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Borgo a Mozzano




Il comune di Borgo a Mozzano è situato all' entrata della Valle del Serchio a circa 20 km da Lucca. Le più antiche testimonianze risalgono al periodo della Contessa Matilde di Canossa, ma il territorio di Borgo a Mozzano fu abitato da Liguri, Etruschi e più tardi vi passarono i Romani. Questa terra fu feudo della famiglia dei Soffredinghi, di cui restano tracce evidenti nei castelli ormai ridotti a rovine della Rocca, del Bargiglio, di Anchiano. Alcune delle sue chiese risalgono all' età longobarda e carolingia ma furono poi successivamente distrutte e ricostruite nei secoli XI e XII. Il territorio di Borgo a Mozzano era attraversato dalla via Clodia (antica via romana che risalendo il fiume Serchio, attraversava la Garfagnana e collegava Lucca a Luni). L' antica via oltrepassato il paese di Valdottavo, toccava Diecimo (da dove passava la via Francigena) per giungere a Borgo a Mozzano, risaliva poi fino alla Pieve di Cerreto proseguendo verso la Rocca, scendendo infine verso Gioviano. Una deviazione collegava Cerreto al ponte del diavolo, per proseguire poi verso Corsagna. Nel 1562 Borgo a Mozzano divenne vicaria, durante l' epoca di Napoleone fu capitale del Cantone degli Appennini e sede di un Commissariato di governo. Dopo l' unità d' Italia fu capoluogo di un Collegio elettorale che comprendeva altri cinque comuni. Il comune di Borgo a Mozzano oggi comprende 17 frazioni: Anchiano, Cerreto, Chifenti, Corsagna, Cune, Dezza, Diecimo, Domazzano, Gioviano, Motrone, Partigliano, Piano della Rocca, Oneta, Rocca, San Romano, Tempagnano, Valdottavo.  

Borgo a Mozzano posto a circa 97 metri slm si estende sulla riva destra del fiume Serchio ed è sede dell' Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio. Entrando in paese sulla destra si trova la "Madonna dei Ferri", patrona del Comune; più avanti, in altro a sinistra, è possibile ammirare il convento di San Francesco, oggi sede di un centro anziani. Camminando lungo le vie principali del paese, si incontrano 3 chiese: chiesa del SS Crocifisso, di San Jacopo e di San Rocco. All' inizio di via Umberto I troviamo il palazzo del Municipio, già palazzo vicariale (1545-46), dove il boia veniva a fare giustizia. Davanti alla sede comunale si trova piazza XX Settembre con le antiche logge destinate al mercato del grano. Proseguendo troviamo piazza Garibaldi sede del mercato settimanale e il convento delle figlie di San Francesco, costruito nel 1611 grazie ai Padri Francescani Minori Riformati. Davanti alla chiesa di San Jacopo ha sede l' Unione dei Comuni, nel cui palazzo aveva sede anticamente il Comune. In via Umberto I poco dopo il ponticello sul rio di Oneta sulla sinistra si trova la casa della Contessa Matilde di Canossa, dalla quale sembra partisse un passaggio sotterraneo fino al campanile della chiesa di San Jacopo. Vari palazzi si trovano a Borgo a Mozzano, come per esempio Palazzo Pellegrini (ex sede della biblioteca comunale), il "Palazzaccio" (dove il boia eseguiva le sentenze), palazzo Santini (sede della biblioteca comunale), palazzo Giorgi e Tosizza, questi ultimi posti in via della Repubblica. In questa via si trova un busto di Pio VII, costruito quando il Pontefice passò da Borgo a Mozzano per dirigersi a Roma. Poche centinaia di metri più avanti troviamo il simbolo di Borgo a Mozzano, ossia il ponte della Maddalena, meglio conosciuto come ponte del Diavolo. 

Anchiano a circa 3 km dal capoluogo è accovacciato ai piedi del monte Gallione. Fu abitato già nei primi anni dell' era cristiana, come documentato da rilievi archeologici. Fu roccaforte dei Soffredinghi e vi si accede passando dalla porta del vecchio castello. Ancora oggi l' abitato mantiene la vecchia struttura urbana con strade strette, selciato in pietra, corti e portali del 1600 e del 1700. Su uno sperone roccioso sorge la chiesa parrocchiale di San Pietro, costruita sul vecchio castello, di cui rimangono tracce delle mura perimetrali e del mastio. Ad Anchiano troviamo testimonianze della seconda guerra mondiale con i resti della Linea Gotica (bunker, cunicoli e resti del muro anticarro), oggi recuperati e resi visitabili al pubblico, grazie al comitato di recupero e valorizzazione della linea gotica. Si consiglia anche una visita a San Giusto di Puticiano (paese abbandonato a causa della peste) di cui rimangono i resti dell' antica chiesa. 

