3. Il futuro dei nuovi media: verso l'interrealtà

E' possibile identificare tre trend che stanno guidando e guideranno lo sviluppo dei nuovi media:

1.  I contenuti dei nuovi media diventano indipendenti dalla tecnologia utilizzata. Ciò permette di consultare e manipolare lo stesso contenuto indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: il singolo in formato MP3 può essere ascoltato sul mio iPod, sul cellulare, sul televisore, sul PC e così via. Le conseguenze di questa tendenza sono due. Da una parte, la diffusione del cloud computing per permettere di sperimentare la stessa esperienza multimediale su dispositivi differenti e dai costi e dalle potenzialità molto diverse tra loro. Dall’altra la progressiva riduzione delle barriere tecnologiche legate al processo di produzione e distribuzione dei contenuti: accanto allo spettatore, consumatore passivo di informazioni, abbiamo lo «spettautore» che crea o modifica contenuti esistenti secondo i propri bisogni comunicativi e il «commentautore», che discute i contenuti e li condivide con i propri amici.

2.  I contenuti dei nuovi media non sono più messaggi ma esperienzeCiò da una parte sta portando all’impiego della corporeità e della simulazione per rendere l’interazione con con i nuovi media il più possibile simile a quella che ciascuno di noi ha all’interno di un ambiente reale. Questa tendenza -  definita «interazione incarnata» (embodied interaction) – ha prodotto una  serie aree di ricerca che rappresentano il futuro dei nuovi media: l’affective computing, il pervasive computing, i serious games, la realtà virtuale e la tecnologia positiva.

3.  Interrealtà: le esperienze mediali si fondono con quelle reali. Ciò sarà reso possibile da una parte attraverso l’integrazione della capacita di elaborazione del computer e della possibilità di comunicare negli oggetti più comuni (ubiquitous computing e internet of things) o nell’ambiente che ci circonda (ambient intelligence). Dall’altra attraverso la diffusione dell’HyperReality (iperrealtà), una nuova interfaccia in grado di integrare realtà fisica, oggetti e ambienti digitali, intelligenza umana e intelligenza artificiale. Esempi di iperrealtà sono la «augmented reality»  (realtà aumentata) che permette di sovrapporre interfacce intelligenti all’ambiente reale e la «mixed reality» (realtà mista), la fusione di ambienti reali e ambienti virtuali in modo da creare un unico ambiente in cui oggetti digitali e reali coesistono e interagiscono.

Ovviamente lo sviluppo dell’interrealtà richiede una riflessione attenta sui limiti e le conseguenze di questo processo: Fino a che punto un medium tecnologico può analizzare i miei interessi e i miei desideri? Quanto può impattare, e come, il mondo virtuale su quello reale? Quanto è il controllo che l’utente può avere su tali processi?
Nella risposta a queste domande si gioca la possibilità di rendere i nuovi media degli strumenti efficaci al servizio dei propri utenti.