Rischio Metereologico

Il rischio "meteorologico" viene inteso come generica manifestazione di condizioni climatiche avverse che per tipologia (neve, ghiaccio, vento, siccità, ecc.) ed estensione possono determinare situazioni di pericolo e/o disagio per le infrastrutture e le popolazioni interessate.

Il rischio eventi meteorologici eccezionali è costituito dalla possibilità che, su un determinato territorio si verifichino fenomeni naturali (definibili per la loro intensità eventi calamitosi) quali uragani, trombe d'aria, grandinate intense precipitazioni, forti nevicate, raffiche di vento eccezionali, lunghi periodi di siccità, in grado di provocare danni alle persone, alle cose ed all'ambiente. Si tratta in genere di fenomeni di breve durata, ma molto intensi, che possono provocare danni ingenti ed a volte coprire estensioni notevoli di territorio.


L'uragano è una tempesta tropicale che si origina sui mari caldi. L'elevata temperatura e l'alto tasso di umidità presente in tali zone, favorisce il movimento verticale delle masse d'aria umida che, incontrando aria più fredda presente in quota, si condensa formando nubi. Si crea così un grande vuoto di pressione che risucchia velocemente altra aria ricca di vapore acqueo verso le alte quote e, con la rotazione terreste (Forza di Coriolis), nasce un'area di bassa pressione che varia da 100 a 600 Km di diametro (molto più piccole rispetto alle depressioni europee) con venti che nell'Emisfero Boreale ruotano in senso antiorario e nell'Emisfero Australe ruotano in senso orario.
Tale depressione ha un gradiente barico elevato ed al suo interno i venti iniziano a ruotare sempre più velocemente, tanto da raggiungere anche i 200 o 250 chilometri orari, favorendo un forte afflusso di aria umida alle quote superiori che successivamente si trasformano in nubi temporalesche (cumulonembi) che danno luogo a violentissime ed abbondanti precipitazioni.
Gli uragani più violenti hanno il cosiddetto "occhio del ciclone": al suo interno il cielo si schiarisce, le precipitazioni terminano ed i venti si calmano (tutto temporaneamente). Ciò si verifica perché i venti ruotano troppo velocemente attorno al minimo depressionario e, a causa della forza centrifuga, non riescono ad arrivare al centro del minimo barico. Fino a quando staziona in un mare caldo, 1 'uragano acquista energia; ma quando si inoltra nell'entroterra, perde gradualmente energia e i venti e le piogge diminuiscono di intensità fino ad esaurirsi. Le abbondanti precipitazioni associate agli uragani spesso portano ad allagamenti; i danni maggiori si verificano a carico della vegetazione che viene completamente distrutta; gli edifici subiscono danni cospicui anche se difficilmente si possono avere crolli, a meno di edifici già in precarie condizioni.

Per tromba d'aria si intende una tempesta vorticosa di piccole dimensioni (100 m di raggio) di straordinaria violenza che può interessare nei casi peggiori, una area circolare con raggio fino a 40 Km.
Le trombe d'aria si formano nel cuore di grosse nuvole temporalesche dove una colonna d'aria molto calda sale velocemente e viene fatta ruotare dalle correnti più fredde che si trovano in alta quota.
Ogni tromba d'aria è caratterizzata nella sua parte centrale da una profonda depressione, associata a eventi turbino si (superiori ai 200 km/h) ed a intense correnti ascensionali. La pressione interna può risultare inferiore a quella atmosferica anche di un centinaio di hPa, si spiega così il forte risucchio che può provocare 10 sventramento di edifici ed il sollevamento di oggetti anche di notevoli dimensioni.
La depressione centrale della tromba d'aria, provocando una violenta espansione dell'aria, determina la condensazione del vapore acqueo: le goccioline d'acqua si mescolano con polveri e detriti, formando la caratteristica proboscide. Essa si muove in maniera irregolare, ad una velocità media di circa 40 Km/h, preceduta da un rumore assordante. La vita di una tromba d'aria, in media di circa 8 minuti, può anche raggiungere i 60 minuti.
Quando la tromba d'aria si forma sul mare si chiama "tromba marina", mentre se si forma nel deserto, generalmente più piccola e di breve durata, si chiama "diavolo di polvere"; quando e' molto intensa si chiama "tornado".
I possibili effetti delle trombe d'aria sono sempre localizzati e possono andare come già accennato dal sollevamento in aria di oggetti di poco peso, di rottura di vetri, di scoperchiamento di tetti, torsione di tralicci dell'alta tensione, sradicamento di alberi, etc….Il materiale preso in carico, una volta esaurita la spinta ascensionale ricade a terra anche a notevole distanza.

Con il termine grandinata si intende la caduta di grani arrotondati di ghiaccio, condensato intorno ad un nucleo detto "nucleo di accrescimento"; la struttura interna è a cristalli concentrici.
Quando le gocce d'acqua salgono nella parte più alta e più fredda della nuvola si raffreddano così velocemente che passano subito da vapore a piccole particelle di ghiaccio, la grandine appunto, che per il loro peso iniziano a cadere verso il basso.