Cerreto situato su un colle a ridosso del capoluogo a 144 slm, deriva il suo nome dai boschi di cerro, che un tempo lo circondavano. In passato si giungeva al paese tramite mulattiere, ancora esistenti. Due file di case fiancheggiano l' antica via selciata del paese, che finisce con la pieve intitolata a San Giovanni Battista, costruita sui resti di una chiesa più antica. Cerreto fu meta di soggiorno di Santa Gemma Galgani, una lapide è posta sulla sua casa in ricordo. Poco lontano dal cimitero del paese, vicino a cui troviamo un vecchio lavatoio, è possibile vedere il piccolo oratorio di San Rocchino. A circa un km da Cerreto incontriamo la località Pieve di Cerreto, con la sua antica pieve detta a Solazzo (995 d. C.). Da visitare anche in località Butia la chiesetta di San Michele Arcangelo, antico convento degli agostiniani (1228). 

Chifenti è situato a circa un km dal Ponte del Diavolo in direzione di Bagni di Lucca, la sua posizione alla confluenza del torrente Lima gli conferì il nome "confluenti" poi trasformatosi in Chifenti. Originariamente era costituito da 3 nuclei abitativi (Chifenti, Molino, Ponte d'Oro), oggi è un unico nucleo abitativo. La parte più antica del paese si sviluppa intorno alla chiesa di San Frediano, che conserva opere pregevoli della scuola di Giotto e del Civitali. Il monumento più importante è il ponte delle catene, fatto costruire dall'architetto Lorenzo Nottolini, per collegare Chifenti a Fornoli (Bagni di Lucca). Fortemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruito nel dopoguerra, seguendo il disegno originario. Sempre attribuibile a Nottolini è la "fontana nuova" che si trova lungo la SS12 poco prima del paese, per chi proviene da Borgo a Mozzano. 

Corsagna è situata a circa 400 metri sul livello del mare, sulle pendici dell'altopiano delle Pizzorne. Si hanno sue notizie sin dal 770 d.C. Vi dominarono i Soffredinghi e la Repubblica di Lucca. Domina il paese la chiesa parrocchiale intitolata a San Michele, con la torre campanaria un tempo mastio di un castello. La chiesa è situata in un punto panoramico, da cui si vede gran parte della valle. Vicino ad essa si trovano due piccolo oratori. Il paese possiede numerose corti e vari rioni: Pozzo, Verace, Fucina, Fabbriche, Cantone, Lama e Postabbio, le corti rappresentano una caratteristica del paese e appartenevano alle famiglie più importanti. A circa un km troviamo la chiesa della Madonna di Serra, patrona del paese, intorno alla quale anticamente si era sviluppato un centro abitato ormai scomparso. Oggi rimane solo la chiesa, intitolata a San Lorenzo, situata in splendida posizione panoramica. Poco prima di Corsagna troviamo la piccola località "Particelle", un tempo patria di scalpellini. 

Cune è un antico borgo seicentesco, posto a 653 metri di altitudine situato alle pendici del monte Bargiglio. Molte delle sue abitazioni presentano gli imponenti portali del seicento. Anticamente il paese si trovava più in alto, dove oggi si trova il romitorio di San Bartolomeo e dai documenti si apprende che dal 1387 iniziarono ad essere costruite le case nella posizione attuale. La chiesa parrocchiale è intitolata a San Bartolomeo, contiene tele della scuola del Marracci del XVII secolo, un organo Agati restaurato e la statua originale del romitorio di San Bartolomeo, che si trova a pochi km dal paese. Sempre a pochi km dal paese è stato costruito negli anni novanta l'osservatorio astronomico di monte Agliale, visitabile due volte al mese. Proseguendo lungo la strada principale si giunge al monte Bargiglio con i ruderi dell'antica torre di avvistamento (l' occhio di Lucca). Dai versanti del monte Bargiglio è possibile lanciarsi con il paracadute e con il deltaplano. 

Dezza  è un paese al confine con il comune di Pescaglia, si divide in Dezza alta e Dezza bassa, le due zone sono collegate da un'antica mulattiera. La chiesa si trova a metà strada tra i due nuclei abitativi ed è intitolata a Santa Elisabetta, al suo interno troviamo la pala d'altare della Madonna del Rosario del pittore Gustavo Giannini di Tereglio (1800). Nella parte alta del paese troviamo alcune ville di pregevole bellezza. 

