai fenomeni del nostro pianeta.
Ora invece tutto questo è solo un ricordo, perché le sorgenti dei disturbi di natura elettrica sono molteplici, fra i quali: trasmissione dati sulle linee per il trasporto dell'energia elettrica, ADSL, alcuni alimentatori switching, caricabatterie per cellulari, schede di controllo per elettrodomestici, computer, riduttori di tensione per lampade a LED, WiFi, inverter per impianti fotovoltaici, impianti elettronici con trasmissione dati, ecc.
Il motivo per cui tutti questi elementi attualmente generano QRM dipende dal fatto che non vengono rispettate le elementari regole di progettazione per evitare questo genere di fenomeni.
Giusto per fare qualche esempio, se un alimentatore genera disturbi e un altro non ne genera, è ovvio che il primo è stato il frutto di una progettazione più superficiale e grossolana, mentre il secondo no.
Lo stesso vale per gruppi di continuità, inverter, schede a microcontrollori, ecc.
Il discorso vale anche per le reti dati, dove l'utilizzo di cavi schermati genera un area di disturbo notevolmente inferiore rispetto all'impiego di cavi non schermati.
Attualmente le apparechiature e gli impianti che generano QRM sono in numero maggiore rispetto a quelli che non ne generano e questo è dovuto al fatto che le telecomunicazioni impiegano molto meno il vettore radio e molto più Internet, quindi i costruttori di impianti e strumentazioni non sono vincolati a tenere sotto controllo l'irradiazione di disturbi radio.
Ma il QRM non è il solo lato negativo dello stato attuale delle cose, infatti considerando che i vari impianti ed apparecchiature che causano disturbi radio sono concentrati nelle aree urbane, è facile immaginare che le varie sorgenti sovrappongono le zone di disturbo sommandone il campo elettromagnetico.
Quindi nelle aree urbane non si può parlare semplicemente di disturbi radio, ma di inquinamento elettromagnetico.
Per noi Radioamatori, CB ed SWL è possibile valutare la quantità di QRM semplicemente osservando la deflessione dell'ago dello S-Meter dei nostri ricevitori, ma quando facciamo questa osservazione, non bisogna dimenticare che lo stiamo facendo solo per il canale su cui stiamo ricevendo.
Di fatto per potere farsi un'idea del livello di inquinamento elettromagnetico, basta pensare che quel QRM rilevato dal nostro S-Meter su un solo canale, va sommato al QRM su tutte le altre frequenze, per cui non si parla di segnali pari ad alcuni microvolt per metro letti dallo S-Meter, ma di vari millivolt per metro, cioè vero e proprio inquinamento elettromagnetico.
A destra è riportata una tabella dove sono riportati i vari livelli di massima esposizione per il corpo umano, tenendo conto che tali valori sono riferiti ad un tempo di esposizione non superiore a 8 ore al giorno.
Da qui è facile comprendere che il problema non si ferma solo alla nostra attività radio, ma è molto più importante perché l'esposizione del corpo umano a livelli alti di inquinamento elettromagnetico determina vari scompensi, fra cui le funzionalità del sistema immunitario, le funzioni neurovegetative, le funzioni cognitive, del sistema endocrino e tanto altro.
E' ovvio che tutto questo è stato il risultato dello sviluppo tecnologico e commerciale, ma sopratutto della scarsa lungimiranza di chi ne governa l'evoluzione.
A noi amanti della radio resta questa brutta bestia con cui fare i conti tutte le volte che accendiamo le nostre apparecchiature e tentiamo di fare un QSO, sperando ad una futura inversione di tendenza, perché dove c'è un accumulo di campi elettromagnetici di disturbi non c'è nessun metodo di discriminazione e nessun rimedio.


















Tabella delle soglie per cui l'inquinamento elettromagnetico rappresenta un pericolo per gli esseri umani.