La striscia della morte e i tentativi di fuga

Che cos'è la striscia della morte?

La striscia della morte era la lingua di terra che separava i due muri in cemento armato che formavano la barriera che divideva Berlino est e ovest. Essa negli anni venne continuamente rinforzata per contrastare i continui tentativi di fuga.
                                                                                                           
La striscia della morte 


striscia della morte nella Repubblica Democratica


La striscia della morte oggi (Bernauer Strasse)

La striscia della morte

Tentativi di fuga

Inizialmente molti riuscirono a scappare semplicemente passando sotto il filo spinato o attraversando il confine tra la Repubblica Democratica e quella Federale, dove non c'erano molti controlli. Mano a mano che le barriere venivano fortificate i berlinesi dovettero inventare modi sempre più ingegnosi. Alcuni andarono a buon fine, altri purtroppo no.

Questi sono alcuni tentativi di fuga:

Tunnel:

Quasi 300 persone riuscirono a scappare grazie ai tunnel, i cui nomi derivano dal numero di persone che sono riuscite ad arrivare ad ovest attraversandoli (ad esempio tunnel 29 o tunnel 57), o da una determinata caratteristica del gruppo ( ad esempio il tunnel degli anziani, dato che il gruppo era composto da un solo giovane e il resto da persone adulte). Un tunnel famoso fu quello del cimitero di Pankow in cui, facendo finta di andare a un funerale, i cittadini di Berlino est si ritrovavano davanti a una tomba prestabilita e improvvisamente scomparivano. Un altro tunnel famoso, poiché finanziato dal canale americano NBC, fu il tunnel 29. Fu costruito da due italiani Luigi Spina e Domenico Sesta che volevano liberare i loro amici, i quali erano rimasti intrappolati dall'altra parte. Ad aiutarli ci furono Ulrich Pfeifer, Hasso Herschael e altri 48 volontari. Questa fuga è il soggetto del miniserie italiana in due puntate "Il tunnel della libertà" con Kim Rossi Stuart.

Spree

La Spree è il fiume di Berlino che è stato utilizzato dai comunisti come ulteriore barriera tra est e ovest. Purtroppo alcuni tentativi non andarono a buon fin: molte persone, infatti, morirono assiderate, per affogamento o colpiti dagli spari dei soldati di frontiera. Christine Mielke, allora 28enne, attraversò il fiume nuotando (l'acqua era gelida, ma la giovane si era cosparsa il corpo di grasso).

La Spree

Valigia

Una donna riusci a scappare nascondendosi in due piccole valigie che erano unite all'interno del bagagliaio di una macchina. I soldati non controllarono pensando che una persona si sarebbe potuta nascondere solo in una valigia grande. Non sospettarono nulla.

Macchine sportive e convertibili

Le macchine sportive, essendo basse, riuscivano a passare sotto le sbarre dei check point. A bordo di una convertibile Heinz Meixner riuscì a far scappare la sua ragazza e la madre di lei: le due donne si nascosero sotto i sedili. Lui aveva leggermente sgonfiato le gomme. Quindi, arrivato al confine, dovette solo abbassare la testa e dar gas per raggiungere la libertà.

immagine ripresa dall'East Side Gallery

Finestre

Inizialmente i cittadini che avevano la propria casa sul confine si gettarono nella parte ovest aiutati dai berlinesi dell'ovest e ostacolati dai Vopos (polizia popolare della Germania dell'est). Una donna purtroppo perse la vita, poiché i materassi non riuscirono ad attutire la caduta. Successivamente le finestre sul confine vennero murate e qualche tempo dopo quei palazzi furono demoliti per dar vita alla striscia della morte.

Mongolfiera

Hans Peter Strelczyk e Gunter Wetzel costruirono una mongolfiera che riuscì a portare i due uomini e le loro famiglie dall'altra parte, dopo un primo tentativo fallito. Ci fu anche un tentativo in mongolfiera non andato a buon fine: Winfried Freudenberg tentò di scappare costruendosi da solo un mongolfiera che purtroppo, però, si schiantò sul suolo dell'ovest.

Alcune vittime del muro:




Peter Fechter è tristemente conosciuto poiché fu ucciso in maniera brutale. Mentre tentava di scavalcare il muro, fu colpito da una serie di colpi di pistola. Egli, però, non morì subito, ma fu lasciato agonizzante per alcune ore. 






                                                                                   
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