Diecimo si snoda lungo la provinciale Lodovica che ricalca il tracciato dell'antica via romana "Clodia secunda". Il suo nome deriva dal fatto che il paese si trova al "decimo miglio" del percorso della suddetta via. Diecimo fu feudo della Contessa Matilde di Canossa, iura del Vescovo di Lucca e  nel 1736 passò sotto la vicaria di Borgo a Mozzano. Da visitare la pieve romanica di Santa Maria Assunta del XII secolo, sorta su un precedente edificio. La chiesa ha un bellissimo campanile, sicuramente uno dei più belli della Lucchesia, con 10 aperture per ogni lato e all' interno vi è conservato un sarcofago romano. Nelle vicinanze di Diecimo, lungo la strada provinciale Lodovica, troviamo la chiesa di San Martino in Greppo, antico confine del territorio lucchese delle sei miglia, dove si pagava la gabella per il transito delle persone e delle merci. Diecimo ha dato i natali a San Giovanni Leonardi e al pittore Antonio Luchi. Presso la casa di San Giovanni Leonardi si trova l' omonima biblioteca. Da vedere anche la torre di Castruccio e la chiesa del Carmine nella parte nord del paese. 

Domazzano è un piccolo paese vicino alla frazione di Valdottavo, salendo da quest' ultimo arriviamo alla località di San Donato, tipica corte con casa patronale e annessi agricoli. Qui troviamo la chiesa intitolata appunto a San Donato, bell' esempio di arte romanica (secolo XII), oggi dedicata alla Madonna del Carmine. Proseguendo si giunge all' abitato di Domazzano, dominato dalla chiesa di San Lorenzo, a cui si accede tramite una lunga scalinata. Le due chiese sono denominate "le gemelle romaniche", dato che entrambe sono di origine romanica. La chiesa di San Lorenzo ha però subito varie modifiche, che le hanno fatto perdere parte delle caratteristiche originarie. Dal piazzale della chiesa, è possibile godere di un ampio panorama. Prima dell' abitato di Domazzano, una deviazione sulla sinistra, conduce alle fortificazioni della Linea Gotica, poste sul Monte Elto. 

Gioviano situato a circa 280 metri slm, è un paese di origine medievale. Occupa la parte di un colle, dove nell' antichità si trovava un castello posto a protezione delle vie di comunicazione per la Garfagnana. La prima testimonianza del paese risale all' 801, quando un certo Sisimundo vi fondò una chiesa. Le case sono collegate da strade strette le "rughe", che degradano verso valle. La chiesa parrocchiale dedicata all' Assunta conserva delle pitture del pittore Pellegrino Lamberti, detto Pelle e un organo "Crudeli". Oggi al posto del vecchio mastio del castello si trova il campanile, ricostruito nel 1930, dopo che l'antica torre era stata abbattuta dal terremoto del 1920. Da visitare anche l'oratorio cinquecentesco di San Rocco. 

Motrone situato a 683 sul livello del mare, entrò a far parte del comune di Borgo a Mozzano nel 1963. Le prime notizie della sua esistenza risalgono al 995. Nel 1244 il paese entrò a far parte della Repubblica di Lucca e vi fu costruito un castello, di cui si conservano ancora resti (due porte e tronconi delle vecchie mura). La chiesa paesana, intitolata a San Giusto, a cui si accede tramite un scalinata in pietra, è adiacente alla torre campanaria che svetta sopra il dirupo del Bucine. La chiesa possiede un' ampia canonica, un tempo fortezza. Nelle vicinanze del paese troviamo il romitorio di Sant' Ansano, situato sulla mulattiera che conduce a Cune, l' altopiano panoramico del Lavacchielli e l' antro del vasaio. 

Oneta il piccolo paese è raggiungibile tramite una deviazione lungo la strada che dal paese di Cerreto conduce a Cune. Fu feudo dei Soffredinghi, signori di Anchiano e della Rocca, poi dei Castracani, appare nei documenti sin dal 979. La chiesa parrocchiale intitolata a Sant' Ilario ha subito vari rimaneggiamenti nel corso degli anni. Nel centro del paese si trova un antico lavatoio coperto e caratteristici oratori. Lungo il rio di Oneta sono visibili vecchi mulini e il frantoio. Nelle vicinanze del paese troviamo il romitorio di Santa Cristina.  
 