Pericoli particolari per le persone non ne esistono durante le grandinate ed i danni si registrano a carico di colture, di edifici costruiti con materiale leggeri e delle coperture delle abitazioni. Oltre alle grandinate si possono avere precipitazioni nevose di notevole intensità e durata, le quali creano disagi soprattutto ai collegamenti ed all'approvvigionamento dei beni essenziali, oltre che pericoli vari ad immobili causati dal peso della neve. Come i fenomeni di nevicate intense, così anche le ghiacciate improvvise hanno un forte impatto soprattutto sulla viabilità e sulla circolazione stradale, determinando gravi disagi sul territorio; basti pensare alla maggiore probabilità che si verifichino incidenti stradali.

I periodi di siccità, ormai avvertiti con periodicità probabilmente a causa della "tropicalizzazione" del clima, possono interessare la nostra provincia nel periodo invernale per forte riduzione dei deflussi idrici superficiali, abbassamenti delle falde idriche e impoverimento delle sorgenti di alimentazione degli acquedotti in aree montane e pedemontane.

La siccità ha un notevole impatto anche sulla salute umana (secchezza dell'aria, problemi alle vie respiratorie) e sul biosistema agricolo.
L'inquinamento da polveri fini viene amplificato dalla diminuzione dell'umidità relativa e dall'aumento della temperatura media stagionale, con forti ripercussioni sulla circolazioni di mezzi a combustione interna (circolazione a targhe alterne, domeniche ecologiche).


Attività di previsione e prevenzione

L'attività di previsione del rischio legato a fenomeni meteorologici è complessa data la natura variabile nello spazio e nel tempo dei fenomeni in oggetto. L'attività di prevenzione, volta a ridurre la probabilità che i citati fenomeni avvengano, possono essere attuati, su scala internazionale e nazionale, soprattutto per quanto attiene le probabili mutazioni climatiche in atto. In ambito provinciale le politiche di salvaguardia delle risorse idriche, di sfruttamento e risparmio energetico, di mobilità sostenibile, di educazione alla tutela del proprio micro-clima ambientale e di attenzione alle singole componenti ambientali interessate (acqua, aria, suolo, sottosuolo) concorrono, nell'ambito di un sistema ambientale globale ed integrato, alla graduale riduzione degli effetti climatici estremi atipici.

La riduzione degli impatti legati a fenomeni meteorologici avversi si attua riducendo il livello di vulnerabilità sistemica del territorio interessato prevedendo, come in parte già avviato, un processo di integrazione dei sistemi interconnessi di trasporto di materia (persone, fluidi, energia) e di informazioni. Particolare attenzione va posta nell'adeguare i comportamenti antropici sal manifestarsi di tali fenomeni avversi. La carenza momentanea di risorse idriche deve indurre la popolazione interessata ad accettare alcuni disagi e ad assumere comportamenti diversi volti ad evitare inaccetabili sprechi.

L'informazione e l'accetazione ponderata di vivere in un contesto territoriale, per alcuni versi, vulnerabile, consentono di limitare e mitigare gli effetti di fenomen indesiderati e che, nonostante interventi di supporto ed assistenza da parte degli enti interessati, comporteranno sempre una situazione di non-normalità e di squilibrio seppur lievi.

PRECAUZIONI IN CASO DI NEVE:

  1. è necessario che la popolazione metta in atto tutti quegli accorgimenti,  attenzioni e misure comportamentali per cercare di minimizzare i rischi derivanti dalla presenza di neve e ghiaccio sulle strade e sui marciapiedi pubblici e privati.

  2. E' opportuno che  proprietari di fondi o edifici che hanno l'immobile confinante con una via pubblica rimuovano prontamente la neve e il ghiaccio che si formano lungo i marciapiedi e le strade private;

  3. per gli spostamenti, inoltre si raccomanda di preferire i mezzi pubblici e di utilizzare i mezzi privati solo in caso di improrogabile necessità ed equipaggiati idoneamente con catene o pneumatici da neve.

Il Comune ha attivato  il “Piano per interventi in caso di emergenza neve”, che prevede l'intervento congiunto del Centro Operativo Comunale, delle ditte convenzionate, e dei volontari di Protezione Civile, con l'utilizzo di mezzi spalaneve e spandisale per garantire la circolazione veicolare e pedonale secondo la mappatura strategica e la programmazione pianificata, con priorità alla viabilità primaria e ai punti sensibili quali , scuole e strutture pubbliche, zone collinari e sottopassi.





RIFERIMENTI NORMATIVI E BIBLIOGRAFICI
Bibliografia essenziale
- T. Horlick-Jones, A. Amendola e R. Casale, Natural risk and Civil Protection, European Commission, E& FN SPON, Gran Bretagna, 1995


Pagine secondarie (1): Rischio Vulcanico
Comments