La nostra Storia



 


Perché siamo nati, chi siamo e cosa vogliamo fare

Il neo Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile di Gradara è stato costituito per essere un importante strumento di supporto verso i cittadini diretto a superare le emergenze derivanti da calamità naturali o da eventi calamitosi. Il suo principale compito è quello di aiuto e soccorso con forme di prima assistenza alla popolazione sinistrata promuovendo iniziative atte a rimuovere gli ostacoli per riportare i cittadini ad una ripresa delle normali condizioni di vita. Inoltre ha l’importante compito di operare nel settore della tutela e risanamento del territorio e dell’ambiente per la valorizzazione della natura, armonizzandosi con il servizio nazionale della Protezione Civile, con il sistema regionale e provinciale e con il Comitato Operativo Nazionale della Protezione Civile.

Il sistema di Protezione Civile, attualmente esistente in Italia, è tra i migliori del mondo e, nel caso specifico della Regione Marche, esiste una situazione di emergenza molto qualificata. Ciò è stato anche riconosciuto dal Dott. Guido Bertolaso, Direttore del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il quale ha voluto congratularsi personalmente partecipando ad un invito nella nostra regione.

Attualmente il Gruppo di Gradara sta organizzando il coordinamento degli attuali aderenti con l’intento di ampliare l’organico onde evitare di trovarsi in difficoltà numerica in caso di necessità. In questo momento l’organizzazione sta rivolgendo i propri sforzi verso le necessità vestiarie dei suoi aderenti, delle normali strumentazioni tecnologiche possibili e dei contributi a vario titolo che potrebbero arrivare dai privati perciò il Gruppo di Protezione Civile, costituito a Gradara nel mese di luglio 2009, è in fase organizzativa ma già pensa al prossimo futuro cercando di creare distinti e ristretti nuclei specializzati.

In caso di calamità, ogni gruppo avrà uno specifico compito come provvedere alla salvaguardia dei beni culturali, o avere la consapevolezza e la conoscenza del rischio geologico o rivolgere una necessaria attenzione verso gli animali che sono abbandonati e che possono costituire un rischio facilmente quantificabile perché nessuno si cura di loro nei momenti di particolare trepidazione.

Proviamo a riflettere, anche se brevemente, su quali tipologie potrebbero basarsi gli interventi di questi gruppi.

* Gradara ha un immenso patrimonio artistico culturale apprezzato e diffuso su tutto il territorio nazionale e non solo. Il consistente afflusso di turismo annuale ne testimonia la sua valorizzazione. Questo patrimonio riteniamo che nelle fasi più concitate della situazione calamitosa potrebbe essere andato perso o manomesso o asportato impropriamente. Perciò, in accordo ed a supporto degli organi preposti, riteniamo che debba essere tutelato e difeso con interventi mirati da volontari che siano a conoscenza di una particolare tecnica (non accademica), senza in alcun modo creare una sovrapposizione.

* I rischi che caratterizzano il nostro territorio, e che comportano un impatto socio-economico, sono il rischio sismico ed il rischio geologico-idraulico come crolli, frane ed esondazioni. Quindi occorre affrontare la tematica dell’educazione ambientale rivolta a tutti i cittadini, compresi i bambini con interventi presso le scuole, per accrescere la conoscenza e la cura verso l’ambiente.

La nostra Protezione Civile vorrebbe far conoscere a tutta la cittadinanza gradarese, potenziale fruitrice sociale dell’area in questione, la cultura del potenziale rischio connesso al territorio con attività di comunicazione, di informazione, di formazione ed educazione. Queste informazioni potrebbero arrivare da geologi e scienziati dell’ambiente che già operano in altre regioni.

Questo facile meccanismo informativo riteniamo che sia uno degli strumenti più efficaci per il raggiungimento dell’obbiettivo preposto che è, in fin dei conti, la “tutela partecipata del territorio” da parte della società.

* Un altro interesse, anche se non primario, è un interesse verso gli animali in caso di estremo evento provocato dalla natura o derivante da attività connesse all’attività umana. Anche gli animali corrono un serio pericolo di sopravvivenza e potrebbero essere delle insidie per chi spontaneamente, ma con scarsa conoscenza, volesse portare loro aiuto avvicinarsi incautamente. Ecco quindi la necessità che un gruppo della nostra Protezione Civile dovrebbe intervenire, dopo aver acquisito una giusta conoscenza della materia, onde evitare problematiche ad alto rischio di incidenti o epidemie.

