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La Via della Seta

La Seta a Cerreto

Nell'antica pievania di Cerreto a Borgo a Mozzano, lungo la Via degli Eremi vi è segretamente socchiusa una Via della Seta, singolare dolce ricordo di un'antica realtà cerretina la cui identità si rispecchia nelle innumerevoli testimonianze architettoniche, eremi e case coloniche, una pieve romanica, case-torri collegate con il Bargiglio (l'occhio di Lucca), una fitta rete di mulattiere e sentieri; e come documentato nell'archivio storico di Borgo a Mozzano una pievania ricoperta di gelseti il tutto in uno scenario di rara belezza paesaggistica. Il piccolo museo della seta a Cerreto, vuole riscoprire e testimoniare questa identità.
La seticoltura e bachicoltura ritornano a Cerreto per il decimo anno consecutivo con la sua impronta peculiare radicata saldamente sia nella vita agricola domestica ma anche in quella religiosa culturale del territorio di un passato lontano.

L'antica pievania di Cerreto dove la gelsi-bachicoltura aveva trovato un ambiente naturale caratterizzato dalle condizioni climatiche e del suolo favorevoli alla produzione della seta. Un numero elevatissimo di proprietà e terreni ecclesiastici e privati coltivavano il gelso, per esempio a Butia che fu sede di un eremo Agostiniano di cui abbiamo notizie già dal 1260. La pieve, che risale ai tempi della contessa Matilde di Canossa, aveva grandi gelseti fino agli inizi del 1900; inoltre il convento della Maddalena posto innanzi al Ponte del Diavolo, possedeva anch'esso un gelseto; questi sono solo alcuni esempi dei molti che ve ne sono. In una raccolta di memorie ed usanze antiche viene descritta la processione cerretina nel giorno di San Marco per l'erogazione delle terre dove le uova del baco della seta venivano portate in seno dalle donne per riscardarle ed auspicare un buon raccolto. Sappiamo che a Lucca nel XIV secolo vi era posta sotto la protezione di San Marco una scuola di seteria. Infatti sul sentiero che collega il Ponte del Diavolo alla Pieve di Cerreto vi era una cappellina dedicata a San Marco.

La bachicoltura era un'attività complementare ed integrativa prettamente femminile nel contesto della produzione agricola in generale.

Il setificio nella città di Lucca ebbe un incremento importante nel XIII secolo ed era la causa principale della sua potenza economica, e la sua influenza si estese non soltanto in tutta la provincia ma anche in Europa.
Oltre alla tessitura veniva esercitata anche la filatura, la tintura, si fabbricavano cordelle, fregi, nastri, borse ed altri manufatti oltre all'arte del battiloro che acconciava i filati d'oro e d'argento.

Manuela Pucci


Se siete interessati a questo argomento e volete ammirare "reperti" originali, potete  trovare informazioni sul Museo della  Bachicoltura e Gelsicoltura nella sezione Musei di questo sito.