4. Nuovi Media e Cambiamento: siamo noi a cambiare i media o sono loro a cambiare noi?

La comprensione dello sviluppo e degli effetti dei nuovi media rappresenta una sfida centrale per la società contemporanea.

Per farlo introdurremo un modello interpretativo basato sulla psicologia dei nuovi media – la teoria dell’inter-azione situata – con cui comprendere l’impatto dei nuovi media. Il punto di partenza è l’analisi del rapporto tra medium e soggetti comunicanti: sono i soggetti che controllano le caratteristiche dei media o sono questi a «determinare», i propri utenti? 

Esistono due posizioni antitetiche. La prima è il determinismo tecnologico (McLuhan): l’impiego di un medium non solo modifica la comunicazione, ma ha anche effetto sul modo di sentire e di pensare dei propri utenti. La seconda è il costruzionismo sociale (Williams): ogni medium è sempre «situato» in quanto risultato di specifiche forze sociali e culturali.

Come integrare queste due visioni? La teoria dell’inter-azione situata sottolinea come i media, ponendosi «in mezzo» tra i soggetti interagenti sostituiscano l’esperienza diretta dell’altro con una percezione mediata.

Se tale effetto è presente in tutti i media, la maggiore possibilità di riconfigurazione dell’esperienza comunicativa resa possibile dai nuovi media ne mette in discussione perfino la soggettività e la corporeità dei propri utenti. Infatti:

  1.  I nuovi media modificano e sono modificati dalle pratiche dell’interazione sociale;
  2. I nuovi media rimuovono dall’interazione il corpo e i significati che questo porta con sé dando autonomia ai contenuti trasmessi
Questa analisi suggerisce che le posizioni di McLuhan e Williams non siano antitetiche ma complementari, in quanto non fanno riferimento all’intero processo di interazione medium/utente ma a una singola fase al suo interno. Per questo, tale rapporto non viene descritto nella sua totalità da nessuna delle due posizioni.

Un ultimo elemento l’analisi del processo di adattamento ai cambiamenti indotti dai nuovi media.

Da una parte Il processo di modellazione e progressivo adattamento richiesto dall’interazione con un nuovo medium non è mai senza difficoltà. Infatti, indipendentemente dal livello culturale del soggetto e dalla possibilità di accesso alle tecnologie ogni nuovo medium produce delle resistenze che hanno come conseguenza uno squilibrio, una divisione normalmente definita  «digital divide»

Dall’altra, un segnale della positiva integrazione di un medium in un contesto sociale è la sua «trasparenza», ossia la percezione da parte dei soggetti interagenti della mancanza d’ostacoli e costrizioni nel realizzare le proprie intenzioni.