L’impegno per raggiungere gli scopi programmati, ma ce ne sono tanti altri, è molto ma non impossibile. Occorre però l’aiuto dei cittadini volonterosi che mettano a disposizione della Protezione Civile una piccola parte del loro tempo libero per imparare a prevenire i rischi che il nostro territorio “potrebbe correre”. Bisogna sapere che gli eventi catastrofici al momento non sono ancora prevedibili.

Senza questo aiuto però difficilmente potrà essere tradotto in fattibile quanto è nel nostro intento.


Il Coordinatore

Gian Franco Traina



Abbiamo bisogno di voi, ma voi di noi

Il Gruppo Comunale di Volontariato di Protezione Civile di Gradara sta lavorando sommessamente ma intensamente per costruire una efficiente organizzazione che deve fare del suo meglio per portare aiuto alla gente nella sconsiderata ipotesi che accada un evento calamitoso. Lavora in silenzio perché non vuole e non deve stupire nessuno.

Il compito istituzionale gli impone di diventare dei professionisti della solidarietà ricorrendo ad una buona dose di umiltà, scalzando l’idea di ottenere le prime pagine per avere della notorietà.

Il Gruppo è nato da pochi mesi ma di strada ne ha già fatta. Non ha ancora avuto modo di partecipare ad informative o formazioni da parte della Provincia o Regione ma sta cercando di migliorarsi, di far crescere il numero degli aderenti e di far capire alla popolazione della sua validità con proprie iniziative o partecipando a iniziative organizzate da altri.

Il Gruppo è formato da volontari ai quali non è chiesta alcuna imposizione di impegno, di tempo e di capacità. “Chi può da di più chi non può da ciò che può”.

Ma le difficoltà che si incontrano per far recepire alla gente che è necessario avere un organico numeroso, sono molte. Tutti dovrebbero aderire semplicemente perché al bisogno si desidera ardentemente l’aiuto e la generosità di qualcuno. Fa parte del senso civico di un popolo e nessuno si dovrebbe tirare indietro. Ma ahinoi non è così semplice convincere la gente.

C’è della ritrosia, del tedio, dello scetticismo e dell’indifferenza. A volte sembra di essere sopraffatti dal senso di impotenza. Eppure il Gruppo non si abbatte, ogni momento, ogni discorso, ogni avvenimento è una occasione per informare e invitare ad aderire alla Protezione Civile.

Bisognerebbe forse cambiare atteggiamento ed essere più positivi nella speranza che le realtà reali ed i dubbi svaniscano di fronte a nuove prospettive future?

Forse, ma è difficile abbattere quel muro illusorio, costruito con della carta velina, quando si ascoltano i refrain della gente che si nasconde dietro a impegni un po’ vaghi, o familiari, o di lavoro. E’ vero, esistono realmente questi impegni giornalieri in tutte le famiglie ma è anche vero che “volendo” tutto si può superare.

Purtroppo si deve constatare che c’è della ritrosia che spinge a chiudersi in “non ho il tempo” oppure “è un impegno troppo gravoso”. Parole vaghe che indicano la volontà di non voler conoscere la realtà vera.

E’ come se pervadesse quella strana paura che fa credere che, aderire al Gruppo di Protezione Civile, significa essere impegnati costantemente. Non è un lavoro, è un volontariato e come tale è dettato dalla solidarietà e dalla volontà di dare un pizzico di se stessi.

Già, il tempo! Ma questa è una bugia. Ormai tutti sanno che ognuno, come volontario, ne dedica quanto e quello che vuole, senza nessun “timbro di cartellino”.

Può capitare a tutti di aver necessità ed urgenza di aiuto nel momento del bisogno ma in egual misura bisogna capire che anche gli altri possono avere la stessa necessità.

Noi diciamo che ci si sente liberi “non” solo quando facciamo ciò che più ci pare e piace ma “anche e soprattutto” quando accettiamo di portare della solidarietà agli altri così come noi la “pretendiamo” dagli altri.

Bisognerebbe che ognuno si togliesse quella chiusura mentale che deriva da calcoli egoistici, da suggestioni infantili e narcisistiche, da paure immaginarie e dall’artefazione della situazione. Non è giusto “non” capire la necessità di questa organizzazione.

O forse è giusto nascondendosi dietro a quel muro illusorio fatto di carta velina dove c’è scritto “io non avrò mai bisogno, gli altri si arrangiano?

La realtà, grida chi già appartiene al Gruppo di Protezione Civile di Gradara, è purtroppo diversa!

Il Coordinatore

Gian Franco Traina


Pagine secondarie (2): Fotoalbum Rassegna stampa
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