Partigliano situato a circa 3 km dalla frazione di Valdottavo, è un piccolo paese immerso nel verde, a 258 metri di altitudine. Il paese è citato già in documenti del 993. La chiesa dedicata a San Giusto e San Clemente è barocca, ma il campanile è molto più antico. In seguito però ai restauri, resi necessari dopo il terremoto del 1920, ha perso in parte le sue particolari caratteristiche architettoniche. La facciata della chiesa è in parte nascosta da un bel loggiato. Ad alcuni km da Partigliano da visitare il romitorio di San Nicolao, in località Guzzanello. 

Piano della Rocca il paese si trova a circa 2 km da Borgo a Mozzano ai piedi di uno sperone su cui si erge la Rocca di Mozzano. Il nucleo abitativo è sorto intorno alla centrale idroelettrica, costruita negli anni 1930-1940. Precedentemente il paese era formato da poche case e dalla cappella intitolata a Santa Maria del Soccorso. All' inizio del 1900 il paese era luogo di sosta dei greggi tramutanti dalle montagne alla Maremma. Durante alcuni lavori negli anni '70, è stata rinvenuta una tomba ligure con tutto il suo corredo, che oggi è conservata presso il Museo della Memoria, in Piazza Guglielmo Marconi a Borgo a Mozzano. 


Rocca detta di Mozzano fu costruita intorno al 900 d.C. per difendere la via Clodia, dato che grazie alla sua posizione (si trova a 314 di altitudine) si potevano controllare la Valle del Serchio e quella della Lima. Fu feudo dei Soffredinghi, signori di Anchiano e fu distrutta più volte. Sono ancora visibili le rovine della rocca, di cui rimane parte del muro di cinta e della torre circolare. Il castello fu distrutto dai Lucchesi, durante una battaglia con i ghibellini. La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta possiede un' ampia canonica con bel focolare del 1500. Il paese conserva le caratteristiche del borgo medievale, con le strade strette e le cose accavallate le une sulle altre. Dal paese si gode di un bellissimo panorama della valle e dei monti circostanti. All' inizio del paese, sulla sinistra, si trova una piccola cappellina costruita intorno agli anni '80, oggi dedicata agli alpini, sulle cui pareti interne sono riportati i nomi dei caduti e dei dispersi in guerra. 

San Romano è un piccolo paese che dista circa 4 km dalla strada provinciale Lodovica e 15 km da Borgo a Mozzano. Nell' antichità si chiamava Spuliziano ed era situato sul monte che si trova a nord, rispetto all'attuale posizione. Le vecchie abitazioni furono, però, abbandonate a causa della peste. Del vecchio paese e del relativo castello restano alcuni sotterranei e cantine. Coloro che sopravvissero scesero più a valle e costruirono la chiesa parrocchiale dedicata a San Romano. Oggi è abitato da poche persone, ma in passato ero un borgo agricolo assai popoloso. All' inizio del paese troviamo l'oratorio seicentesco di San Rocco e un vecchio lavatoio.

Tempagnano è situato a un km da Valdottavo, alle pendici del monte Conserva. Abbiamo sue notizie fin dall' 838, ma probabilmente le sue origini sono più antiche, come si può dedurre dal nome Templum Janii (chiaramente di origine latina). Il paese è formato da vari nuclei abitativi. Il monumento di maggior rilievo è la torre campanaria del periodo medievale, ornata di merli ai cui piedi si trova la chiesa di San Prospero. Proseguendo oltre il paese si arriva al valico di San Graziano, dove troviamo la cappella della Madonna della Neve, proseguendo oltre  si giunge fino in Versilia. Da pochi anni è stato inaugurato il nuovo frantoio, che già lavora a pieno ritmo. 

Valdottavo sembra essere il più antico paese del Comune (752), il suo nome deriva dal fatto che si trovava all'ottavo miglio della via "Clodia Secunda". Il paese si sviluppa lungo il torrente Ceretra, è formato da alcune ville Liberty e da casolari sparsi, più alcune moderne costruzioni. Le varie ville e il teatro Colombo, furono costruiti intorno agli anni venti da emigrati arricchitosi all'estero. Oggi il teatro è stato ristrutturato ed è sede di numerosi spettacoli teatrali e musicali. Monumenti religiosi da visitare l'oratorio di San Rocco e la pieve romanica di San Pietro. Si consigliano le visite a Collemancore e a Il Castello.